CASTELPRIORE VERGHERETO 20.07.1944

(Forlì-Cesena - Emilia-Romagna)

CASTELPRIORE VERGHERETO 20.07.1944

CASTELPRIORE VERGHERETO 20.07.1944
Descrizione

Località Castelpriore, Verghereto, Forlì-Cesena, Emilia-Romagna

Data 20 luglio 1944

Matrice strage Nazista

Numero vittime 1

Numero vittime uomini 1

Numero vittime uomini adulti 1

Descrizione: Il 20 luglio 1944 Marco Santini e Mansueto Gabrielli si stavano recando nei campi per lavorare quando la figlia di Gabrielli li avvertì che erano arrivati a Castelpriore (FC) i poliziotti del IV-Polizei-Freiwilligen-Bataillon-Italien (battaglione volontari di polizia) provenienti da Balze (FC). Questi ultimi piazzarono una mitragliatrice all’imbocco della via principale del paese e quando videro che Santini e Gabrielli si erano messi a correre aprirono il fuoco e ferirono alle gambe Gabrielli, che cadde a terra. I poliziotti lo raggiunsero e lo uccisero sparandogli alla testa. Santini riuscì a raggiungere i campi e a nascondersi e si salvò.
Gli uomini del IV battaglione rastrellarono l’abitato, saccheggiarono le abitazioni e ne incendiarono alcune. Gli abitanti furono rastrellati e mentre gli uomini adulti validi furono tenuti separati, anziani donne e bambini vennero rinchiusi in una stalla al centro del paese. Non si giunse ad una strage come nel caso di Tavolicci, i cui abitanti vennero massacrati due giorni dopo dal IV-Polizei-Freiwilligen-Bataillon-Italien, ma le modalità di azione furono molto simili (v. Episodio di Tavolicci (FC), 22 luglio 1944).
Al termine dell’azione alcuni uomini e una donna furono trasferiti a Balze dove furono imprigionati e interrogati; con loro erano quattro uomini rastrellati all’alba del 20 luglio nel podere di Osseto (FC) che vennero liberati la sera del 20 luglio. Dopo alcuni giorni di detenzione alle Balze i catturati di Castelpriore furono trasferiti a Forlì e da qui (tranne uno) furono deportati in Germania. Fu deportata anche Maria Castronai che era stata collaboratrice dei poliziotti.

Modalità di uccisione: uccisione con armi da fuoco

Violenze connesse: deportazione della popolazione,furto e-o saccheggio,incendio di abitazione

Tipo di massacro: punitivo

Estremi e note penali: - Procedimento davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Forlì contro Antonio Pagliarini (nato a Montecchio Emilia (RE) il 04/06/1921), Salvatore Zito (nato a Caronia (ME) il 16/02/1917), Vincenzo Rota (nato a Nicastro (CZ) il 22/02/1924), Calogero Riggi (nato a Caltanissetta il 30/01/1922), Giuseppe Aligata (nato a Roccavaldina (ME) il 14/02/1913), tutti appartenenti alla 2ª compagnia del IV Battaglione volontari di polizia (tranne Aligata tenente della 3ª compagnia dello stesso battaglione) e accusati di diversi episodi di violenza nell’area di Verghereto, compresi i fatti di Castlpriore e l’uccisione di Gabrielli, quelli di Balze (FC) e quelli di Lamone (RN) del 02/07/1944 (v. Episodi di Balze (FC), 2 luglio 1944 e di Lamone (RN), 2 luglio 1944), la strage di Tavolicci (v. Episodio di Tavolicci (FC), 22 luglio 1944), le uccisioni dei fratelli Frè Luigi e Sildo Bimbi (v. Episodio di Toricella di Senatello (RN), 12 luglio 1944) e di Fosco Montini (v. Episodio di Calbano (FC), 13 luglio 1944). Con loro fu processata Maria Castronai (nata a Verghereto il 10/01/1921), accusata di delazione e di aver partecipato ad alcune azioni di rastrellamento, ma non ad uccisioni. Nello specifico del caso di Castelpriore e di Mansueto Gabrielli, con sentenza 08/03/1947, la Corte d’Assise straordinaria condannò alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena Rota per il reato di collaborazionismo con uccisioni, saccheggi e sevizie particolarmente efferate e per l’uccisione di Gabrielli; inoltre lo condannò per le uccisioni di Pino Casini a Balze, dei fratelli Bimbi, e di Adelmo Calchetti di Montagna di Casteldelci (che in realtà era stato solo aggredito nel 1944 e morì di malattia nel dicembre 1945 senza alcuna correlazione con i fatti del 1944). Anche Pagliarini, Zito e Riggi vennero condannati alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena per collaborazionismo commesso con uccisioni, saccheggi e sevizie particolarmente efferate e concorso nell’omicidio dei fratelli Bimbi. Gli imputati furono assolti per insufficienza di prove dalle altre imputazioni di omicidio e per gli altri reati loro ascritti la Corte dichiarò di non doversi procedere perché i reati erano estinti per amnistia. Aligata e Castronai furono assolti per insufficienza di prove.
Gli imputati ricorsero in Cassazione, che con sentenza 12/07/1948 annullò la sentenza della Corte d’assise straordinaria di Forlì e rinviò alla Corte d’Assise di Viterbo; questa con sentenza 09/07/1949 commutò la pena di morte in 27 anni di reclusione (in parte condonati e ridotti a 9 anni) per Rota per il reato di collaborazionismo con omicidio, ma lo assolse per gli omicidi di Casini, Calchetti e Gabrielli; e assolse per insufficienza di prove Zito, Pagliarini e Riggi per l’omicidio dei fratelli Bimbi e dichiarò di non doversi procedere nei loro confronti per collaborazionismo non essendo presenti fatti di omicidio e sevizie particolarmente efferate ed essendo il reato estinto per amnistia. Rota fu scarcerato nel 1953.
Al processo fu accusato anche il poliziotto Piazza, ma questi non fu mai identificato dagli inquirenti e riuscì a far perdere le sue tracce dopo la guerra.
- Procedimento davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Forlì contro Borgosano Luigi (nato a Messina il 01/10/1921, latitante, processato in contumacia) per collaborazionismo e per i fatti di Castelpriore e Pereto del 19/07/1944, compresa l’uccisione di Gabrielli, per quelli di Balze e Lamone (RN) del 02/07/1944 (v. Episodi di Balze (FC), 2 luglio 1944 e di Lamone (RN), 2 luglio 1944), per le uccisioni dei fratelli Frè Luigi e Sildo Bimbi (v. Episodio di Toricella di Senatello (RN), 12 luglio 1944) e di Fosco Montini (v. Episodio di Calbano (FC), 13 luglio 1944). La posizione di Borgosano era stata stralciata dal procedimento contro Rota e altri perché Borgosano non era stato sufficientemente identificato. Con sentenza del 04/10/1947 Borgosano fu condannato a 30 anni di reclusione perché ritenuto colpevole di collaborazionismo; l’avvocato presentò ricorso, ma questo fu respinto dalla Cassazione. Il 23/02/1954 gli furono condonati 28 anni di pena e altri sei mesi furono condonati il 21/02/1963. Il 23/06/1966 il tribunale di Forlì dichiarò estinta la pena di Borgosano e ordinò la revoca dell’ordine di carcerazione emesso dalla procura di Forlì l’11/12/1947.

Annotazioni: Secondo la testimonianza di Santini i poliziotti aprirono il fuoco verso di lui e verso Gabrielli prima che i due cominciassero a scappare e, anzi, essi scapparono proprio per non essere colpiti.

Scheda compilata da ROBERTA MIRA
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-03-15 11:33:40

Vittime

Elenco vittime

Gabrielli Mansueto, 34 anni.

Elenco vittime civili 1

Gabrielli Mansueto

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Elenco persone responsabili o presunte responsabili


  • Antonio Pagliarini

    Nome Antonio

    Cognome Pagliarini

    Stato imputato in procedimento

    Note procedimento - Procedimento davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Forlì contro Antonio Pagliarini (nato a Montecchio Emilia (RE) il 04/06/1921), Salvatore Zito (nato a Caronia (ME) il 16/02/1917), Vincenzo Rota (nato a Nicastro (CZ) il 22/02/1924), Calogero Riggi (nato a Caltanissetta il 30/01/1922), Giuseppe Aligata (nato a Roccavaldina (ME) il 14/02/1913), tutti appartenenti alla 2ª compagnia del IV Battaglione volontari di polizia (tranne Aligata tenente della 3ª compagnia dello stesso battaglione) e accusati di diversi episodi di violenza nell’area di Verghereto, compresi i fatti di Castlpriore e l’uccisione di Gabrielli, quelli di Balze (FC) e quelli di Lamone (RN) del 02/07/1944 (v. Episodi di Balze (FC), 2 luglio 1944 e di Lamone (RN), 2 luglio 1944), la strage di Tavolicci (v. Episodio di Tavolicci (FC), 22 luglio 1944), le uccisioni dei fratelli Frè Luigi e Sildo Bimbi (v. Episodio di Toricella di Senatello (RN), 12 luglio 1944) e di Fosco Montini (v. Episodio di Calbano (FC), 13 luglio 1944). Con loro fu processata Maria Castronai (nata a Verghereto il 10/01/1921), accusata di delazione e di aver partecipato ad alcune azioni di rastrellamento, ma non ad uccisioni. Nello specifico del caso di Castelpriore e di Mansueto Gabrielli, con sentenza 08/03/1947, la Corte d’Assise straordinaria condannò alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena Rota per il reato di collaborazionismo con uccisioni, saccheggi e sevizie particolarmente efferate e per l’uccisione di Gabrielli; inoltre lo condannò per le uccisioni di Pino Casini a Balze, dei fratelli Bimbi, e di Adelmo Calchetti di Montagna di Casteldelci (che in realtà era stato solo aggredito nel 1944 e morì di malattia nel dicembre 1945 senza alcuna correlazione con i fatti del 1944). Anche Pagliarini, Zito e Riggi vennero condannati alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena per collaborazionismo commesso con uccisioni, saccheggi e sevizie particolarmente efferate e concorso nell’omicidio dei fratelli Bimbi. Gli imputati furono assolti per insufficienza di prove dalle altre imputazioni di omicidio e per gli altri reati loro ascritti la Corte dichiarò di non doversi procedere perché i reati erano estinti per amnistia. Aligata e Castronai furono assolti per insufficienza di prove. Gli imputati ricorsero in Cassazione, che con sentenza 12/07/1948 annullò la sentenza della Corte d’assise straordinaria di Forlì e rinviò alla Corte d’Assise di Viterbo; questa con sentenza 09/07/1949 commutò la pena di morte in 27 anni di reclusione (in parte condonati e ridotti a 9 anni) per Rota per il reato di collaborazionismo con omicidio, ma lo assolse per gli omicidi di Casini, Calchetti e Gabrielli; e assolse per insufficienza di prove Zito, Pagliarini e Riggi per l’omicidio dei fratelli Bimbi e dichiarò di non doversi procedere nei loro confronti per collaborazionismo non essendo presenti fatti di omicidio e sevizie particolarmente efferate ed essendo il reato estinto per amnistia. Rota fu scarcerato nel 1953. Al processo fu accusato anche il poliziotto Piazza, ma questi non fu mai identificato dagli inquirenti e riuscì a far perdere le sue tracce dopo la guerra. - Procedimento davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Forlì contro Borgosano Luigi (nato a Messina il 01/10/1921, latitante, processato in contumacia) per collaborazionismo e per i fatti di Castelpriore e Pereto del 19/07/1944, compresa l’uccisione di Gabrielli, per quelli di Balze e Lamone (RN) del 02/07/1944 (v. Episodi di Balze (FC), 2 luglio 1944 e di Lamone (RN), 2 luglio 1944), per le uccisioni dei fratelli Frè Luigi e Sildo Bimbi (v. Episodio di Toricella di Senatello (RN), 12 luglio 1944) e di Fosco Montini (v. Episodio di Calbano (FC), 13 luglio 1944). La posizione di Borgosano era stata stralciata dal procedimento contro Rota e altri perché Borgosano non era stato sufficientemente identificato. Con sentenza del 04/10/1947 Borgosano fu condannato a 30 anni di reclusione perché ritenuto colpevole di collaborazionismo; l’avvocato presentò ricorso, ma questo fu respinto dalla Cassazione. Il 23/02/1954 gli furono condonati 28 anni di pena e altri sei mesi furono condonati il 21/02/1963. Il 23/06/1966 il tribunale di Forlì dichiarò estinta la pena di Borgosano e ordinò la revoca dell’ordine di carcerazione emesso dalla procura di Forlì l’11/12/1947.

    Nome del reparto 4. Polizei-Freiwilligen-Bataillon-Italien

  • Calogero Riggi

    Nome Calogero

    Cognome Riggi

    Stato imputato in procedimento

    Note procedimento - Procedimento davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Forlì contro Antonio Pagliarini (nato a Montecchio Emilia (RE) il 04/06/1921), Salvatore Zito (nato a Caronia (ME) il 16/02/1917), Vincenzo Rota (nato a Nicastro (CZ) il 22/02/1924), Calogero Riggi (nato a Caltanissetta il 30/01/1922), Giuseppe Aligata (nato a Roccavaldina (ME) il 14/02/1913), tutti appartenenti alla 2ª compagnia del IV Battaglione volontari di polizia (tranne Aligata tenente della 3ª compagnia dello stesso battaglione) e accusati di diversi episodi di violenza nell’area di Verghereto, compresi i fatti di Castlpriore e l’uccisione di Gabrielli, quelli di Balze (FC) e quelli di Lamone (RN) del 02/07/1944 (v. Episodi di Balze (FC), 2 luglio 1944 e di Lamone (RN), 2 luglio 1944), la strage di Tavolicci (v. Episodio di Tavolicci (FC), 22 luglio 1944), le uccisioni dei fratelli Frè Luigi e Sildo Bimbi (v. Episodio di Toricella di Senatello (RN), 12 luglio 1944) e di Fosco Montini (v. Episodio di Calbano (FC), 13 luglio 1944). Con loro fu processata Maria Castronai (nata a Verghereto il 10/01/1921), accusata di delazione e di aver partecipato ad alcune azioni di rastrellamento, ma non ad uccisioni. Nello specifico del caso di Castelpriore e di Mansueto Gabrielli, con sentenza 08/03/1947, la Corte d’Assise straordinaria condannò alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena Rota per il reato di collaborazionismo con uccisioni, saccheggi e sevizie particolarmente efferate e per l’uccisione di Gabrielli; inoltre lo condannò per le uccisioni di Pino Casini a Balze, dei fratelli Bimbi, e di Adelmo Calchetti di Montagna di Casteldelci (che in realtà era stato solo aggredito nel 1944 e morì di malattia nel dicembre 1945 senza alcuna correlazione con i fatti del 1944). Anche Pagliarini, Zito e Riggi vennero condannati alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena per collaborazionismo commesso con uccisioni, saccheggi e sevizie particolarmente efferate e concorso nell’omicidio dei fratelli Bimbi. Gli imputati furono assolti per insufficienza di prove dalle altre imputazioni di omicidio e per gli altri reati loro ascritti la Corte dichiarò di non doversi procedere perché i reati erano estinti per amnistia. Aligata e Castronai furono assolti per insufficienza di prove. Gli imputati ricorsero in Cassazione, che con sentenza 12/07/1948 annullò la sentenza della Corte d’assise straordinaria di Forlì e rinviò alla Corte d’Assise di Viterbo; questa con sentenza 09/07/1949 commutò la pena di morte in 27 anni di reclusione (in parte condonati e ridotti a 9 anni) per Rota per il reato di collaborazionismo con omicidio, ma lo assolse per gli omicidi di Casini, Calchetti e Gabrielli; e assolse per insufficienza di prove Zito, Pagliarini e Riggi per l’omicidio dei fratelli Bimbi e dichiarò di non doversi procedere nei loro confronti per collaborazionismo non essendo presenti fatti di omicidio e sevizie particolarmente efferate ed essendo il reato estinto per amnistia. Rota fu scarcerato nel 1953. Al processo fu accusato anche il poliziotto Piazza, ma questi non fu mai identificato dagli inquirenti e riuscì a far perdere le sue tracce dopo la guerra. - Procedimento davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Forlì contro Borgosano Luigi (nato a Messina il 01/10/1921, latitante, processato in contumacia) per collaborazionismo e per i fatti di Castelpriore e Pereto del 19/07/1944, compresa l’uccisione di Gabrielli, per quelli di Balze e Lamone (RN) del 02/07/1944 (v. Episodi di Balze (FC), 2 luglio 1944 e di Lamone (RN), 2 luglio 1944), per le uccisioni dei fratelli Frè Luigi e Sildo Bimbi (v. Episodio di Toricella di Senatello (RN), 12 luglio 1944) e di Fosco Montini (v. Episodio di Calbano (FC), 13 luglio 1944). La posizione di Borgosano era stata stralciata dal procedimento contro Rota e altri perché Borgosano non era stato sufficientemente identificato. Con sentenza del 04/10/1947 Borgosano fu condannato a 30 anni di reclusione perché ritenuto colpevole di collaborazionismo; l’avvocato presentò ricorso, ma questo fu respinto dalla Cassazione. Il 23/02/1954 gli furono condonati 28 anni di pena e altri sei mesi furono condonati il 21/02/1963. Il 23/06/1966 il tribunale di Forlì dichiarò estinta la pena di Borgosano e ordinò la revoca dell’ordine di carcerazione emesso dalla procura di Forlì l’11/12/1947.

    Nome del reparto 4. Polizei-Freiwilligen-Bataillon-Italien

  • Giuseppe Aligata

    Nome Giuseppe

    Cognome Aligata

    Stato imputato in procedimento

    Note procedimento - Procedimento davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Forlì contro Antonio Pagliarini (nato a Montecchio Emilia (RE) il 04/06/1921), Salvatore Zito (nato a Caronia (ME) il 16/02/1917), Vincenzo Rota (nato a Nicastro (CZ) il 22/02/1924), Calogero Riggi (nato a Caltanissetta il 30/01/1922), Giuseppe Aligata (nato a Roccavaldina (ME) il 14/02/1913), tutti appartenenti alla 2ª compagnia del IV Battaglione volontari di polizia (tranne Aligata tenente della 3ª compagnia dello stesso battaglione) e accusati di diversi episodi di violenza nell’area di Verghereto, compresi i fatti di Castlpriore e l’uccisione di Gabrielli, quelli di Balze (FC) e quelli di Lamone (RN) del 02/07/1944 (v. Episodi di Balze (FC), 2 luglio 1944 e di Lamone (RN), 2 luglio 1944), la strage di Tavolicci (v. Episodio di Tavolicci (FC), 22 luglio 1944), le uccisioni dei fratelli Frè Luigi e Sildo Bimbi (v. Episodio di Toricella di Senatello (RN), 12 luglio 1944) e di Fosco Montini (v. Episodio di Calbano (FC), 13 luglio 1944). Con loro fu processata Maria Castronai (nata a Verghereto il 10/01/1921), accusata di delazione e di aver partecipato ad alcune azioni di rastrellamento, ma non ad uccisioni. Nello specifico del caso di Castelpriore e di Mansueto Gabrielli, con sentenza 08/03/1947, la Corte d’Assise straordinaria condannò alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena Rota per il reato di collaborazionismo con uccisioni, saccheggi e sevizie particolarmente efferate e per l’uccisione di Gabrielli; inoltre lo condannò per le uccisioni di Pino Casini a Balze, dei fratelli Bimbi, e di Adelmo Calchetti di Montagna di Casteldelci (che in realtà era stato solo aggredito nel 1944 e morì di malattia nel dicembre 1945 senza alcuna correlazione con i fatti del 1944). Anche Pagliarini, Zito e Riggi vennero condannati alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena per collaborazionismo commesso con uccisioni, saccheggi e sevizie particolarmente efferate e concorso nell’omicidio dei fratelli Bimbi. Gli imputati furono assolti per insufficienza di prove dalle altre imputazioni di omicidio e per gli altri reati loro ascritti la Corte dichiarò di non doversi procedere perché i reati erano estinti per amnistia. Aligata e Castronai furono assolti per insufficienza di prove. Gli imputati ricorsero in Cassazione, che con sentenza 12/07/1948 annullò la sentenza della Corte d’assise straordinaria di Forlì e rinviò alla Corte d’Assise di Viterbo; questa con sentenza 09/07/1949 commutò la pena di morte in 27 anni di reclusione (in parte condonati e ridotti a 9 anni) per Rota per il reato di collaborazionismo con omicidio, ma lo assolse per gli omicidi di Casini, Calchetti e Gabrielli; e assolse per insufficienza di prove Zito, Pagliarini e Riggi per l’omicidio dei fratelli Bimbi e dichiarò di non doversi procedere nei loro confronti per collaborazionismo non essendo presenti fatti di omicidio e sevizie particolarmente efferate ed essendo il reato estinto per amnistia. Rota fu scarcerato nel 1953. Al processo fu accusato anche il poliziotto Piazza, ma questi non fu mai identificato dagli inquirenti e riuscì a far perdere le sue tracce dopo la guerra. - Procedimento davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Forlì contro Borgosano Luigi (nato a Messina il 01/10/1921, latitante, processato in contumacia) per collaborazionismo e per i fatti di Castelpriore e Pereto del 19/07/1944, compresa l’uccisione di Gabrielli, per quelli di Balze e Lamone (RN) del 02/07/1944 (v. Episodi di Balze (FC), 2 luglio 1944 e di Lamone (RN), 2 luglio 1944), per le uccisioni dei fratelli Frè Luigi e Sildo Bimbi (v. Episodio di Toricella di Senatello (RN), 12 luglio 1944) e di Fosco Montini (v. Episodio di Calbano (FC), 13 luglio 1944). La posizione di Borgosano era stata stralciata dal procedimento contro Rota e altri perché Borgosano non era stato sufficientemente identificato. Con sentenza del 04/10/1947 Borgosano fu condannato a 30 anni di reclusione perché ritenuto colpevole di collaborazionismo; l’avvocato presentò ricorso, ma questo fu respinto dalla Cassazione. Il 23/02/1954 gli furono condonati 28 anni di pena e altri sei mesi furono condonati il 21/02/1963. Il 23/06/1966 il tribunale di Forlì dichiarò estinta la pena di Borgosano e ordinò la revoca dell’ordine di carcerazione emesso dalla procura di Forlì l’11/12/1947.

    Nome del reparto 4. Polizei-Freiwilligen-Bataillon-Italien

  • Salvatore Zito

    Nome Salvatore

    Cognome Zito

    Stato imputato in procedimento

    Note procedimento - Procedimento davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Forlì contro Antonio Pagliarini (nato a Montecchio Emilia (RE) il 04/06/1921), Salvatore Zito (nato a Caronia (ME) il 16/02/1917), Vincenzo Rota (nato a Nicastro (CZ) il 22/02/1924), Calogero Riggi (nato a Caltanissetta il 30/01/1922), Giuseppe Aligata (nato a Roccavaldina (ME) il 14/02/1913), tutti appartenenti alla 2ª compagnia del IV Battaglione volontari di polizia (tranne Aligata tenente della 3ª compagnia dello stesso battaglione) e accusati di diversi episodi di violenza nell’area di Verghereto, compresi i fatti di Castlpriore e l’uccisione di Gabrielli, quelli di Balze (FC) e quelli di Lamone (RN) del 02/07/1944 (v. Episodi di Balze (FC), 2 luglio 1944 e di Lamone (RN), 2 luglio 1944), la strage di Tavolicci (v. Episodio di Tavolicci (FC), 22 luglio 1944), le uccisioni dei fratelli Frè Luigi e Sildo Bimbi (v. Episodio di Toricella di Senatello (RN), 12 luglio 1944) e di Fosco Montini (v. Episodio di Calbano (FC), 13 luglio 1944). Con loro fu processata Maria Castronai (nata a Verghereto il 10/01/1921), accusata di delazione e di aver partecipato ad alcune azioni di rastrellamento, ma non ad uccisioni. Nello specifico del caso di Castelpriore e di Mansueto Gabrielli, con sentenza 08/03/1947, la Corte d’Assise straordinaria condannò alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena Rota per il reato di collaborazionismo con uccisioni, saccheggi e sevizie particolarmente efferate e per l’uccisione di Gabrielli; inoltre lo condannò per le uccisioni di Pino Casini a Balze, dei fratelli Bimbi, e di Adelmo Calchetti di Montagna di Casteldelci (che in realtà era stato solo aggredito nel 1944 e morì di malattia nel dicembre 1945 senza alcuna correlazione con i fatti del 1944). Anche Pagliarini, Zito e Riggi vennero condannati alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena per collaborazionismo commesso con uccisioni, saccheggi e sevizie particolarmente efferate e concorso nell’omicidio dei fratelli Bimbi. Gli imputati furono assolti per insufficienza di prove dalle altre imputazioni di omicidio e per gli altri reati loro ascritti la Corte dichiarò di non doversi procedere perché i reati erano estinti per amnistia. Aligata e Castronai furono assolti per insufficienza di prove. Gli imputati ricorsero in Cassazione, che con sentenza 12/07/1948 annullò la sentenza della Corte d’assise straordinaria di Forlì e rinviò alla Corte d’Assise di Viterbo; questa con sentenza 09/07/1949 commutò la pena di morte in 27 anni di reclusione (in parte condonati e ridotti a 9 anni) per Rota per il reato di collaborazionismo con omicidio, ma lo assolse per gli omicidi di Casini, Calchetti e Gabrielli; e assolse per insufficienza di prove Zito, Pagliarini e Riggi per l’omicidio dei fratelli Bimbi e dichiarò di non doversi procedere nei loro confronti per collaborazionismo non essendo presenti fatti di omicidio e sevizie particolarmente efferate ed essendo il reato estinto per amnistia. Rota fu scarcerato nel 1953. Al processo fu accusato anche il poliziotto Piazza, ma questi non fu mai identificato dagli inquirenti e riuscì a far perdere le sue tracce dopo la guerra. - Procedimento davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Forlì contro Borgosano Luigi (nato a Messina il 01/10/1921, latitante, processato in contumacia) per collaborazionismo e per i fatti di Castelpriore e Pereto del 19/07/1944, compresa l’uccisione di Gabrielli, per quelli di Balze e Lamone (RN) del 02/07/1944 (v. Episodi di Balze (FC), 2 luglio 1944 e di Lamone (RN), 2 luglio 1944), per le uccisioni dei fratelli Frè Luigi e Sildo Bimbi (v. Episodio di Toricella di Senatello (RN), 12 luglio 1944) e di Fosco Montini (v. Episodio di Calbano (FC), 13 luglio 1944). La posizione di Borgosano era stata stralciata dal procedimento contro Rota e altri perché Borgosano non era stato sufficientemente identificato. Con sentenza del 04/10/1947 Borgosano fu condannato a 30 anni di reclusione perché ritenuto colpevole di collaborazionismo; l’avvocato presentò ricorso, ma questo fu respinto dalla Cassazione. Il 23/02/1954 gli furono condonati 28 anni di pena e altri sei mesi furono condonati il 21/02/1963. Il 23/06/1966 il tribunale di Forlì dichiarò estinta la pena di Borgosano e ordinò la revoca dell’ordine di carcerazione emesso dalla procura di Forlì l’11/12/1947.

    Nome del reparto 4. Polizei-Freiwilligen-Bataillon-Italien

  • Vincenzo Rota

    Nome Vincenzo

    Cognome Rota

    Stato imputato in procedimento

    Note procedimento - Procedimento davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Forlì contro Antonio Pagliarini (nato a Montecchio Emilia (RE) il 04/06/1921), Salvatore Zito (nato a Caronia (ME) il 16/02/1917), Vincenzo Rota (nato a Nicastro (CZ) il 22/02/1924), Calogero Riggi (nato a Caltanissetta il 30/01/1922), Giuseppe Aligata (nato a Roccavaldina (ME) il 14/02/1913), tutti appartenenti alla 2ª compagnia del IV Battaglione volontari di polizia (tranne Aligata tenente della 3ª compagnia dello stesso battaglione) e accusati di diversi episodi di violenza nell’area di Verghereto, compresi i fatti di Castlpriore e l’uccisione di Gabrielli, quelli di Balze (FC) e quelli di Lamone (RN) del 02/07/1944 (v. Episodi di Balze (FC), 2 luglio 1944 e di Lamone (RN), 2 luglio 1944), la strage di Tavolicci (v. Episodio di Tavolicci (FC), 22 luglio 1944), le uccisioni dei fratelli Frè Luigi e Sildo Bimbi (v. Episodio di Toricella di Senatello (RN), 12 luglio 1944) e di Fosco Montini (v. Episodio di Calbano (FC), 13 luglio 1944). Con loro fu processata Maria Castronai (nata a Verghereto il 10/01/1921), accusata di delazione e di aver partecipato ad alcune azioni di rastrellamento, ma non ad uccisioni. Nello specifico del caso di Castelpriore e di Mansueto Gabrielli, con sentenza 08/03/1947, la Corte d’Assise straordinaria condannò alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena Rota per il reato di collaborazionismo con uccisioni, saccheggi e sevizie particolarmente efferate e per l’uccisione di Gabrielli; inoltre lo condannò per le uccisioni di Pino Casini a Balze, dei fratelli Bimbi, e di Adelmo Calchetti di Montagna di Casteldelci (che in realtà era stato solo aggredito nel 1944 e morì di malattia nel dicembre 1945 senza alcuna correlazione con i fatti del 1944). Anche Pagliarini, Zito e Riggi vennero condannati alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena per collaborazionismo commesso con uccisioni, saccheggi e sevizie particolarmente efferate e concorso nell’omicidio dei fratelli Bimbi. Gli imputati furono assolti per insufficienza di prove dalle altre imputazioni di omicidio e per gli altri reati loro ascritti la Corte dichiarò di non doversi procedere perché i reati erano estinti per amnistia. Aligata e Castronai furono assolti per insufficienza di prove. Gli imputati ricorsero in Cassazione, che con sentenza 12/07/1948 annullò la sentenza della Corte d’assise straordinaria di Forlì e rinviò alla Corte d’Assise di Viterbo; questa con sentenza 09/07/1949 commutò la pena di morte in 27 anni di reclusione (in parte condonati e ridotti a 9 anni) per Rota per il reato di collaborazionismo con omicidio, ma lo assolse per gli omicidi di Casini, Calchetti e Gabrielli; e assolse per insufficienza di prove Zito, Pagliarini e Riggi per l’omicidio dei fratelli Bimbi e dichiarò di non doversi procedere nei loro confronti per collaborazionismo non essendo presenti fatti di omicidio e sevizie particolarmente efferate ed essendo il reato estinto per amnistia. Rota fu scarcerato nel 1953. Al processo fu accusato anche il poliziotto Piazza, ma questi non fu mai identificato dagli inquirenti e riuscì a far perdere le sue tracce dopo la guerra. - Procedimento davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Forlì contro Borgosano Luigi (nato a Messina il 01/10/1921, latitante, processato in contumacia) per collaborazionismo e per i fatti di Castelpriore e Pereto del 19/07/1944, compresa l’uccisione di Gabrielli, per quelli di Balze e Lamone (RN) del 02/07/1944 (v. Episodi di Balze (FC), 2 luglio 1944 e di Lamone (RN), 2 luglio 1944), per le uccisioni dei fratelli Frè Luigi e Sildo Bimbi (v. Episodio di Toricella di Senatello (RN), 12 luglio 1944) e di Fosco Montini (v. Episodio di Calbano (FC), 13 luglio 1944). La posizione di Borgosano era stata stralciata dal procedimento contro Rota e altri perché Borgosano non era stato sufficientemente identificato. Con sentenza del 04/10/1947 Borgosano fu condannato a 30 anni di reclusione perché ritenuto colpevole di collaborazionismo; l’avvocato presentò ricorso, ma questo fu respinto dalla Cassazione. Il 23/02/1954 gli furono condonati 28 anni di pena e altri sei mesi furono condonati il 21/02/1963. Il 23/06/1966 il tribunale di Forlì dichiarò estinta la pena di Borgosano e ordinò la revoca dell’ordine di carcerazione emesso dalla procura di Forlì l’11/12/1947.

    Nome del reparto 4. Polizei-Freiwilligen-Bataillon-Italien

Memorie
Bibliografia


- Ennio Bonali, Roberto Branchetti, Vladimiro Flamigni, Sergio Lolletti, Tavolicci e l’area dei Tre Vescovi. Una comunità pietrificata dalla guerra, Il Ponte Vecchio, Cesena, 1994, pp. 113-114.
- Marco Renzi, Appennino 1944: «Arrivano i lupi!». Atti e misfatti del IV Battaglione di volontari nazifascisti fra Toscana, Marche e Romagna, Il Ponte Vecchio, Cesena, 2008, pp. 111-119.

Sitografia


- Istituto per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea della provincia di Forlì-Cesena, elenco dei caduti partigiani:
http://www.istorecofc.it/caduti-formazioni-partigiane.asp
(ad nomen)

- Dipartimento di Storia Culture Civiltà, Università di Bologna, Database dei partigiani dell’Emilia-Romagna:
www.storia-culture-civilta.unibo.it/it/biblioteca/fondi-1/partigiani
(schede relative alla provincia di Forlì ad nomen).

- Fondazione Luigi Micheletti, Notiziari della Guardia nazionale repubblicana:
www.notiziarignr.it
Notiziari 21/08/1944, p. 30.

Fonti archivistiche

Fonti

- AISRFC, Eccidi, b. 5, fasc. Tavolicci.
- AISRFC, 8ª brigata, b. 3, fasc. 12, Comando 8ª brigata, Relazione dei danni arrecati a cose e a civili dalle milizie fasciste e tedesche nelle zone ove hanno operato le formazioni dell’8ª brigata, s.d., collocato in archivio tra i documenti di novembre 1944.
- AISRFC, Archivio Provincia di Forlì, raccolta testimonianze su Tavolicci.
- AFLM, Notiziari della Guardia nazionale repubblicana, Notiziario 21/08/1944, p. 30 (consultabile on line all’indirizzo www.notiziarignr.it)
- ACS, MI, DGPS, DAGR, Segreteria del Capo della Polizia, RSI (1943-1945), b. 57, copia della lettera inviata dalla Prefettura di Forlì al Gabinetto del ministero dell’Interno e alla Direzione generale di PS, 02/08/1944
- Tribunale di Forlì, Sezione, Penale, Sentenze della Corte d’Assise straordinaria di Forlì (1945-1947), vol. 1946-47, sentenze nn. 9/47, 15/47.