CIMITERO DI ALAGNA, 12-14.07.1944
Descrizione
Il 10 giugno 1944, ritenendo ormai sotto controllo la situazione in Valsesia e avendo urgente bisogno di rinforzi militari per contrastare l'attività partigiana in altre regioni, le autorità fasciste ordinano il tasferimento della legione Tagliamento sull'Appennino tosco-marchigiano. La Valsesia rimane così priva di presidi militari fascisti, da Alagna fino ai confini di Gattinara.
I partigiani colgono immediatamente l'occasione: scendono dagli alpeggi dove hanno trascorso i mesi di aprile e i primi di giorni di giugno e iniziano ad attrezzarsi per gestire la nuova fase. In quei giorni, i comandi partigiani avviano numerosi arruolamenti, accogliendo centinaia di giovani provenienti da varie parti del territorio, soprattutto dalla pianura, molti dei quali appartengono alle classi recentemente richiamate alle armi.
Il movimento cresce rapidamente, ma con esso anche le difficoltà logistiche: le armi scarseggiano, i viveri sono insufficienti e manca il tempo per addestrare adeguatamente le nuove reclute, spesso del tutto impreparate alla dura vita nella macchia.
Quando si profila il ritorno di reparti nazifascisti, i comandi decidono di concentrare i partigiani ad Alagna, per poi tentare uno sganciamento attraverso i sentiri delle valli laterali, secondo una tattica già sperimentata durante il rastrellamento dell'aprile precedente.
Questa volta, però, si tratta di muovere oltre un migliaio di persone, molte delle quali prive di esperienza in montagna e persino di calzature adeguate. Lo sganciamento si trasforma in una difficile ritirata, nel corso della quale si registrano numerosi arresti, anche a causa della presenza di una rete di delatori rimasti fedeli al fascismo.
Tra i catturati, otto carabinieri e sette partigiani vengono fucilati il 14 luglio presso il cimitero di Alagna.
Dati dell’episodio
- Matrice della strage
- Nazista
- Modalità di uccisione
- fucilazione
- Trattamento dei cadaveri
- Esposizione
- Tipo di massacro
- rastrellamento
Vittime
Distribuzione delle vittime per genere ed età
Elenco vittime
Borlo Pietro, di Prospero (Prosperino) e di Fiore Rosa, nato a Costigliole d’Asti (AT) il 15 gennaio 1915, residente a Brusasco Cavagnolo (cascina Lusche), 5ª elementare, celibe;
Castriota Scanderbeg Luigi, di Luigi e Carlini Maria, nato a Napoli il 23 novembre 1924, residente a Napoli in via San Biagio dei Librai 39 o via Posillipo 299;
Catania Salvatore, di Giuseppe e di Signorino Antonia, nato a Novara di Sicilia il 30 settembre 1922 (secondo foglio matricolare 30 aprile 1922), residente a Messina, celibe, agricoltore (secondo foglio matricolare negoziante), 5ª elementare;
Doria Elvano, di Pasquale e di Pezzan Maria, nato a Novara il 27 gennaio 1921, residente a Novara, manovale (panettiere), celibe;
Faglia Lorenzo, di Pasquale e di Tavolini Teresa, nato a Castelcovati (BS) il 25 maggio 1921, celibe, aggiustatore meccanico, residente a Novara (?) o a Brescia in viale Giulio Cesare 58;
Fagnoni Renzo Renato, di Gaudenzio e di Bosotti Maria, nato a Novara il 25 agosto 1925, residente a Novara in corso Risorgimento 35, celibe, fonditore;
Fungo Giuseppe, di Antonio e Colli Ercolina, nato a Novara il 24 gennaio 1926, residente a Nibbia, comune di San Pietro Mosezzo (slama traslata), celibe, apprendista meccanico;
Giugliano (o Giuliano) Giovanni, di Carlo e Grasso Luigia, nato a Ceva il 22 maggio 1924, residente a Ceva, celibe, operaio muratore;
Gobbo Giovanni, di Giuseppe e fu Minchio Angela, nato a Montegaldella (Vi) il 18 giugno 1918 e residente a Castel d’Azzano (VR), celibe, mezzadro;
Longato Ugo, di Domenico e Pesce Teresa, nato a Scorzé (VE) il 21.11.1907, residente a Scorzè;
Martinon Mario, di Luigi e Allorio Alessandrina, nato a Varallo (VC) il 23 luglio 1925; celibe, tornitore in legno;
Righeschi Bruno, di Guido e Nocentini Gesuina, nato a Loro Ciuffenna (AR) il 18 gennaio 1921, ivi residente; celibe, colono;
Remolif Attilio, di Pasquale GiovanBattista e di Sollier Severina, nato a Chiomonte (TO) il 29 luglio 1917, celibe, (manovale prima, 4ª elementare);
Tumelero Luciano, di Pietro (Barazzetto di Biella) e di Crestani Caterina, nato a Biella il 17 novembre 1926, celibe, abitante in Strada Barazzetto-Vandorno 89;
Vedani Felice, fu Zaverio e Riboni Emilia, nato a Invorio Superiore (NO) l’8 maggio 1904, residente a Caluso, via Cesare Balbo 17, inserviente d’ufficio, coniugato il 12 gennaio 1945 con Actis Giorgetto Carolina di Piazza Anna (nata a Torino il 25 gennaio 1907).
Vittime partigiane · 7
Castriota Scanderbeg Luigi,
Doria Elvano,
Faglia Lorenzo,
Fagnoni Renzo Renato,
Fungo Giuseppe,
Martinon Mario,
Tumelero Luciano.
Vittime carabinieri · 8
Borlo Pietro,
Catania Salvatore,
Giugliano (o Giuliano) Giovanni,
Gobbo Giovanni,
Longato Ugo,
Righeschi Bruno,
Remolif Attilio,
Vedani Felice.
Responsabili o presunti responsabili
Persone
Guido Pisoni
- Nome
- Guido
- Cognome
- Pisoni
- Ruolo nella strage
- Autore
- Stato
- imputato in procedimento
- Note
Oberleutenant Guido Pisoni di Gaspare e Codani Giuseppa, n. Milano 26.12.1915, coniugato con Liliana Gabrielli il 9 maggio 1940 in Massa Marittima (Gr); imputato e condannato in contumacia dalla CAS di Vercelli per vari reati, tra cui l’eccidio di Alagna. Di lui non si seppe più nulla dopo la liberazione; il 5 luglio 1950 la moglie e i due figli furono cancellati dai registri dell’anagrafe di Milano perché emigrati a Buenos Aires
- Note sul procedimento
Corte d’Assise straordinaria di Vercelli, sentenza del 21 luglio 1946: Guido Pisoni condannato a morte in contumacia.
Corte d’Assise straordinaria di Vercelli, sentenza del 24 settembre 1945: condannata Gina Tribolo a 15 anni di reclusione per collaborazionismo; il 7 luglio 1946, in forza dell’amnistia viene ordinata la scarcerazione, mentre la Tribolo si trovava ricoverata all’ospedale dal 7 dicembre ’45. Il 25 settembre ’45 la Tribolo aveva dichiarato di ricorrere in Cassazione.- Reparti
- Höchster SS und Polizeiführer Italien/SSPF Oberitalien-West
Reparti
Documentazione giudiziaria
Estremi e note penali
Corte d’Assise straordinaria di Vercelli, sentenza del 21 luglio 1946: Guido Pisoni condannato a morte in contumacia.
Corte d’Assise straordinaria di Vercelli, sentenza del 24 settembre 1945: condannata Gina Tribolo a 15 anni di reclusione per collaborazionismo; il 7 luglio 1946, in forza dell’amnistia viene ordinata la scarcerazione, mentre la Tribolo si trovava ricoverata all’ospedale dal 7 dicembre ’45. Il 25 settembre ’45 la Tribolo aveva dichiarato di ricorrere in Cassazione.
Memorie
Ad Alagna vi sono divisioni sulla memoria principalmente legate al fatto che dopo la liberazione i partigiani fucilarono, dopo processo partigiano, il podestà di Alagna dell’epoca, cav. Enrico Guglielmina, ritenuto responsabile delle delazioni che portarono all’arresto delle 15 vittime; fu celebrato anche un processo in CAS Vercelli contro quattro donne di Alagna, accusate di complicità con il Guglielmina. Inoltre si tende a confondere il numero delle vittime, includendo tra i fucilati anche il partigiano Agostino Zanzola, fucilato ad Alagna il 25 maggio 1944 dai militi della legione “Tagliamento”. Altro elemento radicato impropriamente nella memoria è l’attribuzione delle esecuzioni a reparti tedeschi, mentre è acclarata la responsabilità delle SS italiane.
Commemorazione
- Descrizione
Commemorazione annuale nella domenica a ridosso del 14 luglio
Luogo della memoria (2)
- Ubicazione
- Alagna, piazza Grober
- Descrizione
Piazza Grober: pannello esplicativo realizzato nel 2002 nell’ambito del progetto “La memoria delle Alpi – I sentieri della libertà” 2004
- Ubicazione
- Alagna
- Anno di realizzazione
- 2006
- Descrizione
Intitolazione di una via ad Alagna “via Martiri della Libertà 14 luglio 1944” 2006
Monumento (2)
- Ubicazione
- Alagna, piazza Grober
- Descrizione
Piazza Grober ad Alagna, lato sud della chiesa parrocchiale: monumento commemorativo realizzato dall’artista e partigiano Lino Tosi
- Ubicazione
- Alagna, cimitero
- Descrizione
Muro esterno del cimitero di Alagna: 16 croci con nominativi dei fucilati
Fonti e riferimenti
Bibliografia
Saggi
Cesare Bermani, La Caporetto di Alagna, in Pagine di guerriglia, cap xv pp.145-165, vol. I tomo I
Articoli
L'eccidio dei carabinieri ad Alagna, in “il Monterosa”, a.104, n.33 (28 agosto 1964), p.4
Albino Calletti, Guerriglia in Valsesia in “Patria indipendente”, a.34, n.13-14 (14 luglio 1985), p.32-33
Sitografia
Itinerari della Resistenza valsesiana,cd, pubblicato on line su http://www.storia900bivc.it/pagine/itinerari/homevalsesia.html
Fonti archivistiche
Archivio di Stato di Vercelli, fondo Distretto militare
Archivio di Stato di Vercelli, fondo CAS, processo Tribolo e altre
Archivio di Stato di Torino, Corte d'Assise di Torino - Sezione speciale, 1945-1947
Archivio dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, N 1/11, b. 2123 bis
Commissione Parlamentare di Inchiesta, f. 23/137
Comune di Alagna, archivio storico
Isrsc, fondo Moscatelli, bb. varie