Piani d'Erna, Lecco, 16-20.10.1943

(Lecco - Lombardia)

Piani d'Erna, Lecco, 16-20.10.1943

Piani d'Erna, Lecco, 16-20.10.1943
Descrizione

Località Piani d'Erna, Lecco, Lecco, Lombardia

Data 16 ottobre 1943 - 20 ottobre 1943

Matrice strage Nazista

Numero vittime 7

Numero vittime uomini 7

Numero vittime uomini adulti 7

Descrizione: Subito dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, i Piani d’Erna furono uno dei primi luoghi dove si radunarono molti tra sbandati ed ex prigionieri, che decisero di opporsi all’invasione tedesca e alla neonata Repubblica Sociale Italiana. Più che sul piano militare, però, le azioni condotte da questi gruppi autonomi di sbandati acquisirono una grande importanza dal punto di vista simbolico: per la prima volta, infatti, qualcuno si opponeva in armi alle forze nazifasciste e dopo nemmeno un mese di attività partigiana, i tedeschi furono costretti ad attaccare il Pizzo d’Erna, supportati dall’artiglieria e da tremila Alpenjager, i Cacciatori delle Alpi austriaci, divisi in quattro colonne provenienti dalle quattro direttrici principali che conducevano in Erna. Le operazioni di rastrellamento iniziarono tra il 16 e il 17 ottobre 1943 e si distinsero in due momenti specifici: il primo, durato fino al 18 ottobre, registrò l’occupazione della Valsassina, con la chiusura di tutti gli sbocchi delle vallate minori che scendevano verso il lago; il secondo, invece, corrispose agli scontri avvenuti presso la Capanna Stoppani, a Campo de’ Boi e al Pizzo d’Erna tra il 18 e il 20 ottobre. Dopo aver respinto i primi attacchi tedeschi tra il 16 e il 17 ottobre, la trentina di uomini asserragliati in Erna furono avvertiti da alcuni giovani saliti da Lecco delle intenzioni tedesche di organizzare “una battuta in grande stile ed in pieno assetto di guerra”.
Nel pomeriggio del 18 ottobre 1943 le SS tedesche iniziarono a salire contemporaneamente da tutti e quattro i versanti della montagna. Nella marcia d’avvicinamento al Pizzo, i partigiani del rione di Bonacina furono catturati dai tedeschi e costretti a portare le loro munizioni; lungo il percorso che dalla frazione di Costa conduce ai Piani d’Erna, oltre a requisire bestiame e vestiario, vennero incendiate tutte le baite e i fienili situati lungo il sentiero. Le poche decine di partigiani rimasti ai Piani d’Erna, non avendo i mezzi adatti per rispondere all’offensiva tedesca, capirono di essere stati accerchiati dal nemico e la fuga sembrò ormai essere compromessa, visto che tutti i versanti del monte erano sbarrati; in montagna restarono quindi soltanto alcuni prigionieri francesi, slavi e russi, che si trovarono ad affrontare le truppe tedesche.
Arrivate ai piani d’Erna, le SS si accanirono contro baite e cascine, distruggendo a colpi di bombe a mano e mitraglia gran parte dei fienili che nascondevano viveri e armi, danneggiando seriamente anche la piccola chiesetta e la statua della Madonna al suo interno. Il violento scontro terminò con la distruzione pressoché totale delle baite e di tutti i punti d’appoggio usati dalle prime formazioni partigiane.
Il bilancio fu tragico: un civile ucciso a prima luna, due ex prigionieri alleati caduti a Erna (un francese e un rumeno), due ex soldati catturati e fucilati a Germanedo (Lecco, sono Puppato e Valsecchi); altri due militari ignoti sono sepolti nel cimitero di Acquate (Lc). I partigiani superstiti, dopo il rastrellamento, si sposteranno a Santa Brigida (in Valle Brembana, Bergamo) da dove compiranno una serie di azioni.

Modalità di uccisione: uccisione con armi da fuoco

Violenze connesse: furto e-o saccheggio,incendio di abitazione

Tipo di massacro: rastrellamento

Annotazioni: Anche Gabriele Fontana, uno dei più precisi storici esperto nella Resistenza della zona fra Lecco e Bergamo ammette che su questa vicenda mancano dati certi e sono poche le testimonianze. Secondo la documentazione tedesca le operazioni iniziano il giorno 17 ottobre.

Scheda compilata da Simona Cantoni
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2018-01-26 13:16:57

Vittime

Elenco vittime

1. Zoltan De Meter (o Demetrio Zoltan), ex prigioniero rumeno in fuga dopo l’8 settembre;
2. Vittorio Donati, civile;
3. Emilio Puppato, di Morgano (Tr), ex soldato;
4. Aristide Valsecchi, di Olginate (Lc), ex soldato;.
5. altre 3 vittime non identificate, di cui una probabilmente francese.

Elenco vittime civili 1

Vittorio Donati

Elenco vittime militari 4

Emilio Puppato,
Aristide Valsecchi

Elenco vittime prigionieri di guerra 2

Zoltan De Meter (o Demetrio Zoltan)

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


SS reparto non precisato

Tipo di reparto: Waffen-SS

5. Gebirgs-Division

Tipo di reparto: Wehrmacht
Appartenenza: Heer Wehrmacht

Lehr-Bataillon Gebirgs-Jäger-Schule Mittenwald

Tipo di reparto: Wehrmacht
Appartenenza: Heer Wehrmacht

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • lapide a Chiesa di Erna

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Chiesa di Erna

    Descrizione: Lapide posta all’esterno della chiesetta di Erna con i nomi di due caduti

  • lapide a Ospedale nuovo di Lecco

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Ospedale nuovo di Lecco

    Descrizione: Lapide dedicata a Aristide Valsecchi ed Emilio Pupato posta a Lecco, nei pressi dell’ospedale nuovo, luogo in cui sono stati fucilati

  • lapide a Piazzale della funivia, Lecco

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Piazzale della funivia, Lecco

    Anno di realizzazione: 2013

    Descrizione: Targa in memoria della battaglia d’Erna, posta a Lecco nel piazzale della funivia in data 19 ottobre 2013

Bibliografia


7 Ottobre 1943 nasce la Resistenza armata di Piani d’Erna, Comune di Lecco, Lecco, 1973;
Tarcisio Bottani, Giuseppe Giupponi, Felice Riceputi, La Resistenza in val Brembana e nelle zone limitrofe, Corponove ed., Bergamo 2010;
Gabriele Fontana, La banda Carlo Pisacane. Carenno, Erna, Santa Brigida, Corni di Canzo, Istituto di storia contemporanea “Pier Amato Perretta”, Como 2010;
Giuseppe Gaudenzi, Ettore Tulli e la Banda Pisacane, Il filo di Arianna, Bergamo 2002;
Umberto Morandi, Azioni partigiane e rastrellamenti nazifascisti dal settembre ’43 all’aprile ’45 nel territorio lecchese, Comune di Lecco, Lecco 1981;
Silvio Puccio, Una Resistenza. Antifascismo e lotta di liberazione a Lecco e nel lecchese, Milano 1965.

Sitografia


http://www.55rosselli.it

Fonti archivistiche

Fonti

Aisrec, Fondo Scalpelli, fald. 4, busta b, fasc. 3, Ettore Tulli, Relazione attività;
Archivio Insmli, Fondo cvl, busta 97, fasc. 4, Attività partigiane delle formazioni del Raggruppamento garibaldino d’assalto lombardo e del Comando della zona militare del lago di Como, nel periodo dal 9 settembre 1943 al 7 giugno 1945.
BA-MA, RH 24-73/4;