MODENA 30.07.1944

(Modena - Emilia-Romagna)

Descrizione

Località Modena, Modena, Modena, Emilia-Romagna

Data 30 luglio 1944

Matrice strage Nazista

Numero vittime 3

Numero vittime uomini 3

Numero vittime uomini adulti 2

Numero vittime uomini senza informazioni 1

Descrizione: Nell’ultima settimana di luglio del 1944 i nazi-fascisti organizzano febbrilmente l’attacco alla Repubblica di Montefiorino, ma i gappisti della 65° Brigata “Walter Tabacchi” organizzano diversi sabotaggi e attacchi contro gli automezzi e le strutture delle forze di occupazione tedesche. Dal momento che la tensione tra i militari germanici, i fascisti e i civili raggiunge livelli inediti, il Rustungskommando germanico di Bologna impone ai camerati che controllano la città di Modena una rappresaglia esemplare nei confronti della popolazione. Mentre si svolgono le trattative per stabilire la modalità della fucilazione di Piazza Grande, un altro fatto di sangue sconvolge una parte della città: secondo la cronologia della Resistenza modenese elaborata dall’ANPI, tre civili incontrano un posto di blocco tedesco e, per motivi non meglio chiariti, non si fermano all’ingiunzione dell’Alt! Vengono raggiunti dalle raffiche dei militari germanici e muoiono per le ferite: si tratta di Arrigo Benedetti, Ennio Parmeggiani e di un terzo personaggio il cui nome rimane avvolto nel mistero. Secondo le fonti dell’ANPI, Parmeggiani paga i contatti con la Resistenza e il sostegno che ha accordato a più riprese ai partigiani delle periferie cittadine.

Modalità di uccisione: uccisione con armi da fuoco

Tipo di massacro: legato al controllo del territorio
--> Per saperne di più sulle tipologie

Estremi e note penali: Processi della Corte d’Assise Straordinaria: fotocopie di Giovanni Fantozzi, in Archivio ISRM.
ASMO CAS (1945) – Busta 1: Antonio Petti – Verbale di dibattimento n. 94 R.G. – CAS MO.
Il Questore De Sanctis al Ministero degli Interni e alla Direzione Generale della Polizia.
“Si comunica che in seguito ad alcuni atti di sabotaggio qui verificatisi il 29 luglio u.s. contro tre automezzi tedeschi sostanti sulla pubblica strada, il Comando delle SS Germaniche di Bologna richiese l'indomani, entro il termine di due ore, il rastrellamento di venti cittadini italiani da fucilarsi per rappresaglia. Data la perentoria richiesta e non volendo far fucilare cittadini assolutamente non colpevoli che si fossero trovati sulla strada, fu decisa una urgente riunione in Prefettura, presenti il Federale, il Questore, il Podestà e il Comandante Provinciale della GNR, i quali furono d'accordo di prelevare i venti cittadini richiesti fra i detenuti associati nelle carceri giudiziarie di Modena. La sera dello stesso 30 luglio u.s. alle ore 18 i venti detenuti prelevati dal carcere furono fucilati nella Piazza della Repubblica di questa città da un plotone germanico delle SS. Verso le ore 21.30, poi, furono fucilati, sul Viale Muratori di questa Città, sempre ad opera di militari germanici, tre altri individui in bicicletta che non ubbidirono prontamente alla intimazione di fermarsi. Verso le ore 22, sulla Via Emilia, località Casa Cantoniera, fu ferito gravemente, con arma da fuoco, mentre viaggiava su un autocarro un militare germanico che decedeva all'ospedale. Per tale fatto l'indomani, il Comando Germanico delle SS di Bologna richiedeva altri 20 ostaggi che, in seguito ad altra riunione, fu deciso di prelevare dalla Casa Penale di Castelfranco Emilia. Qualche ora prima dell'esecuzione il Comando delle SS chiese solo 5 cittadini anziché venti e così verso le ore 21,30 del 31 luglio u.s. furono fucilati, sul posto dove venne gravemente ferito il militare germanico solo 5 dei venti cittadini detenuti. I rimanenti quindici furono ritradotti alla Casa Penale di Castelfranco Emilia, ma messi a disposizione del Comando Germanico delle SS”.

Annotazioni: Questo episodio richiede ulteriori verifiche poiché non è stato ricostruito in maniera completa ed esaustiva: l’assenza di informazioni sull’identità della terza vittima e la coincidenza cronologica con la strage di Piazza Grande inducono a prendere con le dovute cautele la testimonianza dell’uccisione simultanea di tre civili in un punto specifico della città. Un’indagine specifica sui notiziari della GNR e sulle fonti coeve (quotidiani, cronache, diari delle brigate partigiane) potrebbe chiarire in maniera più puntuale le dinamiche di questo atto di violenza contro i civili.

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): La memoria di questa vicenda rimane confinata in una dimensione subalterna rispetto al ricordo della strage di Piazza Grande. I due eventi accadono nella stessa giornata e la trasformano in una data simbolica per la narrazione collettiva della Resistenza modenese, ma la visione delle vittime che il plotone d’esecuzione abbatte nel cuore della città sconvolge la popolazione e si imprime in maniera indelebile nella coscienza civica. La morte dei tre civili che vengono abbattuti dal posto di blocco passa in secondo piano: appare, peraltro, probabile che soltanto una delle vittime avesse legami piuttosto assidui con il movimento di liberazione. Questi elementi contribuiscono a rendere piuttosto debole la memoria dell’episodio in questione.

Scheda compilata da DANIEL DEGLI ESPOSITI
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-06-01 07:11:28

Vittime

Elenco vittime

1. Arrigo Benedetti: nato a Modena il 1 ottobre 1911, figlio di Giovanni e Anna Michelini, residente a Bomporto, civile. Riformato dal Regio Esercito, è richiamato nelle file del 9° Reggimento di Artiglieria d’Armata e viene inviato al fronte francese nell’87° Gruppo Mortai da 210/8. Il 22 ottobre 1940 è «giudicato idoneo ai soli servizi sedentari per mancanza e carie di numerosi denti con insufficienza della masticazione». Il 30 luglio 1944 viene ucciso con alcuni colpi di arma da fuoco a Modena.
2. Ennio Parmeggiani: nato a Modena il 23 dicembre 1914, residente a Saliceto Panaro, fornaio o agricoltore, civile legato ai partigiani. Viene arruolato nel 2° Reggimento Granatieri di Sardegna a Roma, ma la sua esperienza di guerra non è nota. Il 21 aprile 1944 non risponde alla chiamata alle armi della Repubblica Sociale poiché viene «esonerato quale agricoltore diretto di un fondo posto in Saliceta Panaro». Il 30 luglio 1944 è ucciso a Modena con un colpo alla nuca. Nel dopoguerra viene riconosciuto «partigiano combattente caduto».
3. Non definito: si vedano le note successive che riguardano la descrizione dell’episodio.

Elenco vittime civili 1

Arrigo Benedetti

Elenco vittime legate a partigiani 1

Ennio Parmeggiani

Elenco vittime indefinite 1

Non definito

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Platzkommandantur Modena

Tipo di reparto: Wehrmacht

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • cippo a Piazzale Risorgimento, Modena

    Tipo di memoria: cippo

    Ubicazione: Piazzale Risorgimento, Modena

    Descrizione: Il monumento di Piazzale Risorgimento a Modena ricorda Arrigo Benedetti

  • cippo a Navicello

    Tipo di memoria: cippo

    Ubicazione: Navicello

    Descrizione: Il memoriale di Navicello ricorda Ennio Parmeggiani.

Bibliografia


Ermanno Gorrieri, La repubblica di Montefiorino, Bologna, Il Mulino, 1970, pp. 315-319.
Claudio Silingardi, Una provincia partigiana, Milano, Franco Angeli, 1998, pp. 334-335.
Ilva Vaccari, Dalla parte della libertà, Santa Sofia di R., Stab. Tip. dei Comuni per COOP Estense, 1999, pag. 567.

Sitografia


http://anpimodena.it/avvenimenti-significativi-della-resistenza-modenese-nel-periodo-dal-1-luglio-1943-e-1944-20-settembre-1943-e-1944/
http://emilia-romagna.anpi.it/modena/calendario/1944_07.html

Fonti archivistiche

Fonti

Adamo Pedrazzi, Cronaca dell’Occupazione Nazi-Fascista di Modena – MCMXLIII-MCMXLV, Volume II, 31 luglio 1944, Archivio dell’Istituto Storico di Modena.
Notiziario GNR, 30 luglio 1944, in FM, GNR.