Sant’Agata, Gessopalena, 21.01.1944

(Chieti - Abruzzo)

Descrizione

Località Sant'Agata, Gessopalena, Chieti, Abruzzo

Data 21 gennaio 1944

Matrice strage Nazista

Numero vittime 36

Numero vittime uomini 14

Numero vittime bambini 4

Numero vittime uomini ragazzi 1

Numero vittime uomini adulti 5

Numero vittime uomini anziani 4

Numero vittime donne 22

Numero vittime donne bambine 5

Numero vittime donne ragazze 2

Numero vittime donne adulte 10

Numero vittime donne anziane 5

Descrizione: Nei primi giorni del dicembre 1943 l’avanzata dell’VIII Armata sul fiume Sangro portò gli Alleati a Casoli. Posta a 18 km da Casoli, Torricella Peligna, come tutta la zona compresa tra il medio corso del Sangro e l’Aventino, divenne territorio conteso tra gli eserciti contrapposti. Il Comando tedesco, dopo la dura occupazione dei mesi precedenti, emise l’ordine di sfollamento e procedette alla distruzione di molti Comuni dell’area. Gran parte degli sfollati di Torricella Peligna si diressero verso Casoli, altri si rifugiarono nei cascinali delle campagne circostanti, in particolare a San Giusta e S.Agata, località ricadenti nel Comune di Gessopalena.
Vari gruppi, si erano qui organizzati nelle prime forme di ribellione e di difesa della popolazione. L’avvocato Ettore Troilo, sfollato torricelliano e antifascista di lungo corso, era stato fra i primi ad intuire l’urgenza di organizzare una resistenza armata: il 5 dicembre era giunto a Casoli con alcuni volontari e, non senza difficoltà, aveva ottenuto di collaborare con il comando inglese alla lotta contro i tedeschi, dando origine alla formazione partigiana “Corpo Volontari della Maiella” (o Banda Patrioti della Maiella, poi Gruppo Patrioti della Maiella).

All’alba del 21 gennaio 1944, in risposta all’uccisione di due tedeschi e al fermento di altri due da parte di uomini della Brigata “Maiella” a San Giusta, i militari germanici irruppero nel piccolo agglomerato di case rurali di Sant’Agata. Con violenze e spari radunarono gli sfollati in un unico casolare. Un soldato gettò una prima bomba, poi i commilitoni bloccarono la porta d’accesso alla stanza e proseguirono con il lancio di circa trenta ordigni, che massacrarono le vittime richiuse all’interno.
Il soffitto dell’edifico crollò e una parte del pavimento cedette. Alcuni tra i morti e i feriti precipitarono nella stalla sottostante dove finirono per perire tra le macerie o rimanendo soffocati e bruciati nell’incendio che si propagò lentamente.

Tra le macerie si ritrovarono vivi Nicoletta DI Luzio e i fratelli Antonio e Leonardo. La ragazza, secondo la sua stessa testimonianza, si era lasciata cadere attraverso la voragine apertasi nel pavimento e, una volta nella stalla, si era nascosta sotto i corpi di un uomo e della zia.
Per accertarsi del decesso di tutte le vittime, intanto, i tedeschi rientrarono nella stanza e accostarono la fiamma di un accendino alla carne dei corpi. Nicoletta D Luzio resistette alla prova fingendosi morta. Altri soldati provvidero a cospargere l'ambiente di paglia e di liquido infiammabile, che venne incendiato.

L’aria divenne irrespirabile. Leonardo Di Luzio tentò di fuggire, ma gli uomini ancora di guardia, lo uccisero sull’uscio del casolare. A causa del fumo anche Nicoletta e Antonio mossero alcuni passi verso l’esterno; entrambi furono mitragliati rimanendo feriti rispettivamente alle spalle e alle braccia. Nicoletta cadde a terra svenuta. Rinvenne quando udì il fratello piangere e dire che tutta la sua famiglia era morta e perciò si sarebbe lasciato uccidere. Lo raggiunse cautamente e insieme attesero a lungo, fino a quando poterono allontanarsi e porsi in salvo.

I due superstiti vennero soccorsi in un casolare poco distante ed accompagnati alla stazione di pronto soccorso alleato di Gessopalena. Scamparono all’eccidio anche altre vittime che riuscirono a sottrarsi al rastrellamento iniziale e Giuseppe D’Amico, il quale rimase colpito nella stessa fase.

Modalità di uccisione: incendio,minamento,uccisione con armi da fuoco

Violenze connesse: incendio di abitazione,minamenti e esplosioni

Trattamento dei cadaveri: Occultamento dei cadaveri

Tipo di massacro: rappresaglia
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Estremi e note penali: Facendo seguito alle istruzioni del Maggiore E.J. Pullen S.C.A.P.O. dell’Ottava Armata A.M.G., il Capitano Jesse B. Mayforth, coadiuvato dall’ufficiale per i rifugiati dell’A.M.G. di stanza a Casoli, Capitano H. C. Dolde, dal 10 febbraio 1944 condusse un’investigazione sulle atrocità tedesche commesse a Sant’Agata.
Si acquisirono dichiarazioni giurate dei sopravvissuti (D’Amico Giuseppe, Di Luzio Antonio e Di Luzio Nicoletta), nonché numerose testimonianze di persone che furono in grado di dare informazioni basate su osservazioni dirette dell’accaduto.
Alla vigilia del processo di Venezia a Albert Kesselring (Comandante supremo del Sud –Oberbehfelshaber Süd) il Comandante Ettore Troilo segnalò la tragedia alla Corte militare britannica, chiedendo severa giustizia.
La Legione Territoriale dei Carabinieri di Chieti-Compagnia di Lanciano inviò il 21 aprile 1949 (n° 22/17 di prot.div. Ris) ampia documentazione in merito alla strage al Comando della 2° Divisione Carabinieri “Podgora” di Roma.

Annotazioni: Sul luogo era presente la 305° Divisione Fanteria sotto comando del Korpsgruppe del generale Hauck.
A cura del Municipio di Gessopalena, le vittime di Sant’Agata furono sepolte il 2 febbraio 1944 in due fosse comuni: la prima, più grande, accolse i corpi delle vittime del casolare, la seconda a poca distanza, quelli delle fucilazioni esterne. (Altri corpi furono raccolti e tumulati dai famigliari nel cimitero di Gessopalena). Per dodici giorni i cadaveri rimasero esposti agli animali selvatici che fecero scempio ulteriore di resti umani già dilaniati e carbonizzati. Per molti il riconoscimento fu di fatto impossibile.

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): Discrasie si rintracciano sia sull’azione che diede origine alla rappresaglia, sia sul novero delle vittime. a) Nicola Di Luzio, di Torricella Peligna, ha testimoniato come lui, suo fratello ed altri contadini si fossero scontrati con i tedeschi in località Santa Giusta, uccidendone due e ferendone altrettanti. Armati e in fuga vennero in seguito chiamati a Casoli e aderirono circa una settimana dopo alla Brigata Maiella. (Felice Costantino, La resistenza in Abruzzo dalla voce di alcuni protagonisti in R.S.S.F.R., n.1-3 1987, p.70) In altra occasione (intervista rilasciata alla dott.ssa Antonietta Troilo in data 30 ott. 2007 e riportata nell’appendice 4 della Tesi di Laurea, cit. pp. 107 – 111) l’uomo ha precisato di aver partecipato, qualche giorno prima dell’eccidio, ad azioni di sabotaggio ed a attacchi contro alcune pattuglie tedesche, assieme ai compagni di Torricella, tanto che gli sfollati presenti a S. Agata erano stati avvisati della possibilità di una rappresaglia: “ noi abbiamo attaccato i tedeschi e senz’altro faranno una rappresaglia”. Il Diario Storico della Banda patrioti della Maiella, del resto, posticipando di un giorno la data della strage, riporta: 21.01.1944 “Una pattuglia di 8 uomini del VII Plotone, dislocato a Gessopalena si reca in contrada S.Giusta di Torricella per tendere un’imboscata ai tedeschi. Ne uccide due e ne ferisce più o meno gravemente altri due”. (cit.p.216) 22.01.1944 “I tedeschi, a seguito dell’imboscata tesa loro dagli uomini del VII Plotone, nel giorno precedente, fanno una micidiale rappresaglia a Sant’Agata di Gessopalena dove vengono trucidati 41 civili”. (cit.p.217) Il Vice Comandante Domenico Troilo, ha sottolineato come il VII e l’VIII plotone non fossero ancora pienamente integrate sotto l’unica denominazione di “Banda Patrioti della Maiella” al momento dell’eccidio. (Troilo Domenico, Gruppo Patrioti della Maiella, decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Bandiera, cit., p.36). b) A causa dello stato di disfacimento dei corpi l’elenco delle vittime è stato spesso impreciso. Non vanno ricondotte alla strage la morte di Rinaldo Donato (fu Nicola, di settant’otto anni) né quella di Cionna Laura (fu Filippo, di sessant’anni). Costoro si trovano in alcune fonti erroneamente annoverati tra le vittime di Sant’Agata.

Scheda compilata da Alessandra De Nicola
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-06-07 13:00:28

Vittime

Elenco vittime

1. Antrilli Antonio, fu Filomeno e fu Teti Giacinta, nato a Torricella Peligna il 3 giugno 1865
2. Antrilli Antonio, fu Pietro e di Di Cino Angela, nato a Torricella Peligna il 20 novembre 1899
3. Cionna Maria, di Camillo e fu Porreca Rosa nata a Rieti il 20 dicembre 1937
4. Cionna Anita, di Camilo e fu Porreca Rosa, nata a Torricella Peligna il 25 luglio 1939
5. Cionna Camillo, fu Vincenzo e di Di Paolo Giovanna, nato a Torricella Peligna il 20 marzo 1910
6. Cionna Enzo, di Camillo e fu Porreca Rosa, nato a Rieti il 6 gennaio 1934
7. Cionna Gemma, di Camillo e fu Porreca Rosa, nata a Rieti l’8 ottobre 1935
8. Cionna Maria, fu Vincenzo e di Di Paolo Giovanna, nata a Torricella Peligna il 15 settembre 1906
9. Coladonato Adriana, Maddale di Antonio e fu Pellicciotta Emilia, nata a Torricella Peligna il 2 giugno 1940
10. D’Amico Maria, di Rinaldo e di Di Luzio Angela Domenica, nata a Torricella Peligna il 4 maggio 1907
11. D’Amico Rosa, fu Camillo e fu Antrilli Maria Antonia, nata a Torricella Peligna il 25 ottobre 1883
12. D’Amico Silvio, di Rinaldo e di Di Luzio Angela Domenica, nato a Torricella Peligna il 28 settembre 1910
13. Di Luzio Angiolina, fu Giovanni e fu Di Paolo Camilla, nata a Torricella Peligna il 19 dicembre 1919
14. Di Luzio Leonardo, fu Domenico e fu Cianna Maria, nato a Torricella Peligna il 29 maggio 1935
15. Di Luzio Nunziato, fu Giovanni e di Di Paolo Camilla, nato a Torricella Peligna il 24 marzo 1927
16. Di Luzio Vincenza, fu Domenico e fu Cianna Maria, nata a Torricella Peligna il 3 aprile 1929
17. Di Marco Camillo, fu Domenico e fu Ficca Filomena, nato a Torricella Peligna il 17 settembre 1885
18. Di Marco Gabriele, Francesco fu Camillo e di Marino Fioralba, nato a Torricella Peligna il 22 novembre 1931
19. Di Marco Teresa, fu Camillo e di Marino Fioralba, nato a Torricella Peligna il 2 marzo 1934
20. Di Paolo Angiolina, di Nicola e di Antrilli Maria, nata a Torricella Peligna il 30 ottobre 1914
21. Di Paolo Filomena, fu Vincenzo e di Marinelli Giuseppina, nata a Torricella Peligna il 6 ottobre 1914
22. Di Paolo Maria, di Giuseppe e fu Di Paolo Filomena, nata a Torricella Peligna il 12 gennaio 1934
23. Di Paolo Maria, fu Giuseppe e fu Bellini Rosa, nata a Torricella Peligna il 3 dicembre 1882
24. Di Paolo Maria Antonia, fu Giuseppe e fu Porreca Maria, nata a Torricella Peligna l’8 settembre 1868
25. Di Pietrantonio Camilla, fu Giuseppe e fu Di Marino Domenica nata a Torricella Peligna il 23 febbraio 1874
26. D’Ulisse Rosa, di Vincenzo e di Ficca Maria, nata a Lama dei Peligni il 19 febbraio 1921
27. Ficca Camillo, di Pantaleone e fu D’Ulisse Rosa, nato a Torricella Peligna il 26 maggio 1940
28. Ficca Nicoletta, di Antonio e fu Piccone Domenica, nata a Torricella Peligna il 9 gennaio 1929
29. Giancaterino Sabatino, fu Raffaele e fu Pilone Anna Domenica, nato a Montebello di Bertone il – luglio 1896
30. Pellicciotta Emilia, fu Giuseppe e fu D’Amico Rosa, nata a Torricella Peligna l’11 ottobre 1917
31. Piccoli Angela, fu Liberantonio e fu Conicella Filomena, nata a Torricella Peligna il 9 ottobre 1890
32. Piccoli Rosina, di Nico e di Piccoli Domenica, nata a Torricella Peligna il 30 maggio 1913
33. Piccone Gavino, fu Francesco e fu Di Luzio Rosa, nato a Torricella Peligna il 15 novembre 1870
34. Piccone Nicola, fu Luigi e fu Piccone Marianna, nato a Torricella Peligna il 12 novembre 1885
35. Porreca Rosa, di Camillo e di Crivelli Mariantonia, nato a Torricella Peligna il 31 ottobre 1911
36. Teti Maria Nicola, fu Concezio e fu Porreca Berardina, nata a Torricella Peligna il 17 maggio 1868

Elenco vittime civili 36

Antrilli Antonio,
Antrilli Antonio,
Cionna Maria,
Cionna Anita,
Cionna Camillo,
Cionna Enzo,
Cionna Gemma,
Cionna Maria,
Coladonato Adriana,
D’Amico Maria,
D’Amico Rosa,
D’Amico Silvio,
Di Luzio Angiolina
Di Luzio Leonardo,
Di Luzio Nunziato,
Di Luzio Vincenza,
Di Marco Camillo
Di Marco Gabriele,
Di Marco Teresa,
Di Paolo Angiolina,
Di Paolo Filomena,
Di Paolo Maria,
Di Paolo Maria,
Di Paolo Maria Antonia
Di Pietrantonio Camilla,
D’Ulisse Rosa
Ficca Camillo,
Ficca Nicoletta,
Giancaterino Sabatino,
Pellicciotta Emilia,
Piccoli Angela,
Piccoli Rosina,
Piccone Gavino,
Piccone Nicola,
Porreca Rosa,
Teti Maria Nicola

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


356. Infanterie Division


Appartenenza: Heer Wehrmacht

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • Clicca qui per maggiori informazioni

    Tipo di memoria: cippo

    Ubicazione: Sant\'Agata, Gessopalena

    Anno di realizzazione: 1974

    Descrizione: Accanto alle rovine della masseria in cui ebbe luogo la strage si trova una pietra su un basamento di marmo che da 1974 ricorda le vittime del feroce atto. Il basamento riporta sulla facciata la dicitura: “Gessopalena ai martiri di Sant’Agata 21 gennaio 1944-21 gennaio 1974”. Sui restanti tre lati appare il lungo elenco delle vittime.

  • monumento a Torricella Peligna

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: Torricella Peligna

    Anno di realizzazione: 1961

    Descrizione: A Torricella Peligna, una torre, alta circa 20 metri con basamento di pietra e ringhiera finemente lavorata, porta scolpiti alla base i nomi delle vittime del secondo conflitto mondiale, compresi i martiri dell’eccidio di Sant’Agata.

  • monumento a Cimitero di Torricella Peligna

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: Cimitero di Torricella Peligna

    Anno di realizzazione: 1962

    Descrizione: All’interno del cimitero della medesima località è stato inaugurato nel 1962 un ossario monumentale, anch’esso dedicato ai caduti civili dell’ultima guerra, con incisione dei nomi di tutte le vittime del conflitto.

  • luogo della memoria a Gessopalena

    Tipo di memoria: luogo della memoria

    Ubicazione: Gessopalena

    Descrizione: Il Borgo antico di Gessopalena, di origine medioevale, interamente scavato nel gesso, fu minato e distrutto completamente il 4 dicembre 1943 dalle truppe tedesche. Sotto le sue rovine trovò la morte la madre del Vice Comandante della Brigata Maiella, Domenico Troilo. Grazie ad un restauro conservativo il borgo è attualmente valorizzato come luogo della memoria. Vi sorge la sede istituzionale della Fondazione Brigata Maiella, (istituita nel 1999 col fine statutario di rendere patrimonio comune e duraturo la memoria della Brigata Maiella nella storia della Resistenza italiana).

  • onorificenza alla città a Gessopalena

    Tipo di memoria: onorificenza alla città

    Ubicazione: Gessopalena

    Descrizione: La città di Gessopalena è stata insignita della Medaglia d\'Oro al Merito Civile con la seguente motivazione: «Comune strategicamente importante, all\'indomani dell\'armistizio, subiva la violenta reazione delle truppe tedesche occupanti che, nel praticare la strategia della \"terra bruciata\", avevano raso al suolo il centro abitato e minato strade e mulattiere. La popolazione, costretta a trovare rifugi occasionali nelle campagne vicine, con coraggio, indomito spirito patriottico e profonda fede nei valori della libertà e della democrazia, contribuiva alla guerra di Liberazione con la costituzione di spontanee formazioni partigiane, subendo feroci rappresaglie che provocavano la morte di numerosi ed eroici cittadini». Gessopalena (CH), 1943-1944.

  • commemorazione a Gessopalena

    Tipo di memoria: commemorazione

    Ubicazione: Gessopalena

    Descrizione: Ogni anno il 25 aprile da Torricella Peligna a Sant’Agata di Gessopalena si percorre un corteo intitolato “Sulle orme degli sfollati” con cui si ricorda il percorso compiuto dai cittadini torricelliani per rifugiarsi nelle case rurali di Sant’Agata.

Bibliografia


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Malvestuto Gilberto, Profilo di Ettore Troilo, in R.S.S.F.R., n.1 1981, pp.157-174.
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Il bestiale eccidio di Sant’Agata Torricella in «Il Nuovo Corriere della Sera», 15 febbraio 1947.
L’orrendo eccidio di Sant’Agata. Una pagina di sangue della storia d’Abruzzo in «Il Nuovo Corriere della Sera», 21 aprile 1949.

Sitografia


http://www.camminarenellastoria.it/index/gustav_it_5_paesi_distrutti.html
http://www.fondazionebrigatamaiella.it/
http://www.torricellapeligna.com/History-Nicolette%20DiLuzio-2.htm
Sani Massimo, La guerra dimenticata, 1943-1945. Viaggio tra i partigiani d’Abruzzo dal Sangro alla libertà, Film inchiesta in due puntate, Rai Tre 1995.
Cavasinni Anna, Fabrizio Franceschelli, La guerra in casa. La battaglia del Sangro-La Brigata Maiella, Chieti, Èdicola Editrice 2009.

Fonti archivistiche

Fonti

DB Carlo Gentile - Istituto storico germanico di Roma.
ASCH, Fondo Brigata Maiella