Frazione Pieve di Cagna, Urbino, 03.07.1944

(Pesaro e Urbino - Marche)

Frazione Pieve di Cagna, Urbino, 03.07.1944

Frazione Pieve di Cagna, Urbino, 03.07.1944
Descrizione

Località Frazione Pieve di Cagna, Urbino, Pesaro e Urbino, Marche

Data 3 luglio 1944

Matrice strage Fascista

Numero vittime 1

Numero vittime uomini 1

Numero vittime uomini adulti 1

Descrizione: Essendo in età di leva e sospettando che appartenesse a qualche formazione partigiana, Marchionni Bruno fu fermato presso Cà Vagnino, dove era sfollato, da alcuni militi fascisti. Gli chiesero i documenti d’identità e senza lasciarsi convincere dalle proteste del giovane e dei suoi familiari che affermavano che Bruno non fosse soggetto agli obblighi di leva perché rivedibile dal servizio militare, lo condussero in località Pieve di Cagna. Venne interrogato, minacciato e alla fine fucilato. Era il 3 luglio 1944.
Uno dei fascisti sembra che si fosse rifiutato di svolgere la fucilazione, per questo un altro, tale figlio del noto dottore Baffoni di Auditore, avrebbe sparato alla vittima per poi rivolgersi in questo modo al collega: “Bevi il suo sangue così avrai più coraggio”.
Il sacerdote don Nello Ligi, che attese in disparte senza che gli fosse permesso di assistere il giovane religiosamente, a esecuzione avvenuta fu aspramente rimproverato dal comandante dei militi per essersi rapidamente prodigato nel raccogliere le spoglie del cadavere e gli venne proibito di eseguire il funerale religioso in pubblico. Per questo don Ligi si recò personalmente a Urbino presso il Comando del Battaglione della Milizia repubblicana e ottenne il permesso di svolgere le esequie, che ebbero luogo il 5 luglio.

Modalità di uccisione: fucilazione

Tipo di massacro: punitivo

Estremi e note penali: La nota sentenza n. 212 del Tribunale Militare Territoriale di Milano, pronunciata il 28 agosto 1952, riguarda tutti gli avvenimenti di cui si sono resi noti gli appartenenti alla Tagliamento nel corso del biennio 1943-45 (a eccezione degli omicidi avvenuti a Pennabilli a danno di Antonio Balducci e Virginia Longhi su cui si sono pronunciati il Tribunale di Bologna in prima istanza e il Tribunale di Firenze in sede d’appello, assolvendo gli imputati). Oltre al comandante Merico Zuccari, furono imputati sedici suoi sottoposti: Silvio Ravaglia, Oreste Menegozzo, Giuseppe Ragonese, Nello Rastelli, Guido Alimonda, Antonio Fabbri, Enrico Silvestri, Carlo De Mattei, Enrico Sardo, Ennio Cavaterra, Pietro Muzzi, Alfonso De Filippis, Dante Agostini, Federico Boidi, Arrigo Cavallazzi e Goffredo Leo. Dei 63 episodi che costituiscono i capi di imputazione, quelli che vanno dal n. 20 al n. 36 riguardano la permanenza nella provincia di Pesaro.
In particolare quello riguardante l’uccisione di Marchionni Bruno è il n. 28.
Alla fine il Tribunale dichiarò Zuccari, Menegozzo, Rastelli, Alimonda, Fabbri, De Mattei, Sardo, Cavaterra, De Filippis, Agostini, Boidi e Cavallazzi colpevoli del reato ascritto e condannò Zuccari, Rastelli, Fabbri e Cavallazzi all’ergastolo, Cavaterra, Boidi, De Filippis alla pena di 24 anni di reclusione, Agostini a 22 anni di reclusione, De Mattei a 20 anni, Alimonda a 18 anni, di cui 13 condonati, Menegozzo e Sardo a 16, di cui 11 e otto mesi condonati. Tutti furono condannati alla degradazione, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Il Tribunale dichiarò di non doversi procedere nei confronti di Ravaglia, Silvestri, Muzzi e Leo, essendo i reati loro ascritti estinti per intervenuta amnistia e ordinò la revoca dei mandati di cattura emessi nei loro confronti.

Il procedimento penale contro ignoti militi della milizia fascista per il reato di violenza con omicidio ai danni di Bruno Marchionni è stato archiviato nel 1996 per mancata identificazione degli autori.

Scheda compilata da Chiara Donati
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-07-16 16:35:35

Vittime

Elenco vittime

Marchionni Bruno, n. 25/11/1925 a Rio Salso di Tavullia, paternità Igino, sfollato a Cà Vagnino di San Lorenzo in Solfinelli (Urbino), qualifica Caduto per rappresaglia, riconosciutagli il 15/07/1947 a Pesaro.

Elenco vittime civili 1

Marchionni Bruno

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


1. legione d’assalto M “Tagliamento”

Tipo di reparto: Guardia Nazionale Repubblicana

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • lapide a Tavullia, cimitero

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Tavullia, cimitero

    Descrizione: Il suo nome, insieme ad altri, è presente nell’epigrafe del cippo eretto nel cimitero di Tavullia nel 1954 dall’Amministrazione comunale.

Bibliografia


Raffaella Franzoni (a cura di), Il 63° battaglione “M” nelle Marche e in Lombardia, in «L’impegno», 2007, n. 2, pp. 33-59.
Ruggero Giacomini, Ribelli e partigiani. La Resistenza nelle Marche 1943-1944, Affinità elettive, Ancona 2008.
Ruggero Giacomini, La legione “Tagliamento” nelle Marche, in «L’impegno», 2008, n. 2, pp. 23-33.
Sandro Severi, Il Montefeltro tra guerra e liberazione 1940 – 1945, Società di Studi Storici per il Montefeltro, San Leo 1997.
Ivan Tognarini (a cura di), L'Appennino del '44: eccidi e protagonisti sulla Linea Gotica, Le balze, Montepulciano 2005.

Sitografia


www.storiamarche900.it/main?p=storia_territorio_urbino

Fonti archivistiche

Fonti

Archivio Centrale dello Stato, Fondo Ricompart - Ufficio per il servizio riconoscimento qualifiche e per le ricompense ai partigiani, Marche, schedario e pratica n. 5267.
Archivio dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, N 1/11, b. 2132.
PGT La Spezia, registro generale n. 1728, CPI, f. 16/131, 49/16, 16/197.
Tribunale militare di Milano, sentenza n. 212 del 28 agosto 1952.