VILLA CASTELLO DI QUERCETO, DUDDA, GREVE IN CHIANTI, 24.07.1944

(Firenze - Toscana)

VILLA CASTELLO DI QUERCETO, DUDDA, GREVE IN CHIANTI, 24.07.1944

VILLA CASTELLO DI QUERCETO, DUDDA, GREVE IN CHIANTI, 24.07.1944
Descrizione

Località Villa Castello di Querceto, Dudda, Greve in Chianti, Firenze, Toscana

Data 24 luglio 1944

Matrice strage Nazista

Numero vittime 6

Numero vittime uomini 6

Numero vittime uomini adulti 4

Numero vittime uomini anziani 2

Descrizione: Attorno all'abitato di Dudda, posto in un'area di confine strategica tra i rilievi del Chianti e del Valdarno Superiore, nell'ultima decade di luglio le truppe tedesche della 356. Divisione di fanteria avviano in vista dell'imminente ripiegamento su Firenze una serie di requisizioni a danno della locale popolazione rurale. Il contesto contingente di rapida avanzata del fronte di guerra (l'area di Dudda sarà liberata attorno al 26 luglio, mentre il resto del comune entro il 28) e la presenza nella zona del Monte Scalari dei partigiani della 22° Brigata Bis Sinigaglia hanno già dato corso nell'area a episodi di violenze e uccisioni. Il 22 luglio, un contadino del podere “Giuncaie” della fattoria di Querceto, è stato ad esempio ucciso senza motivo dai tedeschi mentre si trovava intento a governare le bestie (vedi scheda FRASSINA 22.07.1944). Il giorno seguente, 23 luglio, i tedeschi requisiscono a un giovane contadino del podere di “Santa Margherita”, Gino Pianigiani, alcuni capi di bestiame, costringendolo poi a scortarli fino alla fattoria del castello di Querceto, di proprietà dell'avvocato François. Una volta giuntovi, il giovane viene però rinchiuso in una stanza. Stessa sorte tocca poco dopo ad altri civili del luogo. Con ordine temporale non chiaro, tra il 23 e il 24 luglio vengono infatti rinchiusi assieme al giovane Pianigiani: il padre di questo (Antonio), accorso alla fattoria dopo il mancato ritorno del figlio per chiederne il rilascio, Giulio Fanucci, agente agrario della fattoria di Querceto, e Olinto Paolini, colono del podere “Quercetino”, il quale era giunto in fattoria al seguito del Fanucci per prelevare del vino. I quattro, dopo essere stati trattenuti a lungo, la sera del 24 luglio, verso le ore 20, vengono scortati poco distanti e obbligati a scavare due fosse sotto il pretesto di inserirvi delle mitragliatrici. Vengono invece fatti inginocchiare sull'orlo di queste, quindi fucilati e poi sepolti a due a due.
Stando a una delle ricostruzioni dell'episodio (comunque dubbiosa), la strage sarebbe stata scatenata dall'uccisione il 23 luglio, ad opera di un contadino del podere di “S. Lorenzo” di S. Maria a Colonica, del caporal maggiore tedesco Rudolf Tamm della V compagnia dell'869° reggimento di fanteria, sorpreso dal contadino a trafugare del vino e quindi ucciso a coltellate. Il mancato rientro al comando tedesco del Tamm, il cui corpo era stato nel frattempo occultato, avrebbe dato avvio per vendetta a rastrellamenti nell'area e quindi alla strage.
Comunque, la sera stessa del 24 luglio, circa verso le 23 di sera, altri soldati tedeschi (o forse gli stessi responsabili dell'uccisione dei quattro civili a Querceto), scovano nascosti in un rifugio a “Buca delle Fate” in località Vico (non molto distante da Querceto) diversi civili che lì si erano riparati per sottrarsi ai cannoneggiamenti che le truppe alleate stanno compiendo sull'area. Nel numero viene identificato Quintilio Bandinelli, il proprietario del rifugio, al quale viene intimato di recarsi a Querceto per comunicazioni urgenti col comando tedesco. Appena vi giunge, il Bandinelli viene però catturato assieme al suo pigionale Elio Forni che aveva deciso d'accompagnarlo. Legati a un palo, i due vengono prima seviziati e poi finiti a colpi di mitragliatrice.

Modalità di uccisione: uccisione con armi da fuoco

Violenze connesse: furto e-o saccheggio,sevizie-torture

(ritirata)

Scheda compilata da Francesco Fusi
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2017-12-06 10:56:25

Vittime

Elenco vittime

1. Banidinelli Quintilio, nato a Greve in Chianti il 01/11/1897, residente a Dudda, coltivatore diretto.
2. Fanucci Angiolo Giulio, nato a Borgo a Buggiano (Pistoia) il 24/06/1869, residente a Dudda, agente agrario della fattoria di Querceto.
3. Forni Elio, nato a Greve in Chianti il 19/07/1906, residente a Dudda, operaio agricolo.
4. Paolini Olinto, nato a Greve in Chianti il 2/12/1883, residente a Dudda, mezzadro del podere “Quercetino”.
5. Pianigiani Antonio, nato a Greve in Chianti il 29/03/1889, mezzadro del podere “Santa Margherita”.
6. Pianigiani Gino di Antonio, nato a Greve in Chianti il 24/07/1923, mezzadro del podere “Santa Margherita”.

Elenco vittime civili 6

Banidinelli Quintilio,
Fanucci Angiolo Giulio,
Forni Elio,
Paolini Olinto,
Pianigiani Antonio,
Pianigiani Gino di Antonio

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


356. Infanterie Division


Appartenenza: Heer Wehrmacht

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • lapide a Greve in Chianti, Villa-Castello di Querceto,

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Greve in Chianti, Villa-Castello di Querceto,

    Descrizione: - Su di un muro perimetrale del castello di Querceto, nel dopoguerra è stata posta una lapide commemorativa riportante la seguente incisione: “A esecrazione perenne/della “tedesca rabbia” pur qui giunta/che il 24 luglio 1944/con satanica studiata ferocia/oscurante l\\\'antica barbare/trucidava sette operosi agricoltori/colpevoli solo di amare/il paese, la terra, la casa/questa pietra fu posta/perché ricordasse le vittime/i nuovi figli ammonisse: Fanucci Giulio (agente Querceto)/Paolini Olinto (colono Quercetino)/ Pianigiani Antonio (colono Santa Margheritaa Sugame)/Pianigiani Gino (colono Santa Margherita a Sugame)/Bandinelli Quintilio (agricoltore Vico)/Forni Elio (operaio Agricolo Vico)/ Olmastroni Pietro [illeggibile]”

  • monumento a Greve in Chianti, località “La Panca”

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: Greve in Chianti, località “La Panca”

    Anno di realizzazione: 1994

    Descrizione: - I nomi di Fanucci Giulio, Paolini Olinto, Pianigiani Antonio, Piangiani Gino, Bandinelli Quintilio e Forni Elio sono ricordati anche nel monumento a ricordo dei caduti del comune di Greve in Chianti inaugurato nel 1994 in località “La Panca”, opera della scultrice Maria Rosa Mazzantini.

  • commemorazione a Greve in Chianti, località “La Panca”

    Tipo di memoria: commemorazione

    Ubicazione: Greve in Chianti, località “La Panca”

    Descrizione: In località La Panca, in occasione dell\'anniversario della liberazione del Comune (in luglio), l\'amministrazione comunale di Greve in Chianti organizza annualmente con l\'intervento dei familiari delle vittime, i rappresentanti dell\'Arma e delle associazioni combattentistiche, una commemorazione delle 22 vittime civili complessive cadute nei vari eccidi compiuti durante l\'estate del 1944 nel territorio comunale. La cerimonia si conclude con la deposizione di una corona sul monumento ai caduti.

Bibliografia


- Carlo Baldini, La seconda guerra mondiale da Greve in Chianti a Firenze. Sulla strada del cuore, vol. III, Edizioni Polistampa, Firenze, 1994, pp. 1360-62.
- Gianluca Fulvetti, Uccidere i civili. Le stragi nazifasciste in Toscana (1943-1945), Carocci, Roma, 2009, p. 129.

Sitografia


- http://resistenzatoscana.org/storie/violenze_alla_fattoria_di_querceto/
- http://resistenzatoscana.org/monumenti/greve_in_chianti/monumento_della_panca/
- http://resistenzatoscana.org/monumenti/greve_in_chianti/lapide_della_fattoria_di_querceto/

Fonti archivistiche

Fonti