MONTE SANT ANGELO ARCEVIA 04.05.1944

(Ancona - Marche)

MONTE SANT ANGELO ARCEVIA 04.05.1944
Descrizione

Località Monte Sant'Angelo, Arcevia, Ancona, Marche

Data 4 maggio 1944

Matrice strage Nazifascista

Numero vittime 7

Numero vittime uomini 3

Numero vittime bambini 1

Numero vittime uomini adulti 2

Numero vittime donne 4

Numero vittime donne bambine 1

Numero vittime donne adulte 3

Descrizione: Paese essenzialmente agricolo, ma situato nelle vicinanze di un rilevante centro di estrazione dello zolfo (nella frazione Cabernardi del confinante comune di Sassoferrato), con delle tradizioni politiche progressiste radicate – smorzate solo apparentemente dal fascismo, che pure non era rimasto senza radici nella zona, nel corso del suo ventennale regime – Arcevia vide nascere e consolidarsi dopo l’armistizio dell’8 settembre una Resistenza vigorosa contro le strutture di potere e militari del Terzo Reich e della RSI; un movimento che raccolse elementi locali, antifascisti dei centri più importanti della provincia di Ancona – dal capoluogo ad Osimo, da Jesi a Senigallia – ed ex prigionieri di guerra di varia provenienza.
Nell’aprile del 1944 la pressione delle formazioni militari della Resistenza nei confronti delle strutture e degli uomini dell’occupante germanico e dell’alleato Stato fascista repubblicano si intensificò: dopo molti anni si poté festeggiare la festa del Primo Maggio 1944 in un’atmosfera di relativa libertà – il presidente del CLN, Mario Zingaretti, tenne comizi ad Arcevia e nelle frazioni di Montefortino e Piticchio – e tranquillità.
I nazifascisti reagirono con un imponente rastrellamento condotto nelle giornate del 4 e del 5/05/1944, in cui si inseriscono gli episodi oggetto di analisi nella scheda. A Monte Sant’Angelo i patrioti uccisi furono almeno ventiquattro. (senza contare le vittime civili), non si sa se uccisi in combattimento o meno; anche la frazione di Montefortino pagò un alto tributo di sangue: quattordici giovani, partigiani o presunti furono rastrellati, seviziati e massacrati. Infine, per dare un esempio “definitivo” al Comune ribelle, venne allestita una fucilazione esemplare – alla presenza della cittadinanza – sotto le mura di San Rocco di Arcevia.
I comandi germanici applicarono, contestualmente al rastrellamento, la tattica della “caccia al lavoratore” adoperata in contemporanea nei paesi dell’entroterra maceratese. Circa settanta giovani arceviesi vennero catturati e portati nel campo di concentramento di Sforzacosta (Macerata), per essere poi deportati in Germania: due (Luigi Carboni e Giorgio Santini) non tornarono.
Il feroce rastrellamento dette la stura a una guerra civile aspra e sanguinosa – che portò all’esecuzione sommaria di tredici persone da parte dei partigiani locali nella notte tra il 13 ed il 14/07/1944 nella località di Madonna dei Monti.

Modalità di uccisione: fucilazione

Violenze connesse: deportazione della popolazione

Trattamento dei cadaveri: Occultamento dei cadaveri

Tipo di massacro: rastrellamento

Estremi e note penali: Non si è giunti ad una attribuzione definitiva dei reparti impegnati: le fonti della cronaca locale hanno fatto propria la cifra di “2.000 nazifascisti” impiegati nelle azioni del maggio 1944. Sicuramente vi parteciparono diversi reparti tedeschi e della RSI, con buona coordinazione, per garantire un completo controllo del territorio: l’unica struttura di comando che poteva garantire tale operatività era il competente Stato maggiore per lotta contro le bande (Banden-Bekämpfungsstab), comandato dal generale della Ordungspolizei Jürgen von Kamptz, insediato in provincia di Perugia (Spoleto). Ai suoi ordini operavano il 1./SS-Polizei-Regiment 20 (comandato dal maggiore Werner Wilcke) ed alcune compagnie del II./Brandemburg 3 (assieme al battaglione M IX Settembre). Forse anche l’Einsatz-Kommando Bürger ha partecipato ad azioni organizzate da questa struttura repressiva. Il Banden-Bekämpfungstabes von Kamptz, nel periodo immediatamente precedente (dal 17/04 al 01/05), ha compiuto grandi azioni di rastrellamento nelle province di Macerata e Perugia.
I Banden-Bekämpfungstabes (Stati maggiori per la lotta alle bande) erano stati istituiti nell’ambito dei comandi territoriali delle SS e della Polizia e della Ordnungpolizei appositamente per coordinare l’attività antipartigiana.
Al rastrellamento parteciparono, seppur con ruolo meramente ausiliario e informativo, reparti della GNR di Pesaro e Ancona.
I delatori svolsero un ruolo nel rastrellamento e soprattutto nell’individuazione dei giovani da deportare in Germania.
Nel rapporto del servizio informazioni del Befehshaber Venetianische Küste, Nr. 1080/44 geh., O.U. den 24.5.1944 – facente riferimento al periodo compreso dal 25.4 al 22.5.44 – nel punto II (“Organizzazione”) dell’argomento “Bande” si riporta che l’azione intrapresa dai Banden-Bekämpfungstabes von Kamptz “ha recato rilevanti perdite alle bande nella zona Sassoferrato – Arcevia”; tuttavia – a differenza della zona di Forlì – non si è giunti ad una conoscenza chiara della loro organizzazione.

Annotazioni: Vittime uccise a Monte Sant’Angelo e dintorni (la storiografia non è riuscita ad accertare con assoluta sicurezza se questi partigiani, che appartenevano sia al gruppo “S. Angelo” di Arcevia che al gruppo “Maggini” di Ostra, siano morti combattendo o siano stati sorpresi nel sonno dai rastrellatori: non vi furono testimoni diretti conosciuti sopravvissuti al conflitto armato):
1. Mario Albertini (17/02/1925, nato e residente in Ancona, paternità Giuseppe), qualifica Partigiano caduto, distaccamento Maggini (20/02/1944 – 04/05/1944);
2. Vittorio Barchiesi (anni 27, nato a Massagno (Svizzera) e residente a Belvedere Ostrense - AN), qualifica Partigiano caduto, distaccamento Maggini (20/09/1943 – 04/05/1944), grado Capo nucleo - Sergente;
3. Igino Brutti (d.d.n. 15/08/1917, nato a Ostra residente a Belvedere Ostrense - AN), qualifica Partigiano caduto, distaccamento Maggini (15/09/1943 – 04/05/1944)
4. Giulio Dominici (anni 19, nato a Sassoferrato e residente a Genga – AN, paternità Pietro), qualifica Partigiano caduto, distaccamento S. Angelo (15/09/1943 – 04/05/1944);
5. Elio Ercolani (d.d.n. 30/08/1922, nato e residente ad Arcevia - AN), qualifica Partigiano caduto, distaccamento S. Angelo (15/09/1943 – 04/05/1944);
6. Ferreres “Ferris” Fabretti (02/06/1924, nato e residente in Ancona, paternità Stefano), qualifica Partigiano caduto, distaccamento Maggini (15/09/1943 – 04/05/1944), grado Vice comandante di Btg. – Sotto tenente;
7. Walter Germontari (d.d.n. 15/11/1923, nato e residente in Ancona), qualifica Partigiano caduto, distaccamento Maggini (02/11/1943 – 04/05/1944), grado Vice commissario Btg. – Sotto tenente);
8. Vincenzo Giovannini (d.d.n. 14/07/1918, nato e residente a Genga – AN, paternità Ugo), qualifica Partigiano caduto, distaccamento Sant’Angelo (02/05/1944 – 04/05/1944);
9. Giuseppe Loretelli (d.d.n. 04/05/1899, nato ad Arcevia e residente a Roma, paternità Antonio), qualifica Partigiano caduto, distaccamento Maggini (15/09/1943 – 04/05/1944);
10. Americo Pietro Magnani (d.d.n. 02/06/1920, nato e residente a Belvedere Ostrense - AN), qualifica Partigiano caduto, distaccamento Maggini (15/09/1943 – 04/05/1944);
11. Onelio Manoni (d.d.n. 11/02/1913, brigadiere dei Carabinieri, comandante del gruppo “Maggini” di Ostra, nato a Deusehott e residente a Ostra - AN), qualifica Partigiano caduto, distaccamento Maggini (20/09/1943 – 04/05/1944), grado Comandante Battaglione – Tenente, riconosciutagli il 07/02/1946 ad Ancona;
12. Giuseppe Rossi (d.d.n. 18/12/1920, nato ad Arcevia e residente a Genga - AN), paternità Sabatino, qualifica Partigiano caduto, distaccamento S. Angelo, riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona;
13. Nazzareno Sargenti (d.d.n. 26/05/1920, nato e residente in Arcevia - AN), qualifica Partigiano caduto, distaccamento S. Angelo (15/09/1943 – 04/05/1944);
14. Umberto Terzi (d.d.n. 09/04/1924, commissario politico del gruppo “Maggini” di Ostra, nato a Roma e residente in Ancona), qualifica Partigiano caduto, distaccamento Maggini (05/03/1944 – 04/05/1944), grado Commissario di btg. – Tenente;
15. Edgardo Vannini (d.d.n. 08/08/1922, nato e residente a Belvedere Ostrense - AN), qualifica Partigiano caduto, distaccamento Maggini (15/09/1943 – 04/05/1944), grado Capo nucleo - Sergente;
16. Elio Venturi (d.d.n. 19/01/1923, nato e residente ad Arcevia - AN), qualifica Partigiano caduto, distaccamento S. Angelo (15/09/1943 – 04/05/1944);
17. il molisano “Secondo” (vero nome Michele Secondo Canigiani, d.d.n. 07/12/1905, nato a Itri – LT - e residente a Frosolone – allora Cambobasso oggi Isernia),
18. Frane Juraga, forse montenegrino
19. Stipe Juraga, forse montenegrino
20. Lovro Martinovic, forse montenegrino,
21. Identificazione non sicura: Carlo Alberto Trapani, sergente della GNR passato ai partigiani, originario di Montecarotto – AN,
22. ignoto.
23. ignoto.
24. ignoto.
Alcune testimonianze riportano come caduto in questa occasione anche Primo Fraboni (d.d.n. 10/05/1916, nato a Barbara e residente ad Arcevia - AN), che l’atto di morte del giugno 1944 riporta deceduto a Montefortino.

I punti ancora da chiarire rimangono:
1. l’identificazione di tutti i caduti nella strage del Monte Sant’Angelo. Dopo la strage, non vi furono funerali pubblici, ma frettolose sepolture in fosse comuni; le autorità civili non annotarono gli atti di morte nei registri del Comune. Solo più di un mese dopo, a seguito della sentenza pronunciata dal Tribunale Penale e Civile di Ancona – a quel tempo sfollato a Montecarotto, non lontano da Arcevia – il 30/05/1944, si procedette per gradi a “sanare” legalmente la questione, ma il risultato fu inevitabilmente lacunoso;
2. l’identificazione certa dei reparti autori delle stragi del Monte Sant’Angelo e di Montefortino;
3. il ruolo dei delatori.

Cfr. Montefortino, Arcevia, 04.04.1944 e Mura di San Rocco, Arcevia, 04.05.1944

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): Il feroce rastrellamento diede la stura a una guerra civile aspra e sanguinosa tra fascisti e resistenti locali – che portò all’esecuzione sommaria di tredici persone da parte dei partigiani nella notte tra il 13 ed il 14/07/ 1944 nella località di Madonna dei Monti. Il paese si schierò in maniera compatta con la Resistenza, “ad escludendum” degli esponenti di Salò (significativo il cartello esposto sul portone del municipio all’indomani del 14/07, che riportava: “Non suonate le campane a morto, son traditori della Patria”).

Scheda compilata da MARIO FIORI
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-09-13 09:44:32

Vittime

Elenco vittime

Cecchini Rosa
Mazzarini Maria
Mazzarini Marino
Mazzarini Nello
Mazzarini Palmira
Mazzarini Pietro
Mazzarini Santa

Elenco vittime civili 7

Cecchini Rosa
Mazzarini Maria
Mazzarini Marino
Mazzarini Nello
Mazzarini Palmira
Mazzarini Pietro
Mazzarini Santa

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Banden-Bekämpfungs-Stab von Kamptz

Tipo di reparto: Polizei

GNR di Pesaro

Tipo di reparto: Guardia Nazionale Repubblicana

GNR di Ancona

Tipo di reparto: Guardia Nazionale Repubblicana

Elenco persone responsabili o presunte responsabili


  • Alessandro Pantaleoni

    Nome Alessandro

    Cognome Pantaleoni

    Ruolo nella strage Collaboratore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Anni 46, residente in Arcevia ove era direttore dell’ufficio delle imposte di consumo, collaboratore del capitano Vincenzo Paggi, delatore e collaboratore

    Note procedimento procedimento nella Sezione speciale di Corte di Assise di Ancona (sentenza 05/03/1946, condanna all’ergastolo).

  • Bolivia Magnanini

    Nome Bolivia

    Cognome Magnanini

    Ruolo nella strage Delatore

    Note responsabile anni 23, residente in Arcevia

    Note procedimento procedimento nella Sezione speciale di Corte di Assise di Ancona (sentenza 07/12/1945, condanna a morte in contumacia)

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • onorificenza alla città a Arcevia

    Tipo di memoria: onorificenza alla città

    Ubicazione: Arcevia

    Descrizione: Per tutto il sangue versato e le sofferenze patite, al comune di Arcevia fu data la medaglia di bronzo al valor militare.

  • luogo della memoria a Appignano

    Tipo di memoria: luogo della memoria

    Ubicazione: Appignano

    Anno di realizzazione: 2014

    Descrizione: Ad Appignano, nel 2014, è stato dedicato un giardino alla memoria della bambina Palmina Mazzarini.

  • Clicca qui per maggiori informazioni

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: Arcevia, Monte Sant\'Angelo

    Anno di realizzazione: 1965

    Descrizione: Monumento ai caduti di Monte Sant’Angelo, località Monte Sant’Angelo (data di inaugurazione 02/06/1965).

Bibliografia


AA. VV., La Resistenza nell’Anconitano, (a cura dell’) ANPI, Roma 1963.
AA. VV., La verità sull’eccidio di Madonna dei Monti di Arcevia, Editrice L’Ultima Crociata, Ferrara 1989.
AA. VV., 4 maggio 1944. L’eccidio di Monte Sant’Angelo, (a cura del) Comitato per le Celebrazioni di Arcevia, Jesi – Arcevia 2004.
Alfredo Antomarini – Wilfredo Caimmi, Ottavo chilometro, Il lavoro editoriale, Ancona 1995.
Lorenzo Campanelli, I luoghi della memoria. La Resistenza nell’anconetano: monumenti e lapidi 1944-2002, Affinità elettive, Ancona 2005.
Arnaldo Ciani, Ricordi della montagna, Semerano, Roma 1958.
Cornelio Ciarmatori, (Bibi), Arcevia e la sua valle nella Resistenza, Argalìa Editore, Urbino 1975.
Omar Colombo, Da Monte Sant’Angelo a Montefortino: storia e memoria, in La Resistenza in una periferia, a cura di M. Severini, Aras, Fano 2014.
Mimmo Franzinelli, Le stragi nascoste. L’armadio della vergogna: impunità e rimozione dei crimini di guerra nazifascisti 1943-2001, Mondadori, Milano 2002.
Alberto Galeazzi, (Alba), Resistenza e contadini nelle carte di un partigiano (1919-1949), Argalìa Editore, Urbino 1980.
Ruggero Giacomini, Ribelli e partigiani. La Resistenza nelle Marche 1943-1944, (nuova edizione riveduta e ampliata), Affinità elettive, Ancona 2008.
Id., Una donna sul monte. La partigiana Maria Rossini di Cabernardi e il mistero dei militi scomparsi nella strage del S. Angelo di Arcevia, a cura di Alvaro Rossi, Affinità elettive, Ancona 2012.
Doriano Pela, Una notte che non passava mai. La guerra e la Resistenza nella memoria dei contadini marchigiani, Il lavoro editoriale, Ancona 1997.
Massimo Salvadori, La Resistenza nell’Anconetano e nel Piceno, Opere Nuove, Roma 1962.
Aldo Severini, Duemila belve e un pugno di eroi, a cura dell’Anpi provinciale, Ancona 1954.

Sitografia


www.storiamarche900.it/main?p=storia_territorio_arcevia
www.storiamarche900.it/main?p=storia_territorio_montesantangelo
multimedia.quotidiano.net/?tipo=photo&media=61300#1
www.anpiarcevia.it/index.php?option=com_oziogallery3&view=00fuerte&Itemid=172

Fonti archivistiche

Fonti

Archivio Centrale dello Stato, Fondo Ricompart - Ufficio per il servizio riconoscimento qualifiche e per le ricompense ai partigiani, Marche, schedario e pratica:
n. 99 (Manoni Onelio), trasmessa al Comando Gen. Carabinieri di Roma 27/11/1959;
n. 176 (Dominici Giulio);
n. 178 (Cappannini Eraclio), trasmessa al Distretto militare di Ancona 27/11/1959;
n. 179 (Latieri Giuseppe);
n. 180 (Patregnani Mario), trasmessa al Distretto militare di Ancona 13/08/1959;
n. 183 (Bramucci Primo), trasmessa al Distretto militare di Ancona 27/11/1959;
n. 184 (Bianchetti Tommaso);
n. 185 (Mattei Giuseppe);
n. 186 (Fraboni Primo);
n. 187 (Sargenti Nazzareno);
n. 188 (Terzoni Mario);
n. 189 (Rossi Nazzareno);
n. 190 (Biagetti Italo);
n. 191 (Venturi Elio);
n. 192 (Ercolani Elio);
n. 193 (Lenci Giuseppe), trasmessa al Distretto militare di Ancona 18/07/1959;
n. 194 (Silvi Andrea);
n. 195 (Mancini Giulio);
n. 196 (Biagioli Eugenio);
n. 197 (Bussoletti Adelmo);
n. 198 (Milletti Giuseppe);
n. 199 (Loretelli Giuseppe);
n. 200 (Bordi Mario), trasmessa al Distretto militare di Ancona 21/03/1960;
n. 201 (Mazzarini Marino);
n. 204 (Albertini Mario);
n. 208 (Barchiesi Vittorio), trasmessa al Distretto militare di Ancona 15/12/1959;
n. 209 (Germontari Walter), trasmessa al Distretto militare di Ancona 27/11/1959;
n. 210 (Fabretti Ferreres “Ferris”), trasmessa alla Capitaneria di Porto di Ancona 27/11/1959;
n. 211 (Brutti Igino);
n. 212 (Magnani Americo Pietro), trasmessa al Distretto militare di Ancona 10/08/1963;
n. 213 (Terzi Umberto), trasmessa al Ministero della Marina di Roma 15/01/1960;
n. 214 (Vannini Edgardo), trasmessa al Distretto militare di Ancona 15/12/1959;
n. 1835 (Rossi Giuseppe);
n. 3225 (Giovannini Vincenzo);
n. 3629 (Spoletini Gino);
n. 7629 (Scipioni Dealdo), trasmessa al Distretto militare di Ancona 25/02/1963;
n. 7631 (Mazzarini Nello);
n. 7632 (Mazzarini Santa);
n. 7640 (Cecchini Rosa);
n. 7641 (Mazzarini Pietro);
n. 7642 (Mazzarini Maria);
n. 7643 (Mazzarini Palmina)

Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nelle Marche, Archivio della memoria, videointervista di Wilfredo Caimmi (2002).
Rapporti tedeschi (fotocopie dell’ISCOP - Istituto di Storia Contemporanea della Provincia di Pesaro e Urbino, ricevute grazie alla collaborazione all’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea “Mario Morbiducci” di Macerata)

Befehshaber i. d. Op. Zone Alpenvorland Ic Nr. 393/4 g. v. 1.3.44
Befehshaber i. d. Op. Zone Alpenvorland Ic Nr. 50/44 g. Kdos v. 22.3.1944
Befehshaber i. d. Op. Zone Alpenvorland Ic Nr. 830/44 geh. vom 24.4.44.
Gruppe Witthöft Id Nr. 302/44 gKdos, O.U. 11.4.44
Notiz, O.U., dem 4.4.1944
Befehshaber Venetianische Küste, Nr. 1080/44geh., O.U. den 24.5.1944
Befehlshaber Venetiatische Küste, Nr. 1180/44 geh., O.U. den 9.6.1944
Befehlshaber Venetiatische Küste, Nr. 1270/44geh., O.U. den 25.6.1944