SAN GIORGIO DI PIANO 12.12.1944

(Bologna - Emilia-Romagna)

SAN GIORGIO DI PIANO 12.12.1944

SAN GIORGIO DI PIANO 12.12.1944
Descrizione

Località San Giorgio di Piano, San Giorgio di Piano, Bologna, Emilia-Romagna

Data 12 dicembre 1944

Matrice strage Fascista

Numero vittime 9

Numero vittime uomini 9

Numero vittime uomini adulti 6

Numero vittime uomini senza informazioni 3

Descrizione: La notte del 12 dicembre 1944 il reparto Arditi della Gnr al comando di Gaspare Pifferi eseguì un’operazione nel territorio compreso tra i Comuni di San Giorgio di Piano (BO) e di San Pietro in Casale (BO) per catturare alcuni uomini considerati disertori della Gnr dal comando provinciale della Guardia. Gli ex militi in realtà nell’ottobre del 1944 avevano espresso il desiderio di non seguire la compagnia della Gnr a cui appartenevano verso il Nord Italia e, d’accordo con il comandante del loro reparto, avevano riconsegnato le armi ed erano stati autorizzati a fare rientro alle rispettive abitazioni. I militi al comando di Pifferi prelevarono dalle rispettive abitazioni Guerrino Colombari, Corinto (o Clorindo) Belluzzi, Carlo Culatina, Pietro Bergami, Francesco Franchi, Gilberto Gamberini, Paolo Brunetti, Cesare Martelli e Vincenzo Onofri e li portarono via con un camion. Li uccisero lungo la strada e il mattino dopo i corpi delle vittime furono rinvenuti in due diverse località del Comune di San Giorgio di Piano: a Cinquanta e lungo la via per Argelato (BO). Durante la stessa operazione tentarono di prelevare da casa anche Carlo Gregori, anch’egli considerato disertore della Gnr, ma non poterono farlo perché un capitano tedesco che si trovava ospite a casa di Gregori lo protesse. Infine prelevarono dalla sua abitazione Aldo Gregori appartenente alla Gnr che si trovava a casa in convalescenza, ma che non riuscì a mostrare il documento che comprovava la licenza ottenuta dal reparto. Gli uomini di Pifferi lo uccisero e ne abbandonarono il corpo alla periferia di Bologna (v. Episodio di Bologna, via Frabazza, 12 dicembre 1944).

Modalità di uccisione: fucilazione

Violenze connesse: furto e-o saccheggio,sevizie-torture

Tipo di massacro: punitivo

Estremi e note penali: - Avvio indagini interne alla Rsi sulla base delle segnalazioni di alcuni familiari delle vittime e del commissario prefettizio del Comune di San Giorgio di Piano che dichiararono che gli uccisi non erano disertori, ma erano stati autorizzati dal loro comandante a rientrare alle proprie abitazioni nell’ottobre 1944 quando il loro reparto si trasferì al Nord e loro chiesero di non seguirlo. Il commissario prefettizio dichiarò di aver esposto verbalmente la situazione degli ex militi Gnr al capo della provincia di Bologna ad ottobre 1944, nell’immediatezza del loro rientro a casa, e alcuni testimoni dichiararono alla gendarmeria tedesca, che effettuò proprie indagini sui fatti, che le vittime furono prelavate di notte dalle rispettive case e che nessuna arma fu trovata nelle case o in possesso delle vittime. Da parte sua il comando provinciale della Gnr presentò un rapporto al capo della provincia di Bologna Dino Fantozzi il 14 dicembre 1944, subito dopo i fatti, parlando di un’operazione ordinata dal comando della Guardia per catturare dei disertori che si sapeva si trovavano nella zona di San Giorgio di Piano in contatto con i partigiani, e di esecuzione dei disertori perché trovati in possesso di armi. Inoltre il 2 marzo 1945, dopo una richiesta di chiarimenti da parte del capo provincia, il comando della Gnr affermò che il commissario prefettizio aveva dichiarato il falso dicendo che gli uomini uccisi erano stati autorizzati a lasciare il proprio reparto, ribadendo che si trattava di disertori e che quindi l’esecuzione era stata regolare. Il procuratore generale di Stato interessato della questione dichiarò che della cosa si doveva occupare il tribunale militare essendo l’azione stata eseguita da un reparto OP.
- Procedimento penale contro Gaspare Pifferi, Leonetto Beccherini, Pasquale Camporesi (e altri, imputati per delitti diversi da questo) davanti alla Corte d’Assise sezione speciale di Bologna conclusosi con sentenza di condanna in data 02/03/1948. Pifferi fu condannato all’ergastolo come colpevole di concorso in omicidio di 21 persone, tra cui gli uomini di San Giorgio di Piano, e dei reati di collaborazionismo politico e militare. Beccherini fu condannato a 30 anni di reclusione, di cui 10 condonati, per collaborazionismo militare e concorso in omicidio di dieci persone, tra cui alcuni degli uccisi a San Giorgio di Piano (fu assolto per insufficienza di prove per gli omicidi degli altri uccisi il 12 dicembre 1944). Camporesi fu ritenuto colpevole di collaborazionismo militare e di concorso in omicidio continuato di sei persone tra cui alcuni degli uccisi a San Giorgio di Piano e venne condannato all’ergastolo (fu assolto per insufficienza di prove per gli omicidi degli altri uccisi il 12 dicembre 1944). Gli imputati ricorsero in Cassazione la quale, con sentenza 04/05/1949 annullò la sentenza contro Pifferi e parzialmente quella contro Camporesi per l’applicazione delle attenuanti generiche, rinviando la causa alla Corte d’Assise di Ancona per nuovo esame. Il ricorso di Beccherini fu rigettato. L’8 febbraio 1954 la Corte d’Assise di Bologna dichiarò interamente condonata la pena di Beccherini.
- Procedimento penale davanti alla Corte d’Assise di Ancona contro Gaspare Pifferi, Pasquale Camporesi (e altri, imputati per delitti diversi da questo) conclusosi con sentenza del 01/03/1950. Pifferi fu ritenuto colpevole dell’uccisione degli uomini di San Giorgio di Piano, oltre che di altre uccisioni (reato di omicidio continuato), di collaborazionismo militare e politico, ma gli furono riconosciute le attenuanti e fu condannato a pene detentive complessivamente cumulate nella pena di 30 anni di reclusione. Poté godere dei condoni emanati dal presidente della Repubblica per complessivi 21 anni di pena poiché la sua latitanza non fu considerata iniziata nel 1945, bensì nel 1950. Camporesi fu ritenuto colpevole di collaborazionismo e omicidio, ma gli furono riconosciute le attenuanti per cui fu condannato a pena detentiva di anni 30 complessivi, di cui 21 condonati.

Annotazioni: Episodi collegati:
- Bologna, via Frabazza, 12 dicembre 1944.

Scheda compilata da ROBERTA MIRA
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2017-04-15 07:00:34

Vittime

Elenco vittime

- Belluzzi Corinto (o Clorindo), 38 anni, milite Gnr. Considerato disertore dalla Gnr.
- Bergami Pietro, milite scelto Gnr. Disertore.
- Brunetti Paolo, nato a San Pietro in Casale (BO) il 29/04/1899, muratore, milite Gnr. Considerato disertore dalla Gnr.
- Colombari Guerrino, 41 anni, milite scelto Gnr. Considerato disertore dalla Gnr.
- Culatina Carlo, nato a San Giorgio di Piano (BO) il 22/11/1925, studente, allievo milite Gnr. Collaborò con la 2ª brigata Paolo. Riconosciuto partigiano dal 01/07/1944 al 12/12/1944.
- Franchi Francesco, brigadiere Gnr. Considerato disertore dalla Gnr.
- Gamberini Gilberto, 38 anni, milite Gnr. Considerato disertore dalla Gnr.
- Martelli Cesare, 46 anni, milite Gnr. Considerato disertore dalla Gnr.
- Onofri Vincenzo, milite scelto Gnr. Considerato disertore dalla Gnr.

Elenco vittime partigiani 1

Culatina Carlo

Elenco vittime disertori 8

Belluzzi Corinto
Bergami Pietro
Brunetti Paolo
Colombari Guerrino
Franchi Francesco
Gamberini Gilberto
Martelli Cesare
Onofri Vincenzo

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Reparto GNR non precisato

Tipo di reparto: Guardia Nazionale Repubblicana

Elenco persone responsabili o presunte responsabili


  • Beccherini Leonetto

    Nome Beccherini

    Cognome Leonetto

    Ruolo nella strage Autore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile - Beccherini Leonetto, nato a Brescia il 01/08/1926, appartenente alla Gnr. Imputato in procedimento davanti alla Corte d’Assise sezione speciale di Bologna, latitante e processato in contumacia Condannato a pena detentiva dalla Corte d’Assise sezione speciale di Bologna. Ricorso respinto. Scarcerato nel 1954.

    Note procedimento - Avvio indagini interne alla Rsi sulla base delle segnalazioni di alcuni familiari delle vittime e del commissario prefettizio del Comune di San Giorgio di Piano che dichiararono che gli uccisi non erano disertori, ma erano stati autorizzati dal loro comandante a rientrare alle proprie abitazioni nell’ottobre 1944 quando il loro reparto si trasferì al Nord e loro chiesero di non seguirlo. Il commissario prefettizio dichiarò di aver esposto verbalmente la situazione degli ex militi Gnr al capo della provincia di Bologna ad ottobre 1944, nell’immediatezza del loro rientro a casa, e alcuni testimoni dichiararono alla gendarmeria tedesca, che effettuò proprie indagini sui fatti, che le vittime furono prelavate di notte dalle rispettive case e che nessuna arma fu trovata nelle case o in possesso delle vittime. Da parte sua il comando provinciale della Gnr presentò un rapporto al capo della provincia di Bologna Dino Fantozzi il 14 dicembre 1944, subito dopo i fatti, parlando di un’operazione ordinata dal comando della Guardia per catturare dei disertori che si sapeva si trovavano nella zona di San Giorgio di Piano in contatto con i partigiani, e di esecuzione dei disertori perché trovati in possesso di armi. Inoltre il 2 marzo 1945, dopo una richiesta di chiarimenti da parte del capo provincia, il comando della Gnr affermò che il commissario prefettizio aveva dichiarato il falso dicendo che gli uomini uccisi erano stati autorizzati a lasciare il proprio reparto, ribadendo che si trattava di disertori e che quindi l’esecuzione era stata regolare. Il procuratore generale di Stato interessato della questione dichiarò che della cosa si doveva occupare il tribunale militare essendo l’azione stata eseguita da un reparto OP. - Procedimento penale contro Gaspare Pifferi, Leonetto Beccherini, Pasquale Camporesi (e altri, imputati per delitti diversi da questo) davanti alla Corte d’Assise sezione speciale di Bologna conclusosi con sentenza di condanna in data 02/03/1948. Pifferi fu condannato all’ergastolo come colpevole di concorso in omicidio di 21 persone, tra cui gli uomini di San Giorgio di Piano, e dei reati di collaborazionismo politico e militare. Beccherini fu condannato a 30 anni di reclusione, di cui 10 condonati, per collaborazionismo militare e concorso in omicidio di dieci persone, tra cui alcuni degli uccisi a San Giorgio di Piano (fu assolto per insufficienza di prove per gli omicidi degli altri uccisi il 12 dicembre 1944). Camporesi fu ritenuto colpevole di collaborazionismo militare e di concorso in omicidio continuato di sei persone tra cui alcuni degli uccisi a San Giorgio di Piano e venne condannato all’ergastolo (fu assolto per insufficienza di prove per gli omicidi degli altri uccisi il 12 dicembre 1944). Gli imputati ricorsero in Cassazione la quale, con sentenza 04/05/1949 annullò la sentenza contro Pifferi e parzialmente quella contro Camporesi per l’applicazione delle attenuanti generiche, rinviando la causa alla Corte d’Assise di Ancona per nuovo esame. Il ricorso di Beccherini fu rigettato. L’8 febbraio 1954 la Corte d’Assise di Bologna dichiarò interamente condonata la pena di Beccherini. - Procedimento penale davanti alla Corte d’Assise di Ancona contro Gaspare Pifferi, Pasquale Camporesi (e altri, imputati per delitti diversi da questo) conclusosi con sentenza del 01/03/1950. Pifferi fu ritenuto colpevole dell’uccisione degli uomini di San Giorgio di Piano, oltre che di altre uccisioni (reato di omicidio continuato), di collaborazionismo militare e politico, ma gli furono riconosciute le attenuanti e fu condannato a pene detentive complessivamente cumulate nella pena di 30 anni di reclusione. Poté godere dei condoni emanati dal presidente della Repubblica per complessivi 21 anni di pena poiché la sua latitanza non fu considerata iniziata nel 1945, bensì nel 1950. Camporesi fu ritenuto colpevole di collaborazionismo e omicidio, ma gli furono riconosciute le attenuanti per cui fu condannato a pena detentiva di anni 30 complessivi, di cui 21 condonati.

    Tipo di reparto fascista Guardia Nazionale Repubblicana

    Nome del reparto Reparto GNR non precisato

  • Gaspare Pifferi

    Nome Gaspare

    Cognome Pifferi

    Ruolo nella strage Autore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Pifferi Gaspare, nato a Bologna il 09/07/1913, ragioniere, già combattente sul fronte africano durante la seconda guerra mondiale, decorato con medaglia d’argento, capitano della Gnr. Imputato in procedimento davanti alla Corte d’Assise sezione speciale di Bologna, latitante e processato in contumacia. Condannato all’ergastolo dalla Corte d’Assise sezione speciale di Bologna; la sentenza fu annullata dalla Cassazione. Nuovamente processato in contumacia e condannato dalla Corte d’Assise di Ancona a pena detentiva.

    Note procedimento - Avvio indagini interne alla Rsi sulla base delle segnalazioni di alcuni familiari delle vittime e del commissario prefettizio del Comune di San Giorgio di Piano che dichiararono che gli uccisi non erano disertori, ma erano stati autorizzati dal loro comandante a rientrare alle proprie abitazioni nell’ottobre 1944 quando il loro reparto si trasferì al Nord e loro chiesero di non seguirlo. Il commissario prefettizio dichiarò di aver esposto verbalmente la situazione degli ex militi Gnr al capo della provincia di Bologna ad ottobre 1944, nell’immediatezza del loro rientro a casa, e alcuni testimoni dichiararono alla gendarmeria tedesca, che effettuò proprie indagini sui fatti, che le vittime furono prelavate di notte dalle rispettive case e che nessuna arma fu trovata nelle case o in possesso delle vittime. Da parte sua il comando provinciale della Gnr presentò un rapporto al capo della provincia di Bologna Dino Fantozzi il 14 dicembre 1944, subito dopo i fatti, parlando di un’operazione ordinata dal comando della Guardia per catturare dei disertori che si sapeva si trovavano nella zona di San Giorgio di Piano in contatto con i partigiani, e di esecuzione dei disertori perché trovati in possesso di armi. Inoltre il 2 marzo 1945, dopo una richiesta di chiarimenti da parte del capo provincia, il comando della Gnr affermò che il commissario prefettizio aveva dichiarato il falso dicendo che gli uomini uccisi erano stati autorizzati a lasciare il proprio reparto, ribadendo che si trattava di disertori e che quindi l’esecuzione era stata regolare. Il procuratore generale di Stato interessato della questione dichiarò che della cosa si doveva occupare il tribunale militare essendo l’azione stata eseguita da un reparto OP. - Procedimento penale contro Gaspare Pifferi (e altri, imputati per delitti diversi da questo) davanti alla Corte d’Assise sezione speciale di Bologna conclusosi con sentenza di condanna in data 02/03/1948. Pifferi fu condannato all’ergastolo come colpevole di concorso in omicidio di 21 persone, tra cui gli uomini di San Giorgio di Piano, e dei reati di collaborazionismo politico e militare. Gli imputati ricorsero in Cassazione la quale, con sentenza 04/05/1949 annullò la sentenza contro Pifferi, rinviando la causa alla Corte d’Assise di Ancona per nuovo esame. - Procedimento penale davanti alla Corte d’Assise di Ancona contro Gaspare Pifferi (e altri, imputati per delitti diversi da questo) conclusosi con sentenza del 01/03/1950. Pifferi fu ritenuto colpevole dell’uccisione degli uomini di San Giorgio di Piano, oltre che di altre uccisioni (reato di omicidio continuato), di collaborazionismo militare e politico, ma gli furono riconosciute le attenuanti e fu condannato a pene detentive complessivamente cumulate nella pena di 30 anni di reclusione. Poté godere dei condoni emanati dal presidente della Repubblica per complessivi 21 anni di pena poiché la sua latitanza non fu considerata iniziata nel 1945, bensì nel 1950.

    Tipo di reparto fascista Guardia Nazionale Repubblicana

    Nome del reparto Reparto GNR non precisato

  • Pasquale Camporesi

    Nome Pasquale

    Cognome Camporesi

    Ruolo nella strage Autore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile - Camporesi Pasquale Giovanni, nato a Rocca San Casciano (FC) l’8/04/1922, brigadiere della Gnr. Detenuto dal 31/08/1945 e imputato in procedimento davanti alla Corte d’Assise sezione speciale di Bologna. Condannato all’ergastolo dalla Corte d’Assise sezione speciale di Bologna. Sentenza annullata parzialmente e nuovo giudizio davanti alla Corte d’Assise di Ancona. Condanna a pena detentiva.

    Note procedimento - Avvio indagini interne alla Rsi sulla base delle segnalazioni di alcuni familiari delle vittime e del commissario prefettizio del Comune di San Giorgio di Piano che dichiararono che gli uccisi non erano disertori, ma erano stati autorizzati dal loro comandante a rientrare alle proprie abitazioni nell’ottobre 1944 quando il loro reparto si trasferì al Nord e loro chiesero di non seguirlo. Il commissario prefettizio dichiarò di aver esposto verbalmente la situazione degli ex militi Gnr al capo della provincia di Bologna ad ottobre 1944, nell’immediatezza del loro rientro a casa, e alcuni testimoni dichiararono alla gendarmeria tedesca, che effettuò proprie indagini sui fatti, che le vittime furono prelavate di notte dalle rispettive case e che nessuna arma fu trovata nelle case o in possesso delle vittime. Da parte sua il comando provinciale della Gnr presentò un rapporto al capo della provincia di Bologna Dino Fantozzi il 14 dicembre 1944, subito dopo i fatti, parlando di un’operazione ordinata dal comando della Guardia per catturare dei disertori che si sapeva si trovavano nella zona di San Giorgio di Piano in contatto con i partigiani, e di esecuzione dei disertori perché trovati in possesso di armi. Inoltre il 2 marzo 1945, dopo una richiesta di chiarimenti da parte del capo provincia, il comando della Gnr affermò che il commissario prefettizio aveva dichiarato il falso dicendo che gli uomini uccisi erano stati autorizzati a lasciare il proprio reparto, ribadendo che si trattava di disertori e che quindi l’esecuzione era stata regolare. Il procuratore generale di Stato interessato della questione dichiarò che della cosa si doveva occupare il tribunale militare essendo l’azione stata eseguita da un reparto OP. - Procedimento penale contro Gaspare Pifferi, Leonetto Beccherini, Pasquale Camporesi (e altri, imputati per delitti diversi da questo) davanti alla Corte d’Assise sezione speciale di Bologna conclusosi con sentenza di condanna in data 02/03/1948. Pifferi fu condannato all’ergastolo come colpevole di concorso in omicidio di 21 persone, tra cui gli uomini di San Giorgio di Piano, e dei reati di collaborazionismo politico e militare. Beccherini fu condannato a 30 anni di reclusione, di cui 10 condonati, per collaborazionismo militare e concorso in omicidio di dieci persone, tra cui alcuni degli uccisi a San Giorgio di Piano (fu assolto per insufficienza di prove per gli omicidi degli altri uccisi il 12 dicembre 1944). Camporesi fu ritenuto colpevole di collaborazionismo militare e di concorso in omicidio continuato di sei persone tra cui alcuni degli uccisi a San Giorgio di Piano e venne condannato all’ergastolo (fu assolto per insufficienza di prove per gli omicidi degli altri uccisi il 12 dicembre 1944). Gli imputati ricorsero in Cassazione la quale, con sentenza 04/05/1949 annullò la sentenza contro Pifferi e parzialmente quella contro Camporesi per l’applicazione delle attenuanti generiche, rinviando la causa alla Corte d’Assise di Ancona per nuovo esame. Il ricorso di Beccherini fu rigettato. L’8 febbraio 1954 la Corte d’Assise di Bologna dichiarò interamente condonata la pena di Beccherini. - Procedimento penale davanti alla Corte d’Assise di Ancona contro Gaspare Pifferi, Pasquale Camporesi (e altri, imputati per delitti diversi da questo) conclusosi con sentenza del 01/03/1950. Pifferi fu ritenuto colpevole dell’uccisione degli uomini di San Giorgio di Piano, oltre che di altre uccisioni (reato di omicidio continuato), di collaborazionismo militare e politico, ma gli furono riconosciute le attenuanti e fu condannato a pene detentive complessivamente cumulate nella pena di 30 anni di reclusione. Poté godere dei condoni emanati dal presidente della Repubblica per complessivi 21 anni di pena poiché la sua latitanza non fu considerata iniziata nel 1945, bensì nel 1950. Camporesi fu ritenuto colpevole di collaborazionismo e omicidio, ma gli furono riconosciute le attenuanti per cui fu condannato a pena detentiva di anni 30 complessivi, di cui 21 condonati.

    Tipo di reparto fascista Guardia Nazionale Repubblicana

    Nome del reparto Reparto GNR non precisato

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • monumento a Bologna, piazza del Nettuno

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: Bologna, piazza del Nettuno

    Descrizione: sacrario dei caduti partigiani; vi è ricordato Carlo Culatina.

  • cippo a San Giorgio di Piano (BO), via Cinquanta

    Tipo di memoria: cippo

    Ubicazione: San Giorgio di Piano (BO), via Cinquanta

    Descrizione: cippo con lapide che ricorda Belluzzi, Brunetti, Gamberini, Culatina e Colombari.

  • monumento a San Giorgio di Piano (BO), via Argelato

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: San Giorgio di Piano (BO), via Argelato

    Descrizione: cippo con lapide che ricorda Bergami, Martelli, Franchi e Onofri.

Bibliografia


- Alessandro Albertazzi, Luigi Arbizzani, Nazario Sauro Onofri, Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese (1919-1945), vol. II, Dizionario biografico A-C, Comune di Bologna, Istituto per la storia di Bologna, Bologna, 1985, pp. 357, 621.

Sitografia


- Storia e memoria di Bologna:
Brunetti Paolo
http://www.storiaememoriadibologna.it/brunetti-paolo-486951-persona
Culatina Carlo
http://www.storiaememoriadibologna.it/culatina-carlo-478701-persona
Eccidio di San Giorgio di Piano
http://www.storiaememoriadibologna.it/eccidio-di-san-giorgio-di-piano-578-evento

Fonti archivistiche

Fonti

- ACS, MI, DGPS, DAGR, cat. A/R Attività ribelli, b. 3, fasc. 15, Bologna, Prefettura di Bologna, Gab. n. 4960-12 A 1/4, Fermo di elementi fuori legge e fucilazione di disertori, 14/12/1944; Prefettura di Bologna, Gab. n. 4973 12 A 1/2, Fermo di elementi fuori legge e fucilazione di disertori, 08/01/1945 e allegate note del commissario prefettizio del Comune di San Giorgio di Piano al capo della provincia di Bologna del 12/12/1944 e del 20/12/1944; Prefettura di Bologna, Gab. n. 558/12/A-1/4, Fermo di elementi fuori legge e fucilazione di disertori, 19/02/1945 e allegate lettere inviate al capo della provincia di Bologna da Claudia Venusta Galli, s.d., e Maria Tagliavini, 15/02/1945; Prefettura di Bologna, Gab. n. 1376/12/A-1-4, Fermo di elementi fuori legge e fucilazione di disertori, 07/03/1945, trascrizione lettera comando provinciale Gnr n. 52/5, 02/03/1945 e Prefettura di Bologna, Gab. n. 1376/12/A-1-4, Fermo di elementi fuori legge e fucilazione di disertori, 07/03/1945, trascrizione lettera procuratore generale di Stato n. 103, 01/03/1945.
- Fondazione Gramsci Emilia-Romagna, Comando unico militare Emilia-Romagna, Informazioni per l’epurazione, b. 5, fasc. 51, elenchi appartenenti alla Gnr.
- CPI, fasc. 22/136.