CARCERE DI SAN VITTORE MILANO 23.02.1944

(Milano - Lombardia)

CARCERE DI SAN VITTORE MILANO 23.02.1944

CARCERE DI SAN VITTORE MILANO 23.02.1944
Descrizione

Località Carcere di San Vittore, Milano, Milano, Lombardia

Data 23 febbraio 1944

Matrice strage Nazifascista

Numero vittime 1

Numero vittime uomini 1

Numero vittime uomini anziani 1

Descrizione: Arrestato il 21 febbraio 1944 unitamente al suo coadiutore don Tommaso Rota e ad altri collaboratori dei partigiani operanti nel lecchese. Dopo un interrogatorio notturno nelle carceri di Bergamo, l'indomani mattina fu portato a Milano all'albergo Regina, sede dell’Aussenkommnando interprovinciale della Sicherheitspolizei-SD. A lungo torturato, alla sera fu tradotto in condizioni pietose nel carcere di San Vittore dove spirava nel corso della notte in seguito a ulteriori sevizie infertegli dagli agenti dell’Ufficio speciale dell’UPI milanese diretti dal tenente Manlio Melli.
Il comando della SipoSD emanerà un comunicato attribuendo la morte di don Bolis ad “aneurisma polmonare”. Il cadavere di don Bolis fu reclamato dal cardinale di Milano Ildefonso Schuster ma a nessuno fu consentito di vedere la salma. Le esequie di don Bolis si svolsero a Milano con la partecipazione di tutte la autorità religiose locali.
Luigi Ceraso, ex guardia carceraria in seguito deportato perché scoperto ad aiutare i detenuti (come Sebastiano Pieri, agente di custodia), in Fu massacrato dalle SS di Saevecke Don Bolis parroco di Calolziocorte (“La Giustizia”, 16 maggio 1963) racconta che:
“venne condotto in una cella quasi di fronte alla mia, al VI raggio. Lo vidi entrare sbirciando attraverso lo spioncino della mia cella. Era accompagnato da militi delle SS e da fascisti italiani. Grondava sangue e non si reggeva in piedi. La notte seppi che Don Bolis era morto. [...] un infermiere di San Vittore, che successivamente venne deportato in Germania, un certo Pieri, mi disse testualmente: “Don Bolis è stato massacrato” 1.
E poi:
“Don Achille Bolis fu, non appena giunto dall'hôtel Regina, condotto nell'Ufficio matricola e lì selvaggiamente battuto dal tenente Melli, dell'Ufficio politico investigativo, e da alcuni graduati tedeschi. Era tutto insanguinato e sulle ferite dell'anziano sacerdote con un pennello avevano passato dell'inchiostro. Me lo affidarono perché lo portassi in cella. Cosa che io feci, scortato da soldati italiani e tedeschi. Poiché la cella era priva della regolamentare lampadina, mi assentai pochi minuti per andare a prelevarne una. Intanto Don Bolis, il cui viso era tutto insanguinato e gli abiti laceri per le percosse ricevute, aveva cominciato a spogliarsi. Quando di lì a cinque minuti riaprii la porta della cella, Don Bolis era sulla branda, già cadavere”.

Modalità di uccisione: tortura a morte

Violenze connesse: sevizie-torture

Tipo di massacro: punitivo

Annotazioni: Secondo la fonte AUSSME il comune è Ponte in Valtellina, le vittime sono 5 e il fatto è avvenuto il 14 febbraio

Scheda compilata da LUIGI BORGOMANERI
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-06-02 09:57:37

Vittime

Elenco vittime

Achille Bolis, n il 14 ottobre 1873 a Calolziocorte, parroco di Calolziocorte

Elenco vittime religiosi 1

Achille Bolis

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


SS Aussenkommando Mailand Sipo-SD

Tipo di reparto: Polizei
Appartenenza: Sicherheitspolizei u. SD

Ufficio Politico Investigativo/GNR di Milano

Tipo di reparto: Guardia Nazionale Repubblicana

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • luogo della memoria a Calolziocorte

    Tipo di memoria: luogo della memoria

    Ubicazione: Calolziocorte

    Anno di realizzazione: 2014

    Descrizione: Nel 2014 la giunta comunale calolziese ha intitolato la sala civica a don Achille Bolis.

Bibliografia


Luigi Borgomaneri, I crimini di Theo Saevecke, capo della Gestapo, Roma, Datanews, 1977.
Luigi Ceraso, in Fu massacrato dalle SS di Saevecke Don Bolis parroco di Calolziocorte, in “La Giustizia”, 16 maggio 1963

Sitografia


Fonti archivistiche

Fonti

Testimonianza dell’avocato Giuseppe Pugliesi, registrata il 23 marzo 1963 su nastro magnetico, in Archivio Fondazione ISEC, Fondo Aned, II.