CASTROCARO 18.08.1944

(Forlì-Cesena - Emilia-Romagna)

CASTROCARO 18.08.1944

CASTROCARO 18.08.1944
Descrizione

Località Castrocaro, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Forlì-Cesena, Emilia-Romagna

Data 18 agosto 1944

Matrice strage Nazifascista

Numero vittime 2

Numero vittime uomini 2

Numero vittime uomini adulti 2

Descrizione: La mattina del 18 agosto 1944 i fascisti del Battaglione M IX Settembre di stanza a Castrocaro (FC) e alcuni tedeschi accerchiarono e attaccarono un casolare a Ca’ Cornio nei pressi di Modigliana (FC) dove si erano stabiliti Silvio Corbari e alcuni membri della sua formazione partigiana, tra cui i suoi principali collaboratori Iris Versari, Adriano Casadei e Arturo Spazzoli. I fascisti ferirono Arturo Spazzoli e costrinsero il contadino Sante Piani a trasportarlo verso Monte Trebbio, ma lungo il tragitto un fascista uccise Spazzoli e giunti a Monte Trebbio anche Piani fu ucciso (v. Episodi di Ca’ Cornio-Monte Trebbio (FC), 18 agosto 1944 e Monte Trebbio (FC), 18 agosto 1944); Iris Versari, che era ferita ad una gamba e non poteva fuggire, si suicidò per non cadere prigioniera. Casadei e Corbari restarono feriti e furono catturati. I fascisti li portarono a Castrocaro dove verso le ore 13 li impiccarono sotto il portico del centro cittadino. Nel pomeriggio i fascisti trasferirono a Forlì i corpi esanimi di Corbari e Casadei a cui unirono quelli recuperati di Iris Versari e Arturo Spazzoli. Allo scopo di terrorizzare la popolazione e dimostrare che il fascismo aveva avuto ragione del temuto bandito Corbari, impiccarono i quattro cadaveri ad un lampione di piazza Saffi a Forlì, in centro alla città, e li lasciarono esposti per alcuni giorni.
L’operazione fascista a Ca’ Cornio fu resa possibile dalla collaborazione di alcuni giovani che si erano infiltrati nella formazione Corbari e che avevano raccolto informazioni per passarle al battaglione M IX Settembre (v. Responsabili).
La cattura e l’uccisione di Corbari e dei suoi compagni avvenne a conclusione di una serie di arresti e uccisioni di persone accusate di sostenere la Resistenza compiute dal battaglione M IX Settembre a metà agosto 1944 a Castrocaro. Il giorno 12 i fascisti del battaglione M avevano fucilato nel cimitero di Castrocaro i fratelli Rolando e Verardo Verità nel pomeriggio e Angelo Mariani nella notte (v. Episodi di Castrocaro (FC), 12 agosto (fratelli Verità) e Castrocaro (FC), 12 agosto 1944 (Angelo Mariani)) e il giorno 14, sempre nel cimitero di Castrocaro, avevano ucciso il marchese Gianni Raniero Paulucci de’ Calboli Ginnasi, Antonio Benzoni, Fiorenzo Grassi, Livio Ciccarelli e Antonio Buranti (v. Episodio di Castrocaro (FC), 14 agosto 1944). Altra vittima di questa serie di arresti fu Umberto Mercuri che morì cadendo dalla finestra della sede del battaglione M, non è chiaro se suicidandosi o meno (v. Episodio di Castrocaro (FC), 12 agosto 1944 (Umberto Mercuri)).

Modalità di uccisione: impiccagione

Trattamento dei cadaveri: Esposizione dei cadaveri

Tipo di massacro: punitivo

Estremi e note penali: - Sul battaglione M IX Settembre e il suo operato a Castrocaro fu aperta un’inchiesta interna alla Rsi: le azioni del battaglione e i suoi metodi (arresti, torture, processi sommari, fucilazioni) erano stati tali da suscitare ripulsa e terrore tra la popolazione e, di conseguenza, critiche da parte di altre strutture della Rsi preoccupate per le ripercussioni che la situazione poteva avere sulla Repubblica sociale facendole perdere consenso. Nella relazione del capo della provincia di Forlì al ministero dell’Interno si legge che il questore che si recò a Castrocaro per raccogliere i verbali di interrogatorio delle vittime e altri atti relativi alla condanna a morte e all’esecuzione capitale, il comandante del battaglione M rispose che era tenuto ad informare solo il comando tedesco da cui il battaglione dipendeva. Capo della provincia e procuratore della Rsi segnalarono la gravità del fatto per l’autorità e il prestigio della Repubblica sociale.
- Procedimento davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Forlì contro Laghi Teseo (nato a Castrocaro (FC) il 09/12/1921), Zanchini Nello (nato a Santa Sofia (FC) il 02/09/1914, latitante), Rossi Gianfranco (nato a Forlì il 27/04/1929, latitante), Rusticali Cleode (nata a Forlì l’11/02/1903, latitante), Benenati Antonio (nato a Palermo il 17/06/1927, residente a Forlì, latitante) imputati per diversi reati. Per le delazioni che portarono alla cattura di Corbari e dei suoi compagni furono accusati Laghi, Rossi, Rusticali e Benenati. Secondo la sentenza della Corte d’Assise straordinaria di Forlì Laghi, membro della Guardia nazionale repubblicana, si aggregò alla formazione di Corbari, partecipò ad alcune azioni con i partigiani, ma svolse attività di spionaggio all’interno della formazione, mantenendo i contatti con i fascisti e i tedeschi; inoltre era presente a Ca’ Cornio poco tempo prima del rastrellamento che portò alla cattura di Corbari. Anche Rossi e Benenati si aggregarono alla formazione Corbari come infiltrati e nelle ore precedenti il rastrellamento asportarono armi dalla casa di Ca’ Cornio dove erano nascosti Corbari e gli altri. La Corte li ritenne i principali indiziati del tradimento. Rossi fu ritenuto anche essere tra i militi che attaccarono Ca’ Cornio. Con sentenza del 19/02/1946 la Corte condannò Laghi per collaborazionismo e rapina a ventiquattro anni di reclusione, la Rusticali a vent’anni di reclusione per collaborazionismo, e Rossi e Benenati a diciotto anni ciascuno per collaborazionismo. Gli imputati ricorsero in Cassazione e la Corte, con sentenza 24/03/1947, annullò senza rinvio la sentenza per la parte relativa alla condanna per collaborazionismo perché il reato era estinto per amnistia ordinando la revoca del mandato di cattura per Rusticali, Rossi e Benenati che erano latitanti; la Corte rigettò il ricorso di Laghi per quanto riguardava la rapina per cui lo condannò a sei anni di reclusione. La Corte d’Appello di Bologna il 18/02/1950 dichiarò condonata la pena di Laghi e ne ordinò la scarcerazione.
- Procedimento contro Medri Giuseppe (nato a Cesenatico (FC), il 19/02/1911, milite della Gnr) davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Forlì per collaborazionismo e per aver partecipato all’impiccagione dei cadaveri di Corbari, Versari, Spazzoli e Casadei in piazza Saffi a Forlì. Condannato il 09/01/1946 a tre anni di reclusione per vilipendio di cadavere perché un testimone lo vide passare la corda sul lampione. Presentò ricorso e la Corte di Cassazione dichiarò il reato estinto per amnistia.
- Procedimento davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Forlì contro Rosetti Edgardo (nato a Forlì il 24/11/1892, membro delle Brigate nere) accusato di una serie di reati e di aver tirato le corde per l’impiccagione dei cadaveri di Corbari e dei suoi compagni in Piazza Saffi a Forlì. Con sentenza 13/12/1945 fu ritenuto colpevole di collaborazionismo, ma non del fatto specifico. Presentò ricorso. La Cassazione dichiarò il reato estinto per amnistia il 24/09/1946.
- Procedimento penale contro il tenente tedesco Bieber e il sottotenente tedesco Stakul: fascicolo aperto dalla procura militare della Repubblica presso il tribunale militare di La Spezia per l’omicidio di Silvio Corbari, Iris Versari, Tonino Spazzoli, Arturo Spazzoli e Adriano Casadei. Il fascicolo è composto dalle carte raccolte a fine 1944 dal personale Alleato impegnato in un’inchiesta sull’impiccagione a Forlì di Corbari, Versari, Casadei e Arturo Spazzoli e sull’uccisione a Coccolia (RA) di Tonino Spazzoli. Bieber e Stakul del comando SS di Forlì furono accusati delle torture a Tonino Spazzoli e della sua uccisione, mentre i responsabili della morte di Corbari e degli altri partigiani e della loro impiccagione nella piazza centrale di Forlì furono i fascisti del battaglione M IX Settembre. Il fascicolo fu archiviato provvisoriamente nel 1960 dal procuratore militare generale. Riaperto dal procuratore presso tribunale militare di La Spezia nel 1995 dopo la scoperta del cosiddetto “Armadio della vergogna”, fu archiviato nel 1999 per morte di uno dei due responsabili e perché l’altro era rimasto ignoto.

Annotazioni: Episodi collegati:
- Episodio di Castrocaro (FC), 12 agosto (fratelli Verità)
- Episodio di Castrocaro (FC), 12 agosto (Angelo Mariani).
- Episodio di Castrocaro (FC), 12 agosto 1944 (Umberto Mercuri).
- Episodio di Castrocaro (FC), 14 agosto 1944.
- Episodio di Monte Trebbio (FC), 18 agosto 1944.
- Episodio di Ca’ Cornio-Monte Trebbio (FC), 18 agosto 1944.
- Episodio di Coccolia (RA), 18-19 agosto 1944.

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): Nel dopoguerra fu emessa una serie di francobolli dedicati a Corbari e ai suoi compagni.

Scheda compilata da ROBERTA MIRA
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-03-11 22:07:44

Vittime

Elenco vittime

- Casadei Adriano, nato a Poviglio (RE) il 06/08/1922, residente a Forlì, studente. Inizialmente collaborò con la formazione di Corbari dalla città; nella primavera del 1944 si aggregò al gruppo e svolse un’importante attività organizzativa al suo interno. Riconosciuto partigiano nel battaglione Corbari dal 26/01/1944 al 18/08/1944.
- Corbari Silvio, nato a Faenza (RA) il 10/01/1923. Tra i primi animatori della Resistenza armata nella zona collinare e appenninica tra il Faentino e il Forlivese. Autore con i suoi compagni di numerose azioni, tra cui il disarmo di diversi presidi fascisti, l’occupazione temporanea del paese di Tredozio (FC) e l’uccisione del comandante della Gnr Gustavo Marabini; era noto nel Forlivese e in tutta la regione ed era considerato pericoloso e inafferrabile. Riconosciuto partigiano nel battaglione Corbari dall’11/11/1943 al 18/08/1944.

Elenco vittime civili 2

Casadei Adriano
Corbari Silvio

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Reparto GNR non precisato

Tipo di reparto: Guardia Nazionale Repubblicana

Battaglione M- IX Settembre

Tipo di reparto: Reparto speciale

Elenco persone responsabili o presunte responsabili


  • Antonio Benenati

    Nome Antonio

    Cognome Benenati

    Ruolo nella strage Autore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Benenati Antonio, nato a Palermo il 17/06/1927, residente a Forlì. Processato in contumacia dalla Corte d’Assise straordinaria di Forlì per collaborazionismo e delazione anche a danno di Corbari e dei suoi compagni. Condannato e poi amnistiato.

    Note procedimento Procedimento davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Forlì contro Laghi Teseo (nato a Castrocaro (FC) il 09/12/1921), Zanchini Nello (nato a Santa Sofia (FC) il 02/09/1914, latitante), Rossi Gianfranco (nato a Forlì il 27/04/1929, latitante), Rusticali Cleode (nata a Forlì l’11/02/1903, latitante), Benenati Antonio (nato a Palermo il 17/06/1927, residente a Forlì, latitante) imputati per diversi reati. Per le delazioni che portarono alla cattura di Corbari e dei suoi compagni furono accusati Laghi, Rossi, Rusticali e Benenati. Secondo la sentenza della Corte d’Assise straordinaria di Forlì Laghi, membro della Guardia nazionale repubblicana, si aggregò alla formazione di Corbari, partecipò ad alcune azioni con i partigiani, ma svolse attività di spionaggio all’interno della formazione, mantenendo i contatti con i fascisti e i tedeschi; inoltre era presente a Ca’ Cornio poco tempo prima del rastrellamento che portò alla cattura di Corbari. Anche Rossi e Benenati si aggregarono alla formazione Corbari come infiltrati e nelle ore precedenti il rastrellamento asportarono armi dalla casa di Ca’ Cornio dove erano nascosti Corbari e gli altri. La Corte li ritenne i principali indiziati del tradimento. Rossi fu ritenuto anche essere tra i militi che attaccarono Ca’ Cornio. Con sentenza del 19/02/1946 la Corte condannò Laghi per collaborazionismo e rapina a ventiquattro anni di reclusione, la Rusticali a vent’anni di reclusione per collaborazionismo, e Rossi e Benenati a diciotto anni ciascuno per collaborazionismo. Gli imputati ricorsero in Cassazione e la Corte, con sentenza 24/03/1947, annullò senza rinvio la sentenza per la parte relativa alla condanna per collaborazionismo perché il reato era estinto per amnistia ordinando la revoca del mandato di cattura per Rusticali, Rossi e Benenati che erano latitanti; la Corte rigettò il ricorso di Laghi per quanto riguardava la rapina per cui lo condannò a sei anni di reclusione. La Corte d’Appello di Bologna il 18/02/1950 dichiarò condonata la pena di Laghi e ne ordinò la scarcerazione.

  • Cleode Rusticali

    Nome Cleode

    Cognome Rusticali

    Ruolo nella strage Delatore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Rossi Gianfranco, nato a Forlì il 27/04/1929, figlio di Cleode Rusticali. Processato in contumacia dalla Corte d’Assise straordinaria di Forlì per collaborazionismo e delazione anche a danno di Corbari e dei suoi compagni. Condannato e poi amnistiato.

    Note procedimento - Procedimento davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Forlì contro Laghi Teseo (nato a Castrocaro (FC) il 09/12/1921), Zanchini Nello (nato a Santa Sofia (FC) il 02/09/1914, latitante), Rossi Gianfranco (nato a Forlì il 27/04/1929, latitante), Rusticali Cleode (nata a Forlì l’11/02/1903, latitante), Benenati Antonio (nato a Palermo il 17/06/1927, residente a Forlì, latitante) imputati per diversi reati. Per le delazioni che portarono alla cattura di Corbari e dei suoi compagni furono accusati Laghi, Rossi, Rusticali e Benenati. Secondo la sentenza della Corte d’Assise straordinaria di Forlì Laghi, membro della Guardia nazionale repubblicana, si aggregò alla formazione di Corbari, partecipò ad alcune azioni con i partigiani, ma svolse attività di spionaggio all’interno della formazione, mantenendo i contatti con i fascisti e i tedeschi; inoltre era presente a Ca’ Cornio poco tempo prima del rastrellamento che portò alla cattura di Corbari. Anche Rossi e Benenati si aggregarono alla formazione Corbari come infiltrati e nelle ore precedenti il rastrellamento asportarono armi dalla casa di Ca’ Cornio dove erano nascosti Corbari e gli altri. La Corte li ritenne i principali indiziati del tradimento. Rossi fu ritenuto anche essere tra i militi che attaccarono Ca’ Cornio. Con sentenza del 19/02/1946 la Corte condannò Laghi per collaborazionismo e rapina a ventiquattro anni di reclusione, la Rusticali a vent’anni di reclusione per collaborazionismo, e Rossi e Benenati a diciotto anni ciascuno per collaborazionismo. Gli imputati ricorsero in Cassazione e la Corte, con sentenza 24/03/1947, annullò senza rinvio la sentenza per la parte relativa alla condanna per collaborazionismo perché il reato era estinto per amnistia ordinando la revoca del mandato di cattura per Rusticali, Rossi e Benenati che erano latitanti; la Corte rigettò il ricorso di Laghi per quanto riguardava la rapina per cui lo condannò a sei anni di reclusione. La Corte d’Appello di Bologna il 18/02/1950 dichiarò condonata la pena di Laghi e ne ordinò la scarcerazione.

  • Edgardo Rosetti

    Nome Edgardo

    Cognome Rosetti

    Ruolo nella strage Collaboratore

    Stato imputato in procedimento

    Note procedimento Procedimento davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Forlì contro Rosetti Edgardo (nato a Forlì il 24/11/1892, membro delle Brigate nere) accusato di una serie di reati e di aver tirato le corde per l’impiccagione dei cadaveri di Corbari e dei suoi compagni in Piazza Saffi a Forlì. Con sentenza 13/12/1945 fu ritenuto colpevole di collaborazionismo, ma non del fatto specifico. Presentò ricorso. La Cassazione dichiarò il reato estinto per amnistia il 24/09/1946.

  • Giuseppe Medri

    Nome Giuseppe

    Cognome Medri

    Ruolo nella strage Autore

    Stato imputato in procedimento

    Note procedimento Procedimento contro Medri Giuseppe (nato a Cesenatico (FC), il 19/02/1911, milite della Gnr) davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Forlì per collaborazionismo e per aver partecipato all’impiccagione dei cadaveri di Corbari, Versari, Spazzoli e Casadei in piazza Saffi a Forlì. Condannato il 09/01/1946 a tre anni di reclusione per vilipendio di cadavere perché un testimone lo vide passare la corda sul lampione. Presentò ricorso e la Corte di Cassazione dichiarò il reato estinto per amnistia.

  • Sconosciuto Bieber

    Nome Sconosciuto

    Cognome Bieber

    Stato imputato in procedimento

    Note procedimento Procedimento penale contro il tenente tedesco Bieber e il sottotenente tedesco Stakul: fascicolo aperto dalla procura militare della Repubblica presso il tribunale militare di La Spezia per l’omicidio di Silvio Corbari, Iris Versari, Tonino Spazzoli, Arturo Spazzoli e Adriano Casadei. Il fascicolo è composto dalle carte raccolte a fine 1944 dal personale Alleato impegnato in un’inchiesta sull’impiccagione a Forlì di Corbari, Versari, Casadei e Arturo Spazzoli e sull’uccisione a Coccolia (RA) di Tonino Spazzoli. Bieber e Stakul del comando SS di Forlì furono accusati delle torture a Tonino Spazzoli e della sua uccisione, mentre i responsabili della morte di Corbari e degli altri partigiani e della loro impiccagione nella piazza centrale di Forlì furono i fascisti del battaglione M IX Settembre. Il fascicolo fu archiviato provvisoriamente nel 1960 dal procuratore militare generale. Riaperto dal procuratore presso tribunale militare di La Spezia nel 1995 dopo la scoperta del cosiddetto “Armadio della vergogna”, fu archiviato nel 1999 per morte di uno dei due responsabili e perché l’altro era rimasto ignoto.

  • Teseo Larghi

    Nome Teseo

    Cognome Larghi

    Ruolo nella strage Delatore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Laghi Teseo, nato a Castrocaro (FC) il 09/12/1921. Membro della Gnr. Detenuto e imputato in un processo davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Forlì per collaborazionismo e delazione anche a danno di Corbari e dei suoi compagni. Condannato per collaborazionismo e rapina e poi amnistiato per quanto riguarda il collaborazionismo. Per la rapina gli fu condonata la pena nel 1950.

    Note procedimento Procedimento davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Forlì contro Laghi Teseo (nato a Castrocaro (FC) il 09/12/1921), Zanchini Nello (nato a Santa Sofia (FC) il 02/09/1914, latitante), Rossi Gianfranco (nato a Forlì il 27/04/1929, latitante), Rusticali Cleode (nata a Forlì l’11/02/1903, latitante), Benenati Antonio (nato a Palermo il 17/06/1927, residente a Forlì, latitante) imputati per diversi reati. Per le delazioni che portarono alla cattura di Corbari e dei suoi compagni furono accusati Laghi, Rossi, Rusticali e Benenati. Secondo la sentenza della Corte d’Assise straordinaria di Forlì Laghi, membro della Guardia nazionale repubblicana, si aggregò alla formazione di Corbari, partecipò ad alcune azioni con i partigiani, ma svolse attività di spionaggio all’interno della formazione, mantenendo i contatti con i fascisti e i tedeschi; inoltre era presente a Ca’ Cornio poco tempo prima del rastrellamento che portò alla cattura di Corbari. Anche Rossi e Benenati si aggregarono alla formazione Corbari come infiltrati e nelle ore precedenti il rastrellamento asportarono armi dalla casa di Ca’ Cornio dove erano nascosti Corbari e gli altri. La Corte li ritenne i principali indiziati del tradimento. Rossi fu ritenuto anche essere tra i militi che attaccarono Ca’ Cornio. Con sentenza del 19/02/1946 la Corte condannò Laghi per collaborazionismo e rapina a ventiquattro anni di reclusione, la Rusticali a vent’anni di reclusione per collaborazionismo, e Rossi e Benenati a diciotto anni ciascuno per collaborazionismo. Gli imputati ricorsero in Cassazione e la Corte, con sentenza 24/03/1947, annullò senza rinvio la sentenza per la parte relativa alla condanna per collaborazionismo perché il reato era estinto per amnistia ordinando la revoca del mandato di cattura per Rusticali, Rossi e Benenati che erano latitanti; la Corte rigettò il ricorso di Laghi per quanto riguardava la rapina per cui lo condannò a sei anni di reclusione. La Corte d’Appello di Bologna il 18/02/1950 dichiarò condonata la pena di Laghi e ne ordinò la scarcerazione.

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • onorificenza alla persona a

    Tipo di memoria: onorificenza alla persona

    Descrizione: - Medaglia d’oro al valor militare alla memoria ad Adriano Casadei. - Medaglia d’oro al valor militare alla memoria a Silvio Corbari. - Medaglia d’oro al valor militare alla memoria a Iris Versari. - Medaglia d’argento al valor militare alla memoria ad Arturo Spazzoli.

  • luogo della memoria a

    Tipo di memoria: luogo della memoria

    Descrizione: - A Corbari sono intitolati toponimi a Forlì, Cesena, Faenza (RA), Rocca San Casciano (FC), Modigliana (FC), Carraie (RA), Forlimpopoli (FC), Roma. - A Casadei sono intitolati toponimi a Forlì, Modigliana (FC), Santa Vittoria (RE). - A Iris Versari sono intitolati toponimi a Cesena, Forlì, Modigliana (FC), San Mauro Pascoli (FC), Gambettola (FC), Forlimpopoli (FC), Gualdo (FC), San Pietro in Trento (RA), Rimini, Roma. - Ad Arturo Spazzoli è intitolata una via a Modigliana (FC).

  • luogo della memoria a Rivalta di Faenza (RA), cappella di Villa Neri via Pittora 1

    Tipo di memoria: luogo della memoria

    Ubicazione: Rivalta di Faenza (RA), cappella di Villa Neri via Pittora 1

    Descrizione: Incisione che ricorda le persone attive nel gruppo di Virgilio Neri e dei fratelli Spazzoli e i primi combattenti della Resistenza nella zona tra Faenza e Forlì; sono presenti i nomi di Arturo Spazzoli, Silvio Corbari, Iris Versari e Adriano Casadei.

  • lapide a Forlì, piazza Saffi, palazzo comunale

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Forlì, piazza Saffi, palazzo comunale

    Descrizione: lapide murata sopra il portico verso la piazza collocata negli anni Cinquanta e dettata dal deputato alla Costituente e poi senatore Aldo Spallicci.

  • lapide a Forlì, piazza Saffi, lampione a cui furono impiccati i corpi di Corbari, Versari, Casadei e Spazzoli

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Forlì, piazza Saffi, lampione a cui furono impiccati i corpi di Corbari, Versari, Casadei e Spazzoli

    Descrizione: targa posta il 18/08/1945 che ricorda l’avvenimento.

  • monumento a Forlì, piazza Saffi, portico di San Mercuriale

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: Forlì, piazza Saffi, portico di San Mercuriale

    Descrizione: Nel sacrario dei caduti partigiani sono ricordati Casadei, Versari e Spazzoli.

  • luogo della memoria a Faenza (RA), viale Baccarini

    Tipo di memoria: luogo della memoria

    Ubicazione: Faenza (RA), viale Baccarini

    Descrizione: Composizione a terra Aiuole della Resistenza che ricorda antifascisti e partigiani caduti nel periodo 1922-1944; vi compare Corbari.

  • lapide a Faenza (RA), piazza del Popolo, palazzo comunale

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Faenza (RA), piazza del Popolo, palazzo comunale

    Descrizione: Lapide che ricorda antifascisti e partigiani caduti nel periodo 1922-1944; vi compare Corbari.

  • lapide a Faenza (RA), corso Borgo Durbecco 91

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Faenza (RA), corso Borgo Durbecco 91

    Descrizione: lapide murata che ricorda la casa dove nacque Corbari.

  • lapide a Castrocaro (FC), piazza Garibaldi

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Castrocaro (FC), piazza Garibaldi

    Descrizione: Lapide che ricorda l’impiccagione di Corbari e Casadei e cita anche Spazzoli e Versari.

Bibliografia


- Giorgio Bazzocchi, Ricordi (1943-1945), presentazione di Roberto Balzani, a cura di Vladimiro Flamigni, Il Pontevecchio, Cesena, 2007, pp. 118-119.
- Eleonoro Dalmonte, Corbari e la sua banda, Stampa Offset Ragazzini & C., Faenza, 1984.
- Vladimiro Flamigni, Forlì, in Luciano Casali, Dianella Gagliani (a cura di), La politica del terrore. Stragi e violenze naziste e fasciste in Emilia-Romagna, L’Ancora del Mediterraneo, Napoli, Roma, 2008, pp. 199-200.
- Vladimiro Flamigni, Massimo Lodovici, Mario Proli (a cura di), Luoghi e memorie. Guida per riconoscere segni e testimonianze della Resistenza e della lotta di Liberazione nel Forlivese e nel Cesenate, Comune di Forlì, Comune di Cesena, Provincia di Forlì-Cesena, Coordinamento provinciale per i luoghi della memoria, Comitato per le celebrazioni del sessantesimo anniversario della Resistenza e della Liberazione Regione Emilia-Romagna, Forlì, 2005, p. 22.
- Antonio Mambelli, Diario degli avvenimenti in Forlì e Romagna dal 1939 al 1945, a cura di Dino Mengozzi, Lacaita, Manduria, Roma, Bari, 2003, vol. II, pp. 812-818.
- Adler Raffaelli, Guerra e Liberazione. Romagna 1943-1945, vol. II, Epigrafia, Comitato regionale per le celebrazioni del 50° anniversario della Resistenza e della Liberazione Emilia-Romagna, Bologna, 1995, pp. 126, 204-205, 207, 209.
- Uomini e gesta della banda Corbari-Casadei, s.l., s.n., 1945.

Sitografia


- Istituto per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea della provincia di Forlì-Cesena, Elenco dei caduti delle formazioni partigiane:
http://www.istorecofc.it/caduti-formazioni-partigiane.asp
(ad nomen).

- Dipartimento di Storia Culture Civiltà, Università di Bologna, Database dei partigiani dell’Emilia Romagna:
http://www.storia-culture-civilta.unibo.it/it/biblioteca/fondi-1/partigiani
(schede relative alla provincia di Forlì, ad nomen).

- Anpi, Donne e uomini della Resistenza:
Casadei Adriano
http://www.anpi.it/donne-e-uomini/849/adriano-casadei
Corbari Silvio (compare come Sirio)
http://www.anpi.it/donne-e-uomini/1949/sirio-corbari
Spazzoli Arturo
http://www.anpi.it/donne-e-uomini/1510/arturo-spazzoli
Versari Iris
http://www.anpi.it/donne-e-uomini/2356/iris-versari

Fonti archivistiche

Fonti

- ACS, MI, Gabinetto RSI (1943-1945), b. 20, cat. K16, fasc. 418 K16/34, Prefettura repubblicana di Forlì, Esecuzioni capitali e rastrellamenti in provincia, 09/09/1944.
- ACS, MI, Gabinetto RSI (1943-1945), b. 43, cat. K32, fasc. 1062 K32/2, Prefettura repubblicana di Forlì, Attività del Battaglione “9 settembre”, 03/10/1944.
- ACS, MI, DGPS, DAGR, cat. A/R, RSI, b. 5, fasc. 23, Prefettura di Forlì, Cattura del capo banda Corbari Sirio di Domenico ed altri componenti la banda, 19/08/1944.
- AISRFC, Eccidi, b. 6, fasc. Silvio Corbari, Tonino Spazzoli e fasc. 6.
- ASFC, Prefettura di Forlì, Gabinetto, b. 400, fasc. 165, il comandante del battaglione M IX Settembre al capo della provincia di Forlì, 18/08/1944.
- Tribunale di Forlì, Sezione, Penale, Sentenze della Corte d’Assise straordinaria di Forlì (1945-1947), vol. 1945, sentenza n. 194/45 e vol. 1946-1947, sentenze nn. 2/46, 34/46.
- CPI, 16/135.