Lizzano in Belvedere, 13-14.08.1944

(Bologna - Emilia-Romagna)

Lizzano in Belvedere, 13-14.08.1944

Lizzano in Belvedere, 13-14.08.1944
Descrizione

Località Lizzano in Belvedere, Lizzano in Belvedere, Bologna, Emilia-Romagna

Data 13 agosto 1944 - 14 agosto 1944

Matrice strage Nazista

Numero vittime 4

Numero vittime uomini 4

Numero vittime uomini adulti 4

Descrizione: Lo svolgimento di questa operazione di rastrellamento è molto complesso. L'obiettivo è quello di eliminare le varie formazioni partigiane che si trovano in zona: partigiani di "Armando" (brigate "Gramsci" e "Corsini") a Rocchetta (Sestola) e Trentino (Fanano), "Bozzi", toscana, a Serrazzone-Ospitale (Fanano), "Barbanera" di Lama Mocogno alla Cervarola (Sestola).
Fanano e Sestola - 11-12 agosto 1944
Il rastrellamento dà origine a una vera e propria battaglia ("Battaglia di Rocchetta"), in cui ben 11 partigiani muoiono, la maggior parte caduti in un agguato mentre stanno attraversando il fiume Scoltenna. Durante lo scontro si verificano alcuni episodi di fucilazioni. A Rocchetta tre partigiani (i cui nomi compaiono nell'elenco dei caduti) vengono feriti gravemente e poi uccisi a sangue freddo: due di questi per ritorsione (a uno viene scaricato l'intero caricatore della pistola, invece l'altro, moribondo, più volte viene preso per i capelli, tirato su e gli viene sparato in testa per essere rigettato a terra), la terza (Bedonni), anch'essa moribonda, viene uccisa a sangue freddo da un soldato per impossessarsi di una piccola pistola.
A Rocchetta viene catturato Ferrari (fucilato il 21 agosto), a Trentino viene ucciso Giacomelli, mentre Uguccioni viene preso, poi di lui non si saprà più nulla (disperso), inoltre un ragazzo sedicenne (rimasto ignoto, se ne andrà dopo la guerra) viene picchiato a sangue e ne porterà le conseguenze per molto tempo. Durante la battaglia vengono incendiate alcune case di Trentino e Rocchetta.
Il giorno seguente (12 agosto) l'operazione si estende anche verso le valli di Serrazzone-Ospitale e Fellicarolo di Fanano. A Fellicarolo viene ucciso Cattinari (partigiano), mentre Romagnoli (renitente), particolarmente debilitato dalla fame, nel tentativo di scappare, cade in un burrone e muore a causa delle ferite riportate; sempre a Fellicarolo vengono catturati alcuni uomini tra cui due partigiani Rocchi e Fogliani. In serata i prigionieri vengono rilasciati eccetto Rocchi e Fogliani.
A Serrazzone l'operazione coinvolge i partigiani della "Bozzi" e due di essi vengono uccisi in combattimento perché si sono fermati per coprire la ritirata dei compagni. I tedeschi fermano un pastore e lo uccidono (Lolli).
L'operazione interessa anche la zona alta di Sestola, la fattoria La Cervarola, ai piedi del Monte Cimone, dove hanno trovato rifugio i partigiani di "Barbanera". Nel pomeriggio del 12, accompagnati da guide locali, i tedeschi salgono da Montecreto e da Sestola. Lo scontro è inevitabile e dura fino a sera, quando i partigiani riescono a sganciarsi. I tedeschi, per rappresaglia, bruciano la fattoria.
Nel frattempo quattro partigiani catturati a Rocchetta, vengono portati a Fanano e, dopo essere stati interrogati, vengono impiccati in località Carbonile e lasciati esposti.
Lizzano in Belvedere - 11-12 agosto 1944
L'operazione interessa anche il territorio di Lizzano. Intanto i due partigiani (Fogliani e Rocchi), catturati a Fellicarolo (Fanano) il giorno precedente, vengono fucilati dai fascisti a Rocca Corneta. Sempre il giorno 12 altri due partigiani (Pedrazzoli e Brunetti), vengono intercettati nel greto del fiume Silla (località Borre) dai tedeschi, perché esausti. Dopo il fermo gli stessi tedeschi li consegnano ai fascisti locali (secondo la ricostruzione di Carpani, "Belvedere terra di resistenza"). Il giorno seguente sono sottoposti a un processo sommario e condannati a morte. I due vengono fatti sfilare per le vie del paese con un'asse di legno sulle spalle a guisa di croce e condotti nella pineta della chiesa. Dopo avergli fatto scavare la fossa vengono uccisi. All'esecuzione sono costrette ad assistere anche nove persone, tra cui cinque ostaggi, catturati per prevenire eventuali attacchi dei partigiani. L'esecuzione sarebbe stata comandata dallo stesso Max Montanari, commissario prefettizio di Lizzano in Belvedere.

Modalità di uccisione: fucilazione

Tipo di massacro: rastrellamento

Estremi e note penali: Archiviato 14/1/1960.
Non luogo provvedere 21/11/94.

Annotazioni: E' strano notare che i carabinieri di Lizzano abbiano scritto che la fucilazione di Brunetti e Pederzoli sia stata eseguita dai tedeschi e non dal Commissario Prefettizio di Lizzano: Max Montanari.

I tedeschi nei loro bollettini riportano: "Nel corso dell'operazione antibande nella zona di Rocetta [recte, Rocchetta] (6,5 km a nord-nord-est di Fanano) scovato finora un deposito delle bande. Uccisi 10 banditi e 2 donne di malaffare armate di fucile, catturati 4 banditi; dopo l'interrogatorio verranno impiccati. Arrestati altri 15 uomini abili alle armi. Incendiata 1 casa. Bottino: 2 mitragliatrici leggere italiane, 3 pistole mitragliatrici inglesi, 1 pistola mitragliatrice italiana, 20 caricatori e munizioni per le pistole mitragliatrici, 6 carabine (tedesche e italiane), 1 pistola, 1 zaino con esplosivo, 4 cavalli, due dei quali uccisi, 2 animali da tiro."

Scheda compilata da Massimo Turchi
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-03-08 20:38:12

Vittime

Elenco vittime

1. Rocchi Duilio 11/03/1925 13/08/1944 Fanano Lizzano in Belvedere Rocca Corneta
2. Fogliani Mario 10/11/1906 13/08/1944 Fanano Lizzano in Belvedere Rocca Corneta
3. Pedrazzoli Ireo 18/04/1908 14/08/1944 Novi (Modena) Lizzano in Belvedere Bracciante
4. Brunetti Bruno 08/09/1923 14/08/1944 Granaglione Lizzano in Belvedere Operaio

Elenco vittime partigiani 4

Rocchi Duilio,
Fogliani Mario,
Pedrazzoli Ireo,
Brunetti Bruno

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Armeeoberkommando 14/SSPF West-Emilien

Tipo di reparto: Wehrmacht

I./Panzergrenadier-Regiment 9

Tipo di reparto: Wehrmacht
Appartenenza: Heer Wehrmacht

SS-Polizei “Einsatzkommando Bürger“

Tipo di reparto: Waffen-SS

42. Comando Militare Provinciale RSI

Tipo di reparto: Esercito

Elenco persone responsabili o presunte responsabili


  • Max Montanari

    Nome Max

    Cognome Montanari

    Note responsabile La fucilazione di Brunetti e Pederzoli viene comandata dal Commissario Prefettizio di Lizzano in Belvedere Max Montanari

    Note procedimento Archiviato 14/1/1960. Non luogo provvedere 21/11/94.

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • lapide a piazza di Lizzano in Belvedere

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: piazza di Lizzano in Belvedere

    Descrizione: A Lizzano, nella lapide in piazza, sono ricordati i due partigiani fucilati

Bibliografia


Carlo Gentile, "I crimini di guerra tedeschi in Italia", Einaudi, Torino, 2015.
Ermanno Gorrieri, "La Repubblica di Montefiorino", Il Mulino, Bologna, 1996
Ilva Vaccari, "Dalla parte della libertà. I caduti modenesi nel periodo della Resistenza entro e fuori i confini della provincia, Forestieri e stranieri caduti in territorio modenese", Santa Sofia di Romagna, Stabilimento tipografico dei Comuni, 1999.
Giovanni Carpani, "Belvedere terra di Resistenza", Comitato per il XXX della Repubblica e della Costituzione, Bologna, 1975.
Giovanni Verni, "La brigata Bossi", Milano, La Pietra, 1975
Pier Giorgio Ardeni, "Cento ragazzi e un capitano. La brigata Giustizia e Libertà "Montagna" e la Resistenza sui monti dell'alto Reno tra storia e memoria", Pendragon, Bologna, 2014
Luciano Bergonzini, "La Resistenza a Bologna. Testimonianze e documenti", vol. V, Istituto per la storia di Bologna, Bologna, 1970
Dario Zanini, "Marzabotto e dintorni 1944", Ponte Nuovo, Bologna, 1996.
Elenco nominativo dei partigiani dell'Emilia Romagna - Bologna. Ricerca coordinata da Luciano Casali e Alberto Preti (ultimo aggiornamento 2013) www.storia-culture-civilta.unibo.it/it/biblioteca/fondi-1/partigiani

Sitografia


Progetto \"Storia e Memoria di Bologna\": www.storiaememoriadibologna.it

Fonti archivistiche

Fonti

Procura militare di La Spezia, numero registro: 949
Fonte CPI: 44/1 e 49/15; 44/10
Fonte CIT: AUSSME n. 1/11, b. 2131 bis