POLIGONO DI TIRO BOLOGNA 23.09.1944

(Bologna - Emilia-Romagna)

POLIGONO DI TIRO BOLOGNA 23.09.1944

POLIGONO DI TIRO BOLOGNA 23.09.1944
Descrizione

Località Poligono di tiro via Agucchi 98, Bologna, Bologna, Emilia-Romagna

Data 23 settembre 1944

Matrice strage Fascista

Numero vittime 8

Numero vittime uomini 8

Numero vittime uomini adulti 8

Descrizione: Tra il 3 e il 4 settembre 1944, grazie alla complicità di due spie infiltrate da mesi tra le file partigiane - Ivo Zampanelli e Paolo Kessler - l’Ufficio politico investigativo del Comando pro-vinciale della Guardia nazionale repubblicana riesce ad individuare i vertici del comando della Brigata GL cittadina e del gruppo dirigente della sezione locale del Partito d’Azione. Con di-verse operazioni compiute in città sono arrestati una trentina di militanti, fra cui Massenzio Masia ‘Max’, comandante delle formazioni GL dell?Emilia Romagna; Armando Quadri, rappre-sentante del PdA nel CLN regionale fino al marzo 1944; Luigi Zoboli, commissario politico della Brigata GL (mentre Mario Bastia, altra figura di spicco del movimento di Giustizia e Li-bertà, riesce a fuggire agli arresti perché in missione fuori città). Zaboli, già arrestato dalla GNR, era stato precedentemente liberato grazie allo scambio organizzato dalle due spie infil-trate con il noto squadrista Giuseppe ‘Peppino’ Ambrosi, appositamente catturare dai falsi partigiani per ottenere la fiducia dei vertici della formazione e dei dirigenti azionisti.
Gli arrestati sono incarcerati nelle camere di sicurezza della Caserma di via Borgolocchi, do-ve vengono interrogati e sottoposti a torture, per sottrarsi alle quali Massenzio Masia tenta più volte di togliersi la vita.
Su richiesta del Commissario Straordinario per l’Emilia Romagna Armando Rocchi viene infine convocato un Tribunale militare straordinario di guerra incaricato di portare in giudizio parte dei prigionieri arrestati: fanno parte del collegio giudicante il gen. Gherardo Magaldi, il cap. Giovanni Battista Cosmini, mentre la pubblica accusa è assegnata a Antonio Mangione. Il 19 settembre 1944 sono chiamati in giudizio 24 aderenti al Partito d’Azione, fra i quali Masia che è portato in aula in barella, per le ferite riportate nel corso del secondo tentato suicidio. Dopo un processo sommario che si svolge nell’arco di una sola giornata, la corte emette la sentenza che commina, oltre ad un’ampia serie di condanne detentive, la condanna alla pena capitale per 8 imputati: Luigi Zoboli, Massenzio Masia, Sante Caselli, Armando Quadri, Mario Giurini, Arturo Gatto, Sario Bassanelli, Pietro Zanelli.
L’esecuzione del verdetto è attuata tramite fucilazione presso il Poligono di tiro di via Aguc-chi il 23 settembre 1944
La notizia dell’avvenute esecuzioni e i nomi dei condannati compaiono sulle pagine de «Il Re-sto del Carlino» del 26 settembre 1944; mentre «L’Avvenire», l’altro quotidiano locale tradi-zionalmente incaricato di dare pubblicità, sospende la stampa in concomitanza alle fucilazio-ni – ufficialmente per il mancato rifornimento di carta – e ritornerà in edicola solo il 4 set-tembre 1945.

Modalità di uccisione: fucilazione

Tipo di massacro: punitivo

Estremi e note penali: CAS Bologna
f. 245/1945 - Mangione Antonio (MANCA)
sentenza n. 24 del 9/02/1946
L’imputato, maggiore dell’esercito addetto all’Ufficio inchieste e affari Giudiziari presso il Comando militare regionale 202 di Bo-logna, è accusato di aver preso parte quale PM al processo celebrato a Bologna dal Tribunale militare straordinario di guerra - TMS il 19 settembre 1944 a carico di 24 antifascisti appartenenti al PdA, chiedendo per otto di loro la condanna alla pena capitale in seguito alla quale furono fucilati.L’imputato convocato dal gen. Magaldi afferma di aver da prima contestato l’irregolare convo-cazione del TMS rivendicando la competenza del Tribunale speciale per la difesa dello Stato, quindi di essere stato costretto ad accettare l’incarico ma di essersi impegnato a mitigare il rigore del giudizio sugli imputati richiedendo la presenza di difensori ci-vili e limitando la richiesta della pena capitale per soli di 10 di loro.
La corte riconosce l’imputato colpevole del reato ascrittogli e in concorso della diminuente di aver agito per determinazione di or-dini superiori lo condanna a 24 anni di reclusione. La Cassazione con sentenza del 20.03.1947 annulla e rinvia per nuovo giudizio alla Sez. Speciale della Corte d’Assise di Venezia.
f. 77/1946 - Magaldi Gherardo
sentenza n. 214 del 16/11/1946
L’imputato, generale dell’esercito a capo del Comando militare regionale Emilia Romagna 202, è accusato di aver presieduto con estremo rigore e faziosità il collegio giudicante nel processo celebrato a Bologna dal Tribunale militare straordinario di guerra - TMS il 19 settembre 1944, violando norme procedurali e diritti di difesa e condannando a morte patrioti PdA. L’imputato ammette di aver presieduto il collegio, di aver imposto un limite di 5 minuti agli interventi dei difensori e di aver fornito al giudice Mangione una lista di 8 nominativi (i maggiori esponenti e rei confessi)per i quali richiedere la condanna a morte, così da discriminare gli altri all’interno di un processo evidentemente politico.
La corte riconosce l’imputato colpevole del reato ascrittogli lo condanna a 18 anni di reclusione.
f. 99/1946 - Cosmini Giovanni Battista
sentenza n. 197 del 14/10/1946
L’imputato, vice federale di Bologna e cap.dell’esercito con funzioni di PM presso il Tribunale straordinario di Firenze, è accusato di aver ricoperto la funzione di giudice relatore nel processo celebrato a Bologna dal Tribunale militare straordinario di guerra - TMS il 19 settembre 1944 a carico di 24 antifascisti appartenenti al PdA. Dalle testimonianze raccolte attestano che Cosmini non contribuì con le sue richieste alla comminazione di condanne a morte ma al contrario si adoperò per mitigare le pene.
La corte dichiara dichiara non doversi procedere per estinzione del reato per amnistia.
f. 124/1946 - Zampanelli Ivo
sentenza n. 213 del 14/11/1946
L’imputato, latitante, ten. della GNR addetto servizio segreto UPI, conosciuto con lo pseudonimo di Ivo Severi e Aquila Nera, è ac-cusato quale agente doppiogiochista di aver provocato a fini di lucro gli arresti del patriota Luigi Zoboli del PdA e dei principali esponenti del partito fucilati il 23 settembre 1944. In base alle deposizioni dell’ avv. Trauzzi e di Irma Bernardi, ved. Chierici, risul-ta che lo Zampanelli, infiltratosi come spia nelle file del PdA dal giugno 1944, si fosse incaricato di organizzare lo scambio tra il patriota arrestato Zoboli e il fascista Ambrosi, da lui catturato, ottenendo la fiducia dei partigiani. Il 4 settembre 1944 fatti arre-stati prima l’avv. Mattei, Masia, la sig.ra Bastia e lo stesso Zaboli, lo Zampanelli insieme al ten. della GNR Kessler effettuò una perquisizione nell’abitazione di Quadri e determinò l’arresto in Piazza Trento Trieste di altri aderenti al PdA. E’ accertata la pre-senza dell’imputato durante gli interrogatori dei prigionieri.
La corte riconosce l’imputato colpevole del reato ascrittogli lo condanna a 24 anni di reclusione. La Cassazione con sentenza del 5/05/1948 annulla senza rinvio per estinzione del reato per amnistia.
f. 6/1946 - De Vita Dante (MANCA)
sentenza n. 21 del 31/01/1946
L’imputato, vice capo provincia di Bologna, è accusato di aver invitato, a seguito dell’ordine del Commissario Straordinario per l’Emilia Romagna Armando Rocchi, il comando della GNR di Bologna a eseguire la sentenza di condanna a morte pronunciata dal TMS di guerra in data 19 settembre 1944. La corte dichiara la propria incompetenza ad emettere sentenza di proscioglimento co-me richiesto Procuratore Generale.
f. 34/1946 - Rocchi Armando (MANCA)
sentenza n. 178 del 29/08/1946
L’imputato, Commissario Straordinario per l’Emilia Romagna dal 27 agosto 1944 al 25 aprile 1945, è accusato di aver convocato a Bologna nel settembre 1944 un TMS di guerra incaricato di giudicare Massenzio Masia e altri aderenti al PdA e di essersi opposto alla concessione della grazia agli 8 condannati a morte. L’imputato ammette di aver convocato il TMS e di essersi opposto ai prov-vedimenti di grazia a tutela dell’ordine pubblico.
La corte riconosce l’imputato colpevole del reato ascrittogli lo condanna a 20 anni di reclusione. La Cassazione il 9/02/1948 annul-la parzialmente e rinvia per nuovo esame alla Corte d’Assise di Roma.

Scheda compilata da TONI ROVATTI
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2018-12-28 17:19:48

Vittime

Elenco vittime

1- Sario Bassanelli, n. il 30/08/1919 a Brescia - partigiano
Studente universitario in giurisprudenza. Ufficiale dell?esercito. Milita nell’ 8 Brigata GL, con l?incarico di ufficiale di collegamento con la Divisione Bologna. E’ arrestato il 4/09/1944 in-sieme al gruppo dirigente del PdA e al comando della brigata. Processato dal tribunale milita-re straordinario di guerra il 19/09/1944, è condannato a morte assieme ad altri sette com-pagni.
E\' sepolto nel Monumento Ossario ai Caduti Partigiani della Certosa di Bologna ed è ricordato nel Sacrario di Piazza Nettuno.
[Diz.II]

2- Sante Caselli ‘Santino’, n. il 18/07/1896 a Bologna - partigiano
Inserviente all?ospedale Sant’Orsola. Milita nell? 8 Brigata GL operando a Bologna. E’ arrestato il 4/09/1944 unitamente al gruppo dirigente del PdA e al comando della brigata. Processato dal tribunale militare straordinario di guerra il 19/09/1944, è condannato a morte assieme ad altri sette compagni.
E\' sepolto nel Monumento Ossario ai Caduti Partigiani della Certosa di Bologna ed è ricordato nel Sacrario di Piazza Nettuno.
[Diz.II]

3- Arturo Gatto, n. il 5/04/1908 ad Agrigento - partigiano
Impiegato. Nel 1943 residente a Bologna. Iscritto da PdA. Milita nell? 8 Brigata GL operando a Bologna. E’ arrestato il 4/09/1944 unitamente al gruppo dirigente del PdA e al comando della brigata. Processato dal tribunale militare straordinario di guerra il 19/09/1944, è condannato a morte assieme ad altri sette compagni.
E\' sepolto nel Monumento Ossario ai Caduti Partigiani della Certosa di Bologna ed è ricordato nel Sacrario di Piazza Nettuno.
[Diz.III]

4- Mario Giurini ‘Marinaio, Alfredo Fauro’, n. il 13/06/1925 a Pola - partigiano
Studente. Milita nell? 8 Brigata GL, con la quale partecipa all?operazione di salvataggio della dotazione di radium dell?ospedale Sant’Orsola. E’ arrestato il 4/09/1944 unitamente al grup-po dirigente del PdA e al comando della brigata. Processato dal tribunale militare straordina-rio di guerra il 19/09/1944, è condannato a morte assieme ad altri sette compagni.
E\' sepolto nel Monumento Ossario ai Caduti Partigiani della Certosa di Bologna ed è ricordato nel Sacrario di Piazza Nettuno.
[Diz.III]

5- Massenzio Masia ‘Max’, n. il 2/09/1902 a Como - antifascista/partigiano
Dirigente di banca. A 17 anni fugge dalla casa paterna per raggiungere a Fiume e arruolarsi tra i legionari di Gabriele D?Annunzio. In seguito riconosce gli errori di quell?avventura giova-nile e torna a Como per completare gli studi di ragioneria. Nel 1923 si iscrive alla facoltà di Magistero di Venezia, dove entra in contatto con autorevoli esponenti del mondo antifascista e approda definitivamente agli ideali democratici e antifascisti. Nel 1924 aderisce alla Giovane Italia e ricostituisce a Como la sezione del PRI, della quale è eletto segretario. Aderisce al Movimento Giustizia e Libertà e alla fine del 1942 è tra i fondatori del PdA. Nello stesso anno richiamato alle armi, è destinato all?ufficio della censura postale di Bologna, dove pren-de contatto con gli esponenti locali di GL con i quali fonda la sezione cittadina del PdA. Nel giugno 1943 diviene il rappresentante del PdA nel comitato militare del Fronte per la pace e la libertà, primo organismo unitario dell\'antifascismo bolognese. Durante il periodo badoglia-no rappresenta il PdA nella redazione di «Rinascita». Divenuto responsabile del PdA per l?Emilia Romagna, rappresenta il partito nel CLN provinciale. Nel 1944 fonda «Orizzonti di li-bertà», il periodico emiliano azionista. Quando il compagno di partito Mario Jacchia viene ucciso, assume il comando delle formazioni GL dell?Emilia Romagna. Organizza e partecipa al salvataggio della dotazione di radium dell?ospedale Sant’Orsola.
Con ogni probabilità identificato insieme al suo gruppo dalle autorità fasciste già nel luglio 1944, la polizia sceglie di infiltrare due spie nelle fila del PdA bolognese (Paolo Kessler e Ivo Zampanelli). E’ arrestato nella notte tra il 3 e il 4 settembre 1944 insieme ad altri compagni di lotta, tra cui: Sario Bassanelli, Iolanda Benini, Enrico Bernardi, Giancarlo Canè, Orlando Canova, Sante Caselli, Giorgio Chierici, Antonino De Biase, Giuseppe Di Domizio, Sergio Forni, Arturo Gatto, Mario Giurini, Massimo Massei, Gino Onofri, Nazario Sauro Onofri, Leda Orlandi in Bastia, Armando Quadri, Anselmo Ramazzotti, Giosuè Sabbadini, Pietro Zanelli, Umberto Zanetti, Alberto Zoboli e Luigi Zoboli. Condotto insieme ai compagni nella caserma di via Borgolocchi, è sottoposto a tortura e tenta più volte di togliersi la vita. Il 19/09/1944, con-dotto in aula in barella, è condannato alla pena di morte dal Tribunale militare straordinario di guerra insieme ad altri 7 compagni.
E\' sepolto nel Monumento Ossario ai Caduti Partigiani della Certosa di Bologna ed è ricordato nel Sacrario di Piazza Nettuno.
[Diz.IV]

6- Armando Quadri, n. il 9/04/1897 a Bologna - antifascista/partigiano
Ragioniere. Iscritto al PRI e poi al PdA. Combattente nella IGM. E’ tra i fondatori della sezio-ne bolognese di Italia libera e nel 1926 promuove la costituzione della sezione bolognese della Giovane Italia. Arrestato nel 1926 per la sua attività politica, nel 1930 aderisce al movimen-to Giustizia e Libertà, entrando a far parte del gruppo dirigente bolognese. Alla fine del 1942 è tra i fondatori della sezione bolognese del PdA.
Dopo l’armistizio diviene rappresentante del PdA nel CLN regionale fino al marzo 1944. Si de-dica quindi all’organizzazione delle brigate GL di Città e Montagna. Partecipa all’azione di salvataggio della dotazione di radium dell?ospedale Sant’ Orsola. Fermato una prima volta nell’agosto, viene nuovamente arrestato iI 4/09/1944. Processato dal tribunale militare straordinario di guerra il 19/09/1944, è condannato a morte assieme ad altri sette compagni.
E\' sepolto nel Monumento Ossario ai Caduti Partigiani della Certosa di Bologna ed è ricordato nel Sacrario di Piazza Nettuno.
[Diz.IV]

7- Pietro Zanelli, n. il 10/11/1921 a Bologna - partigiano
Ufficiale dell\'esercito. Milita nell? 8 Brigata GL operando a Bologna. E’ arrestato il 4/09/1944 unitamente al gruppo dirigente del PdA e al comando della brigata. Processato dal tribunale militare straordinario di guerra il 19/09/1944, è condannato a morte assieme ad altri sette compagni.
E\' sepolto nel Monumento Ossario ai Caduti Partigiani della Certosa di Bologna.
[Diz.V]

8- Luigi Zoboli ‘Luigino’, n. il 16/06/1894 a Bologna - antifascista/partigiano
Impiegato. Iscritto al PRI e al PdA. Combattente nella IGM. Nel dopoguerra milita nell?ala operaista del PRI. Nel 1938 aderisce al movimento GL. Dopo l’armistizio, disapprovando la decisione del PRI di non aderire alla lotta di liberazione per la pregiudiziale antimonarchica, passa al PdA del quale diviene uno dei più importanti dirigenti. Milita nell? 8 Brigata GL con funzione di commissario politico. A seguito di una delazione viene arrestato dalla GNR nel maggio 1944. Il comando della GNR - che era riuscito a infiltrare due spie nel gruppo dirigen-te del PdA - organizza una scambio tra lui e il noto squadrista Giuseppe ‘Peppino’ Ambrosi, il quale si era fatto appositamente catturare da falsi partigiani. Era un\'abile trappola nella quale, nella notte tra il 3 e il 4/09/1944, cadde insieme a una ventina di compagni del PdA e della brigata GL. Processato dal tribunale militare straordinario di guerra il 19/09/1944, è condannato a morte assieme ad altri sette compagni.
E\' sepolto nel Monumento Ossario ai Caduti Partigiani della Certosa di Bologna ed è ricordato nel Sacrario di Piazza Nettuno.
[Diz.V]

Elenco vittime partigiani 8

Sario Bassanelli,
Sante Caselli ‘Santino’,
Arturo Gatto,
Mario Giurini ‘Marinaio,
Massenzio Masia ‘Max’,
Armando Quadri,
Pietro Zanelli,
Luigi Zoboli ‘Luigino’

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Ufficio Politico Investigativo/GNR di Bologna

Tipo di reparto: Guardia Nazionale Repubblicana

Elenco persone responsabili o presunte responsabili


  • Angelo Serrantini

    Nome Angelo

    Cognome Serrantini

    Stato nominativo generico o non identificato emerso da testimonianze orali

    Note responsabile coll. Angelo Serrantini - UPI GNR (ordine d’arresto)

  • Antonio Mangione

    Nome Antonio

    Cognome Mangione

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Antonio Mangione (pubblico accusatore TMS)

    Note procedimento CAS Bologna f. 245/1945 - Mangione Antonio (MANCA) sentenza n. 24 del 9/02/1946 L’imputato, maggiore dell’esercito addetto all’Ufficio inchieste e affari Giudiziari presso il Comando militare regionale 202 di Bo-logna, è accusato di aver preso parte quale PM al processo celebrato a Bologna dal Tribunale militare straordinario di guerra - TMS il 19 settembre 1944 a carico di 24 antifascisti appartenenti al PdA, chiedendo per otto di loro la condanna alla pena capitale in seguito alla quale furono fucilati.L’imputato convocato dal gen. Magaldi afferma di aver da prima contestato l’irregolare convo-cazione del TMS rivendicando la competenza del Tribunale speciale per la difesa dello Stato, quindi di essere stato costretto ad accettare l’incarico ma di essersi impegnato a mitigare il rigore del giudizio sugli imputati richiedendo la presenza di difensori ci-vili e limitando la richiesta della pena capitale per soli di 10 di loro. La corte riconosce l’imputato colpevole del reato ascrittogli e in concorso della diminuente di aver agito per determinazione di or-dini superiori lo condanna a 24 anni di reclusione. La Cassazione con sentenza del 20.03.1947 annulla e rinvia per nuovo giudizio alla Sez. Speciale della Corte d’Assise di Venezia.

  • Armando Rocchi

    Nome Armando

    Cognome Rocchi

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Armando Rocchi, Commissario straordinario per l’Emilia Romagna (ordine di costituzione TMS)

    Note procedimento CAS Bologna f. 34/1946 - Rocchi Armando (MANCA) sentenza n. 178 del 29/08/1946 L’imputato, Commissario Straordinario per l’Emilia Romagna dal 27 agosto 1944 al 25 aprile 1945, è accusato di aver convocato a Bologna nel settembre 1944 un TMS di guerra incaricato di giudicare Massenzio Masia e altri aderenti al PdA e di essersi opposto alla concessione della grazia agli 8 condannati a morte. L’imputato ammette di aver convocato il TMS e di essersi opposto ai prov-vedimenti di grazia a tutela dell’ordine pubblico. La corte riconosce l’imputato colpevole del reato ascrittogli lo condanna a 20 anni di reclusione. La Cassazione il 9/02/1948 annul-la parzialmente e rinvia per nuovo esame alla Corte d’Assise di Roma.

  • Bruno Monti

    Nome Bruno

    Cognome Monti

    Stato nominativo generico o non identificato emerso da testimonianze orali

    Note responsabile ten. Bruno Monti - UPI GNR (ordine d’arresto)

  • Gherardo Magaldi

    Nome Gherardo

    Cognome Magaldi

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile gen. Gherardo Magaldi, comandante militare regionale Emilia Romagna 202 (presidente TMS)

    Note procedimento CAS Bologna f. 77/1946 - Magaldi Gherardo sentenza n. 214 del 16/11/1946 L’imputato, generale dell’esercito a capo del Comando militare regionale Emilia Romagna 202, è accusato di aver presieduto con estremo rigore e faziosità il collegio giudicante nel processo celebrato a Bologna dal Tribunale militare straordinario di guerra - TMS il 19 settembre 1944, violando norme procedurali e diritti di difesa e condannando a morte patrioti PdA. L’imputato ammette di aver presieduto il collegio, di aver imposto un limite di 5 minuti agli interventi dei difensori e di aver fornito al giudice Mangione una lista di 8 nominativi (i maggiori esponenti e rei confessi)per i quali richiedere la condanna a morte, così da discriminare gli altri all’interno di un processo evidentemente politico. La corte riconosce l’imputato colpevole del reato ascrittogli lo condanna a 18 anni di reclusione.

  • Giovanni Battista Cosmini

    Nome Giovanni Battista

    Cognome Cosmini

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile cap. Giovanni Battista Cosmini (giudice relatore TMS)

    Note procedimento CAS Bologna f. 99/1946 - Cosmini Giovanni Battista sentenza n. 197 del 14/10/1946 L’imputato, vice federale di Bologna e cap.dell’esercito con funzioni di PM presso il Tribunale straordinario di Firenze, è accusato di aver ricoperto la funzione di giudice relatore nel processo celebrato a Bologna dal Tribunale militare straordinario di guerra - TMS il 19 settembre 1944 a carico di 24 antifascisti appartenenti al PdA. Dalle testimonianze raccolte attestano che Cosmini non contribuì con le sue richieste alla comminazione di condanne a morte ma al contrario si adoperò per mitigare le pene. La corte dichiara dichiara non doversi procedere per estinzione del reato per amnistia.

  • Ivo Zampanelli

    Nome Ivo

    Cognome Zampanelli

    Ruolo nella strage Autore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile ten. Ivo Zampanelli - UPI GNR (arresto)

    Note procedimento CAS Bologna f. 124/1946 - Zampanelli Ivo sentenza n. 213 del 14/11/1946 L’imputato, latitante, ten. della GNR addetto servizio segreto UPI, conosciuto con lo pseudonimo di Ivo Severi e Aquila Nera, è ac-cusato quale agente doppiogiochista di aver provocato a fini di lucro gli arresti del patriota Luigi Zoboli del PdA e dei principali esponenti del partito fucilati il 23 settembre 1944. In base alle deposizioni dell’ avv. Trauzzi e di Irma Bernardi, ved. Chierici, risul-ta che lo Zampanelli, infiltratosi come spia nelle file del PdA dal giugno 1944, si fosse incaricato di organizzare lo scambio tra il patriota arrestato Zoboli e il fascista Ambrosi, da lui catturato, ottenendo la fiducia dei partigiani. Il 4 settembre 1944 fatti arre-stati prima l’avv. Mattei, Masia, la sig.ra Bastia e lo stesso Zaboli, lo Zampanelli insieme al ten. della GNR Kessler effettuò una perquisizione nell’abitazione di Quadri e determinò l’arresto in Piazza Trento Trieste di altri aderenti al PdA. E’ accertata la pre-senza dell’imputato durante gli interrogatori dei prigionieri. La corte riconosce l’imputato colpevole del reato ascrittogli lo condanna a 24 anni di reclusione. La Cassazione con sentenza del 5/05/1948 annulla senza rinvio per estinzione del reato per amnistia.

  • Paolo Kessler

    Nome Paolo

    Cognome Kessler

    Note responsabile ten. Paolo Kessler - UPI GNR (arresto)

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • luogo della memoria a

    Tipo di memoria: luogo della memoria

    Descrizione: A Masia sono intitolate vie a Como, Bologna e Roma

  • luogo della memoria a Bologna

    Tipo di memoria: luogo della memoria

    Ubicazione: Bologna

    Descrizione: A Bassanelli è intitolata una via di Bologna A Giurini è intitolata una via di Bologna A Quadri è intitolata una via di Bologna

  • onorificenza alla persona a

    Tipo di memoria: onorificenza alla persona

    Descrizione: Medaglia d’oro al valor militare alla memoria di Massenzio Masia «Entrava tra i primi nelle forze della resistenza della sua zona diventandone l?animatore. Incurante dei gravi pericoli che la sua multiforme attività comportava, si adoperava in tenace e feconda opera di reclutamento di partigiani e mediante brillanti colpi di mano procurava loro abbondanza di armi, munizioni e vettovaglie sottrat-te all?avversario. Scoperto, catturato e sottoposto a gravi sevizie, si rifiutava di rivelare qualunque notizia che potesse tradire i commilitoni ed il reparto di appartenenza, tentando addirittura il suicidio nel timore di tradirsi sotto le torture. Condannato a morte, rifiutava di chiedere la grazia, come propostogli e affrontava con sereno stoicismo il plotone di esecuzione. Luminoso esempio di nobile animo di combattente e patriota». Bologna, 23 settembre 1944. Medaglia d’argento al valor militare alla memoria di Sario Bassanelli «Anima fiera ed ardente di Patriota, consacrò la sua vita alla causa della Libertà per il cui raggiungimento compi l?estremo sacrificio. Arrestato dai nazifascisti, per circa un mese fu sottoposto a continui interrogatori du-rante i quali il nemico non gli risparmiò torture e servizie pur di fargli rivelare notizie e informazioni sul movi-mento partigiano. Ma non una parola usci dalle labbra sue se non di fede per la giusta causa e di rampogna per l?odiato nemico. Processato fu condannato a morte e dopo pochi giorni venne fucilato. Cadde sotto il piombo nemico gridando ‘Viva l?Italia’» Zona di guerra, 23 settembre 1944 Medaglia d’argento al valor militare alla memoria di Armando Quadri «Durante la lotta di liberazione, operando alle dirette dipendenze del Comando militare regionale partigiano dell?Emilia Romagna, rese servizi vivamente apprezzati con multiforme, indefessa, intelligente attività. Orga-nizzò aviolanci, riconobbe minutamente le situazioni nemiche ai Passi della Futa e della Raticosa e nelle valli del Setta e del Reno, espletò numerose, delicate e pericolose missioni. Caduto nella mani del nemico, che da tempo lo ricercava, tenne esemplare contegno e, portato davanti al plotone di esecuzione, affrontò da valoro-so la morte nel nome d?Italia» Zona di Bologna, dicembre 1943 - settembre 1944 Medaglia di bronzo al valor militare alla memoria a Mario Giurini «Sottocapo della marina, partigiano combattente. Durante la lotta partigiana molto si distingueva per costanza, abnegazione e per intelligente e redditizia attività svolta in circostanze particolarmente difficili e pericolose. Caduto in mani nemiche manteneva esemplare contegno e nel nome d?Italia affrontava da forte il plotone d?esecuzione». Alla memoria di Masia è intitolata l’8 Brigata GL operante a Bologna e una Divisione GL operante nell’Oltrepò pavese.

Bibliografia


Alessandro Albertazzi, Luigi Arbizzani, Nazario Sauro Onofri, Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fa-scismo nel Bolognese (1919-1945), Dizionario biografico Vol. II, IV, V, Istituto per la storia di Bologna, Bolo-gna, 1985-1998, ad nomen
Luciano Bergonzini, La svastica a Bologna: settembre 1943-aprile 1945, Il Mulino, Bologna, 1998, pp. 161-165
Luciano Bergonzini, Luigi Arbizzani, La Resistenza a Bologna. Testimonianze e documenti, vol. III [testimo-nianza di Leda Orlandi Bastia], Istituto per la storia di Bologna, Bologna, 1980, pp. 680-683 + documenti
Nazario Sauro Onofri, Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel Bolognese (1919-1945), Vol. I Bologna dall’antifascismo alla Resistenza, ISREBO, Bologna, 2005, pp. 378

Luciano Bergonzini, Luigi Arbizzani, La Resistenza a Bologna. Testimonianze e documenti, vol. III [testimo-nianza di Leda Orlandi Bastia], Istituto per la storia di Bologna, Bologna, 1980, pp. 680-683 + documenti

Isabella Manchia, La Compagnia autonoma speciale e il suo capitano Renato Tartarotti. Analisi delle carte processuali della Corte d’assise straordinaria di Bologna, «Percorsi storici», 0, 2011

Sitografia


Cronologia Sala Borsa
23 settembre 1944 - Fucilati i dirigenti del Partito d’Azione
http://www.bibliotecasalaborsa.it/cronologia/bologna/1944/321

Storia e Memoria di Bologna
Poligono di Tiro
http://www.storiaememoriadibologna.it/poligono-di-tiro-220-luogo

Massenzio Masia
http://www.storiaememoriadibologna.it/masia-massenzio-478316-persona

Biografie Anpi
Massenzio Masia
http://www.anpi.it/donne-e-uomini/481/massenzio-masia

Sario Bassanelli
http://www.anpi.it/donne-e-uomini/1468/sario-bassanelli

Armando Quadri
http://www.anpi.it/donne-e-uomini/331/armando-quadri

Arturo Gatto, in Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza italiana
[http://www.ultimelettere.it/?page_id=35&ricerca=245], url consultata il 28 settembre 2018

Fonti archivistiche

Fonti

CPI, fasc. 44/1, ff. 348 in Archivio dell’Istituto per la storia e le memorie della Resistenza Parri - ER, fondo on. Vitali - documentazione CPI, b. 4 documenti depositati nel maggio 2009.

AS Bologna, Corte d’Appello penale, CAS Bologna, sentenze 1946, n. 21 del 31/01/1946; n. 24 del 9/02/1946; n. 178 del 29/08/1946; n. 197 del 14/10/1946; n. 213 del 14/11/1946; n. 214 del 16/11/1946.
AS Bologna, Corte d’Appello penale, CAS Bologna, fascicoli 1946, b. 4, f. 77 e f. 99; b. 5, f. 124.

Comitato di fuori-legge catturato e processato. Otto condanne a morte, «il Resto del Carlino», 26 set-tembre 1944.
[Fra i nomi degli arrestati il 4/09/1944 riportati nell’articolo figurano erroneamente i nomi di Mario Bastia, Romolo Trauzzi sfuggiti all’arresto del gruppo dirigente del PdA. Rispetto all’elenco fornito da Onofri nel dizionario biografico è inoltre inserito il nome di Mario Santarelli, mentre non sono riportati i nomi di Io-landa Benini, Massimo Massei e dello stesso Nazario Sauro Onofri].

Lettere di Arturo Gatto in Piero Malvezzi e Giovanni Pirelli, Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana, Einaudi, Torino, 2003, pp.130-132.