Capolapiaggia, Letegge, Pozzuolo, Pielapiaggia, Camerino, 24.06.1944

(Macerata - Marche)

Capolapiaggia, Letegge, Pozzuolo, Pielapiaggia, Camerino, 24.06.1944

Capolapiaggia, Letegge, Pozzuolo, Pielapiaggia, Camerino, 24.06.1944
Descrizione

Località Capolapiaggia, Letegge, Pozzuolo, Pielapiaggia, Camerino, Macerata, Marche

Data 24 giugno 1944

Matrice strage Nazifascista

Numero vittime 59

Numero vittime uomini 58

Numero vittime uomini ragazzi 8

Numero vittime uomini adulti 46

Numero vittime uomini anziani 2

Numero vittime uomini senza informazioni 3

Numero vittime donne 1

Numero vittime donne adulte 1

Descrizione: I fatti narrati avvennero in diverse frazioni a nord-est di Camerino: Leteggiole, Letegge, Pozzuolo, Statte, Pielapiaggia e Capolapiaggia. Quest’ultima è la base del battaglione Fazzini (nome in memoria del partigiano camerinese caduto a Montalto il 22 marzo 1944), guidato dal sacerdote don Nicola Rilli, meglio conosciuto come il comandante Lino. Il gruppo, molto eterogeneo nella sua composizione, accoglieva operai, renitenti alla leva, sbandati, studenti italiani e di nazionalità greca, professionisti della città e 24 carabinieri guidati dal Capitano Gabrielli, di chiaro orientamento badogliano. Il comandante Rilli non volle mai aderire alla Brigata Spartaco, operativa nel Maceratese, ed era assistito da un comando militare costituito dal Capitano Gabrielli, Giorgio Del Balzo Ruiti, Walter Pizzi, i fratelli Cernicchiola e Italo Bruzzese. Il 13 giugno, quando ormai la città, senza più autorità politiche e militari, era in mano ai tedeschi, entrarono a far parte del battaglione anche i detenuti politici del carcere cittadino. Il 24 giugno, Pozzuolo ospitava alcune centinaia di persone fra le quali molti sfollati di Camerino. Alcuni giorni prima, il battaglione si era spostato a Paganico per motivi di sicurezza, ma il 23, ricevette l’ordine di ritornare alla base passando per Serrapetrona e Castel San Venanzio. Lo stesso giorno partirono dalla città, armati di cannoni, mortai, mitragliatrici i reparti nazifascisti pronti per un imminente rastrellamento. Ancora controverso è il ruolo di Erich Klemera, detto Enrico, sergente della Wermacht, appartenente alle formazioni Brandenburg. Mandato nei primi mesi del ’44 a Muccia a coadiuvare il tenente Teo Fisher, fu preso prigioniero dai partigiani e trasferito a Pozzuolo dove sembra godesse di trattamenti previlegiati rispetto agli altri prigionieri. Fuggito, non si sa ancora bene come, probabilmente raggiunse i commilitoni del suo battaglione. Non è ancora chiarito il suo ruolo in tutta la tragica vicenda, come non lo è ancora quello dello sfollato livornese Eligio Trentin, arruolato nella GNR, considerato spia dei nazifascisti e anch’egli prigioniero. Fu uno di quelli che i tedeschi ascoltarono prima della fucilazione dei 40 uomini a Capolapiaggia.
La mattina del 24 giugno 1944 le forze nazifasciste si divisero: una parte si fermò ai Ponti, altri proseguirono per Torrone e Torre Beregna, altri ancora si diressero a Capolapiaggia, Campolarzo, Bistocco, con il chiaro intento di accerchiare i paesini. L’artiglieria fu piazzata a Sopraffonte dove era il comando delle operazioni, alla Castelletta, sul Monte Sala. Alle 12.30, il giorno di San Giovanni, suonarono le campane della chiesa di Letegge: i tedeschi interpretarono il fatto come un segnale rivolto ai partigiani; viceversa, alcuni lo ritennero un segnale di alcune spie ai tedeschi. A quel punto partì la prima cannonata che distrusse il campanile e colpì a morte la mamma del sacerdote, Palma Belfiori Ciabocco. Caddero in combattimento alcuni partigiani, mentre a Pozzuolo iniziava il rastrellamento, casa per casa, di civili e partigiani. Tra Letegge e Pozzuolo furono massacrati 15 uomini fra cui il brigadiere Bergamin e un giovane di 16 anni. Molti patrioti riuscirono a fuggire, complice la nebbia che era calata dopo un temporale estivo. Gli uomini vennero condotti da Pozzuolo a Capolapiaggia scendendo per Pielapiaggia, si salvarono durante il percorso Secondo Severini che fu fatto fuggire da un tedesco impietosito dalla giovane età del prigioniero e un soldato abruzzese che si gettò nel laghetto accanto al mulino di Pielapiaggia. Altri due uomini furono uccisi: uno era il giovanissimo quattordicenne Siro Borgarucci. I prigionieri furono condotti davanti alla chiesa di Capolapiaggia e in due fasi, prima i partigiani, poi i civili, furono trasferiti in un campo dietro casa Matteucci. Dopo un secco ordine di fuoco, il primo gruppo venne giustiziato. Mentre avveniva la seconda esecuzione, alcuni dei nazisti salirono sugli autocarri diretti a Camerino e intonarono una canzone di guerra. I morti furono lasciati sul campo fino a quando il 29 giugno, i nazisti ormai in ritirata, concessero il permesso di dare sepoltura ai morti nel cimitero locale.
Si salvarono Giulio Lozzi e Urbano Albani. Nella tragica giornata persero la vita 59 persone.

Modalità di uccisione: fucilazione,uccisione con armi da fuoco

Violenze connesse: furto e-o saccheggio,incendio di abitazione

Tipo di massacro: rastrellamento

Estremi e note penali: Secondo Mario Mosciatti, presidente dell’ANPI di Camerino, vi furono due fasi dell’occupazione: una prima con reparti specializzati in azioni di antiguerriglia, in questa fase è molto attivo il Battaglione “Hettinger” del Brandenburg, coadiuvato dal Battaglione “M” IX Settembre; una seconda fase è quella della ritirata dopo Cassino. I tedeschi in ritirata che provenivano dalla Valnerina e dalla Statale 77 diretti ad Ancona, procedevano “a staffetta” seminando terrore e facendo “terra bruciata” ovunque passassero.
Per la memorialistica locale, a compiere l’azione di rastrellamento e la successiva fucilazione furono reparti di Alpenjäger, mentre altre fonti più recenti ci dicono che fu il battaglione tedesco “Hettinger”, coadiuvato dal battaglione “M” - IX Settembre a gestire tutta l’operazione.
Negli studi dello storico Carlo Gentile, risulta che l’operazione di rastrellamento fu ad opera del Generalkommando LI. GebirgsArmeekorps: Gebis Division: II o III/ Gebirsjäger Regiment 85.

Battaglione “M” IX Settembre. Il tenente Valent fissò la sede del comando a Camerino dove fece acquartierare la Compagnia del tenente Colacino e i mortaisti del tenente Bruno di Marzio. Dal 9 aprile il comando del battaglione si trasferì a Marina del Tronto e la Compagnia Colacino si divise tra Amandola, Comunanza, Castelraimondo, Camerino. L’offensiva “antiguerriglia” fu condotta con il supporto della GNR di Ascoli e Macerata.

Non sono mai stati individuati e non sono state condotte inchieste neanche a carico di ignoti. Furono invece celebrati alcuni processi a carico di persone accusate di collaborazionismo, conclusisi tutti con l’assoluzione degli imputati o con l’amnistia del reato. L’unico processo con la specifica accusa di aver avuto un ruolo attivo nei fatti di sangue accaduti a Camerino nel 1944 fu quello a carico di Filomena Filippi Strampelli, assolta in via definitiva dalla Corte di Assise di Ancona.

Il procedimento n. 59/95 nei confronti di ignoti militari delle SS germaniche, in ordine al reato di “Violenza con omicidio contro privati”, in danno di Bartoli Battista più altri trentuno italiani, per fatti accaduti nel comune di Camerino il 24 giugno 1944, è stato archiviato dal Giudice delle indagini preliminari Giuseppe Mazzi, nel 1995, in quanto il reato viene dichiarato estinto per prescrizione e non sarebbero emersi elementi utili per l’individuazione dei responsabili.

Annotazioni: Risulta a tutt’oggi difficile distinguere non solo tra lo status di civili e di partigiani, ma addirittura esistono, a seconda delle ricostruzioni bibliografiche e memorialistiche, variazioni sul numero delle vittime e sulla frazione specifica (Letegge, Pozzuolo, Pielapiaggia e Capolapiaggia) in cui persero la vita. Sappiamo che vi erano numerosi studenti (almeno 6), contadini del posto, alcuni operai, 5 soldati di cui due abruzzesi, 3 alpini, uno slavo, un carabiniere. La maggior parte dei caduti nel corso della strage faceva parte o sosteneva in vario modo la lotta armata. Per molte delle vittime sono state chieste medaglie d’argento e di bronzo, mai concesse.

Come già sottolineato, sono da approfondire il ruolo di figure come Erich Klemera che risulta, a giudicare da alcuni documenti conservati nell’Archivio di Stato di Macerata, difformi dall’immagine che viene fornita dalla memorialistica e dall’ANPI di Tolentino, che in occasione del 53° anniversario dell’eccidio di Montalto, incontrò Klemera. L’incontro fra l’allora presidente dell’ANPI, Candido Cardinali e l’ex sergente della Wehrmacht è l’oggetto del documentario amatoriale girato a Tolentino, il 20 marzo 1997, dal tenente colonnello a riposo degli Alpini, Domenico Cerasani, che si intitola “Umana pietà in guerra”.
Allo stesso modo dovrebbero essere approfonditi il profilo e il ruolo dell’allora Capitano dei carabinieri Gabrielli.

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): Memoria orale sedimentata, ma non condivisa. Ancora oggi molti abitanti del posto non condividono l’azione partigiana e i comportamenti del gruppo Fazzini, specialmente del comandante Nicola Rilli, da alcuni ritenuto un “vigliacco”. Si pensi alla testimonianza di Raniero Borgarucci che disse: “Dopo l’eccidio fuggì vestito da donna”. In generale ai partigiani vengono invece attribuite violenze e sevizie sui prigionieri tedeschi, razzie e furti a danno dei contadini, e soprattutto, vengono definiti degli irresponsabili per aver scelto come base logistica la frazione di Pozzuolo, mettendo a repentaglio la vita della comunità. Di altro tono sono naturalmente le testimonianze dei partigiani sopravvissuti, tra i quali Giulio Lozzi e Urbano Albani. Per ciò che riguarda la memorialistica, è spesso di tipo celebrativo – come La sagra di San Giovanni, di Nicola Rilli -, o molto vicina alla cronaca, sebbene accurata – ad esempio Sono passati i tedeschi, di Don Giacomo Boccanera. Ad oggi manca ancora un’analisi completa e approfondita dei fatti, che ricostruisca la natura politica della formazione partigiana, la sua composizione, il ruolo e le scelte del comandante Nicola Rilli, del Capitano Gabrielli, dei prigionieri tedeschi come Erich Klemera, delle spie fasciste e, specialmente, le modalità e le ragioni per le quali le forze naziste abbiano messo a ferro e fuoco una località così nascosta, quasi inaccessibile, e lontana dalla vie di comunicazione attraverso le quali l’esercito tedesco stava effettuando la ritirata dopo la caduta della linea Gustav a Cassino. Infine resta ancora da approfondire il capitolo che riguarda i tentativi messi in atto dai nazisti di una trattativa con le forze partigiane operanti nel Maceratese, trattativa mai andata in porto.

Scheda compilata da IVANA RINALDI
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2017-03-09 21:22:04

Vittime

Elenco vittime

• Caduti a Letegge:
Giovannini Luigi, n. il 14/5/1920 a Bologna, paternità Alberto, laureato in Giurisprudenza, ferito gravemente, morì il giorno successivo nel convento dei Cappuccini, qualifica Partigiano comb. Caduto, btg. Fazzini (20/10/1943 – 24/06/1944), grado Comandante squadra – Maresciallo, riconosciutagli il 23/07/1946 a Macerata-Camerino.
Belfiori Palma, n. il 19/08/1894 a San Ginesio, paternità Gian Battista, mamma del sacerdote di Letegge, cadde colpita da una cannonata a Letegge, qualifica Caduta per rappresaglia, riconosciutagli il 23/07/1946 a Macerata-Camerino.
• Caduti a Pozzuolo:
Bergamin Ernesto, n. il 26/2/1909, a Savigliano (Cuneo), qualifica Partigiano comb. Caduto, btg. Fazzini (04/06/1944 – 24/06/1944), gradi Comandante battaglione – Sotto tenente, riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona. Brigadiere dei Carabinieri di Camerino; mise in salvo, vecchi, donne e bambini. Catturato a Pozzuolo, fu ucciso con una raffica di mitra, ma non volle lasciare l’arma che aveva in mano, i nazisti gliela lasciarono riconoscendo il suo eroismo.
Bordi Giuseppe, n. il 24/05/1893 a San Severino, paternità Costantino, qualifica variazione da Caduto per rappresaglia a Partigiano caduto, riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona; agricoltore di Statte.
Coccioloni Armogesto, n. il 6/12/1898 a Camerino, paternità Pasquale, qualifica Partigiano caduto, btg. Fazzini (18/11/1943 – 24/06/1944), grado Capo nucleo – Sergente, riconosciutagli il 25/01/1946 ad Ancona, agricoltore di Statte. Tra i primi patrioti della zona.
Damiani Domenico, n. il 30/04/1924 a Campli (Te), paternità Vincenzo, qualifica Partigiano fucilato, btg. Fazzini (20/10/1943 – 24/06/1944), riconosciutagli il 23/07/1946 a Macerata-Camerino, militare.
Marchi Marino, n. il 4/10/1928 a Camerino, paternità Gaspare, qualifica Partigiano caduto, btg. Fazzini (18/11/1943 – 24/06/1944), riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona, agricoltore di Pozzuolo. Ferito dallo scoppio di un proiettile, fu squartato vivo con la baionetta.
Sabbatini Alessandro, n. il 06/12/1921 a Camerino, paternità Federico, qualifica Partigiano caduto, btg. Fazzini (18/11/1943 – 24/06/1944), grado Capo nucleo btg. Montalto – Sergente, riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona, agricoltore di Pozzuolo. Gli furono cavati gli occhi con la baionetta.
Sabbatini Domenico, n. il 03/04/1881 a Camerino, paternità Giuseppe, agricoltore, qualifica Partigiano caduto, btg. Fazzini (17/11/1943 -24/06/1944), grado Capo nucleo – Sergente, riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona. Colpito al ventre da una raffica di mitraglia a Pozzuolo. La sua casa era la base dei partigiani.
Sabbatini Federico, n. il 04/02/1902 a Camerino, paternità Nazzareno, qualifica Partigiano caduto, btg. Fazzini (18/11/1943 – 24/06/1944), riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona, agricoltore di Pozzuolo.
Severini Quinto, n. il 18/10/1902 a Camerino, qualifica variazione da Caduto per rappresaglia a Partigiano caduto, btg. Fazzini (22/10/1943 – 24/06/1944), riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona (variazione 08/03/1955), agricoltore di Pozzuolo.
Smeraldini Agapito, n. il 18/09/1911 a Sarnano, qualifica Partigiano caduto, btg. Fazzini (10/05/1944 -24/06/1944), grado Capo nucleo – Sergente, riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona, agricoltore di Statte.
Vallesi Luigi, n. il 13/5/1925 a Campli (Te), paternità Italo, qualifica Partigiano fucilato, btg. Fazzini (20/10/1943 – 24/06/1944), riconosciutagli il 23/07/1946 a Macerata-Camerino, militare.

• Caduti a Pielapiaggia:
Borgarucci Siro, n. il 07/01/1930 a Camerino, paternità Evangelista, qualifica Partigiano caduto, btg. Fazzini (18/11/1943 – 24/06/1944), riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona. Mentre era al sicuro in casa, uscì per salvare i compagni. Fu catturato e fucilato a Pielapiaggia.
Cucculelli Ugo, n. il 25/10/1929 a Camerino, paternità Sesto, qualifica Partigiano caduto, btg. Nicolò, (20/05/1944 – 24/06/1944), riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona, bracciante.
Fernanducci Elio, n. il 13/3/1924 a Belforte sul Chienti, paternità Fernando, qualifica variazione da caduto per rappresaglia a Partigiano caduto, riconosciutagli il 23/07/1946 a Macerata-Camerino, bracciante.
Marconi Gaspare, nato il 26/1/1901 a Camerino, paternità Francesco Sabatino, bracciante di Santa Lucia di Varano di Camerino, qualifica Caduto per rappresaglia, riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona.
Parcaroli Ferire, n. il 16/01/1911 a Pioraco, paternità Alberto, qualifica Partigiano caduto, btg. Fazzini (17/11/1943 – 24/06/1944), grado Capo nucleo – Sergente, riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona, muratore. Fucilato a Pielapiaggia, fu gettato in acqua.
Picotti Egidio, n. il 21/01/1927 a Camerino, paternità Sante, qualifica Caduto per rappresaglia, riconosciutagli il 23/07/1946 a Macerata-Camerino, bracciante.

• Caduti a Capolapiaggia:
Bartoli Battista, n. il 07/04/1892 a Camerino, paternità Pasquale, qualifica variazione da caduto per rappresaglia a Partigiano caduto, btg. Fazzini (22/10/1943 – 24/06/1944), riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona (variazione 1954), agricoltore di Letegge.
Bartoli Pasquale, n. il 02/11/1926 a Camerino, paternità Battista, qualifica variazione da caduto per rappresaglia a Partigiano caduto, btg. Fazzini (22/10/1943 – 24/06/1944), riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona (variazione 1954), agricoltore di Letegge.
Bernabei Luigi, n. il 23/01/1910 a Camerino, paternità Vincenzo, qualifica variazione da caduto per rappresaglia a Partigiano caduto, btg. Fazzini, riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona (variazione 08/03/1955), agricoltore di Letegge.
Bernardi Cesare, n. il 24/03/1922 a Tolentino, paternità Giovanni, qualifica Partigiano fucilato, btg. Fazzini (20/10/1943 – 24/06/1944), grado Ispettore organizzativo di battaglione – Tenente, riconosciutagli il 23/07/1946 a Macerata-Camerino, studente di chimica di Camerino. Riportò in combattimento la frattura della tibia, non accettò l’aiuto dei compagni che spinse a fuggire, venne così catturato.
Boldrini Enrico, n. il 03/12/1927 a Camerino, paternità Adorno, qualifica Partigiano caduto, btg. Fazzini (20/05/1944 – 24/06/1944), riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona.
Borgarucci Raniero, n. il 25/05/1912 a Camerino, paternità Alessio, qualifica variazione da Caduto per rappresaglia a Partigiano caduto, btg. Fazzini (20/05/1944 – 24/06/1944), riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona, agricoltore di Leteggiole.
Buzzolan Armando, n. il 07/02/1922 a Bassano, paternità Giovanni, qualifica Partigiano caduto, btg. Fazzini (20/05/1944 – 24/06/1944), grado Comandante btg. – Tenente, riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona, studente in Medicina di Bassano del Grappa. Tentò con ogni mezzo di guidare un reparto a un ordinato ripiegamento finché, visti due compagni feriti, si mise al loro fianco e fu catturato.
Cammertoni Italo, n. il 10/08/1929 a Camerino, qualifica variazione da Caduto per rappresaglia a Partigiano caduto, btg. Fazzini (22/10/1943 – 24/06/1944), riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona, agricoltore.
Ciabocco Federico, n. il 08/3/1885 a San Ginesio, paternità Luigi, qualifica Caduto per rappresaglia, riconosciutagli il 23/07/1946 a Macerata-Camerino.
Cecchini Mario, n. 01/09/1922 a Caldarola, paternità Giuseppe, qualifica Partigiano caduto, btg. Fazzini (23/03/1944 – 24/06/1944), riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona.
Compagnucci Nazzareno, n. il 12/5/1895 a Pievebovigliana, paternità Pacifico, qualifica variazione da Caduto per rappresaglia a Partigiano caduto, btg. Fazzini (22/10/1943 – 24/06/1944), riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona (variazione 08/05/1955), agricoltore.
De Bernardi Battista (s d), alpino di Trieste.
Fabbri Antonio, n. il 01/09/1921 a Camerino, qualifica Partigiano caduto, btg. Fazzini (09/09/1943 – 24/06/1944), grado Sotto tenente, studente di giurisprudenza. Non scappò per aiutare i compagni feriti e venne catturato.
Faggioli Ernesto, n. il 15/05/1899 San Ginesio, qualifica variazione da Caduto per rappresaglia a Partigiano caduto, btg. Fazzini (20/09/1943 -24/06/1944), riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona, agricoltore di Letegge.
Fainetti Dino, n. il 12/02/1930 a Camerino, paternità Domenico, qualifica variazione da Caduto per rappresaglia a Partigiano caduto, btg. Fazzini (22/10/1943 – 24/06/1944), riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona (variazione 08/03/1955).
Frondoni Dino, n. il 30/11/1915 a Camerino, paternità Venanzo, qualifica Partigiano caduto, btg. Fazzini (20/10/1943 – 24/06/1944), riconosciutagli il 23/07/1946 a Macerata-Camerino, operaio.
Gentili Gaspare, n. il 11/6/1904 a Castelraimondo, paternità Angelo, qualifica variazione da Caduto per rappresaglia a Partigiano caduto, btg. Fazzini (22/10/1943 – 24/06/1944), riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona (variazione 08/03/1955), agricoltore di Letegge.
Grifantini Marino, n. il 08/12/1923 a Camerino, paternità Giuseppe, qualifica Partigiano comb. Caduto, btg. Fazzini (11/05/1944 – 24/06/1944), riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona, agricoltore.
Ivadnich, (s n, s d), alpino di Trieste.
Maccagnini Angelo, n. il 11/09/1902 a Camerino, paternità Pacifico, qualifica variazione da Caduto per rappresaglia a Partigiano caduto, btg. Fazzini (22/10/1943 – 24/06/1944), riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona (variazione 08/03/1955), agricoltore di Letegge.
Marchi Agostino, n. il 02/09/1901 a Camerino, paternità Silvestro, qualifica variazione da Caduto per rappresaglia a Partigiano caduto, btg. Fazzini (24/10/1943 – 24/06/1944), riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona (variazione 08/03/1955), agricoltore di Letegge.
Marchi Domenico, n. 02/05/1897 a Camerino, paternità Silvestro, qualifica variazione da Caduto per rappresaglia a Partigiano caduto, btg. Fazzini (22/10/1943 – 24/06/1944), riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona (variazione 08/03/1955), agricoltore di Letegge.
Mariani Venanzio, n. il 15/04/1901 a Camerino, paternità Giovanni, qualifica variazione da Caduto per rappresaglia a Partigiano caduto, riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona (variazione 08/03/1955), agricoltore di Leteggiole.
Miano Letterio, n. il 04/04/1922 a Messina, paternità Rosario, qualifica Partigiano caduto, btg. Fazzini (20/10/1943 – 24/06/1944), grado Commissario distaccamento – Sotto tenente, riconosciutagli il 23/7/1946 a Macerata-Camerino, commesso viaggiatore. Preso prigioniero, si mise sull’attenti davanti alla mitraglia dicendo “Noi non chiediamo pietà, noi che l’abbiamo avuta per i vostri prigionieri, noi sappiamo morire: viva l’Italia”.
Morbidoni Pietro, n. il 27/7/1920 a Caldarola, paternità Angelo, qualifica Partigiano caduto, btg. Fazzini (25/04/1944 – 24/06/1944), grado Sergente Maggiore, riconosciutagli il 23/07/1946 a Macerata-Camerino bracciante. Sopravvissuto alla fucilazione, fu trasportato al Convento dei Cappuccini di Renacavata, dove morì la notte stessa.
Pascucci Cherubino, n. il 6/10/1927 a Camerino, paternità Ugo, qualifica variazione da Caduto per rappresaglia a Partigiano caduto, btg. Fazzini (24/10/1943 – 24/06/1944), riconosciutagli il 23/07/1946 a Macerata-Camerino (variazione 08/03/1955).
Pascucci Ugo, nato il 08/05/1897 a Camerino, paternità Cherubino, qualifica variazione da Caduto per rappresaglia a Partigiano caduto, btg. Fazzini (22/10/1943 – 24/06/1944), riconosciutagli il 23/07/1946 a Macerata-Camerino (variazione 08/03/1955).
Piancatelli Pietro, n. il 10/01/1917 a Castelraimondo, paternità Domenico, qualifica Partigiano caduto, btg. Fazzini (23/03/1944 – 24/06/1944), grado Capo nucleo – Sergente, riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona. Fu catturato a Pozzuolo.
Pietraccini Giuseppe, n. il 09/03/1920 a Castelraimondo, paternità Enrico, studente di medicina veterinaria a Camerino, qualifica di Partigiano caduto, btg. Fazzini (02/05/1944 – 24/06/1944), riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona, fu catturato in combattimento.
Ramadori Enrico, n. il 03/01/1915 a Camerino, agricoltore di Capolapiaggia, qualifica Partigiano caduto, btg. Fazzini (10/05/1944 – 24/06/1944), grado Comandante squadra – Maresciallo, riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona.
Rosati Lucio, n. il 01/03/1926 a Roma, paternità Mario, studente di Liceo scientifico, qualifica Partigiano fucilato, btg. Fazzini (20/10/1943 – 24/06/1944), grado Commissario distaccamento – Sotto tenente, riconosciutagli il 23/07/1946 a Macerata-Camerino.
Sabbatini Angelo, n. il 04/04/1930 a Camerino, contadino, qualifica Partigiano caduto, btg. Fazzini (18/11/1943 – 24/06/1944), riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona.
Sabbatini Enrico, n. il 14/04/1905 a Camerino, paternità Anselmo, qualifica variazione da Caduto per rappresaglia a Partigiano caduto, btg. Fazzini (22/10/1943 – 24/06/1944), riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona (variazione08/03/1955), agricoltore di Letegge.
Sabbatini Luigi, n. il 19/10/1898 a Camerino, qualifica variazione da Caduto per rappresaglia a Partigiano fucilato, btg. Fazzini (22/10/1943 – 24/06/1944), riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona (variazione 08/03/1955), agricoltore di Letegge.
Saveri Luciano, alpino, Trieste s d.
Scolastrici Gino, n. il 21/10/1911 a Pievebovigliana, paternità Terzo, qualifica Partigiano caduto, btg. Fazzini (10/05/1944 – 24/06/1944), grado Capo nucleo – Sergente, riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona, agricoltore di Leteggiole, caduto mentre organizzava un avamposto.
Sereni Mario, n. il 14/11/1919 a Belforte del Chienti, qualifica Partigiano comb. Caduto, btg. Fazzini (20/05/1944 – 24/06/1944), grado Capo nucleo – Sergente, riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona, operaio.
Teodoro/i Mario, n. il 03/03/1920 a Caldarola, qualifica Partigiano caduto, btg. Fazzini, riconosciutagli il 23/07/1946 a Macerata-Camerino, bracciante.
Ubaldi Osvaldo, n. il 08/10/1919 a Caldarola, paternità Pasquale, qualifica Partigiano caduto, btg. Fazzini (12/05/1944 – 24/06/1944), grado Commissario distaccamento – Sotto tenente, riconosciutagli il 21/05/1946 ad Ancona, studente di Giurisprudenza.
Vitali Arturo, n. il 07/08/1910 a Camerino, qualifica Partigiano fucilato, btg. Fazzini (20/10/1943 – 24/06/1944), riconosciutagli il 23/07/1946 a Macerata-Camerino, operaio.

Elenco vittime civili 4

Belfiori Palma
Ciabocco Federico,
Marconi Gaspare
Picotti Egidio

Elenco vittime partigiani 6

Bernardi Cesare,
Buzzolan Armando,
Miano Letterio,
Pietraccini Giuseppe,
Sabbatini Domenico,
Scolastrici Gino

Elenco vittime carabinieri 1

Bergamin Ernesto

Elenco vittime indefinite 48

Bartoli Battista,
Bartoli Pasquale,
Bernabei Luigi,
Boldrini Enrico
Bordi Giuseppe,
Borgarucci Raniero,
Borgarucci Siro,
Cammertoni Italo,
Cecchini Mario,
Coccioloni Armogesto,
Compagnucci Nazzareno,
Cucculelli Ugo,
Damiani Domenico,
De Bernardi Battista
Fabbri Antonio,
Faggioli Ernesto,
Fainetti Dino,
Fernanducci Elio,
Frondoni Dino,
Gentili Gaspare,
Giovannini Luigi,
Grifantini Marino,
Ivadnich,.
Maccagnini Angelo,
Marchi Agostino,
Marchi Domenico,
Marchi Marino,
Mariani Venanzio,
Morbidoni Pietro,
Parcaroli Ferire,
Pascucci Cherubino,
Pascucci Ugo,
Piancatelli Pietro,
Ramadori Enrico,
Rosati Lucio,
Sabbatini Alessandro,
Sabbatini Angelo,
Sabbatini Enrico,
Sabbatini Federico,
Sabbatini Luigi,
Saveri Luciano,
Sereni Mario,
Severini Quinto,
Smeraldini Agapito.
Teodoro/i Mario,
Ubaldi Osvaldo,
Vallesi Luigi,
Vitali Arturo,

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Gebirgs-Jäger-Regiment 85

Tipo di reparto: Wehrmacht
Appartenenza: Heer Wehrmacht

Battaglione M- IX Settembre

Tipo di reparto: Reparto speciale

Memorie
Bibliografia


Giacomo Boccanera, Sono passati i tedeschi, I° edizione Stabilimento tipografico Savini- Mercuri, Camerino, 1945, II° edizione, Università di Camerino, 1994 (ultima ristampa, Arte Lito, Camerino 2005).
Città di Camerino, Nel ventennale della Resistenza 1944-1964. Camerino ricorda e onora i suoi caduti, Camerino 1964.
Franco Giustolisi, L'armadio della vergogna, BEAT, Roma 2011, p. 226.
Andrea Di Nicola, Da Tolone a Vittorio Veneto, Storia del i Battaglione M “IX Settembre – I legionari dell’onore”, Solfanelli, Chieti 1995.
Mario Fattorini, Vittorio Gianangeli, Franco Torresi (a cura di), Il racconto di un patriota chiamato “Verdi”, Il Labirinto, Macerata 2005.
Sonia Mearelli, La Resistenza a Matelica e Camerino, in Valentina Conti, Andrea Mulas (a cura di), Nuovi contributi per la storia della resistenza marchigiana, affinità elettive, Ancona 2002, pp. 157-187.
Mario Mosciatti, La neve rossa, edito dall’Amministrazione comunale di Muccia, 2002.
Mario Mosciatti, Zoran Kompanjet. Il tenente Nicola, ANPI Macerata 2013.
Nicola Rilli, La sagra di San Giovanni, edizioni “I Quaderni del patriota”, Macerata 1945.
Ivana Rinaldi, La Resistenza a Camerino. Profilo e testimonianze, in «Quaderni di Resistenza Marche», n. 9, il Lavoro Editoriale, Ancona 1985, pp. 5-46.

Sitografia


www.anpicamerino.it
vimeo.com/97714288 (password: 123stella) a cura di Mauro Pennacchietti
www.storiamarche900.it/main?p=storia_territorio_camerino
www.storiamarche900.it/main?p=storia_territorio_capolapiaggia

Fonti archivistiche

Fonti

Archivio Centrale dello Stato, Fondo Ricompart - Ufficio per il servizio riconoscimento qualifiche e per le ricompense ai partigiani, Marche, schedario e pratica:
n. 434 (Sereni Mario), trasmessa al Distretto militare di Cuneo 14/11/1959.
n. 439 (Bergamin Ernesto), trasmessa al Distretto militare di Cuneo 14/11/1959.
n. 441 (Grifantini Marino), trasmessa al Distretto militare di Macerata 19/12/1959.
n. 3226 (Coccioloni Armogesto), trasmessa al Distretto militare di Macerata 11/09/1959.
n. 3236 (Boldrini Enrico), trasmessa al Distretto militare di Macerata 15/01/1960.
n. 3242 (Buzzolan Armando), trasmessa al Distretto militare di Macerata 14/11/1959.
n. 3653 (Marchi Agostino), trasmessa al Distretto militare di Macerata 18/01/1960.
n. 3662 (Sabbatini Alessandro), trasmessa al Distretto militare di Macerata 02/09/1959.
n. 3663 (Sabbatini Angelo), trasmessa al Distretto militare di Macerata 16/01/1960.
n. 3664 (Borgarucci Siro), trasmessa al Distretto militare di Macerata 20/01/1960.
n. 3665 (Smeraldini Agapito), trasmessa al Distretto militare di Macerata 14/11/1959.
n. 3666 (Sabbatini Federico).
n. 3667 (Maccagnini Angelo), trasmessa al Distretto militare di Macerata 18/01/1960.
n. 3668 (Mariani Venanzio), trasmessa al Distretto militare di Macerata 16/01/1960.
n. 3669 (Faggioli Ernesto), trasmessa al Distretto militare di Macerata 15/01/1960.
n. 3670 (Borgarucci Raniero), trasmessa al Distretto militare di Macerata 15/01/1960.
n. 3672 (Ramadori Enrico), trasmessa al Distretto militare di Macerata 11/09/1959.
n. 3674 (Parcaroli Ferire), trasmessa al Distretto militare di Macerata 20/06/1960.
n. 3675 (Sabbatini Domenico), trasmessa al Distretto militare di Macerata 27/04/1960.
n. 3676 (Pietraccini Giuseppe).
n. 3677 (Cecchini Mario), trasmessa al Distretto militare di Macerata 15/01/1960.
n. 3678 (Piancatelli Pietro), trasmessa al Distretto militare di Macerata 20/11/1959.
n. 3679 (Ubaldi Osvaldo), trasmessa al Distretto militare di Macerata 14/11/1959.
n. 3718 (Marchi Marino), trasmessa al Distretto militare di Teramo 15/01/1960.
n. 4632 (Severini Quinto), trasmessa al Distretto militare di Macerata 18/01/1960.
n. 4642 (Compagnucci Nazzareno), trasmessa al Distretto militare di Macerata 18/01/1960.
n. 4643 (Bartoli Battista), trasmessa al Distretto militare di Macerata 18/01/1960.
n. 4644 (Bartoli Pasquale), trasmessa al Distretto militare di Macerata 18/01/1960.
n. 4645 (Bernabei Luigi), trasmessa al Distretto militare di Macerata 16/01/1960.
n. 4647 (Sabbatini Luigi), trasmessa al Distretto militare di Macerata 18/01/1960.
n. 4652 (Cammertoni Italo), trasmessa al Distretto militare di Macerata 16/01/1960.
n. 4653 (Fainetti Dino), trasmessa al Distretto militare di Macerata 18/01/1960.
n. 4654 (Gentili Gaspare), trasmessa al Distretto militare di Macerata 18/01/1960.
n. 4655 (Marchi Domenico), trasmessa al Distretto militare di Macerata 15/03/1960.
n. 4656 (Sabbatini Enrico), trasmessa al Distretto militare di Macerata 18/01/1960.
n. 4658 (Cucculelli Ugo), trasmessa al Distretto militare di Macerata 20/01/1960.
n. 4659 (Scolastrici Gino).
n. 7594 (Rosati Lucio), trasmessa al Distretto militare di Roma 09/11/1959.
n. 7596 (Fernanducci Elio), trasmessa al Distretto militare di Macerata 20/01/1960.
n. 7597 (Pascucci Ugo), trasmessa al Distretto militare di Macerata 19/05/1960.
n. 7598 (Pascucci Cherubino), trasmessa al Distretto militare di Macerata 18/01/1960.
n. 7600 (Vitali Arturo).
n. 7601 (Giovannini Luigi), trasmessa al Distretto militare di Bologna 30/09/1959.
n. 7602 (Miano Letterio), trasmessa alla Capitaneria di Porto di Messina 6/10/1959.
n. 7603 (Vallesi Luigi).
n. 7604 (Damiani Domenico), trasmessa al Distretto militare di Teramo 15/01/1960.
n. 7607 (Ciabocco Federico).
n. 7609 (Belfiori Palma).
n. 7610 (Bernardi Cesare), trasmessa al Distretto militare di Macerata 12/01/1960, poi alla Capitaneria di Porto di Ancona 13/02/1960.
n. 7717 (Frondoni Dino), trasmessa al Distretto militare di Macerata 20/01/1960.
n. 7721 (Picotti Egidio), trasmessa al Distretto militare di Macerata 20/01/1960.
n. 8011 (Morbidoni Pietro).
n. 8012 (Teodoro Mario).
n. 19405 (Fabbri Antonio), trasmessa al Distretto militare di Macerata 11/06/1959.
n. 22224 (Marconi Gaspare), trasmessa al Distretto militare di Macerata 14/01/1960.
n. 24599 (Bordi Giuseppe), trasmessa al Distretto militare di Macerata 20/01/1960.
Archivio dell’istituto per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Macerata, fondo ANPI di Macerata, serie Comuni della Provincia, “Camerino 1964-1984”, b. 1, f. 3.
Archivio dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, N 1/11, b. 2132.
Procura Generale Militare Roma, registro generale 1162, CPI, f. 9/119.
GTB, vol. 10, 27.06.44.
Bundesarchiv-Militärarchiv, RH 2/663, Ic-Meldung 24.06.44.
Bundesarchiv-Militärarchiv, OB Süd e OB Südwest (Kesselring) /106 K-6, St. 25.6., 26.6. morgens.
Bundesarchiv-Militärarchiv, 51. Corpo d‘armata da montagna /89, p. 380 s.; /101, Ia-MM 26.06.44.