SAN RUFFILLO BOLOGNA 09.04.1945

(Bologna - Emilia-Romagna)

Episodio di riferimento: San Ruffillo

SAN RUFFILLO BOLOGNA 09.04.1945

SAN RUFFILLO BOLOGNA 09.04.1945
Descrizione

Località San Ruffillo, Bologna, Bologna, Emilia-Romagna

Data 9 aprile 1945

Matrice strage Nazista

Numero vittime 8

Numero vittime uomini 8

Numero vittime uomini adulti 8

Descrizione: Dopo le uccisioni effettuate nel dicembre 1944 a Sabbiuno di Paderno sui colli vicino a Bologna, e quelle effettuate a febbraio e marzo 1945 presso la stazione ferroviaria di San Ruffillo alla periferia della città, di cui erano stati vittime antifascisti e partigiani detenuti nel carcere bolognese di San Giovanni in Monte a disposizione delle SS, i prelievi dal carcere e le eliminazioni di detenuti continuarono nel mese di aprile 1945. Le SS del comando della Sicherheitspolizei e del Sicherheitsdienst (Sipo-SD) di via Santa Chiara a Bologna nei giorni 4, 9 e 17 aprile prelevarono complessivamente 39 detenuti dalle carceri di San Giovanni in Monte che non risultano tra i deportati, né tra gli avviati a lavori di fortificazioni, né tra i sopravvissuti alla guerra. Con ogni probabilità essi furono uccisi con modalità analoghe a quelle utilizzate a Sabbiuno di Paderno e a San Ruffillo, in un luogo isolato e dove fosse possibile occultare i loro corpi. Non è del tutto chiarito se la stazione fu ancora teatro delle fucilazioni di aprile 1945 o se fu scelto un altro luogo, comunque posto lungo il tracciato della ferrovia. Secondo le ricerche di Andrea Ferrari e Paolo Nannetti le uccisioni di aprile potrebbero avere avuto luogo a Rastignano (BO), non lontano da San Ruffillo, dove nel 1974 furono trovati resti umani risalenti al periodo della guerra. L’ipotesi che possa trattarsi dei prelevati dal carcere nell’aprile 1945 che risultano dispersi o di parte di essi non è da scartare, sebbene non appaia del tutto logica la scelta di un luogo così prossimo alle linee americane nell’aprile del 1945, alla vigilia dell’ingresso in città delle truppe alleate. Per questo lavoro abbiamo considerato i fucilati dell’aprile 1945 come fucilati a San Ruffillo, poiché la stessa logica sottende alle varie eliminazioni e poiché la memoria delle stragi di aprile è parte di quella della strage di San Ruffillo, intesa come un unico episodio (v. Note sulla memoria e Annotazioni).
Le fucilazioni di aprile 1945, come quelle di San Ruffillo, rispondono ad una logica eliminazionista e si collocano in un momento in cui i tedeschi si preparano a lasciare la città ed eliminano il maggior numero possibile di prigionieri, ebrei e avversari politici ancora nelle loro mani. La stessa logica si ritrova nel Bolognese nelle stragi di Sabbiuno di Paderno, compiute dalle SS di Bologna, nonché in quelle precedenti dell’aeroporto di Forlì, compiute almeno in parte dagli stessi uomini del SD (v. Episodi di Ronco di Forlì, aeroporto (FC), 5-6, 17 e 25 settembre 1944). Tutte queste uccisioni furono occultate.

Modalità di uccisione: fucilazione,uccisione con armi da fuoco

Trattamento dei cadaveri: Occultamento dei cadaveri

Tipo di massacro: punitivo (massacro eliminazionista fino al 2016-11-30)

Eliminazionista: sì

Estremi e note penali: Dal 1° agosto 1944 il comando delle forze della polizia di sicurezza e del servizio di sicurezza SS di Bologna era affidato all’SS-Hauptsturmführer (capitano) Hugo Gold (nato a Mammendorf, Germania, il 07/10/1894) già in servizio presso l’Aussenkommando Sipo-SD di Genova e presso quello di Firenze. Facevano parte degli uomini del comando Sipo-SD di Bologna, tra gli altri, l’SS-Obersturmführer (tenente) Karl Weissmann di origine austriaca, che era stato membro del SD di Firenze, l’SS-Obersturmführer Werner Haftmann, l’SS-Unterscharführer (sergente) Hermann Prader, altoatesino che sono ricordati come elementi che ricoprivano responsabilità negli interrogatori e nella gestione dei prigionieri; inoltre erano in servizio a Bologna due uomini provenienti dal comando Sipo-SD di Forlì che avevano partecipato alle uccisioni dell’aeroporto di Forlì nell’estate-autunno del 1944: Hans Gassner (nato a Hüfingen, Germania, il 16/05/1901, agente di pubblica sicurezza dal 1919 al 1925 e in seguito agente della polizia di Stoccarda, in Italia presso i comandi del SD di Roma, Perugia, Forlì, Bologna, SS-Sturmscharführer (maresciallo maggiore), morto a Waiblingen, Germania, il 13/03/1978) e Gustav Pustowka (nato a Teschen, Polonia (Teschen è il nome tedesco di Cieszyn), membro del partito nazista, delle SS e della Gestapo, agente della polizia criminale, in Italia nei comandi Sipo-SD di Roma, Forlì, Bologna e Ferrara, SS-Scharführer (sergente maggiore), morto a Ludwigsburg, Germania, il 15/01/1991); Pustowka secondo alcune fonti fu coinvolto nelle fucilazioni di San Ruffillo e Sabbiuno di Paderno a Bologna, oltre che nella strage de La Storta a Roma e in quella del Caffè del Doro a Ferrara (v. Episodi di Roma, La Storta, 4 giugno 1944; Ferrara, 17 novembre 1944; Ronco di Forlì, aeroporto (FC), 29 giugno, 5-6, 17 e 25 settembre 1944; Sabbiuno di Paderno (BO), 14 e 23 dicembre 1944).
Tra gli altri membri vi erano da fine luglio 1944 l’SS-Hauptsturmführer (capitano) Wetjen nel settore amministrativo, proveniente dall’Aussenkommando di Roma, e dal febbraio 1945 l’SS-Hauptsturmführer Günther Buchelt capo della sezione IV Gestapo, gli SS-Sturmscharführer (marescialli maggiori) Karl Beck, Hermann Krüger e Georg Buchner, gli SS-Hauptscharführer (marescialli capi) Gerhard Beese e Hubert Wilsch, e il comandante delle Waffen-SS Willi Karscher. Dopo lo scioglimento del comando di Forlì giunse a Bologna anche l’SS-Oberscharführer (maresciallo) Ludwig Jüngling (nato a Hanau/Main, Germania, il 16/07/1906, membro della polizia criminale, in Italia in servizio a Roma, Forlì e Bologna nel settore amministrativo).

Annotazioni: - Per redigere le schede sulle fucilazioni di San Ruffillo ci siamo basati sui lavori di Andrea Ferrari e Paolo Nannetti che studiando il registro del carcere di San Giovanni in Monte sono riusciti a ricostruire un quadro preciso degli ingressi e dei prelevamenti dal carcere dei detenuti. Nelle altre fonti citate (per esempio il Dizionario dei partigiani o il sito Storia e memoria di Bologna) sono talvolta indicate date diverse da quelle ricavate da Ferrari e Nannetti qui riportate.
- Andrea Ferrari e Paolo Nannetti, nei loro studi su San Giovanni in Monte e le fucilazioni di massa dell’inverno 1944-45 e della primavera 1945 hanno ipotizzato che sia stato scelto come luogo per le ultime stragi dell’aprile 1945 Rastignano (BO) alle porte della città, non lontano dalla stazione di San Ruffillo. A Rastignano nel 1974 furono effettivamente ritrovati nei pressi dei binari dei resti umani appartenenti a persone la cui morte risaliva all’epoca della seconda guerra mondiale perciò l’ipotesi che possa trattarsi dei prelevati dal carcere nell’aprile 1945 che risultano dispersi o di parte di essi non è da scartare, sebbene non appaia del tutto logica la scelta di un luogo così prossimo alle linee americane nell’aprile del 1945, alla vigilia dell’ingresso in città delle truppe alleate. Per questo lavoro abbiamo considerato i fucilati dell’aprile 1945 come fucilati a San Ruffillo, poiché la stessa logica sottende alle varie eliminazioni e poiché la memoria delle stragi di aprile è parte di quella della strage di San Ruffillo, intesa come un unico episodio (v. Note sulla memoria).
- Ferrari e Nannetti nella loro prima pubblicazione su San Ruffillo includono tra i prelevati del 09/04/1945 anche Giorgio Tabaroni “Nerone”, nato a Zola Predosa (BO) il 30/06/1923, residente a Bologna. Fu ispettore di battaglione della 1ª brigata Irma Bandiera. Arrestato e incarcerato a San Giovanni in Monte, fu prelevato dal carcere il 09/04/1945 e da allora risulta disperso. Dichiarato irreperibile nel 1953. Riconosciuto partigiano dal 04/04/1944 al 10/04/1945.
- Il Dizionario e il sito Storia e memoria di Bologna indicano il 20/02/1945 come data di morte a San Ruffillo di Firmando Pancaldi.

Episodi collegati:
- Episodio di San Ruffillo, stazione (BO), 10 febbraio 1945.
- Episodio di San Ruffillo, stazione (BO), 20 febbraio 1945.
- Episodio di San Ruffillo, stazione (BO), 1° marzo 1945.
- Episodio di San Ruffillo, stazione (BO), 2 marzo 1945.
- Episodio di San Ruffillo, stazione (BO), 16 marzo 1945.
- Episodio di San Ruffillo, stazione (BO), 21 marzo 1945.
- Episodio di San Ruffillo, stazione (BO)? 4 aprile 1945.
- Episodio di San Ruffillo, stazione (BO)? 17 aprile 1945.

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): - Le uccisioni di San Ruffillo sono ricordate come un unico evento. - Per quanto gli studi non abbiano ancora chiarito se la stazione di San Ruffillo sia stata teatro anche delle uccisioni di detenuti prelevati dal carcere di San Giovanni in Monte ad aprile del 1945, la memoria pubblica e privata degli eventi ha accomunato i detenuti prelevati da San Giovanni in Monte in aprile che risultano dispersi alle vittime di San Ruffillo; così i dispersi di Bondeno (FE), per esempio, sono ricordati ogni anno nelle commemorazioni ufficiali della strage di San Ruffillo.

Scheda compilata da ROBERTA MIRA
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-11-30 16:12:49

Vittime

Elenco vittime

Albertazzi Bruno “Pippo”, nato a Bologna il 05/06/1926, falegname. Partigiano nel battaglione Busi della 1ª brigata Irma Bandiera, fu arrestato e incarcerato a San Giovanni in Monte, e fu prelevato dal carcere il 09/04/1945; da allora risulta disperso. Riconosciuto partigiano dal 01/09/1944 al 10/04/1945.
Branchini Adolfo, nato a San Giovanni in Persiceto (BO) il 04/09/1913, residente a Sala Bolognese (BO). Prelevato dalla sua abitazione la sera del il 17/02/1945 dai fascisti, molto probabilmente informati sul conto di Branchini da una delazione. Branchini fu portato al carcere di San Giovanni in Monte a Bologna da dove fu prelevato verso le 18 del 09/04/1945 con altri detenuti. Da allora, come loro, è disperso.
Ferrarese Ferruccio Germano, nato a Pontecchio Polesine (RO) il 25/08/1918, residente a Sala Bolognese (BO). Arrestato dai fascisti il 17/02/1945 nell’ambito di una serie di arresti favoriti molto probabilmente da una delazione e incarcerato a San Giovanni in Monte a Bologna fino al 09/04/1945, quando verso le 18 fu prelevato con altri. Disperso da allora. Non chiaro se partigiano o legato a partigiani.
Gavioli Giovanni, nato a Bondeno (FE) il 12/05/1920, residente a Burana (FE), contadino. Partigiano nella 35ª brigata Rizzieri. Arrestato con altri dalle Brigate nere di Finale Emilia (MO) il 17/02/1945 in un’operazione seguita all’eliminazione avvenuta a Burana (FE) di una spia che però era riuscita a passare le informazioni in suo possesso sugli antifascisti e i partigiani della zona. Gavioli e gli altri furono reclusi per un mese nel carcere di Finale Emilia per poi essere associati alle carceri di San Giovanni in Monte a Bologna. Il 09/04/1945 Gavioli fu prelevato dal carcere di San Giovanni in Monte dal comando delle SS e da allora risulta disperso. Riconosciuto partigiano dal 01/08/1944 al 28/02/1945.
Magnani Guido “Turo” nato a Argelato (BO) il 26/07/1921, residente a San Giorgio di Piano (BO). Fu arrestato, pare dalla Gestapo, nella notte tra il 03 e il 04/03/1945; portato in un primo tempo a Castel d’Argile (BO), poi a San Giovanni in Persiceto (BO) e infine al carcere di San Giovanni in Monte a Bologna. Fu prelevato dal carcere con altri il 09/04/1945 verso le 18 e risulta, come gli altri, disperso. Non chiaro se partigiano o legato a partigiani.
Pancaldi Firmando, nato a Castel d’Argile il 23/03/1924, residente a Sala Bolognese (BO), colono. La sera del 17/02/1945 i fascisti, informati da una delazione, prelevarono dalla loro abitazione Firmando Pancaldi e suo fratello Benedetto, entrambi attivi nella Resistenza. I due fratelli furono reclusi al carcere di San Giovanni in Monte a Bologna fino al 09/04/1945. Benedetto fu prelevato la mattina e portato con altri uomini in un casolare in collina da cui fuggì; Firmando venne invece prelevato verso le 18 del 09/04/1945 con altri detenuti e da allora risulta disperso, come gli altri. Riconosciuto partigiano dal 01/06/1944 al 20/02/1945.
Tarozzi Modesto, nato a Castelfranco Emilia (MO) il 02/08/1922, residente a Sala Bolognese (BO), operaio. Fratello di Vincenzo. Fu caponucleo nel battaglione Armaroli della 63ª brigata Garibaldi Bolero attivo a Sala Bolognese. I fascisti arrestarono i fratelli Modesto e Vincenzo Tarozzi il 17 o il 18/02/1945, probabilmente in seguito alla medesima delazione che aveva permesso loro di catturare altri partigiani di Sala Bolognese. I fratelli Tarozzi furono incarcerati a Bologna a San Giovanni in Monte da dove vennero prelevati il 09/04/1945. Modesto Tarozzi risulta disperso. Riconosciuto partigiano dal 12/09/1944 al 20/02/1945.
Tarozzi Vincenzo, nato a Castelfranco Emilia (MO) l’08/01/1924, residente a Sala Bolognese (BO), operaio. Fratello di Modesto. Fu caponucleo nel battaglione Armaroli della 63ª brigata Garibaldi Bolero attivo a Sala Bolognese. I fascisti arrestarono i fratelli Modesto e Vincenzo Tarozzi il 17 o il 18/02/1945, probabilmente in seguito alla medesima delazione che aveva permesso loro di catturare altri partigiani di Sala Bolognese. I fratelli Tarozzi furono incarcerati a Bologna a San Giovanni in Monte da dove vennero prelevati il 09/04/1945. Vincenzo Tarozzi risulta disperso. Riconosciuto partigiano dal 01/09/1944 al 20/02/1945.

Elenco vittime partigiani 6

Albertazzi Bruno
Branchini Adolfo,
Gavioli Giovanni,
Pancaldi Firmando,
Tarozzi Modesto,
Tarozzi Vincenzo.

Elenco vittime indefinite 2

Ferrarese Ferruccio Germano,
Magnani Guido

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Aussenkommando Sipo-SD Bologna

Tipo di reparto: Polizei
Appartenenza: Sicherheitspolizei u. SD

Elenco persone responsabili o presunte responsabili


  • Gustav Pustowka

    Nome Gustav

    Cognome Pustowka

    Stato nominativo generico o non identificato emerso dalla documentazione

    Note responsabile Nato a Teschen, Polonia (Teschen è il nome tedesco di Cieszyn), membro del partito nazista, delle SS e della Gestapo, agente della polizia criminale, in Italia nei comandi Sipo-SD di Roma, Forlì, Bologna e Ferrara. Pustowka secondo alcune fonti fu coinvolto nelle fucilazioni di San Ruffillo e Sabbiuno di Paderno a Bologna, oltre che nella strage de La Storta a Roma e in quella del Caffè del Doro a Ferrara (v. Episodi di Roma, La Storta, 4 giugno 1944; Ferrara, 17 novembre 1944; Ronco di Forlì, aeroporto (FC), 29 giugno, 5-6, 17 e 25 settembre 1944; Sabbiuno di Paderno (BO), 14 e 23 dicembre 1944).

    Nome del reparto nazista Polizei

    Nome del reparto Aussenkommando Sipo-SD Bologna

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • commemorazione a

    Tipo di memoria: commemorazione

    Descrizione: Sì, annuali. Le commemorazioni sono organizzate dalla sezione Anpi del Quartiere Savena di Bologna in collaborazione con il Quartiere Savena e vi partecipano delegazioni dei Comuni di residenza o di nascita delle vittime, del Comune e della Città metropolitana di Bologna, delle province di Modena e Ferrara, della regione Emilia-Romagna, dei comitati provinciali Anpi di Bologna e Modena e delle sezioni Anpi dei Comuni di nascita o di residenza delle vittime.

  • monumento a Bologna, piazza Caduti di San Ruffillo

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: Bologna, piazza Caduti di San Ruffillo

    Anno di realizzazione: 1967

    Descrizione: Monumento che ricorda le vittime delle fucilazioni di San Ruffillo collocato nel 1967 in sostituzione di quello che, dal 1946, sorgeva sul terrapieno della ferrovia nei pressi della stazione e che è stato dismesso. Sulla faccia principale del monumento attuale si legge l’iscrizione: «Da queste fosse rosse di sangue risuona la voce dei partigiani trucidati dai nazifascisti ad ammonire i vivi che non c’è civile grandezza senza libertà ed amore»; sulle altre facce del monumento sono riportati i nominativi delle vittime di Castelfranco Emilia (Enea Baraldi, Guido Baraldi, Enrico Bazzani, Otello Bergonzini, Ernesto Bottazzi, Gaetano Campagnoli, Amedeo Cavazza, Orfeo Cavazza, Aldo Dondi, Dante Ferrarini, Renato Guizzardi, Guerrino Maccaferri, Danio Manfredi, Ilario [ma Florino] Manfredini, Andrea Moscardini, Luigi Nanni, Renato Nanni, Marino Ragazzi, Rolando Ravaldi, Romano Ravaldi, Giuseppe Rinaldi, Annibale Roveri, Renzo Soli, Gilberto Tacconi, Ennio Turrini, Giovanni Turrini, Francesco Venturi, Aimone Veronesi, Renato Veronesi, Mauro Zanerini, Augusto Zanotti, Renzo Zuffi, Riniero Zuffi, Arteodoro Albertini, Angiolino Carini), Bologna (Dino Bedonni, Adriano Biondi, Sergio Casalini, Mario Faccioli, Antonio Grandi, Guglielmo Grossi, Carlo Mazzacurati, Corrado Pavignani, Emilio Rimondi [probabilmente ucciso a Sabbiuno di Paderno: v. Episodi di Sabbiuno di Paderno (BO), 14, 23 dicembre 1944], Sandro Rossi, Libero Spadoni [non figura tra gli uccisi a San Ruffillo, né tra i dispersi dopo il prelievo dal carcere; non compare nel Dizionario; forse si tratta di un errore di iscrizione sul monumento], Walter Tommasini), Malalbergo (Egidio Alberti, Ernesto Amaini, Primo Bacilieri, Azzo Carlini, Ilario Cenacchi, Antonio Corticelli, Tonino Costa, Adamo Fiorini, Orfeo Galletti, Umberto Gilioli, Romano Gualandi, Guido Minghetti, Vivaldo Orlandi, Oreste Pedrini, Giuseppe Pettazzoni, Dino Zucchini), Anzola Emilia (Pio Galli), Imola (Ugo Coralli, Otello Cardelli, Armando Gardi, Vladimiro Gollini, Walter Grandi, Enea Loreti, Rocco Marabini, Angelo Volta, Vittorio Zotti), Bondeno (Amedeo Benini, Ainis De Biagi, Idalgo Dondi, Atos [ma Pietro] Freddi, Giovanni Gavioli, Ilo Gigli, Bruno Pareschi, Florindo Tassinari). Sulla faccia recante i nomi degli imolesi e dei caduti di Bondeno si legge anche l’iscrizione: «Ai 107 sconosciuti il volto e il nome d’ogni spirito libero».

  • monumento a Bologna, piazza Caduti di San Ruffillo

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: Bologna, piazza Caduti di San Ruffillo

    Anno di realizzazione: 1967

    Descrizione: Monumento che ricorda le vittime delle fucilazioni di San Ruffillo collocato nel 1967 in sostituzione di quello che, dal 1946, sorgeva sul terrapieno della ferrovia nei pressi della stazione e che è stato dismesso. Sulla faccia principale del monumento attuale si legge l’iscrizione: «Da queste fosse rosse di sangue risuona la voce dei partigiani trucidati dai nazifascisti ad ammonire i vivi che non c’è civile grandezza senza libertà ed amore»; sulle altre facce del monumento sono riportati i nominativi delle vittime di Castelfranco Emilia (Enea Baraldi, Guido Baraldi, Enrico Bazzani, Otello Bergonzini, Ernesto Bottazzi, Gaetano Campagnoli, Amedeo Cavazza, Orfeo Cavazza, Aldo Dondi, Dante Ferrarini, Renato Guizzardi, Guerrino Maccaferri, Danio Manfredi, Ilario [ma Florino] Manfredini, Andrea Moscardini, Luigi Nanni, Renato Nanni, Marino Ragazzi, Rolando Ravaldi, Romano Ravaldi, Giuseppe Rinaldi, Annibale Roveri, Renzo Soli, Gilberto Tacconi, Ennio Turrini, Giovanni Turrini, Francesco Venturi, Aimone Veronesi, Renato Veronesi, Mauro Zanerini, Augusto Zanotti, Renzo Zuffi, Riniero Zuffi, Arteodoro Albertini, Angiolino Carini), Bologna (Dino Bedonni, Adriano Biondi, Sergio Casalini, Mario Faccioli, Antonio Grandi, Guglielmo Grossi, Carlo Mazzacurati, Corrado Pavignani, Emilio Rimondi [probabilmente ucciso a Sabbiuno di Paderno: v. Episodi di Sabbiuno di Paderno (BO), 14, 23 dicembre 1944], Sandro Rossi, Libero Spadoni [non figura tra gli uccisi a San Ruffillo, né tra i dispersi dopo il prelievo dal carcere; non compare nel Dizionario; forse si tratta di un errore di iscrizione sul monumento], Walter Tommasini), Malalbergo (Egidio Alberti, Ernesto Amaini, Primo Bacilieri, Azzo Carlini, Ilario Cenacchi, Antonio Corticelli, Tonino Costa, Adamo Fiorini, Orfeo Galletti, Umberto Gilioli, Romano Gualandi, Guido Minghetti, Vivaldo Orlandi, Oreste Pedrini, Giuseppe Pettazzoni, Dino Zucchini), Anzola Emilia (Pio Galli), Imola (Ugo Coralli, Otello Cardelli, Armando Gardi, Vladimiro Gollini, Walter Grandi, Enea Loreti, Rocco Marabini, Angelo Volta, Vittorio Zotti), Bondeno (Amedeo Benini, Ainis De Biagi, Idalgo Dondi, Atos [ma Pietro] Freddi, Giovanni Gavioli, Ilo Gigli, Bruno Pareschi, Florindo Tassinari). Sulla faccia recante i nomi degli imolesi e dei caduti di Bondeno si legge anche l’iscrizione: «Ai 107 sconosciuti il volto e il nome d’ogni spirito libero».

  • luogo della memoria a Bologna, stazione San Ruffillo

    Tipo di memoria: luogo della memoria

    Ubicazione: Bologna, stazione San Ruffillo

    Descrizione: Pannelli storico-espositivi sulle fucilazioni di San Ruffillo del 1945 realizzati nel 2008 per conto dell’Anpi del Quartiere Savena in collaborazione con l’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nella provincia di Bologna “Luciano Bergonzini” – Isrebo; cura del progetto di Roberta Mira e Paola Zagatti; testi di Andrea Ferrari e Paolo Nannetti. Uno dei pannelli è stato collocato alla stazione di San Ruffillo per “segnare” il luogo della strage

  • monumento a Bologna, Pontevecchio

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: Bologna, Pontevecchio

    Descrizione: monumento che ricorda i partigiani e gli antifascisti che vivevano nel cosiddetto casermone di via Pontevecchio; vi compare Bruno Albertazzi tra i prelevati dal carcere il 09/04/1945.

  • lapide a Bologna, via Oretti (originale) e via Faenza 4 (riproduzione)

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Bologna, via Oretti (originale) e via Faenza 4 (riproduzione)

    Descrizione: lapide per i partigiani caduti e dispersi del Pontevecchio; tra loro compare Bruno Albertazzi tra i prelevati dal carcere il 09/04/1945

  • monumento a Bologna, cimitero della Certosa

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: Bologna, cimitero della Certosa

    Descrizione: nel monumento-ossario dei caduti partigiani è sepolto Bruno Albertazzi.

  • monumento a Bologna, piazza Nettuno

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: Bologna, piazza Nettuno

    Descrizione: sacrario dei caduti partigiani; compaiono Bruno Albertazzi, Adolfo Branchini, Firmando Pancaldi, Modesto e Vincenzo Tarozzi tra i prelevati dal carcere il 09/04/1945.

Bibliografia


Alessandro Albertazzi, Luigi Arbizzani, Nazario Sauro Onofri, Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese (1919-1945), vol. II, Dizionario biografico A-C, Comune di Bologna, Istituto per la storia di Bologna, Bologna, 1985, pp. 15, 341.
Alessandro Albertazzi, Luigi Arbizzani, Nazario Sauro Onofri, Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese (1919-1945), vol. III, Dizionario biografico D-L, Comune di Bologna, Istituto per la storia di Bologna, Bologna, 1986, p. 152.
Luigi Arbizzani, Nazario Sauro Onofri, Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese (1919-1945), vol. IV, Dizionario biografico M-Q, Comune di Bologna, Istituto per la storia di Bologna, Bologna, 1995, p. 540.
Luigi Arbizzani, Nazario Sauro Onofri, Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese (1919-1945), vol. V, Dizionario biografico R-Z, Comune di Bologna, Istituto per la storia di Bologna, Bologna, 1998, pp. 392-393.
Goffredo Felicani “Dick”, Il battaglione partigiano “Dino Gotti” con uno scritto di Aroldo Tolomelli “Al Fangéin” su La Resistenza nella Bassa Bolognese, a cura di Graziano Zappi “Mirco”, Aspasia, Bologna, 2002, pp. 156-157.
Andrea Ferrari, Paolo Nannetti, L’eccidio di San Ruffillo. Repressione nazifascista a Bologna nell’inverno 1944-45, Comitato per le onoranze ai caduti di San Ruffillo e del Quartiere Savena, Bologna, 1988.
Andrea Ferrari, Paolo Nannetti, Per una storia degli eccidi di San Giovanni in Monte. Le fucilazioni di massa di detenuti politici a Bologna negli ultimi mesi di occupazione tedesca, in «Resistenza oggi». Quaderni bolognesi di storia contemporanea, n. 4, 2003 nuova serie.
Andrea Ferrari, Paolo Nannetti, San Giovanni in Monte, Bologna, 1943-1945: carcere fascista e carcere tedesco. La fonte del registro-matricola dei detenuti, in «Resistenza oggi». Quaderni bolognesi di storia contemporanea, n. 5, 2004 nuova serie.
Andrea Ferrari, Paolo Nannetti, Dalla rappresaglia allo sterminio. Repressione tedesca ed eccidi di detenuti politici a Bologna nell’inverno 1944-45, in «Quaderni di Resistenza oggi» III, 1945, numero speciale, 2005.
Carlo Gentile, Intelligence e repressione politica. Appunti per la storia del servizio di informazioni SD in Italia 1940-1945, relazione al convegno Conoscere il nemico. Apparati di intelligence e modelli culturali nella storia contemporanea, Milano 2-4 aprile 2003, ora con il titolo I servizi tedeschi in Italia 1943-1945, in Paolo Ferrari, Alessandro Massignani (a cura di), Conoscere il nemico. Apparati di intelligence e modelli culturali nella storia contemporanea, Franco Angeli, Milano, 2010.
Mauro Maggiorani, Vincenzo Sardone, Libertà: i luoghi, i volti, le parole. Memorie dell’antifascismo e della Resistenza nel quartiere Savena di Bologna, Aspasia, Bologna, 2004, pp. 97-103.
Roberta Mira, Bologna, in Luciano Casali, Dianella Gagliani (a cura di), La politica del terrore. Stragi e violenze naziste e fasciste in Emilia Romagna, L’Ancora del Mediterraneo, Napoli, Roma, 2008, pp. 73-75.

Sitografia


- Storia e memoria di Bologna:
Eccidio di San Ruffillo
http://memoriadibologna.comune.bologna.it/eccidio-di-san-ruffillo-12-evento
Albertazzi Bruno
http://www.storiaememoriadibologna.it/albertazzi-bruno-478025-persona
Branchini Adolfo
http://www.storiaememoriadibologna.it/branchini-adolfo-479195-persona
(presente ma non collegato alla strage di San Ruffillo)
Pancaldi Firmando
http://www.storiaememoriadibologna.it/pancaldi-firmando-479032-persona
Tarozzi Modesto
http://www.storiaememoriadibologna.it/tarozzi-modesto-479996-persona
(presente ma non collegato alla strage di San Ruffillo)
Tarozzi Vincenzo
http://www.storiaememoriadibologna.it/tarozzi-vincenzo-479512-persona
(presente ma non collegato alla strage di San Ruffillo)

- Monumenti che parlano, L’eccidio di San Ruffillo e la Resistenza a Savena:
Stazione ferroviaria San Ruffillo e cippo dedicato ai caduti di San Ruffillo
http://www.comune.bologna.it/savena-resistenza/sanruffillo.php
Lapide dedicata ai partigiani caduti e dispersi del Pontevecchio
http://www.comune.bologna.it/savena-resistenza/pontevecchio.php
Lapide dedicata ai caduti e dispersi del Casermone
http://www.comune.bologna.it/savena-resistenza/casermone.php

- Dipartimento di Storia Culture Civiltà, Università di Bologna, Database dei partigiani dell’Emilia-Romagna:
http://www.disci.unibo.it/it/biblioteca/fondi-1/partigiani
(schede relative alla provincia di Bologna, ad nomen; compaiono Albertazzi, Branchini, Ferrarese, Pancaldi, e i Tarozzi;
schede relative alla provincia di Ferrara, ad nomen; compaiono tutti i partigiani di Bondeno che risultano dispersi a Bologna dopo l’arresto e la reclusione a San Giovanni in Monte).

Fonti archivistiche

Fonti

ANPI Bologna, schedario partigiani.
Archivio Cimitero della Certosa di Bologna.
BArch, R 70/Italien, Bd. 12, ff. 87 e 116.