STAZIONE DI SAN RUFFILLO BOLOGNA 10.02.1945

(Bologna - Emilia-Romagna)

Episodio di riferimento: San Ruffillo

STAZIONE DI SAN RUFFILLO BOLOGNA 10.02.1945

STAZIONE DI SAN RUFFILLO BOLOGNA 10.02.1945
Descrizione

Località San Ruffillo, stazione, Bologna, Bologna, Emilia-Romagna

Data 10 febbraio 1945

Matrice strage Nazista

Numero vittime 53

Numero vittime uomini 53

Numero vittime uomini adulti 53

Descrizione: Il 10 febbraio 1945 le SS del comando della Sicherheitspolizei e del Sicherheitsdienst (Sipo-SD) di via Santa Chiara a Bologna prelevarono dal carcere di San Giovanni in Monte 53 detenuti a loro disposizione. Si trattava di partigiani e antifascisti catturati in precedenza (specialmente tra dicembre 1944 e gennaio 1945) in operazioni di rastrellamento tedesche e fasciste condotte nella pianura bolognese e modenese, soprattutto nelle zone di Malalbergo e Castelfranco Emilia. Alcuni detenuti erano, invece, stati arrestati singolarmente dalle Brigate nere. I prigionieri vennero trasportati nei pressi della stazione ferroviaria di San Ruffillo alla periferia di Bologna e uccisi con armi da fuoco. I loro corpi furono gettati all’interno di crateri provocati da bombe, così da essere occultati. Non tutte le vittime furono identificate dopo l’esumazione avvenuta nel maggio del 1945, ma, poiché tra i corpi estratti dalle fosse di San Ruffillo furono riconosciuti molti dei prelevati dal carcere il 10 febbraio è ragionevole pensare che coloro che non furono identificati, ma che uscirono dal carcere nello stesso momento e con le stesse modalità delle vittime riconosciute, furono fucilati presso la stazione con gli altri.
Come nel caso delle uccisioni effettuate in dicembre a Sabbiuno di Paderno sui colli vicino a Bologna, anche per le fucilazioni di San Ruffillo i nazisti scelsero un luogo periferico rispetto alla città, abbandonato dalla popolazione per via dei bombardamenti e dei cannoneggiamenti dal fronte e dove fosse possibile occultare i corpi delle vittime. La stazione di San Ruffillo che era stata pesantemente danneggiata dalle bombe si prestava allo scopo: al posto dei calanchi di Sabbiuno i cadaveri sarebbero stati gettati e nascosti nei crateri prodotti dai bombardamenti. Quella del 10 febbraio 1945 fu la prima delle eliminazioni effettuate nei pressi della stazione e lungo i binari della linea ferroviaria per la Toscana. Complessivamente si ebbero a San Ruffillo sei fucilazioni di massa certe: a quella del 10 febbraio 1945 seguirono le uccisioni del 20 febbraio, del 1°, del 2, del 16 e del 21 marzo 1945; nel mese di aprile i tedeschi prelevarono altri detenuti dalle carceri di Bologna e chi non fu deportato o avviato al lavoro per le fortificazioni lungo il fronte venne ucciso con le stesse modalità delle vittime di San Ruffillo. Non è del tutto chiarito se la stazione fu ancora teatro delle fucilazioni di aprile 1945 o se fu scelto un altro luogo, comunque posto lungo il tracciato della ferrovia.
Le fucilazioni di San Ruffillo rispondono ad una logica eliminazionista e si collocano in un momento in cui i tedeschi si preparano a lasciare la città ed eliminano il maggior numero possibile di prigionieri, ebrei e avversari politici ancora nelle loro mani. La stessa logica si ritrova nel Bolognese nelle stragi di Sabbiuno di Paderno, compiute dalle SS di Bologna, nonché in quelle precedenti dell’aeroporto di Forlì, compiute almeno in parte dagli stessi uomini del SD (v. Episodi di Ronco di Forlì, aeroporto (FC), 5-6, 17 e 25 settembre 1944). Tutte queste uccisioni furono occultate.

Modalità di uccisione: fucilazione,uccisione con armi da fuoco

Trattamento dei cadaveri: Occultamento dei cadaveri

Tipo di massacro: punitivo (massacro eliminazionista fino al 2016-11-30)
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Eliminazionista: sì

Estremi e note penali: Dal 1° agosto 1944 il comando delle forze della polizia di sicurezza e del servizio di sicurezza SS di Bologna era affidato all’SS-Hauptsturmführer (capitano) Hugo Gold (nato a Mammendorf, Germania, il 07/10/1894) già in servizio presso l’Aussenkommando Sipo-SD di Genova e presso quello di Firenze. Facevano parte degli uomini del comando Sipo-SD di Bologna, tra gli altri, l’SS-Obersturmführer (tenente) Karl Weissmann di origine austriaca, che era stato membro del SD di Firenze, l’SS-Obersturmführer Werner Haftmann, l’SS-Unterscharführer (sergente) Hermann Prader, altoatesino che sono ricordati come elementi che ricoprivano responsabilità negli interrogatori e nella gestione dei prigionieri; inoltre erano in servizio a Bologna due uomini provenienti dal comando Sipo-SD di Forlì che avevano partecipato alle uccisioni dell’aeroporto di Forlì nell’estate-autunno del 1944: Hans Gassner (nato a Hüfingen, Germania, il 16/05/1901, agente di pubblica sicurezza dal 1919 al 1925 e in seguito agente della polizia di Stoccarda, in Italia presso i comandi del SD di Roma, Perugia, Forlì, Bologna, SS-Sturmscharführer (maresciallo maggiore), morto a Waiblingen, Germania, il 13/03/1978) e Gustav Pustowka (nato a Teschen, Polonia (Teschen è il nome tedesco di Cieszyn), membro del partito nazista, delle SS e della Gestapo, agente della polizia criminale, in Italia nei comandi Sipo-SD di Roma, Forlì, Bologna e Ferrara, SS-Scharführer (sergente maggiore), morto a Ludwigsburg, Germania, il 15/01/1991); Pustowka secondo alcune fonti fu coinvolto nelle fucilazioni di San Ruffillo e Sabbiuno di Paderno a Bologna, oltre che nella strage de La Storta a Roma e in quella del Caffè del Doro a Ferrara (v. Episodi di Roma, La Storta, 4 giugno 1944; Ferrara, 17 novembre 1944; Ronco di Forlì, aeroporto (FC), 29 giugno, 5-6, 17 e 25 settembre 1944; Sabbiuno di Paderno (BO), 14 e 23 dicembre 1944).
Tra gli altri membri vi erano da fine luglio 1944 l’SS-Hauptsturmführer (capitano) Wetjen nel settore amministrativo, proveniente dall’Aussenkommando di Roma, e dal febbraio 1945 l’SS-Hauptsturmführer Günther Buchelt capo della sezione IV Gestapo, gli SS-Sturmscharführer (marescialli maggiori) Karl Beck, Hermann Krüger e Georg Buchner, gli SS-Hauptscharführer (marescialli capi) Gerhard Beese e Hubert Wilsch, e il comandante delle Waffen-SS Willi Karscher. Dopo lo scioglimento del comando di Forlì giunse a Bologna anche l’SS-Oberscharführer (maresciallo) Ludwig Jüngling (nato a Hanau/Main, Germania, il 16/07/1906, membro della polizia criminale, in Italia in servizio a Roma, Forlì e Bologna nel settore amministrativo).
- Procedimento davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Bologna contro Melchiorri Fosca (nata a Crespellano (BO) il 12/10/1925) imputata di collaborazionismo per una serie di delazioni e denunce tra cui quella che portò all’arresto di Carlo Calzoni come staffetta partigiana. Il procedimento si concluse il 23/09/1946 con sentenza di condanna a 15 anni di reclusione ridotti a 10. Melchiorri presentò ricorso in Cassazione. La Cassazione il 04/03/1947 dichiarò estinto il reato per amnistia.
- Procedimento davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Bologna contro Tassoni Gino (nato ad Altedo (BO) il 21/04/1921, iscritto al Pfr e membro della polizia ausiliaria) imputato di collaborazionismo per aver partecipato ad arresti, incendi, ferimenti, perquisizioni e asportazioni di beni, rastrellamenti tra cui quello ad Altedo in cui fu arrestato Dino Zucchini ucciso poi a San Ruffillo. Tuttavia la Corte non ritenne sufficienti le prove della partecipazione di Tassoni all’arresto di Zucchini. Tassoni fu comunque condannato per collaborazionismo a 14 anni di reclusione con sentenza del 23/11/1945. Presentò ricorso in Cassazione. Nel 1947 il reato fu dichiarato estinto per amnistia dalla Corte di Cassazione.
- Procedimento davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Bologna contro Fortunati Agostino (nato a Piacenza il 27/09/1892, già fascista delle origini, iscritto al Pfr, giudice del tribunale provinciale straordinario fascista, capo dell’ufficio politico del Pfr di Bologna, ufficiale superiore della polizia ausiliaria, capo dell’ufficio politico della questura di Bologna) imputato del reato di collaborazionismo per una serie di fatti tra cui l’arresto di Cerbai, Cazzoli e Pattuelli e la loro consegna ai tedeschi delle SS. Il procedimento si concluse con sentenza del 17/07/1946 con la quale la Corte condannò Fortunati a morte mediante fucilazione alla schiena per il reato di collaborazionismo e per il reato di omicidio (in particolare per l’episodio della “battaglia dell’Università”: v. Episodio di Bologna, 20 ottobre 1944). L’imputato ricorse in Cassazione che il 29/01/1947 annullò la sentenza e rinviò gli atti per nuovo esame alla Corte d’Assise di Modena.
- Procedimento contro Fortunati Agostino davanti alla Corte d’Assise sezione speciale di Modena. La Corte concluse il 24/05/1947 per la colpevolezza di Fortunati, ma commutò la pena di morte in 30 anni di reclusione e condonò un terzo della pena. Nel gennaio 1948 la Cassazione respinse l’istanza di revisione. Nel marzo 1950 la Corte d’Assise di Modena condonò un ulteriore anno, ma nel novembre dello stesso anno respinse la richiesta di ulteriore riduzione di pena e la Cassazione nel 1951 rigettò il ricorso presentato da Fortunati contro tale decisione della Assise modenese. Nell’aprile 1960 la Corte d’Assise di Modena dichiarò estinto il reato per amnistia e cessata l’esecuzione della condanna. Nel gennaio 1963 la Corte d’Appello di Bologna riabilitò Fortunati.
- Procedimento contro Monti Bruno (nato a Bologna il 17/11/1904, iscritto al Pfr, tenente della Gnr, addetto all’Ufficio politico investigativo dell’Ispettorato provinciale e poi regionale della Gnr) davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Bologna. Monti fu accusato di collaborazionismo e di aver partecipato all’arresto, alle torture e all’uccisione di diversi partigiani o alla consegna di partigiani alle SS provocandone la deportazione o la fucilazione, oltre che a furti. La Corte d’Assise straordinaria lo ritenne responsabile degli arresti di Carlo Calzoni, Luciano Mantovani e Dante Simoni uccisi a San Ruffillo il 10/02/1945, di Remo Draghetti, ucciso a San Ruffillo il 20/02/1945 (v. Episodio di San Ruffillo, stazione (BO), 20 febbraio 1945), di Francesco Cristofori, ucciso a San Ruffillo il 16/03/1945 (v. Episodio di San Ruffillo, stazione (BO), 16 marzo 1945) e di Giorgio Grotti, prelevato da San Giovanni in Monte il 17/04/1945 e poi disperso (v. Episodio di San Ruffillo, stazione (BO)?, 17 aprile 1945). Il 7 marzo 1946 la Corte giudicò Monti colpevole e lo condannò a morte mediante fucilazione alla schiena. Monti presentò ricorso e la Cassazione con sentenza del 31/05/1946 annullò la sentenza rinviando la causa alla Corte d’Assise di Modena sezione speciale.
- Procedimento davanti alla Corte d’Assise di Modena contro Bruno Monti. La Corte con sentenza 12/03/1947 commutò la pena di morte in ergastolo. Il reato fu poi dichiarato estinto per amnistia.
- Procedimento contro Berti Martino (nato a Bologna il 12/11/1906, caporalmaggiore della Gnr) davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Bologna. Berti fu accusato di collaborazionismo e di aver partecipato all’arresto di diversi partigiani tra cui Sandro Rossi tra gli uccisi a San Ruffillo il 10/02/1945, Remo Nicoli e Giorgio Grotti entrambi prelevati dal carcere di San Giovanni in Monte nell’aprile del 1945 e poi dispersi (v. Episodio di San Ruffillo, stazione (BO)?, 4 e 17 aprile 1945). La sentenza della Cas di Bologna rivela che Berti per le sue doti di investigazione fu in forza all’Ufficio politico investigativo della Gnr e dal febbraio 1945 fu al servizio del Sicherheitsdienst per la raccolta di informazioni sulla situazione sociale e politica e come informatore. Pare che facesse arrestare dalla Questura, dalla Gnr o dai tedeschi i partigiani che riteneva responsabili dell’uccisione di due suoi fratelli per vendicarli e che partecipasse agli interrogatori e alle torture inflitte ai prigionieri nella sede della Gnr nella Facoltà di Ingegneria, anche a danno dei partigiani della 1ª brigata Irma Bandiera catturati nel febbraio 1945 e poi uccisi a San Ruffillo il 01/03/1945 (v. Episodio di San Ruffillo stazione (BO), 1° marzo 1945). Nella sentenza non vengono nominati direttamente, ma si parla di una ventina di persone arrestate insieme ad Augusto Diolaiti e alla sorella di Sandro Rossi, Evelina, recluse a ingegneria, interrogate e torturate e poi passate alle SS, dieci delle quali furono ritrovate uccise a San Ruffillo. La Corte d’Assise straordinaria di Bologna con sentenza del 17/08/1945 condannò Berti alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena. Berti presentò ricorso e la Cassazione il 21/09/1945 annullò la sentenza rinviando gli atti per un nuovo giudizio alla Corte d’Assise straordinaria di Modena.
- Procedimento davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Modena contro Berti Martino conclusosi con sentenza 16/04/1946. La Corte modenese ritenne Berti colpevole, ma gli concesse le attenuanti per il fatto che le sue azioni contro i partigiani, pur gravi, erano state dettate dal desiderio di vendicare i suoi fratelli uccisi. Lo condannò alla pena di reclusione di tredici anni e quattro mesi, cinque dei quali condonati nel luglio 1946; altri quattro anni, cinque mesi e 10 giorni furono condonati nel 1948. Una sentenza della Corte d’Appello di Bologna del 14/01/1955 dichiarò Berti riabilitato.

Annotazioni: - Per redigere le schede sulle fucilazioni di San Ruffillo ci siamo basati sui lavori di Andrea Ferrari e Paolo Nannetti che studiando il registro del carcere di San Giovanni in Monte sono riusciti a ricostruire un quadro preciso degli ingressi e dei prelevamenti dal carcere dei detenuti. Nelle altre fonti citate (per esempio il Dizionario dei partigiani o il sito Storia e memoria di Bologna) sono talvolta indicate date diverse da quelle ricavate da Ferrari e Nannetti qui riportate.
- Settimo Dal Rio viene di consueto annoverato tra i fucilati al poligono di tiro di Bologna il 13 dicembre 1944, mentre, secondo gli studi di Andea Ferrari e Paolo Nannetti, Dal Rio entrò in carcere il 28 dicembre 1944 e ne uscì il 10 febbraio 1945 prelavato con gli altri detenuti fucilati a San Ruffillo.
- Nella loro prima pubblicazione su San Ruffillo Ferrari e Nannetti hanno incluso tra gli uccisi a San Ruffillo il 10/02/1945 Alberti Egidio (nato a Malalbergo (BO) il 23/02/1923, operaio meccanico. Riconosciuto partigiano del battaglione Gotti della 4ª brigata Garibaldi Venturoli dal 04/06/1944 al 05/03/1945), ma dalle successive ricerche di Ferrari e Nannetti risulta che Alberti fu ucciso nell’aprile 1945 (v. Episodio di San Ruffillo, stazione (BO)?, 4 aprile 1945).
- Ferrari e Nannetti hanno ipotizzato che sia stato scelto come luogo per le ultime stragi dell’aprile 1945 Rastignano (BO) alle porte della città non lontano dalla stazione di San Ruffillo. A Rastignano nel 1974 furono effettivamente ritrovati nei pressi dei binari dei resti umani appartenenti a persone la cui morte risaliva all’epoca della seconda guerra mondiale perciò l’ipotesi che possa trattarsi dei prelevati dal carcere nell’aprile 1945 che risultano dispersi o di parte di essi non è da scartare, sebbene non appaia del tutto logica la scelta di un luogo così prossimo alle linee americane nell’aprile del 1945, alla vigilia dell’ingresso in città delle truppe alleate. Per questo lavoro abbiamo considerato i fucilati dell’aprile 1945 come fucilati a San Ruffillo, poiché la stessa logica sottende alle varie eliminazioni e poiché la memoria delle stragi di aprile è parte di quella della strage di San Ruffillo, intesa come un unico episodio (v. Note sulla memoria).

Episodi collegati:
- Episodio di San Ruffillo, stazione (BO), 20 febbraio 1945
- Episodio di San Ruffillo, stazione (BO), 1° marzo 1945.
- Episodio di San Ruffillo, stazione (BO), 2 marzo 1945.
- Episodio di San Ruffillo, stazione (BO), 16 marzo 1945.
- Episodio di San Ruffillo, stazione (BO), 21 marzo 1945.
- Episodio di San Ruffillo, stazione (BO) (?), 4 aprile 1945.
- Episodio di San Ruffillo, stazione (BO) (?), 9 aprile 1945.
- Episodio di San Ruffillo, stazione (BO) (?), 17 aprile 1945.

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): - Le salme di Primo Bacilieri, Enea e Guido Baraldi, Ernesto Bottazzi, Gaetano Campagnoli, Azzo Carlini, Amedeo e Orfeo Cavazza, Antonio Corticelli, Tonino Costa, Aldo Dondi, Orfeo Galletti, Renato Guizzardi, Manfredi Danio, Carlo Mazzacurati, Guerrino Maccaferri, Andrea Moscardini, Luigi Nanni, Renato Nanni, Vivaldo Orlandi, Marino Ragazzi, Rolando Ravaldi, Romano Ravaldi, Sandro Rossi, Annibale Roveri, Ennio Turrini, Giovanni Turrini, Francesco Venturi, Aimone e Renato Veronesi, Mauro Zanerini, Augusto Zanotti, Renzo e Riniero Zuffi furono riconosciute alla Certosa di Bologna tra i corpi estratti dalle fosse. - I corpi di Artedoro Albertini, Ismo Biondi, Carlo Calzoni, Angelo Carini, Sergio Casalini, Italo Cazzoli, Giovanni Cerbai, Settimo Dal Rio, Peppino Fossili, Virgilio Gasperini, Leo Gavioli, Clorindo Grassilli, Romano Gualandi, Otello Nannucci, Otello Paggiaro, Renato Pattuelli, Ersilio Pezzotti, Dante Simoni, Dino Zucchini non furono riconosciuti tra quelli riesumati dalle fosse di San Ruffillo. Luciano Mantovani non fu identificato tra le vittime esumate dalle fosse di San Ruffillo, ma una sentenza del tribunale di Bologna del 1950 lo dichiara ucciso a San Ruffillo. - Le uccisioni di San Ruffillo sono ricordate come un unico evento. - Per quanto gli studi non abbiano ancora chiarito se la stazione di San Ruffillo sia stata teatro anche delle uccisioni di detenuti prelevati dal carcere di San Giovanni in Monte ad aprile del 1945, la memoria pubblica e privata degli eventi ha accomunato i detenuti prelevati da San Giovanni in Monte in aprile che risultano dispersi alle vittime di San Ruffillo; così i dispersi di Bondeno (FE), per esempio, sono ricordati ogni anno nelle commemorazioni ufficiali della strage di San Ruffillo.

Scheda compilata da ROBERTA MIRA
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-11-30 16:06:33

Vittime

Elenco vittime

Albertini Artedoro (o Arteodoro), nato a Sala Bolognese (BO) il 23/03/1918, residente a Piumazzo (MO), bracciante. Partigiano prima nella Stella Rossa in provincia di Bologna e poi nella 65ª brigata Walter Tabacchi nel Modenese. Catturato nell’ambito di una serie di arresti compiuta dai tedeschi aiutati da spie locali nella zona di Piumazzo-San Cesario nel periodo di Natale del 1944, fu portato al carcere di San Giovanni in Monte a Bologna il 29/01/1945 insieme ad altri uomini e donne fermati nella stessa operazione. In carcere Albertini e gli altri furono messi a disposizione delle SS. Riconosciuto partigiano dal 15/05/1944 alla Liberazione.
Bacilieri Primo, nato a Malalbergo (BO) il 13/01/1923, agricoltore. Militava nel battaglione Gotti della 4ª brigata Garibaldi Venturoli. Catturato il 12/01/1945 in una operazione di rastrellamento nella zona di Malalbergo, Altedo e Bentivoglio e in seguito trasferito a Bologna con altri rastrellati nella zona di Malalbergo. Fu recluso nel carcere di San Giovanni in Monte a disposizione delle SS. Riconosciuto partigiano dal 01/05/1944 al 10/02/1945.
Baraldi Enea “Luigi”, nato a Castelfranco Emilia (MO) il 28/06/1926, residente a Manzolino (MO), agricoltore. Cugino di Guido, ucciso come lui il 10/02/1945 a San Ruffillo. Apparteneva alla 65ª brigata Walter Tabacchi come il cugino e presso la loro casa aveva sede una base partigiana. Fu coinvolto in un vasto rastrellamento compiuto tra il 21 e il 26/01/1945 nella zona di Castelfranco, Manzolino, Riolo e Rastellino. Tutti gli arrestati furono dapprima condotti nel carcere di San Giovanni in Persiceto (BO) e il 29/01/1945 vennero trasferiti a Bologna. Baraldi unitamente ad altri uomini e donne rastrellati nella pianura modenese, fu rinchiuso nel carcere di San Giovanni in Monte a disposizione delle SS. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.
Baraldi Guido “Bobi”, nato a Castelfranco Emilia (MO) il 22/09/1920, residente a Manzolino di Castelfranco Emilia (MO), agricoltore. Cugino di Enea, ucciso come lui il 10/02/1945 a San Ruffillo. Apparteneva alla 65ª brigata Walter Tabacchi come il cugino e presso la loro casa aveva sede una base partigiana. Fu coinvolto in un vasto rastrellamento compiuto tra il 21 e il 26/01/1945 nella zona di Castelfranco, Manzolino, Riolo e Rastellino. Tutti gli arrestati furono dapprima condotti nel carcere di San Giovanni in Persiceto e il 29/01/1945 vennero trasferiti a Bologna. Baraldi, unitamente ad altri uomini e donne rastrellati nella pianura modenese, fu rinchiuso nel carcere di San Giovanni in Monte a disposizione delle SS. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.
Biondi Ismo, nato a San Giorgio di Piano il 02/07/1922. Aderì alla Resistenza entrando nel battaglione Pasquali della 4ª brigata Garibaldi Venturoli nella zona di Castenaso. Fu arrestato a Bologna l’08/12/1944 dalla Brigata nera che il giorno 16 lo scortò al carcere di San Giovanni in Monte dove fu messo a disposizione del comando delle SS. Riconosciuto partigiano dal 01/10/1943 al 28/02/1945. Risulta disperso.
Bottazzi Ernesto “Gino”, nato a Castelfranco Emilia (MO) il 19/03/1919, residente a Riolo di Castelfranco Emilia (MO), agricoltore. Vicecomandante di formazione nella 65ª brigata Gap Walter Tabacchi. Coinvolto in un ampio rastrellamento messo in atto negli ultimi giorni del gennaio 1945, fu arrestato il 25 e tradotto con altri uomini e donne nel carcere di Bologna il giorno 29. Bottazzi e gli altri furono posti a disposizione del SD. Riconosciuto partigiano dal 10/05/1944 al 10/02/1945.
Calzoni Carlo, “Tom”, nato a Baricella (BO) il 07/08/1927, residente a Bologna, muratore. Fu attivo nella 7ª Gap Gianni. Il giorno 05/12/1944 fu arrestato dalle Brigate nere e dopo alcuni giorni trasferito al carcere di San Giovanni in Monte, dove fu messo a disposizione del comando SS. Riconosciuto partigiano dal 12/01/1944 al 10/02/1945.
Campagnoli Gaetano “Doria”, nato a Crespellano (BO) il 17/04/1923, residente a Manzolino di Castelfranco Emilia (MO), operaio. Vicecomandante di plotone della 65ª brigata Gap Walter Tabacchi. Coinvolto in un ampio rastrellamento messo in atto negli ultimi giorni del gennaio 1945, fu arrestato il giorno 22 e tradotto nel carcere di Bologna il 29 seguente con altri uomini e donne rastrellati nella zona di Castelfranco. Calzoni e gli altri furono messi a disposizione del SD di Bologna. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 22/01/1945.
Carini Angelo “Alpino”, nato a Castelfranco Emilia (MO) il 05/09/1921, residente a Piumazzo (MO), commesso. Apparteneva alla 65ª brigata Gap Walter Tabacchi. Fu arrestato nella notte fra il 29 e il 30/12/1944 nella zona di Piumazzo da tedeschi del SD impegnati in un rastrellamento dell’intera zona con l’ausilio di alcune spie. Con Carini furono catturati altri quattro partigiani: tre giovani donne staffette e Giovanni Turrini anch’egli ucciso a San Ruffillo. Tutti furono portati nel carcere di San Giovanni in Persiceto (BO) poi nella caserma dei carabinieri per gli interrogatori. Seguì il trasferimento a Bologna tra il 05 e il 06/01/1945, prima al comando SS di via Santa Chiara, poi, il giorno 07, al carcere di San Giovanni in Monte con altri partigiani provenienti dalla zona della pianura tra Modena e Bologna. Quando giunse nel carcere bolognese Carini versava già in precarie condizioni di salute a causa di un congelamento ai piedi contratto il giorno dell’arresto, quando fu costretto a restare senza scarpe nella neve, e per il trattamento subito durante gli interrogatori. Riconosciuto partigiano dal 23/09/1943 al 10/02/1945.
Carlini Azzo nato a Minerbio (BO) il 21/06/1906, residente a Pegola di Malalbergo (BO), bracciante. Antifascista di lunga data e cugino di Primo Carlini, che fu tra gli organizzatori della Resistenza nella zona di Malalbergo come membro del Cln locale, Azzo aderì alla Resistenza sin dall’autunno del 1943 e militò nel battaglione Gotti della 4ª brigata Garibaldi Venturoli. Il 23/12/1944 fu arrestato dalla Brigata nera in località Piccola Parigi di Bentivoglio (BO). Carlini fu portato a Bologna e rinchiuso nella caserma delle Bn di via dei Bersaglieri, dove fu a lungo interrogato e torturato. Il 06/01/1945 fu trasferito al carcere di San Giovanni in Monte a disposizione del Comando tedesco SS. Riconosciuto partigiano dal 01/02/1944 al 10/02/1945.
Casalini Sergio, nato il 22/01/1920 a Pianoro (BO), operaio. Aderì alla Resistenza e militò nella brigata Stella Rossa. Il 09/12/1944 militi della Gnr lo arrestarono a Bologna. Recluso a San Giovanni in Monte dal 18/12/1944 a disposizione del comando SS. Riconosciuto partigiano dal 01/11/1943 al 10/02/1945.
Cavazza Amedeo nato a Castelfranco Emilia (MO) il 24/03/1921, residente a Manzolino (MO), attivo in agricoltura. Fratello di Orfeo, ucciso come lui a San Ruffillo il 10/02/1945. Militava nella 65ª brigata Gap Walter Tabacchi come il fratello e presso la loro abitazione aveva sede una base partigiana. Amedeo Cavazza fu arrestato il 22/01/1945 con il fratello Orfeo nell’ambito di un vasto rastrellamento condotto dai tedeschi con l’aiuto di spie locali nella zona di Castelfranco Emilia, e fu tradotto con altri uomini e donne catturati nella stessa operazione nel carcere di Bologna il 29/01/1945. I fratelli Cavazza e gli altri prigionieri rastrellati nella zona di Castelfranco vennero messi a disposizione del SD di Bologna. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.
Cavazza Orfeo nato a Castelfranco Emilia (MO) il 31/03/1926, residente a Manzolino (MO), colono. Fratello di Amedeo, ucciso come lui a San Ruffillo il 10/02/1945. Militava nella 65ª brigata Gap Walter Tabacchi come il fratello e presso la loro abitazione aveva sede una base partigiana. Orfeo Cavazza fu arrestato il 22/01/1945 con il fratello Amedeo nell’ambito di un vasto rastrellamento condotto dai tedeschi con l’aiuto di spie locali nella zona di Castelfranco Emilia e fu tradotto con altri uomini e donne catturati nella stessa operazione nel carcere di Bologna il 29/01/1945. I fratelli Cavazza e gli altri prigionieri rastrellati nella zona di Castelfranco furono messi a disposizione del SD di Bologna. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.
Cazzoli Italo nato a Castel d’Argile (BO) il 01/06/1916, bracciante. Dopo l’armistizio fece parte del gruppo di partigiani bolognesi che organizzò i primi nuclei di Resistenza sulle montagne del Bellunese. Rientrato a Bologna, fu arrestato una prima volta il 25/04/1944 a Castel d’Argile e incarcerato a San Giovanni in Monte a Bologna dal 28/04/1944 al 26/09/1944. Tornato in libertà riprese l’attività clandestina nella 1ª brigata Irma Bandiera. Nuovamente arrestato dalla polizia fascista il 04/12/1944 in un appartamento di via Porta Nova a Bologna nel quale si era insediato il comando della brigata. Con lui furono arrestati Giovanni Cerbai e Renato Pattuelli. I tre entrarono a San Giovanni in Monte il 09/12/1944 a disposizione della questura e il 22/12/1944 passarono a disposizione del comando delle SS. Cazzoli è stato riconosciuto partigiano dal 28/09/1943 al 10/02/1945.
Cerbai Giovanni “Giannetto”, nato il 10/09/1912 a Camugnano (BO), residente a Castiglione dei Pepoli (BO), bracciante. Emigrato con la famiglia in Francia per lavoro, entrò nel Partito comunista e partecipò alla guerra di Spagna tra le fila degli antifascisti e dei repubblicani. Nell’estate del 1937 restò ferito in combattimento. Nel 1939, come molti altri combattenti di Spagna, fu internato nei campi di detenzione in Francia e dopo l’occupazione tedesca della Francia tradotto in Italia e nel 1941 i fascisti lo assegnarono al confino nell’isola di Ventotene, dove rimase fino all’agosto del 1943. Rientrò poi a Castiglione dei Pepoli, e contribuì ad organizzare le prime brigate partigiane, in particolare la 62ª brigata Garibaldi Camice Rosse della quale fu vicecomandante. Nell’ottobre del 1944 si spostò a Bologna con la sua formazione in previsione dell’insurrezione e della liberazione della città che si credeva prossima vista la rapida avanzata verso la Pianura Padana degli alleati tra l’estate e l’autunno del 1944. Partecipò alla battaglia di Porta Lame del 07/11/1944 e, in seguito alla sospensione delle operazioni alleate per la campagna invernale, fu costretto come tanti altri militanti a cercare un rifugio nella città controllata dai fascisti e dai tedeschi. La polizia fascista lo arrestò il 04/12/1944 insieme a Italo Cazzoli e Renato Pattuelli in un appartamento di via Porta Nova a Bologna nel quale si era insediato il comando della 1ª brigata Irma Bandiera. I tre vennero portati al carcere di San Giovanni in Monte il 09/12/1944 a disposizione della questura e il 22/12/1944 passarono a disposizione delle SS. Cerbai è stato riconosciuto partigiano dal 01/10/1943 al 10/02/1945.
Corticelli Antonio, nato a Malalbergo (BO) il 16/11/1920, operaio. Partigiano nel battaglione Gotti della 4ª brigata Garibaldi Venturoli. Fu catturato in un ampio rastrellamento che interessò la zona di Malalbergo, Altedo e Bentivoglio (BO) nel 1945. Fu arrestato il giorno 12 e il 15 dello stesso mese entrò nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna per ordine e a disposizione del comando delle SS. Riconosciuto partigiano dal 01/05/1944 al 10/02/1945.
Costa Tonino, nato a Malalbergo (BO) il 14/01/1926, frutticoltore. Partigiano del battaglione Gotti della 4ª brigata Garibaldi Venturoli, fu catturato nella stalla della famiglia Marani che serviva come base partigiana, nell’ambito di un vasto rastrellamento nella zona di Malalbergo, Altedo e Bentivoglio (BO). Arrestato il 12/01/1945, il 15 dello stesso mese entrò nel carcere bolognese di San Giovanni in Monte per ordine e a disposizione delle SS. Riconosciuto partigiano dal 12/06/1944 al 12/02/1945.
Dal Rio Settimo “Inverno”, nato a Calderara di Reno (BO) il 23/09/1921, residente a Crespellano (BO), falegname. Era commissario politico del gruppo della 7ª Gap Gianni che operava a Bologna città. Partecipò alla battaglia di Porta Lame del 07/11/1944 e restò ferito. Ricoverato nell’infermeria partigiana dell’attuale via Andrea Costa a Bologna, venne catturato con gli altri partigiani presenti il 09/12/1944 in un’operazione delle Brigate nere. I compagni catturati con lui vennero fucilati il 13/12/1944 al poligono di tiro di Bologna (v. Episodio di Bologna, poligono di tiro, 13 dicembre 1944), mentre Settimo Dal Rio il 28/12/1944 fu portato a San Giovanni in Monte a disposizione delle SS. Riconosciuto partigiano dal 18/03/1944 al 13/12/1944.
Dondi Aldo “Bill”, nato a Castelfranco Emilia (MO) il 17/04/1902, residente a Manzolino (MO), bracciante. Antifascista da tempo e fra gli organizzatori della Resistenza nella zona di Manzolino di Castelfranco Emilia, fu commissario di formazione nella 65ª brigata Gap Walter Tabacchi. Fu catturato il 22/01/1945 nell’ambito di un ampio rastrellamento della zona di Castelfranco e con altri uomini e donne catturati in quell’occasione fu portato al carcere di Bologna il 29/01/1945 dove fu posto a disposizione del SD di Bologna. Riconosciuto partigiano dal 09/09/1943 al 02/03/1945.
Fossili Peppino “Bob”, nato a Argelato (BO) il 02/08/1920, residente a Bologna, ferroviere. Partigiano della 7ª brigata Gap Gianni attiva a Bologna città, partecipò alla battaglia di Porta Lame. Fu arrestato dalla Guardia nazionale repubblicana il 18/12/1944 e condotto alla caserma Magarotti dove rimase fino al 27 dello stesso mese quando entrò nel carcere di San Giovanni in Monte; fu messo a disposizione delle SS. Riconosciuto partigiano dal 01/11/1943 al 12/02/1945.
Galletti Orfeo, nato a Malalbergo (BO) il 16/12/1920, residente a Bologna e durante la guerra ad Altedo di Malalbergo (BO), aiuto macchinista nelle ferrovie. Fu arrestato a Bologna a casa di uno zio a gennaio 1945 negli stessi giorni in cui veniva condotto un vasto rastrellamento nella zona di Malalbergo diretto contro il battaglione Gotti della 4ª brigata Garibaldi Venturoli a cui lo stesso Galletti apparteneva. Riconosciuto partigiano dal 05/05/1944 al 10/02/1945.
Gasperini Virgilio “Arturo”, nato a Argelato (BO) il 23/11/1914, muratore. Di famiglia antifascista (aveva quattro fratelli e altri parenti partigiani o collegati alla Resistenza), aderì al gruppo della 7ª brigata Gap Gianni di Bologna e fu attivo nella zona di Corticella. Fu arrestato dai fascisti il 14/12/1944 con il fratello Renzo mentre era di passaggio a casa ad Argelato. Il 18/12/1944 entrò nel carcere di San Giovanni in Monte dove fu messo a disposizione del comando delle SS. Riconosciuto partigiano dal 09/09/1943 al 10/02/1945.
Gavioli Leo, nato il 16/12/1926. Fu arrestato a Bologna il 14/12/1944 dalla Gnr e il giorno 19 dello stesso mese fu portato in carcere a San Giovanni in Monte a disposizione del comando SS. Riconosciuto partigiano nella 1ª brigata Irma Bandiera dal 01/08/1944 al 21/04/1945.
Grassilli Clorindo, nato a Bologna il 19/12/1922, lucidatore. Aderì alla Resistenza militando nel gruppo della 7ª brigata Gap attivo ad Anzola Emilia (BO). Fu arrestato a Malcantone di Anzola (BO) il 12/12/1944 con il fratello Orlando in seguito deportato a Mauthausen e Gusen dove morì nell’aprile 1945. Clorindo Grassilli fu portato al carcere di San Giovanni in Monte a Bologna il 19/12/1944 a disposizione del comando delle SS. Riconosciuto partigiano dal 01/01/1944 al 10/02/1945.
Gualandi Romano, nato a Malalbergo (BO) il 01/02/1923, residente a Altedo (BO), frutticoltore. Partigiano del battaglione Gotti della 4ª brigata Garibaldi Venturoli. Fu catturato il 12/01/1945 nell’ambito di un ampio rastrellamento della zona di Malalbergo, Altedo e Bentivoglio (BO) e il 15/01/1944 entrò, con altri catturati nella stessa operazione, nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna per ordine e a disposizione delle SS. Riconosciuto partigiano dal 01/06/1944 al 10/02/1945.
Guizzardi Renato “Arancio”, nato a Calderara di Reno (BO) il 28/02/1925, residente a Bologna e sfollato a Manzolino (MO), elettromeccanico. Partigiano della 65ª brigata Gap Walter Tabacchi. Coinvolto in un ampio rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia (MO) a gennaio del 1945 da tedeschi con l’aiuto di spie locali, fu arrestato il giorno 25 e tradotto con altri catturati nel carcere di Bologna il 29 seguente. Guizzardi e gli altri furono messi a disposizione del SD di Bologna. Riconosciuto partigiano dal 10/07/1944 al 10/02/1945.
Maccaferri Guerrino “Nevoso”, nato a Castelfranco Emilia (MO) il 26/11/1915, residente a Manzolino (MO), operaio. Maccaferri fu vicecomandante di formazione nella 65ª brigata Walter Tabacchi. Fu arrestato con altri nel gennaio 1945, nell’ambito di una vasta operazione di rastrellamento messa in atto dai tedeschi con l’aiuto di delatori locali. Trattenuto in un primo momento al Comando SS di Castelfranco, fu poi tradotto nel carcere di Bologna il 29/01/1945 con altri rastrellati nella zona di Castelfranco Emilia e messo a disposizione del SD di Bologna. Riconosciuto partigiano dal 02/05/1944 al 10/02/1945.
Manfredi Danio “Zingo”, nato a Castelfranco Emilia (MO) il 07/09/1927, residente a Manzolino (MO), muratore. Fu vicecomandante di plotone nella 65ª brigata Gap Walter Tabacchi. Coinvolto in un ampio rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia (MO) dai tedeschi con l’ausilio di spie locali alla fine di gennaio del 1945, fu arrestato il giorno 22 e tradotto con altri catturati nella stessa occasione nel carcere di Bologna il 29 successivo. Manfredi e gli altri furono messi a disposizione del SD di Bologna. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.
Mantovani Luciano “Turbine”, nato a Calderara di Reno (BO) il 24/04/1926, residente a Bologna nella zona del Pontevecchio, tornitore. Aderì alla Resistenza e fu partigiano della 7ª brigata Gap Gianni. Venne arrestato dall’Ufficio politico investigativo della Guardia nazionale repubblicana il 14/12/1944 e imprigionato alla Facoltà di Ingegneria, sede della Gnr dall’ottobre del 1944. In gennaio 1945 Mantovani fu trasferito al carcere di San Giovanni in Monte e messo a disposizione del comando SS. Riconosciuto partigiano dal 01/05/1944 al 10/02/1945.
Mazzacurati Carlo “Mazza”, nato a Minerbio (BO) il 17/08/1925, residente a Bologna, tornitore. Partigiano della 36ª brigata Garibaldi Bianconcini, fu arrestato a Bologna il 17/01/1945 e il 30 dello stesso mese entrò nel carcere di San Giovanni in Monte a disposizione delle SS. Riconosciuto partigiano dal 12/07/1944 al 10/02/1945.
Moscardini Andrea “Chido”, nato a Castelfranco Emilia (MO) l’11/08/1926, residente a Manzolino (MO), mugnaio. Fratello di uno degli organizzatori e dei dirigenti dei gruppi partigiani locali, Roberto Moscardini, Andrea fu partigiano e vicecomandante di formazione nella 65ª brigata Gap Walter Tabacchi. Anche la sorella Anna Maria e il fratello Silvio furono attivi nella Resistenza. Andrea Moscardini fu arrestato il 22/01/1945 nell’ambito di un rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia dai tedeschi con l’ausilio di spie locali. Il 29/01/1945 entrò con altri catturati nell’area di Castelfranco nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna a disposizione del SD. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.
Nanni Luigi, nato a San Giovanni in Persiceto (BO) il 15/09/1922, residente a Manzolino (MO), muratore. Partigiano e vicecomandante di formazione nella 65ª brigata Gap Walter Tabacchi. Fu arrestato il 22/01/1945 nell’ambito di un rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia dai tedeschi con l’ausilio di spie locali. Il 29/01/1945 entrò con altri catturati nell’area di Castelfranco nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna a disposizione del SD. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.
Nanni Renato “Giuseppe”, nato a Sasso Marconi (BO) il 13/12/1921, residente a Sant’Agata Bolognese (BO), mezzadro. Caposquadra nella 65ª brigata Gap Walter Tabacchi. Fu arrestato nella sua abitazione il 25/01/1945 nell’ambito di un rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia dai tedeschi con l’ausilio di spie locali. Il 29/01/1945 entrò con altri catturati nell’area di Castelfranco nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna a disposizione del SD. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.
Nannucci Otello “Campo”, nato a Scandicci (FI) il 29/07/1911, residente a Firenze, sarto. Di famiglia antifascista (il fratello Tullio fu ucciso dai fascisti dopo ripetute percosse), Otello mise la sua abitazione a disposizione della Resistenza per la raccolta e l’invio di derrate alimentari verso le brigate partigiane dell’Appennino tosco-emiliano. Nell’ottobre del 1944 si spostò per la sua attività a Bologna e fu attivo nella 1ª brigata Irma Bandiera per la quale raccoglieva e nascondeva armi e all’interno della quale fu comandante di stato maggiore di battaglione. Fu arrestato in una base di Piazza 8 Agosto il 12/12/1944 nel corso di un’azione che permise ai fascisti, forse grazie a delazioni, di catturare un buon numero di partigiani tra Bologna, Corticella e Cadriano (BO). Subì violenti interrogatori nella sede dell’Ufficio politico investigativo della Gnr presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università e il 18/12/1944 fu trasferito al carcere di San Giovanni in Monte dove fu posto a disposizione del comando delle SS. Riconosciuto partigiano con il grado di tenente dal 01/10/1943 al 13/02/1945.
Orlandi Vivaldo, nato a Malalbergo (BO) il 09/12/1926, operaio agricolo. Partigiano del battaglione Gotti della 4ª brigata Garibaldi Venturoli. Fu catturato il 12/01/1945 nell’ambito di una vasta azione di rastrellamento che interessò la zona di Malalbergo, Altedo e Bentivoglio (BO) e il 15 dello stesso mese fu tradotto con altri catturati nella stessa operazione al carcere di San Giovanni in Monte a Bologna per ordine e a disposizione delle SS. Riconosciuto partigiano dal 01/03/1944 al 10/02/1945.
Paggiaro Otello, nato a Bologna il 30/08/1914. Fu arrestato a Bologna presumibilmente all’inizio del dicembre 1944 e il giorno 06 entrò nel carcere di San Giovanni in Monte dove fu messo a disposizione delle SS. Probabilmente partigiano o legato a partigiani; non è noto se fu riconosciuto.
Pattuelli (o Patuelli) Renato “Stefano”, nato a Bologna il 21/09/1921, studente universitario a Venezia, dopo l’armistizio tornò in Emilia-Romagna per unirsi ai partigiani sull’Appennino alle spalle di Bologna. Fu commissario politico nella Stella Rossa e una volta tornato in città si unì alla 1ª brigata Irma Bandiera. Arrestato dai fascisti il 04/12/1944 in un appartamento di via Porta Nova, nel quale si era insediato il comando della brigata, insieme a Giovanni Cerbai e Italo Cazzoli. Tutti e tre furono reclusi nel carcere di San Giovanni in Monte dal 09/12/1944 prima a disposizione della questura e poi del comando SS. Riconosciuto partigiano dal 12/09/1943 al 10/02/1945.
Pezzotti Ersilio “Ado”, nato a Tolentino (MC) il 02/07/1924, fonditore. Fece parte della 7ª brigata Gap Gianni. Fu arrestato a Bologna il 13/12/1944 dalla Gnr. Rinchiuso nel carcere di San Giovanni in Monte dal 18/12/1944 a disposizione delle SS. Riconosciuto partigiano dal 01/09/1944 al 18/12/1944.
Ragazzi Marino “Bandolero”, nato a Anzola Emilia (BO) il 02/10/1915, residente Cavazzona-Manzolino (MO), calzolaio. Comandante di formazione nella 65ª brigata Gap Walter Tabacchi. Fu arrestato il 22/01/1945 nell’ambito di un rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia dai tedeschi con l’ausilio di spie locali. Il 29/01/1945 entrò con altri catturati nell’area di Castelfranco nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna a disposizione del SD. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.
Ravaldi Rolando “Leone”, nato a Castelfranco Emilia (MO) l’08/12/1918, residente a Manzolino (MO), muratore. Partigiano nella 65ª brigata Gap Walter Tabacchi (sergente maggiore). Fu arrestato il 22/01/1945 nell’ambito di un rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia dai tedeschi con l’ausilio di spie locali. Il 29/01/1945 entrò con altri catturati nell’area di Castelfranco nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna a disposizione del SD. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.
Ravaldi Romano “Franco”, nato a Castelfranco Emilia (MO) il 29/03/1928, residente a Manzolino (MO), barbiere. Partigiano nella 65ª brigata Walter Tabacchi. Fu arrestato il 22/01/1945 nell’ambito di un rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia dai tedeschi con l’ausilio di spie locali. Il 29/01/1945 entrò con altri catturati nell’area di Castelfranco nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna a disposizione del SD. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.
Rossi Sandro “Biondino”, nato a Marzabotto (BO) il 16/01/1924, residente a Bologna, macellaio. Diversi suoi familiari furono vittime della strage di Monte Sole. Un suo cugino fu partigiano e morì durante la Resistenza. Partigiano nella 7ª brigata Gap di Bologna, Rossi fu arrestato dai fascisti all’inizio di gennaio del 1945 su segnalazione di un caporalmaggiore della Gnr. Fu recluso nel carcere di San Giovanni in Monte dove fu posto a disposizione delle SS. Con lui fu arrestata anche la sorella Evelina che fu incarcerata e rilasciata dopo alcuni giorni. Rossi è stato riconosciuto partigiano dal 01/01/1944 al 10/02/1945.
Roveri Annibale “Pantera”, nato a Anzola Emilia (BO) il 31/10/1927, secondo alcune fonti residente a Borgo Panigale (BO), secondo altre a Riolo di Castelfranco (MO), commesso, operaio. Partigiano nella 65ª brigata Gap Walter Tabacchi. Fu arrestato il 25/01/1945 nell’ambito di un rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia dai tedeschi con l’ausilio di spie locali. Il 29/01/1945 entrò con altri catturati nell’area di Castelfranco nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna a disposizione del SD. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.
Simoni Dante “Fanfulla”, nato a Castelfranco Emilia (MO) il 03/11/1920, residente a Crespellano (BO), mugnaio. Partecipò alla Resistenza nella 7ª brigata Gap Gianni. Arrestato il 19/12/1944 a Bazzano (BO), fu incarcerato dapprima a San Giovanni in Persiceto poi, a inizio gennaio del 1945 nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna a disposizione delle SS. Riconosciuto partigiano dal 01/06/1944 al 19/12/1944.
Turrini Ennio, nato a Modena il 27/02/1923, residente a Albareto (MO), agricoltore. Partigiano della 65ª brigata Walter Tabacchi. Fu arrestato il 25/01/1945 nell’ambito di un rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia dai tedeschi con l’ausilio di spie locali. Il 29/01/1945 entrò con altri catturati nell’area di Castelfranco nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna a disposizione del SD. Riconosciuto partigiano dall’08/08/1944 al 10/02/1945.
Venturi Francesco “Lino”, nato a Castelfranco Emilia (MO) il 07/04/1910, residente a Manzolino (MO), agricoltore. Partigiano e comandante di formazione nella 65ª brigata Walter Tabacchi. Fu arrestato il 22/01/1945 nell’ambito di un rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia dai tedeschi con l’ausilio di spie locali. Il 29/01/1945 entrò con altri catturati nell’area di Castelfranco nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna a disposizione del SD. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.
Veronesi Aimone ”Ivan”, nato a Castelfranco Emilia (MO) il 05/08/1911, residente a Manzolino (MO), ferroviere. Fratello di Renato Veronesi, ucciso come lui a San Ruffillo. Partigiano della 65ª brigata Walter Tabacchi. Fu arrestato il 22/01/1945 nell’ambito di un rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia dai tedeschi con l’ausilio di spie locali. Il 29/01/1945 entrò con altri catturati nell’area di Castelfranco, tra cui suo fratello Renato, nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna a disposizione del SD. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.
Veronesi Renato, nato a Castelfranco Emilia (MO) il 24/08/1914, residente a Manzolino (MO), ferroviere. Fratello di Aimone, ucciso come lui a San Ruffillo. Partigiano della 65ª brigata Walter Tabacchi. Fu arrestato il 22/01/1945 nell’ambito di un rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia dai tedeschi con l’ausilio di spie locali. Il 29/01/1945 entrò con altri catturati nell’area di Castelfranco, tra cui suo fratello Aimone, nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna a disposizione del SD. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.
Zanerini (o Zanarini) Mauro, nato a Nonantola (MO) l’11 o il 13/09/1927, residente a Rastellino (MO). Fu caposquadra nella 65ª brigata Walter Tabacchi. Fu arrestato il 25/01/1945 nell’ambito di un rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia dai tedeschi con l’ausilio di spie locali. Il 29/01/1945 entrò con altri catturati nell’area di Castelfranco nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna a disposizione del SD. Riconosciuto partigiano dall’08/08/1944 al 10/02/1945.
Zanotti Augusto “Usignolo”, nato a Castelfranco Emilia (MO) il 07/02/1922, residente a Rastellino (MO), agricoltore. Fu caposquadra nella 65ª brigata Walter Tabacchi. Fu arrestato il 25/01/1945 nell’ambito di un rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia dai tedeschi con l’ausilio di spie locali. Il 29/01/1945 entrò con altri catturati nell’area di Castelfranco nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna a disposizione del SD. Riconosciuto partigiano dall’08/08/1944 al 10/02/1945.
Zucchini Dino, nato a Malalbergo (BO) il 27/03/1926, frutticoltore. Partigiano nel battaglione Gotti della 4ª brigata Garibaldi Venturoli e lavoratore nella Todt così da avere un permesso di circolazione. Fu arrestato il 12/01/1945 nell’ambito di un vasto rastrellamento che interessò la zona di Malalbergo, Altedo e Bentivoglio (BO) e il 15 dello stesso mese con altri catturati nella stessa operazione entrò nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna per ordine e a disposizione del comando SS. Riconosciuto partigiano dal 01/05/1944 al 10/02/1945.
Zuffi Renzo “Ettore”, nato a Castelfranco (MO) il 09/02/1926, residente a Manzolino (MO), bracciante. Fratello di Riniero Zuffi, ucciso come lui a San Ruffillo. Partigiano nella 65ª brigata Walter Tabacchi, fu arrestato il 22/01/1945 nell’ambito di un rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia dai tedeschi con l’ausilio di spie locali. Il 29/01/1945 entrò con altri catturati nell’area di Castelfranco, tra cui suo fratello Riniero, nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna a disposizione del SD. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.
Zuffi Riniero “Primo”, nato a Castelfranco Emilia (MO) il 04/06/1922, residente a Manzolino (MO), colono. Fratello di Renzo Zuffi, ucciso come lui a San Ruffillo. Partigiano nella 65ª brigata Walter Tabacchi, fu arrestato il 22/01/1945 nell’ambito di un rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia dai tedeschi con l’ausilio di spie locali. Il 29/01/1945 entrò con altri catturati nell’area di Castelfranco, tra cui suo fratello Renzo, nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna a disposizione del SD. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.

Elenco vittime partigiani 52

Albertini Artedoro (o Arteodoro), nato a Sala Bolognese (BO) il 23/03/1918, residente a Piumazzo (MO), bracciante. Partigiano prima nella Stella Rossa in provincia di Bologna e poi nella 65ª brigata Walter Tabacchi nel Modenese. Catturato nell’ambito di una serie di arresti compiuta dai tedeschi aiutati da spie locali nella zona di Piumazzo-San Cesario nel periodo di Natale del 1944, fu portato al carcere di San Giovanni in Monte a Bologna il 29/01/1945 insieme ad altri uomini e donne fermati nella stessa operazione. In carcere Albertini e gli altri furono messi a disposizione delle SS. Riconosciuto partigiano dal 15/05/1944 alla Liberazione.
Bacilieri Primo, nato a Malalbergo (BO) il 13/01/1923, agricoltore. Militava nel battaglione Gotti della 4ª brigata Garibaldi Venturoli. Catturato il 12/01/1945 in una operazione di rastrellamento nella zona di Malalbergo, Altedo e Bentivoglio e in seguito trasferito a Bologna con altri rastrellati nella zona di Malalbergo. Fu recluso nel carcere di San Giovanni in Monte a disposizione delle SS. Riconosciuto partigiano dal 01/05/1944 al 10/02/1945.
Baraldi Enea “Luigi”, nato a Castelfranco Emilia (MO) il 28/06/1926, residente a Manzolino (MO), agricoltore. Cugino di Guido, ucciso come lui il 10/02/1945 a San Ruffillo. Apparteneva alla 65ª brigata Walter Tabacchi come il cugino e presso la loro casa aveva sede una base partigiana. Fu coinvolto in un vasto rastrellamento compiuto tra il 21 e il 26/01/1945 nella zona di Castelfranco, Manzolino, Riolo e Rastellino. Tutti gli arrestati furono dapprima condotti nel carcere di San Giovanni in Persiceto (BO) e il 29/01/1945 vennero trasferiti a Bologna. Baraldi unitamente ad altri uomini e donne rastrellati nella pianura modenese, fu rinchiuso nel carcere di San Giovanni in Monte a disposizione delle SS. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.
Baraldi Guido “Bobi”, nato a Castelfranco Emilia (MO) il 22/09/1920, residente a Manzolino di Castelfranco Emilia (MO), agricoltore. Cugino di Enea, ucciso come lui il 10/02/1945 a San Ruffillo. Apparteneva alla 65ª brigata Walter Tabacchi come il cugino e presso la loro casa aveva sede una base partigiana. Fu coinvolto in un vasto rastrellamento compiuto tra il 21 e il 26/01/1945 nella zona di Castelfranco, Manzolino, Riolo e Rastellino. Tutti gli arrestati furono dapprima condotti nel carcere di San Giovanni in Persiceto e il 29/01/1945 vennero trasferiti a Bologna. Baraldi, unitamente ad altri uomini e donne rastrellati nella pianura modenese, fu rinchiuso nel carcere di San Giovanni in Monte a disposizione delle SS. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.
Biondi Ismo, nato a San Giorgio di Piano il 02/07/1922. Aderì alla Resistenza entrando nel battaglione Pasquali della 4ª brigata Garibaldi Venturoli nella zona di Castenaso. Fu arrestato a Bologna l’08/12/1944 dalla Brigata nera che il giorno 16 lo scortò al carcere di San Giovanni in Monte dove fu messo a disposizione del comando delle SS. Riconosciuto partigiano dal 01/10/1943 al 28/02/1945. Risulta disperso.
Bottazzi Ernesto “Gino”, nato a Castelfranco Emilia (MO) il 19/03/1919, residente a Riolo di Castelfranco Emilia (MO), agricoltore. Vicecomandante di formazione nella 65ª brigata Gap Walter Tabacchi. Coinvolto in un ampio rastrellamento messo in atto negli ultimi giorni del gennaio 1945, fu arrestato il 25 e tradotto con altri uomini e donne nel carcere di Bologna il giorno 29. Bottazzi e gli altri furono posti a disposizione del SD. Riconosciuto partigiano dal 10/05/1944 al 10/02/1945.
Calzoni Carlo, “Tom”, nato a Baricella (BO) il 07/08/1927, residente a Bologna, muratore. Fu attivo nella 7ª Gap Gianni. Il giorno 05/12/1944 fu arrestato dalle Brigate nere e dopo alcuni giorni trasferito al carcere di San Giovanni in Monte, dove fu messo a disposizione del comando SS. Riconosciuto partigiano dal 12/01/1944 al 10/02/1945.
Campagnoli Gaetano “Doria”, nato a Crespellano (BO) il 17/04/1923, residente a Manzolino di Castelfranco Emilia (MO), operaio. Vicecomandante di plotone della 65ª brigata Gap Walter Tabacchi. Coinvolto in un ampio rastrellamento messo in atto negli ultimi giorni del gennaio 1945, fu arrestato il giorno 22 e tradotto nel carcere di Bologna il 29 seguente con altri uomini e donne rastrellati nella zona di Castelfranco. Calzoni e gli altri furono messi a disposizione del SD di Bologna. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 22/01/1945.
Carini Angelo “Alpino”, nato a Castelfranco Emilia (MO) il 05/09/1921, residente a Piumazzo (MO), commesso. Apparteneva alla 65ª brigata Gap Walter Tabacchi. Fu arrestato nella notte fra il 29 e il 30/12/1944 nella zona di Piumazzo da tedeschi del SD impegnati in un rastrellamento dell’intera zona con l’ausilio di alcune spie. Con Carini furono catturati altri quattro partigiani: tre giovani donne staffette e Giovanni Turrini anch’egli ucciso a San Ruffillo. Tutti furono portati nel carcere di San Giovanni in Persiceto (BO) poi nella caserma dei carabinieri per gli interrogatori. Seguì il trasferimento a Bologna tra il 05 e il 06/01/1945, prima al comando SS di via Santa Chiara, poi, il giorno 07, al carcere di San Giovanni in Monte con altri partigiani provenienti dalla zona della pianura tra Modena e Bologna. Quando giunse nel carcere bolognese Carini versava già in precarie condizioni di salute a causa di un congelamento ai piedi contratto il giorno dell’arresto, quando fu costretto a restare senza scarpe nella neve, e per il trattamento subito durante gli interrogatori. Riconosciuto partigiano dal 23/09/1943 al 10/02/1945.
Carlini Azzo nato a Minerbio (BO) il 21/06/1906, residente a Pegola di Malalbergo (BO), bracciante. Antifascista di lunga data e cugino di Primo Carlini, che fu tra gli organizzatori della Resistenza nella zona di Malalbergo come membro del Cln locale, Azzo aderì alla Resistenza sin dall’autunno del 1943 e militò nel battaglione Gotti della 4ª brigata Garibaldi Venturoli. Il 23/12/1944 fu arrestato dalla Brigata nera in località Piccola Parigi di Bentivoglio (BO). Carlini fu portato a Bologna e rinchiuso nella caserma delle Bn di via dei Bersaglieri, dove fu a lungo interrogato e torturato. Il 06/01/1945 fu trasferito al carcere di San Giovanni in Monte a disposizione del Comando tedesco SS. Riconosciuto partigiano dal 01/02/1944 al 10/02/1945.
Casalini Sergio, nato il 22/01/1920 a Pianoro (BO), operaio. Aderì alla Resistenza e militò nella brigata Stella Rossa. Il 09/12/1944 militi della Gnr lo arrestarono a Bologna. Recluso a San Giovanni in Monte dal 18/12/1944 a disposizione del comando SS. Riconosciuto partigiano dal 01/11/1943 al 10/02/1945.
Cavazza Amedeo nato a Castelfranco Emilia (MO) il 24/03/1921, residente a Manzolino (MO), attivo in agricoltura. Fratello di Orfeo, ucciso come lui a San Ruffillo il 10/02/1945. Militava nella 65ª brigata Gap Walter Tabacchi come il fratello e presso la loro abitazione aveva sede una base partigiana. Amedeo Cavazza fu arrestato il 22/01/1945 con il fratello Orfeo nell’ambito di un vasto rastrellamento condotto dai tedeschi con l’aiuto di spie locali nella zona di Castelfranco Emilia, e fu tradotto con altri uomini e donne catturati nella stessa operazione nel carcere di Bologna il 29/01/1945. I fratelli Cavazza e gli altri prigionieri rastrellati nella zona di Castelfranco vennero messi a disposizione del SD di Bologna. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.
Cavazza Orfeo nato a Castelfranco Emilia (MO) il 31/03/1926, residente a Manzolino (MO), colono. Fratello di Amedeo, ucciso come lui a San Ruffillo il 10/02/1945. Militava nella 65ª brigata Gap Walter Tabacchi come il fratello e presso la loro abitazione aveva sede una base partigiana. Orfeo Cavazza fu arrestato il 22/01/1945 con il fratello Amedeo nell’ambito di un vasto rastrellamento condotto dai tedeschi con l’aiuto di spie locali nella zona di Castelfranco Emilia e fu tradotto con altri uomini e donne catturati nella stessa operazione nel carcere di Bologna il 29/01/1945. I fratelli Cavazza e gli altri prigionieri rastrellati nella zona di Castelfranco furono messi a disposizione del SD di Bologna. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.
Cazzoli Italo nato a Castel d’Argile (BO) il 01/06/1916, bracciante. Dopo l’armistizio fece parte del gruppo di partigiani bolognesi che organizzò i primi nuclei di Resistenza sulle montagne del Bellunese. Rientrato a Bologna, fu arrestato una prima volta il 25/04/1944 a Castel d’Argile e incarcerato a San Giovanni in Monte a Bologna dal 28/04/1944 al 26/09/1944. Tornato in libertà riprese l’attività clandestina nella 1ª brigata Irma Bandiera. Nuovamente arrestato dalla polizia fascista il 04/12/1944 in un appartamento di via Porta Nova a Bologna nel quale si era insediato il comando della brigata. Con lui furono arrestati Giovanni Cerbai e Renato Pattuelli. I tre entrarono a San Giovanni in Monte il 09/12/1944 a disposizione della questura e il 22/12/1944 passarono a disposizione del comando delle SS. Cazzoli è stato riconosciuto partigiano dal 28/09/1943 al 10/02/1945.
Cerbai Giovanni “Giannetto”, nato il 10/09/1912 a Camugnano (BO), residente a Castiglione dei Pepoli (BO), bracciante. Emigrato con la famiglia in Francia per lavoro, entrò nel Partito comunista e partecipò alla guerra di Spagna tra le fila degli antifascisti e dei repubblicani. Nell’estate del 1937 restò ferito in combattimento. Nel 1939, come molti altri combattenti di Spagna, fu internato nei campi di detenzione in Francia e dopo l’occupazione tedesca della Francia tradotto in Italia e nel 1941 i fascisti lo assegnarono al confino nell’isola di Ventotene, dove rimase fino all’agosto del 1943. Rientrò poi a Castiglione dei Pepoli, e contribuì ad organizzare le prime brigate partigiane, in particolare la 62ª brigata Garibaldi Camice Rosse della quale fu vicecomandante. Nell’ottobre del 1944 si spostò a Bologna con la sua formazione in previsione dell’insurrezione e della liberazione della città che si credeva prossima vista la rapida avanzata verso la Pianura Padana degli alleati tra l’estate e l’autunno del 1944. Partecipò alla battaglia di Porta Lame del 07/11/1944 e, in seguito alla sospensione delle operazioni alleate per la campagna invernale, fu costretto come tanti altri militanti a cercare un rifugio nella città controllata dai fascisti e dai tedeschi. La polizia fascista lo arrestò il 04/12/1944 insieme a Italo Cazzoli e Renato Pattuelli in un appartamento di via Porta Nova a Bologna nel quale si era insediato il comando della 1ª brigata Irma Bandiera. I tre vennero portati al carcere di San Giovanni in Monte il 09/12/1944 a disposizione della questura e il 22/12/1944 passarono a disposizione delle SS. Cerbai è stato riconosciuto partigiano dal 01/10/1943 al 10/02/1945.
Corticelli Antonio, nato a Malalbergo (BO) il 16/11/1920, operaio. Partigiano nel battaglione Gotti della 4ª brigata Garibaldi Venturoli. Fu catturato in un ampio rastrellamento che interessò la zona di Malalbergo, Altedo e Bentivoglio (BO) nel 1945. Fu arrestato il giorno 12 e il 15 dello stesso mese entrò nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna per ordine e a disposizione del comando delle SS. Riconosciuto partigiano dal 01/05/1944 al 10/02/1945.
Costa Tonino, nato a Malalbergo (BO) il 14/01/1926, frutticoltore. Partigiano del battaglione Gotti della 4ª brigata Garibaldi Venturoli, fu catturato nella stalla della famiglia Marani che serviva come base partigiana, nell’ambito di un vasto rastrellamento nella zona di Malalbergo, Altedo e Bentivoglio (BO). Arrestato il 12/01/1945, il 15 dello stesso mese entrò nel carcere bolognese di San Giovanni in Monte per ordine e a disposizione delle SS. Riconosciuto partigiano dal 12/06/1944 al 12/02/1945.
Dal Rio Settimo “Inverno”, nato a Calderara di Reno (BO) il 23/09/1921, residente a Crespellano (BO), falegname. Era commissario politico del gruppo della 7ª Gap Gianni che operava a Bologna città. Partecipò alla battaglia di Porta Lame del 07/11/1944 e restò ferito. Ricoverato nell’infermeria partigiana dell’attuale via Andrea Costa a Bologna, venne catturato con gli altri partigiani presenti il 09/12/1944 in un’operazione delle Brigate nere. I compagni catturati con lui vennero fucilati il 13/12/1944 al poligono di tiro di Bologna (v. Episodio di Bologna, poligono di tiro, 13 dicembre 1944), mentre Settimo Dal Rio il 28/12/1944 fu portato a San Giovanni in Monte a disposizione delle SS. Riconosciuto partigiano dal 18/03/1944 al 13/12/1944.
Dondi Aldo “Bill”, nato a Castelfranco Emilia (MO) il 17/04/1902, residente a Manzolino (MO), bracciante. Antifascista da tempo e fra gli organizzatori della Resistenza nella zona di Manzolino di Castelfranco Emilia, fu commissario di formazione nella 65ª brigata Gap Walter Tabacchi. Fu catturato il 22/01/1945 nell’ambito di un ampio rastrellamento della zona di Castelfranco e con altri uomini e donne catturati in quell’occasione fu portato al carcere di Bologna il 29/01/1945 dove fu posto a disposizione del SD di Bologna. Riconosciuto partigiano dal 09/09/1943 al 02/03/1945.
Fossili Peppino “Bob”, nato a Argelato (BO) il 02/08/1920, residente a Bologna, ferroviere. Partigiano della 7ª brigata Gap Gianni attiva a Bologna città, partecipò alla battaglia di Porta Lame. Fu arrestato dalla Guardia nazionale repubblicana il 18/12/1944 e condotto alla caserma Magarotti dove rimase fino al 27 dello stesso mese quando entrò nel carcere di San Giovanni in Monte; fu messo a disposizione delle SS. Riconosciuto partigiano dal 01/11/1943 al 12/02/1945.
Galletti Orfeo, nato a Malalbergo (BO) il 16/12/1920, residente a Bologna e durante la guerra ad Altedo di Malalbergo (BO), aiuto macchinista nelle ferrovie. Fu arrestato a Bologna a casa di uno zio a gennaio 1945 negli stessi giorni in cui veniva condotto un vasto rastrellamento nella zona di Malalbergo diretto contro il battaglione Gotti della 4ª brigata Garibaldi Venturoli a cui lo stesso Galletti apparteneva. Riconosciuto partigiano dal 05/05/1944 al 10/02/1945.
Gasperini Virgilio “Arturo”, nato a Argelato (BO) il 23/11/1914, muratore. Di famiglia antifascista (aveva quattro fratelli e altri parenti partigiani o collegati alla Resistenza), aderì al gruppo della 7ª brigata Gap Gianni di Bologna e fu attivo nella zona di Corticella. Fu arrestato dai fascisti il 14/12/1944 con il fratello Renzo mentre era di passaggio a casa ad Argelato. Il 18/12/1944 entrò nel carcere di San Giovanni in Monte dove fu messo a disposizione del comando delle SS. Riconosciuto partigiano dal 09/09/1943 al 10/02/1945.
Gavioli Leo, nato il 16/12/1926. Fu arrestato a Bologna il 14/12/1944 dalla Gnr e il giorno 19 dello stesso mese fu portato in carcere a San Giovanni in Monte a disposizione del comando SS. Riconosciuto partigiano nella 1ª brigata Irma Bandiera dal 01/08/1944 al 21/04/1945.
Grassilli Clorindo, nato a Bologna il 19/12/1922, lucidatore. Aderì alla Resistenza militando nel gruppo della 7ª brigata Gap attivo ad Anzola Emilia (BO). Fu arrestato a Malcantone di Anzola (BO) il 12/12/1944 con il fratello Orlando in seguito deportato a Mauthausen e Gusen dove morì nell’aprile 1945. Clorindo Grassilli fu portato al carcere di San Giovanni in Monte a Bologna il 19/12/1944 a disposizione del comando delle SS. Riconosciuto partigiano dal 01/01/1944 al 10/02/1945.
Gualandi Romano, nato a Malalbergo (BO) il 01/02/1923, residente a Altedo (BO), frutticoltore. Partigiano del battaglione Gotti della 4ª brigata Garibaldi Venturoli. Fu catturato il 12/01/1945 nell’ambito di un ampio rastrellamento della zona di Malalbergo, Altedo e Bentivoglio (BO) e il 15/01/1944 entrò, con altri catturati nella stessa operazione, nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna per ordine e a disposizione delle SS. Riconosciuto partigiano dal 01/06/1944 al 10/02/1945.
Guizzardi Renato “Arancio”, nato a Calderara di Reno (BO) il 28/02/1925, residente a Bologna e sfollato a Manzolino (MO), elettromeccanico. Partigiano della 65ª brigata Gap Walter Tabacchi. Coinvolto in un ampio rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia (MO) a gennaio del 1945 da tedeschi con l’aiuto di spie locali, fu arrestato il giorno 25 e tradotto con altri catturati nel carcere di Bologna il 29 seguente. Guizzardi e gli altri furono messi a disposizione del SD di Bologna. Riconosciuto partigiano dal 10/07/1944 al 10/02/1945.
Maccaferri Guerrino “Nevoso”, nato a Castelfranco Emilia (MO) il 26/11/1915, residente a Manzolino (MO), operaio. Maccaferri fu vicecomandante di formazione nella 65ª brigata Walter Tabacchi. Fu arrestato con altri nel gennaio 1945, nell’ambito di una vasta operazione di rastrellamento messa in atto dai tedeschi con l’aiuto di delatori locali. Trattenuto in un primo momento al Comando SS di Castelfranco, fu poi tradotto nel carcere di Bologna il 29/01/1945 con altri rastrellati nella zona di Castelfranco Emilia e messo a disposizione del SD di Bologna. Riconosciuto partigiano dal 02/05/1944 al 10/02/1945.
Manfredi Danio “Zingo”, nato a Castelfranco Emilia (MO) il 07/09/1927, residente a Manzolino (MO), muratore. Fu vicecomandante di plotone nella 65ª brigata Gap Walter Tabacchi. Coinvolto in un ampio rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia (MO) dai tedeschi con l’ausilio di spie locali alla fine di gennaio del 1945, fu arrestato il giorno 22 e tradotto con altri catturati nella stessa occasione nel carcere di Bologna il 29 successivo. Manfredi e gli altri furono messi a disposizione del SD di Bologna. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.
Mantovani Luciano “Turbine”, nato a Calderara di Reno (BO) il 24/04/1926, residente a Bologna nella zona del Pontevecchio, tornitore. Aderì alla Resistenza e fu partigiano della 7ª brigata Gap Gianni. Venne arrestato dall’Ufficio politico investigativo della Guardia nazionale repubblicana il 14/12/1944 e imprigionato alla Facoltà di Ingegneria, sede della Gnr dall’ottobre del 1944. In gennaio 1945 Mantovani fu trasferito al carcere di San Giovanni in Monte e messo a disposizione del comando SS. Riconosciuto partigiano dal 01/05/1944 al 10/02/1945.
Mazzacurati Carlo “Mazza”, nato a Minerbio (BO) il 17/08/1925, residente a Bologna, tornitore. Partigiano della 36ª brigata Garibaldi Bianconcini, fu arrestato a Bologna il 17/01/1945 e il 30 dello stesso mese entrò nel carcere di San Giovanni in Monte a disposizione delle SS. Riconosciuto partigiano dal 12/07/1944 al 10/02/1945.
Moscardini Andrea “Chido”, nato a Castelfranco Emilia (MO) l’11/08/1926, residente a Manzolino (MO), mugnaio. Fratello di uno degli organizzatori e dei dirigenti dei gruppi partigiani locali, Roberto Moscardini, Andrea fu partigiano e vicecomandante di formazione nella 65ª brigata Gap Walter Tabacchi. Anche la sorella Anna Maria e il fratello Silvio furono attivi nella Resistenza. Andrea Moscardini fu arrestato il 22/01/1945 nell’ambito di un rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia dai tedeschi con l’ausilio di spie locali. Il 29/01/1945 entrò con altri catturati nell’area di Castelfranco nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna a disposizione del SD. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.
Nanni Luigi, nato a San Giovanni in Persiceto (BO) il 15/09/1922, residente a Manzolino (MO), muratore. Partigiano e vicecomandante di formazione nella 65ª brigata Gap Walter Tabacchi. Fu arrestato il 22/01/1945 nell’ambito di un rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia dai tedeschi con l’ausilio di spie locali. Il 29/01/1945 entrò con altri catturati nell’area di Castelfranco nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna a disposizione del SD. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.
Nanni Renato “Giuseppe”, nato a Sasso Marconi (BO) il 13/12/1921, residente a Sant’Agata Bolognese (BO), mezzadro. Caposquadra nella 65ª brigata Gap Walter Tabacchi. Fu arrestato nella sua abitazione il 25/01/1945 nell’ambito di un rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia dai tedeschi con l’ausilio di spie locali. Il 29/01/1945 entrò con altri catturati nell’area di Castelfranco nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna a disposizione del SD. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.
Nannucci Otello “Campo”, nato a Scandicci (FI) il 29/07/1911, residente a Firenze, sarto. Di famiglia antifascista (il fratello Tullio fu ucciso dai fascisti dopo ripetute percosse), Otello mise la sua abitazione a disposizione della Resistenza per la raccolta e l’invio di derrate alimentari verso le brigate partigiane dell’Appennino tosco-emiliano. Nell’ottobre del 1944 si spostò per la sua attività a Bologna e fu attivo nella 1ª brigata Irma Bandiera per la quale raccoglieva e nascondeva armi e all’interno della quale fu comandante di stato maggiore di battaglione. Fu arrestato in una base di Piazza 8 Agosto il 12/12/1944 nel corso di un’azione che permise ai fascisti, forse grazie a delazioni, di catturare un buon numero di partigiani tra Bologna, Corticella e Cadriano (BO). Subì violenti interrogatori nella sede dell’Ufficio politico investigativo della Gnr presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università e il 18/12/1944 fu trasferito al carcere di San Giovanni in Monte dove fu posto a disposizione del comando delle SS. Riconosciuto partigiano con il grado di tenente dal 01/10/1943 al 13/02/1945.
Orlandi Vivaldo, nato a Malalbergo (BO) il 09/12/1926, operaio agricolo. Partigiano del battaglione Gotti della 4ª brigata Garibaldi Venturoli. Fu catturato il 12/01/1945 nell’ambito di una vasta azione di rastrellamento che interessò la zona di Malalbergo, Altedo e Bentivoglio (BO) e il 15 dello stesso mese fu tradotto con altri catturati nella stessa operazione al carcere di San Giovanni in Monte a Bologna per ordine e a disposizione delle SS. Riconosciuto partigiano dal 01/03/1944 al 10/02/1945.
Pattuelli (o Patuelli) Renato “Stefano”, nato a Bologna il 21/09/1921, studente universitario a Venezia, dopo l’armistizio tornò in Emilia-Romagna per unirsi ai partigiani sull’Appennino alle spalle di Bologna. Fu commissario politico nella Stella Rossa e una volta tornato in città si unì alla 1ª brigata Irma Bandiera. Arrestato dai fascisti il 04/12/1944 in un appartamento di via Porta Nova, nel quale si era insediato il comando della brigata, insieme a Giovanni Cerbai e Italo Cazzoli. Tutti e tre furono reclusi nel carcere di San Giovanni in Monte dal 09/12/1944 prima a disposizione della questura e poi del comando SS. Riconosciuto partigiano dal 12/09/1943 al 10/02/1945.
Pezzotti Ersilio “Ado”, nato a Tolentino (MC) il 02/07/1924, fonditore. Fece parte della 7ª brigata Gap Gianni. Fu arrestato a Bologna il 13/12/1944 dalla Gnr. Rinchiuso nel carcere di San Giovanni in Monte dal 18/12/1944 a disposizione delle SS. Riconosciuto partigiano dal 01/09/1944 al 18/12/1944.
Ragazzi Marino “Bandolero”, nato a Anzola Emilia (BO) il 02/10/1915, residente Cavazzona-Manzolino (MO), calzolaio. Comandante di formazione nella 65ª brigata Gap Walter Tabacchi. Fu arrestato il 22/01/1945 nell’ambito di un rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia dai tedeschi con l’ausilio di spie locali. Il 29/01/1945 entrò con altri catturati nell’area di Castelfranco nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna a disposizione del SD. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.
Ravaldi Rolando “Leone”, nato a Castelfranco Emilia (MO) l’08/12/1918, residente a Manzolino (MO), muratore. Partigiano nella 65ª brigata Gap Walter Tabacchi (sergente maggiore). Fu arrestato il 22/01/1945 nell’ambito di un rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia dai tedeschi con l’ausilio di spie locali. Il 29/01/1945 entrò con altri catturati nell’area di Castelfranco nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna a disposizione del SD. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.
Ravaldi Romano “Franco”, nato a Castelfranco Emilia (MO) il 29/03/1928, residente a Manzolino (MO), barbiere. Partigiano nella 65ª brigata Walter Tabacchi. Fu arrestato il 22/01/1945 nell’ambito di un rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia dai tedeschi con l’ausilio di spie locali. Il 29/01/1945 entrò con altri catturati nell’area di Castelfranco nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna a disposizione del SD. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.
Rossi Sandro “Biondino”, nato a Marzabotto (BO) il 16/01/1924, residente a Bologna, macellaio. Diversi suoi familiari furono vittime della strage di Monte Sole. Un suo cugino fu partigiano e morì durante la Resistenza. Partigiano nella 7ª brigata Gap di Bologna, Rossi fu arrestato dai fascisti all’inizio di gennaio del 1945 su segnalazione di un caporalmaggiore della Gnr. Fu recluso nel carcere di San Giovanni in Monte dove fu posto a disposizione delle SS. Con lui fu arrestata anche la sorella Evelina che fu incarcerata e rilasciata dopo alcuni giorni. Rossi è stato riconosciuto partigiano dal 01/01/1944 al 10/02/1945.
Roveri Annibale “Pantera”, nato a Anzola Emilia (BO) il 31/10/1927, secondo alcune fonti residente a Borgo Panigale (BO), secondo altre a Riolo di Castelfranco (MO), commesso, operaio. Partigiano nella 65ª brigata Gap Walter Tabacchi. Fu arrestato il 25/01/1945 nell’ambito di un rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia dai tedeschi con l’ausilio di spie locali. Il 29/01/1945 entrò con altri catturati nell’area di Castelfranco nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna a disposizione del SD. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.
Simoni Dante “Fanfulla”, nato a Castelfranco Emilia (MO) il 03/11/1920, residente a Crespellano (BO), mugnaio. Partecipò alla Resistenza nella 7ª brigata Gap Gianni. Arrestato il 19/12/1944 a Bazzano (BO), fu incarcerato dapprima a San Giovanni in Persiceto poi, a inizio gennaio del 1945 nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna a disposizione delle SS. Riconosciuto partigiano dal 01/06/1944 al 19/12/1944.
Turrini Ennio, nato a Modena il 27/02/1923, residente a Albareto (MO), agricoltore. Partigiano della 65ª brigata Walter Tabacchi. Fu arrestato il 25/01/1945 nell’ambito di un rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia dai tedeschi con l’ausilio di spie locali. Il 29/01/1945 entrò con altri catturati nell’area di Castelfranco nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna a disposizione del SD. Riconosciuto partigiano dall’08/08/1944 al 10/02/1945.
Venturi Francesco “Lino”, nato a Castelfranco Emilia (MO) il 07/04/1910, residente a Manzolino (MO), agricoltore. Partigiano e comandante di formazione nella 65ª brigata Walter Tabacchi. Fu arrestato il 22/01/1945 nell’ambito di un rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia dai tedeschi con l’ausilio di spie locali. Il 29/01/1945 entrò con altri catturati nell’area di Castelfranco nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna a disposizione del SD. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.
Veronesi Aimone ”Ivan”, nato a Castelfranco Emilia (MO) il 05/08/1911, residente a Manzolino (MO), ferroviere. Fratello di Renato Veronesi, ucciso come lui a San Ruffillo. Partigiano della 65ª brigata Walter Tabacchi. Fu arrestato il 22/01/1945 nell’ambito di un rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia dai tedeschi con l’ausilio di spie locali. Il 29/01/1945 entrò con altri catturati nell’area di Castelfranco, tra cui suo fratello Renato, nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna a disposizione del SD. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.
Veronesi Renato, nato a Castelfranco Emilia (MO) il 24/08/1914, residente a Manzolino (MO), ferroviere. Fratello di Aimone, ucciso come lui a San Ruffillo. Partigiano della 65ª brigata Walter Tabacchi. Fu arrestato il 22/01/1945 nell’ambito di un rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia dai tedeschi con l’ausilio di spie locali. Il 29/01/1945 entrò con altri catturati nell’area di Castelfranco, tra cui suo fratello Aimone, nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna a disposizione del SD. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.
Zanerini (o Zanarini) Mauro, nato a Nonantola (MO) l’11 o il 13/09/1927, residente a Rastellino (MO). Fu caposquadra nella 65ª brigata Walter Tabacchi. Fu arrestato il 25/01/1945 nell’ambito di un rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia dai tedeschi con l’ausilio di spie locali. Il 29/01/1945 entrò con altri catturati nell’area di Castelfranco nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna a disposizione del SD. Riconosciuto partigiano dall’08/08/1944 al 10/02/1945.
Zanotti Augusto “Usignolo”, nato a Castelfranco Emilia (MO) il 07/02/1922, residente a Rastellino (MO), agricoltore. Fu caposquadra nella 65ª brigata Walter Tabacchi. Fu arrestato il 25/01/1945 nell’ambito di un rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia dai tedeschi con l’ausilio di spie locali. Il 29/01/1945 entrò con altri catturati nell’area di Castelfranco nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna a disposizione del SD. Riconosciuto partigiano dall’08/08/1944 al 10/02/1945.
Zucchini Dino, nato a Malalbergo (BO) il 27/03/1926, frutticoltore. Partigiano nel battaglione Gotti della 4ª brigata Garibaldi Venturoli e lavoratore nella Todt così da avere un permesso di circolazione. Fu arrestato il 12/01/1945 nell’ambito di un vasto rastrellamento che interessò la zona di Malalbergo, Altedo e Bentivoglio (BO) e il 15 dello stesso mese con altri catturati nella stessa operazione entrò nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna per ordine e a disposizione del comando SS. Riconosciuto partigiano dal 01/05/1944 al 10/02/1945.
Zuffi Renzo “Ettore”, nato a Castelfranco (MO) il 09/02/1926, residente a Manzolino (MO), bracciante. Fratello di Riniero Zuffi, ucciso come lui a San Ruffillo. Partigiano nella 65ª brigata Walter Tabacchi, fu arrestato il 22/01/1945 nell’ambito di un rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia dai tedeschi con l’ausilio di spie locali. Il 29/01/1945 entrò con altri catturati nell’area di Castelfranco, tra cui suo fratello Riniero, nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna a disposizione del SD. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.
Zuffi Riniero “Primo”, nato a Castelfranco Emilia (MO) il 04/06/1922, residente a Manzolino (MO), colono. Fratello di Renzo Zuffi, ucciso come lui a San Ruffillo. Partigiano nella 65ª brigata Walter Tabacchi, fu arrestato il 22/01/1945 nell’ambito di un rastrellamento messo in atto nella zona di Castelfranco Emilia dai tedeschi con l’ausilio di spie locali. Il 29/01/1945 entrò con altri catturati nell’area di Castelfranco, tra cui suo fratello Renzo, nel carcere di San Giovanni in Monte a Bologna a disposizione del SD. Riconosciuto partigiano dal 10/06/1944 al 10/02/1945.

Elenco vittime indefinite 1

Paggiaro Otello, nato a Bologna il 30/08/1914. Fu arrestato a Bologna presumibilmente all’inizio del dicembre 1944 e il giorno 06 entrò nel carcere di San Giovanni in Monte dove fu messo a disposizione delle SS. Probabilmente partigiano o legato a partigiani; non è noto se fu riconosciuto.

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Aussenkommando Sipo-SD Bologna

Tipo di reparto: Polizei
Appartenenza: Sicherheitspolizei u. SD

Elenco persone responsabili o presunte responsabili


  • Agostino Fortunati

    Nome Agostino

    Cognome Fortunati

    Ruolo nella strage Collaboratore

    Stato imputato in procedimento

    Note procedimento Procedimento davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Bologna contro Fortunati Agostino (nato a Piacenza il 27/09/1892, già fascista delle origini, iscritto al Pfr, giudice del tribunale provinciale straordinario fascista, capo dell’ufficio politico del Pfr di Bologna, ufficiale superiore della polizia ausiliaria, capo dell’ufficio politico della questura di Bologna) imputato del reato di collaborazionismo per una serie di fatti tra cui l’arresto di Cerbai, Cazzoli e Pattuelli e la loro consegna ai tedeschi delle SS. Il procedimento si concluse con sentenza del 17/07/1946 con la quale la Corte condannò Fortunati a morte mediante fucilazione alla schiena per il reato di collaborazionismo e per il reato di omicidio (in particolare per l’episodio della “battaglia dell’Università”: v. Episodio di Bologna, 20 ottobre 1944). L’imputato ricorse in Cassazione che il 29/01/1947 annullò la sentenza e rinviò gli atti per nuovo esame alla Corte d’Assise di Modena. - Procedimento contro Fortunati Agostino davanti alla Corte d’Assise sezione speciale di Modena. La Corte concluse il 24/05/1947 per la colpevolezza di Fortunati, ma commutò la pena di morte in 30 anni di reclusione e condonò un terzo della pena. Nel gennaio 1948 la Cassazione respinse l’istanza di revisione. Nel marzo 1950 la Corte d’Assise di Modena condonò un ulteriore anno, ma nel novembre dello stesso anno respinse la richiesta di ulteriore riduzione di pena e la Cassazione nel 1951 rigettò il ricorso presentato da Fortunati contro tale decisione della Assise modenese. Nell’aprile 1960 la Corte d’Assise di Modena dichiarò estinto il reato per amnistia e cessata l’esecuzione della condanna. Nel gennaio 1963 la Corte d’Appello di Bologna riabilitò Fortunati.

  • Bruno Monti

    Nome Bruno

    Cognome Monti

    Ruolo nella strage Collaboratore

    Stato imputato in procedimento

    Note procedimento Procedimento contro Monti Bruno (nato a Bologna il 17/11/1904, iscritto al Pfr, tenente della Gnr, addetto all’Ufficio politico investigativo dell’Ispettorato provinciale e poi regionale della Gnr) davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Bologna. Monti fu accusato di collaborazionismo e di aver partecipato all’arresto, alle torture e all’uccisione di diversi partigiani o alla consegna di partigiani alle SS provocandone la deportazione o la fucilazione, oltre che a furti. La Corte d’Assise straordinaria lo ritenne responsabile degli arresti di Carlo Calzoni, Luciano Mantovani e Dante Simoni uccisi a San Ruffillo il 10/02/1945, di Remo Draghetti, ucciso a San Ruffillo il 20/02/1945 (v. Episodio di San Ruffillo, stazione (BO), 20 febbraio 1945), di Francesco Cristofori, ucciso a San Ruffillo il 16/03/1945 (v. Episodio di San Ruffillo, stazione (BO), 16 marzo 1945) e di Giorgio Grotti, prelevato da San Giovanni in Monte il 17/04/1945 e poi disperso (v. Episodio di San Ruffillo, stazione (BO)?, 17 aprile 1945). Il 7 marzo 1946 la Corte giudicò Monti colpevole e lo condannò a morte mediante fucilazione alla schiena. Monti presentò ricorso e la Cassazione con sentenza del 31/05/1946 annullò la sentenza rinviando la causa alla Corte d’Assise di Modena sezione speciale. - Procedimento davanti alla Corte d’Assise di Modena contro Bruno Monti. La Corte con sentenza 12/03/1947 commutò la pena di morte in ergastolo. Il reato fu poi dichiarato estinto per amnistia.

    Tipo di reparto fascista Guardia Nazionale Repubblicana

    Nome del reparto Reparto GNR non precisato

  • Fosca Melchiorre

    Nome Fosca

    Cognome Melchiorre

    Ruolo nella strage Delatore

    Stato imputato in procedimento

    Note procedimento Procedimento davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Bologna contro Melchiorri Fosca (nata a Crespellano (BO) il 12/10/1925) imputata di collaborazionismo per una serie di delazioni e denunce tra cui quella che portò all’arresto di Carlo Calzoni come staffetta partigiana. Il procedimento si concluse il 23/09/1946 con sentenza di condanna a 15 anni di reclusione ridotti a 10. Melchiorri presentò ricorso in Cassazione. La Cassazione il 04/03/1947 dichiarò estinto il reato per amnistia.

  • Gino Tassoni

    Nome Gino

    Cognome Tassoni

    Ruolo nella strage Collaboratore

    Stato imputato in procedimento

    Note procedimento Procedimento davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Bologna contro Tassoni Gino (nato ad Altedo (BO) il 21/04/1921, iscritto al Pfr e membro della polizia ausiliaria) imputato di collaborazionismo per aver partecipato ad arresti, incendi, ferimenti, perquisizioni e asportazioni di beni, rastrellamenti tra cui quello ad Altedo in cui fu arrestato Dino Zucchini ucciso poi a San Ruffillo. Tuttavia la Corte non ritenne sufficienti le prove della partecipazione di Tassoni all’arresto di Zucchini. Tassoni fu comunque condannato per collaborazionismo a 14 anni di reclusione con sentenza del 23/11/1945. Presentò ricorso in Cassazione. Nel 1947 il reato fu dichiarato estinto per amnistia dalla Corte di Cassazione.

  • Gustav Pustowka

    Nome Gustav

    Cognome Pustowka

    Stato nominativo generico o non identificato emerso dalla documentazione

    Note responsabile Gustav Pustowka (nato a Teschen, Polonia (Teschen è il nome tedesco di Cieszyn), membro del partito nazista, delle SS e della Gestapo, agente della polizia criminale, in Italia nei comandi Sipo-SD di Roma, Forlì, Bologna e Ferrara, SS-Scharführer (sergente maggiore), morto a Ludwigsburg, Germania, il 15/01/1991); Pustowka secondo alcune fonti fu coinvolto nelle fucilazioni di San Ruffillo e Sabbiuno di Paderno a Bologna, oltre che nella strage de La Storta a Roma e in quella del Caffè del Doro a Ferrara (v. Episodi di Roma, La Storta, 4 giugno 1944; Ferrara, 17 novembre 1944; Ronco di Forlì, aeroporto (FC), 29 giugno, 5-6, 17 e 25 settembre 1944; Sabbiuno di Paderno (BO), 14 e 23 dicembre 1944).

    Nome del reparto nazista Polizei

    Nome del reparto Aussenkommando Sipo-SD Bologna

  • Martino Berti

    Nome Martino

    Cognome Berti

    Ruolo nella strage Collaboratore

    Stato imputato in procedimento

    Note procedimento Procedimento contro Berti Martino (nato a Bologna il 12/11/1906, caporalmaggiore della Gnr) davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Bologna. Berti fu accusato di collaborazionismo e di aver partecipato all’arresto di diversi partigiani tra cui Sandro Rossi tra gli uccisi a San Ruffillo il 10/02/1945, Remo Nicoli e Giorgio Grotti entrambi prelevati dal carcere di San Giovanni in Monte nell’aprile del 1945 e poi dispersi (v. Episodio di San Ruffillo, stazione (BO)?, 4 e 17 aprile 1945). La sentenza della Cas di Bologna rivela che Berti per le sue doti di investigazione fu in forza all’Ufficio politico investigativo della Gnr e dal febbraio 1945 fu al servizio del Sicherheitsdienst per la raccolta di informazioni sulla situazione sociale e politica e come informatore. Pare che facesse arrestare dalla Questura, dalla Gnr o dai tedeschi i partigiani che riteneva responsabili dell’uccisione di due suoi fratelli per vendicarli e che partecipasse agli interrogatori e alle torture inflitte ai prigionieri nella sede della Gnr nella Facoltà di Ingegneria, anche a danno dei partigiani della 1ª brigata Irma Bandiera catturati nel febbraio 1945 e poi uccisi a San Ruffillo il 01/03/1945 (v. Episodio di San Ruffillo stazione (BO), 1° marzo 1945). Nella sentenza non vengono nominati direttamente, ma si parla di una ventina di persone arrestate insieme ad Augusto Diolaiti e alla sorella di Sandro Rossi, Evelina, recluse a ingegneria, interrogate e torturate e poi passate alle SS, dieci delle quali furono ritrovate uccise a San Ruffillo. La Corte d’Assise straordinaria di Bologna con sentenza del 17/08/1945 condannò Berti alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena. Berti presentò ricorso e la Cassazione il 21/09/1945 annullò la sentenza rinviando gli atti per un nuovo giudizio alla Corte d’Assise straordinaria di Modena. - Procedimento davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Modena contro Berti Martino conclusosi con sentenza 16/04/1946. La Corte modenese ritenne Berti colpevole, ma gli concesse le attenuanti per il fatto che le sue azioni contro i partigiani, pur gravi, erano state dettate dal desiderio di vendicare i suoi fratelli uccisi. Lo condannò alla pena di reclusione di tredici anni e quattro mesi, cinque dei quali condonati nel luglio 1946; altri quattro anni, cinque mesi e 10 giorni furono condonati nel 1948. Una sentenza della Corte d’Appello di Bologna del 14/01/1955 dichiarò Berti riabilitato.

    Tipo di reparto fascista Guardia Nazionale Repubblicana

    Nome del reparto Reparto GNR non precisato

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • commemorazione a

    Tipo di memoria: commemorazione

    Descrizione: Sì, annuali. Le commemorazioni sono organizzate dalla sezione Anpi del Quartiere Savena di Bologna in collaborazione con il Quartiere Savena e vi partecipano delegazioni dei Comuni di residenza o di nascita delle vittime, del Comune e della Città metropolitana di Bologna, delle province di Modena e Ferrara, della regione Emilia-Romagna, dei comitati provinciali Anpi di Bologna e Modena e delle sezioni Anpi dei Comuni di nascita o di residenza delle vittime.

  • monumento a Bologna, piazza Caduti di San Ruffillo

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: Bologna, piazza Caduti di San Ruffillo

    Anno di realizzazione: 1967

    Descrizione: Monumento che ricorda le vittime delle fucilazioni di San Ruffillo collocato nel 1967 in sostituzione di quello che, dal 1946, sorgeva sul terrapieno della ferrovia nei pressi della stazione e che è stato dismesso. Sulla faccia principale del monumento attuale si legge l’iscrizione: «Da queste fosse rosse di sangue risuona la voce dei partigiani trucidati dai nazifascisti ad ammonire i vivi che non c’è civile grandezza senza libertà ed amore»; sulle altre facce del monumento sono riportati i nominativi delle vittime di Castelfranco Emilia (Enea Baraldi, Guido Baraldi, Enrico Bazzani, Otello Bergonzini, Ernesto Bottazzi, Gaetano Campagnoli, Amedeo Cavazza, Orfeo Cavazza, Aldo Dondi, Dante Ferrarini, Renato Guizzardi, Guerrino Maccaferri, Danio Manfredi, Ilario [ma Florino] Manfredini, Andrea Moscardini, Luigi Nanni, Renato Nanni, Marino Ragazzi, Rolando Ravaldi, Romano Ravaldi, Giuseppe Rinaldi, Annibale Roveri, Renzo Soli, Gilberto Tacconi, Ennio Turrini, Giovanni Turrini, Francesco Venturi, Aimone Veronesi, Renato Veronesi, Mauro Zanerini, Augusto Zanotti, Renzo Zuffi, Riniero Zuffi, Arteodoro Albertini, Angiolino Carini), Bologna (Dino Bedonni, Adriano Biondi, Sergio Casalini, Mario Faccioli, Antonio Grandi, Guglielmo Grossi, Carlo Mazzacurati, Corrado Pavignani, Emilio Rimondi [probabilmente ucciso a Sabbiuno di Paderno: v. Episodi di Sabbiuno di Paderno (BO), 14, 23 dicembre 1944], Sandro Rossi, Libero Spadoni [non figura tra gli uccisi a San Ruffillo, né tra i dispersi dopo il prelievo dal carcere; non compare nel Dizionario; forse si tratta di un errore di iscrizione sul monumento], Walter Tommasini), Malalbergo (Egidio Alberti, Ernesto Amaini, Primo Bacilieri, Azzo Carlini, Ilario Cenacchi, Antonio Corticelli, Tonino Costa, Adamo Fiorini, Orfeo Galletti, Umberto Gilioli, Romano Gualandi, Guido Minghetti, Vivaldo Orlandi, Oreste Pedrini, Giuseppe Pettazzoni, Dino Zucchini), Anzola Emilia (Pio Galli), Imola (Ugo Coralli, Otello Cardelli, Armando Gardi, Vladimiro Gollini, Walter Grandi, Enea Loreti, Rocco Marabini, Angelo Volta, Vittorio Zotti), Bondeno (Amedeo Benini, Ainis De Biagi, Idalgo Dondi, Atos [ma Pietro] Freddi, Giovanni Gavioli, Ilo Gigli, Bruno Pareschi, Florindo Tassinari). Sulla faccia recante i nomi degli imolesi e dei caduti di Bondeno si legge anche l’iscrizione: «Ai 107 sconosciuti il volto e il nome d’ogni spirito libero».

  • luogo della memoria a Bologna, stazione San Ruffillo

    Tipo di memoria: luogo della memoria

    Ubicazione: Bologna, stazione San Ruffillo

    Descrizione: Pannelli storico-espositivi sulle fucilazioni di San Ruffillo del 1945 realizzati nel 2008 per conto dell’Anpi del Quartiere Savena in collaborazione con l’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nella provincia di Bologna “Luciano Bergonzini” – Isrebo; cura del progetto di Roberta Mira e Paola Zagatti; testi di Andrea Ferrari e Paolo Nannetti. Uno dei pannelli è stato collocato alla stazione di San Ruffillo per “segnare” il luogo della strage

  • luogo della memoria a Bologna

    Tipo di memoria: luogo della memoria

    Ubicazione: Bologna

    Descrizione: Bologna: una strada è intitolata a Giovanni Cerbai.

  • luogo della memoria a Castelfranco Emilia

    Tipo di memoria: luogo della memoria

    Ubicazione: Castelfranco Emilia

    Descrizione: via Fratelli Moscardini ricorda Andrea Moscardini ucciso a San Ruffillo e i suoi fratelli Silvio, Tonino e Roberto morti in diverse circostanze tra il 1944 e il 1945.

  • onorificenza alla persona a

    Tipo di memoria: onorificenza alla persona

    Descrizione: A Cerbai è stata conferita la medaglia d’oro al valore.

Bibliografia


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Alessandro Albertazzi, Luigi Arbizzani, Nazario Sauro Onofri, Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese (1919-1945), vol. III, Dizionario biografico D-L, Comune di Bologna, Istituto per la storia di Bologna, Bologna, 1986, pp. 26, 222, 282, 326-327, 435, 464-465, 490.
Luigi Arbizzani, Nazario Sauro Onofri, Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese (1919-1945), vol. IV, Dizionario biografico M-Q, Comune di Bologna, Istituto per la storia di Bologna, Bologna, 1995, pp. 68, 203, 441, 443, 446, 503, 588, 626.
Luigi Arbizzani, Nazario Sauro Onofri, Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese (1919-1945), vol. V, Dizionario biografico R-Z, Comune di Bologna, Istituto per la storia di Bologna, Bologna, 1998, pp. 6, 132, 138, 306, 728.
Luigi Arbizzani, Nazario Sauro Onofri, Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese (1919-1945), vol. VI, Dizionario biografico Appendice, Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nella provincia di Bologna “Luciano Bergoznini” – Isrebo, Istituto per la storia di Bologna, Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Bologna, 2003, pp. 111, 134, 302.
Terenzio Ascari, La lunga strada della libertà. Castelfranco Emilia dal 1° al 2° Risorgimento. Vicende e personaggi, Anpi Castelfranco Emilia, Castelfranco Emilia, 1994, pp. 140-156 e ad nomen.
Arnaldo Ballotta (a cura di), Le lunghe ombre, Anpi Castelfranco Emilia, Castelfranco Emilia, 1995.
Arnaldo Ballotta, Giuseppe Magni, Quei giorni tremendi, Anpi Castelfranco Emilia, Castelfranco Emilia, 1996.
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Mauro Maggiorani, Vincenzo Sardone, Libertà: i luoghi, i volti, le parole. Memorie dell’antifascismo e della Resistenza nel quartiere Savena di Bologna, Aspasia, Bologna, 2004, pp. 97-103.
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- Renato Sasdelli (a cura di), Ingegneria in guerra. La Facoltà di Ingegneria di Bologna dalla RSI alla Ricostruzione (1943-1947), Clueb, Bologna, 2007, pp. 94, 103-104, 148, 158-163.

Sitografia


- Storia e memoria di Bologna:
Eccidio di San Ruffillo
http://memoriadibologna.comune.bologna.it/eccidio-di-san-ruffillo-12-evento
Albertini Artedoro
http://memoriadibologna.comune.bologna.it/albertini-artedoro-481606-persona
Bacilieri Primo
http://memoriadibologna.comune.bologna.it/baccilieri-bacilieri-primo-480289-persona
Biondi Ismo
http://www.storiaememoriadibologna.it/biondi-ismo-478609-persona
(presente ma non collegato con la strage di San Ruffillo)
Calzoni Carlo
http://www.storiaememoriadibologna.it/calzoni-carlo-478105-persona
(presente ma non collegato con la strage di San Ruffillo)
Carlini Azzo
http://memoriadibologna.comune.bologna.it/carlini-azzo-479716-persona
Casalini Sergio
http://memoriadibologna.comune.bologna.it/casalini-sergio-478113-persona
Cazzoli Italo
http://memoriadibologna.comune.bologna.it/cazzoli-italo-478657-persona
Cerbai Giovanni
http://memoriadibologna.comune.bologna.it/cerbai-giovanni-478658-persona
Corticelli Antonio
http://www.storiaememoriadibologna.it/corticelli-antonio-480331-persona
Costa Tonino
http://memoriadibologna.comune.bologna.it/costa-tonino-c.-478691-persona
Dal Rio Settimo
http://www.storiaememoriadibologna.it/dal-rio-settimo-478155-persona
(presente ma non collegato con la strage di San Ruffillo)
Fossili Peppino
http://www.storiaememoriadibologna.it/fossili-peppino-478206-persona
(presente ma non collegato con la strage di San Ruffillo)
Galletti Orfeo
http://memoriadibologna.comune.bologna.it/galletti-orfeo-478783-persona
Gasperini Virgilio
http://www.storiaememoriadibologna.it/certosa/gasperini-virgilio-478225-persona
(presente ma non collegato con la strage di San Ruffillo)
Grassilli Clorindo
http://memoriadibologna.comune.bologna.it/grassilli-clorindo-478139-persona
(presente ma non collegato con la strage di San Ruffillo)
Gualandi Romano
http://memoriadibologna.comune.bologna.it/gualandi-romano-479329-persona
Guizzardi Renato
http://memoriadibologna.comune.bologna.it/guizzardi-renato-478864-persona
Mantovani Luciano
http://memoriadibologna.comune.bologna.it/mantovani-luciano-quinto-478300-persona
Mazzacurati Carlo
http://memoriadibologna.comune.bologna.it/mazzacurati-carlo-478320-persona
Nanni Luigi
http://memoriadibologna.comune.bologna.it/nanni-luigi-486651-persona
Nanni Renato
http://memoriadibologna.comune.bologna.it/nanni-renato-514478-persona
Nannucci Otello
http://memoriadibologna.comune.bologna.it/nannucci-otello-479387-persona
(presente ma non collegato con la strage di San Ruffillo)
Orlandi Vivaldo
http://memoriadibologna.comune.bologna.it/orlandi-vivaldo-479020-persona
Pattuelli (o Patuelli) Renato
http://memoriadibologna.comune.bologna.it/patuelli-remo-478392-persona
(compare come Patuelli Remo, nella biografia è correttamente riportato Renato; presente ma non collegato con la strage di San Ruffillo)
Pezzotti Ersilio
http://memoriadibologna.comune.bologna.it/pezzotti-ersilio-494203-persona
(presente ma non collegato con la strage di San Ruffillo)
Ragazzi Marino
http://memoriadibologna.comune.bologna.it/ragazzi-marino-486655-persona
Rossi Sandro
http://memoriadibologna.comune.bologna.it/rossi-sandrino-479670-persona
Roveri Annibale
http://memoriadibologna.comune.bologna.it/roveri-annibale-486647-persona
Zucchini Dino
http://memoriadibologna.comune.bologna.it/zucchini-dino-479624-persona

- Quartiere Savena, Bologna, Monumenti che parlano, L’eccidio di San Ruffillo e la Resistenza a Savena:
Stazione ferroviaria San Ruffillo e cippo dedicato ai caduti di San Ruffillo
http://www.comune.bologna.it/savena-resistenza/sanruffillo.php
Lapide dedicata ai partigiani caduti e dispersi del Pontevecchio
http://www.comune.bologna.it/savena-resistenza/pontevecchio.php
Lapide dedicata ai caduti e dispersi del Casermone
http://www.comune.bologna.it/savena-resistenza/casermone.php

- Dipartimento di Storia Culture Civiltà, Università di Bologna, Database dei partigiani dell’Emilia-Romagna:
http://www.disci.unibo.it/it/biblioteca/fondi-1/partigiani
(schede relative alla provincia di Bologna, ad nomen; compaiono Albertini, Bacilieri, Carlini, Casalini, Corticelli, Costa, Dal Rio, Fossili, Galletti, Gasperini, Grassilli, Gualandi, Mantovani, Mazzacurati, Orlandi, Patuelli, Simoni, Rossi, Zucchini;
schede relative alla provincia di Modena, ad nomen; compaiono Enea e Guido Baraldi, Bottazzi, Carini, Amedeo e Orfeo Cavazza, Dondi, Guizzardi, Maccaferri, Manfredi, Moscardini, Romano e Rolando Ravaldi, Roveri, Turrini, Venturi, Aimone e Renato Veronesi, Zanarini, Zanotti, Renzo e Riniero Zuffi).

- Comune di Minerbio, Partigiani del territorio di Minerbio:
http://anteprime.officinedigitali.it/comune_minerbio/normativa/pagina70.html
(ad nomen; presente Azzo Carlini).

Fonti archivistiche

Fonti

ANPI Bologna, schedario partigiani.
Archivio Cimitero della Certosa di Bologna.
ASBO, Corte d’appello di Bologna, Penale, Corte d’assise straordinaria di Bologna, Sentenze, vol. 26, 1945, sentenze nn. 144, 245; vol. 27, 1946, sentenze nn. 42, 127, 182.
ASBO, Corte d’appello di Bologna, Penale, Corte d’assise straordinaria di Modena, Sentenze, vol. 31, 1945-1947, sentenze nn. 29/1946, 18/1947, 35/1947.
- BArch, R 70/Italien, Bd. 12, ff. 87 e 116.