Lizzano in Belvedere, 27.06.1944

(Bologna - Emilia-Romagna)

Lizzano in Belvedere, 27.06.1944

Lizzano in Belvedere, 27.06.1944
Descrizione

Località Lizzano in Belvedere, Lizzano in Belvedere, Bologna, Emilia-Romagna

Data 27 giugno 1944

Matrice strage Nazista

Numero vittime 1

Numero vittime uomini 1

Numero vittime uomini adulti 1

Descrizione: Verso la metà di giugno 1944 i partigiani fanno saltare Ponte Catello, lungo la strada che collega Rocca Corneta e Fanano. Il 21 giugno gli stessi partigiani tendono un agguato a un auto tedesca che è giunta al ponte intransitabile. Durante l'azione due tedeschi vengono uccisi, mentre il terzo, ferito, riesce a scappare e dare l'allarme. La rappresaglia è immediata: i tedeschi ritornano quasi subito a Rocca Corneta e incendiano la casa che si trova sopra il ponte, poi uccidono i due fratelli Fiocchi e picchiano il resto della famiglia. Nel frattempo, sempre in zona, vengono catturati altri uomini a cui viene imposto di scavarsi la fossa, ma alla fine vengono rilasciati. Sembra che a questa azione abbiano partecipato anche fascisti locali.
Il 23 giugno viene attuato il rastrellamento vero e proprio che arriva fino a Fanano (Modena), paese di origine del capo dei partigiani che avevano fatto saltare il ponte. Durante il tragitto i soldati tedeschi catturano tutti gli uomini che incontrano a cui fanno trasportare armi e munizioni, infine, poco prima di entrare in paese, uccidono un civile (Lardi). Giunti in piazza a Fanano i soldati rastrellano tutti gli uomini che gli capitano a tiro, infine li rinchiudono in un locale in attesa di essere interrogati. Verso sera, dopo l'interrogatorio, i tedeschi si fanno condurre alle case dei partigiani fananesi e le incendiano. Un fananese, nel tentativo di aiutare la famiglia a sgombrare una casa a cui era stato dato fuoco, viene violentemente colpito alla testa (Bondi). Nel frattempo interviene l'arciprete di Fanano, il quale, con l'aiuto di una donna di origine inglese che conosce il tedesco, cerca di far capire ai soldati che nessuna delle persone fermate fa parte dei partigiani. Alla fine viene raggiunto un accordo, se i soldati non fossero stati attaccati agli ostaggi non sarebbe successo nulla. La mattina dopo, 24 giugno, i tedeschi si ritirano verso Lizzano e con loro portano una decina di ostaggi. Giunti a Rocca Corneta i prigionieri vengono rinchiusi in una stanza, infine vengono rilasciati. I tedeschi, prima di lasciare Fanano, in piazza aveva ucciso un marinaio in licenza (Bicocchi) - catturato il giorno precedente - e il cadavere venne lasciato per terra con l'ordine di non rimuoverlo.
Il 27 giugno i partigiani della zona, dopo aver catturato, il giorno precedente, un esponente del fascio locale, conducono un'azione di sabotaggio nei pressi del paese di Lizzano. I tedeschi, informati della presenza, organizzano un rastrellamento. Lo scontro è inevitabile. Il grosso della formazione riesce a sganciarsi, mentre due rimangono a coprire la ritirata: uno viene ucciso (Agostini), l'altro (Gubellini) viene catturato. Entrambi vengono condotti al comando in paese dove Gubellini viene interrogato (subisce anche la tortura), dopodiché viene attaccato alle inferiate di una finestra del Municipio e sotto di lui viene gettato il corpo di Agostini, entrambi rimangono esposti al pubblico dalle ore 11 alle 18. Visto che Gubellini non vuole fare i nomi dei compagni, anzi reagisce sputando, la sera del 27 giugno viene impiccato al bivio per Pianaccio con una corda: lui viene appeso a una estremità, all'altro capo viene attaccato il corpo di Agostini.

Modalità di uccisione: impiccagione

Violenze connesse: incendio di abitazione

Trattamento dei cadaveri: Esposizione dei cadaveri

Tipo di massacro: rappresaglia

Annotazioni: È opinione diffusa tra i lizzanesi, e questa compare anche in alcuni articoli di storia locale, che il rastrellamento del giorno 27 giugno a Lizzano sia imputabile al fatto che i partigiani di Urio Nanni (capo partigiano indipendente) il giorno prima (26 giugno) avevano catturato il fascista Luigi Biagi (guardiapesca), persona molto tranquilla.

Scheda compilata da Massimo Turchi
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-01-28 19:32:32

Vittime

Elenco vittime

Gubellini Ettore 11/02/1926 27/06/1944 Crespellano Lizzano in Belvedere Meccanico

Elenco vittime militari 1

Gubellini Ettore

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


65. Infanterie-Division

Tipo di reparto: Wehrmacht
Appartenenza: Heer Wehrmacht

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • monumento a piazza di Lizzano in Belvedere

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: piazza di Lizzano in Belvedere

    Descrizione: I nomi dei due fratelli Fiocchi, sono inseriti nel monumento in piazza a Lizzano in Belvedere, così come i nomi dei partigiani Agostini e Gubellini.

  • altro a strada per Pianaccio

    Tipo di memoria: altro

    Ubicazione: strada per Pianaccio

    Descrizione: Al bivio della strada per Pianaccio è stata collocata una croce a ricordo dei due partigiani lì impiccati.

Bibliografia


Giovanni Carpani, "Belvedere terra di Resistenza", Comitato per il XXX della Repubblica e della Costituzione, Bologna, 1975.
Pier Giorgio Ardeni, "Cento ragazzi e un capitano. La brigata Giustizia e Libertà "Montagna" e la Resistenza sui monti dell'alto Reno tra storia e memoria", Pendragon, Bologna, 2014
Luciano Bergonzini, "La Resistenza a Bologna. Testimonianze e documenti", vol. III, Istituto per la storia di Bologna, Bologna, 1970
Dario Zanini, "Marzabotto e dintorni 1944", Ponte Nuovo, Bologna, 1996
Massimo Turchi, "La linea Gotica e le stragi. Il fronte di guerra nell'Appennino bolognese, modenese e pistoiese. Cà Berna e Ronchidoso due stragi", Prospettivaeditrice, Civitavecchia (Roma), 2008
Elenco nominativo dei partigiani dell'Emilia Romagna - Bologna. Ricerca coordinata da Luciano Casali e Alberto Preti (ultimo aggiornamento 2013) www.storia-culture-civilta.unibo.it/it/biblioteca/fondi-1/partigiani

Sitografia


Progetto \"Storia e Memoria di Bologna\": www.storiaememoriadibologna.it

Fonti archivistiche

Fonti

Fonte CPI: 44/1 e 49/15
Fonte CIT: AUSSME, 1/11, b. 2131 bis