MONTE PAOLO DOVADOLA 23.07.1944

(Forlì-Cesena - Emilia-Romagna)

MONTE PAOLO DOVADOLA 23.07.1944

MONTE PAOLO DOVADOLA 23.07.1944
Descrizione

Località Monte Paolo, Dovadola, Forlì-Cesena, Emilia-Romagna

Data 23 luglio 1944

Matrice strage Fascista

Numero vittime 1

Numero vittime uomini 1

Numero vittime uomini adulti 1

Descrizione: Il 21 luglio 1944 due militi fascisti vestiti in borghese si recarono a casa di Domenico Bandini nel podere Fondaccio di Dovadola e, fingendo di volersi unire ai partigiani, gli chiesero se potesse metterli in contatto con le formazioni resistenti della zona. Bandini disse che conosceva dei partigiani e che i giovani sarebbero dovuti tornare a casa sua due giorni dopo, il 23 luglio, per incontrarli. Il 23 luglio 1944 si presentò a casa di Bandini un reparto di militi della GNR del battaglione M di stanza a Castrocaro (Forlì Cesena) in divisa, i quali cominciarono ad interrogare Bandini sui suoi rapporti con i partigiani e a chiedergli informazioni sui resistenti. Bandini in un primo tempo disse di non conoscere alcun partigiano, poi, quando il comandante del reparto chiamò i due militi che si erano recati da lui due giorni prima fingendo di voler aderire alla Resistenza, confessò di conoscere un solo partigiano, figlio del colono che abitava al podere Prato di Dovadola. I fascisti insistettero ancora e picchiarono Bandini. Infine lo condussero alle scuole di Monte Paolo e lo fucilarono. Dopodiché infierirono sul corpo di Bandini sparandogli alla testa e infliggendoli un colpo di baionetta alla schiena. Stando alle loro dichiarazioni del dopoguerra, presero e portarono nelle scuole per interrogarli anche i fratelli di Bandini, Mario e Armando.
Dopo aver ucciso Bandini i fascisti si recarono al podere Prato dove interrogarono il contadino Antonio Samorì, padre del partigiano conosciuto da Bandini, e poi fecero allontanare la donna di servizio con il bestiame, asportarono denaro, biancheria e generi alimentari e infine diedero fuoco alla casa colonica. Nell’incendio oltre al mobilio, alla biancheria, agli attrezzi agricoli e ad altri effetti di proprietà di Samorì andarono distrutti l’intero raccolto del podere (parte dell’ospedale e parte di Samorì e delle quattro famiglie di mezzadri che vivevano nella casa), il materiale ospedaliero dell’ospedale di Dovadola a cui apparteneva il podere Prato, che era stato ricoverato al piano superiore della casa colonica, oltre ai beni di alcuni sfollati che vivevano nella casa.
La moglie e il fratello di Bandini nel dopoguerra dichiararono ai carabinieri che sospettavano che uno sfollato di fede fascista che abitava nella loro casa avesse detto ai militi del battaglione M che Bandini ospitava partigiani, ma i carabinieri non trovarono sufficienti prove in merito alla delazione.

Modalità di uccisione: uccisione con armi da fuoco

Violenze connesse: furto e-o saccheggio,incendio di abitazione,sevizie-torture

Tipo di massacro: punitivo

Estremi e note penali: Inchiesta interna alla Repubblica sociale italiana all’epoca dei fatti (se ne interessarono il comando provinciale GNR, il capo provincia di Forlì, la questura di Forlì e la procura militare di Bologna) relativa all’incendio del podere Prato e alla distruzione di beni appartenenti all’ospedale pubblico di Dovadola.
Procedimento penale davanti alla Corte d’Assise straordinaria di Aosta a carico di un sergente e di un maggiore del battaglione M 9 settembre (il battaglione si trasferì a Nord tra la fine di luglio e l’agosto del 1944 dopo la permanenza a Castrocaro) che parteciparono all’operazione del 23 luglio 1944 a Montepaolo e Dovadola; il processo si concluse con sentenza di condanna a morte; non è noto se la sentenza fu eseguita.

Annotazioni: Samorì era stato arrestato dalla GNR di Dovadola il 17 luglio 1944 perché suo figlio, renitente alla leva, si era unito ai partigiani; il 20 luglio Samorì era stato rilasciato con l’assicurazione che non aveva nulla da temere; il 23 i militi del battaglione M gli incendiarono la casa.
I fratelli di Domenico Bandini e la moglie nel dopoguerra dissero ai carabinieri che insieme ai fascisti che uccisero Bandini erano presenti dei tedeschi.

Scheda compilata da Roberta Mira
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-01-29 13:12:21

Vittime

Elenco vittime

Bandini Domenico, nato a Brisighella (Ravenna) il 07/07/1912, residente a Dovadola, podere Fondaccio, contadino. Riconosciuto partigiano nella 29. Gap “Sozzi” dal 20/04/1944 al 23/07/1944.

Elenco vittime partigiani 1

Bandini Domenico.

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Battaglione M- IX Settembre

Tipo di reparto: Reparto speciale

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • altro a Forlì, piazza Saffi, portico San Mercuriale

    Tipo di memoria: altro

    Ubicazione: Forlì, piazza Saffi, portico San Mercuriale

    Descrizione: Forlì, piazza Saffi, portico di San Mercuriale: sacrario dei caduti partigiani; vi compare Bandini.

Bibliografia


Antonio Mambelli, Diario degli avvenimenti in Forlì e Romagna dal 1939 al 1945, a cura di Dino Mengozzi, Lacaita, Manduria, Bari, Roma, vol. I, p. 755n.
Vladimiro Flamigni, Forlì, in Luciano Casali, Dianella Gagliani (a cura di), La politica del terrore. Stragi e violenze naziste e fasciste in Emilia Romagna, L’Ancora del Mediterraneo, Napoli, Roma, 2008, p. 199.

Sitografia


Dipartimento di Storia Culture Civiltà, Università di Bologna, Database dei partigiani dell’Emilia-Romagna:
http://www.storia-culture-civilta.unibo.it/it/biblioteca/fondi-1/partigiani
(schede relative alla provincia di Forlì, ad nomen).
Istituto per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea della provincia di Forlì-Cesena, Elenco dei caduti delle formazioni partigiane:
http://www.istorecofc.it/caduti-formazioni-partigiane2.asp
(ad nomen).

Fonti archivistiche

Fonti

AISRFC, Eccidi, b. 5, f. 3, sf. 2.
ASFC, Procura della Repubblica presso il tribunale di Forlì, Denunce penali archiviate, b. 146, f. 2376.
AISPER, Fondo Commissione parlamentare d’inchiesta sulle cause dell’occultamento di fascicoli relativi a crimini nazifascisti (Armadio della vergogna), 4 Docc. consegnati maggio 2009, 44/1, ff. 328, 331 dichiarazioni di Antonio Samorì, Emilia Fabbri (moglie di Bandini) e Mario Bandini (fratello di Bandini) tutte del 22/02/1945.
CPI, 16/65.