VALTOURNENCHE VALLE DEL CERVINO, OTTOBRE-NOVEMBRE 1944

(Aosta - Valle d'Aosta)

VALTOURNENCHE VALLE DEL CERVINO, OTTOBRE-NOVEMBRE 1944

VALTOURNENCHE VALLE DEL CERVINO, OTTOBRE-NOVEMBRE 1944
Descrizione

Località Valtournenche Valle del Cervino, Valtournenche, Aosta, Valle d'Aosta

Data 28 ottobre 1944 - 12 novembre 1944

Matrice strage Nazifascista

Numero vittime 16

Numero vittime uomini 16

Numero vittime uomini adulti 16

Descrizione: La Valtournenche, per la sua importanza strategica che mena sulla neutrale Svizzera tramite la funivia della Testa Grigia e tramite altri passaggi via i colli della catena montuosa del Cervino, è sede e passaggio fondamentale per le reti alleate e del CLN da e verso la Svizzera.

Nell'agosto del 1944, la valle, a partire da Covalou de Antey-Saint-André sede di posto di blocco fino al Breuil alle pendici del Cervino, è interamente occupata ( con la cattura dei presidi tedeschi di Antey-Saint-André, del Breuil e di Fiéry in Valle d’Ayas, prigionieri che saranno fondamentali per la tenuta pacifica della valle ) e viene amministrata dai partigiani, « le drapeau valdôtain devant chaque maison communale » viene issato. I partigiani César Dujany e Vincent Trèves sono i commissari all'amministrazione civile e per il rifornimento alimentare della popolazione «lunghe colonne di muli si recano di notte a Montjovet », non potendo passare dal fondovalle presidiato dai nazifascisti.

Il 22 ottobre 1944, il Comando II Zona CVL (Valle d'Aosta), comandato dal generale Emilio Magliano “Arnaud”, insieme al contingente della I Brigata Mazzini Giustizia e Libertà, GL, si sposta da Cogne al Breuil, per la maggiore facilità di contatti con il CLN di Torino e il relativo comando, da cui dipendeva. Le notizie su consistenti rafforzamenti di forze tedesche in Valle d'Aosta inducono il Comando Zona ad approntare un piano di difesa che non potrà essere eseguito in toto (e a latere, per questo si incontrano il giorno 28 ottobre a Valtournenche il commissario civile Vincent Trèves, il professor Federico Chabod e il sindaco Cln di Valtournenche, Tamone); nello stesso tempo, varie sono le ipotesi che si fanno su questa presenza rafforzata, e si pensa anche che l'obbiettivo sia quello solito di « mantenere libere le vie della ritirata ».

In effetti, il Comando generale delle armate tedesche in Italia, « maresciallo Kesserling, predispone un attacco generale contro le formazioni partigiane », che le scompagina e in alcuni casi disperde, anche a mezzo del bando di amnistia del 28 ottobre 1944 del governo di Salò. Parallelamente, trattative vengono abbozzate, all'inizio di ottobre del 1944, dal comandante delle SS in Italia, generale Karl Wolff, che fa pervenire al Cln di Torino una proposta di tregua, « da sperimentare per un primo periodo nella Valle d'Aosta e da estendere poi eventualmente a tutto il Piemonte », per un dichiarato scopo di «pieno utilizzo delle capacità produttive di materiale bellico della Cogne in cambio del quale essi sono disposti a “ concedere piena libertà d'azione alle bande nelle valli laterali ” » e il passaggio della sussistenza alimentare per la popolazione. In realtà, « i comandi divisionali tedeschi ricevono l'ordine di condurre con la massima asprezza una “settimana di lotta” contro le bande, impiegando non solo i reparti antipartigiani delle SS, ma anche tutti le riserve tattiche ed i reparti scuola. Rastrellamenti in grande stile vengono preparati anche contro le formazioni della II Zona » ( Alto Canavese e Valle d'Aosta ). Tutte le valli e le relative bande sono interessate : Valchiusella, Valsoana, Valle dell'Orco, zona di Quincinetto e Serra, Valle di Champorcher, Valle d'Ayas, Valtournenche, Valle di Cogne, Valsavarenche, Valle di Rhêmes, con « l'impiego di 6000 uomini nel Canavese e 2000 in Valle d'Aosta ». Il difficile inverno 1944-1945, tra rastrellamenti su vasta scala, effetti del bando di amnistia per i renitenti, e proclama Alexander, vede la Resistenza italiana in ripiegamento.

Il 28 ottobre 1944, l'attacco alla Valtournenche è sferrato da Châtillon ( « un forte contingente di tedeschi e militi del btg IX settembre » ) e dal versante di Chambave — Verrayes e Saint-Denis con il passaggio del Col de Saint-Pantaléon su Torgnon e a Promiod sull'altro versante della valle (« milizia e moschettieri delle Alpi » ) e per aggiramento dalla Valle d'Ayas ( con circa 170 uomini, reparti di ucraini al servizio dei tedeschi, partiti la vigilia dalla base di Châtillon ), tramite il Colle superiore delle Cime Bianche ( Col septentrional des Cimes Blanches, posto a 2982 m ) ritenuto impraticabile d'inverno dai partigiani e quindi non presidiato, essendo presente solo una « pattuglia di vedetta distaccata dal Comando Zona », la cui cattura è l'obiettivo delle truppe che salgono dal Colle.

Il contingente nazifascista da Châtillon è munito di « autoblindo, cannoni ed altro armamento pesante » e si fa precedere da civili e da delegati impiegati nelle trattative, fra questi Ettore Volpe. Le forze tedesche avevano già iniziato strumentalmente dei colloqui nei giorni precedenti, come in molte altre zone. Proseguono nelle trattative per alcune ore a Covalou, a mezzo dei parroci della zona e di un delegato del Comando Zona, Andrea Pautasso “Bert”. Ma il 28 ottobre 1944 alle «12.55, i tedeschi rompono gli indugi ed attaccano frontalmente». Il posto di blocco cede e le difese approntate ( minamento dei ponti e della strada ) non operano e si ha così lo « scardinamento completo dei piani di difesa e lo sbandamento delle formazioni ».

Un gruppo di partigiani cerca « scampo lungo i versanti » della montagna, « cercando di nascondersi nelle barmes » ( cavità naturali protette ) dei luoghi. César Dujany è uno degli ultimi a lasciare la zona, salvandosi così, insieme a don Almer Meynet, vicario di Châtillon, costretto a fuggire dalla parrocchia che serviva per minacce esplicitate ripetute ricevute dai fascisti e da allora in banda : il curato « aveva fatto brillare una carica esplosiva nel tentativo di danneggiare la sede stradale, se non per fermare l'avanzata tedesca, almeno per rallentarla », tra i villaggi Le Chesod de Antey-Saint-André e di Ussin de Valtournenche.

Scoperti e bloccati nei pressi di Le Chesod, dove Giorgo Ravaz viene ucciso in combattimento, tutti gli altri ( 11 ) sono accerchiati e immediatamente fucilati sul posto : « stavano con le mani incrociate dietro la nuca, in fila sul ciglio della strada. Di fronte c’era una mitragliatrice spianata. […] Qualcuno era ferito e perdeva sangue. », mentre Parini è fucilato a Valtournenche il 30 ottobre e Camille Désayeux muore dopo le ferite ricevute a Promiod, a Lod di Antey pure il 30 ottobre. Altri quattro partigiani muoiono il giorno seguente o i giorni seguenti — nella notte aveva abbondantemente nevicato — cercando il passaggio sulle montagne, quando oramai i tedeschi e i fascisti arrivati a Maen avevano levato « la corrente elettrica », mettendo fuori uso la funivia del Plateau-Rosa, da cui si può scendere in Svizzera, nel Canton du Valais.

Un altro gruppo di partigiani, quelli della I brigata Mazzini GL, si sposta, dopo svariate peripezie, verso Chamois, e di là, attraverso le montagne e i colli, cercando la salvezza verso la Bassa Valle ( altre fonti : entrano in Svizzera in internamento nel dicembre del 1944 ).

Nel pomeriggio del 28 ottobre 1944, il Comando Zona, con esponenti politici, civili e agenti — ivi compresi il maggiore Antonio “Toni” Usmiani, capo della rete OSS U-16, di stanza a Valtournenche dal marzo del 1944 con la sua ricetrasmittente e alcuni dei suoi agenti: Giuliana Boerchio in Pirovano, il marito guida alpina e maestro di sci Giuseppe Pirovano, con il padre Abele Boerchio; Rosetta e Maria Rosa Aimone Marsan e Guido Aimone Marsan, Renée Marsaglia, e alcuni della rete OSS Glass e Cross — si salvano dalla cattura tramite la funivia del Plateau Rosa dove sostano per la notte, e, ricevuto l’autorizzazione dagli Svizzeri verso le 12, scendono il giorno seguente domenica 29 ottobre nel pomeriggio nella neutrale Svizzera, destinazione Zermatt, portandosi appresso alcune carte e la «macchina da scrivere», « parte in sci parte a piedi. Legati [con le corde] », con un ufficiale di coda, incaricato cioè di spronare ed aiutare i ritardatari e gli sfiniti. Federico Chabod, che era al seguito del Comando Zona, si porterà invece con una marcia di 23 ore da Valtournenche / Col de Tzignana / Saint-Barthelemy / « Col du Fort ai piedi della Becca di Cian » / Fenêtre de Cian / a Valsavarenche, dove ritroverà la consorte, e di là con il gruppo degli esodati di Cogne durante il rastrellamento che interesserà quella valle ( di cui alla relativa scheda ), riparerà a Val d'Isère e a Grenoble, in Francia.

« Nei giorni seguenti la questura ritroverà, nascosto in diverse baite, tutto il carteggio relativo all'attività e all'organizzazione ribellistica del settore Dora Baltea », dal nome del fiume che percorre centralmente la Valle d'Aosta.

Nella valle del Cervino, che viene stabilmente rioccupata fino alla Liberazione, si reinstallano i nazifascisti « con tre presidi » (Antey-Saint-André, Valtournenche, Breuil-Cervinia) sotto il comando «dell'ufficiale di polizia Giovanni Tabelletti » che aveva partecipato con i suoi militi al rastrellamento salendo per il Col de Saint-Pantaléon. Lo stesso, nel corso del mese di ottobre 1944, aveva per conto della Prefettura di Aosta e dei corpi militari cercato di infiltrare la zona con la creazione della pseudo banda partigiana Italia con sede a Marseiller di Verrayes, comunicando poi i dati che vi aveva rilevati il 24 ottobre 1944 tramite tre dei suoi militi e scendendo egli stesso ad Aosta; in vari incontri a « Casa Littoria ed in prefettura discute con Tancredi e Tognoni », federale e della Brigata Nera, « “piani e schizzi portati dalla Valtournenche” ». Tra i suoi obiettivi, l'eliminazione del capo partigiano Celestino Perron “Tito”.

Nell'operazione sono catturati circa « settanta partigiani », requisiti 25 fucili solamente, delle munizioni, dei viveri.

I Caduti sono trasportati, con due carri normalmente adibiti al trasporto « delle botti di vino e della legna » e anche tramite « una scala », a cura di donne e uomini di Antey-Saint-André nel cimitero del paese, ricevendo una sepoltura di gruppo.

La brigata partigiana Marmore si disperde ( alcuni si devono consegnare al bando, altri si nascondono in baite isolate e barmes sulle montagne, altri ancora, tra cui Ettore Passerin d'Entrèves e la consorte, riescono a entrare, con gli sci, in Svizzera il 5 novembre del 1944, aiutati da don Meynet; sempre il curato riesce ad organizzare l'espatrio per l'internamento di altri giovani partigiani che insieme a lui raggiungono la Svizzera il 25 novembre 1944 ) ; il comandante “Tito”, con alcuni fedelissimi, raggiunge il plateau di Verrayes, riuscendo a passare l'inverno e a rifornirsi di armi in Francia dove si reca nel gennaio 1945 ( e di vettovagliamenti, munizioni e equipaggiamento, secondo gli accordi stretti giù nell’ottobre 1944 presso il Comando Zona a Cogne dal tenente americano Woods e dal capitano francese Lefort mandatati dal «maggiore inglese Hamilton, che a Grenoble rappresentava sul fronte delle Alpi il Quartier Generale del generale Eisenhower » ) ; nel frattempo, la brigata Marmore è diventata la 101ª brigata Marmore, inglobando la Monte Zerbion e la Mont Faroma. A Verrayes arriva dalla Savoia il 12 marzo 1945 il maggiore inglese Mckenna, della missione alleata Clarinda, che sovraintende alle ultime fasi insieme al Comando Zona unitamente al Cln aostano ricostituitosi, dopo la disarticolazione, il 24 gennaio 1945. In seguito, la 101ª brigata Marmore si sposta verso la Liberazione alla base di Champtorné di Torgnon, liberando il 9 aprile 1945 Antey-Saint-André, Le Breuil, Valtournenche e da cui scende a liberare Châtillon il 28 aprile 1945 e partecipando, con un suo nucleo, anche alla Liberazione di Aosta lo stesso giorno.

Modalità di uccisione: fucilazione,uccisione con armi da fuoco

Violenze connesse: furto e-o saccheggio,incendio di abitazione

Tipo di massacro: rastrellamento

Estremi e note penali: 43/45. Imputato Domenico Raga (classe 1911), dei Moschettieri delle Alpi-Brigata Nera, in prima udienza presso la Corte straordinaria di Assise di Aosta il 21 agosto 1945. Passato poi sotto il comando della polizia ausiliaria, con questo reparto ha partecipato al rastrellamento del 28 ottobre 1944 in Valtournenche. Condannato a dieci anni, ricorre in Cassazione; la Sezione speciale di Corte di assise straordinaria di Torino gli decreta l'amnistia nell'ottobre del 1946.

82/45. Imputato in prima udienza del 15 ottobre 1945 presso la Corte Straordinaria di Assise di Aosta secondo il codice militare per « collaborazione con il nemico » poi alleggerita in « responsabilità grave, ma non delle più gravi », Giovanni Tabelletti (classe 1920), dopo tre gradi di giudizio e pena comminatagli dalla Sezione di Corte Straordinaria di Assise di Torino a dieci anni di reclusione e pene accessorie, è amnistiato dalla Corte di Appello di Torino nel luglio del 1947.

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): Memoria condivisa

Scheda compilata da MARISA ALLIOD
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-10-19 08:46:06

Vittime

Elenco vittime

Osvaldo Francesco BICH, nato a Saint-Denis (Valle d\'Aosta) il 6 gennaio 1922. Partigiano della 101ª brigata Marmore dal 15 giugno 1944. Fucilato dai nazifascisti a Le Chesod di Antey-Saint-André il 28 ottobre 1944.
Lino BRAMBILLA, nato a Busseto (Parma) il 28 marzo 1924. Partigiano della 101ª brigata Marmore dal 15 agosto 1944. « Dopo lo sbandamento del 28 ottobre 1944, cerca di raggiungere la Svizzera, ma muore nei pressi del Lago Blu al Breuil di Valtournenche. L\'atto di morte del Comune di Valtournenche, a seguito del rinvenimento della salma, porta la data del 21 febbraio 1945 ».
Tito Severino CAVORSIN, nato a Verrayes (Valle d\'Aosta) il 1º gennaio 1924. Di famiglia contadina. Partigiano della 101ª brigata Marmore dal 1º giugno 1944. Fucilato dai nazifascisti a Le Chesod di Antey-Saint-André il 28 ottobre 1944.
Mario Aldo COLLÉ, nato a Nus (Valle d\'Aosta) il 17 novembre 1927. Partigiano della 101ª brigata Marmore dal 15 giugno 1944. Fucilato dai nazifascisti a Le Chesod di Antey-Saint-André il 28 ottobre 1944.
Roger Désiré DÉSAYEUX, nato ad Antey-Saint-André (Valle d\'Aosta) il 7 maggio 1926. Partigiano della 101ª brigata Marmore dal 1º giugno 1944. Fucilato dai nazifascisti a Le Chesod di Antey-Saint-André il 28 ottobre 1944.
Oscar Carmine LEVI “Glot”, nato a Monza l\'8 aprile 1915. Tenente del Genio, Distretto militare di Torino. Partigiano della 101ª brigata Marmore, in cui entra dopo essere stato rifugiato in Svizzera. Catturato al posto di blocco di Covalou con il compagno Emilio Pietragrua durante il rastrellamento in Valtournenche del 28 ottobre 1944, è fucilato il 12 novembre 1944 dai fascisti nella caserma Chiarle di Aosta, insieme a Pietragrua. Medaglia d\'argento al Valor Militare della Campagna di Liberazione 1943-1945 alla memoria.
Giovanni Severino MEYNET, nato a Verrayes (Valle d\'Aosta) il 1º gennaio 1921. Partigiano della 101ª brigata Marmore dal 15 giugno 1944. Fucilato dai nazifascisti a Le Chesod di Antey-Saint-André il 28 ottobre 1944.
Luigi MOIOLI, nato a Piario (Bergamo) il 18 aprile 1920. Operaio addetto alla lavorazione del legno nei boschi e in segheria, in zona vi era un impiego di tali specialisti provenienti dalla Bergamasca. Partigiano della 101ª brigata Marmore dal 1º giugno 1944. Fucilato dai nazifascisti a Le Chesod di Antey-Saint-André il 28 ottobre 1944.
Albino ORSIèRES, nato a Verrayes (Valle d\'Aosta) il 15 novembre 1924. Partigiano della 101ª brigata Marmore dal 15 giugno 1944. Fucilato dai nazifascisti a Le Chesod di Antey-Saint-André il 28 ottobre 1944.
Mario PARINI, nato a Vigevano (Pavia) il 20 febbraio 1920. Partigiano della 101ª brigata Marmore dal 1º giugno 1944. Fucilato dai nazifascisti a Valtournenche il 30 ottobre 1944. « Fatto prigioniero al momento del rastrellamento al Col de Saint-Pantaléon con [Pierino Contoz “Lino”] di Verrayes. Portati in caserma a Valtournenche ». Al momento della fucilazione, non appena gli si lancia una coperta per coprirsi gli occhi che egli rilancia, [Contoz] riesce a gettarsi nell\'orrido del torrente Marmore, e « raggiunta una grotta [dietro ad una cascata], stette nell\'acqua tutta la notte ». « Parini viene fucilato. Egli era di una famiglia di Milano che veniva a villeggiare a Valtournenche ».
Franco Carlo PIACENZA, nato a Torino il 2 aprile 1923. Partigiano della 101ª brigata Marmore dal 15 agosto 1944. Fucilato dai nazifascisti a Le Chesod di Antey-Saint-André il 28 ottobre 1944.
Emilio PIETRAGRUA (Pierre), nato a Milano il 6 luglio 1921. Fanteria, sottotenente del 4 reggimento Alpini, Distretto di Milano. Partigiano della 101ª brigata Marmore dal 15 luglio 1944. Catturato al posto di blocco di Covalou, con il compagno Oscar Carmine Levi, durante il rastrellamento in Valtournenche del 28 ottobre 1944, è fucilato il 12 novembre 1944 dai fascisti nella caserma Chiarle di Aosta, insieme a Levi.
Felice SCHIAPPAPIETRA, nato a Milano il 18 maggio 1909. Partigiano della 101ª brigata Marmore dal 15 agosto 1944. « Dopo lo sbandamento del 28 ottobre 1944, cerca di raggiungere la Svizzera, ma muore in prossimità dell\'Alpe Oriondé del Breuil di Valtournenche. L\'atto di morte del Comune di Valtournenche, a seguito del rinvenimento della salma, porta la data del 18 luglio 1945 ».
Antonio SPARAVIGNA, nato a Atripalda (Avellino) il 7 febbraio 1920. Partigiano dal settembre 1943, inquadrato nella 101ª brigata Marmore. « Dopo lo sbandamento del 28 ottobre 1944, cerca di raggiungere la Svizzera, ma muore nei pressi del Lago Blu al Breuil di Valtournenche. L\'atto di morte del Comune di Valtournenche, a seguito del rinvenimento della salma, porta la data del 22 febbraio 1945 ».
ANTONIO VUILLERMOZ, nato a Châtillon il 6 gennaio 1926. Partigiano della 101ª brigata Marmore dal 30 giugno 1944. Fucilato dai nazifascisti a Le Chesod di Antey-Saint-André il 28 ottobre 1944.
Franco ZANACCO, nato a Cergnago (Pavia) il 27 aprile 1920. Partigiano della 101ª brigata Marmore dal 15 luglio 1944. « Dopo lo sbandamento del 28 ottobre 1944, cerca di raggiungere la Svizzera, ma muore nella traversata al Colle del Fürggen. L\'atto di morte del Comune di Valtournenche, a seguito del rinvenimento della salma, porta la data del 21 agosto 1945, rettificato successivamente nel 29 ottobre 1944 ».

Elenco vittime partigiani 16

Osvaldo Francesco BICH, nato a Saint-Denis (Valle d\'Aosta) il 6 gennaio 1922. Partigiano della 101ª brigata Marmore dal 15 giugno 1944. Fucilato dai nazifascisti a Le Chesod di Antey-Saint-André il 28 ottobre 1944.
Lino BRAMBILLA, nato a Busseto (Parma) il 28 marzo 1924. Partigiano della 101ª brigata Marmore dal 15 agosto 1944. « Dopo lo sbandamento del 28 ottobre 1944, cerca di raggiungere la Svizzera, ma muore nei pressi del Lago Blu al Breuil di Valtournenche. L\'atto di morte del Comune di Valtournenche, a seguito del rinvenimento della salma, porta la data del 21 febbraio 1945 ».
Tito Severino CAVORSIN, nato a Verrayes (Valle d\'Aosta) il 1º gennaio 1924. Di famiglia contadina. Partigiano della 101ª brigata Marmore dal 1º giugno 1944. Fucilato dai nazifascisti a Le Chesod di Antey-Saint-André il 28 ottobre 1944.
Mario Aldo COLLÉ, nato a Nus (Valle d\'Aosta) il 17 novembre 1927. Partigiano della 101ª brigata Marmore dal 15 giugno 1944. Fucilato dai nazifascisti a Le Chesod di Antey-Saint-André il 28 ottobre 1944.
Roger Désiré DÉSAYEUX, nato ad Antey-Saint-André (Valle d\'Aosta) il 7 maggio 1926. Partigiano della 101ª brigata Marmore dal 1º giugno 1944. Fucilato dai nazifascisti a Le Chesod di Antey-Saint-André il 28 ottobre 1944.
Oscar Carmine LEVI “Glot”, nato a Monza l\'8 aprile 1915. Tenente del Genio, Distretto militare di Torino. Partigiano della 101ª brigata Marmore, in cui entra dopo essere stato rifugiato in Svizzera. Catturato al posto di blocco di Covalou con il compagno Emilio Pietragrua durante il rastrellamento in Valtournenche del 28 ottobre 1944, è fucilato il 12 novembre 1944 dai fascisti nella caserma Chiarle di Aosta, insieme a Pietragrua. Medaglia d\'argento al Valor Militare della Campagna di Liberazione 1943-1945 alla memoria.
Giovanni Severino MEYNET, nato a Verrayes (Valle d\'Aosta) il 1º gennaio 1921. Partigiano della 101ª brigata Marmore dal 15 giugno 1944. Fucilato dai nazifascisti a Le Chesod di Antey-Saint-André il 28 ottobre 1944.
Luigi MOIOLI, nato a Piario (Bergamo) il 18 aprile 1920. Operaio addetto alla lavorazione del legno nei boschi e in segheria, in zona vi era un impiego di tali specialisti provenienti dalla Bergamasca. Partigiano della 101ª brigata Marmore dal 1º giugno 1944. Fucilato dai nazifascisti a Le Chesod di Antey-Saint-André il 28 ottobre 1944.
Albino ORSIèRES, nato a Verrayes (Valle d\'Aosta) il 15 novembre 1924. Partigiano della 101ª brigata Marmore dal 15 giugno 1944. Fucilato dai nazifascisti a Le Chesod di Antey-Saint-André il 28 ottobre 1944.
Mario PARINI, nato a Vigevano (Pavia) il 20 febbraio 1920. Partigiano della 101ª brigata Marmore dal 1º giugno 1944. Fucilato dai nazifascisti a Valtournenche il 30 ottobre 1944. « Fatto prigioniero al momento del rastrellamento al Col de Saint-Pantaléon con [Pierino Contoz “Lino”] di Verrayes. Portati in caserma a Valtournenche ». Al momento della fucilazione, non appena gli si lancia una coperta per coprirsi gli occhi che egli rilancia, [Contoz] riesce a gettarsi nell\'orrido del torrente Marmore, e « raggiunta una grotta [dietro ad una cascata], stette nell\'acqua tutta la notte ». « Parini viene fucilato. Egli era di una famiglia di Milano che veniva a villeggiare a Valtournenche ».
Franco Carlo PIACENZA, nato a Torino il 2 aprile 1923. Partigiano della 101ª brigata Marmore dal 15 agosto 1944. Fucilato dai nazifascisti a Le Chesod di Antey-Saint-André il 28 ottobre 1944.
Emilio PIETRAGRUA (Pierre), nato a Milano il 6 luglio 1921. Fanteria, sottotenente del 4 reggimento Alpini, Distretto di Milano. Partigiano della 101ª brigata Marmore dal 15 luglio 1944. Catturato al posto di blocco di Covalou, con il compagno Oscar Carmine Levi, durante il rastrellamento in Valtournenche del 28 ottobre 1944, è fucilato il 12 novembre 1944 dai fascisti nella caserma Chiarle di Aosta, insieme a Levi.
Felice SCHIAPPAPIETRA, nato a Milano il 18 maggio 1909. Partigiano della 101ª brigata Marmore dal 15 agosto 1944. « Dopo lo sbandamento del 28 ottobre 1944, cerca di raggiungere la Svizzera, ma muore in prossimità dell\'Alpe Oriondé del Breuil di Valtournenche. L\'atto di morte del Comune di Valtournenche, a seguito del rinvenimento della salma, porta la data del 18 luglio 1945 ».
Antonio SPARAVIGNA, nato a Atripalda (Avellino) il 7 febbraio 1920. Partigiano dal settembre 1943, inquadrato nella 101ª brigata Marmore. « Dopo lo sbandamento del 28 ottobre 1944, cerca di raggiungere la Svizzera, ma muore nei pressi del Lago Blu al Breuil di Valtournenche. L\'atto di morte del Comune di Valtournenche, a seguito del rinvenimento della salma, porta la data del 22 febbraio 1945 ».
ANTONIO VUILLERMOZ, nato a Châtillon il 6 gennaio 1926. Partigiano della 101ª brigata Marmore dal 30 giugno 1944. Fucilato dai nazifascisti a Le Chesod di Antey-Saint-André il 28 ottobre 1944.
Franco ZANACCO, nato a Cergnago (Pavia) il 27 aprile 1920. Partigiano della 101ª brigata Marmore dal 15 luglio 1944. « Dopo lo sbandamento del 28 ottobre 1944, cerca di raggiungere la Svizzera, ma muore nella traversata al Colle del Fürggen. L\'atto di morte del Comune di Valtournenche, a seguito del rinvenimento della salma, porta la data del 21 agosto 1945, rettificato successivamente nel 29 ottobre 1944 ».

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Battaglione M- IX Settembre

Tipo di reparto: Reparto speciale

Brigata nera reparto imprecisato

Tipo di reparto: Brigata Nera

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • commemorazione a

    Tipo di memoria: commemorazione

    Descrizione: Tutti gli anni a Le Chesod / Les Cheseaux de Antey-Saint-André (Valle d\'Aosta), le autorità regionali e comunali, l\'ANPI Comitato Valle d\'Aosta, i familiari nonché i valligiani ricordano i Caduti della 101ª brigata Marmore, che inizia con la celebrazione della Santa Messa. Ad Aosta, in vari anniversari, vi sono state commemorazioni dei due Caduti della 101ª Marmore, sottotenente Emilio Pietragrua e tenente Oscar Carmine Levi.

  • onorificenza alla persona a

    Tipo di memoria: onorificenza alla persona

    Descrizione: Medaglia d\'argento al Valor Militare alla memoria per la Campagna di Liberazione 1943-1945: Tenente Oscar Carmine Levi Medaglia di bronzo al Valor Militare alla memoria per la Campagna di Liberazione 1943-1945: Osvaldo Bich Tito Severino Cavorsin Clément Désayeux Roger Désayeux Giorgio Ravaz Antonio Vuillermoz

Bibliografia


Le Messager Valdôtain, almanacco, Aoste 1946 (edito alla fine del 1945)
[Virgilio Ricci], Il contributo della Valle d’Aosta alla Guerra di Liberazione Relazione del Comando Primo Settore Valle d’Aosta Seconda Zona C.V.L., Ufficio Storico per la Guerra di Liberazione, Presidenza del Consiglio, Documenti n. 12, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 1946, pp. 63-68
Edi Consolo, La Glass e Cross attraverso le Alpi Episodi di politica internazionale e finanziaria nella Resistenza, Editrice TECA, Torino 30 novembre 1965
Charles Passerin d'Entrèves, La tempëta dessu noutre montagne. Épisodes de la Résistance en Vallée d'Aoste, réédition 1975 à partir de la première édition 25 avril 1946 (ANPI, Edizioni Montes, Torino) Institut historique de la Résistance en Vallée d'Aoste, Tipo Offset Musumeci, Aoste 1975, pp. 133-135, 142-143, 149-50
Franco Fucci, Spie per la Libertà I servizi segreti della Resistenza italiana, Mursia, Milano 1983, pagine varie; ristampa Mursia, Milano, 2007
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Paul [Pio Amato] Aymonod, Tito, in Mon Clocher, maggio 1987
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Sitografia


Fonti archivistiche

Fonti

Archivio ISRVdA / IHRVdA, Fondo ricerca Albo d\'Oro, Risposte dei Comuni, Aosta
Idem, Fondi Vari
Archivio dell\'Istituto piemontese della Resistenza e della società contemporanea, Istoreto, Torino, Fondi 33 (Comando II Zona ), buste 1, 2, 3, 4; B16f; FGC/3 (Glass e Cross); C68A