HÔNE, 29.05.1944

(Aosta - Valle d'Aosta)

HÔNE, 29.05.1944

HÔNE, 29.05.1944
Descrizione

Località Hône, Hône, Aosta, Valle d'Aosta

Data 29 maggio 1944

Matrice strage Nazista

Numero vittime 1

Numero vittime uomini 1

Numero vittime uomini adulti 1

Descrizione: Nel maggio del 1944, la forza e la presenza sempre più consistente di bande partigiane nella provincia di Aosta preoccupa i tedeschi che stimano la situazione in Valle d'Aosta « in rapido deterioramento »; inoltre, « il bando di Mussolini non dà i risultati sperati». Viene così deciso un coordinamento militare affidato al « maggiore [Giorgio] Marzoli, comandante dell'XI btg. della Milizia armata e al tenente tedesco delle SS Wolfhart » per quello che è « la responsabilità della sicurezza delle vie di comunicazione, della protezione degli obiettivi principali e dell'esecuzione di azioni improvvise contro le formazioni partigiane operanti nella valle della Dora Baltea », dal nome del fiume che percorre centralmente la Valle d'Aosta. Nei giorni di fine maggio del 1944, il rastrellamento della operazione Hambourg decisa nell'area Biella — Valle d'Aosta dalla Kommandantur e dal regime fascista, investe numerose vallate laterali e comuni di fondo valle: Perloz, Fontainemore nella Valle del Lys; Serra biellese e primo Canavese (accerchiamento delle Brigate Garibaldi della Serra, dal Monbarone, da Carema, Settimo Vittone, Andrate, Donato Biellese, Netro, dalla Valle dell'Elvo, 21 sono i partigiani catturati e fucilati in piazza Quintino Sella a Biella da militi del 115º Montebello); Hône, Valle di Champorcher (Pontboset e Champorcher); Valle dell'Orco; Valle Soana; La Magdeleine nella Valtournenche; Fénis nella valle centrale, Brusson in Valle d'Ayas. L'operazione Hambourg impiega una forza di « 3.150 uomini » ed è diretta « dall'oberstleutnant Ludwig Buch ».
Il 29 maggio 1944, « i fascisti concentrano truppe a Hône [comune di fondo valle della Valle di Champorcher, Valle d'Aosta] per attaccare la Valle di Champorcher. Una pattuglia del 115º Montebello si imbatte in Giulietto Colliard (Chispin), [che si apprestava a partire per la montagna] intimandogli l'alt ! Egli, per tutta risposta, estrae una pistola e spara uccidendo un milite e ferendone un altro. Subito vengono suonate le campane a martello, segnale convenuto in caso di pericolo » e i giovani del paese, « che già erano in procinto di passare direttamente nelle file partigiane », lasciano il paese per la località Grangette loro prima sede, attraverso il “revers”. « Avevano piazzato delle mitragliatrici sul curvone della strada per Champorcher sovrastante l'abitato; sparavano sui tetti, nelle stradine, e Hône rimbombava tutta ». La gente del paese cerca di fuggire verso i casolari di alta montagna o « negli alti villaggi della collina (Biel, Courtil », e altri). I « fascisti penetrano nell'abitato e prelevano decine di persone che conducono sul piazzale della chiesa, minacciando una strage e l'incendio del paese nel caso in cui non sia denunciato l'autore della sparatoria ». Il parroco del paese, don Luigi Bordet, si offre come mediatore e ostaggio, ma finché i militi non individuano « una testimone oculare » che fa il nome del partigiano, gli ostaggi non sono liberati. Accorrono così alla casa di Chispin, « la saccheggiano e tentano di incendiarla » appiccando il fuoco a mezzo di « fascine e legna », intimando alle donne e ai bambini di allontanarsi e che, atterriti, « non osavano disobbedire alle ingiunzioni dei fascisti ». Altri militi si sparpagliano per rastrellare la zona e sparano verso due giovani, Celestino Vaser e Giuseppe Bordet, avvistati nella zona del Plan-Priod. « Intento a falciare un prato verso le dieci di mattina nella regione di Rovina, Celestino Vaser è con Giuseppe Bordet e Giorgio Bordet ». Sono avvisati da una compaesana della perlustrazione che i fascisti stanno effettuando e per porsi più al sicuro, decidono di rifugiarsi fuori dal paese, verso Biel. « Nella precipitosa salita sopra le case di Hône, i primi due furono avvistati dalla pattuglia fascista dislocata in quel mentre nei paraggi della Trafila », che spara : Celestino Vaser rimane « ferito in modo serio alla schiena », mentre Giuseppe Bordet soffre solo di « una profonda lacerazione ad un gomito ». « Pur fra dolori lancinanti, i due proseguirono la salita in cerca di scampo e sicurezza, ma le forze di Celestino si affievolivano sensibilmente ad ogni passo. […] Pochi minuti dopo alcune donne » intente ai lavori in campagna nella piana del Priod, « avvertivano il fioco lamento di Celestino sopraggiungere dal sentiero ». Le donne accorrono in suo aiuto e cercano di alleviargli le sofferenze, « incoraggiandolo e prestandogli i primi soccorsi. Ma ecco sbucare improvvisamente dalla vegetazione nove uomini armati di fucili e mitraglie: erano i fascisti che sopraggiungevano sulle tracce » dei colpiti. Le donne presenti testimoniano che « alla vista del ferito uno di loro si mise ad esclamare a più riprese: — Ah, è qui quel porco; ah, è qui quel porco! » e rivolgendosi alle donne « intimorite » chiedendo chi loro fossero e se fossero parenti o madri di Celestino, ingiunge loro di andarsene, in caso contrario sarebbero state anch'elle uccise. « Intanto il ferito, in preda al delirio, si lamentava debolmente: Chi è che viene, Marie ?... Chi è? [la frase è detta in patois francoprovenzale; Marie era la madre di Giuseppe Bordet, salvatosi]. Ma gli aguzzini, battendolo con il calcio dei fucili, si consultavano e ripetevano seccamente : Bisogna ucciderlo ! ». Soltanto uno cercava di fermarli, inascoltato. In seguito, allontanate « bruscamente » le donne, non senza che una di loro si attardasse « a ricoprire il capo di Celestino con un grembiale », venne sparato un « colpo secco di arma da fuoco ed il giovinetto ebbe un estremo sussulto e spirò. Erano circa le ore 11 del 29 maggio 1944. » La salma di Celestino Vaser venne composta dalla pietà popolare nella cappella del Priod e « due giorni dopo la popolazione tutta, sprezzando ogni pericolo di ulteriori vendette fasciste, gli tributò solenni e commoventi esequie ».
Celestino Vaser è stato riconosciuto Caduto della 176. Brigata Garibaldi, Corpo Volontari della Libertà, CVL, II Zona, Valle d'Aosta.

Modalità di uccisione: uccisione con armi da fuoco

Violenze connesse: furto e-o saccheggio,incendio di abitazione

Tipo di massacro: rastrellamento

Estremi e note penali: Non si è a conoscenza di procedimento penale avviato nei confronti dei responsabili.

Annotazioni: Il Comune di Hône (Valle d'Aosta, a 364 m slm), situato sul versante opposto del Forte di Bard, era all'epoca dei fatti stato raggruppato dal regime con il Comune di Bard, sotto l'unica denominazione Bard (regio decreto del 20 maggio 1928). All'epoca si diceva anche Hône-Bard.

Il Comune di Hône riacquista la sua autonomia con decreto Presidenza della Valle d'Aosta 10 marzo 1946, n. 1095, pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale” 23 aprile 1946, n. 95.

Il 2 maggio 1945, giorno della firma della resa a Biella « di tutte le truppe tedesche e fasciste presenti nelle zone di Aosta, Ivrea e Biella », firmata dal capo di stato maggiore del comando generale del LXXV corpo d'armata tedesco colonnello Faulmuller, per incarico del generale Schlemmer comandante dello stesso corpo, giorno della resa dei tedeschi del Forte di Bard e della smobilitazione del comando tedesco posto in territorio di Hône , il Cln locale nella persona del commissario alla guerra Luigi Armando Bordet e « d'ordine del Comitato di Liberazione Alta Italia » costituì e insediò la Giunta amministrativa comunale del territorio di Hône-Bard.

Il 3 maggio 1945, bambini e ragazzine, vecchi, anziane signore, giovani donne e uomini, in tutto « 50-60 persone » di Hône, accompagnate dai partigiani in armi, si recano con un camion presso il Municipio di Bard per riprendersi in toto il loro Archivio e il mobilio, tutto quanto indispensabile alla ricostituzione del loro Comune. « Il gruppo, fortemente determinato, si servì anche di un carro o due ». La strada non è affatto lunga, si tratta solo di passare il ponte sulla Dora Baltea e di dirigersi verso la Casa comunale di Bard sotto l'imponente Forte di Bard, che era stato sede di un presidio misto nazifascista ed era stato utilizzato anche come carcere, appena liberato dagli occupanti tedeschi che vi lasciano una consistente santabarbara, poi sgomberata con giorni di lavoro dagli americani.
La spedizione avviene nel tumulto e « il materiale venne raccolto disordinatamente e, attraverso le finestre, buttato direttamente sulla strada e sulla piazza », certo nell'impellenza dell'urgenza. Inoltre, alcune carte si perdono « durante il tragitto », ma il grosso raggiunge la meta.
« Una cronista d'eccezione, la maestra Virginie Priod […] », che aveva definito la giornata del 2 maggio una “giornata di studi e di progetti”, per quella del 3 parla di « gioia comune generale » e quella sera, afferma, « “ si riattiva la luce per le strade di Hône “ ».
La cosa suscitò una vasta eco, anche presso l'amministrazione alleata (AMGOT o anche AMG, Allied Military Government Occupied Territories, o Allied Military Government ) appena arrivata, il 4 maggio, e insediatasi ad Aosta presso l'antico Hôtel des États.
« In base alla volontà generale », il 4 maggio 1945 si procedette ad una verifica della cassa comunale ed il 15 maggio, « in seguito a votazione degli abitanti di Hône » sono nominati i componenti della nuova giunta comunale, che dovette però addivenire ad una amministrazione comunale Cln mista con Bard almeno fino al 1946, giorno in cui il Comune di Hône ritrovò ex decreto regionale la sua autonomia.
Vi si parla, come in tutta la Valle d'Aosta e come in altre valli, il patois francoprovenzale.

Scheda compilata da Marisa Alliod ; Raimondo Martinet
Scarica la scheda in formato .pdf
Le schede monografiche in formato .pdf sono coperte da diritto d'autore.
Ogni uso improprio o non consentito è punibile ai sensi di legge

Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-09-06 14:30:03

Vittime

Elenco vittime

Celestino Giovanni VASER “Birba”, “Toso”, nato a Hône (Valle d\'Aosta) il 5 agosto 1925. Riconosciuto Caduto partigiano della 176ª Brigata Garibaldi, dal 1º maggio 1944. Ferito e raggiunto dai fascisti del 115º Montebello durante un rastrellamento, è ucciso al Plan-Priod di Hône il 29 maggio 1944.

Elenco vittime partigiani 1

Celestino Giovanni VASER

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


115. battaglione “Montebello”

Tipo di reparto: Esercito

Elenco persone responsabili o presunte responsabili


  • Ludwig Buch

    Nome Ludwig

    Cognome Buch

    Note responsabile L\'operazione di rastrellamento Hambourg impiega una forza di « 3.150 uomini » ed è diretta « dall\'oberstleutnant Ludwig Buch »

    Note procedimento Non si è a conoscenza di procedimento penale avviato nei confronti dei responsabili.

    Nome del reparto Reparto tedesco non precisato

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • commemorazione a

    Tipo di memoria: commemorazione

    Descrizione: I Caduti della 176ª Brigata Garibaldi sono ricordati ogni anno a cura dell\'ANPI di Issogne e Zona Cerimonie anniversarie in ricordo di Celestino Vaser, Mario Colliard, a cura della comunità di Hône

  • lapide a Hône, cimitero

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Hône, cimitero

    Descrizione: Lapide Ai Caduti per la Libertà, Cimitero comunale di Hône.

  • monumento a Hône, rue de Glayret

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: Hône, rue de Glayret

    Anno di realizzazione: 1954

    Descrizione: Targhe a ricordo di Celestino Vaser appoggiate al monumento ricordo di Marius Colliard, in rue de Glayret a Hône, la inferiore inaugurata nel 1954, l\'iscrizione centrale nel 1994 : « Più forte del rimpianto / per la vita che mi abbandonava / fu la coscienza di morire / per la vostra libertà / 1944 – 1994 / Hône te rappellera toujours / avec reconnaissance ». Enti promotori: Comune di Hône, ANPI Valle d\'Aosta. « Nei giornali dell\'epoca è riportata la notizia dell\'inaugurazione, nello stesso luogo, di un cippo in memoria dei partigiani Mario Colliard e Celestino Vaser, il 2 settembre 1945 ».

  • luogo della memoria a Hône

    Tipo di memoria: luogo della memoria

    Ubicazione: Hône

    Descrizione: Una via, in regione Clevaz di Hône, gli è stata dedicata dalla comunità il 4 giugno 1972, sindaco Giuseppe Bordet.

  • monumento a Hône, Plan-Priod

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: Hône, Plan-Priod

    Descrizione: La croce in legno venne fissata sul luogo del suo calvario al Plan-Priod de Hône (Valle d\'Aosta) il 2 settembre 1945. Al suo posto, il 31 maggio 1964 è stata posta dai suoi coscritti della classe 1925, gli « amici dell\'età più bella », la lapide commemorativa all\'interno di una edicola in pietra, con la fotografia che lo ritrae nello splendore della sua giovinezza. La targa sottostante è stata collocata nel 1994: « Ho dato la mia vita / per la vostra libertà / 1944 – 1994 / Hône te rappellera toujours / avec reconnaissance ».

Bibliografia


“La Provincia Alpina” organo del PFR, 6 luglio 1944
Le Messager Valdôtain, almanacco, Aoste 1946 (edito alla fine del 1945)
Timo [Primo Corbelletti], Noi della VII! Storia di partigiani garibaldini, Tipografia Evasio Giglio Tos, Ivrea 1946, pp. 22-25; ristampa anastatica e aggiunte, ANPI Sezione di Ivrea, 1999
Giuseppe Gorret, Combattenti valdostani decorati di medaglia al valor militare, Aosta 1969, e riedizioni, p. 113
Raimondo Martinet, Inaugurazione di “Via Celestino Vaser”, in “L'Écho de nos Montagnes / La Voce dei Campanili”, Paroisse de Hône, nr 6, Juin 1972
Raimondo Martinet, La tragica fine di Celestino Vaser (1925-1944), in “L'Écho de nos Montagnes / La Voce dei Campanili”, Paroisse de Hône, nr 5, Mai 1973
Charles Passerin d'Entrèves, La tempëta dessu noutre montagne. Épisodes de la Résistance en Vallée d'Aoste, réédition 1975 à partir de la première édition 25 avril 1946 (ANPI, Edizioni Montes, Torino) Institut historique de la Résistance en Vallée d'Aoste, Tipo Offset Musumeci, Aoste 1975, pp. 51-54
Roberto Nicco, La Resistenza in Valle d'Aosta, seconda edizione, Musumeci, Quart 1995, pp. 24, 24n, 52, 60, 85-88, 218
Teresa Charles, Raimondo Martinet, Hône e il suo passato Cronologia, Leggende e Testimonianze di vita comunitaria locale, Tipografia Valdostana, Aosta 1995, pp. 142-148
Roberto Artaz, Il decreto legislativo luogotenenziale 7 settembre 1945, n. 545 e disposizioni collegate Analisi della prima normativa dell'Italia postbellica ispirata al pluralismo autonomistico su base sovraccomunale e non provinciale / Le décret législatif du Lieutenant du Royaume n. 545 du 7 septembre 1945 et dispositions rattachées, Comitato per la celebrazione del cinquantesimo anniversario della Resistenza, della Liberazione e dell'Autonomie / Comité des célébrations du 50e anniversaire de la Résistance, de la Libération et de l'Autonomie, Aoste, 1995
Giocondo Valerio Colliard, Mio fratello, il partigiano Aldos Pagine di Resistenza nella valle di Champorcher 60º anniversario del suo sacrificio, patrocinio dell'Amministrazione comunale di Hône, Tipografia Parrocchiale, Issogne 2004
Raimondo Martinet, Enrica Mosca, Il Comune di Hône dalla sua ricostituzione ai tempi attuali 1946 - 2006, Le Château, Aosta 2006
Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d’Aosta / Institut d’histoire de la Résistance et de la société contemporaine en Vallée d’Aoste, Silens Loquor Cippi, lapidi e monumenti a ricordo dei partigiani e dei civili morti nella Resistenza in Valle d’Aosta 1943-1945, a cura di Daniela Giovanna Jon, Marisa Alliod, Unione Europea Progetto Interreg III A Alcotra La Memoria delle Alpi I Sentieri della Libertà / La Mémoire des Alpes Les Chemins de la Liberté, Le Château, Aosta 2007, ill., pp. 73-75, pp. 79-84
Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d’Aosta / Institut d’histoire de la Résistance et de la société contemporaine en Vallée d’Aoste, Albo d’Oro della Resistenza valdostana Ricordo dei partigiani morti in Valle d’Aosta nella guerra di Liberazione, patrocinio della Presidenza della Regione autonoma Valle d’Aosta nell’ambito delle iniziative promosse dal Comitato per il 60º anniversario della Liberazione e dell’Autonomia, Tipografia Pesando, Aosta 2007, ill., pp. 73, 82
Celeste Rolland, Irene Rolland, Le Brigate Garibaldine Protagonisti della Resistenza nella bassa Valle d'Aosta, patrocinio della Presidenza della Regione autonoma Valle d’Aosta nell’ambito delle iniziative promosse dal Comitato per il 60º anniversario della Liberazione e dell’Autonomia, Le Château, Aosta 2008, p. 56
Gianpaolo Giordana, Voluntarios Internacionales de la Libertad Antifascisti valdostani volontari nella guerra civile di Spagna (1936-1939), Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d'Aosta / Institut d'histoire de la Résistance et de la société contemporaine en Vallée d'Aoste, Aosta 2011, pp. 58-60
Sito Web www.paesidellavaltellina.it/buglio, iscrizioni sul monumento ai Caduti, consultato il 2 dicembre 2015

Sitografia


Fonti archivistiche

Fonti

Archivio di deposito Regione Autonoma Valle d\'Aosta, CLN, richieste ai Comuni, Aosta
Archivio ISRVdA / IHRVdA, Fondo ricerca Albo d\'Oro, Risposte dei Comuni, Aosta
Idem, Fondi Vari
BA/MA, MK 1005 Turin, RH 36/469
BA/MA, BGDWI, RH 31-VI-15 e 31-VI-9
BA, PDI, R70 Italien/32