Merano, 30.4.1945

(Bolzano - Trentino-Alto Adige)

Merano, 30.4.1945
Descrizione

Località Merano, Merano, Bolzano, Trentino-Alto Adige

Data 30 aprile 1945

Matrice strage Nazista

Numero vittime 9

Numero vittime uomini 9

Numero vittime bambini 1

Numero vittime uomini adulti 7

Numero vittime uomini anziani 1

Descrizione: Nelle ultime settimane del conflitto, Bolzano aveva cominciato ad accogliere gli stati maggiori dei generali Heinrich von Viethingoff e Karl Wolff, protetti da un contingente di soldati via via accresciutosi con l’inizio del ripiegamento delle armate tedesche: verso la fine del conflitto, le forze di stanza in Tirolo assommavano a circa 70 mila uomini cui si aggiungevano altre migliaia dei presidi e delle forze di polizia dell’Alpenvorland. Una presenza militare ragguardevole e potenzialmente in grado di organizzare l’ultima, disperata difesa nazista. Intorno alla fine di aprile, le trattative dell’operazione Sunrise si accavallarono e sovrapposero a quelle condotte da Bruno De Angelis, nuovo responsabile del ricostituito CLN di Bolzano, che aveva preso contatto con le massime autorità militari germaniche. L’obbiettivo di De Angelis era ottenere il controllo della provincia in nome del governo italiano e nel contempo impedire che i tedeschi, sobillati dai circoli filo-nazisti sudtirolesi, potessero sfruttare la situazione per scatenare un massacro dei cittadini di lingua italiana, e avanzare poi pretese nazionalistiche sulla zona. Per questo motivo, De Angelis e i suoi collaboratori volevano ottenere al più presto il passaggio di consegne; approfittando del caos di competenze che si stava profilando negli organi di occupazione tedeschi, il CLN bolzanino decise d’intervenire allo scopo di dimostrare in maniera sostanziale l’italianità dei territori altoatesini. Nella mattinata del 30 aprile, il CLN di Merano ordinò l'occupazione del Municipio cittadino da parte di un gruppo di armati, composto di patrioti e vigili urbani, che furono però subito arrestati e dispersi. Un'azione non voluta da Bruno de Angelis, favorevole semmai a una manifestazione patriottica e pacifica. Nel frattempo, infatti, si era andata diffondendo la voce che la «guerra era finita» e molti meranesi di lingua italiana erano scesi in strada a festeggiare la conclusione del conflitto: un mini-corteo di 30 persone, poi ingrossatosi a qualche centinaio, si radunò in piazza del Grano. Qualcuno aveva un bracciale tricolore al braccio e qualche bandiera, ma la folla era completamente disarmata. A un certo punto, il corteo si divise: una parte, giunta in corso Principe di Piemonte, fu fatta segno a colpi d'arma da fuoco da parte di tre soldati tedeschi, sobillati da alcuni giovani abitanti sudtirolesi. Il primo a cadere fu un bambino di 7 anni, Paolo Castagna; pochi istanti e anche Otello Neri, che aveva cercato di prestare soccorso al ragazzino, fu ucciso. Nel frattempo, all'incirca a mezzogiorno, la parte restante del corteo si stava dirigendo verso il centro cittadino quando fu bersagliata da colpi d'arma da fuoco sparati da alcune SS. Sempre istigati da alcuni sudtirolesi, i militari cominciarono a inseguire i manifestanti sparando all'impazzata raffiche di fucileria e mitragliatrice uccidendo così Orlando Comina, Andrea D'amico, Dino Ferrari, Benone Vivori, Luigi Zanini, Gino Berini e Giulio Bertini; altri 11/12 italiani rimasero feriti, tra questi Luigi Boschesi, Pietro Lonardi, Mario Miglioranzi e Ugo Donati. Probabilmente, l'attacco al Municipio aveva allarmato ufficiali e soldati tedeschi spingendoli ad adottare una linea dura di fronte all'improvvisato corteo. È altrettanto certo che pesarono gli incitamenti manifestati da alcuni abitanti di lingua tedesca.

Modalità di uccisione: uccisione con armi da fuoco

Violenze connesse: furto e-o saccheggio,sevizie-torture

Tipo di massacro: ritirata

Estremi e note penali: Nel dopoguerra, la CAS di Bolzano giudicò i meranesi di lingua tedesca che avevano istigato i soldati tedeschi e partecipato in qualche modo alle uccisioni: Giacomo Martinger, Giovanni Mittelberger, Augusto Knoll, Carolina Knoll, Siglinda Heidenreich, Luisa Weirauther, Herta Maringele; Ugo Knoll riuscì invece a darsi latitante. Gli otto furono accusati di avere collaborato col tedesco invasore nella sanguinosa repressione di una pacifica manifestazione concorrendo con i militari tedeschi nell'uccisione di Benone Vivori, Otello Neri, Luigi Trabacchi, Andrea d'Amico, Luigi Zanini, Giulio Bertini, Dino Ferrari, Orlando Comina e di avere concorso al ferimento di altre 11 persone. Carolina Knoll fu condannata all'ergastolo, mentre Herta Maringele, Augusto e Ugo Knoll a 30 anni di prigione - quest'ultimo sarà catturato nel novembre 1946 a Prato allo Stelvio. Assolti per non aver commesso il fatto o per insufficienza di prove: Luisa Weirauther, Siglinda Heidenreich, Giacomo Martinger. Nel luglio 1946, l'«amnistia Togliatti» portò alla scarcerazione dei quattro condannati.

Annotazioni: Mancano i riferimenti archivistici esatti per quanto riguarda i procedimenti condotti dalla CAS di Bolzano.

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): Come per la «Battaglia di Bolzano», anche per Merano esiste una memoria frammentata dal punto di vista della ricostruzione storica. Alcuni, come ad esempio Giovanni Perez, sostengono che la strage di Merano fu un atto barbarico compiuto contro una folla di manifestanti inermi e pacifici, che intendevano festeggiare la fine del conflitto - anche se l\'annuncio ufficiale fu dato il 2 maggio 1945 e non il 30 aprile; altri, ad esempio Gerald Steinacher e Carlo Romeo, tendono a sottolineare il carattere politico di una manifestazione voluta (non senza divergenze) dai CLN di Merano e Bolzano e avvertita dai militari tedeschi e dalle autorità d\'occupazione come un tentativo d\'insurrezione armata, come quelli che stavano contrassegnando le metropoli del Nord Italia. Questi studi, condotti da studiosi di lingua italiana e tedesca, hanno posto l\'accento sulla disorganizzazione di entrambe le autorità, quella ciellenistica e quella tedesca, in una delicata fase di passaggio dalla guerra alla pace, non tralasciando di elencare, tra le possibili cause, anche il tentativo di garantire la sovranità italiana in un territorio difficile e problematico, caratterizzato da un aspro conflitto interetnico.

Scheda compilata da Lorenzo Gardumi
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-01-17 12:40:05

Vittime

Elenco vittime

1) BERINI, Gino
† Merano, 30 aprile 1945. Civile. Non è stato possibile reperire altre informazioni presso l\'Ufficio anagrafe di Merano.
2) BERTINI, Giulio
Fiume, 10 marzo 1923 - Merano, 1 maggio 1945. Figlio di Giacomo Bertini e Antonietta Lugi, residente a Monza, celibe, civile.
3) CASTAGNA, Paolino Pietro
Tregnago (VR), 3 giugno 1937 - Merano, 30 aprile 1945. Figlio di Riccardo Castagna e Maria Vanti, residente a Merano, celibe, civile.
4) COMINA, Orlando
Merano, 7 dicembre 1927 - 30 aprile 1945. Figlio di Antonio Comina e Linda Bragagna, residente a Merano, celibe, partigiano.
5) D\'AMICO, Andrea Carlo
Caltanisetta, 13 giugno 1914 - Merano, 30 aprile 1945. Figlio di Orazio D\'Amico e Gius Giannellina, residente a Merano, coniugato con Anna Wilhelm, partigiano.
6) FERRARI, Dino
Lendinara (RO), 15 ottobre 1926 - Merano, 30 aprile 1945. Figlio di Guglielmo Ferrari e Isolina Santato, residente a Bolzano, celibe, partigiano.
7) NERI, Otello
Lucca, 25 agosto 1911 - Merano, 30 aprile 1945. Figlio di Roberto Neri e Giuseppina Borghi, residente a Lagundo (BZ), coniugato con Caterina Cainelli, partigiano.
8) VIVORI, Benone
Vezzano (TN), 12 novembre 1888 - Merano, 30 aprile 1945. Figlio di Dositeo Vivori e Elvira Garbari, direttore didattico, residente a Merano, coniugato con Emma Felin, partigiano.
9) ZANINI, Luigi
Migliarino (FE), 12 maggio 1925 - Merano, 30 aprile 1945. Figlio di Antonio Zanini e Rina Reali, residente a Roma, celibe, partigiano.

Elenco vittime civili 3

1) BERINI, Gino
† Merano, 30 aprile 1945. Civile. Non è stato possibile reperire altre informazioni presso l\'Ufficio anagrafe di Merano.
2) BERTINI, Giulio
Fiume, 10 marzo 1923 - Merano, 1 maggio 1945. Figlio di Giacomo Bertini e Antonietta Lugi, residente a Monza, celibe, civile.
3) CASTAGNA, Paolino Pietro
Tregnago (VR), 3 giugno 1937 - Merano, 30 aprile 1945. Figlio di Riccardo Castagna e Maria Vanti, residente a Merano, celibe, civile.

Elenco vittime partigiani 6

1) COMINA, Orlando
Merano, 7 dicembre 1927 - 30 aprile 1945. Figlio di Antonio Comina e Linda Bragagna, residente a Merano, celibe, partigiano.
2) D\'AMICO, Andrea Carlo
Caltanisetta, 13 giugno 1914 - Merano, 30 aprile 1945. Figlio di Orazio D\'Amico e Gius Giannellina, residente a Merano, coniugato con Anna Wilhelm, partigiano.
3) FERRARI, Dino
Lendinara (RO), 15 ottobre 1926 - Merano, 30 aprile 1945. Figlio di Guglielmo Ferrari e Isolina Santato, residente a Bolzano, celibe, partigiano.
4) NERI, Otello
Lucca, 25 agosto 1911 - Merano, 30 aprile 1945. Figlio di Roberto Neri e Giuseppina Borghi, residente a Lagundo (BZ), coniugato con Caterina Cainelli, partigiano.
5) VIVORI, Benone
Vezzano (TN), 12 novembre 1888 - Merano, 30 aprile 1945. Figlio di Dositeo Vivori e Elvira Garbari, direttore didattico, residente a Merano, coniugato con Emma Felin, partigiano.
6) ZANINI, Luigi
Migliarino (FE), 12 maggio 1925 - Merano, 30 aprile 1945. Figlio di Antonio Zanini e Rina Reali, residente a Roma, celibe, partigiano.

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Wehrmacht reparto non precisato

Tipo di reparto: Wehrmacht
Appartenenza: Heer Wehrmacht

SS reparto non precisato

Tipo di reparto: Waffen-SS

Elenco persone responsabili o presunte responsabili


  • Augusto Knoll

    Nome Augusto

    Cognome Knoll

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile 61 anni. Imputato dinnanzi alla CAS di Bolzano.

    Note procedimento Nel dopoguerra, la CAS di Bolzano giudicò i meranesi di lingua tedesca che avevano istigato i soldati tedeschi e partecipato in qualche modo alle uccisioni: Giacomo Martinger, Giovanni Mittelberger, Augusto Knoll, Carolina Knoll, Siglinda Heidenreich, Luisa Weirauther, Herta Maringele; Ugo Knoll riuscì invece a darsi latitante. Gli otto furono accusati di avere collaborato col tedesco invasore nella sanguinosa repressione di una pacifica manifestazione concorrendo con i militari tedeschi nell\'uccisione di Benone Vivori, Otello Neri, Luigi Trabacchi, Andrea d\'Amico, Luigi Zanini, Giulio Bertini, Dino Ferrari, Orlando Comina e di avere concorso al ferimento di altre 11 persone. Carolina Knoll fu condannata all\'ergastolo, mentre Herta Maringele, Augusto e Ugo Knoll a 30 anni di prigione - quest\'ultimo sarà catturato nel novembre 1946 a Prato allo Stelvio. Assolti per non aver commesso il fatto o per insufficienza di prove: Luisa Weirauther, Siglinda Heidenreich, Giacomo Martinger. Nel luglio 1946, l\'«amnistia Togliatti» portò alla scarcerazione dei quattro condannati.

  • Carolina Knoll

    Nome Carolina

    Cognome Knoll

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile 25 anni. Imputato dinnanzi alla CAS di Bolzano.

    Note procedimento Nel dopoguerra, la CAS di Bolzano giudicò i meranesi di lingua tedesca che avevano istigato i soldati tedeschi e partecipato in qualche modo alle uccisioni: Giacomo Martinger, Giovanni Mittelberger, Augusto Knoll, Carolina Knoll, Siglinda Heidenreich, Luisa Weirauther, Herta Maringele; Ugo Knoll riuscì invece a darsi latitante. Gli otto furono accusati di avere collaborato col tedesco invasore nella sanguinosa repressione di una pacifica manifestazione concorrendo con i militari tedeschi nell\'uccisione di Benone Vivori, Otello Neri, Luigi Trabacchi, Andrea d\'Amico, Luigi Zanini, Giulio Bertini, Dino Ferrari, Orlando Comina e di avere concorso al ferimento di altre 11 persone. Carolina Knoll fu condannata all\'ergastolo, mentre Herta Maringele, Augusto e Ugo Knoll a 30 anni di prigione - quest\'ultimo sarà catturato nel novembre 1946 a Prato allo Stelvio. Assolti per non aver commesso il fatto o per insufficienza di prove: Luisa Weirauther, Siglinda Heidenreich, Giacomo Martinger. Nel luglio 1946, l\'«amnistia Togliatti» portò alla scarcerazione dei quattro condannati.

  • Giacomo Martinger

    Nome Giacomo

    Cognome Martinger

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile 58 anni. Imputato dinnanzi alla CAS di Bolzano.

    Note procedimento Nel dopoguerra, la CAS di Bolzano giudicò i meranesi di lingua tedesca che avevano istigato i soldati tedeschi e partecipato in qualche modo alle uccisioni: Giacomo Martinger, Giovanni Mittelberger, Augusto Knoll, Carolina Knoll, Siglinda Heidenreich, Luisa Weirauther, Herta Maringele; Ugo Knoll riuscì invece a darsi latitante. Gli otto furono accusati di avere collaborato col tedesco invasore nella sanguinosa repressione di una pacifica manifestazione concorrendo con i militari tedeschi nell\'uccisione di Benone Vivori, Otello Neri, Luigi Trabacchi, Andrea d\'Amico, Luigi Zanini, Giulio Bertini, Dino Ferrari, Orlando Comina e di avere concorso al ferimento di altre 11 persone. Carolina Knoll fu condannata all\'ergastolo, mentre Herta Maringele, Augusto e Ugo Knoll a 30 anni di prigione - quest\'ultimo sarà catturato nel novembre 1946 a Prato allo Stelvio. Assolti per non aver commesso il fatto o per insufficienza di prove: Luisa Weirauther, Siglinda Heidenreich, Giacomo Martinger. Nel luglio 1946, l\'«amnistia Togliatti» portò alla scarcerazione dei quattro condannati.

  • Herta Maringele

    Nome Herta

    Cognome Maringele

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile 22 anni. Imputato dinnanzi alla CAS di Bolzano.

    Note procedimento Nel dopoguerra, la CAS di Bolzano giudicò i meranesi di lingua tedesca che avevano istigato i soldati tedeschi e partecipato in qualche modo alle uccisioni: Giacomo Martinger, Giovanni Mittelberger, Augusto Knoll, Carolina Knoll, Siglinda Heidenreich, Luisa Weirauther, Herta Maringele; Ugo Knoll riuscì invece a darsi latitante. Gli otto furono accusati di avere collaborato col tedesco invasore nella sanguinosa repressione di una pacifica manifestazione concorrendo con i militari tedeschi nell\'uccisione di Benone Vivori, Otello Neri, Luigi Trabacchi, Andrea d\'Amico, Luigi Zanini, Giulio Bertini, Dino Ferrari, Orlando Comina e di avere concorso al ferimento di altre 11 persone. Carolina Knoll fu condannata all\'ergastolo, mentre Herta Maringele, Augusto e Ugo Knoll a 30 anni di prigione - quest\'ultimo sarà catturato nel novembre 1946 a Prato allo Stelvio. Assolti per non aver commesso il fatto o per insufficienza di prove: Luisa Weirauther, Siglinda Heidenreich, Giacomo Martinger. Nel luglio 1946, l\'«amnistia Togliatti» portò alla scarcerazione dei quattro condannati.

  • Luisa Weirauther

    Nome Luisa

    Cognome Weirauther

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile 24 anni. Imputato dinnanzi alla CAS di Bolzano.

    Note procedimento Nel dopoguerra, la CAS di Bolzano giudicò i meranesi di lingua tedesca che avevano istigato i soldati tedeschi e partecipato in qualche modo alle uccisioni: Giacomo Martinger, Giovanni Mittelberger, Augusto Knoll, Carolina Knoll, Siglinda Heidenreich, Luisa Weirauther, Herta Maringele; Ugo Knoll riuscì invece a darsi latitante. Gli otto furono accusati di avere collaborato col tedesco invasore nella sanguinosa repressione di una pacifica manifestazione concorrendo con i militari tedeschi nell\'uccisione di Benone Vivori, Otello Neri, Luigi Trabacchi, Andrea d\'Amico, Luigi Zanini, Giulio Bertini, Dino Ferrari, Orlando Comina e di avere concorso al ferimento di altre 11 persone. Carolina Knoll fu condannata all\'ergastolo, mentre Herta Maringele, Augusto e Ugo Knoll a 30 anni di prigione - quest\'ultimo sarà catturato nel novembre 1946 a Prato allo Stelvio. Assolti per non aver commesso il fatto o per insufficienza di prove: Luisa Weirauther, Siglinda Heidenreich, Giacomo Martinger. Nel luglio 1946, l\'«amnistia Togliatti» portò alla scarcerazione dei quattro condannati.

  • Siglinda Heidenreich

    Nome Siglinda

    Cognome Heidenreich

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile 15 anni. Imputato dinnanzi alla CAS di Bolzano.

    Note procedimento Nel dopoguerra, la CAS di Bolzano giudicò i meranesi di lingua tedesca che avevano istigato i soldati tedeschi e partecipato in qualche modo alle uccisioni: Giacomo Martinger, Giovanni Mittelberger, Augusto Knoll, Carolina Knoll, Siglinda Heidenreich, Luisa Weirauther, Herta Maringele; Ugo Knoll riuscì invece a darsi latitante. Gli otto furono accusati di avere collaborato col tedesco invasore nella sanguinosa repressione di una pacifica manifestazione concorrendo con i militari tedeschi nell\'uccisione di Benone Vivori, Otello Neri, Luigi Trabacchi, Andrea d\'Amico, Luigi Zanini, Giulio Bertini, Dino Ferrari, Orlando Comina e di avere concorso al ferimento di altre 11 persone. Carolina Knoll fu condannata all\'ergastolo, mentre Herta Maringele, Augusto e Ugo Knoll a 30 anni di prigione - quest\'ultimo sarà catturato nel novembre 1946 a Prato allo Stelvio. Assolti per non aver commesso il fatto o per insufficienza di prove: Luisa Weirauther, Siglinda Heidenreich, Giacomo Martinger. Nel luglio 1946, l\'«amnistia Togliatti» portò alla scarcerazione dei quattro condannati.

  • Ugo Augusto Knoll

    Nome Ugo Augusto

    Cognome Knoll

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile 17 anni. Imputato dinnanzi alla CAS di Bolzano.

    Note procedimento Nel dopoguerra, la CAS di Bolzano giudicò i meranesi di lingua tedesca che avevano istigato i soldati tedeschi e partecipato in qualche modo alle uccisioni: Giacomo Martinger, Giovanni Mittelberger, Augusto Knoll, Carolina Knoll, Siglinda Heidenreich, Luisa Weirauther, Herta Maringele; Ugo Knoll riuscì invece a darsi latitante. Gli otto furono accusati di avere collaborato col tedesco invasore nella sanguinosa repressione di una pacifica manifestazione concorrendo con i militari tedeschi nell\'uccisione di Benone Vivori, Otello Neri, Luigi Trabacchi, Andrea d\'Amico, Luigi Zanini, Giulio Bertini, Dino Ferrari, Orlando Comina e di avere concorso al ferimento di altre 11 persone. Carolina Knoll fu condannata all\'ergastolo, mentre Herta Maringele, Augusto e Ugo Knoll a 30 anni di prigione - quest\'ultimo sarà catturato nel novembre 1946 a Prato allo Stelvio. Assolti per non aver commesso il fatto o per insufficienza di prove: Luisa Weirauther, Siglinda Heidenreich, Giacomo Martinger. Nel luglio 1946, l\'«amnistia Togliatti» portò alla scarcerazione dei quattro condannati.

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • lapide a Piazza Teatro a Merano

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Piazza Teatro a Merano

    Descrizione: Nel dopoguerra, fu posta in piazza Teatro a Merano una lapide dedicata ai civili caduti il 30 aprile 1945 per mano dei soldati tedeschi.

  • commemorazione a

    Tipo di memoria: commemorazione

    Anno di realizzazione: 1946

    Descrizione: Nel maggio 1946, si tennero a Merano delle cerimonie a ricordo dei fatti occorsi l\'anno precedente. Da quel momento in poi, ogni 30 aprile l\'episodio viene ricordato con manifestazioni e con la deposizione di corone di fiori presso la lapide di piazza Teatro a Merano.

Bibliografia


Associazione nazionale partigiani d'Italia (Anpi, Sezione di Bolzano), Ai partigiani d'Italia: Perché?, Tipografia Manfrini, Rovereto (TN), 1950.

Elena Aga-Rossi, Bradley F. Smith, Operation Sunrise: la resa tedesca in Italia 2 maggio 1945, Mondadori Milano, 2005.

Giorgio Delle Donne, Alto Adige 1945-1947: ricominciare, Tipografia Tezzele, Bolzano, 2000.

Giovanni Perez, «Fu insurrezione? Alcune brevi note sui fatti di Merano del 30 aprile 1945», in Archivio trentino, 2002, n. 1, pp. 277-282.

Carlo Romeo, «L’atteggiamento del gruppo italiano in Alto Adige nella Zona di Operazioni nelle Prealpi tra difesa nazionale, attendismo e resistenza» in Steinacher G. (a cura di), Südtirol im Dritten Reich: NS-Herrschaft im Norden Italiens = L’Alto Adige nel Terzo Reich: l’occupazione nazista nell’Italia settentrionale: 1943-1945, Studienverlag, Innsbruck, 2003, pp. 121-138.

Carlo Romeo, Leopold Steurer, «Bolzano e Alto Adige» in Collotti E., Sandri R. e Sessi F. (a cura di), Dizionario della Resistenza: 1: storia e geografia della Liberazione, Einaudi, Torino, 2000, pp. 560-565.

Gerald Steinacher, «‹Per una dimostrazione di italianità del posto...›: l’‹insurrezione di Merano› e la ‹battaglia di Bolzano› del 1945» in Archivio trentino, 2001, n. 1, pp. 135-150.

Luca Valente, Dieci giorni di guerra: 22 aprile-2 maggio 1945: la ritirata tedesca e l’inseguimento degli Alleati in Veneto e Trentino, Cierre, Sommacampagna (VR), 2006.

Sitografia


http://ricerca.gelocal.it/altoadige/archivio/altoadige/2009/04/30/AM1PO_AM106.html

Fonti archivistiche

Fonti

Fondazione Museo storico del Trentino, Archivio Resistenza, Benone Vivori.

CAS di Bolzano.

Ufficio anagrafe del Comune di Merano.