Ponte Felisio, Solarolo, 02.09.1944

(Ravenna - Emilia-Romagna)

Ponte Felisio, Solarolo, 02.09.1944

Ponte Felisio, Solarolo, 02.09.1944
Descrizione

Località Ponte Felisio, Solarolo, Ravenna, Emilia-Romagna

Data 2 settembre 1944

Matrice strage Nazifascista

Numero vittime 9

Numero vittime uomini 9

Numero vittime uomini adulti 9

Modalità di uccisione: fucilazione,impiccagione

Violenze connesse: furto e-o saccheggio,sevizie-torture

Trattamento dei cadaveri: Esposizione dei cadaveri

Tipo di massacro: rappresaglia

Estremi e note penali: Geminiani Carlo, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano in cui furono incendiate case e uccisi Gaddoni Pietro, Alboni Lorenzo, Alboni Luigi, Santandrea Anselmo. Con sentenza del 23/03/46 la corte lo condanna alla pena di morte mediante fucilazione nella schiena. Ordina la confisca dei suoi beni.

Cassani Nello, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano. Il dibattimento è tenuto in contumacia dell'imputato. Con sentenza del 5/02/47 è giudicato colpevole dei delitti ascrittigli giusta e condannato alla pena dell’ergastolo ed alle conseguenze di legge ivi compreso il pagamento delle spese processuali.
Con sentenza della cassazione in data 11.3.48 dichiara inammissibile il ricorso e lo condanna all’ammenda di £.5000. Con declaratoria di questo Tribunale in data 23.1.54 è stata commutata nella reclusione in anni 10 la pena inflitta a Cassani Nello per il reato di cui alla suestesa sentenza. La suprema corte di cassazione con sentenza 15.4.58 dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della tassa di sentenza. Le condanna inoltre a pagare la somma di £. 10000 alla cassa delle ammende.Con istanza 22.6-56 il difensore del Cassani chiede restituzione in termini ai sensi art. 183 bis cpp. La Corte d’appello di Bologna con ordinanza del 10.7.56 respinge il ricorso
Addì 4.7.56 interposto ricorso per cassazione del Cassani. La Corte suprema di cassazione con ordinanza in data 19.1.57 sul ricorso prodotto da Cassani Nello rigetta il ricorso.
Con provvedimento 18.7.59 a favore di Cassani Nello di Domenico, il Tribunale di Ravenna veduto il decreto dell’11.7.59 n.460 dichiara estinto il reato per amnistia.

Raffaeli Raffaele, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l'aver diretto il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano in cui furono incendiate case e uccisi Gaddoni Pietro, Alboni Lorenzo, Alboni Luigi, Santandrea Anselmo. Con sentenza del 14/01/47 la corte lo condanna alla pena di morte mediante fucilazione nella schiena. Ordina la confisca dei suoi beni.
Con ordinanza 25.6.47 la Corte d’assise sezione speciale di Ravenna dichiara inammissibile il ricorso e ordina l’esecuzione della sentenza.
Con sentenza 9.6.50 della corte di cassazione dichiarasi inammissibile il ricorso. Sostituisce alla pena di morte quella dell’ergastolo. Lo condanna a pagare £. 5000 alla cassa delle ammende.
Con declaratoria di questo Tribunale in data 23.1.54 è stata commutata in anni dieci di reclusione la pena inflitta a Raffaeli Raffaele per il reato di cui alla suestesa sentenza.
Con declaratoria 6.11.59 a favore di Raffaeli Raffaele il Tribunale di Ravenna, veduto il decreto del 11.7.59 n.460 art. 1 lett.A, dichiara estinto il reato per amnistia.

Landi Arnaldo, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano, con sentenza dell'1/10/46 la corte lo condanna ad anni trenta di reclusione, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge. Dichiara condonato un terzo della pena come sopra inflitta a sensi del DP 22.6.46 n.4. Ordina la confisca dei beni del condannato.
Con ordinanza 25.6.47 la Corte d’Assise speciale di Ravenna dichiara inammissibile il ricorso ed ordina l’esecuzione della sentenza.
Con declaratoria della Corte d’Appello 11.2.50 a favore del Landi Arnaldo, ulteriormente condonato un anno di reclusione.

Bertolini Lino, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano, con sentenza del 19/02/46, pur non risultando evidenze in merito al suddetto episodio, la corte lo condanna per gli altri reati ascrittigli ad anni trenta di reclusione, alla confisca dei beni, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge.
Con ordinanza 26.3.46 la Corte di Assise di Ravenna dichiara inammissibile il ricorso ed ordina l’esecuzione della sentenza. Declaratoria 16.7.46, condonati anni 10. Con declaratoria della Corte d’appello 27.2.50 a favore di Bertoni Lino, ulteriormente condonato un anno pel decreto 23.12.49 n.930.

Tedesco Achille, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano, con sentenza del 5/03/46 n. 41, la corte lo condanna ad anni venti di reclusione, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge. Ordina la confisca dei suoi beni.
La Corte di Cassazione con sentenza 13.9.46 ha dichiarato estinto il reato per amnistia ed ha annullato senza rinvio la suestesa sentenza.

Boschi Raffaele, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano, con sentenza dell'11/03/46, la corte lo condanna alla pena di morte, mediante fucilazione alla schiena. Ordina che la sentenza sia pubblicata per una sola volta nel giornale dell’Emilia e sulla Voce di Romagna. Ordina altresì la confisca dei beni del condannato. La Corte di Cassazione di Roma con sentenza 16.5.46 annullava la suestesa sentenza e rinviava per il nuovo giudizio alla sezione speciale della corte di Assise di Bologna. Rav. 23.5.46
La Corte suprema di Cassazione il giorno 16.5.46 ha pubblicato la seguente sentenza nel ricorso prodotto da Boschi Raffaele di Emilio. La Corte suddetta annulla la sentenza impugnata per erronea e difettosa motivazione sul diniego della perizia e rinvia per nuovo giudizio alla sezione speciale della corte d’assise di Bologna.

Schiumarini Francesco, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano, con sentenza del 13/12/45 n. 177, la corte lo condanna alla pena della reclusione per anni trenta, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, all’interdizione legale durante l’espiazione della pena ed al pagamento delle spese processuali.
La Corte suprema di Cassazione con sentenza 6.12.46 ha rigettato il ricorso condonando un terzo della pena inflitta allo Schiumarini riducendola conseguentemente ad anni venti di reclusione.
Con declaratoria della C. d’appello 27.2.50, dichiarato ulteriormente cond. anche un anno di reclusione.
Con declaratoria della C .d’appello di Bologna 5.6.48 a favore di Schiumarini Francesco dichiarato ulteriormente condonato un altro terzo della pena prima di anni 30 di reclusione, determinando la pena espiabile dallo stesso in anni 10 di reclusione.

Ravaioli Ettore, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano, con sentenza del 9/04/46, la corte lo condanna ad anni dodici di reclusione, alle spese processuali, alle altre conseguenze di legge. Ordina la confisca di un quarto dei suoi beni.

Foschi Gervasio, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano, con sentenza del 10/04/46, la corte lo assolve per non aver commesso il fatto.

Gramigna Domenico, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano, con sentenza del 22/05/46, la corte lo condanna ad anni 4 e mesi 6 di reclusione, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge. Ordina la confisca di un quinto dei suoi beni.
La Corte di Cassazione con sentenza 16.1.47 dichiarava estinto il reato per amnistia e annullava senza rinvio la suestesa sentenza

Tosi Domenico, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano, con sentenza del 28/05/46, la corte lo condanna ad anni trenta di reclusione, a quattro anni di libertà vigilata, spese processuali ed altre conseguenze di legge. Ordina la confisca dei beni del condannato.
Sentenza Cassazione 9.6.47 annulla e rinvia alla Corte d’Assise speciale Bologna.

Fagnocchi Leone, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano, con sentenza del 25/06/46, la corte lo condanna alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena. Ordina che la sentenza di condanna sia pubblicata per una sola volta e per estratto sul Giornale dell’Emilia di Bologna e sulla Voce di Romagna di Ravenna. Ordina la confisca dei beni del condannato, salvo per quanto riguarda l’importo dei diritti del difensore.
Sentenza corte Cassazione 10.2.47 annulla e rinvia alla Corte Assise speciale Ancona.

Mattioli Silvestro, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano. Il dibattimento è svolto in contumacia dell'imputato. Con sentenza del 12/11/46, la corte lo condanna ad anni 24 di reclusione, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge, condonato un terzo della pena detentiva a sensi del DL 22.6.46 n.4. Ordina la confisca della metà dei beni del condannato. Con sentenza in data 2.3.48 annulla senza rinvio la sentenza perché il reato addebitato è estinto per amnistia. Ordina la scarcerazione se non detenuto per altra causa.

Bandini Mario, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano. Il dibattimento è svolto in contumacia dell'imputato. Con sentenza del 29/01/47, la corte lo condanna alla reclusione per anni 20 ed alle conseguenze di legge ivi compreso il pagamento delle spese processuali.

Valtancoli Lorenzo, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano. Il dibattimento è svolto in contumacia dell'imputato. Con sentenza del l'11/02/47, la corte lo condanna alla reclusione per anni 20 ed alle conseguenze di legge, ivi compreso il pagamento delle spese processuali.
La corte d’appello di Bologna con sentenza in camera di Consiglio in data 2.7.57, dichiara la nullità del procedimento svoltosi il dì 11.2.47 dinanzi alla Corte di assise di Ravenna sezione speciale e della sentenza pronunciata lo stesso giorno dalla stessa Corte di assise nei confronti di Valtancoli Lorenzo in ordine ai reati a costui ascritti. Dichiara non doversi procedere a carico di esso Valtancoli Lorenzo in ordine agli stessi reati essendo questi rimasti estinti per la morte del reo prima della condanna.

Boggi Giovanni, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano. Con sentenza del 7/08/45, la corte lo condanna ad anni venti di reclusione, alle spese processuali e di custodia preventiva, con le altre conseguenze di legge.

Spada Sebastiano, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano. Con sentenza del 7/08/45, la corte lo condanna, con la diminuente dell’età minore degli anni 18, ad anni sei e mesi otto di reclusione e alle spese del procedimento e di custodia preventiva con le altre conseguenze di legge.
Declaratoria amministrativa 2.7.46.

Sorcini Mario, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano. Con sentenza del 20/09/45, la corte lo condanna alla pena di anni quindici di reclusione, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e all’interdizione legale durante l’espiazione della pena ed al pagamento delle spese processuali.
Declaratoria amnistia 17.7.46

Tribunale competente:
Tribunale di Ravenna - Corte d'Assise straordinaria fino alla sentenza del 15 gennaio 1946 e Sezione speciale della Corte d'Assise dalla sentenza del 17 gennaio 1946.

Scheda compilata da Enrica Cavina
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2017-05-30 09:53:05

Vittime

Elenco vittime

1. Alessandrini Luigi di 19 anni,
2. Banzola Stefano di 21 anni,
3. Buffardini Giuseppe di 25 anni,
4. Caroli Giovanni di 40 anni,
5. Fumi Ferruccio di 43 anni,
6. Linguerri Angelo di 35 anni,
7. Linguerri Antonio di 32 anni,
8. Mazzara Dionisio (Pirer) di 43 anni, nato il 15/07/1901 a Bagnacavallo, residente a Castelbolognese, colono, risulta partigiano volontario nella 28ª Brigata Garibaldi dal 21/11/1943
9. Tampieri Primo di 34 anni

Elenco vittime civili 8

Alessandrini Luigi,
Banzola Stefano,
Buffardini Giuseppe,
Caroli Giovanni,
Fumi Ferruccio,
Linguerri Angelo,
Linguerri Antonio,
Mazzara Dionisio,
Tampieri Primo

Elenco vittime partigiani 1

Mazzara Dionisio

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Elenco persone responsabili o presunte responsabili


  • Achille Tedesco

    Nome Achille

    Cognome Tedesco

    Ruolo nella strage Collaboratore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Tedesco Achille, imputato di procedimento.

    Note procedimento Tedesco Achille, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano, con sentenza del 5/03/46 n. 41, la corte lo condanna ad anni venti di reclusione, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge. Ordina la confisca dei suoi beni. La Corte di Cassazione con sentenza 13.9.46 ha dichiarato estinto il reato per amnistia ed ha annullato senza rinvio la suestesa sentenza.

  • Arnaldo Landi

    Nome Arnaldo

    Cognome Landi

    Ruolo nella strage Collaboratore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Landi Arnaldo, imputato di procedimento.

    Note procedimento Landi Arnaldo, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano, con sentenza dell\'1/10/46 la corte lo condanna ad anni trenta di reclusione, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge. Dichiara condonato un terzo della pena come sopra inflitta a sensi del DP 22.6.46 n.4. Ordina la confisca dei beni del condannato. Con ordinanza 25.6.47 la Corte d’Assise speciale di Ravenna dichiara inammissibile il ricorso ed ordina l’esecuzione della sentenza.

  • Carlo Geminiani

    Nome Carlo

    Cognome Geminiani

    Ruolo nella strage Collaboratore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Geminiani Carlo, imputato di procedimento.

    Note procedimento Geminiani Carlo, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano in cui furono incendiate case e uccisi Gaddoni Pietro, Alboni Lorenzo, Alboni Luigi, Santandrea Anselmo. Con sentenza del 23/03/46 la corte lo condanna alla pena di morte mediante fucilazione nella schiena. Ordina la confisca dei suoi beni.

  • Domenico Tosi

    Nome Domenico

    Cognome Tosi

    Ruolo nella strage Collaboratore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Tosi Domenico, imputato di procedimento.

    Note procedimento Tosi Domenico, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano, con sentenza del 28/05/46, la corte lo condanna ad anni trenta di reclusione, a quattro anni di libertà vigilata, spese processuali ed altre conseguenze di legge. Ordina la confisca dei beni del condannato. Sentenza Cassazione 9.6.47 annulla e rinvia alla Corte d’Assise speciale Bologna.

  • Ettore Ravaioli

    Nome Ettore

    Cognome Ravaioli

    Ruolo nella strage Collaboratore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Ravaioli Ettore, imputato di procedimento.

    Note procedimento Ravaioli Ettore, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano, con sentenza del 9/04/46, la corte lo condanna ad anni dodici di reclusione, alle spese processuali, alle altre conseguenze di legge. Ordina la confisca di un quarto dei suoi beni.

  • Francesco Schiumarini

    Nome Francesco

    Cognome Schiumarini

    Ruolo nella strage Collaboratore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Schiumarini Francesco, imputato di procedimento.

    Note procedimento Schiumarini Francesco, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano, con sentenza del 13/12/45 n. 177, la corte lo condanna alla pena della reclusione per anni trenta, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, all’interdizione legale durante l’espiazione della pena ed al pagamento delle spese processuali. La Corte suprema di Cassazione con sentenza 6.12.46 ha rigettato il ricorso condonando un terzo della pena inflitta allo Schiumarini riducendola conseguentemente ad anni venti di reclusione. Con declaratoria della C. d’appello 27.2.50, dichiarato ulteriormente cond. anche un anno di reclusione. Con declaratoria della C .d’appello di Bologna 5.6.48 a favore di Schiumarini Francesco dichiarato ulteriormente condonato un altro terzo della pena prima di anni 30 di reclusione, determinando la pena espiabile dallo stesso in anni 10 di reclusione.

  • Leone Fagnocchi

    Nome Leone

    Cognome Fagnocchi

    Ruolo nella strage Collaboratore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Fagnocchi Leone, imputato di procedimento.

    Note procedimento Fagnocchi Leone, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano, con sentenza del 25/06/46, la corte lo condanna alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena. Ordina che la sentenza di condanna sia pubblicata per una sola volta e per estratto sul Giornale dell’Emilia di Bologna e sulla Voce di Romagna di Ravenna. Ordina la confisca dei beni del condannato, salvo per quanto riguarda l’importo dei diritti del difensore. Sentenza corte Cassazione 10.2.47 annulla e rinvia alla Corte Assise speciale Ancona.

  • Lorenzo Valtancoli

    Nome Lorenzo

    Cognome Valtancoli

    Ruolo nella strage Collaboratore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Valtancoli Lorenzo, imputato di procedimento.

    Note procedimento Valtancoli Lorenzo, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano. Il dibattimento è svolto in contumacia dell\'imputato. Con sentenza del l\'11/02/47, la corte lo condanna alla reclusione per anni 20 ed alle conseguenze di legge, ivi compreso il pagamento delle spese processuali. La corte d’appello di Bologna con sentenza in camera di Consiglio in data 2.7.57, dichiara la nullità del procedimento svoltosi il dì 11.2.47 dinanzi alla Corte di assise di Ravenna sezione speciale e della sentenza pronunciata lo stesso giorno dalla stessa Corte di assise nei confronti di Valtancoli Lorenzo in ordine ai reati a costui ascritti. Dichiara non doversi procedere a carico di esso Valtancoli Lorenzo in ordine agli stessi reati essendo questi rimasti estinti per la morte del reo prima della condanna.

  • Mario Bandini

    Nome Mario

    Cognome Bandini

    Ruolo nella strage Collaboratore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Bandini Mario, imputato di procedimento.

    Note procedimento Bandini Mario, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano. Il dibattimento è svolto in contumacia dell\'imputato. Con sentenza del 29/01/47, la corte lo condanna alla reclusione per anni 20 ed alle conseguenze di legge ivi compreso il pagamento delle spese processuali.

  • Mario Sorcini

    Nome Mario

    Cognome Sorcini

    Ruolo nella strage Collaboratore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Sorcini Mario, imputato di procedimento.

    Note procedimento Sorcini Mario, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano. Con sentenza del 20/09/45, la corte lo condanna alla pena di anni quindici di reclusione, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e all’interdizione legale durante l’espiazione della pena ed al pagamento delle spese processuali. Declaratoria amnistia 17.7.46

  • Nello Cassani

    Nome Nello

    Cognome Cassani

    Ruolo nella strage Collaboratore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Cassani Nello, imputato di procedimento.

    Note procedimento Cassani Nello, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano. Il dibattimento è tenuto in contumacia dell\'imputato. Con sentenza del 5/02/47 è giudicato colpevole dei delitti ascrittigli giusta e condannato alla pena dell’ergastolo ed alle conseguenze di legge ivi compreso il pagamento delle spese processuali. Con sentenza della cassazione in data 11.3.48 dichiara inammissibile il ricorso e lo condanna all’ammenda di £.5000. Con declaratoria di questo Tribunale in data 23.1.54 è stata commutata nella reclusione in anni 10 la pena inflitta a Cassani Nello per il reato di cui alla suestesa sentenza. La suprema corte di cassazione con sentenza 15.4.58 dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della tassa di sentenza. Le condanna inoltre a pagare la somma di £. 10000 alla cassa delle ammende.Con istanza 22.6-56 il difensore del Cassani chiede restituzione in termini ai sensi art. 183 bis cpp. La Corte d’appello di Bologna con ordinanza del 10.7.56 respinge il ricorso Addì 4.7.56 interposto ricorso per cassazione del Cassani. La Corte suprema di cassazione con ordinanza in data 19.1.57 sul ricorso prodotto da Cassani Nello rigetta il ricorso. Con provvedimento 18.7.59 a favore di Cassani Nello di Domenico, il Tribunale di Ravenna veduto il decreto dell’11.7.59 n.460 dichiara estinto il reato per amnistia.

  • Raffaele Boschi

    Nome Raffaele

    Cognome Boschi

    Ruolo nella strage Collaboratore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Boschi Raffaele, imputato di procedimento.

    Note procedimento Boschi Raffaele, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano, con sentenza dell\'11/03/46, la corte lo condanna alla pena di morte, mediante fucilazione alla schiena. Ordina che la sentenza sia pubblicata per una sola volta nel giornale dell’Emilia e sulla Voce di Romagna. Ordina altresì la confisca dei beni del condannato. La Corte di Cassazione di Roma con sentenza 16.5.46 annullava la suestesa sentenza e rinviava per il nuovo giudizio alla sezione speciale della corte di Assise di Bologna. Rav. 23.5.46 La Corte suprema di Cassazione il giorno 16.5.46 ha pubblicato la seguente sentenza nel ricorso prodotto da Boschi Raffaele di Emilio. La Corte suddetta annulla la sentenza impugnata per erronea e difettosa motivazione sul diniego della perizia e rinvia per nuovo giudizio alla sezione speciale della corte d’assise di Bologna.

  • Raffaele Raffaeli

    Nome Raffaele

    Cognome Raffaeli

    Ruolo nella strage Collaboratore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Raffaeli Raffaele lavorava come insegnante elementare quando ventunenne, prima del 25 luglio 1943, ottenne la nomina a segretario politico del fascio faentino. Nella sentenza a suo carico viene descritto come «costituzionalmente criminale, dall\'istinto sanguinario e feroce, privo di sentimento umano». Dopo l\'8 settembre 1943 fu nominato commissario federale di Faenza e dei comuni limitrofi. Sempre dalle sentenza si legge: «Si dichiarò la massima autorità politica locale, arbitro della vita e della morte dei suoi concittadini, senz’essere chiamato a rispondere ad alcun gerarca delle sue azioni delittuose. Organizzatore di rastrellamenti, autore di fucilazioni, rapine, incendi, arresti, sevizie, talora inscenò la parodia di Tribunali straordinari e fu giudice e comandante del plotone di esecuzione. Tutte le azioni criminali consumate in faenza e nei paesi limitrofi dall’8 settembre 1943 al 26 ottobre 1944, quando la Brigata nera, da lui capeggiata, ripiegò al nord, debbono attribuirsi a sua colpa, molte egli diresse personalmente, altre ordinò, approvò e ratificò, se l’iniziativa dei suoi gregari ebbe eventualmente a interpretare o prevenire la manifestazione della sua nefasta volontà». Sfuggito alla cattura al momento della resa, da Tezze giunse a Roma in bicicletta con la moglie in cinta. Qui trovò lavoro, con il nome di Antonio Petani, presso il Collegio di Propaganda Fidei sul Gianicolo. Ottenne in breve la stima di prelati e dottori e quando alla mattina del 5 giugno 1949 suonò alla sua porta la polizia per arrestarlo per i crimini commessi nella provincia di Ravenna, fu ospitato dal Collegio stesso che era sede vaticana extraterritoriale. Vi rimase per 10 anni fino a quando il decreto del 11.7.59 n. 460 dichiarò estinti i suoi reati. Senza mai riuscire a conseguire la laurea iniziò ad insegnare al liceo classico privato Cristo Re. Nel corso della sua carriera da insegnante fu largamente apprezzato dai suoi allievi in particolar modo per la sua umanità. Seppur d’animo severo e intransigente sembrava capace di entrare in empatia con loro appassionandoli alle materie. Sostenitore del concetto di «homo ludens, la cui felicità è di creare disinteressatamente per il semplice desiderio di farlo», visse «in termini estremi» la sua fede cattolica. La scoperta del suo passato sembrò non essere in grado di scalfire la stima suscitata. I più pensarono che egli non fosse stato veramente responsabile di tutti quegli atti di violenza per i quali era stato condannato a morte. Solo monsignor Antonio Nalesso convenne sulla possibilità di suo passato violento: «Lo ricordo con piacere, un professore ottimo, molto preparato e competente, amato dagli studenti, coinvolgeva i ragazzi che erano tutti per lui, uno dei migliori professori del Cristo Re; temperamento passionale, idealista, coerente, un uomo capace di impegnarsi al massimo in ciò che credeva e di credere fortemente in ciò che voleva. Come molti uomini portati all’estremismo nel bene o nel male, anche Raffaeli andava al fondo delle cose e delle idee. Conoscendo il suo carattere nessuna meraviglia della sua militanza nella RSI».

    Note procedimento Raffaeli Raffaele, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l\'aver diretto il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano in cui furono incendiate case e uccisi Gaddoni Pietro, Alboni Lorenzo, Alboni Luigi, Santandrea Anselmo. Con sentenza del 14/01/47 la corte lo condanna alla pena di morte mediante fucilazione nella schiena. Ordina la confisca dei suoi beni. Con ordinanza 25.6.47 la Corte d’assise sezione speciale di Ravenna dichiara inammissibile il ricorso e ordina l’esecuzione della sentenza. Con sentenza 9.6.50 della corte di cassazione dichiarasi inammissibile il ricorso. Sostituisce alla pena di morte quella dell’ergastolo. Lo condanna a pagare £. 5000 alla cassa delle ammende. Con declaratoria di questo Tribunale in data 23.1.54 è stata commutata in anni dieci di reclusione la pena inflitta a Raffaeli Raffaele per il reato di cui alla suestesa sentenza. Con declaratoria 6.11.59 a favore di Raffaeli Raffaele il Tribunale di Ravenna, veduto il decreto del 11.7.59 n.460 art. 1 lett.A, dichiara estinto il reato per amnistia.

    Tipo di reparto fascista Brigata Nera

    Nome del reparto 29. Brigata Nera “Ettore Muti” di Ravenna/Distaccamento di Faenza

  • Sebastiano Spada

    Nome Sebastiano

    Cognome Spada

    Ruolo nella strage Collaboratore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Spada Sebastiano, imputato di procedimento.

    Note procedimento Spada Sebastiano, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano. Con sentenza del 7/08/45, la corte lo condanna, con la diminuente dell’età minore degli anni 18, ad anni sei e mesi otto di reclusione e alle spese del procedimento e di custodia preventiva con le altre conseguenze di legge. Declaratoria amministrativa 2.7.46.

  • Silvestro Mattioli

    Nome Silvestro

    Cognome Mattioli

    Ruolo nella strage Collaboratore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Mattioli Silvestro, imputato di procedimento.

    Note procedimento Mattioli Silvestro, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui il rastrellamento di Pergola, Pideura e Tebano. Il dibattimento è svolto in contumacia dell\'imputato. Con sentenza del 12/11/46, la corte lo condanna ad anni 24 di reclusione, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge, condonato un terzo della pena detentiva a sensi del DL 22.6.46 n.4. Ordina la confisca della metà dei beni del condannato. Con sentenza in data 2.3.48 annulla senza rinvio la sentenza perché il reato addebitato è estinto per amnistia. Ordina la scarcerazione se non detenuto per altra causa.

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • cippo a strada provinciale Felisio a Solarolo

    Tipo di memoria: cippo

    Ubicazione: strada provinciale Felisio a Solarolo

    Descrizione: Cippo posto sulla strada provinciale Felisio a Solarolo

  • monumento a strada provinciale Felisio di Solarolo

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: strada provinciale Felisio di Solarolo

    Descrizione: monumento eretto nel piazzale antistante la chiesa sita sulla strada provinciale Felisio di Solarolo

  • lapide a via delle Ceramiche, Faenza

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: via delle Ceramiche, Faenza

    Descrizione: lapide posta in via delle Ceramiche a Faenza.

Bibliografia


ANPI di Ravenna (a cura di) Eccidi e stragi nazi-fasciste in Provincia di Ravenna.

Luciano Casali Diario dell'attività partigiana nel Ravennate dal luglio 1943 alla Liberazione del capoluogo in "La Resistenza in Emilia-Romagna. Numero unico della Deputazione Emilia-Romagna per la Storia della Resistenza e del movimento di Liberazione", Stabilimento Galeati, Imola, 1966, p. 69.

S. Liverani, «Dieci civili da ammazzare in «Il Progresso», Faenza, 30.10.1972.

ANPI di Ravenna (a cura di) Albo d’oro. Salvaste l’Italia non morirete mai 1943-1945, 1976.

L. Bergonzini La lotta armata in “L’Emilia Romagna nella guerra di liberazione” a cura di Deputazione Emilia Romagna per la storia della resistenza e della guerra di liberazione, De Donato Editore, Bari, 1975, p. 73.

Comitato per le celebrazioni del Trentennale della Resistenza (a cura di), Castelbolognese dal fascismo alla Liberazione, Galeati, Imola, 1975, pp. 34-36.

A. Donati, Sul Senio il fronte si è fermato. Castelbolognese 1943 – 1945, Grafica Artigiana, Castelbolognese, 1977, pp. 42-43.

B. Nediani, Faenza e Rimini sotto la dittatura. Contributo alla storia dell’antifascismo e della resistenza repubblicana (1919 – 1945), Tipolito Ramberti, Rimini, 15 marzo 1979, pp. 59, 74-76.

O. Diversi, Dall’ultima trincea tedesca sul Senio. Castelbolognese 1943-1980. Vicende, notizie, personaggi romagnoli e castellani, Grafiche Galeati, Imola, 1981, p. 35.

V. Casadio Strozzi, Faenza anno zero dalla caduta del fascismo alla Liberazione, Stampa Offset Ragazzini & C., Faenza, aprile 1982, pp. 100, 108.

C. Martelli, Fascismo, Antifascismo, Resistenza, Guerra di Liberazione a Tredozio e in altri Comuni della Romagna, Forlì, Grafiche M.D.M., marzo 1993, pp. 389-399.

AA. VV., Faenza nella Guerra dopo cinquant’anni di pace, Faenza, Tipografia Faentina, ottobre 1994, p. 189.

L. Casadio I Dissidenti. Antifascisti e Resistenza a Cotignola, Walberti Edizioni, Lugo di Romagna, 1995, pp.134-135.

G. Casadio La memoria della Resistenza nelle iscrizioni dei cippi, lapidi e monumenti della provincia di Ravenna, Longo Editore, Ravenna, 1995, vol. 2, p. 153, pp. 247-248.

AA. VV., 1943 – 1946 Faenza dall’armistizio alla Repubblica, Stefano Casanova Editore, Faenza, 1996, pp. 220, 231, 246, 256, 287.

L. Casali, CUMER: il bollettino militare del Comando unico militare Emilia Romagna, giugno 1944-aprile 1945, Patron, Bologna, 1997.

E. Iezzi, Romagna assassina e assassinata. Donne e uomini protagonisti di efferati delitti storici e di cronaca, Walberti, Lugo di Romagna, marzo 1999, pp. 116-118.

A. Frontali, 1945-1981. Raffaele Raffaeli a Roma, in «Radio 2001 Romagna», marzo 2002, pp. 44-62.

E. Cavina, Crimini di guerra e violenza nazifascista nella provincia di Ravenna tra l'8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945, tesi di dottorato di ricerca in Storia e Informatica - XVI Ciclo, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, a.a. 2003-2004, prima parte pp. 107-108, seconda parte p. 53.

Sitografia


http://resistenzamappe.it/regione-pianura-strage_del_ponte_felisio_solarolo.all

Fonti archivistiche

Fonti

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ACS, AF, SPD, RSI, CR, b. 16, fasc. 91.6 rapporti italo-tedeschi, relazioni sulle condizioni dei lavoratori in Germania, relazione urgente dell’8 agosto 1944 di Buffarini; MI, GRSI, AG, b. 5 cat. K. 3 situazione politica delle province, fasc. 183 K3/30 Ravenna situazione politica (ago 1940 – mar 1945), riservata, relazione mensile del 1° settembre 1944 di Emilio Grazioli.

ISRRA, 28° BG, b. C/XX, fasc. h, f. 1, lettera dattiloscritta inviata il 2 agosto 1944 dal CUMER a i comandi di Brigata della zona Emilia Romagna; f. 14, lettera dattiloscritta inviata il 6 agosto 1944 dal CUMER a tutte le formazioni dipendenti; f. 1, bollettino speciale del 10 agosto 1944 del CLN di San Lorenzo di Lugo.

ATRA, Sentenze Csa e Ca Sez. Speciale 1945-1947, sent. 23/03/46 n. 50 a carico di Geminiani Carlo; sent. 05/02/47 n. 196 a carico di Cassani Nello; sent. 14/01/47 n. 190 a carico di Raffaeli Raffaele; sent. 1/10/46 n. 139 a carico di Landi Arnaldo; sent. 19/02/46 n. 33 a carico di Bertolini Lino; sent. 5/03/46 n. 41 a carico di Tedesco Achille; sent. 11/03/46 n. 46 a carico di Boschi Raffaele; sent. 13/12/45 n. 177 a carico di Schiumarini Francesco; sent. 9/04/46 n. 61 a carico di Ravaioli Ettore; sent. 10/4/46 n. 63 a carico di Foschini Gervasio; sent. 22/05/46 n. 89 a carico di Gramigna Domenico; sent. 28/05/46 n. 91 a carico di Tosi Domenico; sent. 25/06/46 n. 117 a carico di Fagnocchi Leone; sent. 12/11/46 n. 172 a carico di Mattioli Silvestro; sent. 29/01/47 n. 194 a carico di Bandini Mario; sent. 11/02/47 n. 198 a carico di Valtancoli Lorenzo; sent. 7/08/45 n. 31 a carico di Boggi Giovanni; sent. 9/08/45 n. 35 a carico di Spada Sebastiano; sent. 20/09/45 n. 77 a carico di Sorcini Mario; sent. 13/11/45 n. 157 a carico di Lombardi Valerio; sent. 12/11/46 n. 171 a carico di Babini Romolo.

ASRA, GQ, Categoria A1, b. 2, fasc. Mingozzi Achille, denuncia del 2 ottobre 1945 di Grilli Virgino.

AANPIRA, schedario dei caduti della provincia di Ravenna.