Bosco Nero di Granezza 06-08.09.1944

(Vicenza - Veneto)

Episodio di riferimento: Operazione Hannover

Bosco Nero di Granezza 06-08.09.1944

Bosco Nero di Granezza 06-08.09.1944
Descrizione

Località “Bosco Nero” di Granezza, Lugo di Vicenza, Vicenza, Veneto

Data 6 settembre 1944 - 8 settembre 1944

Matrice strage Nazifascista

Numero vittime 8

Numero vittime uomini 8

Numero vittime uomini adulti 8

Descrizione: Il 6 settembre, circa 5.000 nazi-fascisti iniziano nella zona sud dell’Altopiano la più importante azione di rastrellamento di tutta l’Operazione “Hannover”. Sono circa 635 i partigiani che si trovavano in quei giorni nel "Bosco Nero" di Granezza, poco armati, in parte addirittura disarmati in quanto in attesa degli aviolanci di armi e munizioni da parte degli Alleati. Alle ore 13,00 l’accerchiamento nazi-fascista si chiude attorno gli accampamenti partigiani e alle 14,00 si scatena l’inferno. La proporzione di forze in campo è di almeno 1 a 13, ed è assai diversa la preparazione militare e soprattutto l'armamento. I tedeschi applicano anche una tattica che si può così schematizzare: individuazione dei nuclei di resistenza; smantellamento della resistenza prima per mezzo di mortai ed armi a tiro lungo, successivamente con l'attacco frontale. Questa strategia, ben conosciuta dai partigiani che avevano già combattuto con l’allora alleato tedesco soprattutto in Russia, Grecia e Jugoslavia, se da un lato non li coglie impreparati, dall’altro impedisce loro di sfruttare al meglio le posizioni di vantaggio. Dopo oltre 4 ore di duri combattimenti la resistenza partigiana comincia a cedere e prima dell’irreparabile viene deciso di ritirarsi passando a piccoli gruppi tra le maglie dei rastrellatori. Alle 19,00, i partigiani del Btg. “7 Comuni” cominciano ad abbandonare le posizioni e filtrano attraverso le maglie nemiche in direzione Cesuna, Canove e Asiago, altri si nascondono negli anfratti carsici della zona; gli uomini della “Mazzini” lasciano i luoghi che hanno difeso con accanimento e iniziano a ripiegare soprattutto in direzione Cima Fonti, Monte Foraoro, Monte Carriola, Monte Paù, per poi scendere a sud verso i paesi della pedemontana di Cogollo del Cengio, Caltrano, Calvene e Lugo. I partigiani più esperti e armati si pongono a retroguardia e a difesa dei tanti disarmati e delle vie di salvezza; le ombre della sera, una leggera pioggia, la nebbia, il riparo di boschi di conifere basse e fitte e soprattutto la conoscenza del territorio, limita di molto le perdite. Durante la notte del 6 a tutto l’8 i nazi-fascisti mantengono in zona i blocchi stradali e il continuo transito di pattuglie alla ricerca dei partigiani sbandati od isolati. Alla fine dell’azione di rastrellamento, oltre ai 14 autisti della “Speer” e Antonio Gnata fucilato ad Asiago (schede a parte), i morti sono 18, e 16 i prigionieri. I partigiani perdono tutti i rifornimenti e le attrezzature logistiche, sono distrutte alcune malghe e capanni per boscaioli che i nazi-fascisti incendiano per non lasciare rifugi ai partigiani sopravvissuti, ma il grosso degli uomini e delle armi è salvo, viceversa, i nazi-fascisti subiscono un’amara sconfitta e un grande smacco.

Modalità di uccisione: uccisione con armi da fuoco

Violenze connesse: sevizie-torture

Tipo di massacro: rastrellamento

Estremi e note penali: Sentenza della CAS di Vicenza n. 143/46 – 155/46 del 31.8.45 contro Schiavazzi, Lorenzi e Rebeschini.
Sentenza della CAS di Vicenza n. 47/45 – 63/45 del 13.9.45 contro Balbi.
Sentenza della CAS di Vicenza n. 117/46 – 74/74 del 20 luglio 1946 contro Passuello, Perillo, Moneta, Zilio, Rech, Vettorelli e Naldi.
Sentenza della CAS di Vicenza n. 11/45 – 12/45 del 31 luglio 1945 contro Basso.

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): Più che memorie divise o contrapposte, si può parlare di ricostruzioni essenzialmente memorialistiche, quindi incomplete e spesso fuorvianti il reale evolversi complessivo degli eventi, e talora polemicamente strumentalizzate: don Gios parla di improvvisazione e insufficienza dei partigiani; “Aramin”, critica pesantemente il sistema della sicurezza e logistico - organizzativo dei partigiani “autonomi”, e accusa “Cervo” e “Silva” di aver accettato lo scontro a viso aperto invece di defilarsi e di sfuggire in tempo all’accerchiamento; Gramola, scrive viceversa in chiave “anti-garibaldina” sottolineando che il Comando Garemi e la Missione Alleata comandata da “Freccia”, “abbandonarono prudentemente (molto prudentemente!) la zona nella notte dal 5 al 6”, ma polemizzando anche con i partigiani dell’Altopiano, “altri ancora, come G. Chilesotti, hanno evidenziato l’insufficiente aiuto dato dal Comando della “Sette Comuni”, presto svanito nel nulla, al battaglione della “Mazzini” nel momento del bisogno”.

Scheda compilata da Sergio Lavarda
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-09-07 20:31:28

Vittime

Elenco vittime

1. Bortoli Beniamino di Luigi, cl. 1919, nato e residente a Fara Vicentino; partigiano;
2. Brusaterra Bruno di Bortolo, cl. 1927, nato e residente a Thiene; partigiano;
3. Frigo Riccardo di Giovanni, cl. 1913, nato e residente ad Asiago; partigiano;
4. Guòli Mario di Giovanni, cl. 1920, nato e residente ad Asiago, Contrà Mörar; partigiano;
5. Paganin Domenico di Antonio, cl. 1922, nato e residente ad Asiago; partigiano;
6. Bagnara Domenico di Attilio e Veronica Bonato, cl. 1927, nato a Pomblière St. Marcel, Bassa Savoia(Francia) e residente in Contrà Gonzi di Conco; patriota;
7. Costenaro Valentino detto “Nino” di Giovanni e Costanza Costenaro, cl. 1920, nato e residente a Crosara di Marostica, Contrà Valeri; patriota.
8. Xausa Giovanni; deceduto nel contesto del rastrellamento, in zona non identificata, e non inquadrato in gruppi partigiani; quindi, visto il cognome della zona, è o un civile o un “legato ai partigiani”.

Elenco vittime partigiani 5

1. Bortoli Beniamino di Luigi, cl. 1919, nato e residente a Fara Vicentino; partigiano;
2. Brusaterra Bruno di Bortolo, cl. 1927, nato e residente a Thiene; partigiano;
3. Frigo Riccardo di Giovanni, cl. 1913, nato e residente ad Asiago; partigiano;
4. Guòli Mario di Giovanni, cl. 1920, nato e residente ad Asiago, Contrà Mörar; partigiano;
5. Paganin Domenico di Antonio, cl. 1922, nato e residente ad Asiago; partigiano;

Elenco vittime legate a partigiani 3

6. Bagnara Domenico di Attilio e Veronica Bonato, cl. 1927, nato a Pomblière St. Marcel, Bassa Savoia(Francia) e residente in Contrà Gonzi di Conco; patriota;
7. Costenaro Valentino detto “Nino” di Giovanni e Costanza Costenaro, cl. 1920, nato e residente a Crosara di Marostica, Contrà Valeri; patriota.
8. Xausa Giovanni; deceduto nel contesto del rastrellamento, in zona non identificata, e non inquadrato in gruppi partigiani; quindi, visto il cognome della zona, è o un civile o un “legato ai partigiani”.

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Ost-Bataillon 263

Tipo di reparto: Wehrmacht

40. battaglione mobile della GNR

Tipo di reparto: Guardia Nazionale Repubblicana

63. battaglione M “Tagliamento”

Tipo di reparto: Guardia Nazionale Repubblicana

Cacciatori degli Appennini

Tipo di reparto: Esercito

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • cippo a

    Tipo di memoria: cippo

    Descrizione: Frigo, Paganin e Bortoli sono ricordati da una colonna mozza su base cubica con le tre foto, epigrafe e croce incisa il località Malga Granezzetta, luogo dove furono trucidati.

  • lapide a

    Tipo di memoria: lapide

    Descrizione: Brusaterra è ricordato con lapide con croce, epigrafe e foto in località Bosco nero;

  • lapide a

    Tipo di memoria: lapide

    Descrizione: Bagnara, con una lapide con croce, epigrafe e foto nella piana di Granezza lungo la strada per Monte Corno;

  • cippo a

    Tipo di memoria: cippo

    Descrizione: Guoli, con una colonna mozza e base cubica in località Pria dell’Acqua;

  • cippo a

    Tipo di memoria: cippo

    Descrizione: Ronzani, con un cippo mozzo con croce in località Pria dell’Acqua;

  • cippo a

    Tipo di memoria: cippo

    Descrizione: Costenaro è ricordato da un cippo mozzo con croce incisa, epigrafe e foto in località Bocchetta di Camporossignolo.

  • onorificenza alla persona a

    Tipo di memoria: onorificenza alla persona

    Descrizione: Bortoli, Brusaterra, Binotto sono decorati di Medaglia d’Argento al Valor Militare alla memoria, e Zavagnin di Medaglia di Bronzo al Valor Militare alla memoria.

  • luogo della memoria a

    Tipo di memoria: luogo della memoria

    Descrizione: il “Sentiero dei partigiani” nel Bosconero di Granezza (CAI n. 880). Partenza dal Sacello e Rifugio Granezza;

  • luogo della memoria a

    Tipo di memoria: luogo della memoria

    Descrizione: il Sacello “Ai Caduti per la Libertà” di Granezza, vicino all’omonimo Rifugio;

  • commemorazione a

    Tipo di memoria: commemorazione

    Descrizione: La prima domenica di settembre si celebra l\'anniversario della “Battaglia di Granezza” presso il Sacello ai caduti per la libertà che sorge vicino al Rifugio.

Bibliografia


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Sitografia


www.194.242.233.149/ortdb/it (sito curato Carlo Gentile – Istituto Storico Germanico di Roma)

Fonti archivistiche

Fonti

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ASVI, UNUCI, b. 20 fasc. 17;
ASVVI, Archivio privato Mons. G.B. Zilio, lettera-memoria di Passuello all’avv. Giovanni Tonetti, dattiloscritto di 38 pagg., senza data, ma certamente del ’45 o ’46;
ATVI, CAS, Sentenza n. 143/46 – 155/46 del 31.8.46 contro Schiavazzi, Lorenzi, Rebeschini, Sentenza n. 47/45 – 63/45 del 13.9.45 contro Balbi, Sentenza n. 117/46 – 74/74 del 20 luglio 1946 contro Passuello, Perillo, Moneta, Zilio, Rech, Vettorelli e Naldi, Sentenza n. 11/45 – 12/45 del 31 luglio 1945 contro Basso; BA-MA, RH 2/679, Ic-M, 18/9.1944;
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