Bastia di Rovolon 27-04-1945

(Padova - Veneto)

Episodio di riferimento: Vallo Veneto ad est dei Colli Berici

Bastia di Rovolon 27-04-1945

Bastia di Rovolon 27-04-1945
Descrizione

Località Bastia di Rovolon, Rovolon, Padova, Veneto

Data 27 aprile 1945

Matrice strage Nazista

Numero vittime 4

Numero vittime uomini 4

Numero vittime uomini adulti 4

Descrizione: Sparsi nell’area tra i colli Berici ed Euganei sono dislocati vari magazzini tedeschi (vestiario e casermaggio, generi alimentari, tabacchi e biciclette, liquori e generi di conforto, ecc.), che corrono il rischio, o di essere svuotati dai “legittimi” proprietari in ritirata, o di essere saccheggiati dalla popolazione. Al fine di salvaguardare dei beni che potranno risultare utili per affrontare il primo dopoguerra, il locale CLN presieduto da Leo Graziani, in accordo con il tenente Vasco Pagliarusco della Brigata “Silva”, Divisione “Vicenza”, impartisce ai patrioti disposizioni perché oltre a ostacolare ogni possibile arroccamento tedesco durante la ritirata, siano salvaguardati i magazzini. Con questo obiettivo è organizzato anche l’attacco al magazzino di liquori e generi di conforto sito nelle ex scuole elementari di via della Conciliazione a Ponte di Mossano. Promotori dell’iniziativa sono il conte Alfredo Macola, un antifascista monarchico di origine piemontese e agente del dazio per il mandamento di Barbarano, il maestro e tenente di complemento Luigi De Rosso e Giuseppe Melato, ex alpino della Julia, partigiani della Brigata “Silva”.
Verso le ore 8:00 del 27 aprile un gruppo di circa 10 patrioti tenta di occupare il magazzino ma, nonostante l’intensa sparatoria, il colpo di mano non riesce, anzi sopraggiungono altri tedeschi del comando di Bastia che costringono i patrioti alla fuga: riescono a cavarsela Giovanni Melato, Alessandro Anzolin “Papin” e altri, vengono invece catturati Alfredo Macola, Luigi De Rosso, Vito Moro, Giuseppe Marin e Silvio Dalla Libera. Finito di rastrellare l’abitato di Ponte di Mossano, il comandante tedesco ordina ad alcuni suoi uomini di portare a piedi i 5 prigionieri sino al comando di Villa Veronesi a Bastia di Rovolon. Il magazzino viene abbandonato e lasciato alla mercé degli abitanti che lo svaligiano completamente.
Verso mezzogiorno, dopo circa 6 km a piedi, i 5 prigionieri e la scorta tedesca arrivano a Villa Veronesi dove li attende un improvvisato tribunale formato da ufficiali e sottufficiali tedeschi. Il processo dura solo pochi minuti e la sentenza sembra positiva: assoluzione e immediato rilascio. I 5 prigionieri sono messi brutalmente alla porta e spinti verso la campagna, ma improvvisamente vengono falciati alle spalle da raffiche di armi automatiche; non è risparmiato loro nemmeno il “colpo di grazia” sparato a bruciapelo.
Colpito alla mano durante la fucilazione e fortunosamente sopravvissuto anche al “colpo di grazia” alla testa, una delle vittime, il conte Alfredo Macola, riesce a rimettersi in piedi, a raggiungere l’Ospedale di Noventa Vicentina, e a salvarsi la vita ma perdendo un occhio e tre dita.

Modalità di uccisione: fucilazione

Tipo di massacro: ritirata

Annotazioni: Dal 1940 al 1948 i comuni di Barbarano, Mossano e Villaga sono stati unificati in un unico Comune denominato Barbarano Vicentino. Quindi, la denominazione di questa vicenda ricordata erroneamente dalle cronache come “Eccidio di Barbarano”, sarebbe più corretto definirlo “Eccidio di Ponte di Mossano e Bastia di Rovolon”.

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): A Mossano, piccolo centro agricolo alle pendici dei Colli Berici, la memoria collettiva ricorda la strage come frutto non di un’azione partigiana, ma del tentativo di alcuni “foresti”, cioè non appartenenti alla piccola comunità locale, di appropriarsi per fini personali dei beni contenuti nel magazzino; un obiettivo di cui i “locali” coinvolti nella vicenda sarebbero del tutto ignari, se non persino trascinati contro la loro volontà: - il conte Alfredo Macola, antifascista monarchico, assiduo ascoltatore di Radio Londra e in contatto, se non componente, il CLN locale; abita a Ponte di Mossano, ma ha la colpa di avere origini piemontesi e di essere soprattutto il “daziaro” del Comune di Barbarano, cioè addetto alla riscossione delle imposte sui consumi gravante sulle merci anche per Mossano; - Giuseppe Melato “Bepi” (Alpino della “Julia” e partigiano della Brigata “Silva”) e Silvio Dalla Libera, hanno il torto di essere da Barbarano Vicentino, anche loro “foresti”, nonchè commercianti; - Il tenente De Rosso è di Ponte di Mossano, quindi un “locale”; maestro elementare e partigiano della Brigata “Silva”, è però ricordato solo come “tenente in convalescenza”, e sorvolando sul perché del suo coinvolgimento nell’azione; - Vito Moro, agricoltore di Ponte di Mossano, anch’esso un “locale”, è ovviamente coinvolto nell’azione per caso…” - Guido Quadri, morto in combattimento, avrebbe il torto di essere un commerciante di bestiame, ma è di Ponte di Mossano, quindi anch’egli coinvolto per caso nell’azione; - Giuseppe Marin, giovane agricoltore di Ponte di Mossano, secondo la memoria storica locale non partecipa nemmeno all’azione; mentre si spara per occupare il magazzino e subito dopo si scappa per sfuggire al rastrellamento tedesco, “proprio in quel momento passava per la strada, ignaro di tutto, il giovane Giuseppe Marin sopra un carretto carico di fieno […] I partigiani, vistisi alle strette, nascosero alcune armi nel carretto sotto il fieno, e poi si nascosero […] I tedeschi si accorsero di tutto e presero come prigioniero il giovane Giuseppe Marin […]” (sic!) Nel cimitero comunale di Mossano c’è una chiesetta, un sacello dove la piccola comunità onora tutti i suoi caduti della I^ e 2^ Guerra Mondiale, comprese le vittime civili, i “morti per rappresaglia”, e giustamente anche di chi è morto successivamente per “malattia contratta in guerra”. Ricorda e raccoglie le sepolture anche di Luigi De Rosso “Mario”, Giuseppe Marin, Vito Moro e Guido Quadri, ma anche di Silvio Gallo, Valentino Merlin, Mario Morecchiato, di cui non si conosce, ad oggi, come, dove e perché siano stati uccisi, ma solo che sono “morti per rappresaglia” nei giorni 27 e 28 aprile 1945. Di contro, a Rovolon, piccolo centro agricolo padovano alle pendici dei Colli Euganei e confinante con Mossano, non è rimasta memoria della strage pur avvenuta nel suo territorio. Nella scarna bibliografia su Rovolon non c’è infatti cenno al grave delitto perpetrato a Villa Veronesi; solo in un libro, curato dal Centro Studi Ettore Lucini per il 50° della Liberazione nel padovano, vengono ricordati i 4 caduti vicentini e si accenna brevemente alla vicenda. Ma della cosa non ci si deve stupire, perché le vittime non sono di Rovolon, e le loro salme, recuperate due giorni dopo, vengono subito portate a Mossano e Barbarano. Una ulteriore dimostrazione del forte legame che lega le piccole comunità contadine della pianura veneta, la troviamo anche nel manifesto, datato 30 settembre 1945, dove il sindaco di Rovolon chiama tutti i “compaesani” ad accogliere ”con pia esultanza i suoi figli migliori che ritornano alla casa paterna […] Ritornano dunque fra noi Aldo Montemezzo, Massimiliano Navarrini e Luigi Pasqualin”. Anche in questo caso alla piccola comunità non interessa conoscere e ricordare come, dove e perché siano morti, ma interessa che siano tornati, “fra noi”. I tre caduti sono 3 partigiani di Rovolon, fucilati per rappresaglia l’11 novembre 1944 al “Ponte dei Marmi” di Vicenza, assieme ad altri 7 ostaggi tutti provenienti dalle carceri di Padova.

Scheda compilata da Pierluigi Dossi
Scarica la scheda in formato .pdf
Le schede monografiche in formato .pdf sono coperte da diritto d'autore.
Ogni uso improprio o non consentito è punibile ai sensi di legge

Ultimo aggiornamento dei dati: 2018-01-25 16:36:52

Vittime

Elenco vittime

1. Dalla Libera Silvio di Pio e Carlotta …, cl. 1923, da Barbarano Vicentino (VI); patriota;
2. De Rosso Luigi “Mario”, cl. 1913, maestro e tenente di complemento, da Mossano (VI); partigiano;
3. Marin Giuseppe di Giordano Umberto e Elsa Mucchietto, cl. 1927, da Ponte di Mossano (VI); patriota;
4. Moro Vito di Pietro, cl. 1900, agricoltore, da Mossano (VI); patriota.

Elenco vittime partigiani 1

De Rosso Luigi “Mario”, cl. 1913, maestro e tenente di complemento, da Mossano (VI); partigiano;

Elenco vittime legate a partigiani 3

1. Dalla Libera Silvio di Pio e Carlotta …, cl. 23, da Barbarano Vicentino (VI); patriota;
2. Marin Giuseppe di Giordano Umberto e Elsa Mucchietto, cl. 27, da Ponte di Mossano (VI); patriota;
3. Moro Vito di Pietro, cl. 1900, agricoltore, da Mossano (VI); patriota.

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


305. Infanterie Division


Appartenenza: Heer Wehrmacht

1. Fallschirmjäger-Division

Tipo di reparto: Wehrmacht
Appartenenza: Luftwaffe

4. Fallschirm-Jäger-Division

Tipo di reparto: Wehrmacht
Appartenenza: Luftwaffe

42. Jäger–Division

Tipo di reparto: Wehrmacht
Appartenenza: Heer Wehrmacht

90. Panzer-Grenadier-Division

Tipo di reparto: Wehrmacht
Appartenenza: Heer Wehrmacht

94. Infanterie-Division

Tipo di reparto: Wehrmacht
Appartenenza: Heer Wehrmacht

26. Panzer-Division

Tipo di reparto: Wehrmacht
Appartenenza: Heer Wehrmacht

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • monumento a

    Tipo di memoria: monumento

    Descrizione: Monumento eretto in via Albetoniera n. 5 a Bastia di Rovolon (PD), luogo dell’esecuzione dei 4 patrioti di Mossano e Barbarano Vicentino (VI).

  • lapide a

    Tipo di memoria: lapide

    Descrizione: Nel cimitero comunale di Mossano, nella Cappella dei Caduti per la Patria, sono ricordati oltre al tenente Luigi De Rosso “Mario”, Giuseppe Marin, Vito Moro e Guido Quadri, anche Silvio Gallo, Valentino Merlin e Mario Morecchiato, “morti per rappresaglia” nei giorni 27 e 28 aprile 1945.

Bibliografia


Luca Valente, Dieci giorni di guerra. 22 aprile-2 maggio 1945: la ritirata tedesca e l’inseguimento degli Alleati in Veneto e Trentino, Ed. Cierre, Sommacampagna (Vr) 2006, pag. 214.
Paolo Savegnago, Le organizzazioni Todt e Pöll in provincia di Vicenza. Servizio volontario e lavoro coatto durante l’occupazione tedesca (novembre 1943-aprile 1945), Vol. I e II, Ed. Cierre-Istrevi, Sommacampagna (Vr) 2012, pag. 167-169 II Vol.
Carlo Segato, Flash di vita partigiana, Altavilla Vicentina e dintorni, Padova 1999, pag. 163-173.
Flavio Marin, L’eccidio di Villa Veronesi a Bastia di Rovolon, dattiloscritto, copia in ACSSMP.
Claudio Grandis (a cura di), Rovolon. Storia di una comunità dei Colli Euganei, Ed. Cierre-Comune di Rovolon, Sommacampagna 2011.
Poesie – racconti – ricerche – interviste - grafica. Dall’antifascismo alla guerra di Liberazione. Elaborati delle scuole medie e superiori di Padova e provincia per il 50° della Liberazione, Ed. Centro Studi Ettore Lucini, Padova 1996, pag. 63.
Franco Holzer, Rovolon. Amore per una terra, Ed. Adle, Padova 1997.

Sitografia


Fonti archivistiche

Fonti

Ufficio Anagrafe del Comune di Mossano (allora unito con Barbarano), Atti di morte;
Il Giornale di Vicenza del 24 giugno 1945.