Passogatto, Lugo di Romagna, 01.06.1944

(Ravenna - Emilia-Romagna)

Passogatto, Lugo di Romagna, 01.06.1944

Passogatto, Lugo di Romagna, 01.06.1944
Descrizione

Località Passogatto, Lugo, Ravenna, Emilia-Romagna

Data 1 giugno 1944

Matrice strage Fascista

Numero vittime 1

Numero vittime uomini 1

Numero vittime uomini adulti 1

Descrizione: Nonostante le difficoltà iniziali, nella primavera del 1944 le azioni partigiane aumentano considerevolmente. Grande successo viene riscosso dalle giornate Gap, ideate dai partigiani anche «per collaudare la volontà popolare [poiché] in quel giorno tutti coloro che erano legati all’organizzazione […] dovevano passare all’azione». Nell’aprile del 1944 si registra un inasprimento dello scontro da parte di tutti i contendenti. Le disposizioni partigiane parlano di «sterminio» dei fascisti, ma già a fine mese si comprende la necessità di regolamentare gli attacchi a questi ultimi perché «ognuno che uccida si senta un giustiziere e non un assassino». Secondo tale prospettiva, i fascisti di grado minore, prima di essere assaliti, devono essere “giudicati” dal comitato provinciale di Liberazione o dai tribunali partigiani per atti quali lo spionaggio, l’accaparramento e per le violenze e i crimini commessi contro antifascisti e civili. Nel frattempo, il 7 aprile Kesselring dirama una serie di ordini che prevedono azioni pianificate contro le bande, garantiscono l’impunità per interventi «troppo decisi» e indicano alcune procedure da seguire come l’arresto, senza distinzioni sociali o personali, di civili presenti sul luogo dell’azione partigiana. Il 18 aprile, anche il Comando Provinciale di Novara della Gnr invia una circolare a tutti gli uffici dipendenti relativa alla conduzione della lotta contro i banditi in cui si riafferma il concetto di “responsabilità collettiva” definita però sulla base delle appartenenze politiche piuttosto che sulla base dell’effettiva partecipazione alle azioni partigiane. In seguito all’introduzione di questo concetto, unitamente al mancato riconoscimento dei partigiani come combattenti regolari, la lotta antipartigiana diviene anche lotta contro i civili. Lo scontro viene riportato tra “fascisti” e “non-fascisti”, ovvero tra “italiani” e “traditori”. Questa strategia ha i suoi effetti, visibili anche attraverso l’aumento, nei mesi successivi, del fenomeno della delazione.
Questo è lo scenario in cui si registra un inasprimento degli omicidi di matrice partigiana e fascista. Questo è lo scenario in cui si registra un inasprimento degli omicidi di matrice partigiana e fascista. In aprile gli omicidi nazifascisti salgono a 7, in maggio si mantengono costanti mentre in giugno salgono a 11. La grande maggioranza sono compiuti in circostante diverse dallo scontro armato tipico della battaglia. Gli omicidi sono compiuti un po' ovunque nel territorio provinciale ed in particolar modo nelle frazioni dove la morte di una singola persona incide notevolmente sulle comunità di ridotte dimensioni. Nel mese di giugno aumentano anche a seguito dei rastrellamenti operati soprattutto per catturare renitenti e disertori.

Il mattino del 1° giugno all’1.30, un reparto di 100 uomini e 4 ufficiali del battaglione di formazione della GNR, di stanza a Faenza, si reca a Conselice per procedere ad un rastrellamento secondo gli ordini del comando provinciale. A tale operazione partecipano, da nord, un reparto germanico e uno della GNR della compagnia OP di Ferrara e, da nord-est, la compagnia dislocata a Conselice con un reparto della compagnia OP di Ravenna e uno dell’esercito repubblicano. Tutte le truppe sono agli ordini del tenente colonnello Ercole Cantucci.
Il rastrellamento procede attraverso l’accurato accerchiamento della zona fino alle 9 quando è raggiunto l’obiettivo fissato a Val Serrata. Complessivamente sono arrestate 18 persone in parte renitenti. Non si è trattato infatti di un rastrellamento di civili da spedire in Germania ma di renitenti e «ribelli». Nel corso delle operazioni, Adriano Arnoffi di Giovecca sta dormendo con altri due ragazzi nella cascina del colono Tabannelli a Conselice. Anche quest’area è soggetta al rastrellamento in seguito al quale verrà ucciso anche Luigi Brini.
Adriano e i suoi due compagni si accorgono della presenza dei militi solo quando stanno salendo sulla scala di legno addossata alla cascina. I tre ragazzi sparano alcuni colpi e appiccano il fuoco alla cascina nel tentativo di coprire la fuga verso l’argine. Inseguiti, Arnoffi è raggiunto da un colpo e un suo compagno ferito.

Modalità di uccisione: uccisione con armi da fuoco

Tipo di massacro: rastrellamento

Scheda compilata da Enrica Cavina
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-01-03 14:20:21

Vittime

Elenco vittime

Arnoffi Adriano, di 19 anni, nato il 2/12/1924 a Porto Maggiore, partigiano comunista del 28 Reggimento. FTR.

Elenco vittime partigiani 1

Arnoffi Adriano

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Reparto GNR non precisato

Tipo di reparto: Guardia Nazionale Repubblicana

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • cippo a Argine nord fiume Senio, Passogatto, Lugo di Romagna

    Tipo di memoria: cippo

    Ubicazione: Argine nord fiume Senio, Passogatto, Lugo di Romagna

    Descrizione: Cippo posto a Passo Gatto presso l\'argine nord del fiume Senio.

Bibliografia


P. Scalini, La notte più buia é prima dell’alba (Ravenna 1944-1945), Galeati, Imola, 1975, p. 108.

A. F. Babini, Giovecca, anche qui è nata la Resistenza, Comitato Antifascista Giovecca, Bologna, aprile 1980, p. 286.

G. Casadio, La memoria della Resistenza nelle iscrizioni dei cippi, lapidi e monumenti della provincia di Ravenna, Longo Editore, Ravenna, 1995, vol. 2, p. 192.

E. Cavina, Crimini di guerra e violenza nazifascista nella provincia di Ravenna tra l'8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945, tesi di dottorato di ricerca in Storia e Informatica - XVI Ciclo, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, a.a. 2003-2004, seconda parte p. 90.

Sitografia


http://www.perpetuarelamemoria.it/pdf/albo_oro_caduti.pdf

Fonti archivistiche

Fonti

ISRRA, b. Repubblica sociale italiana. Documenti, lettera manoscritta s.d., anonima; 28ª BG, b. LXXXI, fasc. d, f. 3, rapporto del 22 aprile 1944 scritto a mano ma non firmato. La data non è corretta perché riporta informazioni del giorno successivo; b. XXXVIII, fasc. l, f. 5, rapporto dattiloscritto del mese di ottobre 1944 del distaccamento gap Sauro Babini.

ASRA, GQ, Categoria A1, b. 8, fasc. Avveduti Bartolomeo, verbale dell’interrogatorio del 26 agosto 1945 di Clotilde Bertuzzi.

ACS, MI, DGPS, DAG, AG, RSI, b. 6, fasc. 52, relazione del 4 giugno 1944 della questura di Ravenna.