CASTAGNO VALDELSA CASTAGNETO CARDUCCI 23.06.1944

(Livorno - Toscana)

CASTAGNO VALDELSA CASTAGNETO CARDUCCI 23.06.1944

CASTAGNO VALDELSA CASTAGNETO CARDUCCI 23.06.1944
Descrizione

Località Castagno Valdelsa, Castagneto Carducci, Livorno, Toscana

Data 23 giugno 1944

Matrice strage Nazista

Numero vittime 2

Numero vittime uomini 2

Numero vittime uomini senza informazioni 2

Descrizione: Due uomini sono arrestati perché sospettati di aver rubato una radio ai tedeschi e, vengono poi uccisi. Di fatto, i due, probabilmente contadini, sono fermati nelle campagne di Castagneto, e richieste loro informazioni sul furto di una radio subito dalle truppe tedesche il giorno precedente, non sanno rispondere niente. Vengono allora portati in uno stabile della zona, dove già sono prigionieri altri civili in vista di un interrogatorio condotto dai tedeschi per ritrovare le radio rubate.
La testimonianza di Cesare Ciulli (di Castagno), rilasciata il 9 gennaio 1945 innanzi al sergente Booth, riconosce l’ufficiale in comando tenente Winkler, che ferisce il Fontanelli ad una gamba durante l’interrogatorio nello stabile ove sono rinchiusi i prigionieri, per spingerlo a confessare dove sono nascoste le radio. Le vittime vengono poi portate via su una macchina dai tedeschi (che rientra dopo ca. 40 minuti), ed i corpi saranno rinvenuti 5 Km fuori da Castagno. Le truppe della 362. lasciano Castagno meno di due giorni dopo, senza trovare le radio.
La testimonianza più importante è comunque quella di Marcel Schmidt, prigioniero di guerra, granatiere del reggimento 1060. della 362. divisione di fanteria, di stanza a Castagno, ma affiliato al comando della 1059. compagnia e quindi presente durante tutta l’operazione.
Le radio spariscono il 21 giugno, lo stesso Winkler ordina di imprigionare tutti gli abitanti di Castagno (40 o 50) negli stabili, separando donne e uomini, le donne sono rilasciate subito, gli uomini tenuti lì un giorno intero, dove vengono tutti interrogati. L’interrogatorio viene condotto da Winkler alla presenza dell’interprete (italiano, ma in uniforme tedesca - testimonianza di Ballerini), del primo Tenente Leber, da altri due soldati che non conosceva e dal colonnello Wetzel.
L’interrogatorio di Schmidt mira a capire da chi è partito l’ordine del rastrellamento del paese; egli afferma anche che nella decina di giorni che rimangono a Castagno non hanno nessun scontro a fuoco con i partigiani. Nella zona era comunque attiva, probabilmente, la “Banda Chirici” appartenente alla 23. Brigata “Guido Boscaglia”, molto destrutturata e costituita da formazioni sparse.
L’ultimo interrogatorio del fascicolo è proprio quello di Albin Paul Konrad Winkler, che esordisce con una lunga dichiarazione in cui espone come sono andati i fatti.
Di ritorno da una perlustrazione della zona, viene a sapere del furto e il primo tenente Leber gli ordina di organizzare il rastrellamento. Winkler va anche alla sua postazione telefonica e sente il colloquio tra il colonnello Wetzel e il capo dello staff del generale Greiner, che gli preannuncia l’arrabbiatura del generale e l’invio degli ufficiali investigativi del corpo d’armata (il capitano Siefert, con un interprete ed un sottufficiale).
E’ Siefert che conduce l’interrogatorio, che ordina a Winkler di spaventare il Fontanelli (ferito solo involontariamente), che è un postino, e alla fine indica il Quintieri, che si spaccia per segretario del Marchese Incontro, grosso proprietario della zona; i tedeschi lo vanno a sentire, ma questi smentisce affermando che si tratta di due giardinieri che erano andati da lui a chiedergli assistenza.
Siefert alla fine gli dice che non c’è nulla da fare per le radio, Winkler lo comunica al colonnello Wetzel che lo minaccia di processo innanzi alla corte marziale (perché era proprio Winkler il responsabile dell’apparecchiatura radio del reggimento, il “signal officer”), e pretende dei risultati.
Vengono condotti rastrellamenti nelle campagne della zona, e la mattina successiva Winkler accompagna Siefert e gli altri a perlustrare il quartier generale dove son state rubate le radio, ma le operazioni non danno esito.
L’indagine si conclude con un nulla di fatto per le radio, ma con l’indicazione da parte di Siefert del legame tra il postino e il «so-called secretary» con i partigiani della zona; in una riunione dei 3 investigatori con Wetzel e Winkler viene stilato un rapporto ufficiale, che si conclude con il decreto di condanna a morte dei due (su ordine del colonnello) “perché partigiani”.
E Winkler nella testimonianza afferma che «there is an order from Field Marshall Kesselring that in the field and in the infantry a man can be executed immediately if he is guilty of warfare against the Germans. But only in the front line troops. If it is something behind the lines it is court-martial».
Winkler afferma anche che l’investigazione fu decisa dal comandante dello staff del corpo d’armata perché Wetzel «was too weak with the civilians» ed era in buoni rapporti con il Marchese Incontro.
Egli ammette anche di aver picchiato alcuni degli interrogati, al pari dell’interprete italiano.
A precisa domanda, conferma che nessuna delle due vittime aveva confessato un legame con i partigiani, né era stata trovata in possesso delle radio rubate, per cui furono giustiziati perché sospettati di essere legati ai partigiani. E afferma di non aver obiettato all’ordine del colonnello: «I carried out orders. But you agredd with the orders? Yes, that was quite clear for me».
Ribadisce che il sospetto si basava essenzialmente sulle carte trovate in tasca al postino, e che comunque quella fu «an investigation, not a court».

Modalità di uccisione: fucilazione

Violenze connesse: sevizie-torture

Tipo di massacro: punitivo

Estremi e note penali: A La Spezia il fascicolo contiene una copia di quello della UNWCC. Dopo la consueta archiviazione di Santacroce nel 1960, il fascicolo passa a La Spezia nel 1994, ma appena riaperta l’istruttoria giunge una segnalazione dell’Interpol che Winkler è morto nel 1993.

Scheda compilata da Gianluca Fulvetti
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-02-12 02:01:50

Vittime

Elenco vittime

Fontanelli Guido.
Quintieri Antonio.

Elenco vittime civili 2

FontanellQuintieri Antonio.

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Grenadier-Regiment 1059/362. Infanterie-Division

Tipo di reparto: Wehrmacht
Appartenenza: Heer Wehrmacht

Elenco persone responsabili o presunte responsabili


  • Sconosciuto Siefert

    Nome Sconosciuto

    Cognome Siefert

    Ruolo nella strage Autore

    Stato individuato sulla base di inchiesta alleata

    Note responsabile capitano.

    Nome del reparto nazista Waffen-SS

    Nome del reparto Reparto tedesco SS non precisato

  • Sconosciuto Winkler

    Nome Sconosciuto

    Cognome Winkler

    Ruolo nella strage Autore

    Stato individuato sulla base di inchiesta alleata

    Note responsabile sergente comandante plotone.

    Nome del reparto nazista Wehrmacht

    Nome del reparto Grenadier-Regiment 1059/362. Infanterie-Division

Memorie
Bibliografia


Gianluca Fulvetti, Uccidere i civili. le stragi naziste in Toscana (1943-1945), Carocci, Roma, 2009.

Sitografia


Fonti archivistiche

Fonti

NARA, RG 153, box 530, file 106 Castagno.
ATM La Spezia, fasc. 239/96, Castagno.