Vallesella, 11.9.1944

(Belluno - Veneto)

Vallesella, 11.9.1944

Vallesella, 11.9.1944
Descrizione

Località Vallesella, Domegge di Cadore, Belluno, Veneto

Data 11 settembre 1944

Matrice strage Nazista

Numero vittime 7

Numero vittime uomini 3

Numero vittime uomini adulti 2

Numero vittime uomini anziani 1

Numero vittime donne 4

Numero vittime donne ragazze 1

Numero vittime donne adulte 3

Descrizione: I giorni che precedono l’episodio vedono numerose azioni partigiane nella zona del Cadore (Belluno) che provocano gravi danni materiali ai tedeschi, uccidendo anche alcuni soldati. Nel pomeriggio dell’11 settembre 1944 il partigiano Giacomo De Boni “Tarras”, recandosi verso casa, a Vallesella (Belluno) incontra un reparto motirizzato tedesco che inizia a sparargli. De Boni viene ferito, ma riesce a scappare verso la campagna. I tedeschi si mettono al suo inseguimento uccidendo chiunque si trovi sulla loro strada. Il primo a morire è Mario Fermo, renitente alla leva della RSI, rifugiatosi in Cadore, con un colpo alla nuca. Poi i tedeschi si imbattono in 4 donne, madre e 3 figlie, che lavorano nei campi: anche loro vengono uccise. Attirato dalle urla si avvicina Giuseppe Da Vià che sta tornando dal lavoro, viene preso a fucilate, ferito, rimesso in piedi contro un albero e finito con un’altra scarica di mitra. Alla fine i tedeschi riescono a trovare e uccidere De Boni, poi ritirandosi saccheggiano e incendiano case, stalle, fienili; fermano, perquisiscono, derubano e picchiano varie altre persone.

Modalità di uccisione: uccisione con armi da fuoco

Violenze connesse: furto e-o saccheggio,incendio di abitazione,sevizie-torture

Tipo di massacro: rastrellamento

Annotazioni: Le versioni proposte dalle varie fonti non concordano in pieno. Boschis afferma che De Boni sarebbe stato ucciso in combattimento e solo dopo i tedeschi avrebbero ucciso le altre vittime, come De Donà e Musizza, che riportano un ordine delle uccisioni diverso dalle altre fonti. Pirina ritiene invece che a compiere la strage sia stato un reparto SS proveniente di ritorno da Vigo di Cadore dove si era svolta un’altra rappresaglia. Il parroco di Vallesella colloca l’episodio il 13 settembre 1944, a differenza delle altre fonti, concordi sulla data dell’11 settembre.

Scheda compilata da Adriano Mansi
Scarica la scheda in formato .pdf
Le schede monografiche in formato .pdf sono coperte da diritto d'autore.
Ogni uso improprio o non consentito è punibile ai sensi di legge

Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-01-02 14:13:42

Vittime

Elenco vittime

1. Comis Lucia, in Pavoni, nata a Forni di Sopra (Udine) il 27/11/1903;
2. Da Vià Giuseppe, nato a Domegge di Cadore (Belluno) l’8/4/1876;
3. De Boni Giacomo “Tarras”, nato a Vallesella di Domegge (Belluno) il 13/4/1921;
4. Fermo Mario, nato a Maron di Brugnera (Pordenone) il 2/2/1920;
5. Pavoni Anna, nata a Forni di Sopra (Udine) il 26/7/1926;
6. Pavoni Giovannina, nata a Forni di Sopra (Udine) il 20/8/1928;
7. Pavoni Rina, nata a Forni di Sopra (Udine) l’8/12/1921.

Elenco vittime civili 4

1. Comis Lucia, in Pavoni, nata a Forni di Sopra (Udine) il 27/11/1903;
2. Pavoni Anna, nata a Forni di Sopra (Udine) il 26/7/1926;
3. Pavoni Giovannina, nata a Forni di Sopra (Udine) il 20/8/1928;
4. Pavoni Rina, nata a Forni di Sopra (Udine) l’8/12/1921.

Elenco vittime partigiani 1

De Boni Giacomo “Tarras”, nato a Vallesella di Domegge (Belluno) il 13/4/1921.

Elenco vittime renitenti 1

Fermo Mario, nato a Maron di Brugnera (Pordenone) il 2/2/1920.

Elenco vittime indefinite 1

Da Vià Giuseppe, nato a Domegge di Cadore (Belluno) l’8/4/1876.

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Reparto Non precisato

Tipo di reparto: Non identificati

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • monumento a Chiesetta d’Orsina, scendendo da Pieve di Cadore verso Calalzo (Belluno); cimitero di Domegge di Cadore (Belluno).

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: Chiesetta d’Orsina, scendendo da Pieve di Cadore verso Calalzo (Belluno); cimitero di Domegge di Cadore (Belluno).

    Descrizione: Il nome di Giacomo De Boni è riportato nel monumento ai caduti del Cadore nella lotta di Liberazione situato sul sagrato della chiesetta d’Orsina, scendendo da Pieve di Cadore verso Calalzo (Belluno); inoltre è ricordato nel cimitero di Domegge di Cadore (Belluno), dove si trova un piccolo complesso monumentale, dedicato ai partigiani del paese caduti per la Liberazione.

Bibliografia


Luigi Boschis, Le popolazioni del bellunese nella guerra di liberazione 1943-1945, Castaldi, Feltre, 1986, pp. 207-208;

Elena Carano, Oltre la soglia. Uccisioni di civili nel Veneto 1943-1945, CLEUP, Padova, 2007, pp. 188-190;

Giovanni De Donà, Walter Musizza (a cura di), Guerra e resistenza in Cadore. Cronache di venti mesi di lotta tra Pelmo e Peralba (1943-45), Isbrec, Belluno, 2005, pp. 213-219;

Marco Pirina, 1943-1945. Guerra civile sulle montagne, I. Udine-Belluno, Centro studi e ricerche storiche “Silentes Loquimur”, Pordenone, 2001, p. 58;

Marco Pirina, 1943-1945. Guerra civile sulle montagne, II. Pordenone, Belluno, Treviso, Vicenza, Trento, Bolzano, Centro studi e ricerche storiche “Silentes Loquimur”, Pordenone, 2002, p. 51;

Sandro Sacco, Le stragi nazifasciste in provincia di Belluno, 1944-1945. Schede, in “Protagonisti”, a. XXXV, n. 107, dicembre 2014, pp. 32-34;

Aldo Sirena, La memoria delle pietre. Lapidi e monumenti ai partigiani in provincia di Belluno, Isbrec, Belluno, 1996, pp. 103-105; 185-192;

Giuseppe Sorge (a cura di), Relazioni dei parroci delle Diocesi di Belluno e di Feltre sulla occupazione nazista dal 1943 al 1945, Isbrec, Belluno, 2004, p. 205; 241.

Sitografia


Fonti archivistiche

Fonti