VIVO D’ORCIA CASTIGLIONE D’ORCIA 09.05.1944

(Siena - Toscana)

VIVO D’ORCIA CASTIGLIONE D’ORCIA 09.05.1944

VIVO D’ORCIA CASTIGLIONE D’ORCIA 09.05.1944
Descrizione

Località Vivo d'Orcia, Castiglione d'Orcia, Siena, Toscana

Data 9 maggio 1944

Matrice strage Fascista

Numero vittime 1

Numero vittime donne 1

Numero vittime donne bambine 1

Descrizione: La bambina fu uccisa alle ore 18.30 del 9 maggio 1944 da un milite fascista che veniva accusato di aver partecipato al rastrellamento del Vivo del 23 aprile. Il milite sparò alcuni colpi per colpire il fratello Tesio ed invece colpì la bambina che era vicino a lui e alla mamma Mili Enrichetta «perché la bambina non era rientrata in casa come ordinatogli dal milite». Il milite fascista accusato dell'uccisione era Rossi Settimio che venne successivamente catturato e ucciso dai partigiani della Brigata Garibaldi “Spartaco Lavagnini”.

Modalità di uccisione: uccisione con armi da fuoco

Tipo di massacro: legato al controllo del territorio

Annotazioni: In alcuni documenti dell'epoca è indicata come Baldi Carla.

Scheda compilata da Giulietto Betti, Marco Conti
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-09-07 20:26:02

Vittime

Elenco vittime

Bardi Carla, nata il 05/09/1935 a Castiglione d’Orcia e ivi residente in località Vivo d’Orcia.

Elenco vittime civili 1

Bardi Carla.

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


GNR, distaccamento di Abbadia San Salvatore

Tipo di reparto: Guardia Nazionale Repubblicana

Elenco persone responsabili o presunte responsabili


  • Settimio Rossi

    Nome Settimio

    Cognome Rossi

    Ruolo nella strage Autore

    Note responsabile milite. Venne successivamente catturato ed ucciso dai partigiani della Brigata Garibaldi “Spartaco Lavagnini”.

    Tipo di reparto fascista Guardia Nazionale Repubblicana

    Nome del reparto GNR, distaccamento di Abbadia San Salvatore

Memorie

Memorie legate a questa strage

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    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: Castiglione d\'Orcia, Vivo d\'Orcia

    Descrizione: Monumento a Vivo d’Orcia dove vengono riportati i nomi di tutti i deportati e i caduti del rastrellamento del 23 marzo. Tra questi anche Bardi Carla che ne diventò vittima indiretta.

Bibliografia


AA.VV., Le stragi nazifasciste in Toscana 1943/1945, Carocci, Firenze, 2004.
Vittorio Meoni, Messaggi di Pietra. Immagini della Resistenza senese, Nuova Immagine Editrice, Siena, 1993.
Rinascita, settimanale, Siena, vari fascicoli tra il 30 gennaio 1946 ed il 28 febbraio 1946.

Sitografia


http://www.resistenzatoscana.it/monumenti/castiglione_d_orcia/monumento_ai_caduti_e_ai_deportati/

Fonti archivistiche

Fonti

ACS, Gabinetto della Prefettura, Anno 1946. Atti della Commissione provinciale per i crimini di guerra.
ISRSEC, Archivio della Brigata Garibaldi Spartaco Lavagnini.