Montefiorino, Ligonchio, Villa Minozzo, 01.10.1944

(Reggio Emilia - Emilia-Romagna)

Montefiorino, Ligonchio, Villa Minozzo, 01.10.1944

Montefiorino, Ligonchio, Villa Minozzo, 01.10.1944
Descrizione

Località Montefiorino, Ligonchio, Villa Minozzo, Villa Minozzo, Reggio Emilia, Emilia-Romagna

Data imprecisata

Matrice strage Nazista

Numero vittime 13

Numero vittime di genere ignoto 13

Descrizione: Negli ultimi giorni di settembre del 1944 le organizzazioni della Resistenza preparano l’insurrezione generale per la Liberazione delle città emiliane. I tedeschi e i fascisti non si limitano a difendere le posizioni, ma effettuano diverse operazioni anti-partigiane: mentre la 16° Divisione Reichsführer SS compie il massacro di Monte Sole, i nazisti organizzano diversi attacchi lungo il fronte della Linea Gotica. Il 1 ottobre 1944 la violenza si scatena al confine fra Montefiorino, Villa Minozzo e Ligonchio: le popolazioni degli Appennini modenesi e reggiani vivono con difficoltà le operazioni militari dei tedeschi, che cercano di tenersi aperte le strade verso la Pianura Padana e si adoperano per stroncare nella maniera più decisa il movimento di liberazione. Secondo la testimonianza del Luogotenente americano William Waley, unico testimone oculare degli eventi, la fucilazione di due partigiani scatena la tensione: Waley esce e chiede a due italiani, fascisti repubblicani, l’identità dei condannati e riceve una risposta sprezzante, che li identifica come “ribelli”. Mentre i militi cercano di ricaricare le armi, un soldato tedesco armato di mitra vede la scena e corre per portare rinforzi: Waley si chiude in una casa, ma poco dopo un buon nucleo di soldati tedeschi circonda l’edificio e forza l’ingresso. Le stanze sono perquisite e saccheggiate, ma nessuno trova il militare alleato: il comandante decide di uccidere tutti gli abitanti e completa l’opera incendiando la casa. Poco dopo i soldati tedeschi uccidono un ottantenne che cerca di allontanarsi dal luogo dell’orrore. Dal momento che i territori in questione sono nelle immediate vicinanze delle zone più calde del fronte, i corpi vengono ritrovati e recuperati diverse settimane dopo e l’identificazione non è stata possibile.

Modalità di uccisione: fucilazione,impiccagione,uccisione con armi da fuoco

Violenze connesse: furto e-o saccheggio,incendio di abitazione

Trattamento dei cadaveri: Occultamento dei cadaveri

Tipo di massacro: rappresaglia

Estremi e note penali: Armadio della Vergogna: Fascicolo 2142.
Procura Militare della Repubblica presso il Tribunale Militare di La Spezia – Procedimento penale contro ignoti sottoposti ad indagine per il reato di art. 209, 211 e 219 c.p.m.g. commesso in Villa Minozzo, Montefiorino e Ligonchio il [giorno] sconosciuto in danno di undici cittadini italiani non identificati (incendi, omicidi ad opera di ignoti militari tedeschi).
Cancelleria: 9 agosto 1996.

Annotazioni: Note sui responsabili: Armadio della Vergogna: Fascicolo 2142.
Data del rapporto: 15 gennaio 1945
Fonte dell'informazione: Rapporto n. 500 del 2/12/1944
Luogo dove è stato commesso il crimine: Villa Minozzo, Montefiorino e Ligonchio.
Data: non conosciuta.
Tipo di crimine commesso: impiccagione ed assassinio di civili italiani.
Nome degli accusati: non conosciuto.
Nazionalità: tedesca.
Nome delle vittime: non conosciuto.
Nazionalità delle vittime: italiana.
Informatore: Wiley William, USA, Luogotenente delle AA. FF.
Descrizione: soldati tedeschi, non meglio identificati, in data non conosciuta, bruciarono i villaggi di Villa Minozzo, Montefiorino e Ligonchio. In questi tre villaggi i tedeschi impiccarono dieci italiani ed uccisero un vecchio di 80 anni che cercava di fuggire. Il nome dell'informatore risponde a quello del primo Lt William D. Wiley.

“Il primo Luogotenente Wiley racconta che i tedeschi dettero alle fiamme i villaggi di Villa Minozzo, Montefiorino, Ligonchio, mentre lui insieme con i partigiani stava combattendo nelle vicinanze di queste località. Nessuno di questi paesi era ben difeso e nei tre villaggi i tedeschi impiccarono un totale di dieci italiani e uccisero un uomo di ottant'anni che si accingeva ad andar via. Appena i tedeschi entrarono nel villaggio, essi si preoccuparono come prima cosa di uccidere il parroco, perché questi aveva aiutato i popolani. Il Wiley dà poi un resoconto delle atrocità commesse dai tedeschi mentre viveva in una casa con altri 14 italiani nelle vicinanze di Villa Minozzo, nel paesino di Rieza, un giorno il Wiley sentì due tedeschi che stavano sparando con il fucile mitragliatore. Saranno state le quattro del primo ottobre. Egli corse immediatamente fuori e vide i cadaveri di due italiani che erano stati fucilati; nelle loro vicinanze vide altre due persone. Egli domandò loro chi fossero e queste risposero partigiani. Poiché queste due persone cercarono poi di caricare le loro armi e puntarle contro di lui, il Wiley li colpì e li stese a terra. Appena egli si girò per rientrare a casa, vide un tedesco il quale stava lì nelle vicinanze armato con un fucile mitragliatore. Il tedesco fuggì mentre il Wiley entrò in casa e corse al piano di sopra. Dopo poco circa quaranta tedeschi cercarono di forzare l'ingresso della casa: il Wiley ne uccise uno e ne ferì un altro. Dopo un breve combattimento gli italiani che si trovavano nel casolare decisero di arrendersi e i tedeschi li portarono via. I tedeschi evidentemente pensarono di aver preso tutti coloro che abitavano il casolare, ragione per cui non compirono una indagine accurata e non trovarono così il Wiley. Al di fuori della casa i tedeschi uccisero sette italiani e ne impiccarono altri tre. Uno dei prigionieri disse ai tedeschi che aveva paura di essere impiccato. I tedeschi allora lo appesero per i piedi con la testa in giù e gli piantarono la baionetta in mezzo alla gola. Il Wiley è stato testimone dell'uccisione di undici italiani. Dopo ciò i tedeschi diedero la casa alle fiamme; ciò nonostante però il Wiley riuscì a salvarsi mentre la casa parzialmente bruciava I tedeschi dissero poi di aver ucciso due soldati inglesi. Il primo Luogotenente Wiley crede che quelle truppe tedesche siano state comandate da un sergente maggiore. Egli non sa a quale unità appartenessero detti tedeschi, ma crede che fossero truppe di linea”.

Scheda compilata da Daniel Degli Esposti
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-02-25 15:49:55

Vittime

Elenco vittime

Due partigiani non meglio determinati e undici cittadini italiani ignoti.
La strage ha come unico testimone il Luogotenente americano William Waley. Dal momento che i territori in questione sono nelle immediate vicinanze delle zone più calde del fronte, i corpi sono stati trovati e recuperati diverse settimane dopo e l’identificazione non è stata possibile.

Elenco vittime partigiani 2

Due partigiani non meglio determinati

Elenco vittime indefinite 11

Undici cittadini italiani ignoti.

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Memorie
Bibliografia


Ermanno Gorrieri, La repubblica di Montefiorino, Bologna, Il Mulino, 1970.
Claudio Silingardi, Una provincia partigiana, Milano, Franco Angeli, 1998.
Ilva Vaccari, Dalla parte della libertà, Santa Sofia di R., Stab. Tip. dei Comuni per COOP Estense, 1999.

Sitografia


Fonti archivistiche

Fonti