Marostica 29-09-1944

(Vicenza - Veneto)

Marostica 29-09-1944

Marostica 29-09-1944
Descrizione

Località Marostica, Marostica, Vicenza, Veneto

Data 29 settembre 1944

Matrice strage Fascista

Numero vittime 1

Numero vittime uomini 1

Numero vittime uomini adulti 1

Descrizione: Il 29/9/44, lungo la strada che porta a Nove, è ucciso il patriota Beniamino Scomazzon; l’assassinio è compiuto dalla BN di Marostica appena ritornata dal rastrellamento del Grappa.

Modalità di uccisione: uccisione con armi da fuoco

Tipo di massacro: legato al controllo del territorio

Estremi e note penali: Per l’assassinio Scomazzon: Corte d’Assise Sezione Speciale di Treviso del 7-24/1/47 - Processo ai fascisti del rastrellamento del Grappa e per altri fatti delittuosi, contro Antonio e Giovanni Comparini, Umberto Pendini e altri 12.

Scheda compilata da Pierluigi Dossi
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2015-12-28 15:59:05

Vittime

Elenco vittime

Beniamino Scomazzon; patriota

Elenco vittime legate a partigiani 1

Beniamino Scomazzon; patriota, ucciso il 29 settembre.

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Elenco persone responsabili o presunte responsabili


  • Antonio Comparini

    Nome Antonio

    Cognome Comparini

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Comparini Antonio di Giovanni e Elisabetta Lenzi Elisabetta, cl. 1896, nato a Firenze. Segretario politico del PFR e comandante la Sq d’Az di Marostica, poi 7^ Compagnia BN; il figlio è s. tenente con il cap. Polga nella PAR. Partecipa al rastrellamento del Grappa come responsabile del 5° settore (Cavaso del Tomba –Virago – Pederobba – Fiume Piave), da dove si porta a casa un camion di mobili, che regalata ai neo-sposi Vincenzo Giardini e Anna Comparini, sua figlia; in un documento del Comitato Militare Provinciale del CLNP è tra i nominativi dei responsabili delle impiccagioni di Bassano del Grappa. Arrestato dopo la Liberazione, è alla Caserma “Sasso” il 24.5.45; è trasferito a S. Biagio e incriminato dalla Procura del Regno, ma riesce a evadere il 12.10.45 con la complicità di Raimondo Manni, direttore dell\'istituto di pena anche durante la RSI. Da quel momento resta sempre latitante (a Livorno), anche durante il processo della CAS di Treviso che lo vedeva principale imputato. Il 24.1.47 la CAS di Treviso lo condanna a 21 anni di reclusione. La Corte Suprema di Cassazione, 2^ Sezione Penale di Roma, il 28.4.48 dichiara inammissibile il ricorso, ma in seguito, con sentenza del 19.6.50, “annulla senza rinvio per non aver commesso il fatto… la sentenza della CAS di Treviso, “ed ordina la revoca dell’ordine di cattura” del latitante. Latitante con la famiglia in Comune di Livorno, già dall’aprile ’45, vi risiede ufficialmente dal 26.11.52, da dove continua a dedicarsi ad attività cospirativa neo-fascista.

    Tipo di reparto fascista Brigata Nera

    Nome del reparto 22. Brigata nera “Antonio Faggion” di Vicenza

  • Giovanni Comparini

    Nome Giovanni

    Cognome Comparini

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Comparini Giovanni di Antonio e Domenica Zanella, cl. 20, nato a Conco (VI); figlio del comandante della BN di Marostica Antonio Comparin; sottotenente della PAR e “fedelissimo” del capitano Polga; coinvolto nel saccheggio di casa Fraccon; partecipa al rastrellamento di Chiampo e all’omicidio del patriota infiltrato Passamai; successivamente passa al servizio diretto delle SS tedesche; in un documento del Comitato Militare Provinciale del CLNP è tra i nominativi dei responsabili delle impiccagioni di Bassano del Grappa. Arrestato il 1.5.45, al processo “Linari & C.” viene riconosciuto colpevole del delitto di collaborazionismo e concussione, nonché del delitto di omicidio di Giacomo “Enzo”, con aggravanti e premeditazione, viene condannato alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena; presenta ricorso in Cassazione; la Corte Suprema il 12.7.45 annulla la sentenza di morte nei confronti di Comparin, e rinvia il procedimento alla Corte d’Assise di Treviso; la CAS di Treviso conferma il verdetto di condanna, ma tramuta la pena in 30 anni. Il 26.12.45 evade dalle Carceri di Padova in Piazza Castello; nel gennaio \'46 è visto transitare per Vicenza e sembra sia a capo di una banda SAM operante nel basso vicentino. Il 14.7.54 il Tribunale di Treviso condanna a scontare l’intera pena; il 12.12.55 la Corte Suprema, ammette la revisione e annulla la sentenza di Treviso condizionatamente per la condanna di omicidio volontario con rinvio alla CAS di Perugia. La CAS di Perugia, con sentenza del 5.12.57 lo assolse dall’imputazione di concorso in omicidio di Passamai e con declaratoria del 20 dello stesso mese dichiara estinto il reato di collaborazionismo, revocando l’ordine di cattura.

    Tipo di reparto fascista Brigata Nera

    Nome del reparto 22. Brigata nera “Antonio Faggion” di Vicenza

  • Umberto Pendini

    Nome Umberto

    Cognome Pendini

    Note responsabile Pendini Umberto di Felice, cl. 04, nato a Padova; Sq d\'Az del PFR di Marostica, poi BN; per il rastrellamento del Grappa è accusato di sevizie, incendi, omicidi e furti; inoltre in correità nel duplice omicidio aggravato commesso il 19/8/44 a Nove di Giovanni Michelon e lesioni a Aurelio Moretti, e il 28/9/44 a Marostica di Beniamino Scomazzon. Arrestato il 25/6/45, il 12/9/45 è deferito ai PM presso la CAS di Vicenza; il 24/1/47, la CAS di Treviso lo condanna a 8 anni di reclusione, interdizione perpetua dai pubblici uffici, confisca di 1/3 dei beni a favore dell\'Erario, alla libertà vigilata dopo espiata la pena, al pagamento delle spese processuali e tasse di sentenza, ma grazie al condono (art. 9, DLP 22.6.46, n. 4) la pena è ridotta a 5 anni; il 28/4/48 la Corte Suprema di Cassazione, 2^ Sezione Penale di Roma, \"annulla senza rinvio per amnistia\".

    Tipo di reparto fascista Brigata Nera

    Nome del reparto 22. Brigata nera “Antonio Faggion” di Vicenza

Memorie
Bibliografia


Federico Maistrello (a cura di), Processo ai fascisti del rastrellamento del Grappa. Corte d’Assise Straordinaria di Treviso, 1947, Istresco, Treviso, 2004.
Emilio Franzina, La Parentesi. Società, popolazioni e Resistenza in Veneto (1943.1945), Ed. Cierre-IVrR, Sommacampagna (VR) 2009.
Sonia Residori, Il massacro del Grappa. Vittime e carnefici del rastrellamento (21-27 settembre 1944), Ed. Cierre-Istrevi, Sommacampagna (Vr) 2007.
S. Residori, La “pelle del diavolo”: la giustizia di fronte alla violenza della guerra civile (1943-1945); Ed. Istrevi, Quaderni sulla Resistenza e la RSI, Vicenza 2010.
Benito Gramola e Roberto Fontana, Il processo del Grappa: dall’ergastolo all’amnistia. Elenco, sintesi e antologia delle carte processuali (1946-1949), Ed. Fraccaro, Bassano del Grappa 2011.
Benito Gramola (a cura di), Tullio Carlesso. Da Marsan alla Cabianca. Vicende dei patrioti del battaglione “Vanin” (Brigata “Giovane Italia”), Fara Vicentino 2015.
“Zaira” Meneghin Maina, Tra cronaca e storia. La Resistenza nel Vicentino, Ed. Teti, Segrate (Mi) 1989.
Giulio Vescovi, La sfortuna di chiamarsi Bruno, Ed. AVL, Quaderno n. 1, Vicenza 2001.
Benito Gramola (a cura di), Memorie Partigiane di D. Martin e A. Giudicotti, S. Martino di Lupari (VR) 2006.

Sitografia


Fonti archivistiche

Fonti

ASVI, CAS, b. 3 fasc. 210, b. 8 fasc. 575, b. 13 fasc. 843, b. 14 fasc. 896, b. 19 fasc. 1166, b. 24 fasc. 1407;
ASVI, CLNP, b. 10 fasc. 8, b. 11 fasc.3, b. 15 fasc. 2 – 7, b. 16 fasc. C-D, b. 17 fasc. Sentenze;
ASVI, Danni di guerra, b. 210 fasc. 14578;
ATVI, Sentenza n. 154/46 – 144/46 del 30.9.46 contro Marcon e altri 20
Il Giornale di Vicenza;
Il Nuovo Adige;
Il Patriota, Rivista dell’ANPI di Vicenza.