Cimitero di Asiago 31-05-1944

(Vicenza - Veneto)

Cimitero di Asiago 31-05-1944

Cimitero di Asiago 31-05-1944
Descrizione

Località Cimitero di Asiago, Asiago, Vicenza, Veneto

Data 31 maggio 1944

Matrice strage Nazifascista

Numero vittime 2

Numero vittime uomini 2

Numero vittime uomini adulti 2

Descrizione: Il 27/5/44 a Camporovere di Roana arrivano una ventina di motociclette di militi della strada di stanza a Piovene Rocchette e tre camion carichi di uomini. Sono accompagnati da tre partigiani di Schio, catturati a Piovene con un carico di armi, avute, secondo quanto sono stati costretti a confessare, dai fratelli Vescovi “Parnolo” di Caporovere. Circondata la casa dei Vescovi, vi trovano il papà GioBatta, le sorelle Antonietta e Rita, la nuora Giovannina Zotti che aveva il marito prigioniero di guerra degli Alleati e i due suoi bambini. Il Vescovi viene selvaggiamente bastonato e condotto, assieme ai partigiani di Schio, in Val Scaletta, laterale della Val d’Assa, dove in una caverna è individuato il deposito delle armi. Giobatta Vescovi, sebbene ultrasessantenne, è deportato a Mauthausen; una figlia e la nuora vengono imprigionate per cinque mesi. Il 29/5/44, sotto il comando delle SS di Padova, è organizzato un rastrellamento che interessa tutta la Val d’Assa, le valli laterali, il monte Verena, Larici, Portule, Cima Dodici. Sono sequestrate armi e munizioni, catturati 7 civili ritenuti favoreggiatori e due partigiani del gruppo garibaldino di Treschè Conca (comandato da Daniele Panozzo “Spiridione”), che tradotti ad Asiago, sono interrogati e condannati a morte nella notte tra il 30 e il 31 da un tribunale di guerra, lo stesso tribunale speciale che aveva già operato a Crespadoro il 27 aprile e che interverrà a Chiampo il 5 giugno, formato da: Gaddi, Mentegazzi , Polga e Fabris. Il 31 maggio, presso il Cimitero di Asiago, “per dare un esempio eloquente”, militi del 1° Btg. giovanile e il “reparto germanico” di Bruno Caneva, fucilano i partigiani: Francesco Pretto “Pippo 1°” e Pietro Anselmi “Busato”.

Modalità di uccisione: fucilazione

Violenze connesse: furto e-o saccheggio,incendio di abitazione

Tipo di massacro: rastrellamento

Scheda compilata da Pierluigi Dossi
Scarica la scheda in formato .pdf
Le schede monografiche in formato .pdf sono coperte da diritto d'autore.
Ogni uso improprio o non consentito è punibile ai sensi di legge

Ultimo aggiornamento dei dati: 2018-12-31 17:21:47

Vittime

Elenco vittime

1. Pietro Anselmi “Busato” di n.n. e Margherita Panozzo Lugo, cl. 10, da Treschè Conca di Roana, staffetta partigiana.
2. Francesco Pretto “Pippo 1°”, cl. 24, da Pedescala di Valdastico; in suo ricordo un Btg. della Brigata “Pino” è chiamato Btg. “Pretto”; partigiano.

Elenco vittime partigiani 2

1. Pietro Anselmi “Busato” di n.n. e Margherita Panozzo Lugo, cl. 10, da Treschè Conca di Roana, staffetta partigiana.
2. Francesco Pretto “Pippo 1°”, cl. 24, da Pedescala di Valdastico; in suo ricordo un Btg. della Brigata “Pino” è chiamato Btg. “Pretto”; partigiano.

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Battaglione San Marco

Tipo di reparto: Reparto speciale

Scuola Allievi Ufficiali della GNR “Vicenza”

Tipo di reparto: Guardia Nazionale Repubblicana

GNR di Vicenza

Tipo di reparto: Guardia Nazionale Repubblicana

1. Kompanie/SS

Tipo di reparto: Waffen-SS

Elenco persone responsabili o presunte responsabili


  • Carlo Bruno Caneva

    Nome Carlo Bruno

    Cognome Caneva

    Note responsabile Caneva Carlo Bruno Tripoli di Antonio e Silvagni Antonia, cl. 12; cugino del federale Giovanni Caneva di Pietro; già campione italiano di salto dal trampolino; già sergente nella 60^ Compagnia del 9° Regg. Alpini, Btg. “Vicenza”, Div. “Julia”, in Grecia: per ragioni di salute, dopo poco più di due mesi era stato ricoverato «in un ospedale di I^ linea nei pressi di Tepeleni (Albania) proveniente dalla zona di Trebiscine», poi nell’ospedale da campo n.118 in Dragowitza e ancora successivamente all’ospedale militare prima di Foggia e poi di Vicenza e Padova. Per «malattia contratta sul fronte greco» gli fu riconosciuta una pensione di invalidità del 7° grado che gli venne pagata fino all’agosto del 1943; l’8 settembre 1943 trova Bruno Caneva invalido ed esente da ogni obbligo militare nella sua Asiago. Aderisce alla RSI e con il grado di sergente maggiore comanda il Presidio di Asiago del Centro Reclutamento Alpini (CRA) di Bassano, successivamente, con tutto il suo reparto passa con i tedeschi e il BdS-SD con il grado di SS-oberscharführer (sergente maggiore), forse poi promosso al grado di maresciallo ordinario delle SS o della Polizia (SS- hauptscharführer o Hauptfeldweber ). L\'8 agosto ‘44 è ferito in uno scontro con i partigiani in Val d\'Assa e cede, almeno ufficialmente, il comando del Presidio al fratello Adelmo. A dimostrazione che Carlo Bruno Caneva è un sottufficiale dell’esercito tedesco, risulta trasferito dall’ospedale elioterapico di Mezzaselva all’ospedale militare della Luftwaffe di Caldogno, successivamente trasportato in quello di Merano e negli ultimi giorni di guerra, assieme ai feriti tedeschi, trasportato in Germania, prima all’ospedale militare di Munsterzwarach poi in quello di Miltenberg. Inoltre ancora nel 2000, Bruno Caneva percepiva un sussidio “nell’ambito dell’assistenza alle vittime della guerra […] dall’ufficio assistenza della Freie Hansestadt Bremen” della Germania Federale con il grado di HauptFeldwebel della Wach Kompanie 1009 (sergente maggiore o maresciallo ordinario della Gendarmeria del Comando territoriale militare 1009 di Verona). Ma, se dei fratelli Adelmo e Antonio troviamo tracce e riferimenti della loro attività nelle BdS-SD, su Bruno più niente dopo il suo ricovero all’ospedale di Caldogno nell’agosto ‘44. Si tratta di un ricovero a lungo termine assai strano: “Da un lato ci sono fotocopie di documenti che attestano la gravità della ferita, i ricoveri e le degenze, fotocopie però con la scrittura del nome non limpida, che lascia intravedere i segni di un probabile nome diverso scritto in precedenza. L’attestazione del ricovero è suffragata dalla testimonianza resa dall’infermiera Irma Schwarze, non molto chiara per la verità sulle circostanze nelle quali aveva conosciuto Caneva, che comunque nella deposizione resa alla Pretura di Capri il 14 dicembre 1946, ammise che «tale dichiarazione mi fu richiesta da un fratello di Bruno Caneva il quale mi scriveva che il fratello Bruno era stato accusato di un grave fatto politico e che il processo era già stato fatto e che avendo famiglia sporto appello occorreva una dichiarazione per dimostrare la sua innocenza». Dall’altra parte, in ogni caso ci sono i testimoni che si presentarono a difesa durante il processo in Corte d’Assise e che giurarono davanti alla giustizia italiana che Bruno Caneva li aveva salvati o aveva salvato i loro figli, intercedendo presso i tedeschi, localizzandolo in luoghi diversi dall’ospedale di Caldogno”. (da S. Residori, Niente altro che polvere, cit., pag. 136) Tutte testimonianze che presentano un Caneva non certo gravemente ferito e ricoverato, ma attivo tra Asiago e Vicenza in contrasto con le attestazioni dei ricoveri ospedalieri. Dopo la Liberazione,la sentenza emessa dalla CAS di Vicenza il 22.5.47, condanna a 30 anni di reclusione Carlo Bruno Caneva e Battista Marcialis (omicidio del partigiano Rodino Fontana e collaborazionismo). In clandestinità, il Caneva si dedica ad attività cospirativa neo-fascista, per poi fuggire clandestinamente in Argentina. Il 3.4.54 il Tribunale di Vicenza, Sez.II, dichiara, anche se contumace, ridotta la pena a 2 anni, che ovviamente non sconta. Coinvolto anche nell\' uccisione di “Freccia” e nell’Eccidio di Pedescala, emigra clandestinamente in Argentina con il fratello Adelmo e Antonio “Tonin”.

    Nome del reparto Banda Caneva

  • Danilo Silvano Fabris

    Nome Danilo Silvano

    Cognome Fabris

    Note responsabile Fabris Danilo Silvano; da Thiene; PFR e GNR, poi BN, partecipa al rastrellamento di Crespadoro, Asiago e Chiampo del 27 aprile, 31 maggio, 5 giugno e luglio del ‘44 e al tribunale speciale come cancelliere; nel contempo, come Sq d\'Az di Thiene partecipa al rastrellamento di Marano-Thiene del 28/4/44, di Asiago del 1 Giugno, di Altavilla del 26 luglio; come BN partecipa al rastrellamento di Arcugnano del 29/10/44.

  • Giovanni Battista Polga

    Nome Giovanni Battista

    Cognome Polga

    Note responsabile Polga Giovanni Battista di Alessandro e Busa Apollonia, cl. 02, nato Lugo Vicentino, residente Vicenza; comandante la squadra politica della Questura di Vicenza; il 28/11/44 è giustiziato su ordine del CLNP a Priabona di Monte di Malo.

  • Mario Marinelli

    Nome Mario

    Cognome Marinelli

    Note responsabile Marinelli Mario; comandante della Scuola fino al giugno \'44, è poi trasferito al Comando della GNR della Strada a Valdagno; partecipa al rastrellamento del Tretto del 24/4/44 e ordina dopo processo sommario la fucilazione di Marco Santacaterina; comanda il rastrellamento del 3/9/44 a Velo d’Astico e presiede il tribunale militare che condanna a morte i fratelli Righele; sarà fucilato dai partigiani il 29/4/45 a Muggiò (Milano).

  • Otello Gaddi

    Nome Otello

    Cognome Gaddi

    Note responsabile Gaddi Otello, nato a San Felice sul Panaro (Modena), cl. 01. Entra nel PNF il 4.4.21 e nella MVSN il 1.2.23. Viene trasferito una prima volta a Schio il 21/7/33 e dal 5/6/36 a Vicenza con il grado di Aiutante Maggiore nella 42^ Legione “Berica” di Vicenza. Il 15/9/39 è trasferito nuovamente a Schio,presso il comando della 44^ Legione. Partecipa alla guerra di Spagna e d\'Albania. Promosso 1° Seniore (tenente colonnello) il 1/7/43, il 15/11/43 è nominato comandante della 44^ Legione di Schio, o meglio di ciò che ne restava. E\' tra i componenti del Tribunale Speciale che a Verona, dal 14 al 16 novembre ‘43, condanna 6 dei \"19 traditori del Gran Consiglio del Fascismo\", tra cui Ciano. Dopo aver prestato giuramento alla RSI in Verona il 12/2/44, viene nominato, prima comandante della 42^ Legione GNR di Vicenza e poi comandante provinciale della GNR (619° Com. Prov.) di Vicenza. Il 5/7/44, ritenuto responsabile degli insuccessi della GNR vicentina, viene sostituito dal console Barberini e trasferito al Q.G. di Milano, ma non prima di aver partecipato nel vicentino a vari rastrellamenti e tribunali di guerra, come a Crespadoro, Asiago e Chiampo. Il 27/4/45 viene catturato e incarcerato a Como, per poi essere trasferito a Modena, Coltrano e Laterina. E\' rilasciato per amnistia il 7/12/45.

  • Paolo Antonio Mentegazzi

    Nome Paolo Antonio

    Cognome Mentegazzi

    Note responsabile Mentegazzi Paolo Antonio; \"un ufficiale che era solito svegliare i propri legionari gettando una bomba a mano nel corridoio delle camerate\"; “...uno dei più terribili aguzzini, specializzato nello stupro contro le donne...”; \"Rabbrividivo quando il magg. Mentegazzi, direttore del carcere (di S. Michele), veniva a passeggiare nel corridoio davanti alla camera nostra. Quello non immaginava certo che solo quattro giorni prima del mio arresto, per mia iniziativa, il suo nome, insieme a quello di Di Fusco, Foggi, Zatti e Fiori era stato ripetutamente annunciato da Radio Londra come criminale di guerra.\"; \"Una decina di anni dopo guerra fui convocato dal giudice Ferdinando Canilli, il quale mi disse che pareva che Mentegazzi fosse al Cairo e facesse il cuoco e lui aveva ricevuto l\'incarico di allestire una documentazione per richiederne l\'estradizione... che mi era stato detto che il giorno dopo la scadenza del bando Graziani (26 Maggio 1944), era andato in quel di Chiampo, aveva arrestato due fratelli che non si erano presentati e li aveva fucilati sotto gli occhi dei genitori, davanti alla porta di casa\" .

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • lapide a

    Tipo di memoria: lapide

    Descrizione: Lapide murale presso il cimitero di Asiago

Bibliografia


Comitato Veneto-Trentino, Brigate d’assalto “Garemi”, Padova 1978.
Sonia Residori, Il coraggio dell'altruismo. Spettatori e atrocità collettive nel Vicentino 1943-’45, Ed. Centro Studi Berici-Istrevi, Sossano (VI) 2004.
Antonio Frigo, Ricordi. Perché non siano come suono di corno che muore lontano nel vento, Ed. Nuovo Progetto, Vicenza 1991.
Giulio Vescovi, Resistenza nell’Alto Vicentino. Storia della Divisione Alpina “Monte Ortigara” 1943-1945, Ed. La Serenissima, Vicenza 1975 e 1997.
Piergiorgio Gios, Resistenza, Parrocchia e Società nella diocesi di Padova 1943-1945, Ed. Marsilio-Ivsrec, Venezia 1981.
Piergiorgio Gios, Fascismo, Guerra e Resistenza sull'Altipiano: l'itinerario religioso-pastorale dell'Arciprete di Asiago Bartolomeo Fortunato (1932-1946) Ed. tip. Moderna, Asiago 1995.
Piergiorgio Gios, Controversie sulla Resistenza ad Asiago e in Altopiano, Ed. Tip. Moderna, Asiago 1999.
Piergiorgio Gios, Il Comandante “Cervo”, capitano Giuseppe Dal Sasso, Ed. Tip. Moderna, Asiago 2002.
Piergiorgio Gios, Clero, Guerra e Resistenza nelle relazioni dei Parroci, Ed. Ist.St.Ecles., Padova 2007.
Emilio Franzina, Vicenza di Salò. Storia, memoria e politica fra Rsi e dopoguerra, Ed. Agorà, Dueville (Vi) 2008.
Emilio Franzina, “la provincia più agitata”. Vicenza al tempo di Salò attraverso i Notiziari della Guardia nazionale repubblicana e altri documenti della Rsi (1943-1945), Ivsrec, Padova 2008.
Emilio Franzina, La Parentesi. Società, popolazioni e Resistenza in Veneto (1943.1945), Ed. Cierre-IVrR, Sommacampagna (VR) 2009.
Federica Bertagna, La Patria di riserva. L’emigrazione fascista in Argentina, Ed. Donzelli, Roma 2006.
Virgilio Panozzo, La Resistenza in Tresché Conca, 1943-1945, Australia 2010.
Lia Carli Miotti, Giovanni Carli e l’Altopiano di Asiago, Ed. Zanocco, Padova 1947.
Liverio Carollo, Dall’Isonzo al Chiavone. Vicende di guerra del partigiano Attilio Crestani, Ed. Amici della Resistenza ANPI-AVL, Thiene 2012.
Andrea Rizzi, La Valle della giovinezza. Storia dell’ultimo “Campo Dux” e dei ragazzi di Salò in Val d’Astico nell’estate 1944, Ed. Cierre, Sommacampagna (VR), 2011.
Italo Mantiero, Vicende di guerra 1943-1945. Con la Brigata Loris, Ed. AVL, Vicenza 1984.
Umberto Scaroni, Soldato dell’Onore. Memorie di un volontario della R.S.I. 1943-1946, Ed. Nuovo Fronte, 2004.
Ugo De Grandis, Malga Silvagno. Il giorno nero della Resistenza vicentina, Schio (VI) 2011.
Ugo De Grandis, “Pensiero ed azione” Periodico scledense della Guardia Nazionale Repubblicana, Quaderni di storia e cultura scledense n. 19, Schio (VI) 2007.
Luigi Calderaro, Treschè-Conca, silloge storico illustrativa, Vicenza 1986.
Luigi Leonardo Sella, Valdastico in quel tempo, Seghe di Velo d’Astico (VI) 1997.
Benito Gramola, Tino Marchetti, Maria Grazia Rigoni, “Tu che passi sosta e medita”. Monumenti, cippi e lapidi della Resistenza sull’Altopiano, Ed. AVL, Quaderno n° 3, Vicenza 2003.
Antonio Spinelli, Il campo di concentramento provinciale di Tonezza del Cimone, in www.dalrifugioallinganno.it.
P. Tagini, Le poche cose. Gli internati ebrei nella provincia di Vicenza 1941- 1945, Ed. Istrevi-Cierre, Verona, 2006.

Sitografia


• Francesco Pretto (Pippo), in Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza italiana [http://www.ultimelettere.it/?page_id=35&ricerca=290], url consultata il 28 settembre 2018

Fonti archivistiche

Fonti

Archivio di Stato di Vicenza (ASVI), Fondo Corte d’Assise Straordinaria (CAS);
Archivio di Stato di Vicenza (ASVI), Fondo Comitato Nazionale di Liberazione Provinciale (CNLP);
Archivio di Stato di Vicenza (ASVI), Fondo Danni di guerra.
Archivio Tribunale di Vicenza (ATVI), Sentenze CAS.
Archivio Comunale di Piovene Rocchette (ACPR).
Banca Dati Centro Studi Storici “Giovanni Anapoli” di Montecchio Precalcino (CSSMP).
Il Popolo Vicentino, ora Il Giornale di Vicenza.
Il Patriota, Rivista dell’ANPI di Vicenza.
Acta, Rivista neo-fascista.