Pieve di Trebbio, Guiglia, 28.07.1944

(Modena - Emilia-Romagna)

Pieve di Trebbio, Guiglia, 28.07.1944

Pieve di Trebbio, Guiglia, 28.07.1944
Descrizione

Località Pieve di Trebbio, Guiglia, Modena, Emilia-Romagna

Data 28 luglio 1944

Matrice strage Nazista

Numero vittime 1

Numero vittime uomini 1

Numero vittime uomini adulti 1

Descrizione: All’inizio di luglio del 1944 la Resistenza modenese s’impegna su una serie di fronti. Mentre i “ribelli della montagna” confluiscono in massa nella zona libera di Montefiorino e mettono in atto una serie di importanti colpi lungo la valle del Panaro, la pianura assiste a una lotta senza quartiere fra le forze occupanti e le brigate partigiane. Per evitare che i tedeschi s’impadroniscano degli ammassi e sottraggano agli italiani i mezzi di sostentamento, le organizzazioni della Resistenza ostacolano la mietitura del grano e mettono in atto diversi sabotaggi contro le macchine trebbiatrici: la “battaglia della trebbiatura” contraddistingue lunghe fasi dell’estate modenese e acuisce la tensione fra i fascisti – che ricevono l’incarico di soffocare ogni forma o tentativo di rivolta – e i partigiani. Secondo la ricostruzione del Comune di Guiglia, “i rastrellamenti si estendono tra il 26 luglio e il 2 agosto all’intero territorio comunale (Roccamalatina, Monteorsello, Samone, Gainazzo, Castellino e Pieve di Trebbio): tra i fermati il medico condotto dott. Cavallo e gli arcipreti di Pieve di Trebbio e Castellino, poi rilasciati, mentre una trentina di prelevati riescono a fuggire durante una sosta del camion che li trasporta a Bologna.
«Questi rastrellamenti – scrive ancora il Podestà di Guiglia in data 2 agosto – non conseguono lo scopo dichiarato di rintracciare i renitenti alla chiamata alle armi, i quali non si trovano presso le loro famiglie; provocano invece gravi turbamenti nelle famiglie e nei fondi che sono disertati dagli uomini atti al lavoro proprio nel momento dei maggiori lavori (trebbiatura e aratura) e producono una grave tensione di spiriti nella popolazione. Durante i rastrellamenti si lamentano oltre i cattivi trattamenti (ingiurie e percosse) anche razzie di generi alimentari, di denaro, di biancheria, di oggetti vari, nonché di alcuni capi di bestiame: un maiale, una vaccina, un vitello. La popolazione vive in continua apprensione e non sa dove rivolgersi per trovare appoggio e conforto. La trebbiatura che si è iniziata dopo molte fatiche il 28 e 29 luglio è vivamente minacciata da questo stato di cose. Urge assolutamente provvedere se si vuole continuare la trebbiatura ed assicurare la distribuzione del grano alla popolazione non approvvigionata».
(Archivio Storico del Comune di Guiglia, Carteggio per categorie, anno 1945, Cat. 15)”.

Modalità di uccisione: uccisione con armi da fuoco

Violenze connesse: deportazione della popolazione

Tipo di massacro: rastrellamento

Annotazioni: Si suppone che la responsabilità sia dei comandi tedeschi della zona di Vignola e Zocca.

Scheda compilata da Daniel Degli Esposti
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2015-12-27 21:23:53

Vittime

Elenco vittime

1. Oldrado Cassanelli: nato a Guiglia (MO) il 18 ottobre 1926, residente a Guiglia, civile. Il 28 luglio 1944 rimane vittima di un rastrellamento tedesco nella zona di Pieve di Trebbio.

Elenco vittime civili 1

Oldrado Cassanelli

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Memorie
Bibliografia


Ermanno Gorrieri, La repubblica di Montefiorino, Bologna, Il Mulino, 1970.
Claudio Silingardi, Una provincia partigiana, Milano, Franco Angeli, 1998.
Ilva Vaccari, Dalla parte della libertà, Santa Sofia di R., Stab. Tip. dei Comuni per COOP Estense, 1999, pag. 567.

Sitografia


Fonti archivistiche

Fonti