Santorso 24-04-1944

(Vicenza - Veneto)

Santorso 24-04-1944

Santorso 24-04-1944
Descrizione

Località Santorso, Santorso, Vicenza, Veneto

Data 24 aprile 1944

Matrice strage Fascista

Numero vittime 1

Numero vittime uomini 1

Numero vittime uomini adulti 1

Descrizione: La notte tra il 23 e il 24 aprile 1944 viene effettuato un aviolancio alleato di armi, munizioni, vestiario e cibo nella zona di S. Ulderico di Tretto. Il carico doveva essere sganciato in una zona disabitata più a nord, sul monte Novegno, ma per un disguido il materiale si sparpagliava sul piccolo altipiano del Tretto. Al mattino la notizia del lancio si diffonde: i partigiani garibaldini della pattuglia di S. Caterina scendono verso S. Ulderico, mentre da Piovene sale un autocarro carico di militi della GNR e giovani allievi della scuola di addestramento e specializzazione della Polizia della strada. I fascisti, giunti al Tretto intorno alle 8 del mattino, perlustrano il territorio e compiono numerose perquisizioni domiciliari. Viene recuperato presso una contrada un bidone intatto, contenete vestiario, armi e munizioni. Nel bosco altri due bidoni, già manomessi e in parte svuotati, vengono recuperati dai fascisti. Tra le case perquisite c’è anche quella di Marco Santacaterina: oggetti vari vengono buttati in cortile, ma nulla di riconducibile all’aviolancio viene trovato.
Dopo le ore 9 del mattino, terminate le perlustrazioni, l’autocarro con i militi della GNR scende a valle. Giunto in prossimità della frazione di S. Maria del Pornaro viene attaccato da un gruppo di partigiani. Nel conflitto a fuoco rimane ucciso l’allievo milite della Polizia della strada Leorati Evardo. La sparatoria fa scattare l’allarme: avvertito da una telefonata partita dalla fabbrica Saccardo, il comando fascista di Piovene invia a piedi un’altra compagnia di allievi militi. Da Schio viene inviato un gruppo di militari tedeschi. La zona di S. Ulderico viene rastrellata fino al tardo pomeriggio. Intorno alle ore 14 una squadra di fascisti torna nell’abitazione di Marco Santacaterina: stando al rapporto steso dal colonnello della GNR Mario Marinelli, trovano 24 bombe a mano di fabbricazione inglese, vestiario militare e un pezzo di paracadute. Al contrario, secondo Amelia Dal Soggio, moglie di Marco Santacaterina, nulla viene trovato. Marco Santacaterina viene costretto dai fascisti a scendere a piedi verso valle, dopo essere stato bersagliato con fucilate ai piedi e colpi di pugnale al torso. In prossimità della fabbrica Saccardo, non potendo più camminare, viene buttato sul camion. Giunto nella piazza di Santorso, Marco Santacaterina viene appoggiato al muro delle scuole elementari, contigue al municipio, mentre un plotone d’esecuzione è già schierato. Un ufficiale della GNR, il sottotenente Assirelli Giuseppe, costringe gli scolari ad assistere all’esecuzione. I bambini sono posti dietro e a lato del plotone d’esecuzione, mentre un sacerdote somministra al condannato i conforti religiosi. Alle 17.50 una raffica di mitra alla schiena uccide Marco Santacaterina.

Modalità di uccisione: fucilazione

Tipo di massacro: rappresaglia

Annotazioni: Le fonti non concordano sul materiale che Marco Santacaterina avrebbe occultato. Da parte fascista non vi è concordanza neppure sulla qualifica dell’uomo stesso: il notiziario della GNR di Vicenza al Duce, datato 27 aprile 1944, lo definisce “un bandito armato”. Il giorno successivo un altro notiziario, sempre della GNR di Vicenza al Duce, cambia la versione dei fatti: “un uomo, reo confesso di detenere ed occultare bombe a mano ed altro materiale lanciato dagli aerei”. Il 29 aprile 1944 torna ad essere definito “bandito”. Il rapporto steso dal maggiore Mario Marinelli, datato 25 aprile 1944, afferma che nell’abitazione di Marco Santacaterina vennero rinvenute 24 bombe a mano inglesi.
La moglie di Marco Santacaterina rifiutò questa ricostruzione, affermando che niente era stato trovato nella sua casa e che suo marito, secondo lei, era stato scambiato per un’altra persona. Anche il cugino dell’assassinato, Antonio Zaffonato “Libertà”, affermò che nessun materiale alleato venne trovato nella casa di Marco Santacaterina.

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): A Santorso e nei dintorni la memoria consolidatasi tra le persone più anziane, è generalmente concorde nell’affermare che Marco Santacaterina aveva recuperato, a titolo personale, qualcosa del materiale alleato aviolanciato. Alcuni dicono si trattasse solo del paracadute; altri che si trattasse anche di generi alimentari.

Scheda compilata da Piero Casentini
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2015-12-23 16:42:55

Vittime

Elenco vittime

1. Santacaterina Marco, di Casimiro, nato al Tretto il 22/06/1914, operaio. Sposato dal 1937 con Dal Soggio Amelia, padre di tre figli.

Elenco vittime civili 1

1. Santacaterina Marco, di Casimiro, nato al Tretto il 22/06/1914, operaio. Sposato dal 1937 con Dal Soggio Amelia, padre di tre figli.

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


GNR di Vicenza

Tipo di reparto: Guardia Nazionale Repubblicana

Elenco persone responsabili o presunte responsabili


  • Alberto Marinelli

    Nome Alberto

    Cognome Marinelli

  • Gian Letterio Rando

    Nome Gian Letterio

    Cognome Rando

    Ruolo nella strage Autore

    Stato imputato in procedimento

    Tipo di reparto fascista Guardia Nazionale Repubblicana

    Nome del reparto GNR di Vicenza

  • Giuseppe Assirelli

    Nome Giuseppe

    Cognome Assirelli

    Ruolo nella strage Autore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Assirelli comandò il plotone d’esecuzione. Marinelli Mario ordinò il rastrellamento. Rando e Tacconi parteciparono alla decisione di uccidere Marco Santacaterina. Marinelli Alberto effettuò la seconda perquisizione domiciliare a casa di Marco Santacaterina che si concluse con l’arresto dell’uomo.

    Note procedimento Assirelli, Rando e Tacconi vennero processati nel dopoguerra dalla Corte d’Assise Straordinaria di Vicenza per l’uccisione di Marco Santacaterina. Assolti per mancanza di prove il 12/02/1947. La tesi sostenuta dalla pubblica accusa, avv. Mario Bernardini, addossava agli ufficiali presenti la decisione di uccidere l’uomo, e indicava Assirelli quale comandante del plotone. Il presidente della corte, dott. Luigi Fabris, non accolse la tesi dell’accusa, oggi invece suffragata da prove documentarie al tempo non consultabili.

    Tipo di reparto fascista Guardia Nazionale Repubblicana

    Nome del reparto GNR di Vicenza

  • Mario Marinelli

    Nome Mario

    Cognome Marinelli

    Tipo di reparto fascista Guardia Nazionale Repubblicana

    Nome del reparto GNR di Vicenza

  • Mario Tacconi

    Nome Mario

    Cognome Tacconi

    Ruolo nella strage Autore

    Stato imputato in procedimento

    Tipo di reparto fascista Guardia Nazionale Repubblicana

    Nome del reparto GNR di Vicenza

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • lapide a

    Tipo di memoria: lapide

    Descrizione: In piazza Aldo Moro a Santorso, sul luogo dell’esecuzione, una lapide ricorda Marco Santacaterina. È stato conservato, all’interno della lapide, l’intonaco originale ancora crivellato di colpi.

Bibliografia


Emilio Trivellato, Valerio Caroti, Domenico Baron, Remo Grendene, Giovanni Cavion, Quaderni della Resistenza, 3, Grafiche Marcolin, Schio, 1978; pp.137-138; 159-161.

Emilio Franzina (a cura di), La provincia più agitata. Vicenza al tempo di Salò attraverso i Notiziari della Guardia nazionale repubblicana e altri documenti della Rsi (1943-1945), CLEUP, Padova, 2008; pp. 192-194.

Emilio Franzina, Vicenza di Salò (e dintorni). Storia, memoria e politica fra Rsi e dopoguerra, Agorà factory, Dueville (VI), 2008; p. 110.

Sitografia


http://www.notiziarignr.it/ricerca/visualizza.asp

Fonti archivistiche

Fonti