BLESSAGLIA, PRAMAGGIORE, 27.11-02.12.1944

(Venezia - Veneto)

BLESSAGLIA, PRAMAGGIORE, 27.11-02.12.1944

BLESSAGLIA, PRAMAGGIORE, 27.11-02.12.1944
Descrizione

Località Blessaglia, Pramaggiore, Venezia, Veneto

Data 27 novembre 1944 - 2 dicembre 1944

Matrice strage Nazista

Numero vittime 8

Numero vittime uomini 8

Numero vittime uomini adulti 8

Descrizione: I «martiri di Blessaglia» sono considerati localmente «il più alto tributo di sangue della lotta partigiana nel Veneto orientale ed insieme la testimonianza dell’ampiezza, dell’asprezza e dei suoi caratteri peculiari». Nel novero degli uccisi e durante le cerimonie di commemorazione sono compresi i sei partigiani impiccati a Blessaglia di Pramaggiore il 27 novembre 1944 e altri quattro partigiani, due uccisi in precedenza e due impiccati successivamente nello stesso luogo. Secondo i documenti della brigata «Ippolito Nievo B» l’eccidio fu innescato la sera del 24 e 25 novembre 1944, quando il distaccamento del partigiano «Inglis» fece brillare due mine sui ponti di Blessaglia, causando danni irrilevanti, provocando però un ampio rastrellamento nella zona di Blessaglia, Pramaggiore e Loncon di Annone Veneto che portò, il 26 novembre, al ferimento (secondo altri all’uccisione) del partigiano sardo Bachisio Pau («Valerio») e alla cattura di altri cinque suoi compagni: Giuseppe De Nile, Michail Zinovski, Flavio Stefani, Giodo Bortolazzi e Casimiro Zanin. Pau, secondo il rapporto del battaglione «Bertin», sarebbe stato ucciso sul posto di cattura, mentre alcune testimonianze dicono che si sarebbe difeso, sparando alcuni colpi di pistola e, ferito, sarebbe stato impiccato il giorno dopo a Blessaglia insieme agli altri. Il 29 novembre 1944 vennero arrestati, presso la casa Rossi di Belfiore, altri due partigiani: il sardo Antonio Cossa («Remmit») ed Alfredo Fontanel («Fulmine») di Pramaggiore. I due furono impiccati il 2 dicembre agli stessi alberi.

Modalità di uccisione: impiccagione

Violenze connesse: sevizie-torture

Trattamento dei cadaveri: Esposizione dei cadaveri

Tipo di massacro: rappresaglia

Annotazioni: Mancano ricerche specifiche atte ad individuare in modo preciso i responsabili e i reparti di appartenenza. Studi e ricerche locali basate su documentazione di fonte partigiana e orale attribuiscono i rastrellamenti, le impiccagioni e le fucilazioni agli uomini del non meglio precisato tenente Bloch, alle SS del distaccamento di Motta di Livenza, alle SS del Comando tedesco di Pravisdomini. Secondo il DHI a Portogruaro era presente il Grenzwacht “B” dal 30.06.44 (RH 19 X/106, K-22), mentre a Pravisdomini il Polizei-Freiwilligen-Btl. Italien I dal febbraio 1945 (R 19/370). Secondo un testimone il tenente Bloch era di nazionalità austriaca, mentre il boia un «repubblichino di Parma che fungeva anche da interprete per il comandante del plotone tedesco».
Nel libro di Lucia Antonel si legge: «A S. Stino i primi reparti delle truppe di occupazione si erano insediati nel deposito sanità presso il Magazzino Longo, in viale Trieste. Successivamente, nel 1944, arrivarono anche delle squadre speciali appartenenti alle SS (tra loro c’erano anche dei torturatori altoatesini) la cui funzione principale era quella di dare la caccia ai partigiani della zona. Avevano preso dimora nella caserma dei carabinieri che si trovava vicino alla Casa del Fascio. Tra i vari rastrellamenti a cui partecipò questo reparto, composto da circa una cinquantina di militari, vi fu anche quello che portò all’impiccagione dei sei martiri di Blessaglia. […] Il capo delle SS stanziate a S. Stino era il tenente Otto. Aveva un cane pastore ed uno scudiscio. […] Il Comando Generale dei tedeschi si trovava invece presso l’Agenzia Romiati a San Giorgio di Livenza».
Le Brigate nere di Portogruaro e San Donà di Piave (attribuzione generica): ausilio durante rastrellamenti, torture ed esecuzioni.
Nel documento della Pretura di Portogruaro che autorizzava la sepoltura delle salme, si legge: «trattisi di esecuzione avvenuta per ordine Militare in cui l’autorità Giudiziaria non c’entra per nulla». Partigiani locali e testimoni intervistati concordano nell’attribuire le maggiori responsabilità dell’eccidio al tenente Bloch, mentre sono ricordati accordi ed episodi di solidarietà con soldati tedeschi e austriaci presenti nella zona (tenenti Benich e Muller, maresciallo Ritter). La grafia dei nomi è incerta, basandosi solo su fonte orale.
Nel caso di Alfredo Fontanel la documentazione esistente presso l’archivio comunale di Pramaggiore, prodotta per ottenere la pensione alla famiglia, presenta dati contraddittori nell’indicare l’appartenenza del caduto alla formazione partigiana nella quale è ufficialmente annoverato e risulta difficile stabilire il suo grado di coinvolgimento nella resistenza (partigiano inerme, simpatizzante o altro). La testimonianza del fratello Mario farebbe pensare ad un arresto al fine di estorcergli informazioni circa il fratello maggiore Davide, partigiano nella zona di Spilimbergo.

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): La memoria dell’eccidio si può considerare generalmente condivisa unanimemente da forze politiche e popolazione, anche se in passato il monumento ai partigiani uccisi ha subito vari atti vandalici (1985, 1988, 1989). Con il tempo la partecipazione popolare alle commemorazioni si è rarefatta, sopravvive grazie all’impegno delle varie amministrazioni comunali, dell’Anpi e delle scuole comunali, che partecipano attivamente all’evento.

Scheda compilata da UGO PERISSINOTTO
Scarica la scheda in formato .pdf
Le schede monografiche in formato .pdf sono coperte da diritto d'autore.
Ogni uso improprio o non consentito è punibile ai sensi di legge

Ultimo aggiornamento dei dati: 2015-12-22 15:29:29

Vittime

Elenco vittime

Giodo Bortolazzi, di Eugenio e di Maria Camillo. Nato a San Donà di Piave il 6 luglio 1926. Partigiano combattente dal 10 aprile 1944 nella Brigata «Veneziano» della «Ippolito Nievo B». Catturato dai nazifascisti durante il rastrellamento del 26 novembre 1944, impiccato a Blessaglia il 27 novembre.
Flavio Luigi Stefani, di Secondo e Emma Bergamo. Nato a San Donà di Piave (fraz. Palazzetto) il 3 maggio 1923. Arruolatosi volontario nell’agosto 1942, entra nelle file partigiane il primo maggio 1944 nella Brigata «Veneziano» della «Ippolito Nievo B». Catturato durante il rastrellamento del 26 novembre 1944, impiccato a Blessaglia il 27 novembre.
Casimiro Benedetto Zanin, di Napoleone e di Palmira Cedrelli. Nato a S. Donà di Piave (Ve) l’8 gennaio 1924. Entrato nelle file della Brigata «Veneziano» della «Ippolito Nievo B» il 10 maggio 1944. Catturato nel rastrellamento del 26 novembre 1944, impiccato a Blessaglia il 27 novembre.
Michail Zinowski «Marcello». Nato a Kiuka (Ossipoic), ex Unione Sovietica, nel 1917. Partigiano combattente dall’ottobre 1944 nel Battaglione «Bertin-Longo» della «Ippolito Nievo B». Catturato durante il rastrellamento del 26 novembre 1944, torturato e impiccato a Blessaglia il 27 novembre.
Giuseppe De Nile, di Arcangelo e di Sinforosa D’Orrio. Nato a S. Chirico Raparo (Pz) il 20 marzo 1923. Partigiano combattente nel Battaglione «Bertin-Longo», Brigata «Anthos» della «Ippolito Nievo B» dal gennaio 1944. Catturato durante il rastrellamento del 26 novembre 1944, impiccato il 27 novembre a Blessaglia.
Bachisio Pau «Valerio», di Giovanni Antonio e Maria Secchi. Nato a Buddusò (Ss) il 30 agosto 1919. Partigiano combattente dal 6 gennaio 1944 nel Battaglione «Bertin-Longo», Brigata «Anthos» della «Ippolito Nievo B». Catturato durante il rastrellamento del 26 novembre 1944 dopo uno scontro a fuoco, venne trasportato ferito (secondo alcune fonti già morto) a Blessaglia ed ivi impiccato il 27 novembre.
Angelo Antonio Cossa «Remmit», di Giovanni e di Margherita Pudda. Nato a Bultei (Ss) il 4 gennaio 1921. Partigiano combattente dal 1° gennaio 1944 nella Brigata «Veneziano» della «Ippolito Nievo B». Catturato dai nazifascisti nel corso del rastrellamento del 29 novembre 1944, torturato presso il comando tedesco di Pravisdomini, è riportato ormai in fin di vita il 2 dicembre a Blessaglia ed impiccato ad uno degli alberi dell’eccidio del 27 novembre.
Alfredo Fontanel «Fulmine», di Santa Fontanel. Nato a Pramaggiore (Ve) il 13 settembre 1926. Partigiano appartenente al Battaglione «Bertin» della «Ippolito Nievo B» dal primo giugno al 2 dicembre 1944. Catturato durante il rastrellamento del 29 novembre 1944, condotto al presidio di Pravisdomini, torturato, impiccato a Blessaglia il 2 dicembre.

Elenco vittime partigiani 8

Bachisio Pau
Bortolazzi Giodo
Angelo Antonio
De Nile,Giuseppe
Fontanel Alfredo
Stefani Flavio Luigi
Zanin Casimiro Benedetto
Zinowski Michail

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Brigata nera reparto imprecisato

Tipo di reparto: Brigata Nera

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • commemorazione a

    Tipo di memoria: commemorazione

    Descrizione: L’episodio è commemorato ogni anno con cerimonia a cura del Comune di Pramaggiore e partecipazione degli studenti delle scuole locali nel mese di novembre.

  • monumento a Pramaggiore, Blessaglia

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: Pramaggiore, Blessaglia

    Anno di realizzazione: 1945

    Descrizione: Monumento a Blessaglia di Pramaggiore vicino al luogo dell’eccidio. Inizialmente un semplice cippo, collocato nel 1945, poi diventato monumento, inaugurato nel 1974, in occasione del trentennale delle impiccagioni. Soggetto a vandalismi, è stato riedificato nel 1989.

  • luogo della memoria a San Donà di Piave

    Tipo di memoria: luogo della memoria

    Ubicazione: San Donà di Piave

    Descrizione: Ai partigiani sandonatesi sono dedicate vie nella città di San Donà di Piave.

Bibliografia


Lucia Antonel (a cura di), S. Stino tra storia e memoria. 1920-1945, ritratto di un’epoca, Comune di S. Stino di Livenza, S. Stino di Livenza 2004.
Morena Biason, Un soffio di libertà. La Resistenza nel Basso Piave, Nuova Dimensione - Iveser - Anpi S. Donà, Portogruaro 2007.
Mauro Galleni, Partigiani sovietici nella Resistenza italiana, Ed. Riuniti, Roma 1967.
Pramaggiore nella Resistenza. Avvenimenti, testimonianze della lotta di liberazione nel Veneto orientale, Grafiche T.M., Pravisdomini 1990. Ma si veda la nuova edizione (Pramaggiore nella Resistenza. Avvenimenti, testimonianze della lotta di liberazione nel Veneto orientale, a cura di U. Perissinotto, Ed. Comune di Pramaggiore, Tip. Sagittaria, Concordia Sagittaria 2005), che corregge numerosi errori, anche iconografici, presenti nella prima edizione, fornisce i necessari riscontri archivistici ed è corredata da nuove fonti e testimonianze ed un ampio apparato fotografico).
Bruno Steffè, La lotta antifascista nel basso Friuli e nell’Isontino, Vangelista, Milano 1975.

Sitografia


Fonti archivistiche

Fonti

Archivio Anpi Portogruaro (materiali vari per la prima stesura del libro Pramaggiore nella Resistenza).
Archivio Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione di Udine, fondo Fornasir, Relazione del Battaglione «Bertin» sull’eccidio di Blessaglia.
Archivio storico del Comune di Pramaggiore, b. Cln, fasc. «Carteggio del Cln»; fasc. guerra 1940-1945. Dispersi.
Archivio storico della Diocesi di Concordia-Pordenone, b. Guerra 1940-45. Relazioni dei parroci, fasc. Blessaglia.
Archivio Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione di Trieste, b. CXXXV, n. 5862
Ufficio anagrafe di Pramaggiore, Reg. Stato civile, P. II, s. C, anno 1944.
Ufficio anagrafe di S. Donà, Reg. atti di morte anno 1945, P. II, s. C.