VALLUCCIOLE PRATOVECCHIO STIA 13.04.1944

(Arezzo - Toscana)

VALLUCCIOLE PRATOVECCHIO STIA 13.04.1944
Descrizione

Località Vallucciole, Pratovecchio Stia, Arezzo, Toscana

Data 13 aprile 1944

Matrice strage Nazista

Numero vittime 107

Numero vittime uomini 51

Numero vittime bambini 5

Numero vittime uomini ragazzi 6

Numero vittime uomini adulti 19

Numero vittime uomini anziani 21

Numero vittime donne 56

Numero vittime donne bambine 7

Numero vittime donne ragazze 3

Numero vittime donne adulte 31

Numero vittime donne anziane 15

Descrizione: Nell’aprile 1944, il centro di Stia era amministrato dal sindaco Martellucci, dal suo segretario Giabbani Angelo, e dal segretario politico Cesare Francalanci (gli ultimi due sono considerati coinvolti nella strage) e ospitava una piccola guarnigione tedesca comandata dal tenente Egger. Nel vicino paese di Borgo alla Collina il comando tedesco dell’area del Casentino aveva stabilito il proprio quartier generale, guidato dal sergente Unterricht, incaricato di investigare sulla locale attività partigiana.
Nei mesi invernali, la zona aveva assistito alla nascita dei primi gruppi partigiani, poi strutturati in formazioni garibaldine, e aveva offerto ospitalità agli alleati evasi dai campi di prigionia. La crescita del movimento, attestata da azioni sempre più audaci, mostra l’impotenza dei fascisti e preoccupa i tedeschi: la collaborazione fra questi ultimi porta al disegno di una mappa del territorio comunale, dove sono cerchiate di rosso le zone più pericolose. Il mese di aprile, dunque, costituisce una cesura importante nella storia della provincia aretina, segnata dalla crescita del movimento resistenziale e dal carattere più marcatamente repressivo dell’occupazione tedesca: «Fu dai primi di aprile – si legge nel rapporto del comando locale dei carabinieri del 31 luglio 1944 - che le truppe medesime, in seguito all’uccisione o ferimento di militari tedeschi, alla scomparsa di materiali militari, ad atti di sabotaggio, agli impianti telefonici, telegrafici e alle vie di comunicazione da parte di patrioti, che presero ad infierire brutalmente con rappresaglie di ogni specie verso i civili innocenti abitanti nella zone dove si erano verificati i fatti predetti».
Intorno all’8 aprile un maggiore della “Hermann Göring” si reca a Stia per preparare un’azione di rastrellamento: Unterricht comunica il progetto al brigadiere Biami Emilio. Iniziano le manovre: il 9 un reparto tedesco si stabilisce nella vicina Pratolino, sulla carrozzabile Bologna-Firenze, l’11, a Molino di Bucchio, tre tedeschi in abiti borghesi si fingono americani evasi e desiderosi di unirsi ai partigiani, senza riuscire tuttavia ad ottenere informazioni: la loro macchina viene fermata poco più in là da un gruppo di partigiani fiorentini del distaccamento Garibaldi “Faliero Pucci”, noto anche come “Stella Rossa”. Lo scontro a fuoco che ne segue porta alla morte di due di loro e al ferimento del terzo che riesce a fuggire. Il giorno successivo – secondo la relazione della GNR di Stia – il superstite guida un gruppo di suoi commilitoni al recupero delle salme e ad una prima rappresaglia che tuttavia si conclude con l’incendio di alcune abitazioni e con l’arresto di due ragazze, poi scarcerate dopo lungo interrogatorio a Firenze.
Il 12, il 1. reggimento della Flak della “Göring” del maggiore von Loeben, forte di 800 uomini, si stabilisce a Stia. Alle 3 della mattina successiva, inizia un massacro indiscriminato nel quale non fu mostrata nessuna distinzione tra uomini, donne e bambini di ogni età. La marcia dei tedeschi fa contare 14 vittime a Giuncheto, 6 a Molino di Bucchio, 1 a Santa Maria, 1 al Molinuzzo, 12 donne e 4 bambini a Serelli (gli uomini vengono arrestati e adibiti al trasporto delle munizioni), 15 a Vallucciole più 2 uomini fra gli ostaggi, 2 nelle fattorie della Campana e della Canonica, 26 a Monte di Chianni più uno dei prigionieri, anziano e sfinito dal trasporto. A Moianno, frattanto, altri reparti uccidono 6 persone e sequestrano un gruppo di donne: una ragazza viene violentata da un gruppo di 4 o 5 soldati e la di lei madre fucilata (aveva offerto se stessa e alcuni valori in cambio della figlia: la proposta viene respinta, e la reazione isterica della donna viene punita con la morte), un’altra, ferita in un tentativo di fuga, viene raggiunta da un soldato tedesco, stuprata e infine uccisa.
Quindi i reparti convergono verso il Monte Falterona, portandosi dietro i 30-40 ostaggi e intraprendendo, sembra senza risultato, un’azione contro i partigiani. Scendendo nuovamente verso Molino di Bucchio, 4 prigionieri sono apparentemente rilasciati e poi fucilati alle spalle mentre si allontanano; i restanti 14 fanno la stessa fine (anche se due rimangono soltanto feriti) in località Giuncheto.
L’operazione, anche se apparentemente scaturita come rappresaglia sproporzionata, è in verità il frutto di una strategia che vedeva nella “terra bruciata” l’arma più sicura per garantire la sicurezza delle truppe tedesche in un’area segnata da un vasto movimento di uomini e mezzi diretti verso il fronte. Per questo già il 4 aprile il generale Dostler aveva inoltrato un ordine specifico al colonnello von Heydebreck che aveva riunito i suoi ufficiali a Firenze per pianificare l’operazione di “ripulitura” del territorio consistente nell’allontanamento forzato della popolazione e della loro punizione come esempio verso altre comunità che si fossero opposte anche passivamente alla volontà dell’occupante. Gli uomini della “Göring” avrebbero dovuto ripulire l’area dovuto ripulire l’area compresa tra la statale 71 del Passo dei Mandrioli e la statale 67 del Passo del Muraglione, tra Bibbiena (Arezzo), Verghereto (Forlì Cesena), San Godenzo (Firenze) e Dicomano (Firenze), mentre la Kampfgruppe del maggiore Freyer, formata ad hoc con soldati dell’esercito e della Luftwaffe integrati da poliziotti italiani e altri militari della RSI, si sarebbe occupata del versante romagnolo.

Modalità di uccisione: fucilazione,uccisione con armi da fuoco

Violenze connesse: incendio di abitazione,stupro

Tipo di massacro: rastrellamento (massacro eliminazionista fino al 2016-11-30)

Eliminazionista: sì

Estremi e note penali: CAS Arezzo, sentenza di assoluzione a carico dei fascisti sospettati in data 15.03.1946.
TMT Verona, sentenza del 06.07.2011: ergastolo per Luhmann Alfred, Odenwald Helmut, Osterhaus Ferdinand, Olberg Fritz, Stark Wilhelm Karl, Koeppe Erich, Winkler Hans Georg Karl. No luogo a procedere per decesso di Bachler Wilhelm, Gabriel Horst e Heinrot Günter.
La Corte di Appello di Roma nel dicembre 2014 annulla le condanne di Odenwald, Koeppe e Osterhaus.

Annotazioni: Si tratta di un rastrellamento, concordato e predisposto con il sostegno delle autorità fasciste, per debellare un movimento partigiano sempre più organizzato e vivace. All’interno di un’operazione decisa nei giorni 8 e 9 aprile, e confermata da una Bandenlagen del territorio dove risultano evidenziate in rosso le zone più “pericolose”, l’uccisione di due soldati tedeschi rappresenta probabilmente un fattore di ulteriore radicalizzazione: forse non a caso, Molino di Bucchio, con le sue 24 vittime è il più penalizzato fra i centri toccati dalla marcia degli esecutori. Qui infatti la strage avviene in due tempi: mentre le prime sei vittime si riferiscono alla fase iniziale dell’operazione, i 18 ostaggi fucilati fanno pensare quasi ad una “punizione esemplare”, modellata sul modus della rappresaglia e allestita nel locus dell’assassinio dei due tedeschi. Secondo Gentile, la radicalizzazione coincide con la revisione del criterio di selezione delle vittime: “Se fino a quel giorno, come nelle operazioni che avverranno poi a maggio, il reparto esplorante aveva massacrato tutti gli uomini validi incontrati nelle località rastrellate e risparmiato donne, bambini e ragazzi, nelle azioni del 13 aprile intorno al Falterona la strage si fece indiscriminata.” Il peso della rappresaglia, e dunque dell’attività partigiana, nell’eccidio è oggetto da subito di una battaglia di definizione. Martellucci, segretario di Stia, il 18 aprile affigge per le strade del paese un manifesto che etichetta l’episodio come rappresaglia scatenata dall’omicidio di “tre camerati tedeschi” e definisce le vittime tout court come possessori di armi e munizioni. Più equilibrato il giudizio del vescovo di Fiesole, riflesso nel memoriale indirizzato al papa il 22 maggio 1944: «L’eccidio fu acutizzato dal fatto doloroso dell’uccisione di due graduati da parte dei Partigiani di quella frazione». Diversamente, la memorialistica di impronta antifascista, accredita l’esecuzione a Molino di Bucchio come rappresaglia immediata, consistente nell’incendio di alcune abitazioni e senza spargimento di sangue. Fino all’inserimento, eseguito dal Biagianti e dal Verni, della strage nel quadro di un rastrellamento deciso giorni prima e su un territorio molto più ampio. Gentile, infine, giudica il peso dell’uccisione dei tedeschi decisivo, suggerendo un giudizio storico più equilibrato e meno impegnato nel discolpare gli attori della resistenza. Il rastrellamento in questione si inserisce nella più ampia operazione condotta dalla divisione HG sulla catena appenninica dal Montefeltro ai monti liguri, da Pesaro e Forlì, alle province di Firenze e Arezzo, alla Benedicta, nei giorni compresi tra il 10 e il 20 aprile.
I tre tedeschi che cercarono d’infiltrarsi tra i partigiani sono identificati da Gentile come sicuramente appartenenti alla 2. e alla 4. compagnia del reparto esplorante della HG.
Per Paoletti la presenza attiva di fascisti durante la strage è sicura.

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): La strage ha provocato asti nei confronti dei partigiani che uccisero i due tedeschi. Polemica rinfocolata con il libro di Paoletti.

Scheda compilata da Gianluca Fulvetti, Marco Conti
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-11-30 14:32:38

Vittime

Elenco vittime

Andreani Oretta, 27 anni.
Beoni Olinto, 67 anni.
Beoni Santa in Marchi, 31 anni.
Berti Teresa in Bucchi, 69 anni.
Bucchi Adamo, 68 anni.
Bucchi Angiolo Emilio, 69 anni.
Bucchi Antonio, 77 anni.
Bucchi Cesello Agostino, 47 anni.
Bucchi Duilio, 16 anni.
Bucchi Franco, 7 mesi.
Bucchi Giulio, 33 anni.
Bucchi Giuseppa in Michelacci, 59 anni.
Bucchi Igino o Gino, 42 anni.
Bucchi Marisa, 4 anni.
Bucchi Primetta, 18 anni.
Bucchi Zaira, 63 anni.
Ceccarelli Maria in Tommasi, 46 anni.
Ciofini Luciana, 15 anni.
Conticini Basilio, 76 anni.
Conticini Evelina in Tonielli, 23 anni.
Corsetti Maria Angela in Marchi, 82 anni.
Ermini Erminia in Poponcini, 39 anni.
Fabbri (o Fabiani) Teresa, 82 anni.
Fatucchi Gino, 34 anni.
Fioriti Maria in Trenti, 67 anni.
Gambineri Adamo, 63 anni.
Gambineri Attilio, 78 anni.
Gambineri Paola in Vadi, 39 anni.
Gambineri Viviano, 3 mesi.
Gargiani Bruno, 13 o 14 anni.
Giabbani Giuseppe, 52 anni.
Gori Alduina, 31 anni.
Gori Amedeo, 36 anni.
Gori Lucia in Bucchi, 38 anni.
Lamberti Gina in Trenti, 25 anni.
Marchi Angiolo, 78 anni.
Marchi Luciana, 2 anni.
Marchi Maria Nella in Pantiferi, 49 anni.
Marchi Olinto, 47 anni.
Marconcini Annita, 50 anni.
Marconcini Bianca, 35 anni.
Marconcini Bruna, 41 anni.
Marconcini Fleana in Nocilla, 29 anni.
Marconcini Gina in Ciofini, 45 anni.
Michelacci Armando, 36 anni.
Michelacci Caterina in Gambineri, 74 anni.
Michelacci Cesira in Marchi, 48 anni.
Michelacci Isolina, 2 anni.
Michelacci Livia, 9 anni.
Michelacci Marco, 45 anni.
Michelacci Ofelia, 13 anni.
Michelacci Silvio, 71 anni.
Michelacci Virginia, 52 anni.
Nocilla Angelina, 6 o 7 anni.
Paoli Clorinda in Masini, 84 anni.
Peloni Adalgisa, 63 anni.
Poponcini Agostino, 73 anni.
Poponcini Domenico, 69 anni.
Ragazzini Domenico, 80 anni.
Ragazzini Jacopo, 41 anni.
Ricci Raffaello, 69 anni.
Ringressi Genoveffa in Salvi, 49 anni.
Ringressi Giuseppe, 44 anni.
Ringressi Guglielmo, 53 anni.
Ristori Fortunata Maria in Ragazzini, 43 anni.
Rossi Marianna, in Gori, 68 anni.
Salvi Cesare, 72 anni.
Seri Ernesta, 30 anni.
Seri Maria Giulia, 60 anni.
Seri Pierino, 13 anni.
Seri Santi, 36 anni.
Seri Severino, 37 anni.
Seri Zaira in Vardi, 63 anni.
Sestini Fortunato, 63 anni.
Talenti Nello, 53 anni.
Tommasi Amneris, 11 anni.
Tommasi Carlo, 78 anni.
Tommasi Nella, 14 anni.
Tommasi Sergio, 6 o 7 anni.
Tonielli Luigi, 74 anni.
Trapani Dario, 16 anni.
Trapani Giulio, 32 anni.
Trapani Ilario (o Italiano), 14 o 15 anni.
Trapani Pasquale, 43 anni.
Trenti Ada in Marchi, 41 anni.
Trenti Adolfo, 6 anni.
Trenti Amelia in Ragazzini, 37 anni.
Trenti Concetta in Ringressi, 44 anni.
Trenti Duilia, 5 anni.
Trenti Giuseppe , 52 anni.
Trenti Isolina in Seri, 57 anni.
Trenti Eufemia in Tommasi, 37 anni.
Trenti Ottavina in Gambineri, 49 anni.
Trenti Piero, 2 o 3 anni.
Trenti Rina o Settimia, 25 anni.
Trenti ved. Michelacci Maria, 82 anni.
Trenti Virginia in Vadi, 33 anni.
Vadi Angiola in Gambineri, 29 anni.
Vadi Franco, 11 o 12 anni.
Vadi Giuseppe, 73 anni.
Vadi Orlando, 42 anni.
Vadi Pasquale, 66 anni.
Vadi Pietro, 66 anni.
Vadi Sabina in Trenti, 69 anni.
Valenti Giuseppe, 65 anni.
Venturacci Fernanda, 11 anni.
Zampilli Fulvia, in Valenti, 65 anni.

Elenco vittime civili 107

Andreani Oretta.
Beoni Olinto.
Beoni Santa in Marchi.
Berti Teresa in Bucchi.
Bucchi Adamo.
Bucchi Angiolo Emilio.
Bucchi Antonio.
Bucchi Cesello Agostino.
Bucchi Duilio.
Bucchi Franco.
Bucchi Giulio.
Bucchi Giuseppa in Michelacci.
Bucchi Igino o Gino.
Bucchi Marisa.
Bucchi Primetta.
Bucchi Zaira.
Ceccarelli Maria in Tommasi.
Ciofini Luciana.
Conticini Basilio.
Conticini Evelina in Tonielli.
Corsetti Maria Angela in Marchi.
Ermini Erminia in Poponcini.
Fabbri (o Fabiani) Teresa.
Fatucchi Gino.
Fioriti Maria in Trenti.
Gambineri Adamo.
Gambineri Attilio.
Gambineri Paola in Vadi.
Gambineri Viviano.
Gargiani Bruno.
Giabbani Giuseppe.
Gori Alduina.
Gori Amedeo.
Gori Lucia in Bucchi.
Lamberti Gina in Trenti.
Marchi Angiolo.
Marchi Luciana.
Marchi Maria Nella in Pantiferi.
Marchi Olinto.
Marconcini Annita.
Marconcini Bianca.
Marconcini Bruna.
Marconcini Fleana in Nocilla.
Marconcini Gina in Ciofini.
Michelacci Armando.
Michelacci Caterina in Gambineri.
Michelacci Cesira in Marchi.
Michelacci Isolina.
Michelacci Livia.
Michelacci Marco.
Michelacci Ofelia.
Michelacci Silvio.
Michelacci Virginia.
Nocilla Angelina.
Paoli Clorinda in Masini.
Peloni Adalgisa.
Poponcini Agostino.
Poponcini Domenico.
Ragazzini Domenico.
Ragazzini Jacopo.
Ricci Raffaello.
Ringressi Genoveffa in Salvi.
Ringressi Giuseppe.
Ringressi Guglielmo.
Ristori Fortunata Maria in Ragazzini.
Rossi Marianna, in Gori.
Salvi Cesare.
Seri Ernesta.
Seri Maria Giulia.
Seri Pierino.
Seri Santi.
Seri Severino.
Seri Zaira in Vardi.
Sestini Fortunato.
Talenti Nello.
Tommasi Amneris.
Tommasi Carlo.
Tommasi Nella.
Tommasi Sergio.
Tonielli Luigi.
Trapani Dario.
Trapani Giulio.
Trapani Ilario (o Italiano).
Trapani Pasquale.
Trenti Ada in Marchi.
Trenti Adolfo.
Trenti Amelia in Ragazzini.
Trenti Concetta in Ringressi.
Trenti Duilia.
Trenti Giuseppe.
Trenti Isolina in Seri.
Trenti Eufemia in Tommasi.
Trenti Ottavina in Gambineri.
Trenti Piero.
Trenti Rina o Settimia.
Trenti ved. Michelacci Maria.
Trenti Virginia in Vadi.
Vadi Angiola in Gambineri.
Vadi Franco.
Vadi Giuseppe.
Vadi Orlando.
Vadi Pasquale.
Vadi Pietro.
Vadi Sabina in Trenti.
Valenti Giuseppe.
Venturacci Fernanda.
Zampilli Fulvia.

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Elenco persone responsabili o presunte responsabili


  • Alfred Luhmann

    Nome Alfred

    Cognome Luhmann

    Ruolo nella strage Autore

    Stato individuato sulla base di indagine o di procedimento italiano

    Note responsabile caporale della 4. compagnia. Nato a Neukloster il 13/02/1925 e residente a Bargstedt.

    Note procedimento TMT Verona, sentenza del 06.07.2011: ergastolo

    Nome del reparto nazista Wehrmacht

    Nome del reparto 4. Kompanie/Fallschirm-Panzer-Aufklärung-Abteilung “HG“/Fallschirm-Panzer-Division “Hermann Göring“

  • Christina von Loeben

    Nome Christina

    Cognome von Loeben

    Ruolo nella strage Autore

    Note responsabile maggiore.

    Nome del reparto nazista Wehrmacht

    Nome del reparto Fallschirm-Panzer-Division “Hermann Goring“

  • Erich Koeppe

    Nome Erich

    Cognome Koeppe

    Ruolo nella strage Autore

    Note responsabile tenente dello Stato Maggiore Flak. Nato il 01/03/1919 a Kiel e residente a Loboe.

    Note procedimento TMT Verona, sentenza del 06.07.2011, sentenza di ergastolo. La Corte di Appello di Roma nel dicembre 2014 annulla la condanna.

  • Ferdinand Osterhaus

    Nome Ferdinand

    Cognome Osterhaus

    Ruolo nella strage Autore

    Stato individuato sulla base di indagine o di procedimento italiano

    Note responsabile sottotenente, comandante di plotone 5. compagnia. Nato a Harte/Osnabrück il 17/09/1917 e ivi residente.

    Note procedimento TMT Verona, sentenza del 06.07.2011 di ergastolo. La Corte di Appello di Roma nel dicembre 2014 annulla la condanna.

    Nome del reparto nazista Wehrmacht

    Nome del reparto Fallschirm-Panzer-Division “Hermann Goring“

  • Franz Untericht

    Nome Franz

    Cognome Untericht

    Ruolo nella strage Autore

    Stato individuato sulla base di inchiesta alleata

    Note responsabile sergente

    Nome del reparto nazista Wehrmacht

    Nome del reparto Fallschirm-Panzer-Division “Hermann Goring“

  • Frederick Wilfeuer

    Nome Frederick

    Cognome Wilfeuer

    Ruolo nella strage Autore

    Stato individuato sulla base di inchiesta alleata

    Note responsabile soldato.

  • Fritz Olberg

    Nome Fritz

    Cognome Olberg

    Ruolo nella strage Autore

    Note responsabile sottotenente, comandante di plotone 3. compagnia. Nato ad Hagen il 18/08/1921 e residente ad Olpe.

    Note procedimento TMT Verona, sentenza del 06.07.2011, sentenza di ergastolo.

    Nome del reparto nazista Wehrmacht

    Nome del reparto 3. Kompanie/Fallschirm-Panzer-Aufklärung-Abteilung “HG“/Fallschirm-Panzer-Division “Hermann Göring“

  • Georg Henning von Heydebreck

    Nome Georg Henning

    Cognome von Heydebreck

    Ruolo nella strage Autore

    Note responsabile Comandante del reggimento panzer “Hermann Göring” dal 20 luglio 1943. Nato il 27/12/1903. Fratello maggiore del colonnello Claus Joachim von Heydebrech, ufficiale interprete che ricoprirà il ruolo di difensore del maggiore Walter Reder al processo di Bologna per la strage di Marzabotto (Monte Sole).

    Nome del reparto nazista Wehrmacht

    Nome del reparto Fallschirm-Panzer-Division “Hermann Goring“

  • Günther Gabriel Horst

    Nome Günther

    Cognome Gabriel Horst

    Ruolo nella strage Autore

    Note responsabile caporale 4. compagnia. Nato a Steinaugrund il 22/09/1925 e residente a Spangenberg.

    Note procedimento TMT Verona, sentenza del 06.07.2011: ergastolo

  • Günther Heinroth

    Nome Günther

    Cognome Heinroth

    Ruolo nella strage Autore

    Stato individuato sulla base di indagine o di procedimento italiano

    Note responsabile soldato 3. compagnia. Nato a Berlino il 04/06/1925 e ivi residente.

    Note procedimento TMT Verona, sentenza del 06.07.2011: ergastolo .

    Nome del reparto nazista Wehrmacht

    Nome del reparto 3. Kompanie/Fallschirm-Panzer-Aufklärung-Abteilung “HG“/Fallschirm-Panzer-Division “Hermann Göring“

  • Hans Georg Karl Winkler

    Nome Hans Georg Karl

    Cognome Winkler

    Ruolo nella strage Autore

    Stato individuato sulla base di indagine o di procedimento italiano

    Note responsabile sottotenente, comandante 4. compagnia e di plotone nella 3. Nato a Norimberga il 23/05/1922 e ivi residente.

    Note procedimento TMT Verona, sentenza del 06.07.2011: sentenza d\'ergastolo.

    Nome del reparto nazista Wehrmacht

    Nome del reparto 4. Kompanie/Fallschirm-Panzer-Aufklärung-Abteilung “HG“/Fallschirm-Panzer-Division “Hermann Göring“

  • Helmut Odenwald

    Nome Helmut

    Cognome Odenwald

    Ruolo nella strage Autore

    Stato individuato sulla base di indagine o di procedimento italiano

    Note responsabile capitano, comandante 10. batteria Flak. Nato a Philippsburg il 15/12/1919 e residente a Berlino.

    Note procedimento TMT Verona, sentenza del 06.07.2011: ergastolo per Odenwald. La Corte di Appello di Roma nel dicembre 2014 annulla la condanna di Odenwald.

  • Herbert Wilcke

    Nome Herbert

    Cognome Wilcke

    Ruolo nella strage Autore

    Note responsabile sottotenente, 10. batteria Flak. Nato a Berlino il 23/04/1918 e ivi residente.

  • Karl Friedrich Mess

    Nome Karl Friedrich

    Cognome Mess

    Ruolo nella strage Autore

    Note responsabile tenente 17. batteria Flak. Nato il 02/07/1921 a Colonia e residente a Stoccarda.

  • Sconosciuto Egger

    Nome Sconosciuto

    Cognome Egger

    Ruolo nella strage Autore

    Stato individuato sulla base di inchiesta alleata

    Note responsabile tenente

  • Sconosciuto Olleors

    Nome Sconosciuto

    Cognome Olleors

    Ruolo nella strage Autore

    Note responsabile tenente.

  • Sconosciuto Unterricht

    Nome Sconosciuto

    Cognome Unterricht

    Ruolo nella strage Autore

    Note responsabile maggiore.

    Nome del reparto nazista Wehrmacht

    Nome del reparto Fallschirm-Panzer-Division “Hermann Goring“

  • Wilhelm Bachler

    Nome Wilhelm

    Cognome Bachler

    Ruolo nella strage Autore

    Stato individuato sulla base di indagine o di procedimento italiano

    Note responsabile tenente 17. batteria Flak. Nato il 01/03/1918 a Vienna e ivi residente.

    Note procedimento TMT Verona, sentenza del 06.07.2011, no luogo a procedere per decesso di Bachler Wilhelm.

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • altro a Pratovecchio Stia, Stia, Vallucciole

    Tipo di memoria: altro

    Ubicazione: Pratovecchio Stia, Stia, Vallucciole

    Descrizione: Sacrario a Vallucciole.

  • commemorazione a

    Tipo di memoria: commemorazione

    Descrizione: Annuali per il 13 aprile.

  • onorificenza alla città a

    Tipo di memoria: onorificenza alla città

    Anno di realizzazione: 2011

    Descrizione: Comune di Stia (ora Pratovecchio Stia), Medaglia d’Argento al Valor Civile. 27/10/2011

  • monumento a Pratovecchio Stia, Stia, cimitero

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: Pratovecchio Stia, Stia, cimitero

    Descrizione: Monumento a ridosso del cimitero di Stia dove sono riportati anche i nomi dei partigiani fucilati il 17 aprile 1944 e lì sepolti.

Bibliografia


Amministrazione provinciale di Arezzo, La strage. La memoria della strage di Vallucciole nel racconto di un contadino, Arezzo, Litostampa Sant'Agnese, 1977.
AA.VV., Corrispondenza anno IV, vol. I, 1984.
Ivo Biagianti, Antifascismo, resistenza e stragi nell'Aretino, in Ivan Tognarini (a cura di), Guerra di sterminio e resistenza, Napoli, ESI, 1990.
Comitato Promotore ed Organizzatore per le celebrazioni (a cura di), 50° Anniversario degli Eccidi di Vallucciole e Valle del Bidente. Stia dal 10 al 25 aprile 1994, Stia, FRUSKA, 1994, 46 pp.
Comitato per il 50° Anniversario della Resistenza e della Liberazione - Comune di Stia, I luoghi della memoria. Storia costume tradizione attraverso le lapidi e i monumenti funebri del vecchio cimitero di Stia, Stia, s.e., 1995, 14 pp.
Antonio Curina, Fuochi sui monti dell'Appennino toscano, Deliadi, Arezzo, 1959, pp. 472-474.
Enzo Droandi, I massacri avvenuti attorno ad Arezzo nei documenti della Wermacht, in "In memory. 1944/94, International Conference to commemorate the fiftieth anniversary of the 1944 massacres around Arezzo", Arezzo, 1994.
Gianluca Fulvetti, Uccidere I civili. Le stragi naziste in Toscana (1943-1945), Carocci, Roma, 2009.
Carlo Gentile, Le stragi del 1944 in provincia di Arezzo ed i loro perpetratori, dattiloscritto, Colonia, 1998, p. 7.
Lutz Klinkhammer, L'occupazione tedesca in Italia, Torino, Bollati - Boringhieri, 1993, pp. 334-335.
Paolo Paoletti, Vallucciole una strage dimenticata. La vendetta nazista e il silenzio sugli errori garibaldini nel primo eccidio indiscriminato in Toscana, Le Lettere, Firenze, 2009.
Raffaello Sacconi, Partigiani in Casentino e Val di Chiana, Firenze, La Nuova Italia, 1975.

Sitografia


http://arezzomassacri.weebly.com/vallucciole.html
http://memoria.provincia.ar.it/stragi/stia_stragi.asp
http://www.regione.toscana.it/-/vallucciole

Fonti archivistiche

Fonti

ACS, MI, Gabinetto 1944 – 1946, b. 3, b. 8, f. 2989 Stia (Arezzo). Atrocità commesse dai tedeschi (1944) (F12): rapporto Gnr di Stia sul rastrellamento eseguito dai reparti tedeschi della Hermann Goering; ricostruzione firmata dal capo della provincia aretina.
ACS, PCM 1944 – 1947, b. 19.13, n. 12013, Eccidi e distruzioni perpetrate dalle truppe tedesche in provincia di Arezzo: rapporto del Comando dei Carabinieri del 7 agosto ‘44; resoconti sulla strage di Stia della Gnr di Firenze e del capo della provincia Melchiorri.
Archivio vescovile, Fiesole, XXVI, n. 20, fasc. 1 e 2
AS Arezzo, CAS, b. 20, f. Francalanci Cesare.
AS Arezzo, CAS, b. 21, sentenza contro Braccini Domenico.
AS Arezzo, CAS, b. 21, sentenze contro Francalanci Cesare.
AS Arezzo, CAS, b. 21, Sentenze, f. Giabbani Angelo.
AS Arezzo, CAS, b. 5, f. Giabbani Angelo.
AS Arezzo, CAS, b. 9, f. Braccini Domenico.
AS Arezzo, CAS, b. 13, f. Tedde Costanza.
AS Arezzo, CLN Arezzo e provincia, b. 11, f. Comune Bibbiena, denuncia del 28 settembre 1945.
AS Arezzo, CLN Arezzo e provincia, b. 3, f. personali, Giabbani Angiolo.
ATM La Spezia, f. Vallucciole.
ISRT, b. 31, Ufficio Regionale – CNL Provincia (FI), f. B-1/ f. Casentino: riferimento all’eccidio delle Vallucciole (p. 2) definito senza “giustificazione” e ai 17 partigiani uccisi a Stia il giorno di Pasqua 1944.
NA, PRO-WO 204/11488.
NARA, T 314, bob. 1570, LXXV Armee Korps.