cava di Bellona, 07.10.1943

(Caserta - Campania)

cava di Bellona, 07.10.1943
Descrizione

Località Bellona, Bellona, Caserta, Campania

Data 6 ottobre 1943 - 7 ottobre 1943

Matrice strage Nazista

Numero vittime 54

Numero vittime uomini 54

Numero vittime uomini ragazzi 4

Numero vittime uomini adulti 42

Numero vittime uomini anziani 3

Numero vittime uomini senza informazioni 5

Descrizione: Ubicato tra le linee difensive tedesche Viktor e Barbara, il Comune di Villa Volturno (che, durante il regime fascista, aggregava le due cittadine di Bellona e di Vitulazio), tra la prima e la seconda decade di ottobre 1943 fu teatro di numerosi episodi di violenza sui civili. In quei giorni, scontri cruenti avvenivano lungo le sponde del fiume Volturno, che scorreva pochi chilometri a sud, lambendo una parte del suo territorio.
Tra il 2 ed il 17 ottobre 1943, alcuni reparti tedeschi dislocati nell’area perpetrarono una serie di uccisioni, provocando la morte di 83 persone, tra cui 66 civili, 6 religiosi, 10 militari sbandati ed 1 carabiniere. Tali ritorsioni verso la popolazione, secondo le testimonianze, potrebbero essere state consequenziali alla resistenza da parte degli abitanti ad azioni di rastrellamento, ordini di evacuazione, distruzioni, sabotaggi e, relativamente all’episodio avvenuto a Bellona il 6 ottobre: nel centro abitato, in uno scontro fu ucciso un soldato tedesco ed un altro fu ferito con una bomba a mano lanciata da un civile del luogo per evitare che le sorelle fossero oggetto di violenza da parte dei suddetti militari.
La mattina del 7, circa 100 uomini furono rastrellati e condotti dapprima nella piazza del paese e, successivamente, nella cappella di S. Michele Arcangelo dove, scelti da un ufficiale a gruppi di dieci, furono inviati presso una cava di tufo, ubicata al confine con il limitrofo territorio di Vitulazio, ed ivi mitragliati. Dalla cappella furono fatti incamminare sette gruppi, ma gli ultimi due vennero riportati indietro.
Sul ciglio della cava furono mitragliate ben 54 persone, tra cui 5 rimaste ignote, per vendicare le modeste perdite subite dai tedeschi (un morto ed un ferito, entrambi graduati di truppa).
Al termine delle esecuzioni furono fatte brillare alcune mine che, precedentemente, erano state collocate nella cava e il terriccio provocato dall’esplosione occultò i cadaveri, ritrovati solo qualche settimana dopo.

Modalità di uccisione: fucilazione

Violenze connesse: incendio di abitazione,minamenti e esplosioni

Trattamento dei cadaveri: Occultamento dei cadaveri

Tipo di massacro: rappresaglia

Estremi e note penali: Esistono diverse ipotesi sulle identità dei responsabili dell’eccidio perpetrato presso la cava di tufo. Nei verbali di un’indagine anglo-americana (1943-44) si riferiscono i nomi dei comandanti appartenenti al Pz.Gren.Rgt. 115, unità aggregata alla Panzer-Division Hermann Göring. Il primo è quello del colonnello Maucke, comandante del reggimento e dell’omonimo gruppo di battaglia. Il secondo è quello di un certo “capitano Hans-Joachim”, presunto comandante dell’unità responsabile dell’eccidio, il quale, nelle settimane precedenti, aveva stretto anche rapporti di amicizia con una ragazza del luogo.
In una nota che la Compagnia Carabinieri di S. Maria Capua Vetere trasmise il 12 giugno 1944 al Gruppo Carabinieri Reali di Caserta il responsabile sarebbe stato identificato, invece, nel capitano Hans Sandrock (comandante del III./Pz.Rgt.HG), la cui presenza a Bellona è documentata nei giorni dell’eccidio, periodo in cui ricopriva anche l’incarico di comandante di settore o sottosettore nell’area di pertinenza della Kampfgruppe Maucke.
Come ha giustamente osservato Carlo Gentile, nell’ambito di una consulenza svolta per il Tribunale Militare di Napoli nel 1999, “Hans-Joachim” rappresenterebbe il solo nome di battesimo del probabile responsabile non quello completo. Inoltre, l’ordine di esecuzione di un così alto numero di persone non poté che essere emanato dall’ufficiale più alto in grado in quell’area, ovvero il colonnello Maucke, il cui comando, in quei giorni, era ubicato proprio al limite settentrionale dell’abitato, poco distante dal luogo delle fucilazioni. Probabilmente, ad eseguire materialmente le uccisioni furono soldati della compagnia comando reggimentale, alla quale afferivano i soldati vittime dell’esplosione del 6 ottobre.

TMT Napoli, procedimento n. 183/94 R.G.N.R. nei confronti di Joachim Hans, per il reato di concorso in violenza con omicidio aggravato e continuato in danno di cittadini italiani.

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): Bellona è uno dei pochi casi accertati in cui il ricordo è immediato. Quasi sicuramente, la diversa estrazione sociale delle vittime favorì la trasmissione della memoria del tragico evento. Verso la fine di dicembre 1943, a poco più di due mesi dalla strage, fu già costituto un “Comitato Giovanile Pro Erigendo Monumento” per la realizzazione di un ‘monumento-ricordo’. La stele, il cui testo fu redatto da Benedetto Croce, fu benedetta il 7 ottobre 1945 nel secondo anniversario dell’eccidio. Successivamente, l’ex cava di tufo fu trasformata in “Mausoleo-Ossario” inaugurato nel 25° anniversario della strage, il 7 ottobre 1968. Tuttavia, bisogna rimarcare che memoria e storiografia locale a lungo hanno focalizzato l’indagine sull’antefatto della strage, ovvero sull’azione “difensiva” di Francesco Cafaro, ritenuta la causa scatenante della rappresaglia, distogliendo per anni l’attenzione su coloro i quali erano da considerare i veri responsabili, ovvero i soldati tedeschi. La stessa famiglia Cafaro è vissuta per anni nel più completo isolamento. Solo negli ultimi anni, probabilmente per il notevole lasso di tempo trascorso, i contorni della vicenda sembra si siano alquanto sfumati. È importante sottolineare che nella motivazione della Medaglia d’Oro V.M. si riferisce che Bellona fu “protagonista di un primo tentativo di resistenza armato”, cioè proprio quello attuato dal suddetto Francesco Cafaro.

Scheda compilata da Giuseppe Angelone
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2015-09-01 14:29:36

Vittime

Elenco vittime

Abbate Domenico, passionista, anni 27
Addelio Ernesto, contadino, anni 18
Antropoli Salvatore, sacerdote, parroco di Brezza (CE), anni 33
Aurilio Secondino, operaio, anni 16
Cafaro Benedetto, operaio, anni 43
Cafaro Luigi, contadino, anni 23
Carbone Vincenzo, operaio, anni 51
Carusone Francesco, contadino, anni 12
Carusone Giovanni, contadino, anni 28
Carusone Secondino, contadino, anni 26
Carusone Vincenzo, bracciante, anni 16
Costa Remo, operaio, anni 37
De Filippo Ferdinando, contadino, anni 45
De Filippo Michele, contadino, anni 20
Della Cioppa Cesare, sarto, anni 30
Della Cioppa Pasquale, contadino, anni 55
Di Nuccio Giuseppe, studente, anni 19
Esposito Ciro, artigiano, anni 25
Esposito Giovanni, artigiano, anni 29
Filaccio Antimo, contadino, anni 57
Filaccio Gennaro, studente passionista, anni 15
Fusco Antonio, contadino, anni 64
Fusco Carlo, studente, anni 18
Fusco Raffaele, artigiano, anni 60
Giudicianni Angelo, studente, anni 20
Giudicianni Giuseppe, agente di sanità, invalido, anni 48
Giudicianni Giuseppe, commerciante, anni 52
Giudicianni Luigi, passionista, anni 23
Liguori Giovanni, commerciante, anni 54
Limongi Alfonso, studente, anni 20
Limongi Gaetano, impiegato, anni 36
Limongi Giovanni, sacerdote, anni 32
Limongi Pasquale, farmacista, anni 33
Lo Prete Giuseppe, militare, anni 27
Manco Raffaele, operaio, anni 21
Materia Giuseppe, impiegato, anni 53
Nardone Valentino, operaio, anni 15
Patruno Nicola, militare, anni 28
Perileri Michelangelo, contadino, anni 36
Perrella Raffaele, operaio, anni 26
Petriccione Lorenzo, guardia penitenziaria, anni 33
Ronzino Vincenzo, militare, anni 31
Rovelli Andrea, sacerdote, parroco di Bellona, anni 67
Rucco Luigi, medico condotto, anni 42
Rullo Armando, operaio, anni 19
Russo Carlo, operaio, anni 35
Simeone Ciro, vigile urbano, anni 56
Tescione Nicola Biagio, operaio, anni 43
Villano Francesco, vice-brigadiere Carabinieri, anni 29
Ignoto
Ignoto
Ignoto
Ignoto
Ignoto

Elenco vittime civili 38

Addelio Ernesto, contadino, anni 18
Aurilio Secondino, operaio, anni 16
Cafaro Benedetto, operaio, anni 43
Cafaro Luigi, contadino, anni 23
Carbone Vincenzo, operaio, anni 51
Carusone Francesco, contadino, anni 12
Carusone Giovanni, contadino, anni 28
Carusone Secondino, contadino, anni 26
Carusone Vincenzo, bracciante, anni 16
Costa Remo, operaio, anni 37
De Filippo Ferdinando, contadino, anni 45
De Filippo Michele, contadino, anni 20
Della Cioppa Cesare, sarto, anni 30
Della Cioppa Pasquale, contadino, anni 55
Di Nuccio Giuseppe, studente, anni 19
Esposito Ciro, artigiano, anni 25
Esposito Giovanni, artigiano, anni 29
Filaccio Antimo, contadino, anni 57
Fusco Antonio, contadino, anni 64
Fusco Carlo, studente, anni 18
Fusco Raffaele, artigiano, anni 60
Giudicianni Angelo, studente, anni 20
Giudicianni Giuseppe, agente di sanità, invalido, anni 48
Giudicianni Giuseppe, commerciante, anni 52
Liguori Giovanni, commerciante, anni 54
Limongi Alfonso, studente, anni 20
Limongi Gaetano, impiegato, anni 36
Limongi Pasquale, farmacista, anni 33
Manco Raffaele, operaio, anni 21
Materia Giuseppe, impiegato, anni 53
Nardone Valentino, operaio, anni 15
Perileri Michelangelo, contadino, anni 36
Perrella Raffaele, operaio, anni 26
Rucco Luigi, medico condotto, anni 42
Rullo Armando, operaio, anni 19
Russo Carlo, operaio, anni 35
Tescione Nicola Biagio, operaio, anni 43

Elenco vittime carabinieri 1

Villano Francesco, vice-brigadiere Carabinieri, anni 29

Elenco vittime militari 4

Lo Prete Giuseppe, militare, anni 27
Patruno Nicola, militare, anni 28
Ronzino Vincenzo, militare, anni 31
Simeone Ciro, vigile urbano, anni 56

Elenco vittime religiosi 6

Abbate Domenico, passionista, anni 27
Antropoli Salvatore, sacerdote, parroco di Brezza (CE), anni 33
Filaccio Gennaro, studente passionista, anni 15
Giudicianni Luigi, passionista, anni 23
Limongi Giovanni, sacerdote, anni 32
Rovelli Andrea, sacerdote, parroco di Bellona, anni 67

Elenco vittime indefinite 5

Ignoto
Ignoto
Ignoto
Ignoto
Ignoto

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Memorie

Memorie legate a questa strage

  • lapide a Bellona

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Bellona

    Anno di realizzazione: 1945

    Descrizione: Stele commemorativa con testo redatto da Benedetto Croce (07/10/1945)

  • luogo della memoria a Bellona

    Tipo di memoria: luogo della memoria

    Ubicazione: Bellona

    Anno di realizzazione: 1968

    Descrizione: Mausoleo-Ossario dei Martiri di Bellona (07/10/1968)

  • onorificenza alla città a

    Tipo di memoria: onorificenza alla città

    Anno di realizzazione: 1998

    Descrizione: Città di Bellona, Medaglia d’Oro al Valor Militare (23/07/1998), motu proprio del Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro Bellona, protagonista di un primo tentativo di resistenza armato subì il 7 ottobre 1943, la reazione indiscriminata e fero

  • onorificenza alla città a Bellona

    Tipo di memoria: onorificenza alla città

    Ubicazione: Bellona

    Anno di realizzazione: 1982

    Descrizione: Città di Bellona, Medaglia d’Oro di “Benemerenza Patriottica” (28/11/1982)

Bibliografia


G. Capobianco, La giustizia negata. L’occupazione nazista in Terra di Lavoro dopo l’8 settembre 1943, Centro C. Graziadei, Caserta, s. d. [1989]

G. Capobianco, Il recupero della memoria. Per una storia della Resistenza in Terra di Lavoro - autunno 1943, Edizioni scientifiche italiane, Napoli, 1995

F. Andrae, La Wehrmacht in Italia. La guerra delle forze armate tedesche contro la popolazione civile 1943-1945, Editori riuniti, Roma, 1997

G. Schreiber, La vendetta tedesca 1943-1945. Le rappresaglie naziste in Italia, Mondadori, Milano, 2001

G. Gribaudi, Una rappresaglia: Bellona, 7 ottobre 1943, in Terra bruciata. Le stragi naziste sul fronte meridionale, a cura di G. Gribaudi, L’ancora del Mediterraneo, Napoli, 2003, pp. 251-275

F. Corvese (a cura di), Erba rossa. Mostra documentaria e fotografica sulle stragi naziste del 1943 in Campania, catalogo, Istituto Campano per la Storia della Resistenza “V. Lombardi”, Napoli, 2003

G. Chianese, “Quando uscimmo dai rifugi”. Il Mezzogiorno tra guerra e dopoguerra (1943-46), Carocci, Roma, 2004

G. Gribaudi, Guerra totale. Tra bombe alleate e violenze naziste. Napoli e il fronte meridionale 1940-44, Bollati Boringhieri, Torino, 2005

F. Corvese, L’autunno di sangue in Campania, in «Resistenza/Resistoria», Bollettino dell’Istituto Campano per la Storia della Resistenza “Vera Lombardi”, n. s., 2/2004, pp. 29-34

F. Corvese, La guerra nazista contro i civili dell’autunno 1943 nella Campania settentrionale, in «Resistenza/Resistoria», cit., terza serie, 2007-2008, pp. 117-139

G. Giudicianni, Voci nella Storia. Vicende e testimonianze della strage nazista di Bellona, Vitulazio 2013

F. Valeriani, Bellona 7 ottobre 1943. Il culmine di una tragedia chiamata Guerra, Piccola Editalia, Vitulazio, 2015

C. Gentile, I crimini di guerra tedeschi in Italia 1943-45, Einaudi, Torino 2015

Sitografia


DVD “Terra Bruciata. Massacri nazisti in Campania”, a cura di G. Gribaudi, 2003

www.memoriedalterritorio.it

Fonti archivistiche

Fonti

NARA, RG 153, Entry 143, Box 527, Case Villa Volturno
CPI 10/27; 10/32; 53/25
AUSSME, N 1/11, b. 2133
C. Gentile, Elenco operazioni antipartigiane e rappresaglie in Italia 1943-1945 nella documentazione tedesca, n. 23.
Archivio Procura Militare della Repubblica presso il Tribunale Militare di Napoli, Relazione di consulenza tecnica al procedimento n° 183/94 R.G.N.R. nei confronti di Joachim Hans, consulente Carlo Gentile, 23/12/1999