San Lazzaro, Modena, 31.07.1944

(Modena - Emilia-Romagna)

San Lazzaro, Modena, 31.07.1944

San Lazzaro, Modena, 31.07.1944
Descrizione

Località San Lazzaro, Modena, Modena, Modena, Emilia-Romagna

Data 31 luglio 1944

Matrice strage Nazifascista

Numero vittime 5

Numero vittime uomini 5

Numero vittime uomini adulti 5

Descrizione: Nell’ultima settimana di luglio del 1944 i nazi-fascisti organizzano febbrilmente l’attacco alla Repubblica di Montefiorino, ma i gappisti della 65° Brigata “Walter Tabacchi” organizzano diversi sabotaggi e attacchi contro gli automezzi e le strutture delle forze di occupazione tedesche. Il 31 luglio 1944 i partigiani uccidono un soldato tedesco in territorio urbano e le forze di occupazione fanno scattare la rappresaglia: prelevano cinque detenuti nel Forte Urbano di Castelfranco Emilia, li portano nella frazione di San Lazzaro e li fucilano lungo la Via Emilia. I corpi restano esposti per due giorni come monito per la popolazione. Le vittime sono cinque partigiani che provengono da realtà diverse: Adorno Rossi è un antifascista passato alla Resistenza tra le file dei GAP di Soliera, il bolognese Walter Atti e il parmense Ettore Ferrari sono giovanissimi collaboratori del movimento partigiano, mentre il romano Riccardo Masseria e lo spezzino Carlo Monteverde fanno parte di formazioni di orientamento democristiano-azionista che operano sull’Appennino modenese e reggiano e vengono arrestati nel territorio di Marano sul Panaro mentre tentano di costruire un gruppo di lotta più ampio.

Modalità di uccisione: fucilazione

Trattamento dei cadaveri: Esposizione dei cadaveri

Tipo di massacro: rappresaglia

Estremi e note penali: Verbale di dibattimento n. 94 R.G. – CAS MO.
Il 5 luglio 1945 Antonio Petti viene condannato alla pena di morte con degradazione dalla Corte d’Assise di Modena: fra i capi d’accusa si trova anche il processo sommario del 27 marzo 1945.

Annotazioni: Al momento non è possibile stabilire con esattezza i responsabili di questo eccidio: dal momento che la rappresaglia segue l’uccisione di un soldato tedesco, appare probabile che l’ordine sia partito dalle forze d’occupazione germaniche. Si proseguono le ricerche per determinare in maniera più precisa i colpevoli.

Scheda compilata da Daniel Degli Esposti
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2015-12-17 23:39:33

Vittime

Elenco vittime

1. Walter Atti: nato a Calderara di Reno (BO) il 13 gennaio 1927, figlio di Giuseppe e Maria Biagi, residente a Pianoro (BO), operaio, partigiano. Milita nella 63° Brigata “Bolero” ed è inquadrato nel Battaglione Zini: il suo gruppo appartiene alla Divisione Bologna, ma opera nel modenese. Viene arrestato in una data imprecisata e finisce nel carcere del Forte Urbano di Castelfranco. Il 31 luglio 1944 i fascisti lo prelevano dalla cella insieme ad altri quattro ostaggi e lo fucilano nella frazione modenese di San Lazzaro, lungo la Via Emilia; i cinque corpi sono lasciati esposti lungo la strada per tre giorni.
2. Ettore Ferrari: di anni 17, residente a Langhirano, partigiano. Viene arrestato in una data imprecisata e finisce nel carcere del Forte Urbano di Castelfranco. Il 31 luglio 1944 i fascisti lo prelevano dalla cella insieme ad altri quattro ostaggi e lo fucilano nella frazione modenese di San Lazzaro, lungo la Via Emilia; i cinque corpi sono lasciati esposti lungo la strada per tre giorni.
3. Riccardo Masseria: nato a Roma nel 1919, partigiano. Dopo l’8 settembre cerca di rientrare a casa, ma viene fermato dai partigiani della formazione “Bandiera” e rimane con loro scegliendo il nome di battaglia “Romano”. Dopo la battaglia di Pieve di Trebbio si rifugia a Castelvetro e, dopo pochi giorni, entra in una piccola formazione di orientamento democristiano-azionista che agisce a Pompeano, nei pressi di Monfestino, e fa parte della Brigata di Marcello Catellani. Masseria e i compagni si spostano lungo la valle del Panaro per riprendere la lotta dopo il fallimento della “Spedizione Bandiera”, ma il 25 aprile 1944 una delazione spinge i vertici della Brigata Nera modenese nella cascina di Cà Bonettini (Marano sul Panaro) dove sono rifugiati i partigiani: “Romano” viene arrestato e finisce nel carcere del Forte Urbano di Castelfranco. Il 31 luglio 1944 i fascisti lo prelevano dalla cella insieme ad altri quattro ostaggi e lo fucilano nella frazione modenese di San Lazzaro, lungo la Via Emilia; i cinque corpi sono lasciati esposti lungo la strada per tre giorni.
4. Carlo Monteverde o Carlo Monteverdi: nato a La Spezia nel 1916, residente a La Spezia, sottufficiale di Marina sfollato sull’Appennino reggiano, partigiano. Dopo l’8 settembre 1943 si rifugia presso alcuni parenti sull’Appennino reggiano per sfuggire alla polizia della RSI. Sui monti si avvicina alla Resistenza: secondo la documentazione dell’ANPI, il 20 marzo 1944 entra nella Brigata “Adelchi Corsini”; Ilva Vaccari afferma che, in virtù della sua preparazione militare, assume il comando di un gruppo molto eterogeneo di partigiani, aggregato alla Brigata “Scarabelli”. Viene arrestato in una data imprecisata e finisce nel carcere del Forte Urbano di Castelfranco. Il 31 luglio 1944 i fascisti lo prelevano dalla cella insieme ad altri quattro ostaggi e lo fucilano nella frazione modenese di San Lazzaro, lungo la Via Emilia; i cinque corpi sono lasciati esposti lungo la strada per tre giorni. Dopo la morte gli viene dedicato un battaglione della Brigata “Mario Speranza”.
5. Adorno Rossi: nato a Soliera l’8 febbraio 1908, figlio di Domenico e Concetta Baraldi, residente a Carpi, agricoltore, antifascista e partigiano. Il 1 marzo 1944 entra nella Brigata “Grillo” e diventa gappista con il nome di battaglia “Resta”. Viene arrestato in una data imprecisata e finisce nel carcere del Forte Urbano di Castelfranco. Il 31 luglio 1944 i fascisti lo prelevano dalla cella insieme ad altri quattro ostaggi e lo fucilano nella frazione modenese di San Lazzaro, lungo la Via Emilia; i cinque corpi sono lasciati esposti lungo la strada per tre giorni.

Elenco vittime partigiani 5

Walter Atti,
Ettore Ferrari,
Riccardo Masseria,
Carlo Monteverde o Carlo Monteverdi,
Adorno Rossi

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Platzkommandantur Modena

Tipo di reparto: Wehrmacht

Elenco persone responsabili o presunte responsabili


  • Antonio Petti

    Nome Antonio

    Cognome Petti

    Ruolo nella strage Collaboratore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Colonnello Antonio Petti: comandante del 42° Comando Militare Provinciale. ------------- Processi della Corte d’Assise Straordinaria: fotocopie di Giovanni Fantozzi, in Archivio ISRM. ASMO CAS (1945) – Busta 1: Antonio Petti – Verbale di dibattimento n. 94 R.G. – CAS MO. Il Questore De Sanctis al Ministero degli Interni e alla Direzione Generale della Polizia. “Si comunica che in seguito ad alcuni atti di sabotaggio qui verificatisi il 29 luglio u.s. contro tre automezzi tedeschi sostanti sulla pubblica strada, il Comando delle SS Germaniche di Bologna richiese l\'indomani, entro il termine di due ore, il rastrellamento di venti cittadini italiani da fucilarsi per rappresaglia. Data la perentoria richiesta e non volendo far fucilare cittadini assolutamente non colpevoli che si fossero trovati sulla strada, fu decisa una urgente riunione in Prefettura, presenti il Federale, il Questore, il Podestà e il Comandante Provinciale della GNR, i quali furono d\'accordo di prelevare i venti cittadini richiesti fra i detenuti associati nelle carceri giudiziarie di Modena. La sera dello stesso 30 luglio u.s. alle ore 18 i venti detenuti prelevati dal carcere furono fucilati nella Piazza della Repubblica di questa città da un plotone germanico delle SS. Verso le ore 21.30, poi, furono fucilati, sul Viale Muratori di questa Città, sempre ad opera di militari germanici, tre altri individui in bicicletta che non ubbidirono prontamente alla intimazione di fermarsi. Verso le ore 22, sulla Via Emilia, località Casa Cantoniera, fu ferito gravemente, con arma da fuoco, mentre viaggiava su un autocarro un militare germanico che decedeva all\'ospedale. Per tale fatto l\'indomani, il Comando Germanico delle SS di Bologna richiedeva altri 20 ostaggi che, in seguito ad altra riunione, fu deciso di prelevare dalla Casa Penale di Castelfranco Emilia. Qualche ora prima dell\'esecuzione il Comando delle SS chiese solo 5 cittadini anziché venti e così verso le ore 21,30 del 31 luglio u.s. furono fucilati, sul posto dove venne gravemente ferito il militare germanico solo 5 dei venti cittadini detenuti. I rimanenti quindici furono ritradotti alla Casa Penale di Castelfranco Emilia, ma messi a disposizione del Comando Germanico delle SS”.

    Note procedimento Verbale di dibattimento n. 94 R.G. – CAS MO. Il 5 luglio 1945 Antonio Petti viene condannato alla pena di morte con degradazione dalla Corte d’Assise di Modena: fra i capi d’accusa si trova anche il processo sommario del 27 marzo 1945.

    Tipo di reparto fascista Guardia Nazionale Repubblicana

    Nome del reparto 42. Comando Militare Provinciale/GNR di Modena

Memorie
Bibliografia


Terenzio Ascari, La lunga strada della libertà, ANPI Castelfranco Emilia, 1994.
Ermanno Gorrieri, La repubblica di Montefiorino, Bologna, Il Mulino, 1970, pp. 316-317.
Ilva Vaccari, Dalla parte della libertà, Santa Sofia di R., Stab. Tip. dei Comuni per COOP Estense, 1999, pag. 568.

Sitografia


http://emilia-romagna.anpi.it/modena/calendario/1944_07.html
http://emilia-romagna.anpi.it/modena/archivio_res/giugno_06/art_19_06_06.htm
http://anpimodena.it/avvenimenti-significativi-della-resistenza-modenese-nel-periodo-dal-1-luglio-1943-e-1944-20-settembre-1943-e-1944/
http://www.istitutostorico.com/app-modena900/index.html#/memorial/41

Fonti archivistiche

Fonti

Notiziario GNR, 11 agosto 1944.