COSTE BOTRELLI MASSA MARITTIMA 23.06.1944

(Grosseto - Toscana)

COSTE BOTRELLI MASSA MARITTIMA 23.06.1944

COSTE BOTRELLI MASSA MARITTIMA 23.06.1944
Descrizione

Località Coste Botrelli, Massa Marittima, Grosseto, Toscana

Data 23 giugno 1944

Matrice strage Nazifascista

Numero vittime 1

Numero vittime donne 1

Numero vittime donne adulte 1

Descrizione: A Massa Marittima, l’intensa partecipazione della popolazione alla guerra di Liberazione si deve alla compenetrazione tra la tradizione repubblicana ottocentesca e quella anarchica, socialista/comunista. Già verso la fine del settembre 1943 si costituì il CLN comprendente tutto lo schieramento antifascista, da subito in contatto col primo gruppo partigiano della zona, la “Banda del Massetano” guidata da Elvezio Cerboni. Per migliorare l’organizzazione delle bande, il CLN di Massa pose alla loro guida un militare, il capitano Mario Chirici, repubblicano. Da qui nacque la 3. Brigata Garibaldi (gennaio 1944), dalla quale si staccarono progressivamente per divergenze col comandante – legate alla fede politica, alle modalità di conduzione della lotta e alla visione dell’Italia del dopoguerra – vari elementi che costituirono nuclei poi confluiti nella 23. Brigata Garibaldi “Guido Boscaglia”, alle Carline, tra le province di Grosseto e Pisa. Altre formazioni attive in zona erano la “Camicia Bianca” e l’11. Banda Autonoma, d’ispirazione monarchica. Quella di Massa fu dunque una Resistenza forte e partecipata, che limitò il controllo nazifascista del territorio ma si dimostrò anche divisa, come testimoniano le polemiche successive ai rastrellamenti (su tutti quello del Frassine del 16 febbraio 1944) e i conflitti fra “militari” e “politici”, sfociati perfino in divergenze di vedute sulle strategie da adottare nei giorni della Liberazione. La ritirata tedesca fu particolarmente dura per la popolazione civile: oltre alla strage dei minatori della Niccioleta (83 morti, 13-14 giugno 1944), durante il passaggio del fronte si registrarono altri 14 morti civili. Alla vigilia della liberazione da parte degli Alleati (24 giugno 1944) si assistette a un crimine orrendo: la staffetta partigiana Norma Parenti, nota per il suo forte impegno in favore della Resistenza, fu prelevata dalla sua abitazione insieme alla madre e condotta al podere di Coste Bostrelli, dove i nazifascisti la seviziarono e uccisero.

Modalità di uccisione: uccisione con armi da fuoco

Tipo di massacro: punitivo

Estremi e note penali: Ignoti militari tedeschi,denunciati dalla Legione Territoriale dei CC RR di Livorno. Titolo del reato: violenza con omicidio, art. 185 CPMG. Gli atti per l’istruttoria furono inviati al Tribunale Militare Territoriale di La Spezia, con elenco 2C/623 del 25 febbraio 1966.
Il Giudice Istruttore del Tribunale Militare Territoriale di La Spezia deliberò di non dover procedere a carico di ignoti (sentenza n. 58 del 15 giugno 1967). Il procedimento era già stato archiviato in precedenza il 14 gennaio 1960. Il fascicolo su questo episodio si ritrova nelRegistro dei crimini nazifascisti in Italia (n. d’ordine 1079), che fu occultato nel cosiddetto “armadio della vergogna” presso la sede della Procura generale militare di Roma, rinvenuto soltanto nel 1994.

Annotazioni: Nel testo di Cocolli-Pagni- Tiezzi, la madre di Norma non fu rilasciata ma, destinata alla fucilazione, si salvò pur ferita ad una gamba, sfuggendo ad un bombardamento alleato in cui morirono i soldati del plotone d'esecuzione. Questo dal racconto della madre stessa Roma Camerini a vicini e parenti.

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): Norma Parenti, medaglia d’oro al V.M., è uno dei personaggi più celebri della Resistenza maremmana. Eppure, conclusa la fase della retorica delle celebrazioni post-resistenziali, per lungo tempo la sua vita e la sua storia non sono state oggetto di adeguata attenzione. L’assenza di accurati studi sulla sua vicenda e la sua fine si spiega forse con le necessità di pacificazione del dopoguerra e quindi con le difficoltà di gestire le lacerazioni provocate da un crimine così orrendo, dove è appurata la responsabilità di fascisti repubblicani locali. L’atroce supplizio di Norma rappresentò uno sfregio insopportabile per un paese come Massa, che si era opposto con forza al nazifascismo. È anche ipotizzabile che, passata la prima stagione della attribuzione della medaglia d’oro al valor militare su richiesta dell’UDI e con il sostegno del Partito Comunista, sia stata l’indefinita appartenenza politica di Norma a non sollecitare con una ricostruzione puntuale la memoria della staffetta partigiana Norma Parenti. Il tutto va poi collocato nel contesto della Massa Marittima del dopoguerra, dove la “memoria divisa” non riguardò solo ex-fascisti e antifascisti ma la Resistenza stessa, con la netta frattura tra partigiani di tradizione repubblicana e quelli di fede comunista. Nei primi scritti in memoria di Norma prevalgono la retorica del sacrificio e l’immagine della giovane sposa e madre, una sorta di “eroina del secondo Risorgimento”, dipinta con il linguaggio tipico della pubblicistica locale sugli episodi di stragi ed eccidi. Le prime memorie e la prima pubblicistica si sono soffermate sull’episodio della disobbedienza di Norma al divieto fascista di dare sepoltura al corpo del partigiano Guido Radi,che fu oltraggiato ed esposto sulla piazza principale del paese (9 maggio 1944), prima della pietosa ricomposizione della salma da parte di Norma e altre donne. Le descrizioni di questo fatto, come sottolineato da Luciana Rocchi, «paiono evocare più l’archetipo femminile della legge del cuore – il sacrificio di Antigone – che non un’appartenenza o una adesione pienamente consapevole alla lotta antifascista».Una pietas che è comunque al confine tra pubblico e privato, perché «la trasgressione all’ordine imposto dal potere nazifascista invia un messaggio che è anche politico a chi assiste al suo gesto». Nel complesso la memoria popolare restituisce l’immagine di una donna vitale, estremamente moderna, esuberante e coraggiosa ai limiti dell’imprudenza, profondamente cattolica ma anche capace di consegnare volantini con la falce e il martello. Proprio questa sua modernità, una volta passata la fase dell’esaltazione del sacrificio necessario alla rinascita politica del Paese, può aver intimorito le varie parti ad assumersi la sua memoria, dandole un’appartenenza. Si è dovuto aspettare una ricorrenza civile, ossia il 70. anniversario della Liberazione,per un risveglio di interesse verso questa figura, che si è esplicato con un nuovo volume di testimonianze, due spettacoli teatrali, un film documentario e un progetto dell’Isgrec. Un’occasione in più per allargare lo sguardo all’importante ruolo svolto dalle donne nella Resistenza civile, che a Massa Marittima, come anche in altri paesi minerari, incitarono alla lotta contro il regime nazifascista, alle manifestazioni di protesta e perfino agli scioperi, fornendo inoltre un aiuto fondamentale alle bande per la raccolta e trasmissione d’informazioni, la propaganda e l’assistenza materiale.

Scheda compilata da Marco Grilli
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-09-05 12:22:45

Vittime

Elenco vittime

Parenti Norma, nata il 01/06/1921 a Massa Marittima. Nota per la sua forte fede cattolica (militava nell’Azione Cattolica), dal febbraio 1941 risiedé per un anno a Villa Santa Regina (Siena) per il probandato nella Compagnia delle figlie dimesse di S. Angela Merici. Ritornata a casa per motivi di salute, il 31 marzo 1943 si sposò con Mario Pratelli, uno sbandato ricercato dai fascisti durante il periodo della RSI. Norma lavorava presso la trattoria “Roma” di Massa Marittima, di proprietà della madre, svolgendo al contempo il compito di staffetta partigiana della 3. Brigata Garibaldi “Camicia Rossa”. Bella, vivace e decisamente moderna per il periodo storico in cui visse, in tutte le testimonianze Norma è stata descritta come una donna esuberante, insofferente a regole e schemi, intraprendente e temeraria. Se non le si può attribuire un’appartenenza politica definita, di certo fu rigida e decisa nello schierarsi a fianco delle bande partigiane e contro il nazifascismo. Con la sua audacia accorreva ovunque ci fosse bisogno, svolgendo azioni di propaganda, rifornendo di armi e viveri i partigiani, incoraggiando la diserzione dei prigionieri tedeschi e l’afflusso alle bande dei giovani renitenti, nonché sfidando il divieto di sepoltura per i “ribelli” uccisi dai nazifascisti. Alla sua memoria è stata conferita la medaglia d\'oro al valor militare.

Elenco vittime partigiani 1

Parenti Norma.

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


98. legione GNR di Grosseto

Tipo di reparto: Guardia Nazionale Repubblicana

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • altro a Massa Marittima, Municipio

    Tipo di memoria: altro

    Ubicazione: Massa Marittima, Municipio

    Descrizione: Un ritratto di Norma Parenti è conservato nella Sala consiliare del Comune di Massa Marittima.

  • altro a Massa Marittima

    Tipo di memoria: altro

    Ubicazione: Massa Marittima

    Descrizione: Via di Massa Marittima intitolata a Norma Parenti.

  • lapide a Massa Marittima, Municipio

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Massa Marittima, Municipio

    Descrizione: All’interno del palazzo comunale di Massa Marittima si trovano una lapide relativa al conferimento della medaglia d’argento.

  • lapide a Massa Marittima, Municipio

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Massa Marittima, Municipio

    Descrizione: All’interno del palazzo comunale di Massa Marittima si trova una lapide che riporta i nominativi di tutti i caduti nella guerra di Liberazione. Questa l’iscrizione: «Onorando i supremi valori del sacrificio/Massa Marittima/ricorda i suoi Caduti/nella lotta di Liberazione/monito perenne/a vivere in vincolo fraterno/per la difesa della libertà/e l’ascesa dello spirito/contro le fazioni e le oppressioni/d’ogni tempo».

  • lapide a Massa Marittima, podere Coste Botrelli

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Massa Marittima, podere Coste Botrelli

    Descrizione: Al podere Coste Botrelli di Massa Marittima, dove furono uccisi Norma Parenti e Giovanni Moschini, si trova una lapide in memoria delle vittime civili della guerra di Liberazione. Oltre ai loro nomi, sono riportati quelli di Giovanni Fabbri, Bruno Felci, Astutillo Fratti, Quintilio Funaioli, Damiano, Dante e Giovanni Molendi e Oriano Tonini.

  • altro a Massa Marittima, Municipio

    Tipo di memoria: altro

    Ubicazione: Massa Marittima, Municipio

    Descrizione: Mostra permanente realizzata dall’ISGREC in tre sezioni: 1) Resistenza e Liberazione a Massa Marittima; 2) Strage della Niccioleta; 3) Norma Parenti, presso la Sala consiliare “Norma Parenti” del Comune. Via Parenti 69, Massa Marittima.

  • museo a Grosseto, Via de’Barberi 61

    Tipo di memoria: museo

    Ubicazione: Grosseto, Via de’Barberi 61

    Descrizione: Mostra permanente dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isgrec): “Stragi nazifasciste nella provincia di Grosseto”, visitabile nella Biblioteca Francesco Chioccon dell’Isgrec, in Via de’Barberi 61, Grosseto.

  • altro a

    Tipo di memoria: altro

    Descrizione: Il nome di Norma Parenti figura nella toponomastica di Massa Marittima, Grosseto e altri comuni del grossetano. A lei sono intitolate la sala consiliare del Comune, l’Associazione Partigiani d’Italia della provincia di Grosseto e una scuola.

  • onorificenza alla città a

    Tipo di memoria: onorificenza alla città

    Descrizione: A Norma Parenti è stata conferita la medaglia d’oro al Valor Militare alla memoria, con la seguente motivazione: «Giovane sposa e madre, fra le stragi e le persecuzioni, mentre sul litorale maremmano infieriva la rabbia tedesca e fascista, non accordò riposo al suo corpo né piegò la sua volontà di soccorritrice, di animatrice, di combattente e di martire. Diede alle vittime la sepoltura vietata, provvide ospitalità ai fuggiaschi, libertà e salvezza ai prigionieri, munizioni e viveri ai partigiani, e nei giorni del terrore, quando la paura chiudeva tutte le porte e, faceva deserte le strade, con l’esempio di un’intrepida pietà donò coraggio ai timorosi e accrebbe fiducia ai forti. Nella notte del 22 giugno, tratta fuori dalla sua casa, martoriata dalla feroce bestialità dei suoi carnefici, spirò, sublime offerta alla Patria, l’anima generosa».

  • onorificenza alla città a

    Tipo di memoria: onorificenza alla città

    Descrizione: Al Comune di Massa Marittima è stata attribuita la medaglia d’argento al Valor Militare. Questa la motivazione: «Durante la lotta antifascista, la generosa popolazione sosteneva coraggiosamente le valorose forze partigiane nella sua Resistenza e dava alla causa della libertà, con la difesa degli impianti minerari della Niccioleta e la conseguente cruenta repressione, largo contributo di combattenti, di sangue e di sofferenza».

  • commemorazione a

    Tipo di memoria: commemorazione

    Descrizione: In occasione del 70. anniversario della Liberazione, a Massa Marittima si sono svolti vari eventi in ricordo di Norma Parenti, quali: la passeggiata ai luoghi partigiani in città tra la Mostra permanente in Sala consiliare, la casa di Norma e il luogo dove fu uccisa (19 aprile 2015, a cura della Cooperativa Colline Metallifere e del Cai); l’incontro sulle 19 donne medaglie d’oro per la Resistenza (17-18 aprile 2015, a cura del Comune di Massa Marittima in collaborazione e/o col patrocinio della Regione Toscana, dell’Anpi nazionale, dell’Anpi Grosseto, dell’Isgrec e dell’Istituto storico della Resistenza in Toscana), e infine la rappresentazione dello spettacolo teatrale liberamente ispirato alla sua figura “Io sono qui” (17 aprile 2015). Nel corso dei primi mesi del 2015 a Massa Marittima, a Grosseto e in altri comuni è stato rappresentato lo spettacolo teatrale “Norma. Storia lirica di un’anima libera”.

  • commemorazione a

    Tipo di memoria: commemorazione

    Descrizione: In occasione della festa della Liberazione del 25 aprile, a Massa Marittima ogni anno si svolge la commemorazione ufficiale in memoria delle vittime della guerra di Liberazione, col raduno delle autorità in piazza Garibaldi, la deposizione di una corona al monumento ai Caduti nel Parco di Poggio e l’orazione ufficiale del sindaco.

  • onorificenza alla persona a Norma Parenti

    Tipo di memoria: onorificenza alla persona

    Ubicazione: Norma Parenti

    Descrizione: Medaglia d\'oro attribuita alla memoria con la seguente motivazione: «Giovane sposa e madre, fra le stragi e le persecuzioni, mentre nel litorale maremmano infieriva la rabbia tedesca e fascista, non accordò riposo al suo corpo né piegò la sua volontà di soccorritrice, di animatrice, dì combattente e di martire. Diede alle vittime la sepoltura vietata, provvide ospitalità ai fuggiaschi, libertà e salvezza ai prigionieri, munizioni e viveri ai partigiani e nei giorni del terrore, quando la paura chiudeva tutte le porte e faceva deserte le strade, con lo esempio di una intrepida pietà donò coraggio ai timorosi e accrebbe la fiducia ai forti. Nella notte del 22 giugno, tratta fuori dalla sua casa, martoriata dalla feroce bestialità dei suoi carnefici, spirò, sublime offerta alla Patria, l\'anima generosa.»

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Sitografia


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www.grossetocontemporanea.it
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www.letteraturaalfemminile.it
www.maremmanews.it
www.radiomaremmarossa.it
www.rcsmediagroup.it
www.regione.toscana.it
www.santiebeati.it
www.storiaxxisecolo.it
www.toscananovecento.it
A Norma Parenti è stato dedicato il film documentario, Il terzo giorno d’estate, (regia di Marco Bicicchi), prodotto in occasione del 70. anniversario della Liberazione con il sostegno della Regione Toscana e del Comune di Massa Marittima (2014).

Fonti archivistiche

Fonti

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