San Donnino, Modena, 19.09.1944

(Modena - Emilia-Romagna)

San Donnino, Modena, 19.09.1944

San Donnino, Modena, 19.09.1944
Descrizione

Località San Donnino, Modena, Modena, Emilia-Romagna

Data 19 settembre 1944

Matrice strage Fascista

Numero vittime 3

Numero vittime uomini 3

Numero vittime uomini adulti 3

Descrizione: Il 30 luglio 1944 le truppe naziste avviano l’Operazione Wallenstein III, un’offensiva antipartigiana che aggredisce la Repubblica di Montefiorino con truppe corazzate e provoca il collasso della zona libera. I combattimenti si protraggono per poco meno di una settimana e interessano una vasta area dell’Appennino modenese: gli strascichi delle violenze investono anche diversi territori che non sono stati caratterizzati dall’appartenenza alla Repubblica di Montefiorino poiché parecchi “ribelli della montagna” sono costretti a ripiegare lungo le valli dell’Appennino. Nell’agosto del 1944 la Lotta di Liberazione della provincia modenese prosegue con importanti azioni nei territori della pianura: le forze fasciste si adoperano per stroncare l’organizzazione partigiana attraverso le reti di spionaggio e le infiltrazioni negli ambienti che sostengono la Resistenza. Le delazioni provocano gravi danni anche nelle comunità montane e nei paesi della provincia. Il 19 settembre 1944 i fascisti modenesi piombano su San Donnino della Nizzola e sulla vicina Strada Gherbella: appare probabile che vogliano effettuare un rastrellamento per vendicare l’uccisione di un sergente maggiore della RSI. Aldo Termanini si trova nei campi: coltiva a mezzadria un podere che appartiene alla famiglia Sereni e si apre lungo il confine fra i territori di Castelnuovo Rangone e Modena; Alcide Vientardi passa attraverso quelle zone poiché, con ogni probabilità, è in missione per conto della Brigata “Aldo Casalgrandi”. I fascisti catturano entrambi e li portano verso Modena; quando si trovano a pochi metri dal torrente Tiepido, si fermano sul ciglio della strada e fucilano i due ostaggi. Sul cippo, le foto delle vittime «del piombo fascista» precedono i nomi e introducono i ricordi delle drammatiche circostanze del 19 ottobre 1944.

Modalità di uccisione: uccisione con armi da fuoco

Tipo di massacro: rappresaglia

Estremi e note penali: Verbale di dibattimento n. 94 R.G. – CAS MO.
Il 5 luglio 1945 la Corte d’Assise di Modena condanna Antonio Petti alla pena di morte con degradazione poiché lo riconosce colpevole di vari capi d’accusa legati alla repressione antipartigiana e alle operazioni di guerra ai civili del 42° Comando Militare Provinciale di Modena. La sentenza viene eseguita mediante fucilazione alla schiena il 5 ottobre 1945.
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Processo della Corte d’Assise sezione Speciale di Modena contro Gino Galli, Antonio Nespoli, Bruno Piva, Renato Sacchetti, Giulio Sacchetti, Amanzio Ragni e Calogero Geraci.
1. Primo Grado: “[La corte] dichiara Galli Gino, Nespoli Antonio, Piva Bruno, Sacchetti Renato colpevoli del reato di collaborazionismo a loro ascritto nonché del delitto di omicidio aggravato continuato, il Galli inoltre, di quello di rapina aggravata continuata, e concessa l’attenuante dell’art. 62 bis C.P., condanna ciascuno di essi alla pena dell’ergastolo, con accessori di legge, il Galli in più della multa di £5000, tutti alla confisca dei beni, al pagamento in solido delle spese processuali; il Piva anche al risarcimento dei danni a favore di Luppi Silvio costituito parte civile, liquidati, secondo la richiesta in lire una, nonché alle spese di assistenza e costituzione in £10.096. Dichiara Ragni Amanzio colpevole di collaborazionismo punibile ai sensi dell’art. 58 CP MG nonché di furto aggravato continuato, e concesse le attenuanti dell’art. 62 bis C.P. per ambedue dell’art. 114 C.P. per il primo reato, lo condanna alla pena di anni sei di reclusione £2000 di multa, inoltre alla confisca nella misura di un terzo dei beni, alla interdizione perpetua dai pubblici uffici ed al pagamento delle spese in solido con gli altri. Dichiara condonate in anni trenta di reclusione la pena dell’ergastolo, nella misura di anni cinque quella detentiva inflitta al Ragni ed interamente le pene pecuniarie. Dichiara non doversi procedere nei confronti di Sacchetti Guido, Geraci Calogero per essere estinto il reato causa amnistia, e ne ordina la scarcerazione se non detenuti per altro motivo. Modena, 27 marzo 1947.”
2. Sentenza 1/3/1949 CASSAZIONE: sostituisce alla pena dell’ergastolo inflitta a Sacchetti, quella di 30 anni di reclusione. Annulla la sentenza a) nei riguardi di Nespoli per difetto di motivazione in ordine alla ritenuta aggravante di cui all’art. 112 CP per l’omicidio e per errore nella determinazione della pena. b) nei confronti di Galli Gino e Piva Bruno per difetto di motivazione sulla ritenuta aggravante della crudeltà e per errore nella determinazione della pena. Rigetta nel resto e rinvia la causa alla Corte di Assise di Perugia per il nuovo giudizio sui punti oggetto di annullamento nei riguardi del Nespoli, Galli e Piva. Modena, 9/5/1949 f. Ferrari.
3. Sentenza 26/4/1950 CORTE DI ASSISE IN PERUGIA: determina la pena per l’omicidio aggravato pel numero delle persone ed in concorso delle attenuanti generiche, e continuato, in anni 24 di reclusione ed aperto il cumulo con la pena di anni 30 di reclusione inflitta al Nespoli, al Galli ed al Piva per collaborazionismo militare determina in anni 30 di reclusione la pena complessiva da espiarsi da ciascuno dei 3 imputati assorbita in detta pena anche quella della reclusione inflitta al Galli per la rapina. Condanna gli imputati stessi in solido, al pagamento delle spese processuali, escluse quelle del giudizio di Cassazione. Dichiara condonati anni 21 di reclusione e le multe irrogate [sic] per la rapina a favore del detenuto Galli Gino. Modena, 27/8/1951, f. Pirolo.
DECLARATORIA 14/11/1952: dichiara condizionalmente condonata la residua pena di anni 1 di reclusione inflitta al Ragni Amanzio. Modena, 25/11/1952, f. Pirolo.

Annotazioni: La bibliografia, le risorse di rete e i documenti d’archivio collocano questo episodio in date differenti. Il monumento indica il 19 settembre 1944 e segue il foglio matricolare di Aldo Termanini, mentre il ruolo di Alcide Vientardi, Ilva Vaccari e le cronologie dell’ANPI inseriscono il 19 ottobre 1944. I registri dei morti conservati nell’Archivio Storico del Comune di Castelnuovo Rangone confermano che il blitz fascista avvenne il 19 settembre 1944: il parroco del paese viene autorizzato a organizzare i funerali delle vittime in un documento che reca la data del 21 settembre 1944.

Scheda compilata da Daniel Degli Esposti
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2015-12-07 18:10:38

Vittime

Elenco vittime

1. Aniceto Francia: nato a Carpi (MO) il 30 agosto 1920, figlio di Umberto e Temide Manicardi, residente a Castelnuovo Rangone, cascinaio, partigiano. Militare nei reparti di sussistenza, dopo l’8 settembre 1943 ritorna a casa e riprende il lavoro nei campi. Il 3 giugno 1944 entra nella Brigata “Casalgrandi” con il nome di battaglia “Zorro”. Il 19 settembre 1944 i fascisti modenesi piombano su San Donnino della Nizzola e sulla vicina Strada Gherbella: appare probabile che vogliano effettuare un rastrellamento per vendicare l’uccisione di un sergente maggiore della RSI. Si suppone che venga rastrellato nelle stesse circostanze che portano al prelevamento di Aldo Termanini. Aniceto Francia viene ucciso con armi da fuoco poco dopo la cattura.
2. Aldo Termanini: nato a Savignano sul Panaro (MO) il 21 settembre 1914, residente a Castelnuovo Rangone, mezzadro, civile. Il 10 giugno 1940 partecipa alle operazioni sul fronte alpino occidentale con il 36° Reggimento Fanteria di Modena, ma problemi di salute chiudono la sua esperienza di guerra. Dopo l’armistizio diventa mezzadro della famiglia Severi di Castelnuovo Rangone e viene esonerato dalla leva della Repubblica Sociale. Il 19 settembre 1944 è rastrellato dai fascisti e, anche se non partecipa attivamente alla Resistenza, è fucilato lungo la Strada Gherbella, nei pressi del torrente Tiepido.
3. Alcide Vientardi: nato a Castelnuovo Rangone (MO) il 22 marzo 1916, figlio di Carlo e Beatrice Selmi, residente a Castelnuovo Rangone, facchino, bracciante e operaio comunale, partigiano. Svolge diversi lavori di fatica (bracciante e facchino). Il 12 giugno 1940 è mobilitato insieme al 38° Reggimento di Fanteria. Nel gennaio del 1941 si ammala ed è ricoverato ad Alessandria; quando guarisce, parte per l’Africa Settentrionale. Finisce l’esperienza militare nel 20° Reggimento di Fanteria dopo un altro periodo di malattia. Il 3 giugno 1944 entra nella Brigata “Aldo Casalgrandi” con il nome di battaglia “Dartagnan” [sic]; il 19 settembre 1944 è catturato dai fascisti nel corso di un rastrellamento e fucilato lungo la Strada Gherbella, nei pressi del torrente Tiepido.

Elenco vittime civili 1

Aldo Termanini

Elenco vittime partigiani 2

Aniceto Francia,
Alcide Vientardi

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


42. Comando Militare Provinciale/GNR di Modena

Tipo di reparto: Guardia Nazionale Repubblicana

Elenco persone responsabili o presunte responsabili


  • Antonio Petti

    Nome Antonio

    Cognome Petti

    Ruolo nella strage Autore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Colonnello Antonio Petti: comandante del 42° Comando Militare Provinciale – “Tribunale Militare Straordinario”. ------ Regia Questura di Modena – Petti Antonio: profilo, in ASMO CAS (1945) – Busta 1: Antonio Petti – Verbale di dibattimento n. 94 R.G. – CAS MO. “È noto in pubblico uno fra i tanti episodi di terrore di cui si resero responsabili gli uomini del Petti dopo l\'uccisione del Sergente Maggiore Geminiani, già addetto all\'ufficio propaganda del 42° Comando Militare Provinciale. A distanza di qualche giorno dalla uccisione del predetto sottufficiale, avvenuta ad opera di sconosciuti, un reparto della famigerata “controguerriglia” si recò in territorio di Castelnuovo Rangone per compiere un\'azione di rappresaglia. Le guardie repubblicane, dopo aver inutilmente battuta la zona di compagna, giunsero nella proprietà rurale della vedova Vellani, mettendo a soqquadro tutto il cascinale, saccheggiando e distruggendo tutto ciò che apparteneva alla famiglia colonica, uccidendo finanche i polli ed i conigli ed appiccando il fuoco al fienile ed alla stalla. Il colono della predetta vedova Vellani, lavoratore onesto e buon padre di famiglia, del quale si sconoscono le generalità [Aldo Termanini, n.d.r.], avendo osservato a distanza l\'avvicinarsi dei repubblicani, si era andato a nascondere nel rifugio sito a breve distanza dalla casa colonica per tentare di sottrarsi ad un eventuale fermo. Poiché egli trovavasi al lavoro, non aveva in tasca alcun documento di identità personale. Scoperto dagli uomini del Petti, malgrado avesse implorato di far richiedere ai suoi famigliari i documenti personali lasciati nella sua abitazione, quelli della “controguerriglia” comandati da un capitano, alto di statura e mascherato, pare fosse il Capitano Piva, non vollero sentire ragione e senza esitazione alcuna e senza pietà lo passarono per le armi. Risulta che il Petti alle persone che si recarono per protestare e alla stessa vedova Vellani, non solo giustificò il comportamento dei suoi ma affermò che la vittima era un “ribelle” e come tale era stato trattato”.

    Note procedimento Verbale di dibattimento n. 94 R.G. – CAS MO. Il 5 luglio 1945 la Corte d’Assise di Modena condanna Antonio Petti alla pena di morte con degradazione poiché lo riconosce colpevole di vari capi d’accusa legati alla repressione antipartigiana e alle operazioni di guerra ai civili del 42° Comando Militare Provinciale di Modena. La sentenza viene eseguita mediante fucilazione alla schiena il 5 ottobre 1945. ---------- Processo della Corte d’Assise sezione Speciale di Modena contro Gino Galli, Antonio Nespoli, Bruno Piva, Renato Sacchetti, Giulio Sacchetti, Amanzio Ragni e Calogero Geraci. 1. Primo Grado: “[La corte] dichiara Galli Gino, Nespoli Antonio, Piva Bruno, Sacchetti Renato colpevoli del reato di collaborazionismo a loro ascritto nonché del delitto di omicidio aggravato continuato, il Galli inoltre, di quello di rapina aggravata continuata, e concessa l’attenuante dell’art. 62 bis C.P., condanna ciascuno di essi alla pena dell’ergastolo, con accessori di legge, il Galli in più della multa di £5000, tutti alla confisca dei beni, al pagamento in solido delle spese processuali; il Piva anche al risarcimento dei danni a favore di Luppi Silvio costituito parte civile, liquidati, secondo la richiesta in lire una, nonché alle spese di assistenza e costituzione in £10.096. Dichiara Ragni Amanzio colpevole di collaborazionismo punibile ai sensi dell’art. 58 CP MG nonché di furto aggravato continuato, e concesse le attenuanti dell’art. 62 bis C.P. per ambedue dell’art. 114 C.P. per il primo reato, lo condanna alla pena di anni sei di reclusione £2000 di multa, inoltre alla confisca nella misura di un terzo dei beni, alla interdizione perpetua dai pubblici uffici ed al pagamento delle spese in solido con gli altri. Dichiara condonate in anni trenta di reclusione la pena dell’ergastolo, nella misura di anni cinque quella detentiva inflitta al Ragni ed interamente le pene pecuniarie. Dichiara non doversi procedere nei confronti di Sacchetti Guido, Geraci Calogero per essere estinto il reato causa amnistia, e ne ordina la scarcerazione se non detenuti per altro motivo. Modena, 27 marzo 1947.” 2. Sentenza 1/3/1949 CASSAZIONE: sostituisce alla pena dell’ergastolo inflitta a Sacchetti, quella di 30 anni di reclusione. Annulla la sentenza a) nei riguardi di Nespoli per difetto di motivazione in ordine alla ritenuta aggravante di cui all’art. 112 CP per l’omicidio e per errore nella determinazione della pena. b) nei confronti di Galli Gino e Piva Bruno per difetto di motivazione sulla ritenuta aggravante della crudeltà e per errore nella determinazione della pena. Rigetta nel resto e rinvia la causa alla Corte di Assise di Perugia per il nuovo giudizio sui punti oggetto di annullamento nei riguardi del Nespoli, Galli e Piva. Modena, 9/5/1949 f. Ferrari. 3. Sentenza 26/4/1950 CORTE DI ASSISE IN PERUGIA: determina la pena per l’omicidio aggravato pel numero delle persone ed in concorso delle attenuanti generiche, e continuato, in anni 24 di reclusione ed aperto il cumulo con la pena di anni 30 di reclusione inflitta al Nespoli, al Galli ed al Piva per collaborazionismo militare determina in anni 30 di reclusione la pena complessiva da espiarsi da ciascuno dei 3 imputati assorbita in detta pena anche quella della reclusione inflitta al Galli per la rapina. Condanna gli imputati stessi in solido, al pagamento delle spese processuali, escluse quelle del giudizio di Cassazione. Dichiara condonati anni 21 di reclusione e le multe irrogate [sic] per la rapina a favore del detenuto Galli Gino. Modena, 27/8/1951, f. Pirolo. DECLARATORIA 14/11/1952: dichiara condizionalmente condonata la residua pena di anni 1 di reclusione inflitta al Ragni Amanzio. Modena, 25/11/1952, f. Pirolo.

    Tipo di reparto fascista Guardia Nazionale Repubblicana

    Nome del reparto 42. Comando Militare Provinciale/GNR di Modena

  • Bruno Piva

    Nome Bruno

    Cognome Piva

    Note responsabile Bruno Piva: nato a Spilamberto (MO) il 3 maggio 1907, figlio di Angelo e Regina Rossi, latitante, contumace. Comandante della Compagnia per l’Ordine Pubblico del 42° Comando Provinciale GNR di Modena, in contatto diretto con l’Ufficio Politico Investigativo della RSI.

    Tipo di reparto fascista Guardia Nazionale Repubblicana

    Nome del reparto Compagnia Ordine Pubblico/42. Comando militare provinciale/GNR di Modena

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • cippo a San Donnino, Modena

    Tipo di memoria: cippo

    Ubicazione: San Donnino, Modena

    Descrizione: Aldo Termanini e Alcide Vientardi sono ricordati con un cippo costruito nel luogo in cui sono stati uccisi.

  • monumento a Castelnuovo

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: Castelnuovo

    Descrizione: Aniceto Francia è commemorato insieme ai partigiani di Castelnuovo nel monumento del paese.

Bibliografia


Ermanno Gorrieri, La repubblica di Montefiorino, Bologna, Il Mulino, 1970, pp. 317-319.
Claudio Silingardi, Una provincia partigiana, Milano, Franco Angeli, 1998, pp. 600-601.
Ilva Vaccari, Dalla parte della libertà, Santa Sofia di R., Stab. Tip. dei Comuni per COOP Estense, 1999, pag. 600.

Sitografia


http://www.istitutostorico.com/app-modena900/index.html#/memorial/29
http://www.istitutostorico.com/app-modena900/index.html#/person/246
http://www.istitutostorico.com/app-modena900/index.html#/person/248
http://modena.anpi.it/1944/10/ (si vedano le annotazioni per i problemi di datazione)
http://emilia-romagna.anpi.it/modena/calendario/1944_10.html (idem)
http://archivio.cedoc.mo.it/scripts/GeaCGI.exe?REQSRV=REQPROFILE&REQCARDTYPE=28&ID=351802462

Fonti archivistiche

Fonti

Archivio Storico Comunale di Castelnuovo Rangone, Atti di amministrazione generale, 1944, Busta 281(a.s.)-260.