Boschi di Ciano, Zocca, 18.07.1944

(Modena - Emilia-Romagna)

Boschi di Ciano, Zocca, 18.07.1944

Boschi di Ciano, Zocca, 18.07.1944
Descrizione

Località Boschi di Ciano, Zocca, Modena, Emilia-Romagna

Data 18 luglio 1944

Matrice strage Fascista

Numero vittime 20

Numero vittime uomini 20

Numero vittime uomini adulti 20

Descrizione: Mentre la Repubblica di Montefiorino si afferma con forza nelle valli del Dolo e del Dragone, il movimento partigiano organizza colpi importanti anche nel resto dell’Appennino. Il 21 giugno 1944 i “ribelli” piombano nell’abitazione del reggente del fascio di Zocca Domenico Mezzacappa e lo arrestano, poi prelevano denaro dal Banco San Geminiano e San Prospero ed eliminano cinque fascisti: tre sono forestieri, ma Mirko Pistoni e Primo Brascaglia vengono proprio da Zocca. I militi del paese non riescono a convincere i tedeschi a organizzare una rappresaglia e, dal momento che non hanno la forza di attaccare i partigiani, si rivolgono al “Battaglione dei Volontari della Morte” di Enrico Zanarini, che opera a Castello di Serravalle, Monteveglio e Bazzano. Neppure questa efferata formazione ottiene la possibilità di uccidere dei civili per vendicare i camerati di Zocca, ma il 15 luglio 1944 due soldati tedeschi vengono misteriosamente uccisi lungo la strada provinciale ai Boschi di Ciano: i fascisti accusano subito la formazione partigiana di Leandro Palmieri, ma appare molto presumibile – anche se mai dimostrato – che siano proprio loro i responsabili dell’attacco. Ricevuta l’autorizzazione a effettuare un rastrellamento, Zanarini preleva quaranta partigiani e civili dalle campagne di Castello di Serravalle, Ciano, Montombraro e Zocca e li chiude nella sede del “Battaglione della Morte”: dopo le torture e gli interrogatori, i tedeschi autorizzano l’uccisione di venti ostaggi, ma i fascisti accettano di rilasciare gli altri solo dopo un’altra dose di violenze. Nelle ore più calde del 18 luglio 1944 un autocarro trasporta le vittime al patibolo, che viene allestito nel luogo dell’uccisione dei soldati tedeschi. I venti ostaggi vengono impiccati agli alberi: alcune corde cedono, ma i militi falciano i condannati con raffiche di mitra e finiscono gli agonizzanti con scariche rabbiose.

Modalità di uccisione: impiccagione,uccisione con armi da fuoco

Violenze connesse: furto e-o saccheggio,sevizie-torture

Tipo di massacro: rappresaglia

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): I Comuni di Zocca e Castello di Serravalle (oggi Valsamoggia) si associano con passione e profitto nel ricordo di una vicenda drammatica, che li lega dal punto di vista sia territoriale, sia memorialistico.

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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-03-30 23:38:22

Vittime

Elenco vittime

1. Amilcare Auregli: nato a Zocca il 14 maggio 1913, figlio di Giacomo e Auregli Edvige, residente nella frazione di Montombraro, meccanico, riconosciuto partigiano. Secondo i documenti dell’ANPI, entra nella Brigata “Matteotti” il 25 maggio 1944. Fra il pomeriggio del 17 e l’alba del 18 luglio 1944 il “Battaglione Volontari della Morte”, una banda di efferati fascisti guidata dal capitano Enrico Zanarini, rastrella quaranta persone fra le campagne di Castello di Serravalle, Ciano e Montombraro per vendicare la misteriosa uccisione di due soldati tedeschi, avvenuta due giorni prima in località Boschi di Ciano. Zanarini vorrebbe eliminare tutti i prelevati, ma i nazisti autorizzano l’esecuzione di “soli” venti ostaggi: il “Battaglione della Morte” prepara i patiboli nel luogo dove sono caduti i militari germanici e, dopo diverse torture, impicca le vittime ai Boschi di Ciano, sul ciglio della strada provinciale. Nell’ultima lettera ai familiari, Amilcare Auregli scrive: “Abbiamo dato l’oro e il rame alla patria, ora diamo il sangue”; appare probabile che sia stato inquadrato tra le file della Resistenza dopo la morte.
2. Silvio Balestri: nato a Montese il 6 giugno 1890, figlio di Leopoldo e Clorinda Bertolani, residente a Guiglia, agricoltore, riconosciuto partigiano. Il 3 febbraio 1944 si avvicina alla Brigata “Matteotti” e sceglie come nome di battaglia “Vecchio”. Fra il pomeriggio del 17 e l’alba del 18 luglio 1944 il “Battaglione Volontari della Morte”, una banda di efferati fascisti guidata dal capitano Enrico Zanarini, rastrella quaranta persone fra le campagne di Castello di Serravalle, Ciano e Montombraro per vendicare la misteriosa uccisione di due soldati tedeschi, avvenuta due giorni prima in località Boschi di Ciano. I militi si spingono fino ai confini con Guiglia e strappano Silvio Balestri alla famiglia. Zanarini vorrebbe eliminare tutti i prelevati, ma i nazisti autorizzano l’esecuzione di “soli” venti ostaggi: il “Battaglione della Morte” prepara i patiboli nel luogo dove sono caduti i militari germanici e, dopo diverse torture, impicca le vittime ai Boschi di Ciano, sul ciglio della strada provinciale.
3. Giuseppe Balugani: nato a Zocca il 15 dicembre 1904, figlio di Battista e Alfonsina Marinelli, residente nella frazione di Montombraro di Zocca, agricoltore, riconosciuto partigiano. Proveniente da una famiglia numerosa e ispirata da forti sentimenti religiosi, non apprezza la violenza della RSI e si avvicina alla Resistenza: secondo i documenti dell’ANPI, il 30 maggio 1944 entra nella Brigata “Matteotti” con il nome di battaglia “Alessio”. Fra il pomeriggio del 17 e l’alba del 18 luglio 1944 il “Battaglione Volontari della Morte”, una banda di efferati fascisti guidata dal capitano Enrico Zanarini, rastrella quaranta persone fra le campagne di Castello di Serravalle, Ciano e Montombraro per vendicare la misteriosa uccisione di due soldati tedeschi, avvenuta due giorni prima in località Boschi di Ciano. Zanarini vorrebbe eliminare tutti i prelevati, ma i nazisti autorizzano l’esecuzione di “soli” venti ostaggi: il “Battaglione della Morte” prepara i patiboli nel luogo dove sono caduti i militari germanici e, dopo diverse torture, impicca le vittime ai Boschi di Ciano, sul ciglio della strada provinciale. Giuseppe Balugani viene ucciso insieme ai fratelli Pietro e Raffaele, ma nell’ultima lettera ai familiari sottolinea l’importanza della fede e del perdono: “Sii forte per i nostri cari bimbi e perdona a tutti. Sì, perdoniamo: muoio, ma con tutta la fede cattolica. Viva Cristo Re! Fate coraggio alla mamma, pregate per noi”.
4. Pietro Balugani: nato a Zocca il 10 maggio 1922, figlio di Battista e Alfonsina Marinelli, residente nella frazione di Montombraro di Zocca, agricoltore, partigiano. Proveniente da una famiglia numerosa e ispirata da forti sentimenti religiosi, non apprezza la violenza della RSI e si avvicina alla Resistenza. Il 25 maggio 1925 entra nella Brigata “Matteotti” con il nome di battaglia “Gigi”. Fra il pomeriggio del 17 e l’alba del 18 luglio 1944 il “Battaglione Volontari della Morte”, una banda di efferati fascisti guidata dal capitano Enrico Zanarini, rastrella quaranta persone fra le campagne di Castello di Serravalle, Ciano e Montombraro per vendicare la misteriosa uccisione di due soldati tedeschi, avvenuta due giorni prima in località Boschi di Ciano. Zanarini vorrebbe eliminare tutti i prelevati, ma i nazisti autorizzano l’esecuzione di “soli” venti ostaggi: il “Battaglione della Morte” prepara i patiboli nel luogo dove sono caduti i militari germanici e, dopo diverse torture, impicca le vittime ai Boschi di Ciano, sul ciglio della strada provinciale. Pietro Balugani viene ucciso insieme ai fratelli Giuseppe e Raffaele.
5. Raffaele Balugani: nato a Montefiorino il 6 novembre 1910, figlio di Battista e Alfonsina Marinelli, residente nella frazione Montombraro di Zocca, riconosciuto partigiano. Cognato dell’ingegnere Zosimo Marinelli – uno dei più importanti organizzatori dell’Azione cattolica e del movimento antifascista del territorio di Zocca, incarcerato e ucciso dai fascisti a Bologna alla fine di gennaio del 1944 – il 25 maggio 1944 entra nella Brigata “Matteotti” con il nome di battaglia “Bruno”. Fra il pomeriggio del 17 e l’alba del 18 luglio 1944 il “Battaglione Volontari della Morte”, una banda di efferati fascisti guidata dal capitano Enrico Zanarini, rastrella quaranta persone fra le campagne di Castello di Serravalle, Ciano e Montombraro per vendicare la misteriosa uccisione di due soldati tedeschi, avvenuta due giorni prima in località Boschi di Ciano. Zanarini vorrebbe eliminare tutti i prelevati, ma i nazisti autorizzano l’esecuzione di “soli” venti ostaggi: il “Battaglione della Morte” prepara i patiboli nel luogo dove sono caduti i militari germanici e, dopo diverse torture, impicca le vittime ai Boschi di Ciano, sul ciglio della strada provinciale. Raffaele Balugani viene ucciso insieme ai fratelli Pietro e Giuseppe.
6. Lino Bononcini: nato a Zocca l’8 agosto 1920, figlio di Vittorio e Giovanna Odorici, residente a Zocca, partigiano. Il 15 maggio 1944 entra nella Brigata “Matteotti” con il nome di battaglia “Vento”. Fra il pomeriggio del 17 e l’alba del 18 luglio 1944 il “Battaglione Volontari della Morte”, una banda di efferati fascisti guidata dal capitano Enrico Zanarini, rastrella quaranta persone fra le campagne di Castello di Serravalle, Ciano e Montombraro per vendicare la misteriosa uccisione di due soldati tedeschi, avvenuta due giorni prima in località Boschi di Ciano. Zanarini vorrebbe eliminare tutti i prelevati, ma i nazisti autorizzano l’esecuzione di “soli” venti ostaggi: il “Battaglione della Morte” prepara i patiboli nel luogo dove sono caduti i militari germanici e, dopo diverse torture, impicca le vittime ai Boschi di Ciano, sul ciglio della strada provinciale. Lino Bononcini è uno degli uccisi.
7. Ferriero Colzi: nato a Scandicci (FI) il 24 luglio 1914, figlio di Angelo e Adele Meucci, residente a Badia-Assettino (Scandicci), ma sfollato a Zocca, falegname, partigiano. Il 17 maggio 1944 entra nella Brigata “Matteotti” e sceglie come nome di battaglia quello di battesimo poiché non è originario dell’Appennino emiliano e non è conosciuto dalle forze della RSI. Fra il pomeriggio del 17 e l’alba del 18 luglio 1944 il “Battaglione Volontari della Morte”, una banda di efferati fascisti guidata dal capitano Enrico Zanarini, rastrella quaranta persone fra le campagne di Castello di Serravalle, Ciano e Montombraro per vendicare la misteriosa uccisione di due soldati tedeschi, avvenuta due giorni prima in località Boschi di Ciano. Zanarini vorrebbe eliminare tutti i prelevati, ma i nazisti autorizzano l’esecuzione di “soli” venti ostaggi: il “Battaglione della Morte” prepara i patiboli nel luogo dove sono caduti i militari germanici e, dopo diverse torture, impicca le vittime ai Boschi di Ciano, sul ciglio della strada provinciale. Ferriero Colzi è uno degli uccisi.
8. Walter Degno: nato a Bologna il 3 maggio 1926, figlio di Antonio e Laura Pazzaglia, residente a Bologna, ma sfollato a Zocca, studente, partigiano. Nella primavera del 1944 milita nella Brigata “Stella Rossa – Lupo” come commissario politico di un battaglione, ma nel mese di maggio segue la famiglia e sfolla ai Boschi di Ciano. Il 1 giugno 1944 lascia la casa insieme ai fratelli per raggiungere i partigiani in montagna, ma l’esperienza con i “ribelli” modenesi è poco nota. Fra il pomeriggio del 17 e l’alba del 18 luglio 1944 il “Battaglione Volontari della Morte”, una banda di efferati fascisti guidata dal capitano Enrico Zanarini, rastrella quaranta persone fra le campagne di Castello di Serravalle, Ciano e Montombraro per vendicare la misteriosa uccisione di due soldati tedeschi, avvenuta due giorni prima in località Boschi di Ciano. Zanarini vorrebbe eliminare tutti i prelevati, ma i nazisti autorizzano l’esecuzione di “soli” venti ostaggi: il “Battaglione della Morte” prepara i patiboli nel luogo dove sono caduti i militari germanici e, dopo diverse torture, impicca le vittime ai Boschi di Ciano, sul ciglio della strada provinciale. Walter Degno è uno degli uccisi.
9. Leopoldo Gelli: nato a Rivarolo Ligure nel 1914, residente a Genova, ma sfollato sulle colline fra Zocca e Castello di Serravalle per motivi non meglio noti, civile. Fra il pomeriggio del 17 e l’alba del 18 luglio 1944 il “Battaglione Volontari della Morte”, una banda di efferati fascisti guidata dal capitano Enrico Zanarini, rastrella quaranta persone fra le campagne di Castello di Serravalle, Ciano e Montombraro per vendicare la misteriosa uccisione di due soldati tedeschi, avvenuta due giorni prima in località Boschi di Ciano. Zanarini vorrebbe eliminare tutti i prelevati, ma i nazisti autorizzano l’esecuzione di “soli” venti ostaggi: il “Battaglione della Morte” prepara i patiboli nel luogo dove sono caduti i militari germanici e, dopo diverse torture, impicca le vittime ai Boschi di Ciano, sul ciglio della strada provinciale. Leopoldo Gelli è uno degli uccisi.
10. Umberto Gherardi: nato a Zocca il 19 settembre 1920, figlio di Erminio e Ida Gherardi, residente a Zocca, partigiano. Il 15 maggio 1944 entra nella Brigata “Matteotti” con il nome di battaglia “Vispo”. Fra il pomeriggio del 17 e l’alba del 18 luglio 1944 il “Battaglione Volontari della Morte”, una banda di efferati fascisti guidata dal capitano Enrico Zanarini, rastrella quaranta persone fra le campagne di Castello di Serravalle, Ciano e Montombraro per vendicare la misteriosa uccisione di due soldati tedeschi, avvenuta due giorni prima in località Boschi di Ciano. Zanarini vorrebbe eliminare tutti i prelevati, ma i nazisti autorizzano l’esecuzione di “soli” venti ostaggi: il “Battaglione della Morte” prepara i patiboli nel luogo dove sono caduti i militari germanici e, dopo diverse torture, impicca le vittime ai Boschi di Ciano, sul ciglio della strada provinciale. Umberto Gherardi è fra gli uccisi.
11. Ezio Lolli: nato a Zocca il 22 giugno 1922, figlio di Carlo ed Eleuteria Ferrarini, residente a Zocca, colono, partigiano. Il 20 maggio 1944 entra nella Brigata “Matteotti” con il nome di battaglia “Fredo”. Fra il pomeriggio del 17 e l’alba del 18 luglio 1944 il “Battaglione Volontari della Morte”, una banda di efferati fascisti guidata dal capitano Enrico Zanarini, rastrella quaranta persone fra le campagne di Castello di Serravalle, Ciano e Montombraro per vendicare la misteriosa uccisione di due soldati tedeschi, avvenuta due giorni prima in località Boschi di Ciano. Zanarini vorrebbe eliminare tutti i prelevati, ma i nazisti autorizzano l’esecuzione di “soli” venti ostaggi: il “Battaglione della Morte” prepara i patiboli nel luogo dove sono caduti i militari germanici e, dopo diverse torture, impicca le vittime ai Boschi di Ciano, sul ciglio della strada provinciale. Ezio Lolli è uno degli uccisi.
12. Massimo Nobili: nato a Zocca il 29 maggio 1900, figlio di Flaminio e Virginia Tassoni, residente nella frazione di Montombraro di Zocca, agricoltore, coniugato con Augusta Detti, partigiano. Il 30 maggio 1944 entra nella Brigata “Matteotti” con il nome di battaglia “Biondo”. Fra il pomeriggio del 17 e l’alba del 18 luglio 1944 il “Battaglione Volontari della Morte”, una banda di efferati fascisti guidata dal capitano Enrico Zanarini, rastrella quaranta persone fra le campagne di Castello di Serravalle, Ciano e Montombraro per vendicare la misteriosa uccisione di due soldati tedeschi, avvenuta due giorni prima in località Boschi di Ciano. Zanarini vorrebbe eliminare tutti i prelevati, ma i nazisti autorizzano l’esecuzione di “soli” venti ostaggi: il “Battaglione della Morte” prepara i patiboli nel luogo dove sono caduti i militari germanici e, dopo diverse torture, impicca le vittime ai Boschi di Ciano, sul ciglio della strada provinciale. Massimo Nobili è uno degli uccisi.
13. Remo Odorici: nato a Zocca il 14 marzo 1925, figlio di Erminio e Ida Gherardi, residente a Zocca, colono, partigiano. Il 15 maggio 1944 entra nella Brigata “Matteotti” con il nome di battaglia di “Fiero”: appartiene a una delle classi di leva richiamate alle armi dalla RSI. Fra il pomeriggio del 17 e l’alba del 18 luglio 1944 il “Battaglione Volontari della Morte”, una banda di efferati fascisti guidata dal capitano Enrico Zanarini, rastrella quaranta persone fra le campagne di Castello di Serravalle, Ciano e Montombraro per vendicare la misteriosa uccisione di due soldati tedeschi, avvenuta due giorni prima in località Boschi di Ciano. Zanarini vorrebbe eliminare tutti i prelevati, ma i nazisti autorizzano l’esecuzione di “soli” venti ostaggi: il “Battaglione della Morte” prepara i patiboli nel luogo dove sono caduti i militari germanici e, dopo diverse torture, impicca le vittime ai Boschi di Ciano, sul ciglio della strada provinciale. Remo Odorici è uno degli uccisi.
14. Giuseppe Pedretti: nato a Montombraro di Zocca il 3 settembre 1902, figlio di Emilio e Maria Jacconi, residente a Zocca, operaio, partigiano. Il 30 maggio 1944 entra nella Brigata “Matteotti” con il nome di battaglia “Moro”. Fra il pomeriggio del 17 e l’alba del 18 luglio 1944 il “Battaglione Volontari della Morte”, una banda di efferati fascisti guidata dal capitano Enrico Zanarini, rastrella quaranta persone fra le campagne di Castello di Serravalle, Ciano e Montombraro per vendicare la misteriosa uccisione di due soldati tedeschi, avvenuta due giorni prima in località Boschi di Ciano. Zanarini vorrebbe eliminare tutti i prelevati, ma i nazisti autorizzano l’esecuzione di “soli” venti ostaggi: il “Battaglione della Morte” prepara i patiboli nel luogo dove sono caduti i militari germanici e, dopo diverse torture, impicca le vittime ai Boschi di Ciano, sul ciglio della strada provinciale. Giuseppe Pedretti è uno degli uccisi.
15. Pier Luigi Poggi: nato a Zocca il 24 aprile 1924, figlio di Tullio e Maria Benedetti, residente a Zocca, studente, partigiano. Il 28 maggio 1944 entra nella Brigata “Matteotti” per cercare di sfuggire alla leva della RSI. Fra il pomeriggio del 17 e l’alba del 18 luglio 1944 il “Battaglione Volontari della Morte”, una banda di efferati fascisti guidata dal capitano Enrico Zanarini, rastrella quaranta persone fra le campagne di Castello di Serravalle, Ciano e Montombraro per vendicare la misteriosa uccisione di due soldati tedeschi, avvenuta due giorni prima in località Boschi di Ciano. Zanarini vorrebbe eliminare tutti i prelevati, ma i nazisti autorizzano l’esecuzione di “soli” venti ostaggi: il “Battaglione della Morte” prepara i patiboli nel luogo dove sono caduti i militari germanici e, dopo diverse torture, impicca le vittime ai Boschi di Ciano, sul ciglio della strada provinciale. Pier Luigi Poggi e il fratello Silvio sono fra gli uccisi.
16. Silvio Poggi: nato a Zocca il 24 novembre 1921, figlio di Tullio e Maria Benedetti, residente nella frazione di Montombraro, studente, partigiano. Il 25 maggio 1944 entra nella Brigata “Matteotti”. Fra il pomeriggio del 17 e l’alba del 18 luglio 1944 il “Battaglione Volontari della Morte”, una banda di efferati fascisti guidata dal capitano Enrico Zanarini, rastrella quaranta persone fra le campagne di Castello di Serravalle, Ciano e Montombraro per vendicare la misteriosa uccisione di due soldati tedeschi, avvenuta due giorni prima in località Boschi di Ciano. Zanarini vorrebbe eliminare tutti i prelevati, ma i nazisti autorizzano l’esecuzione di “soli” venti ostaggi: il “Battaglione della Morte” prepara i patiboli nel luogo dove sono caduti i militari germanici e, dopo diverse torture, impicca le vittime ai Boschi di Ciano, sul ciglio della strada provinciale. Silvio Poggi e il fratello Pierluigi sono fra gli uccisi.
17. Ivo Sassi: nato a Savigno (BO) il 21 aprile 1918, figlio di Andrea e Luisa Sibani, residente a Castello di Serravalle (BO), carabiniere, partigiano. Dopo un periodo di convalescenza rifiuta il servizio tra le file della RSI: lavora come colono, ma è osservato con sospetto dai fascisti di Castello di Serravalle. Il 10 maggio 1944 entra nella Brigata “Adelchi Corsini”, ma il 14 luglio viene fermato e torturato dal “Battaglione Volontari della Morte”, una banda di efferati fascisti guidata dal capitano Enrico Zanarini, che vuole strappargli informazioni sui partigiani della zona. Fra il pomeriggio del 17 e l’alba del 18 luglio 1944 la banda nera rastrella quaranta persone fra le campagne di Castello di Serravalle, Ciano e Montombraro per vendicare la misteriosa uccisione di due soldati tedeschi, avvenuta due giorni prima in località Boschi di Ciano. Zanarini vorrebbe eliminare tutti i prelevati, ma i nazisti autorizzano l’esecuzione di “soli” venti ostaggi: il “Battaglione della Morte” prepara i patiboli nel luogo dove sono caduti i militari germanici e, dopo diverse torture, impicca le vittime ai Boschi di Ciano, sul ciglio della strada provinciale. Ivo Sassi è uno degli uccisi.
18. Giuseppe Teggi: nato a Zocca il 26 agosto 1892, figlio di Modesto, residente a Zocca, operaio, riconosciuto partigiano. I documenti dell’ANPI attestano al 15 giugno 1944 il suo ingresso nella Brigata “Matteotti”. Fra il pomeriggio del 17 e l’alba del 18 luglio 1944 il “Battaglione Volontari della Morte”, una banda di efferati fascisti guidata dal capitano Enrico Zanarini, rastrella quaranta persone fra le campagne di Castello di Serravalle, Ciano e Montombraro per vendicare la misteriosa uccisione di due soldati tedeschi, avvenuta due giorni prima in località Boschi di Ciano. Zanarini vorrebbe eliminare tutti i prelevati, ma i nazisti autorizzano l’esecuzione di “soli” venti ostaggi: il “Battaglione della Morte” prepara i patiboli nel luogo dove sono caduti i militari germanici e, dopo diverse torture, impicca le vittime ai Boschi di Ciano, sul ciglio della strada provinciale. Giuseppe Teggi è fra gli uccisi.
19. Eraldo Teodori: nato ad Ascoli Piceno il 11 aprile 1911, residente a Bologna, rappresentante, civile. Il 17 luglio 1944 si trova nel territorio di Zocca di passaggio per il suo lavoro quando il “Battaglione Volontari della Morte”, una banda di efferati fascisti guidata dal capitano Enrico Zanarini, rastrella quaranta persone fra le campagne di Castello di Serravalle, Ciano e Montombraro per vendicare la misteriosa uccisione di due soldati tedeschi, avvenuta due giorni prima in località Boschi di Ciano. Zanarini vorrebbe eliminare tutti i prelevati, ma i nazisti autorizzano l’esecuzione di “soli” venti ostaggi: il “Battaglione della Morte” prepara i patiboli nel luogo dove sono caduti i militari germanici e, dopo diverse torture, impicca le vittime ai Boschi di Ciano, sul ciglio della strada provinciale. Eraldo Teodori è fra gli uccisi.
20. Timoleone Tonioni: nato a Zocca il 17 marzo 1890, figlio di Stefano e Adolfa Serenari, residente nella frazione di Montombraro, coniugato con Rosa Odorici, partigiano. Il 16 maggio 1944 entra nella Brigata “Matteotti” con il nome di battaglia “Francesco”. Fra il pomeriggio del 17 e l’alba del 18 luglio 1944 il “Battaglione Volontari della Morte”, una banda di efferati fascisti guidata dal capitano Enrico Zanarini, rastrella quaranta persone fra le campagne di Castello di Serravalle, Ciano e Montombraro per vendicare la misteriosa uccisione di due soldati tedeschi, avvenuta due giorni prima in località Boschi di Ciano. Zanarini vorrebbe eliminare tutti i prelevati, ma i nazisti autorizzano l’esecuzione di “soli” venti ostaggi: il “Battaglione della Morte” prepara i patiboli nel luogo dove sono caduti i militari germanici e, dopo diverse torture, impicca le vittime ai Boschi di Ciano, sul ciglio della strada provinciale. Timoleone Tonioni è fra gli uccisi.

Elenco vittime civili 6

Amilcare Auregli,
Silvio Balestri,
Giuseppe Balugani,
Raffaele Balugani,
Leopoldo Gelli,
Eraldo Teodori

Elenco vittime partigiani 14

Pietro Balugani
Lino Bononcini,
Ferriero Colzi,
Walter Degno,
Umberto Gherardi,
Ezio Lolli,
Massimo Nobili,
Remo Odorici,
Giuseppe Pedretti,
Pier Luigi Poggi,
Silvio Poggi,
Ivo Sassi,
Giuseppe Teggi,
Timoleone Tonioni

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Battaglione ”Volontari della Morte” di Castello di Serravalle

Tipo di reparto: Guardia Nazionale Repubblicana

GNR, distaccamento di Zocca

Tipo di reparto: Guardia Nazionale Repubblicana

Elenco persone responsabili o presunte responsabili


  • Enrico Zanarini

    Nome Enrico

    Cognome Zanarini

    Ruolo nella strage Autore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Enrico Zanarini: originario di Budrio (BO), maestro elementare, reduce dalla Campagna di Russia. Dopo l’8 settembre 1943 aderisce alla Repubblica Sociale Italiana e opera nella valle del Samoggia. Raduna intorno a sé il “Battaglione dei Volontari della Morte”, che si rende responsabile di vari crimini e si distingue per efferatezza. Chiamato in giudizio per 75 [verificare] omicidi, non trascorre nemmeno un giorno in carcere per gli effetti dei provvedimenti di amnistia.

    Tipo di reparto fascista Guardia Nazionale Repubblicana

    Nome del reparto Battaglione ”Volontari della Morte” di Castello di Serravalle

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • monumento a Boschi di Ciano

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: Boschi di Ciano

    Descrizione: Nell’immediato dopoguerra il luogo dell’impiccagione viene contrassegnato da un grande monumento-altare, che riporta i nomi delle vittime e alcuni stralci delle loro ultime lettere ai familiari. Nel sessantesimo anniversario della rappresaglia, le amministrazioni municipali dei territori coinvolti nel rastrellamento promuovono la realizzazione di un memoriale aggiuntivo: piantano venti piccoli alberi e assegnano a ciascuno il nome di una vittima per associare al ricordo delle persone travolte dalla vendetta fascista e tedesca la crescita di una nuova vita e la produzione di frutti.

  • luogo della memoria a Boschi di Ciano

    Tipo di memoria: luogo della memoria

    Ubicazione: Boschi di Ciano

    Anno di realizzazione: 2004

    Descrizione: Nel sessantesimo anniversario della rappresaglia, le amministrazioni municipali dei territori coinvolti nel rastrellamento promuovono la realizzazione di un memoriale aggiuntivo: piantano venti piccoli alberi e assegnano a ciascuno il nome di una vittima per associare al ricordo delle persone travolte dalla vendetta fascista e tedesca la crescita di una nuova vita e la produzione di frutti.

  • onorificenza alla città a Zocca

    Tipo di memoria: onorificenza alla città

    Ubicazione: Zocca

    Anno di realizzazione: 2006

    Descrizione: Nel 2006 il Comune di Zocca ha ricevuto la Medaglia d’Oro al Merito Civile: la rappresaglia dei Boschi di Ciano costituisce uno dei momenti più drammatici e significativi dell’esperienza di guerra delle comunità del paese.

  • commemorazione a Boschi di Ciano

    Tipo di memoria: commemorazione

    Ubicazione: Boschi di Ciano

    Descrizione: Il 18 luglio di ogni anno si svolge la commemorazione della rappresaglia dei Boschi di Ciano nel luogo dell’impiccagione dei venti ostaggi.

Bibliografia


Rolando Balugani, I processi della Repubblica Sociale a Modena, Modena, Quaderno dell’ISRM, 1995.
Rolando Balugani, La rappresaglia dei Boschi di Ciano e i delitti della Banda Zanarini, in Rassegna di Storia dell’ISRM, 1986, pp. 186 e seguenti.
Bellelli, Boccolari, Campana, La Resistenza nella Valle del Panaro, Modena, 1975, pp. 8-9.
Carla Boni (a cura di), I fatti storici del 1944 a Castello di Serravalle, Classe 3° della Scuola Media di Castello di Serravalle, 2005.
Luciano Casali e Dianella Gagliani (a cura di), La politica del terrore. Stragi e violenze naziste e fasciste in Emilia Romagna. Per un atlante delle stragi naziste in Italia, Napoli - Roma, L'ancora, 2008, p. 88.
Davide Cerri, L’eccidio dei Boschi di Ciano, in Rassegna ISRM, n. 3/1962, pag. 61.
Daniel Degli Esposti, Lacrime di pietra. Cippi e lapidi della Resistenza nell’Unione Terre di Castelli, a cura del Gruppo di Documentazione Vignolese “Mezaluna – Mario Menabue”, Modena, Il Fiorino, 2012, pp. 66-68.
Ermanno Gorrieri, La repubblica di Montefiorino, Bologna, Il Mulino, 1970, pag. 315.
Vito Paticchia (a cura di), Guerra e Resistenza sulla Linea Gotica tra Modena e Bologna, 1943-1945, Modena, Artestampa, 2006, pp. 62-63.
Claudio Silingardi, Una provincia partigiana, Milano, Franco Angeli, 1998, pp. 334-335.
Ezio Trota, Carlo Mondani, Vittorio Lenzi, Gli anni di guerra fra Reno e Panaro, (1943-1945), Modena, Il fiorino, 2003, p. 23, 36.
Ilva Vaccari, Il tempo di decidere, pp. 296-299.

Sitografia


http://emilia-romagna.anpi.it/modena/calendario/1944_07.html
http://memoriadibologna.comune.bologna.it/eccidio-di-boschi-di-ciano-38-evento
http://www.bibliotecasalaborsa.it/cronologia/bologna/1944/3237
http://anpibazzano.files.wordpress.com/2009/11/i-boschi-di-ciano.pdf
http://certosa.cineca.it/chiostro/eventi.php?ID=38
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Fonti archivistiche

Fonti

Archivio Storico del Comune di Guiglia, Carteggio per categorie, anno 1945, Cat.