Casone-Valle Rapini, Civitella Alfedena, 25-26.10.1943

(L'Aquila - Abruzzo)

Casone-Valle Rapini, Civitella Alfedena, 25-26.10.1943

Casone-Valle Rapini, Civitella Alfedena, 25-26.10.1943
Descrizione

Località Casone-Valle Rapini, Civitella Alfedena, L'Aquila, Abruzzo

Data 25 ottobre 1943 - 26 ottobre 1943

Matrice strage Nazista

Numero vittime 1

Numero vittime uomini 1

Numero vittime uomini adulti 1

Descrizione: Subito dopo l'8 settembre 1943, ampi territori dell'Abruzzo furono occupati dalle truppe tedesche. Con gli alleati che avanzano da sud, la linea del fronte si consolidò lungo la direttrice Cassino-Ortona, (nota come Linea Gustav) costeggiando per un lungo tratto il fiume Sangro.
I tedeschi arrivarono ben presto ad occupare i comuni a ridosso del fronte, attestandosi su ampi territori tra i quali quello del comprensorio di Civitella Alfedena.
Contestualmente all'occupazione si consumarono le prime razzie tedesche a danno delle popolazioni locali. Tra i più colpiti vi furono i pastori, i quali, con l'arrivo degli occupatori, portarono le proprie greggi negli stazzi di montagna, utilizzati solitamente durante il periodo estivo, con la speranza di poter occultare gli animali ed evitare le razzie dei soldati tedeschi.
Il giorno in cui si verificò l'episodio, Luca e Nunziato Iannucci si erano allontanati dallo stazzo per cercare alcune pecore che non erano rientrate nell'ovile lasciando il fratello Carmelo a guardia del gregge. Come raccontano i familiari della vittima, appena i fratelli furono poco distanti dallo stazzo, si udirono dei colpi d'arma da fuoco.
Carmelo Iannucci, un uomo "semplice", come raccontano i parenti, fu intercettato da una pattuglia tedesca che si aggirava tra gli stazzi per requisire cibo e animali. I tedeschi uccisero Carmelo sul posto per motivi tuttora poco chiari . Il cadavere fu raccolto la sera, al buio, da alcune donne (poiché agli uomini era proibito circolare a causa del coprifuoco). Le donne trasportarono il corpo esamine in paese, distante un'ora di cammino, adagiandolo su di una porta usata a mo' di lettiga. Sull'episodio e le cause che portarono all'uccisione di Carmelo Iannucci c'è più di un parere. Le ricostruzioni a posteriori non escludono comunque la responsabilità tedesca riguardo l'accaduto e risulterebbero potenzialmente complementari tra esse. (vedi le "note").

Modalità di uccisione: uccisione con armi da fuoco

Tipo di massacro: rastrellamento

Annotazioni: Vi è una testimonianza orale in merito all'accaduto: Ianieri Clotilde, cognata della vittima e Iannucci Ilario, nipote di Iannucci Carmelo. Testimonianze raccolte da Giulio Mario Salzano il 4 e 5 settembre 2015.

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): Secondo un verbale redatto dalla Legione dei Carabinieri degli Abruzzi, Compagnia di Sulmona, in data 23 luglio 1947 e conservato in ASAQ pref_gab 2v, b 150, Iannucci Carmelo sarebbe stato ucciso, mediante fucilazione, perché avrebbe favorito la fuga ad alcuni prigionieri evasi, probabilmente dal Campo di Prigionia n.78 di Fonte D\'Amore a Sulmona. Questa versione sembra essere smentita dalle testimonianze dei familiari che addebitano la morte del caro congiunto alle conseguenze di un episodio di razzia ad opera di una pattuglia tedesca. Entrambe le motivazioni sono verosimili e sembrerebbero complementari in quanto: nell\'area a ridosso del fronte si registrarono numerose presenze di prigionieri che tentavano di oltrepassare le linee nemiche per raggiungere le terre liberate, inoltre, durante l\'occupazione tedesca, i casi di razzia a danno della popolazione civile, erano molto frequenti. Un\'incongruenza si registra invece a proposito della località in cui si consumò il crimine a danno di Iannucci Carmelo. La località Casone-Valle Rapini si trova nel territorio comunale di Civitella Alfedena e non in quello di Villetta Barrea, come viene indicato nel documento dei Carabinieri. Sempre secondo il verbale dei carabinieri di Sulmona (ASAQ pref_gab 2v, b 150), Iannucci Carmelo sarebbe morto il 20 novembre 1943. Il documento relativo al decesso di Iannucci, pubblicato nel registro dei Morti conservato presso l\'Ufficio anagrafe del Comune di Civitella Alfedena, indica, come data del decesso il giorno 25 ottobre 1943. La lapide posta nella piazza principale del comune, riporta la data del 26 ottobre 1943. La madre di Iannucci Carmelo, secondo il documento dell\'ufficio anagrafe risulta essere Antonucci Francesca e non, come indicato nel verbale dei carabinieri, Iannucci Francesca.

Scheda compilata da Giulio Mario Salzano e Roberto Carrozzo
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-06-21 14:01:06

Vittime

Elenco vittime

Iannucci Carmelo, anni 33, celibe, nato a Civitella Alfedena il 12 gennaio 1910, fu Ilario e di Antonucci Francesca.

Elenco vittime civili 1

Iannucci Carmelo, di Flavio e di Francesca Antonucci, nato a Civitella Alfedena il 12/1/1910, celibe, pastore

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Memorie

Memorie legate a questa strage

  • lapide a Piazza Umberto I, Civitella Alfedena

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Piazza Umberto I, Civitella Alfedena

    Descrizione: Una lapide che ricorda le vittime di guerra militari e civili di Civitella Alfedena, tra i quali Iannuci Carmelo, si trova in Piazza Umberto I a Civitella Alfedena

Bibliografia


Enrico Longo, Ercole Ugo D’Andrea. L’Uomo dentro il Poeta, Roma, Edizioni Universitarie Romane, 2008, p. 94

Walter Cavalieri, L’Aquila. Dall’armistizio alla Repubblica,1943-1946. La seconda guerra mondiale all’’Aquila e provincia, L’Aquila, Ed. Studio7, 1994, p. 244

Sitografia


Fonti archivistiche

Fonti

- Archivio di Stato dell’Aquila (ASAq), Fondo prefettura, Atti di Gabinetto, II vers., Cat. XIX, b. 150, Relazione del 20/07/1947 redatta dalla Legione Territoriale dei Carabinieri degli Abruzzi, Compagnia di Sulmona.

-Registro dei Morti, Anno 1943, n.6. Ufficio anagrafe del Comune di Civitella Alfedena.