Migliarina, Carpi, 17.03.1945

(Modena - Emilia-Romagna)

Migliarina, Carpi, 17.03.1945

Migliarina, Carpi, 17.03.1945
Descrizione

Località Migliarina, Carpi, Modena, Emilia-Romagna

Data 17 marzo 1945

Matrice strage Nazifascista

Numero vittime 2

Numero vittime uomini 2

Numero vittime uomini adulti 2

Descrizione: All’inizio di febbraio del 1945 la Resistenza modenese si adopera per superare le difficoltà dell’inverno e assestare i colpi decisivi alle forze occupanti. La Lotta di Liberazione si avvicina alla fase decisiva, ma è costretta a fare i conti con le violenze naziste e con i desideri vendicativi che animano i fascisti più intransigenti. Quando la 29° Panzer-Grenadierdivision si stanzia nella “Bassa” per un periodo di riposo, le Brigate Nere si sentono più protette e avviano una serie di operazioni anti-partigiane con l’obiettivo di infliggere colpi durissimi ai “traditori” della patria e dell’Asse. La “battaglia di Concordia” del 23-24 febbraio 1945 convince i sostenitori della Resistenza che lo scacco ai tedeschi e ai fascisti sia possibile, ma innesca nei difensori più radicali del littorio repubblicano la consapevolezza dell’imminente resa dei conti e stimola i sostenitori della lotta a oltranza a organizzare nuove operazioni repressive. Nella seconda decade di marzo la Brigata Nera “Pappalardo” e la SS Waffengruppe Turkestan preparano un rastrellamento nelle zone di Mirandola, Concordia e Cavezzo, ma le forze della Resistenza comprendono le loro intenzioni e riescono a contrapporre all’offensiva tedesca e fascista l’urto delle formazioni della Prima Zona: fra il 16 e il 19 marzo 1945 si verificano diverse operazioni di attacco e respingimento, che culminano negli scontri del 18 intorno al paese di Concordia. Il 17 marzo due fratelli di Migliarina di Carpi, Giuseppe e Virgilio Bianchi, partigiani della Brigata SAP di Reggiolo, vengono abbattuti mentre cercano di fuggire senz’armi dal blitz di una delle squadre tedesche o fasciste impegnate nel rastrellamento della pianura.

Modalità di uccisione: uccisione con armi da fuoco

Tipo di massacro: rastrellamento
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Scheda compilata da Daniel Degli Esposti
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2015-12-07 16:48:23

Vittime

Elenco vittime

1. Giuseppe Bianchi: nato a Carpi (MO) il 19 marzo 1905, residente nella frazione di Migliarina, partigiano. Partecipa alla Resistenza reggiana tra le file della Brigata SAP di Reggiolo con il nome di battaglia “Falco”. Il 17 marzo 1945 viene ucciso con diversi colpi di arma da fuoco a Migliarina di Carpi mentre cerca di sfuggire a un rastrellamento.
2. Virgilio Bianchi: nato a Carpi (MO) il 18 aprile 1898, residente nella frazione di Migliarina, partigiano. Partecipa alla Resistenza reggiana tra le file della Brigata SAP di Reggiolo con il nome di battaglia “Vedo”. Il 17 marzo 1945 viene ucciso con diversi colpi di arma da fuoco a Migliarina di Carpi mentre cerca di sfuggire a un rastrellamento.

Elenco vittime partigiani 2

Giuseppe Bianchi,
Virgilio Bianchi

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


SS-Waffengruppe Turkestan

Tipo di reparto: Waffen-SS

Elenco persone responsabili o presunte responsabili


  • Bruno Piva

    Nome Bruno

    Cognome Piva

    Ruolo nella strage Collaboratore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Bruno Piva: nato a Spilamberto (MO) il 3 maggio 1907, figlio di Angelo e Regina Rossi, latitante, contumace. Comandante della Compagnia per l’Ordine Pubblico del 42° Comando Provinciale GNR di Modena, in contatto diretto con l’Ufficio Politico Investigativo della RSI. --------------- Testimonianza di Razzatoni Antonio fu Cesare, in ASMO CAS (1946) – Nespoli, Piva, Galli, Sacchetti e altri – CAS MO. All\'alba del 28/8/1944 fui arrestato in casa da tedeschi e repubblicani (capitano Piva della Brigata Nera comandava il reparto) e successivamente trasferito a Modena prima alla caserma Galluppi e poi in Sant\'Eufemia sempre con altri di Soliera, sei uomini e due donne. Quattro uomini furono presi il pomeriggio successivo e poi fucilati a Migliarina, come seppi dopo. Io uscii dal carcere dopo quattro giorni. [...]Eravamo a disposizione della Polizia Tedesca. Notai altresì che i nomi dei primi quattro in nota corrispondevano a quelli di coloro che furono fucilati. Dopo essere uscito dal carcere, ho saputo dall\'avv. Pier Luigi Patelli dell\'Ufficio Politico-Investigativo, che mi aiutò ad uscire dal carcere, che la nota delle persone arrestate proveniva da Soliera ed era sottoscritta dal commissario prefettizio rag. Rami Eugenio. --------------- Testimonianza di Vaccari Emo fu Luigi, in ASMO CAS (1946) – Nespoli, Piva, Galli, Sacchetti e altri – CAS MO. Il mattino del 28/8/1944 fui arrestato in casa da tedeschi e fascisti, indi, con altri, fui portato a Modena alla caserma Galluppi. Lo stesso giorno, per l\'intervento di una persona che si spacciava per la medaglia d\'oro Todero Salvatore e vestiva la divisa di maggiore dell\'Esercito repubblicano, persona che conoscevo e che aveva iniziato relazioni con i partigiani, fui rimesso in libertà. Ero stato arrestato al posto di mio fratello Walter, che, avvisato, era riuscito a fuggire. Vidi la lista delle persone arrestate in mano a un piantone della caserma Galluppi, ma non era l\'originale, bensì una copia uguale a quella che aveva il capitano Piva la notte dell\'arresto. Non so se la nota sia stata compilata dal Galli; così afferma la voce popolare. --------------- CLN di Soliera alla Questura di Modena, 11 luglio 1945, in ASMO CAS (1946) – Nespoli, Piva, Galli, Sacchetti e altri – CAS MO. “Nei primi di giugno 1944 i Patrioti incominciarono a far sentire il loro movimento, [Renzo Galli] quale reggente agì subito assieme ad un altro agente di Polizia che abbiamo visto comparire in Paese assieme a due donne ed un altro compagno, dichiarando di essere una famiglia sfollata da Brescia si misero a contatto con Galli, noi abbiamo pensato subito qualche cosa sta per succedere, infatti la sera dell\'8-6-44 arriva la SS tedesca con i Repubblicani circondano il Paese sparando come dei forsennati, assaltano le case e portano 60 giovani al campo di concentramento di Fossoli, poi in Germania ove qualcuno ha lasciata la vita. Il tempo passa i patrioti rinforzano il loro movimento, lui lo vede, riunisce il popolo in una sala del Cinema Italia e parlando così si spiega: se non cesseranno questi atti noi agiremo con rappresaglia, io tengo 14 nomi nel mio cassetto della scrivania e questi saranno i responsabili. Passa un po\' di tempo rinuncia alla reggenza ad un certo Zabini; lui rimane al suo fianco ed ecco che il 28/8/1944 di notte arriva la Polizia Tedesca e Repubblicana, sono cercati 11 nominativi tutti non sono trovati a domicilio per questi si prende uno dei famigliari è domenica. Il martedì 4 sono fucilati nei pressi di Migliarina di Carpi, fra i quali Loschi Dante ed il figlio diciottenne, Bianchini Romano e Fieni Erio, dopo tali fatti i Patrioti preparano un colpo, assaltano la Repubblica che viene disfatta, il Galli sparisce non sappiamo più dove sia, ora siamo informati che si trova nel Bresciano, il popolo vuole schiarimenti [sic] non resiste più”. --------------- Armadio della Vergogna: Fascicolo 1539, testimonianza di Iride Carretti. “Io sottoscritta Carretti Iride [...] moglie di Loschi Dante [...] e madre di Loschi Fernando [...] dichiaro che il giorno 27/8/1944 alle ore 1 di notte i nazi fascisti [sic] si presentarono alla porta di casa e con insistenza entrarono chiamando all\'appello tutti gli uomini ivi residenti, poi portarono via mio marito e mio figlio a Modena. Il giorno dopo appresi che li portarono a Migliarina di Carpi ove furono fucilati alle ore 8.30 [? poco leggibile] del 28/8/1944. Soliera, 29/7/1945, firmato Carretti Iride”. --------------- Armadio della Vergogna: Fascicolo n. 26 della provincia, testimonianza di Aldegonda Traldi. “Il giorno 28/8/1944 alle ore 5 si presentarono alla mia porta di casa i militi della brigata nera chiedendo di mio marito che si trovava ancora a letto, si portarono nella casa e invitarono mio marito a seguire loro fino a Modena, e il giorno dopo alle ore 19 ho saputo che era stato fucilato a Migliarina di Carpi. Soliera, li 24/7/1945, Firmato Traldi Aldegonda.” --------------- Armadio della Vergogna: Fascicolo 1552, testimonianza di Lea Barbieri. “Io sottoscritta Barbieri Lea [...] moglie del deceduto Bianchini Romano [...] dichiaro [...] che il giorno 28/8/1944 alle ore 8 del mattino sono venuti nella mia casa tedeschi e brigata nera a prelevare mio marito e portatolo a Modena e il giorno dopo ho appreso che era stato fucilato a Migliarina di Carpi alle ore 7 circa. Soliera, 29/7/1945, firmato Barbieri Lea”.

    Note procedimento Processo della Corte d’Assise sezione Speciale di Modena contro Gino Galli, Antonio Nespoli, Bruno Piva, Renato Sacchetti, Giulio Sacchetti, Amanzio Ragni e Calogero Geraci. 1. Primo Grado: “[La corte] dichiara Galli Gino, Nespoli Antonio, Piva Bruno, Sacchetti Renato colpevoli del reato di collaborazionismo a loro ascritto nonché del delitto di omicidio aggravato continuato, il Galli inoltre, di quello di rapina aggravata continuata, e concessa l’attenuante dell’art. 62 bis C.P., condanna ciascuno di essi alla pena dell’ergastolo, con accessori di legge, il Galli in più della multa di £5000, tutti alla confisca dei beni, al pagamento in solido delle spese processuali; il Piva anche al risarcimento dei danni a favore di Luppi Silvio costituito parte civile, liquidati, secondo la richiesta in lire una, nonché alle spese di assistenza e costituzione in £10.096. Dichiara Ragni Amanzio colpevole di collaborazionismo punibile ai sensi dell’art. 58 CP MG nonché di furto aggravato continuato, e concesse le attenuanti dell’art. 62 bis C.P. per ambedue dell’art. 114 C.P. per il primo reato, lo condanna alla pena di anni sei di reclusione £2000 di multa, inoltre alla confisca nella misura di un terzo dei beni, alla interdizione perpetua dai pubblici uffici ed al pagamento delle spese in solido con gli altri. Dichiara condonate in anni trenta di reclusione la pena dell’ergastolo, nella misura di anni cinque quella detentiva inflitta al Ragni ed interamente le pene pecuniarie. Dichiara non doversi procedere nei confronti di Sacchetti Guido, Geraci Calogero per essere estinto il reato causa amnistia, e ne ordina la scarcerazione se non detenuti per altro motivo. Modena, 27 marzo 1947.” 2. Sentenza 1/3/1949 CASSAZIONE: sostituisce alla pena dell’ergastolo inflitta a Sacchetti, quella di 30 anni di reclusione. Annulla la sentenza a) nei riguardi di Nespoli per difetto di motivazione in ordine alla ritenuta aggravante di cui all’art. 112 CP per l’omicidio e per errore nella determinazione della pena. b) nei confronti di Galli Gino e Piva Bruno per difetto di motivazione sulla ritenuta aggravante della crudeltà e per errore nella determinazione della pena. Rigetta nel resto e rinvia la causa alla Corte di Assise di Perugia per il nuovo giudizio sui punti oggetto di annullamento nei riguardi del Nespoli, Galli e Piva. Modena, 9/5/1949 f. Ferrari. 3. Sentenza 26/4/1950 CORTE DI ASSISE IN PERUGIA: determina la pena per l’omicidio aggravato pel numero delle persone ed in concorso delle attenuanti generiche, e continuato, in anni 24 di reclusione ed aperto il cumulo con la pena di anni 30 di reclusione inflitta al Nespoli, al Galli ed al Piva per collaborazionismo militare determina in anni 30 di reclusione la pena complessiva da espiarsi da ciascuno dei 3 imputati assorbita in detta pena anche quella della reclusione inflitta al Galli per la rapina. Condanna gli imputati stessi in solido, al pagamento delle spese processuali, escluse quelle del giudizio di Cassazione. Dichiara condonati anni 21 di reclusione e le multe irrogate [sic] per la rapina a favore del detenuto Galli Gino. Modena, 27/8/1951, f. Pirolo. DECLARATORIA 14/11/1952: dichiara condizionalmente condonata la residua pena di anni 1 di reclusione inflitta al Ragni Amanzio. Modena, 25/11/1952, f. Pirolo. --------------- Armadio della Vergogna: Fascicolo 1539. Procura Militare della Repubblica presso il Tribunale Militare di La Spezia – Procedimento penale contro ignoti sottoposti ad indagine per il reato di omicidio previsto dall’art. 575 c.p.g. commesso in Migliarina di Carpi il 28/8/1944 in danno di Loschi Dante e Loschi Fernando. Oggetto: uccisione di Loschi Dante e Loschi Fernando da parte dei nazi-fascisti. Cancelleria: 19 agosto 1996. --------------- Armadio della Vergogna: Fascicolo n. 26 della provincia. Procura Militare della Repubblica presso il Tribunale Militare di La Spezia – Procedimento penale contro ignoti sottoposti ad indagine per il reato di omicidio art. 575 c.p.g. commesso in Migliarina di Carpi il 28/8/1944 in danno di Fieni Erio. Oggetto: uccisione di Fieni Erio da parte dei militi delle Brigate Nere. Cancelleria: 9 agosto 1996. --------------- Armadio della Vergogna: Fascicolo 1552. Procura Militare della Repubblica presso il Tribunale Militare di La Spezia – Procedimento penale contro ignoti tedeschi e brigata nera (violenza con omicidio contro privati previsto dall\'art. 185 c.p.m.g.) sottoposti ad indagine per il reato di omicidio per i primi ed aiuto al nemico per i secondi commesso in Migliarina di Carpi il 28/08/1944 [sic] ai danni di Bianchini Romano. Oggetto: omicidio di Bianchini Romano da parte di soldati nazi-fascisti. Cancelleria: 19 agosto 1996.

    Tipo di reparto fascista Guardia Nazionale Repubblicana

    Nome del reparto Compagnia Ordine Pubblico/42. Comando militare provinciale/GNR di Modena

  • Renzo Galli

    Nome Renzo

    Cognome Galli

    Ruolo nella strage Collaboratore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Renzo Galli: fu Lorenzo e di Gualdi Venusta, nato a Carpi il 5 agosto 1899, residente a Soliera. Squadrista “sciarpa littorio” di Carpi. Fascista conclamato fino al 25 luglio 1943, dopo l\'arresto di Mussolini sembra ravvedersi, ma l\'occupazione nazista dell\'Italia centro-settentrionale gli riaccende il desiderio della vendetta nei confronti del \"tradimento\". All\'inizio dell\'autunno del 1943 costituisce il Fascio Repubblicano di Soliera, del quale viene nominato reggente; comanda una squadra di circa trenta militi. Il 13 giugno 1944 viene destituito dalla reggenza del PFR di Soliera in favore di Zabini, ma il popolo lo accusa di avere preparato la lista che guida i tedeschi e gli uomini della Compagnia Ordine Pubblico di Bruno Piva agli arresti del 28 agosto 1944. --------------- Testimonianza di Razzatoni Antonio fu Cesare, in ASMO CAS (1946) – Nespoli, Piva, Galli, Sacchetti e altri – CAS MO. All\'alba del 28/8/1944 fui arrestato in casa da tedeschi e repubblicani (capitano Piva della Brigata Nera comandava il reparto) e successivamente trasferito a Modena prima alla caserma Galluppi e poi in Sant\'Eufemia sempre con altri di Soliera, sei uomini e due donne. Quattro uomini furono presi il pomeriggio successivo e poi fucilati a Migliarina, come seppi dopo. Io uscii dal carcere dopo quattro giorni. [...]Eravamo a disposizione della Polizia Tedesca. Notai altresì che i nomi dei primi quattro in nota corrispondevano a quelli di coloro che furono fucilati. Dopo essere uscito dal carcere, ho saputo dall\'avv. Pier Luigi Patelli dell\'Ufficio Politico-Investigativo, che mi aiutò ad uscire dal carcere, che la nota delle persone arrestate proveniva da Soliera ed era sottoscritta dal commissario prefettizio rag. Rami Eugenio. ------------- Testimonianza di Vaccari Emo fu Luigi, in ASMO CAS (1946) – Nespoli, Piva, Galli, Sacchetti e altri – CAS MO. Il mattino del 28/8/1944 fui arrestato in casa da tedeschi e fascisti, indi, con altri, fui portato a Modena alla caserma Galluppi. Lo stesso giorno, per l\'intervento di una persona che si spacciava per la medaglia d\'oro Todero Salvatore e vestiva la divisa di maggiore dell\'Esercito repubblicano, persona che conoscevo e che aveva iniziato relazioni con i partigiani, fui rimesso in libertà. Ero stato arrestato al posto di mio fratello Walter, che, avvisato, era riuscito a fuggire. Vidi la lista delle persone arrestate in mano a un piantone della caserma Galluppi, ma non era l\'originale, bensì una copia uguale a quella che aveva il capitano Piva la notte dell\'arresto. Non so se la nota sia stata compilata dal Galli; così afferma la voce popolare. ------------- CLN di Soliera alla Questura di Modena, 11 luglio 1945, in ASMO CAS (1946) – Nespoli, Piva, Galli, Sacchetti e altri – CAS MO. “Nei primi di giugno 1944 i Patrioti incominciarono a far sentire il loro movimento, [Renzo Galli] quale reggente agì subito assieme ad un altro agente di Polizia che abbiamo visto comparire in Paese assieme a due donne ed un altro compagno, dichiarando di essere una famiglia sfollata da Brescia si misero a contatto con Galli, noi abbiamo pensato subito qualche cosa sta per succedere, infatti la sera dell\'8-6-44 arriva la SS tedesca con i Repubblicani circondano il Paese sparando come dei forsennati, assaltano le case e portano 60 giovani al campo di concentramento di Fossoli, poi in Germania ove qualcuno ha lasciata la vita. Il tempo passa i patrioti rinforzano il loro movimento, lui lo vede, riunisce il popolo in una sala del Cinema Italia e parlando così si spiega: se non cesseranno questi atti noi agiremo con rappresaglia, io tengo 14 nomi nel mio cassetto della scrivania e questi saranno i responsabili. Passa un po\' di tempo rinuncia alla reggenza ad un certo Zabini; lui rimane al suo fianco ed ecco che il 28/8/1944 di notte arriva la Polizia Tedesca e Repubblicana, sono cercati 11 nominativi tutti non sono trovati a domicilio per questi si prende uno dei famigliari è domenica. Il martedì 4 sono fucilati nei pressi di Migliarina di Carpi, fra i quali Loschi Dante ed il figlio diciottenne, Bianchini Romano e Fieni Erio, dopo tali fatti i Patrioti preparano un colpo, assaltano la Repubblica che viene disfatta, il Galli sparisce non sappiamo più dove sia, ora siamo informati che si trova nel Bresciano, il popolo vuole schiarimenti [sic] non resiste più”. ------------- Armadio della Vergogna: Fascicolo 1539, testimonianza di Iride Carretti. “Io sottoscritta Carretti Iride [...] moglie di Loschi Dante [...] e madre di Loschi Fernando [...] dichiaro che il giorno 27/8/1944 alle ore 1 di notte i nazi fascisti [sic] si presentarono alla porta di casa e con insistenza entrarono chiamando all\'appello tutti gli uomini ivi residenti, poi portarono via mio marito e mio figlio a Modena. Il giorno dopo appresi che li portarono a Migliarina di Carpi ove furono fucilati alle ore 8.30 [? poco leggibile] del 28/8/1944. Soliera, 29/7/1945, firmato Carretti Iride”. ------------- Armadio della Vergogna: Fascicolo n. 26 della provincia, testimonianza di Aldegonda Traldi. “Il giorno 28/8/1944 alle ore 5 si presentarono alla mia porta di casa i militi della brigata nera chiedendo di mio marito che si trovava ancora a letto, si portarono nella casa e invitarono mio marito a seguire loro fino a Modena, e il giorno dopo alle ore 19 ho saputo che era stato fucilato a Migliarina di Carpi. Soliera, li 24/7/1945, Firmato Traldi Aldegonda.” ------------- Armadio della Vergogna: Fascicolo 1552, testimonianza di Lea Barbieri. “Io sottoscritta Barbieri Lea [...] moglie del deceduto Bianchini Romano [...] dichiaro [...] che il giorno 28/8/1944 alle ore 8 del mattino sono venuti nella mia casa tedeschi e brigata nera a prelevare mio marito e portatolo a Modena e il giorno dopo ho appreso che era stato fucilato a Migliarina di Carpi alle ore 7 circa. Soliera, 29/7/1945, firmato Barbieri Lea”.

    Note procedimento Processo della Corte d’Assise sezione Speciale di Modena contro Gino Galli, Antonio Nespoli, Bruno Piva, Renato Sacchetti, Giulio Sacchetti, Amanzio Ragni e Calogero Geraci. 1. Primo Grado: “[La corte] dichiara Galli Gino, Nespoli Antonio, Piva Bruno, Sacchetti Renato colpevoli del reato di collaborazionismo a loro ascritto nonché del delitto di omicidio aggravato continuato, il Galli inoltre, di quello di rapina aggravata continuata, e concessa l’attenuante dell’art. 62 bis C.P., condanna ciascuno di essi alla pena dell’ergastolo, con accessori di legge, il Galli in più della multa di £5000, tutti alla confisca dei beni, al pagamento in solido delle spese processuali; il Piva anche al risarcimento dei danni a favore di Luppi Silvio costituito parte civile, liquidati, secondo la richiesta in lire una, nonché alle spese di assistenza e costituzione in £10.096. Dichiara Ragni Amanzio colpevole di collaborazionismo punibile ai sensi dell’art. 58 CP MG nonché di furto aggravato continuato, e concesse le attenuanti dell’art. 62 bis C.P. per ambedue dell’art. 114 C.P. per il primo reato, lo condanna alla pena di anni sei di reclusione £2000 di multa, inoltre alla confisca nella misura di un terzo dei beni, alla interdizione perpetua dai pubblici uffici ed al pagamento delle spese in solido con gli altri. Dichiara condonate in anni trenta di reclusione la pena dell’ergastolo, nella misura di anni cinque quella detentiva inflitta al Ragni ed interamente le pene pecuniarie. Dichiara non doversi procedere nei confronti di Sacchetti Guido, Geraci Calogero per essere estinto il reato causa amnistia, e ne ordina la scarcerazione se non detenuti per altro motivo. Modena, 27 marzo 1947.” 2. Sentenza 1/3/1949 CASSAZIONE: sostituisce alla pena dell’ergastolo inflitta a Sacchetti, quella di 30 anni di reclusione. Annulla la sentenza a) nei riguardi di Nespoli per difetto di motivazione in ordine alla ritenuta aggravante di cui all’art. 112 CP per l’omicidio e per errore nella determinazione della pena. b) nei confronti di Galli Gino e Piva Bruno per difetto di motivazione sulla ritenuta aggravante della crudeltà e per errore nella determinazione della pena. Rigetta nel resto e rinvia la causa alla Corte di Assise di Perugia per il nuovo giudizio sui punti oggetto di annullamento nei riguardi del Nespoli, Galli e Piva. Modena, 9/5/1949 f. Ferrari. 3. Sentenza 26/4/1950 CORTE DI ASSISE IN PERUGIA: determina la pena per l’omicidio aggravato pel numero delle persone ed in concorso delle attenuanti generiche, e continuato, in anni 24 di reclusione ed aperto il cumulo con la pena di anni 30 di reclusione inflitta al Nespoli, al Galli ed al Piva per collaborazionismo militare determina in anni 30 di reclusione la pena complessiva da espiarsi da ciascuno dei 3 imputati assorbita in detta pena anche quella della reclusione inflitta al Galli per la rapina. Condanna gli imputati stessi in solido, al pagamento delle spese processuali, escluse quelle del giudizio di Cassazione. Dichiara condonati anni 21 di reclusione e le multe irrogate [sic] per la rapina a favore del detenuto Galli Gino. Modena, 27/8/1951, f. Pirolo. DECLARATORIA 14/11/1952: dichiara condizionalmente condonata la residua pena di anni 1 di reclusione inflitta al Ragni Amanzio. Modena, 25/11/1952, f. Pirolo. ----------------- Armadio della Vergogna: Fascicolo 1539. Procura Militare della Repubblica presso il Tribunale Militare di La Spezia – Procedimento penale contro ignoti sottoposti ad indagine per il reato di omicidio previsto dall’art. 575 c.p.g. commesso in Migliarina di Carpi il 28/8/1944 in danno di Loschi Dante e Loschi Fernando. Oggetto: uccisione di Loschi Dante e Loschi Fernando da parte dei nazi-fascisti. Cancelleria: 19 agosto 1996. --------------- Armadio della Vergogna: Fascicolo n. 26 della provincia. Procura Militare della Repubblica presso il Tribunale Militare di La Spezia – Procedimento penale contro ignoti sottoposti ad indagine per il reato di omicidio art. 575 c.p.g. commesso in Migliarina di Carpi il 28/8/1944 in danno di Fieni Erio. Oggetto: uccisione di Fieni Erio da parte dei militi delle Brigate Nere. Cancelleria: 9 agosto 1996. ---------------- Armadio della Vergogna: Fascicolo 1552. Procura Militare della Repubblica presso il Tribunale Militare di La Spezia – Procedimento penale contro ignoti tedeschi e brigata nera (violenza con omicidio contro privati previsto dall\'art. 185 c.p.m.g.) sottoposti ad indagine per il reato di omicidio per i primi ed aiuto al nemico per i secondi commesso in Migliarina di Carpi il 28/08/1944 [sic] ai danni di Bianchini Romano. Oggetto: omicidio di Bianchini Romano da parte di soldati nazi-fascisti. Cancelleria: 19 agosto 1996.

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • cippo a Migliarina, Carpi

    Tipo di memoria: cippo

    Ubicazione: Migliarina, Carpi

    Descrizione: Giuseppe e Virgilio Bianchi sono ricordati da un cippo eretto nel luogo in cui sono stati raggiunti dalle raffiche nemiche.

  • cippo a via per Guastalla, Migliarina, Carpi

    Tipo di memoria: cippo

    Ubicazione: via per Guastalla, Migliarina, Carpi

    Descrizione: Il luogo dell’eccidio è contrassegnato da un cippo commemorativo.

Bibliografia


F. Canova, O. Gelmini e A. Mattioli, Lotta di liberazione nella bassa modenese, Modena, ANPI, 1975, pp. 300 e seguenti.
Ermanno Gorrieri, La repubblica di Montefiorino, Bologna, Il Mulino, 1970.
M. Pacor e L. Casali, Lotte sociali e guerriglia in pianura, Roma, Editori Riuniti, 1972, pp. 342 e 359.
Claudio Silingardi, Una provincia partigiana, Milano, Franco Angeli, 1998, pp. 609-615.
Ilva Vaccari, Dalla parte della libertà, Santa Sofia di R., Stab. Tip. dei Comuni per COOP Estense, 1999, pag. 608.

Sitografia


http://anpimodena.it/avvenimenti-significativi-della-resistenza-modenese-nel-periodo-marzo-1944-aprile-1945/
http://emilia-romagna.anpi.it/modena/archivio_res/febbraio_05/art_16_02_05.htm

Fonti archivistiche

Fonti