Tre Olmi, Modena, 10.03.1945

(Modena - Emilia-Romagna)

Tre Olmi, Modena, 10.03.1945

Tre Olmi, Modena, 10.03.1945
Descrizione

Località Tre Olmi, Modena, Modena, Emilia-Romagna

Data 10 marzo 1945

Matrice strage Fascista

Numero vittime 3

Numero vittime uomini 1

Numero vittime uomini adulti 1

Numero vittime di genere ignoto 2

Descrizione: Alla fine dell’inverno del 1944-1945 i fascisti più intransigenti della provincia di Modena non si rassegnano alla disfatta del campo nazista, ma si adoperano per assestare colpi terribili alla Resistenza e alla popolazione per cercare di ribaltare le sorti del conflitto: molti di loro sono determinati a lasciare il segno della disfatta sul tessuto connettivo della società per punire “il tradimento” degli italiani.
Il 10 marzo 1945 l’Ufficio Politico Investigativo del 42° Comando Provinciale della GNR di Modena organizza un rastrellamento nella località Albone di Campogalliano poiché nei pressi del Secchia si tiene un piccolo momento di festa in musica e diversi giovani si sono radunati per rilassarsi e svagarsi. L’arrivo dei militi semina il panico: mentre alcuni tentano di fuggire a nuoto, altri vengono catturati e subiscono le prime angherie nel luogo dove hanno sperato di trovare momenti di divertimento. Gino Galli si accorge che qualche ragazzo sta attraversando il fiume Secchia per mettersi in salvo e apre il fuoco in direzione dell’alveo: due uomini vengono falciati dalle pallottole e cadono senza vita nella corrente, che li trasporta verso valle e non consente la loro identificazione. I trentaquattro arrestati della festa di Albone di Campogalliano vengono condotti all’Accademia Militare di Modena, dove uno di loro sente il racconto dell’altro fatto di sangue avvenuto nel pomeriggio: mentre i fascisti si trovano impegnati nel rastrellamento, uno di loro vede un ragazzo che scappa dalla bottega del calzolaio dei Tre Olmi per trovare riparo in un nascondiglio domestico. Gino Galli gli intima di uscire e di rivelargli sia il nome, sia la classe di leva. Si chiama Bruno Bulgarelli ed è nato nel 1925. Questa risposta innesca il dramma: il fascista lo percuote con il calcio del fucile e lo punisce con la sorte dei renitenti alla leva. Bulgarelli viene ucciso da una raffica di mitra nel luogo della cattura, sotto la casa della famiglia.

Modalità di uccisione: fucilazione

Tipo di massacro: rastrellamento

Estremi e note penali: Verbale di dibattimento n. 94 R.G. – CAS MO.

Il 5 luglio 1945 la Corte d’Assise di Modena condanna Antonio Petti alla pena di morte con degradazione poiché lo riconosce colpevole di vari capi d’accusa legati alla repressione antipartigiana e alle operazioni di guerra ai civili del 42° Comando Militare Provinciale di Modena. La strage della Piazza dei Martiri di Carpi fa parte degli episodi presentati dall’accusa. La sentenza viene eseguita mediante fucilazione alla schiena il 5 ottobre 1945.

Processo della Corte d’Assise sezione Speciale di Modena contro Gino Galli, Antonio Nespoli, Bruno Piva, Renato Sacchetti, Giulio Sacchetti, Amanzio Ragni e Calogero Geraci.
1. Primo Grado: “[La corte] dichiara Galli Gino, Nespoli Antonio, Piva Bruno, Sacchetti Renato colpevoli del reato di collaborazionismo a loro ascritto nonché del delitto di omicidio aggravato continuato, il Galli inoltre, di quello di rapina aggravata continuata, e concessa l’attenuante dell’art. 62 bis C.P., condanna ciascuno di essi alla pena dell’ergastolo, con accessori di legge, il Galli in più della multa di £5000, tutti alla confisca dei beni, al pagamento in solido delle spese processuali; il Piva anche al risarcimento dei danni a favore di Luppi Silvio costituito parte civile, liquidati, secondo la richiesta in lire una, nonché alle spese di assistenza e costituzione in £10.096. Dichiara Ragni Amanzio colpevole di collaborazionismo punibile ai sensi dell’art. 58 CP MG nonché di furto aggravato continuato, e concesse le attenuanti dell’art. 62 bis C.P. per ambedue dell’art. 114 C.P. per il primo reato, lo condanna alla pena di anni sei di reclusione £2000 di multa, inoltre alla confisca nella misura di un terzo dei beni, alla interdizione perpetua dai pubblici uffici ed al pagamento delle spese in solido con gli altri. Dichiara condonate in anni trenta di reclusione la pena dell’ergastolo, nella misura di anni cinque quella detentiva inflitta al Ragni ed interamente le pene pecuniarie. Dichiara non doversi procedere nei confronti di Sacchetti Guido, Geraci Calogero per essere estinto il reato causa amnistia, e ne ordina la scarcerazione se non detenuti per altro motivo. Modena, 27 marzo 1947.”
2. Sentenza 1/3/1949 CASSAZIONE: sostituisce alla pena dell’ergastolo inflitta a Sacchetti, quella di 30 anni di reclusione. Annulla la sentenza a) nei riguardi di Nespoli per difetto di motivazione in ordine alla ritenuta aggravante di cui all’art. 112 CP per l’omicidio e per errore nella determinazione della pena. b) nei confronti di Galli Gino e Piva Bruno per difetto di motivazione sulla ritenuta aggravante della crudeltà e per errore nella determinazione della pena. Rigetta nel resto e rinvia la causa alla Corte di Assise di Perugia per il nuovo giudizio sui punti oggetto di annullamento nei riguardi del Nespoli, Galli e Piva. Modena, 9/5/1949 f. Ferrari.
3. Sentenza 26/4/1950 CORTE DI ASSISE IN PERUGIA: determina la pena per l’omicidio aggravato pel numero delle persone ed in concorso delle attenuanti generiche, e continuato, in anni 24 di reclusione ed aperto il cumulo con la pena di anni 30 di reclusione inflitta al Nespoli, al Galli ed al Piva per collaborazionismo militare determina in anni 30 di reclusione la pena complessiva da espiarsi da ciascuno dei 3 imputati assorbita in detta pena anche quella della reclusione inflitta al Galli per la rapina. Condanna gli imputati stessi in solido, al pagamento delle spese processuali, escluse quelle del giudizio di Cassazione. Dichiara condonati anni 21 di reclusione e le multe irrogate [sic] per la rapina a favore del detenuto Galli Gino. Modena, 27/8/1951, f. Pirolo.
DECLARATORIA 14/11/1952: dichiara condizionalmente condonata la residua pena di anni 1 di reclusione inflitta al Ragni Amanzio. Modena, 25/11/1952, f. Pirolo.

Annotazioni: L’ANPI di Modena e Ilva Vaccari collocano la sua morte il 19 marzo 1945, ma le fonti documentarie coeve e i materiali del processo della CAS contro Nespoli, Piva, Galli, Sacchetti e altri inducono a ritenere più plausibile che l’evento sia accaduto in concomitanza con il rastrellamento fascista dei Tre Olmi, il 10 marzo 1945.

Scheda compilata da Daniel Degli Esposti
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2015-12-07 09:32:02

Vittime

Elenco vittime

1. Bruno Bulgarelli: nato a San Possidonio (MO) il 6 novembre 1925, figlio di Umberto e Milena Martoli, residente a Villa Freto, fonditore, partigiano. Il 2 marzo 1944 parte per la zona d’impiego con il 1° Battaglione Italiano Costruttori della RSI. Il 28 settembre successivo è denunciato al Tribunale Militare di Guerra Germanico per il reato di «diserzione in tempo di guerra» poiché si è allontanato dal reparto. Vive in clandestinità e il 5 ottobre 1944 diventa un partigiano della Brigata “Mario” con il nome di battaglia “Bruno”. Il 10 marzo 1945 viene catturato dalla Brigata Nera nel corso di un’operazione di rastrellamento rivolta alla scoperta del suo nascondiglio: secondo la testimonianza di Don Bruno Gibellini al processo della CAS contro Antonio Petti, i militi non gli chiedono neppure i documenti, ma lo fucilano sommariamente davanti alla sua casa. L’ANPI di Modena e Ilva Vaccari collocano la sua morte il 19 marzo 1945, ma le fonti documentarie coeve e i materiali del processo della CAS contro Nespoli, Piva, Galli, Sacchetti e altri inducono a ritenere più plausibile che l’evento sia accaduto in concomitanza con il rastrellamento fascista dei Tre Olmi, il 10 marzo 1945.
2. Ignoto: non identificato giovane ucciso dal fascista Gino Galli con una raffica di mitra mentre cerca di attraversare il Secchia.
3. Ignoto: non identificato giovane ucciso dal fascista Gino Galli con una raffica di mitra mentre cerca di attraversare il Secchia.

Elenco vittime civili 1

Bruno Bulgarelli

Elenco vittime indefinite 2

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


42. Comando Militare Provinciale/GNR di Modena

Tipo di reparto: Guardia Nazionale Repubblicana

Elenco persone responsabili o presunte responsabili


  • Antonio Petti

    Nome Antonio

    Cognome Petti

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Colonnello, Comandante del 42° Comando Militare Provinciale della GNR di Modena.

    Note procedimento Verbale di dibattimento n. 94 R.G. – CAS MO. Il 5 luglio 1945 la Corte d’Assise di Modena condanna Antonio Petti alla pena di morte con degradazione poiché lo riconosce colpevole di vari capi d’accusa legati alla repressione antipartigiana e alle operazioni di guerra ai civili del 42° Comando Militare Provinciale di Modena. La strage della Piazza dei Martiri di Carpi fa parte degli episodi presentati dall’accusa. La sentenza viene eseguita mediante fucilazione alla schiena il 5 ottobre 1945. Processo della Corte d’Assise sezione Speciale di Modena contro Gino Galli, Antonio Nespoli, Bruno Piva, Renato Sacchetti, Giulio Sacchetti, Amanzio Ragni e Calogero Geraci. 1. Primo Grado: “[La corte] dichiara Galli Gino, Nespoli Antonio, Piva Bruno, Sacchetti Renato colpevoli del reato di collaborazionismo a loro ascritto nonché del delitto di omicidio aggravato continuato, il Galli inoltre, di quello di rapina aggravata continuata, e concessa l’attenuante dell’art. 62 bis C.P., condanna ciascuno di essi alla pena dell’ergastolo, con accessori di legge, il Galli in più della multa di £5000, tutti alla confisca dei beni, al pagamento in solido delle spese processuali; il Piva anche al risarcimento dei danni a favore di Luppi Silvio costituito parte civile, liquidati, secondo la richiesta in lire una, nonché alle spese di assistenza e costituzione in £10.096. Dichiara Ragni Amanzio colpevole di collaborazionismo punibile ai sensi dell’art. 58 CP MG nonché di furto aggravato continuato, e concesse le attenuanti dell’art. 62 bis C.P. per ambedue dell’art. 114 C.P. per il primo reato, lo condanna alla pena di anni sei di reclusione £2000 di multa, inoltre alla confisca nella misura di un terzo dei beni, alla interdizione perpetua dai pubblici uffici ed al pagamento delle spese in solido con gli altri. Dichiara condonate in anni trenta di reclusione la pena dell’ergastolo, nella misura di anni cinque quella detentiva inflitta al Ragni ed interamente le pene pecuniarie. Dichiara non doversi procedere nei confronti di Sacchetti Guido, Geraci Calogero per essere estinto il reato causa amnistia, e ne ordina la scarcerazione se non detenuti per altro motivo. Modena, 27 marzo 1947.” 2. Sentenza 1/3/1949 CASSAZIONE: sostituisce alla pena dell’ergastolo inflitta a Sacchetti, quella di 30 anni di reclusione. Annulla la sentenza a) nei riguardi di Nespoli per difetto di motivazione in ordine alla ritenuta aggravante di cui all’art. 112 CP per l’omicidio e per errore nella determinazione della pena. b) nei confronti di Galli Gino e Piva Bruno per difetto di motivazione sulla ritenuta aggravante della crudeltà e per errore nella determinazione della pena. Rigetta nel resto e rinvia la causa alla Corte di Assise di Perugia per il nuovo giudizio sui punti oggetto di annullamento nei riguardi del Nespoli, Galli e Piva. Modena, 9/5/1949 f. Ferrari. 3. Sentenza 26/4/1950 CORTE DI ASSISE IN PERUGIA: determina la pena per l’omicidio aggravato pel numero delle persone ed in concorso delle attenuanti generiche, e continuato, in anni 24 di reclusione ed aperto il cumulo con la pena di anni 30 di reclusione inflitta al Nespoli, al Galli ed al Piva per collaborazionismo militare determina in anni 30 di reclusione la pena complessiva da espiarsi da ciascuno dei 3 imputati assorbita in detta pena anche quella della reclusione inflitta al Galli per la rapina. Condanna gli imputati stessi in solido, al pagamento delle spese processuali, escluse quelle del giudizio di Cassazione. Dichiara condonati anni 21 di reclusione e le multe irrogate [sic] per la rapina a favore del detenuto Galli Gino. Modena, 27/8/1951, f. Pirolo. DECLARATORIA 14/11/1952: dichiara condizionalmente condonata la residua pena di anni 1 di reclusione inflitta al Ragni Amanzio. Modena, 25/11/1952, f. Pirolo.

    Tipo di reparto fascista Guardia Nazionale Repubblicana

    Nome del reparto 42. Comando Militare Provinciale/GNR di Modena

  • Gino Galli

    Nome Gino

    Cognome Galli

    Ruolo nella strage Autore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Figlio di Emiliano e di Maria Veroni, nato a Carpi (MO) il 14 dicembre 1919, residente a Modena in via Carlo Sigonio 179, detenuto. È l’elemento più zelante e violento della squadra dell’UPI posta sotto il comando di Nespoli. Nel settembre del 1943 presta servizio come aviere al Campo di Aviazione della Regia Aeronautica di Modena. Dopo l\'armistizio dell\'8 settembre 1943 viene fatto prigioniero dai tedeschi ed è consegnato alla 72° Legione della MVSN, dove viene arruolato con il grado di vice-brigadiere. Nel novembre 1943 viene arrestato dai tedeschi ed è condotto alle carceri di Sant\'Eufemia per la deportazione in Germania poiché ha avuto contatti con i primi nuclei partigiani della Madonnina. All\'inizio di dicembre evade e si rifugia a Finale Emilia; resta nascosto fino all\'8 maggio 1944, ma teme per se stesso e per la famiglia che ha da poco formato - moglie e due figli piccoli. L\'8 maggio 1944 si presenta alla Scuola di Polizia Repubblicana Ausiliaria di Sassuolo e si fa arruolare con il ruolo di vice-brigadiere ausiliario. Il 27 giugno 1944 è assegnato alla Questura di Modena come sottufficiale di Ispezione. Il 18 dicembre 1944 comincia a prestare servizio di polizia presso il Comando SD tedesco, ma risponde all\'Ufficio Politico Militare del Capitano Nespoli: controlla gli arresti delle persone e valuta le irregolarità commesse nei locali dell\'Accademia. Nonostante i contatti che Galli ha avuto con i partigiani della Madonnina alla fine del 1943, il Capitano Nespoli si fida di lui e lo trasforma nel collaboratore più importante e solerte. Dopo la Liberazione viene accusato di collaborazionismo, di aver commesso vari omicidi, di aver arrestato, torturato e seviziato illegalmente diverse persone e di aver compiuto diverse ruberie nelle case che visitava per i rastrellamenti. ------------- Verbale del processo della CAS contro Nespoli, Piva, Galli, Sacchetti e altri, in ASMO CAS (1946) – Nespoli, Piva, Galli, Sacchetti e altri – CAS MO. “Gino Galli [è accusato] di avere il 10/3/45 partecipato con elementi della compagnia CPI ad un rastrellamento in località Albone di Campogalliano, dove molti furono gli arrestati, il Galli con gli altri ebbe a sparare raffiche di mitra contro tre giovani che attraversavano il Secchia e due rimasero uccisi. [Gino] Galli [è accusato] di avere il 10/3/1945 durante un\'operazione in località Tre Olmi ucciso con colpi di arma da fuoco, e per sfogo di malvagità antipartigiana, Bulgarelli Bruno”. Denuncia contro Gino Galli, in ASMO CAS (1946) – Nespoli, Piva, Galli, Sacchetti e altri – CAS MO. “[Gino Galli è accusato] di avere, nel pomeriggio del giorno 10 marzo 1945, partecipato ad un rastrellamento, eseguito da elementi della GNR e dell\'UP dell\'Accademia di Modena e diretto dal S. Tenente della GNR Malossi Roberto, attualmente detenuto, in località Albone di Campogalliano, dove si davano convegno numerosi giovani, allo scopo di trattenersi in una festa danzante. L\'irruzione della squadra di circa venti militi si annunziò con una violenta e nutrita sparatoria contro un gruppo di giovani, ragazzi e bambini che si trovavano nei pressi del fiume Secchia per ascoltare un\'orchestrina improvvisata. Si ritiene che la sparatoria in un primo tempo avesse avuto solamente scopo intimidatorio. In seguito vennero picchiati e malmenati alcuni giovani e furono rotti gli strumenti musicali. In tale operazione di repressione il Galli si dimostrò il più accanito bastonatore e feroce repressore del movimento di resistenza antifascista. Difatti egli, con alcuni altri repubblicani, sparò ripetute raffiche di mitra contro i giovani che avevano tentato di fuggire attraversando il fiume Secchia a nuoto. Dei predetti giovani, tre vi trovarono la morte, secondo la segnalazione fatta dal 633° Comando Provinciale della GNR. Catturarono circa 34 persone, fra le quali il denunziante Camellini Fabio, Muratori Ezio, Trevisi Giuseppe, certo Salani, Scapinelli ed altri, quasi tutti della provincia di Reggio Emilia, che accompagnarono nella locale Accademia. Durante il ritorno il Galli ebbe più volte a vantarsi di aver portato la vittoria \"per tre a zero\", alludendo ai tre giovani uccisi nel fiume Secchia, nel tentativo di fuggire. Nei locali dell\'Accademia il Galli, non ancora soddisfatto, ebbe a schiaffeggiare un giovane ancora tutto bagnato per aver attraversato il fiume. Il denunziante Camellini Fabio ebbe pure ad ascoltare nei locali dell\'Accademia che il Galli si era reso responsabile, nella stessa giornata, dell\'uccisione di Bulgarelli Bruno, solo perché apparteneva alla classe 1926. Dagli accertamenti praticati è risultato che l\'uccisione del Bulgarelli Bruno si verificò difatti verso le ore 15.30 di detto giorno, in località Tre Olmi e precisamente all\'altezza del fabbricato contrassegnato col n. 173. Il Bulgarelli Bruno, al sopraggiungere dell\'autocarro con i venti militi, si trovava in una bottega di calzoleria, sita a pian terreno di un fabbricato di fronte alla sua abitazione. Alla vista dei militi tentò di sottrarsi al rastrellamento, rifugiandosi dietro al muro dello stesso stabile. Ma il Galli, avvistatolo, gli intimò di alzare le mani in alto e di dire a quale classe appartenesse. Il Bulgarelli rispose di essere della classe 1925. A tale risposta il Galli, senza richiedere alcun documento, si avvicinò al Bulgarelli e cominciò a percuoterlo col calcio del mitra. Poi mentre pronunciava le seguenti parole \"Voi partigiani dovete fare questa fine\" lo uccise con una raffica di mitra. Presenti all\'uccisione del Bulgarelli vi era Marchetti Armando, bottegaio dei Tre Olmi, e la signorina Ascari Laura. Tanto viene confermato oltre che dal denunziante Bulgarelli Umberto, di Bonfiglio e fu Gemelli Matilde, nato a Novi di Modena il 16/4/1898, residente a Modena via Barchetta n. 150, padre dell\'ucciso, anche dai testi presenti al fatto Marchetti Armando [...] e Ascari Laura. Il Marchetti inoltre il giorno successivo ebbe subito a presentare a questo Ufficio denunzia per l\'uccisione di Bulgarelli Bruno di Umberto avvenuta nella località e secondo le circostanze predette. A suo tempo e precisamente il 15 marzo 1945, detta denunzia venne trasmessa da questa Questura alla locale Procura di Stato, con rapporto n. 05719. Il rastrellamento del 10 marzo 1945 trova riscontro anche in una segnalazione del 633° Comando Provinciale GNR n. 277 dell\'11 marzo 1945, rinvenuta agli atti di questo Ufficio, dalla quale si rileva l\'uccisione di tre individui, mentre tentavano di sottrarsi alla fuga, attraverso il fiume Secchia. In merito si fa rilevare che dagli accertamenti praticati è risultato che nel predetto fiume vennero uccise solamente due persone, non potute identificare, mentre il terzo, di cui fa menzione la segnalazione, fu ucciso in località Tre Olmi ed identificato in Bulgarelli Bruno di Umberto”. GNR, 633° Comando Provinciale – Segnalazione di fatti e avvenimenti: 11 marzo 1945, in ASMO CAS (1946) – Nespoli, Piva, Galli, Sacchetti e altri – CAS MO. “Il 10 marzo veniva segnalato che numerosi giovani si riunivano [...] in località Tre Olmi con l\'apparente scopo di effettuare una festa danzante campestre e che fra essi vi erano anche dei disertori e renitenti provenienti dalla provincia di Reggio Emilia. Poiché precedentemente era stata segnalata l\'affluenza nella provincia di Modena di ribelli provenienti da quella di Reggio Emilia, e diretti nella zona a sud di Carpi, veniva immediatamente inviato sul posto un reparto di [illeggibile] militi della Compagnia OP con un ufficiale. In una casa colonica e nelle immediate adiacenze sono stati catturati 34 civili, tutti giovani e molti di essi non chiaramente a posto con il servizio militare e alcuni effettivamente provenienti dalla provincia di Reggio Emilia. Durante l\'operazione sono stati uccisi tre individui che tentavano con la fuga di sottrarsi al controllo; essi sono stati trovati sprovvisti di documenti e si ritiene fossero appartenenti a bande partigiane”.

    Note procedimento Verbale di dibattimento n. 94 R.G. – CAS MO. Il 5 luglio 1945 la Corte d’Assise di Modena condanna Antonio Petti alla pena di morte con degradazione poiché lo riconosce colpevole di vari capi d’accusa legati alla repressione antipartigiana e alle operazioni di guerra ai civili del 42° Comando Militare Provinciale di Modena. La strage della Piazza dei Martiri di Carpi fa parte degli episodi presentati dall’accusa. La sentenza viene eseguita mediante fucilazione alla schiena il 5 ottobre 1945. Processo della Corte d’Assise sezione Speciale di Modena contro Gino Galli, Antonio Nespoli, Bruno Piva, Renato Sacchetti, Giulio Sacchetti, Amanzio Ragni e Calogero Geraci. 1. Primo Grado: “[La corte] dichiara Galli Gino, Nespoli Antonio, Piva Bruno, Sacchetti Renato colpevoli del reato di collaborazionismo a loro ascritto nonché del delitto di omicidio aggravato continuato, il Galli inoltre, di quello di rapina aggravata continuata, e concessa l’attenuante dell’art. 62 bis C.P., condanna ciascuno di essi alla pena dell’ergastolo, con accessori di legge, il Galli in più della multa di £5000, tutti alla confisca dei beni, al pagamento in solido delle spese processuali; il Piva anche al risarcimento dei danni a favore di Luppi Silvio costituito parte civile, liquidati, secondo la richiesta in lire una, nonché alle spese di assistenza e costituzione in £10.096. Dichiara Ragni Amanzio colpevole di collaborazionismo punibile ai sensi dell’art. 58 CP MG nonché di furto aggravato continuato, e concesse le attenuanti dell’art. 62 bis C.P. per ambedue dell’art. 114 C.P. per il primo reato, lo condanna alla pena di anni sei di reclusione £2000 di multa, inoltre alla confisca nella misura di un terzo dei beni, alla interdizione perpetua dai pubblici uffici ed al pagamento delle spese in solido con gli altri. Dichiara condonate in anni trenta di reclusione la pena dell’ergastolo, nella misura di anni cinque quella detentiva inflitta al Ragni ed interamente le pene pecuniarie. Dichiara non doversi procedere nei confronti di Sacchetti Guido, Geraci Calogero per essere estinto il reato causa amnistia, e ne ordina la scarcerazione se non detenuti per altro motivo. Modena, 27 marzo 1947.” 2. Sentenza 1/3/1949 CASSAZIONE: sostituisce alla pena dell’ergastolo inflitta a Sacchetti, quella di 30 anni di reclusione. Annulla la sentenza a) nei riguardi di Nespoli per difetto di motivazione in ordine alla ritenuta aggravante di cui all’art. 112 CP per l’omicidio e per errore nella determinazione della pena. b) nei confronti di Galli Gino e Piva Bruno per difetto di motivazione sulla ritenuta aggravante della crudeltà e per errore nella determinazione della pena. Rigetta nel resto e rinvia la causa alla Corte di Assise di Perugia per il nuovo giudizio sui punti oggetto di annullamento nei riguardi del Nespoli, Galli e Piva. Modena, 9/5/1949 f. Ferrari. 3. Sentenza 26/4/1950 CORTE DI ASSISE IN PERUGIA: determina la pena per l’omicidio aggravato pel numero delle persone ed in concorso delle attenuanti generiche, e continuato, in anni 24 di reclusione ed aperto il cumulo con la pena di anni 30 di reclusione inflitta al Nespoli, al Galli ed al Piva per collaborazionismo militare determina in anni 30 di reclusione la pena complessiva da espiarsi da ciascuno dei 3 imputati assorbita in detta pena anche quella della reclusione inflitta al Galli per la rapina. Condanna gli imputati stessi in solido, al pagamento delle spese processuali, escluse quelle del giudizio di Cassazione. Dichiara condonati anni 21 di reclusione e le multe irrogate [sic] per la rapina a favore del detenuto Galli Gino. Modena, 27/8/1951, f. Pirolo. DECLARATORIA 14/11/1952: dichiara condizionalmente condonata la residua pena di anni 1 di reclusione inflitta al Ragni Amanzio. Modena, 25/11/1952, f. Pirolo.

    Tipo di reparto fascista Guardia Nazionale Repubblicana

    Nome del reparto Ufficio Politico Investigativo/42. Comando militare provinciale/GNR di Modena

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • monumento a Modena

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: Modena

    Anno di realizzazione: 1971

    Descrizione: Bruno Bulgarelli è ricordato nel memoriale dedicato a quattro partigiani attivi nella zona dei Tre Olmi. «Questo monumento ricorda Adeo “Nino” Gibertini, Bruno Bulgarelli, Pierino Cavalcanti ed Enzo Leonardi, quattro partigiani «caduti nella lotta contro il nazi-fascismo per la libertà e l’indipendenza d’Italia». È stato voluto dal Comitato Unitario Antifascista “Tre Olmi” e dal Consiglio di Quartiere della “Madonnina” e inaugurato il 24 aprile 1971. I committenti hanno scelto di non mettere le tradizionali lapidi murarie e di sostituirle con quattro cilindri tagliati, che emergono dal terreno e richiamano la forma delle colonne. La lettura della Resistenza che plasma la rinascita democratica del secondo dopoguerra ed elabora gli sviluppi della memoria suggerisce che i partigiani caduti sono le colonne morali sulle quali sarà ricostruita la società italiana: questo singolare monumento è stato costruito per ricordare l’importanza della lotta per la liberazione dal nazi-fascismo di fronte a un luogo di ritrovo e divertimento – l’ex-LEFT, che è nato come Circolo ARCI specializzato nella realizzazione di eventi musicali live, oggi bocciofila – affinché i cittadini non dimentichino il valore e l’importanza della giustizia neppure nei piacevoli momenti dello svago».

Bibliografia


Ermanno Gorrieri, La repubblica di Montefiorino, Bologna, Il Mulino, 1970.
Claudio Silingardi, Una provincia partigiana, Milano, Franco Angeli, 1998.
Ilva Vaccari, Dalla parte della libertà, Santa Sofia di R., Stab. Tip. dei Comuni per COOP Estense, 1999.

Sitografia


http://www.istitutostorico.com/app-modena900/index.html#/memorial/42
http://anpimodena.it/anpi-modena-calendario-della-memoria/marzo-1945/
http://emilia-romagna.anpi.it/modena/archivio_res/dicembre_08/art_23_12_08.htm
http://emilia-romagna.anpi.it/modena/calendario/1945_03.html
http://emilia-romagna.anpi.it/modena/archivio_res/febbraio_08/art_20_02_08.htm

Fonti archivistiche

Fonti

Processi della Corte d’Assise Straordinaria: fotocopie di Giovanni Fantozzi, in Archivio ISRM.
ASMO CAS (1945) – Busta 1: Antonio Petti.
Verbale della testimonianza di Don Bruno Gibellini.
Verbale di dibattimento n. 94 R.G. – CAS MO.