GUALDO TADINO 26.03.1944

(Perugia - Umbria)

GUALDO TADINO 26.03.1944

GUALDO TADINO 26.03.1944
Descrizione

Località Gualdo Tadino, Gualdo Tadino, Perugia, Umbria

Data 26 marzo 1944

Matrice strage Nazifascista

Numero vittime 1

Numero vittime uomini 1

Numero vittime uomini adulti 1

Descrizione: A Gualdo Tadino, subito dopo l’8 settembre 1943, si costituì un forte nucleo partigiano (Gruppo di Azione Antifascista Gualdese), sorto presso l’Istituto Salesiano (si riunivano in una stanza vicino alla sacrestia della Chiesa dell’oratorio), per iniziativa di Vincenzo Morichini, gruppo che comprendeva Giovanni Pascucci, Arivio Gherardi, Spartaco Casciola, don Felice Pennelli. Poco dopo si ebbero le adesioni di Domenico Tittarelli, Carlo Luzi, Alessandro De Pretis, Luigi Girelli; poi di Francesco Guerra, Manlio Casciola, Mario Fernando Rosi, Vito Tomassini, Brunello Troni e altri. All’inizio si consideravano un “Gruppo di consultazione, d’informazione e d’assistenza”. Dietro la copertura di fare attività filodrammatica, le riunioni presso i Salesiani servivano per coordinare l’attività di diversi gruppi antifascisti sparsi nelle frazioni e sui monti soprastanti. Gli aiuti in denaro (consistenti somme date dalle persone benestanti) e in cibi vari, che arrivavano presso i Salesiani, – con la copertura che tutto serviva per gli studenti interni dell’Istituto – venivano distribuiti di nascosto alle famiglie più povere, e costituivano pure la base di rifornimento per i gruppi partigiani sui monti. Questi gruppi di Gualdo Tadino e delle zone vicine si collegarono con la Brigata Garibaldi di Foligno, aggregandosi a questa. Già dall’ottobre 1943 il movimento partigiano della zona di Gualdo Tadino entrò in possesso di armi, dopo assalti ai depositi dei tedeschi e alla caserma dei carabinieri. Furono queste operazioni militari che indussero i tedeschi a dare una caccia spietata ai partigiani, anche grazie alla fattiva collaborazione dei fascisti repubblicani locali. Complessivamente i partigiani della zona non erano molti, ma con le loro azioni riuscirono a far credere al Comando tedesco di essere tanti. Nel marzo 1944 anche in questa zona i reparti tedeschi attuarono un giro di vite con le proprie forze militari disponibili in loco, accentuando i rastrellamenti. Proprio a marzo in montagna fu catturato il partigiano Giulio Sorgo. Il comando tedesco decise di impiccarlo con un capestro dal balcone del Municipio. Quando tutto era pronto e si stava per dare via all’esecuzione, intervenne il dottor Gaudenzi, che convinse il comando tedesco a non dare seguito alla crudele esecuzione e Sorgo fu liberato.
Negli stessi giorni (23 marzo) fu preso anche Otello Sordi, insieme ad altri sei compagni, ritornati dalla montagna nella loro base a Palazzo Mancinelli, zona dove la formazione era legata al partito comunista. Siccome erano ben nascosti, è stato ritenuto che solo una spiata avesse potuto indicare la loro presenza nella zona. Furono dunque presi, portati a Gualdo e rinchiusi nella caserma dei carabinieri, nella piazzetta San Francesco. Otello Sordi era un partigiano che i fascisti avevano riconosciuto nel corso di una azione armata nella frazione di San Pellegrino, nel corso della quale i partigiani erano entrati nella casa di un appartenente al partito fascista per prendergli le armi. Gli altri non erano schedati come partigiani e pertanto, il giorno dopo la cattura, furono trasferiti a Perugia, poi verso altre destinazioni. Sordi fu rinchiuso nella prigione della caserma. Era malato, si lamentava per forti dolori. Chiamato un medico, il dottor Gaudenzi, gli riscontrò una polmonite e consigliò di ricoverarlo presso l’Ospedale Calai. Nel pomeriggio di domenica 26 marzo 1944 parecchie persone videro il gruppo, comprendente il giovane Otello Sordi fra quattro o cinque soldati tedeschi armati e due fascisti anch’essi, sembra, armati (uno di Gualdo e l’altro no, ma che aveva un fratello che lavorava a Gualdo), lungo il percorso dalla Caserma all’Ospedale Calai. Alcuni incuriositi, li seguirono, mantenendosi ad una certa distanza: faceva impressione vedere quel ragazzo biondino, con un cappotto appoggiato alle spalle, con dei pantaloni vistosamente più corti di quella che era la sua misura (forse si trattava di un pigiama), essere scortato da tante persone armate. Giunti di fronte al cancello di ingresso dell’Ospedale, uno di quelli che scortavano Sordi lo tirò con forza per un braccio, spingendolo verso destra a costeggiare il muro che separava l’area dell’Ospedale. Fu allora che Sordi intuì quali potessero essere le reali intenzioni degli uomini che lo scortavano. Egli cominciò ad urlare: «No, no, non mi ammazzate!» e, svoltato l’angolo, fu portato nel luogo dove al tempo c’era una cava di breccione. Dall’uliveto che sovrastava la cava, qualcuno vide che al partigiano, forse per calmarlo, gli fu data una sigaretta e che appena gli fu accesa gli spararono con vari colpi d’arma da fuoco e poco dopo, con un colpo secco, gli fu dato il colpo di grazia. Ancor prima che Sordi fosse ucciso, uno dei due fascisti cercò di mantenere a una certa distanza le persone che avevano seguito il gruppo, specialmente i bambini. Il corpo di Sordi fu lasciato lì sul terreno e solo la pietà di coloro che, incuriositi, si erano avvicinati al gruppo, provvide a recuperare quel corpo straziato e portarlo all’obitorio dell’Ospedale lì vicino.
Varie testimonianze di coloro che accorsero hanno evidenziato «l’immagine terribile e sconvolgente» che essi ebbero, tanto da non riuscire a dormire per diverse notti.
Furono questi drammatici atti del marzo 1944 – il tentativo di impiccare Giulio Sorgo in modo spettacolare dal balcone del Municipio; poi l’uccisione di Otello Sordi senza alcun processo – che suscitarono una forte e triste impressione nella gente di Gualdo e convinsero sempre di più molti che bisognasse combattere con decisione il nazifascismo.

Modalità di uccisione: fucilazione

Tipo di massacro: punitivo

Annotazioni: Ritrovato uno scritto dove si riporta che il Tribunale di Perugia processò e condannò i fascisti che agirono a fianco dei tedeschi.

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): Questo e gli altri episodi dei giorni successivi sono ben vivi nella memoria dei cittadini di Gualdo.

Scheda compilata da Giancarlo Pellegrini
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2015-12-06 22:52:25

Vittime

Elenco vittime

Sordi Otello, nato a Gualdo Tadino il 06/11/1923 e ivi residente, celibe.

Elenco vittime partigiani 1

Sordi Otello.

Responsabili o presunti responsabili
Memorie

Memorie legate a questa strage

  • altro a Gualdo Tadino

    Tipo di memoria: altro

    Ubicazione: Gualdo Tadino

    Descrizione: La via dietro l’ex Ospedale Calai è stata intitolata a Otello Sordi.

  • altro a Gualdo Tadino

    Tipo di memoria: altro

    Ubicazione: Gualdo Tadino

    Descrizione: Sul luogo dove Otello Sordi fu giustiziato, dietro l’ex Ospedale Calai, lungo la via che ora porta il suo nome, è stata posta una stele: «Qui / cadeva / il 26.3.1944 / sotto il piombo / nazifascista / il patriota / Otello Sordi / martire / della patria / e della libertà».

Bibliografia


Mario Anderlini, Piazza Martiri della Libertà, Editrice Radio Tadino, Gualdo Tadino, 2004, pp. 46-49, 63-68, 74-78, 86-87, 124-132, 185-187.
Tommaso Rossi, Tracce di memoria. Guida ai luoghi della Resistenza e degli eccidi nazifascisti in Umbria, Editoriale Umbra/Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea, Foligno/Perugia, 2013, p. 413-419.

Sitografia


Fonti archivistiche

Fonti