Montese, 09.07.1944

(Modena - Emilia-Romagna)

Montese, 09.07.1944

Montese, 09.07.1944
Descrizione

Località Montese, Montese, Modena, Emilia-Romagna

Data 9 luglio 1944

Matrice strage Fascista

Numero vittime 3

Numero vittime uomini 3

Numero vittime uomini adulti 3

Descrizione: Nella seconda metà di giugno, dopo la liberazione della Rocca di Montefiorino e la costituzione della Repubblica partigiana, Mario Ricci (“Armando”) e la Divisione Modena Montagna preparano alcune operazioni per mantenere dalla propria parte l’inerzia della guerra e assestare nuovi colpi ai nazi-fascisti. La zona libera diventa la base di partenza per diverse piccole offensive contro i vicini presidi tedeschi e fascisti, ma le forze di occupazione non restano a guardare. I militi della RSI si adoperano per contrastare il massiccio flusso in uscita con cui i disertori e i renitenti alla leva minano la credibilità delle forze armate e dei corpi repubblicani. All’inizio di luglio del 1944 un blitz nella zona di Montese provoca la cattura di tre disertori: Telesforo Biolchini, Mario Covili – citato anche come Carlo Covili – e Mario Focci. Secondo la bibliografia di riferimento questi uomini hanno cercato di entrare nel movimento partigiano, ma non hanno ottenuto una presentazione tale da garantirne l’onestà e l’affidabilità per la guerriglia e sono stati respinti. Dopo l’arresto, gli ostaggi subiscono diverse torture e, nella mattinata del 9 luglio 1944, vengono fucilati nella piazza che si apre di fronte alla chiesa di Montese: i loro corpi costituiscono macabri moniti nei confronti della popolazione del paese, che viene violentemente invitata a non ostacolare le operazioni di reclutamento e a non abbandonare le file della RSI.

Modalità di uccisione: fucilazione

Violenze connesse: sevizie-torture

Trattamento dei cadaveri: Esposizione dei cadaveri

Tipo di massacro: punitivo

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): La vicenda di Telesforo Biolchini, Mario o Carlo Covili e Mario Focci ha generato una memoria complessa. Il respingimento dei tre disertori da parte delle forze della Resistenza testimonia le difficoltà che il movimento partigiano affrontava ogni volta che si doveva confrontare con individui disposti a tradire Salò per la Lotta di Liberazione: dal momento che le spie e gli infiltrati provocavano danni incalcolabili alle strutture clandestine, i comandanti e i commissari erano costretti ad accertarsi in maniera meticolosa della reale volontà antitedesca e antifascista degli ultimi arrivati. Qualora non si ottenessero informazioni attendibili, appariva giustificabile un respingimento precauzionale dei volontari. Il caso dei tre disertori di Montese rappresenta la tragicità di questa circostanza: il rifiuto dei partigiani li costringe a nascondersi nelle campagne e non li preserva dalla vendetta fascista, che si abbatte su di loro in uno scenario di pubblica degradazione e di orrore collettivo. La natura di questa fucilazione ha generato una memoria debole poiché il movimento partigiano non si è fatto carico del ricordo dei tre ostaggi, che sono rimasti sulla sottile linea di confine che unisce i disertori ai civili nella categoria delle vittime della violenza fascista.

Scheda compilata da Daniel Degli Esposti
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-03-30 23:21:05

Vittime

Elenco vittime

1. Telesforo Biolchini: nato a Montese nel 1900, disertore dell’esercito della Repubblica Sociale Italiana. Dopo essersi arruolato nelle forze armate di Salò per non essere costretto a lavorare in Germania, decide di abbandonare le file repubblicane e cerca di entrare nel movimento partigiano, ma viene respinto dai “ribelli”: appare presumibile che non avesse trovato nessuna “guida” capace di presentarlo a una brigata come una persona affidabile e non sospetta. All’inizio dell’estate del 1944 vive in clandestinità nelle campagne di Montello e si deve guardare dai fascisti, che si adoperano per catturarlo. Catturato dalla Brigata Nera di Montese, subisce diverse torture e viene fucilato sulla piazza della chiesa del paese il 9 luglio 1944.
2. Mario o Carlo Covili: nato a Montese nel 1912, disertore dell’esercito della Repubblica Sociale Italiana. Dopo essersi arruolato nelle forze armate di Salò per non essere costretto a lavorare in Germania, decide di abbandonare le file repubblicane e cerca di entrare nel movimento partigiano, ma viene respinto dai “ribelli”: appare presumibile che non avesse trovato nessuna “guida” capace di presentarlo a una brigata come una persona affidabile e non sospetta. All’inizio dell’estate del 1944 vive in clandestinità nelle campagne di Montello e si deve guardare dai fascisti, che si adoperano per catturarlo. Catturato dalla Brigata Nera di Montese, subisce diverse torture e viene fucilato sulla piazza della chiesa del paese il 9 luglio 1944.
3. Mario Focci: nato a Montese nel 1910, disertore dell’esercito della Repubblica Sociale Italiana. Dopo essersi arruolato nelle forze armate di Salò per non essere costretto a lavorare in Germania, decide di abbandonare le file repubblicane e cerca di entrare nel movimento partigiano, ma viene respinto dai “ribelli”: appare presumibile che non avesse trovato nessuna “guida” capace di presentarlo a una brigata come una persona affidabile e non sospetta. All’inizio dell’estate del 1944 vive in clandestinità nelle campagne di Montello e si deve guardare dai fascisti, che si adoperano per catturarlo. Catturato dalla Brigata Nera di Montese, subisce diverse torture e viene fucilato sulla piazza della chiesa del paese il 9 luglio 1944.

Elenco vittime disertori 3

Telesforo Biolchini,
Mario o Carlo Covili,
Mario Focci

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Memorie
Bibliografia


AA. VV., Montese 1943-1945, Bologna, Scuola Grafica Salesiana, 1975, pp. 52-53.
Associazione culturale “Il Trebbo”, Montese: fascismo, guerra e ricostruzione, Modena, Golinelli, 1990, pp. 191-192 e 250.
Tullio Ferrari (a cura di), Mai più guerre, Carpi, Nuovagrafica, 1989, pag. 271.
Ermanno Gorrieri, La repubblica di Montefiorino, Bologna, Il Mulino, 1970, pp. 372-373.
Claudio Silingardi, Una provincia partigiana, Milano, Franco Angeli, 1998, pp. 259-260.
Ilva Vaccari, Dalla parte della libertà, Santa Sofia di R., Stab. Tip. dei Comuni per COOP Estense, 1999, pag. 563.

Sitografia


http://emilia-romagna.anpi.it/modena/calendario/1944_07.html
http://anpimodena.it/avvenimenti-significativi-della-resistenza-modenese-2/
http://memoriadibologna.comune.bologna.it/focci-mario-giuseppe-cesare-486907-persona

Fonti archivistiche

Fonti