Palagano, 8-9.03.1944

(Modena - Emilia-Romagna)

Palagano, 8-9.03.1944

Palagano, 8-9.03.1944
Descrizione

Località Palagano, Palagano, Modena, Emilia-Romagna

Data 8 marzo 1944 - 9 marzo 1944

Matrice strage Fascista

Numero vittime 3

Numero vittime uomini 3

Numero vittime uomini adulti 3

Modalità di uccisione: fucilazione,uccisione con armi da fuoco

Violenze connesse: deportazione della popolazione

Tipo di massacro: rastrellamento

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): L’azione dei partigiani di Nello Pini contro l’automezzo che trasportava gli ostaggi ha provocato parecchie critiche nei confronti della formazione più controversa della Resistenza modenese. Don Sante Bartolai biasimò apertamente la condotta dei “ribelli” e li accusò di aver agito in maniera sconsiderata: queste affermazioni mostrarono la difficoltà dell’elaborazione di una vicenda così dolorosa, avvenuta in un momento in cui la Lotta di Liberazione muoveva i primi grandi passi verso l’estate del 1944.

Scheda compilata da Daniel Degli Esposti
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2015-12-06 20:50:27

Vittime

Elenco vittime

1. Aurelio Aravecchia: nato a Montefiorino (MO) il 6 dicembre 1924, figlio di Emilio e Teodolinda Monti, residente a Casola di Montefiorino, partigiano. Il 27 febbraio 1944 entra nella Brigata “Barbolini” per sfuggire alla leva della RSI, ma l’8 marzo 1944 viene catturato dai militi fascisti del capitano Mori e dai giovani al comando del sottotenente Izzo nel corso del rastrellamento di Palagano. Dal momento che tiene nelle tasche alcuni piccoli ordigni, i fascisti lo percuotono e lo giudicano colpevole di appartenenza a una banda di “ribelli”: la condanna di morte è immediata e viene eseguita alle 18 nel luogo dell’arresto tramite fucilazione.
2. Giuseppe Rioli: nato a Palagano (MO) l’8 novembre 1901, figlio di Giovanmaria ed Erminia Tosi, residente a Palagano, impiegato postale, civile riconosciuto partigiano. Secondo i documenti di riconoscimento dell’ANPI, il 28 ottobre 1943 entra nella Resistenza e viene inquadrato nella Brigata “Comando” della montagna modenese. Questa data si trova in contraddizione con quanto affermato da Ermanno Gorrieri e Ilva Vaccari, che ritengono improbabile un lungo impegno partigiano da parte di un ultraquarantenne padre di quattro figli e mai distintosi per un antifascismo militante; appare, tuttavia, molto più probabile che questa situazione sia stata delineata nel dopoguerra per garantire alla famiglia Rioli un riconoscimento di partecipazione alla Lotta di Liberazione e alleviare il dolore del lutto. Il 9 marzo 1944 Giuseppe viene catturato dai militi fascisti del capitano Mori e dai giovani al comando del sottotenente Izzo nel corso del rastrellamento di Palagano: è caricato su un camion diretto a Modena, ma nei pressi di Savoniero i partigiani di Nello Pini attaccano il mezzo nella manifesta convinzione che sia occupato da soli fascisti. Mentre i militi della GNR cercano la salvezza nella fuga, Don Sante Bartolai – catturato insieme agli altri ostaggi – grida ai “ribelli” di smettere di sparare, ma Rioli è già stato colpito a morte.
3. Dante Schiavone: nato a Monteaguto (AV) il 17 aprile 1924, figlio di Crescenzo e Maria Schiavone, residente ad Ascoli Satriano (FG), agricoltore, partigiano. L’armistizio dell’8 settembre 1943 lo sorprende lontano dalla Puglia: secondo i documenti di riconoscimento dell’ANPI, aderisce subito alla Resistenza tra le file della Brigata “Barbolini”. L’8 marzo 1944 viene catturato dai militi fascisti del capitano Mori e dai giovani al comando del sottotenente Izzo nel corso del rastrellamento di Palagano. Dal momento che tiene nelle tasche alcuni piccoli ordigni, i fascisti lo percuotono e lo giudicano colpevole di appartenenza a una banda di “ribelli”: la condanna di morte è immediata e viene eseguita alle 18 nel luogo dell’arresto tramite fucilazione.

Elenco vittime civili 1

Giuseppe Rioli

Elenco vittime partigiani 2

Aurelio Aravecchia,
Dante Schiavone

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Reparto GNR non precisato comandato dal capitano Mori

Tipo di reparto: Guardia Nazionale Repubblicana

Reparto esercito RSI non precisato

Tipo di reparto: Esercito

Elenco persone responsabili o presunte responsabili


  • sconosciuto Izzo

    Nome sconosciuto

    Cognome Izzo

    Note responsabile Sottotenente dell\'esercito della RSI.

    Tipo di reparto fascista Esercito

    Nome del reparto Reparto esercito RSI non precisato

  • sconosciuto Mori

    Nome sconosciuto

    Cognome Mori

    Note responsabile Capitano di un reparto della GNR

    Tipo di reparto fascista Guardia Nazionale Repubblicana

    Nome del reparto Reparto GNR non precisato comandato dal capitano Mori

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • lapide a via XVIII marzo, Palagano

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: via XVIII marzo, Palagano

    Descrizione: La fucilazione di Aurelio Aravecchia e Dante Schiavone è ricordata da una lapide con annessa scultura nel Comune di Palagano, in via XVIII marzo.

Bibliografia


Ermanno Gorrieri, La repubblica di Montefiorino, Bologna, Il Mulino, 1970, pp. 162-165.
Claudio Silingardi, Una provincia partigiana, Milano, Franco Angeli, 1998, pp. 207-208.
Ilva Vaccari, Dalla parte della libertà, Santa Sofia di R., Stab. Tip. dei Comuni per COOP Estense, 1999, pag. 548.

Sitografia


http://emilia-romagna.anpi.it/modena/archivio_res/febbraio_06/art_07_02_06.htm
http://www.qcodemag.it/2014/03/19/guerra-strage-monchio/
http://www.ciportanovia.it/bartolai-don-sante
http://www.fondazionegorrieri.it/upload/2-18%20Un%20prete%20la%20Resistenza%20e%20le%20menzogne.pdf
http://www.toponomasticafemminile.com/index.php?option=com_content&view=article&id=7097&Itemid=7236

Fonti archivistiche

Fonti