San Matteo, Modena, 03.12.1944

(Modena - Emilia-Romagna)

San Matteo, Modena, 03.12.1944

San Matteo, Modena, 03.12.1944
Descrizione

Località San Matteo, via Canaletto, Modena, Modena, Modena, Emilia-Romagna

Data 3 dicembre 1944

Matrice strage Nazifascista

Numero vittime 8

Numero vittime uomini 8

Numero vittime uomini adulti 8

Descrizione: Nella seconda metà di ottobre del 1944 le prospettive dell’insurrezione generale alimentano le speranze della Resistenza modenese, ma i soldati tedeschi e i fascisti più intransigenti non smettono di alimentare le difese della Linea Gotica e di assestare colpi all’organizzazione partigiana. Le Brigate Nere e i militi della RSI non cessano l’attività di spionaggio e i tentativi di infiltrazione nella rete della Resistenza e trasformano ogni possibilità di accesso alle informazioni sui “ribelli” in un’occasione di vendetta nei confronti dei “traditori” dell’Italia fascista. Nelle tre settimane successive il peggioramento delle condizioni climatiche ostacola l’avanzata delle truppe alleate: intorno alla metà di novembre il Proclama Alexander conferma la stasi del fronte e consente alle forze di occupazione di serrare le file. Le Brigate Nere riprendono le operazioni anti-partigiane e i controlli del territorio per scovare i renitenti alla leva, mentre i tedeschi consolidano l’autorità dei presidi con azioni violente. All’inizio di dicembre del 1944 due soldati germanici restano uccisi lungo la via Canaletto. Le autorità del comando nazista di Modena pretendono una rappresaglia e i fascisti organizzano la fucilazione di otto partigiani; la mattina del 3 dicembre 1944 cinque ostaggi vengono prelevati dalle carceri di Sant’Eufemia, mentre altri tre lasciano l’Accademia Militare. Un automezzo li conduce a San Matteo e si ferma sul ciglio di via Canaletto, dove il plotone d’esecuzione esegue la condanna a morte e abbandona i corpi senza vita lungo la strada.

Modalità di uccisione: fucilazione

Trattamento dei cadaveri: Esposizione dei cadaveri

Tipo di massacro: rappresaglia

Estremi e note penali: Armadio della vergogna, Fascicolo 1554:
Luogo e data: Modena (San Matteo), 3 dicembre 1944;
Titolo: Uccisione di Riccardo Righi;
Fasc. aperto da Italiani;
Gruppo inquirente: Carabinieri;
Estremi cronologici inchiesta: Dichiarazione del padre il 29 luglio 1945;
Nome imputati: Ignoti militari tedeschi e fascisti;
Tipologia reato: Violenza con omicidio per i primi, omicidio e aiuto ai nemici per i secondi;
Nota storica: Catturato durante un rastrellamento a Soliera, è portato in Accademia e poi a Sant’Eufemia. Da qui viene prelevato con altri sette partigiani e fucilato per rappresaglia a San Matteo, a seguito dell’uccisione di due tedeschi.
Armadio della vergogna, Fascicolo 1554, testimonianza di Silvio Righi:
“Io sottoscritto Righi Silvio [...] padre del deceduto Riccardo [...] dichiaro che il giorno 18/11/1944 venne rastrellato dai nazi-fascisti nei pressi della sua abitazione e portato all'Accademia di Modena e dopo 16 giorni fu fucilato a San Matteo di Modena”.

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): La strage di San Matteo costituisce uno dei nodi fondamentali della costruzione della memoria social-comunista della Resistenza modenese. Nell’immediato dopoguerra i giornali, le associazioni e gli organi delle Sinistre ricordano a più riprese i fucilati del 3 dicembre 1944, ma si rendono responsabili di un’omissione: Elio Rinaldi non è ricordato né sul monumento che viene eretto nel luogo delle otto esecuzioni capitali, né sugli articoli dei quotidiani. Questo silenzio ha indotto diverse fonti a ritenere che i morti di San Matteo non fossero otto, ma soltanto sette.

Scheda compilata da Daniel Degli Esposti
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-03-23 11:15:15

Vittime

Elenco vittime

1. Bruno Bersani: nato a Nonantola il 25 dicembre 1917, figlio di Gaetano e Clementina Solmi, residente a Modena, maestro elementare, partigiano. Nel 1937 viene riformato dal Regio Esercito e non partecipa alle operazioni militari del secondo conflitto mondiale, ma l’occupazione tedesca lo convince a entrare nella Resistenza fin dal 3 febbraio 1944. Nell’agosto successivo comincia ad affiancare all’insegnamento nella scuola elementare di Albareto il continuo sostegno alla Brigata “Walter Tabacchi” con il nome di battaglia “Leone”. Alla fine dell’autunno successivo è arrestato e il 3 dicembre 1944 viene fucilato con altri sette partigiani a San Matteo.
2. Mauro Bonacini: nato a Modena il 2 febbraio 1925, figlio di Giuseppe ed Elena Pederzini, residente in via Emilia Ovest, operaio meccanico, partigiano. Nel dicembre 1943 riceve 120 giorni di licenza di convalescenza dalla Repubblica Sociale Italiana; il 18 aprile 1944 si presenta presso il 42° Deposito Misto Provinciale, ma riesce a disertare e il 15 luglio 1944 si unisce ai partigiani della Brigata “Mario”. All’inizio di ottobre diventa pienamente operativo, ma poco meno di due mesi dopo è catturato e il 3 dicembre 1944 viene fucilato per rappresaglia a San Matteo.
3. Bruno Lusvardi: nato a Modena il 3 marzo 1926, figlio di Medardo e Maria Meschiari, residente a Modena, odontotecnico, partigiano. Proveniente da una famiglia anarchica, dopo l’occupazione nazista e la costituzione della RSI segue l’esempio del padre antifascista e partigiano, si avvicina alla Resistenza e il 15 luglio 1944 entra nella 12° Brigata “Mario”. Nell’autunno del 1944 viene catturato e finisce all’Accademia Militare; dopo aver resistito alle torture e non aver ceduto agli interrogatori, il 3 dicembre 1944 viene fucilato per rappresaglia a San Matteo. È decorato con una Medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria.
4. Luigi Maletti: nato a Castelvetro di Modena (MO) il 29 dicembre 1924, figlio di Primo e Matilde Cavalieri, residente a Modena, partigiano. L’8 settembre 1943 abbandona i Lancieri e torna a casa, ma il 17 gennaio 1944 riceve la cartolina-precetto della RSI; il 19 settembre 1944 diserta ed entra in contatto con i gappisti della Brigata “Mario”. Il 23 settembre è dichiarato «assente arbitrario» e, poi, viene «denunciato per diserzione al Tribunale Militare di Brescia». Partecipa a diverse azioni di sabotaggio, è protagonista di alcuni disarmi ed è coinvolto nel combattimento di Corletto del 1 novembre 1944. Catturato nel corso di un rastrellamento, il 3 dicembre 1944 viene fucilato per rappresaglia a San Matteo.
5. Camillo Pedretti: nato a Castelnuovo Rangone (MO) l’8 gennaio 1925, figlio di Mario e Beatrice Olivieri, residente a Modena, infermiere in formazione, partigiano. Dopo l’occupazione tedesca e la costituzione della Repubblica Sociale Italiana teme di essere reclutato nell’esercito di Salò e vive in clandestinità: il 1 gennaio 1944 diventa un partigiano della Brigata “Walter Tabacchi” e si fa chiamare “Remo”. Il 3 dicembre 1944 viene fucilato dai fascisti insieme ad altri sette resistenti nella frazione di San Matteo.
6. Riccardo Righi: nato a Soliera (MO) il 3 aprile 1928, figlio di Silvio e Angela Righi, residente a Sozzigalli di Soliera, agricoltore, partigiano. Fin dall’infanzia, la famiglia antifascista lo educa alle idee clandestine; a 16 anni Riccardo Righi entra nelle prime SAP della sua zona di residenza. Il 18 novembre 1944, mentre le trattative per la liberazione degli ostaggi di Limidi tengono le genti della Bassa con il fiato sospeso, è catturato dalle forze di occupazione e finisce prima all’Accademia Militare, poi a Sant’Eufemia. Il 3 dicembre 1944 viene fucilato per rappresaglia a San Matteo.
7. Elio Rinaldi: nato a Modena l’8 novembre 1903, figlio di Federico e Augusta Messori, residente nella frazione di Ganaceto, operaio, partigiano. Nell’autunno del 1943 ha quasi quarant’anni e una famiglia da mantenere, ma l’occupazione nazista lo convince a entrare nella Brigata “Walter Tabacchi”. Comincia l’esperienza partigiana il 12 ottobre 1944, quando partecipa all’attacco di un’autoblinda, ma s’impegna anche in alcune azioni di disarmo e in diversi atti di sabotaggio. Catturato in una data imprecisata, finisce nelle carceri di Sant’Eufemia. Il 3 dicembre 1944 viene fucilato dai fascisti insieme ad altri sette resistenti nella frazione di San Matteo.
8. Guido Tincani: nato a Baiso (RE) il 4 febbraio 1926, figlio di Giuseppe e Santina Rossi, residente al Pineto di Prignano, partigiano. Dopo l’occupazione nazista e la nascita della RSI si avvicina alla Resistenza e il 18 maggio 1944 entra nella Brigata “Costrignano”. È catturato nel corso di un rastrellamento e finisce nelle carceri di Modena come un ostaggio che deve essere eliminato alla prima occasione utile. Il 3 dicembre 1944 viene fucilato dai fascisti insieme ad altri sette resistenti nella frazione di San Matteo.

Elenco vittime partigiani 8

Bruno Bersani,
Mauro Bonacini,
Bruno Lusvardi,
Luigi Maletti,
Camillo Pedretti,
Riccardo Righi,
Elio Rinaldi,
Guido Tincani

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Platzkommandantur Modena

Tipo di reparto: Wehrmacht

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • monumento a via Canaletto, San Matteo, Modena

    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: via Canaletto, San Matteo, Modena

    Descrizione: In via Canaletto, nel luogo in cui il 3 dicembre 1944 i fascisti hanno fucilato otto partigiani per vendicare l’uccisione di due soldati tedeschi, è stato costruito un monumento. L’aggiunta della dedica a Lino Cagarelli risale alla sostituzione del cippo originario con un nuovo memoriale, che è stato finanziato dalle associazioni partigiane e combattentistiche della circoscrizione Crocetta. La struttura è stata cambiata drasticamente e ha ripreso il modello del monumento di Albareto, ma le modifiche strutturali non hanno portato i committenti a inserire il nome di Elio Rinaldi; questo operaio di Ganaceto continua a rimanere escluso dal memoriale dell’eccidio che ha concluso la sua esistenza. Il testo della prima parte dell’epigrafe è rimasto inalterato, ma l’espressione «Fides et Patria» – che compariva in uno scudo nella parte bassa del cippo precedente – è stata sostituita da un riferimento al Corpo dei Volontari per la Libertà.

  • onorificenza alla persona a Bruno Lusvardi

    Tipo di memoria: onorificenza alla persona

    Ubicazione: Bruno Lusvardi

    Descrizione: Bruno Lusvardi è decorato con una Medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria.

  • commemorazione a Modena

    Tipo di memoria: commemorazione

    Ubicazione: Modena

    Descrizione: Ogni anno una commemorazione ricorda la strage di San Matteo del 3 dicembre 1944.

Bibliografia


Ermanno Gorrieri, La repubblica di Montefiorino, Bologna, Il Mulino, 1970, pp. 567-615 (concentrazione sull’Appennino).
Claudio Silingardi, Una provincia partigiana, Milano, Franco Angeli, 1998, pp. 407-431 (contesto), pag. 426.
Ilva Vaccari, Dalla parte della libertà, Santa Sofia di R., Stab. Tip. dei Comuni per COOP Estense, 1999, pag. 582.

Sitografia


http://www.istitutostorico.com/app-modena900/index.html#/memorial/21
http://emilia-romagna.anpi.it/modena/calendario/1944_12.html
http://emilia-romagna.anpi.it/modena/archivio_res/ottobre_03/art_21_10_03.htm
http://ricerca.gelocal.it/gazzettadimodena/archivio/gazzettadimodena/2012/04/26/NZ_24_02.html?ref=search
http://lottapartigiana.altervista.org/2011/05/23/
https://m.facebook.com/notes/122-brigata-dassalto-garibaldi-a-gramsci/3-dicembre-partigiano/168932239806463/

Fonti archivistiche

Fonti

Armadio della vergogna, Fascicolo 1554.