Collelongo, s.d.

(L'Aquila - Abruzzo)

Collelongo, s.d.

Collelongo, s.d.
Descrizione

Località Collelongo, Collelongo, L'Aquila, Abruzzo

Data imprecisata

Matrice strage Nazista

Numero vittime 2

Numero vittime uomini 2

Numero vittime uomini senza informazioni 2

Descrizione: In seguito all’armistizio dell’8/09/1943 un comando nazista si posizionò presso l’edificio scolastico di via Malpasso di Collelongo. Zona strategica perché situata a pochi km dalla linea Gustav. Per quanto riguarda la lotta partigiana, invece, in quest’area e in tutta la Valle Roveto era attiva la formazione detta “Patrioti Marsicani” o “Marsica”.
Oltre all’attività dei ribelli i cittadini di Collelongo, dall’autunno’43 all’estate ’44, hanno ospitato numerosi sfollati di Avezzano, soldati sbandati o alleati e gli ex prigionieri diretti verso il sud con l’obiettivo di varcare la linea del fronte. La maggiore concentrazione dei prigionieri avvenne nelle stalle di Amplero. In molti hanno assistito alla discesa dei paracadutisti alleati sulla piana di Collelongo che hanno poi combattuto contro i tedeschi sulla montagna di San Nicola sotto a Valle Canale.
Vicino la fonte di Canale venne ucciso il Tenente americano ‘Jim’, ricordato come “figlio di un popolo libero e fratello nostro” nel monumento di Piazza della Libertà.
Il 3/03/1944 un bombardamento alleato invece di colpire il comando tedesco di Malpasso, danneggiò alcune abitazioni civili, uccidendo 10 persone.
Furono mesi di paura, tradimenti, delazioni e di omicidi. Vennero trucidati e seppelliti ancora vivi dai soldati tedeschi Rocco Sansone, Damaso Di Loreto e Gioacchino Pascale e altri collelonghesi furono torturati e picchiati a sangue nel carcere di Tagliacozzo.
In un documento che testimonia un censimento dei caduti di guerra, datato 10/09/1945, è possibile leggere che nel comune di Collelongo vennero rintracciati, in data ignota, due cadaveri di prigionieri alleati uccisi dai tedeschi. La prima vittima di nazionalità americana venne sepolta da alcuni cittadini volenterosi in contrada “Canale” e diseppellita non appena giunsero le truppe alleate. Il secondo caduto, sepolto in contrada “Vallerosa” fino al settembre 1945, era di origine ignota.

Annotazioni: Si tratta di soldati tedeschi non meglio identificati.
E’ possibile che si tratti delle truppe che secondo Carlo Gentile operavano nel vicino comune di Tagliacozzo:
Armeerichter, Feldgendarmerie-Trupp b (mot) 458 e le SS Polizei Regiment 20 dall’ottobre/novembre 1943;
Führungsstab e Feldgendarmerie- Abteilung (mot) 692 dal dicembre 1943/gennaio 1944 e dal 6/06/1944 anche il Reparto Kommandeur d. Armee-Nachshub-Truppen 521.

Nel testo di Antonio Rosini “Otto mesi di ferro e fuoco” si menziona un certo “Mimì”, ergastolano, fuggito all’annuncio dell’armistizio. Quest’uomo non meglio identificato è stato collaboratore dei nazisti, facendo arrestare e trucidare barbaramente i partigiani di Collelongo: Rocco Sansone, Damaso Di Loreto (ex finanziere in pensione), Moro Guerino (mugnaio) ed uno sfollato.
Il collaboratore giocava a poker in un bar di Collelongo dove otteneva le preziose informazioni da vendere ai nazisti. In seguito fu visto a Tagliacozzo e seguì i tedeschi nella ritirata verso il nord.
Non è stato possibile verificare se tale “Mimì” è implicato anche in questo episodio.

Scheda compilata da Alessia D’Innocenzo
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2015-11-30 11:45:31

Vittime

Elenco vittime

E’ risultato impossibile identificare le vittime.
In un unico documento rinvenuto in Archivio di Stato de L’Aquila si fa riferimento a due prigionieri alleati uccisi dai tedeschi. Il primo era americano e venne sepolto da alcuni cittadini volenterosi in contrata “Canale” e l’altro di nazionalità ignota è stato sepolto in contrada “Vallerosa” e risultava ancora sepolto lì il 10/09/1945 data della stesura di tale documento.

Elenco vittime prigionieri di guerra 2

E’ risultato impossibile identificare le vittime.
In un unico documento rinvenuto in Archivio di Stato de L’Aquila si fa riferimento a due prigionieri alleati uccisi dai tedeschi. Il primo era americano e venne sepolto da alcuni cittadini volenterosi in contrata “Canale” e l’altro di nazionalità ignota è stato sepolto in contrada “Vallerosa” e risultava ancora sepolto lì il 10/09/1945 data della stesura di tale documento.

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Memorie
Bibliografia


Walter Cavalieri, L’Aquila dall’Armistizio alla Repubblica, Studio7, L’Aquila, 1994, pp. 192-204.
Antonio Rosini, Otto mesi di ferro e fuoco, Grafiche di Censo, Avezzano, 1994, pp. 142-158.
Antonio Rosini, Appendice a Giustizia Negata, Aleph, Luco dei Marsi, 1998, pag. 52.

Sitografia


https://plus.google.com/115061693661647615561/posts/Wbnnq1HqbYM
http://www.terremarsicane.it/marsica/sites/default/files/Collelongo%20La%20Bandiera%20della%20Fratellanza%20e%20della%20Libert%C3%A0.doc
http://www.telesirio.it/giornaleweb/index.php?option=com_content&view=article&id=2957&catid=138&Itemid=294

Fonti archivistiche

Fonti

Database Carlo Gentile.
ACS, ACC, sc.227, bob. 1111 C, fot. 45.0.
ASAq, Prefettura, Atti di Gabinetto, II Versamento, Cat. XIX, b. 150.