Colle Pineta Pescara 11-2-1944

(Pescara - Abruzzo)

Colle Pineta Pescara 11-2-1944

Colle Pineta Pescara 11-2-1944
Descrizione

Località Colle Pineta, Pescara, Pescara, Abruzzo

Data 11 febbraio 1944

Matrice strage Nazista

Numero vittime 9

Numero vittime uomini 9

Numero vittime uomini adulti 9

Descrizione: Dopo l’8 settembre 1943, si costituì in Chieti una formazione partigiana che fino ai primi di ottobre operò alle pendici sud-orientali della Majella, nella zona di Palombaro, da cui prese il nome. In quel periodo la linea del fronte stazionava sul fiume Sangro, a pochi chilometri dal paese; il compito della formazione partigiana, che manteneva regolari contatti radio con gli Alleati, era quello di condurre in salvo gli ex prigionieri fuggiti dai numerosi campi abruzzesi e marchigiani. Nel corso delle loro attività, gli uomini della Palombaro ebbero diversi scontri a fuoco con pattuglie tedesche, che lamentarono diversi feriti e diversi uomini catturati. Il 2 ottobre, nell’ennesimo scontro a fuoco, furono uccisi due tedeschi, mentre un terzo, ferito, riuscì a scampare all’agguato e a riparare a Sulmona. Il 4 ottobre reparti della Wehrmacht attaccarono le postazioni partigiane: una parte di patrioti si spostò in altra località in quota; un secondo gruppo attraversò il fronte; un terzo rientrò a Chieti. Il definitivo scioglimento della formazione avvenne il 13 ottobre, dopo un secondo attacco che consigliò ai superstiti di porre fine all’esperienza in montagna e rientrare a Chieti, dove avvenne il passaggio nelle fila fasciste di alcuni ex partigiani.
Dopo l’uccisione del colonnello dell’esercito di Salò Ragazzoni, ai primi di dicembre ’43 giunse a Chieti Pietro Caruso, il quale richiese espressamente un uomo del battaglione “E. Muti”, Mario Fioresi, che, con il placet di questore e prefetto, condusse un’azione di repressione politica che in pochi mesi portò alla cattura ed alla morte di numerosi ex partigiani o presunti tali. Tra il 16 gennaio ed il 4 febbraio furono arrestate, tutte su delazione, e torturate una ventina di persone; 12 di esse furono successivamente consegnate ai tedeschi che, in seguito ad un processo sommario tenuto nell’attuale Municipio di Chieti, sancì la loro condanna a morte. L’11/02/1944 nove di essi furono fucilati a Pescara.

Modalità di uccisione: fucilazione

Violenze connesse: sevizie-torture

Tipo di massacro: punitivo

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): Nella città di Pescara non vi sono contrapposizioni della memoria; vi è, piuttosto, una sostanziale ignoranza di quanto accaduto nel 1944 in quella località. Lo sforzo della Scuola, infatti, è teso a rendere il ricordo delle fucilazioni patrimonio dell’intera città. Nella città di Chieti, da cui provenivano i fucilati, il discorso è più complesso: vi è un sostanziale allineamento nella ricostruzione dei fatti e nell’individuazione delle responsabilità, ma non sempre le Amministrazioni comunali si spendono per ricordare i fucilati di Pescara nonostante una presenza istituzionale sul luogo dell’eccidio nel giorno dell’11 febbraio sia prevista da una delibera comunale del 2007. Ciò che è in discussione non è la ricostruzione del fatto in sé, ma il ruolo dell’antifascismo tout court.

Scheda compilata da Nicola Palombaro
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2018-12-26 23:28:15

Vittime

Elenco vittime

1. Cappelletti Pietro, di Severino e di Donatelli Berenice, nato a San Giovanni Teatino l’11/11/1915, operaio meccanico, coniugato, padre di due bambine
2. Cavorso Nicola, fu Nicola e di D’Aloisio Amalia, nato a Chieti il 19/04/1920, laureando in Fisica e Matematica, allievo ufficiale della Regia Aeronautica
3. Di Matteo Beniamino, detto Massimo, di Nicola e di Romano Domenica, nato a Chieti il 16/01/1926, studente, vigile del fuoco
4. Di Natale Raffaele, fu Raffaele e di Raiteri Maria, nato a Palombaro il 12/11/1913, venditore ambulante, soldato di fanteria, coniugato, padre di due bambine
5. Falasca Stelio, di Nicola e di Pellegrini Pellegrina, nato a Chieti il 14/01/1926, studente
6. Grifone Aldo, di Giustino e di Roccioletti Giulia, nato a Chieti il 06/03/1925, operaio
7. Grifone Alfredo, detto Mario, di Giustino e di Roccioletti Giulia, nato a Chieti il 20/04/1920, operaio meccanico
8. Mannelli Vittorio, fu Tito e di Sciocchetti Giovina, nato a Chieti il 02/02/1920, ex pugile, soldato di fanteria
9. Sebastiani Aldo, di Attilio e di Miscia Iolanda, nato a Chieti il 20/12/1926, apprendista meccanico, vigile del fuoco

Elenco vittime partigiani 9

1. Cappelletti Pietro, di Severino e di Donatelli Berenice, nato a San Giovanni Teatino l’11/11/1915, operaio meccanico, coniugato, padre di due bambine
2. Cavorso Nicola, fu Nicola e di D’Aloisio Amalia, nato a Chieti il 19/04/1920, laureando in Fisica e Matematica, allievo ufficiale della Regia Aeronautica
3. Di Matteo Beniamino, detto Massimo, di Nicola e di Romano Domenica, nato a Chieti il 16/01/1926, studente, vigile del fuoco
4. Di Natale Raffaele, fu Raffaele e di Raiteri Maria, nato a Palombaro il 12/11/1913, venditore ambulante, soldato di fanteria, coniugato, padre di due bambine
5. Falasca Stelio, di Nicola e di Pellegrini Pellegrina, nato a Chieti il 14/01/1926, studente
6. Grifone Aldo, di Giustino e di Roccioletti Giulia, nato a Chieti il 06/03/1925, operaio
7. Grifone Alfredo, detto Mario, di Giustino e di Roccioletti Giulia, nato a Chieti il 20/04/1920, operaio meccanico
8. Mannelli Vittorio, fu Tito e di Sciocchetti Giovina, nato a Chieti il 02/02/1920, ex pugile, soldato di fanteria
9. Sebastiani Aldo, di Attilio e di Miscia Iolanda, nato a Chieti il 20/12/1926, apprendista meccanico, vigile del fuoco

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Elenco persone responsabili o presunte responsabili


  • Carl BAYERLEIN

    Nome Carl

    Cognome BAYERLEIN

    Stato nominativo generico o non identificato emerso dalla documentazione

  • Giuseppe D’INTINO

    Nome Giuseppe

    Cognome D’INTINO

    Ruolo nella strage Collaboratore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile nato a Ripa Teatina il 08/05/1926

    Note procedimento Il processo di Vasto a carico di Fioresi, D’Intino, Rossi e Girgenti, imputati del delitto di collaborazione militare (art. 5 del DLL 159/1944 e art. 51 CPMG), di plurimi omicidi e tentati omicidi, di plurime violenze private aggravate, si chiuse il 2/09/1950 con la seguente sentenza: Fioresi Mario, colpevole del delitto di collaborazionismo militare, escluso soltanto il fine di lucro; di omicidio volontario continuato nelle persone di Falasca Stelio, Mannelli Vittorio, Grifone Mario, Grifone Aldo, Di Matteo Massimo, Sebastiani Aldo, Cappelletti Pietro, Di Natale Raffaele, Cavorso Nicola, Zannolli Aldo e Zannolli Carlo; tentato in persona di Grifone Guido, Potenza Giovanni, Finore Floriano e Strada Giuseppe; di concussione continuata in danno di diversi cittadini; altri capi di imputazione minori; condannato alla pena dell’ergastolo e £ 100.000 di multa, all’interdizione legale, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici; alla perdita della patria potestà e della capacità di testare. Commutazione della pena dell’ergastolo in quella della reclusione per 30 anni in virtù del DP 22/06/1944 n. 6; condono di anni 10 per il DP 09/02/1949 n. 32, condono di un anno e dell’intera pena pecuniaria per il DP 23/12/1949 n. 930, per una pena detentiva da scontare di anni 19, di cui 4 già scontati; D’Intino Giuseppe, colpevole del delitto di collaborazionismo militare, escluso soltanto il fine di lucro e le ruberie e gli altri soprusi, condannato alla pena della reclusione per anni 21, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, all’interdizione legale durante la pena ed alla libertà vigilata per 3 anni. Condono di 15 anni in virtù del DP 22/06/1944 n. 4, del DP 09/02/1948 n. 32, del DP 23/12/1949 n. 930, con pena residua da scontare di 6 anni, di cui 4 scontati; Rossi Luigi, non doversi procedere in ordine al reato di collaborazione militare, escluso il fine di lucro e le sevizie particolarmente efferate, perché estinto in virtù dell’art. 3 del DP 22/06/1946 n. 4. Ne fu ordinata l’immediata scarcerazione; Girgenti Giuseppe, assolto perché il fatto non costituisce reato. Sempre in seguito al Decreto presidenziale 4/1946 furono amnistiati Carisio, Azzariti, De Liberato, i Dell’Elice, Lepore, Spanò; con provvedimento del 14/11/1948 Arpino, Di Camillo e Maggi, a quella data ancora latitanti, beneficiarono della revoca del provvedimento di cattura, essendo cessati i motivi che determinarono il provvedimento; per tutti gli altri, i procedimenti si chiusero in fase di istruttoria per mancanza di elementi responsabilità.

  • Giuseppe GIRGENTI

    Nome Giuseppe

    Cognome GIRGENTI

    Note responsabile Giuseppe Girgenti, nato a Palermo il 15/01/1905, ex prefetto della Provincia di Chieti, nazionalista, abbracciò il fascismo sin dalle origini, iscrivendosi ai fasci di combattimento il 10 ottobre 1919 e diventando ufficiale delle Camicie nere. Rivestì tutte le cariche fasciste nella provincia di Palermo: fu squadrista, membro del direttorio federale, ispettore federale e segretario del GUF (Gruppi universitari fascisti) di Palermo, ispettore del PNF in Albania, segretario federale di Trapani, consigliere nazionale. Dopo l’adesione alla RSI, fu capo della provincia di Chieti (25 ottobre 1943-8 giugno 1944) e di Modena (luglio 1944-aprile 1945). Fu accusato di aver prelevato dalla Banca d’Italia una somma di £ 5.000.000, ma non si ebbero riscontri. Affrontò il processo del 1950 nella condizione di contumace.

    Note procedimento Il processo di Vasto a carico di Fioresi, D’Intino, Rossi e Girgenti, imputati del delitto di collaborazione militare (art. 5 del DLL 159/1944 e art. 51 CPMG), di plurimi omicidi e tentati omicidi, di plurime violenze private aggravate, si chiuse il 2/09/1950 con la seguente sentenza: Fioresi Mario, colpevole del delitto di collaborazionismo militare, escluso soltanto il fine di lucro; di omicidio volontario continuato nelle persone di Falasca Stelio, Mannelli Vittorio, Grifone Mario, Grifone Aldo, Di Matteo Massimo, Sebastiani Aldo, Cappelletti Pietro, Di Natale Raffaele, Cavorso Nicola, Zannolli Aldo e Zannolli Carlo; tentato in persona di Grifone Guido, Potenza Giovanni, Finore Floriano e Strada Giuseppe; di concussione continuata in danno di diversi cittadini; altri capi di imputazione minori; condannato alla pena dell’ergastolo e £ 100.000 di multa, all’interdizione legale, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici; alla perdita della patria potestà e della capacità di testare. Commutazione della pena dell’ergastolo in quella della reclusione per 30 anni in virtù del DP 22/06/1944 n. 6; condono di anni 10 per il DP 09/02/1949 n. 32, condono di un anno e dell’intera pena pecuniaria per il DP 23/12/1949 n. 930, per una pena detentiva da scontare di anni 19, di cui 4 già scontati; D’Intino Giuseppe, colpevole del delitto di collaborazionismo militare, escluso soltanto il fine di lucro e le ruberie e gli altri soprusi, condannato alla pena della reclusione per anni 21, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, all’interdizione legale durante la pena ed alla libertà vigilata per 3 anni. Condono di 15 anni in virtù del DP 22/06/1944 n. 4, del DP 09/02/1948 n. 32, del DP 23/12/1949 n. 930, con pena residua da scontare di 6 anni, di cui 4 scontati; Rossi Luigi, non doversi procedere in ordine al reato di collaborazione militare, escluso il fine di lucro e le sevizie particolarmente efferate, perché estinto in virtù dell’art. 3 del DP 22/06/1946 n. 4. Ne fu ordinata l’immediata scarcerazione; Girgenti Giuseppe, assolto perché il fatto non costituisce reato. Sempre in seguito al Decreto presidenziale 4/1946 furono amnistiati Carisio, Azzariti, De Liberato, i Dell’Elice, Lepore, Spanò; con provvedimento del 14/11/1948 Arpino, Di Camillo e Maggi, a quella data ancora latitanti, beneficiarono della revoca del provvedimento di cattura, essendo cessati i motivi che determinarono il provvedimento; per tutti gli altri, i procedimenti si chiusero in fase di istruttoria per mancanza di elementi responsabilità.

  • Heinz SCHUMACHER

    Nome Heinz

    Cognome SCHUMACHER

    Stato nominativo generico o non identificato emerso dalla documentazione

    Note responsabile capo plotone, testimonianza scritta di Bayerlein Carl, paracadutista, che prese parte alla fucilazione

  • Horst RAUSCH

    Nome Horst

    Cognome RAUSCH

    Stato nominativo generico o non identificato emerso dalla documentazione

  • Luigi ROSSI

    Nome Luigi

    Cognome ROSSI

    Ruolo nella strage Collaboratore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile nato a Bologna il 17/03/1911

    Note procedimento Il processo di Vasto a carico di Fioresi, D’Intino, Rossi e Girgenti, imputati del delitto di collaborazione militare (art. 5 del DLL 159/1944 e art. 51 CPMG), di plurimi omicidi e tentati omicidi, di plurime violenze private aggravate, si chiuse il 2/09/1950 con la seguente sentenza: Fioresi Mario, colpevole del delitto di collaborazionismo militare, escluso soltanto il fine di lucro; di omicidio volontario continuato nelle persone di Falasca Stelio, Mannelli Vittorio, Grifone Mario, Grifone Aldo, Di Matteo Massimo, Sebastiani Aldo, Cappelletti Pietro, Di Natale Raffaele, Cavorso Nicola, Zannolli Aldo e Zannolli Carlo; tentato in persona di Grifone Guido, Potenza Giovanni, Finore Floriano e Strada Giuseppe; di concussione continuata in danno di diversi cittadini; altri capi di imputazione minori; condannato alla pena dell’ergastolo e £ 100.000 di multa, all’interdizione legale, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici; alla perdita della patria potestà e della capacità di testare. Commutazione della pena dell’ergastolo in quella della reclusione per 30 anni in virtù del DP 22/06/1944 n. 6; condono di anni 10 per il DP 09/02/1949 n. 32, condono di un anno e dell’intera pena pecuniaria per il DP 23/12/1949 n. 930, per una pena detentiva da scontare di anni 19, di cui 4 già scontati; D’Intino Giuseppe, colpevole del delitto di collaborazionismo militare, escluso soltanto il fine di lucro e le ruberie e gli altri soprusi, condannato alla pena della reclusione per anni 21, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, all’interdizione legale durante la pena ed alla libertà vigilata per 3 anni. Condono di 15 anni in virtù del DP 22/06/1944 n. 4, del DP 09/02/1948 n. 32, del DP 23/12/1949 n. 930, con pena residua da scontare di 6 anni, di cui 4 scontati; Rossi Luigi, non doversi procedere in ordine al reato di collaborazione militare, escluso il fine di lucro e le sevizie particolarmente efferate, perché estinto in virtù dell’art. 3 del DP 22/06/1946 n. 4. Ne fu ordinata l’immediata scarcerazione; Girgenti Giuseppe, assolto perché il fatto non costituisce reato. Sempre in seguito al Decreto presidenziale 4/1946 furono amnistiati Carisio, Azzariti, De Liberato, i Dell’Elice, Lepore, Spanò; con provvedimento del 14/11/1948 Arpino, Di Camillo e Maggi, a quella data ancora latitanti, beneficiarono della revoca del provvedimento di cattura, essendo cessati i motivi che determinarono il provvedimento; per tutti gli altri, i procedimenti si chiusero in fase di istruttoria per mancanza di elementi responsabilità.

  • Mario FIORESI

    Nome Mario

    Cognome FIORESI

    Ruolo nella strage Collaboratore

    Stato imputato in procedimento

    Note responsabile Mario Fioresi, nato a Bologna il 17/03/1911, fu a capo della polizia ausiliaria di Chieti, un organismo modellato sulle formazioni squadriste che avevano contraddistinto la nascita del fascismo ed inserito nelle strutture poliziesche con un decreto del novembre 1943: in linea con le disposizioni emanate da Pavolini, tra i componenti di questa squadra figuravano militi della GNR e personale della Pubblica sicurezza. Dalla documentazione alleata, risalta la sua forte personalità, in grado di soggiogare tanto il prefetto quanto il questore di Chieti. La documentazione e le testimonianze raccolte concordano sulla sua indole violenta e su un modus operandi assolutamente privo di scrupoli. Fu denunciato anche per illeciti profitti; gli fu contestata ed accertata la somma di £ 1.000.000, poi ridotta a £ 500.000, frutto di rapine, estorsioni e, soprattutto, di una indebita acquisizione presso la sede della Banca d’Italia di Chieti.

    Note procedimento Il processo di Vasto a carico di Fioresi, D’Intino, Rossi e Girgenti, imputati del delitto di collaborazione militare (art. 5 del DLL 159/1944 e art. 51 CPMG), di plurimi omicidi e tentati omicidi, di plurime violenze private aggravate, si chiuse il 2/09/1950 con la seguente sentenza: Fioresi Mario, colpevole del delitto di collaborazionismo militare, escluso soltanto il fine di lucro; di omicidio volontario continuato nelle persone di Falasca Stelio, Mannelli Vittorio, Grifone Mario, Grifone Aldo, Di Matteo Massimo, Sebastiani Aldo, Cappelletti Pietro, Di Natale Raffaele, Cavorso Nicola, Zannolli Aldo e Zannolli Carlo; tentato in persona di Grifone Guido, Potenza Giovanni, Finore Floriano e Strada Giuseppe; di concussione continuata in danno di diversi cittadini; altri capi di imputazione minori; condannato alla pena dell’ergastolo e £ 100.000 di multa, all’interdizione legale, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici; alla perdita della patria potestà e della capacità di testare. Commutazione della pena dell’ergastolo in quella della reclusione per 30 anni in virtù del DP 22/06/1944 n. 6; condono di anni 10 per il DP 09/02/1949 n. 32, condono di un anno e dell’intera pena pecuniaria per il DP 23/12/1949 n. 930, per una pena detentiva da scontare di anni 19, di cui 4 già scontati; D’Intino Giuseppe, colpevole del delitto di collaborazionismo militare, escluso soltanto il fine di lucro e le ruberie e gli altri soprusi, condannato alla pena della reclusione per anni 21, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, all’interdizione legale durante la pena ed alla libertà vigilata per 3 anni. Condono di 15 anni in virtù del DP 22/06/1944 n. 4, del DP 09/02/1948 n. 32, del DP 23/12/1949 n. 930, con pena residua da scontare di 6 anni, di cui 4 scontati; Rossi Luigi, non doversi procedere in ordine al reato di collaborazione militare, escluso il fine di lucro e le sevizie particolarmente efferate, perché estinto in virtù dell’art. 3 del DP 22/06/1946 n. 4. Ne fu ordinata l’immediata scarcerazione; Girgenti Giuseppe, assolto perché il fatto non costituisce reato. Sempre in seguito al Decreto presidenziale 4/1946 furono amnistiati Carisio, Azzariti, De Liberato, i Dell’Elice, Lepore, Spanò; con provvedimento del 14/11/1948 Arpino, Di Camillo e Maggi, a quella data ancora latitanti, beneficiarono della revoca del provvedimento di cattura, essendo cessati i motivi che determinarono il provvedimento; per tutti gli altri, i procedimenti si chiusero in fase di istruttoria per mancanza di elementi responsabilità.

Memorie

Memorie legate a questa strage

  • cippo a Pescara, colle pineta n. 18

    Tipo di memoria: cippo

    Ubicazione: Pescara, colle pineta n. 18

    Descrizione: Pescara, cippo commemorativo fatto erigere dai familiari delle vittime tra il settembre ed il dicembre 1944, in strada Colle Pineta n. 18, nel cortile della scuola primaria “11 febbraio 1944” ;Scuola primaria “11 febbraio 1944”, via Colle Pineta n. 18. Nel suo cortile c’è il Cippo commemorativo, con pannelli esplicativi che raccontano la vicenda dell’11 febbraio 1944. L’edificio scolastico sorge sul luogo dove avvenne la fucilazione. All’interno della biblioteca scolastica sono esposti fotografie dei fucilati, copia delle loro ultime lettere, copia del conferimento della medaglia d’oro al Valor Militare alla memoria di Alfredo Grifone, la croce di guerra di Floriano Finore, scampato alla fucilazione. Nove aule sono state intitolate ai nove fucilati. Fino al 2010 la biblioteca veniva aperta alla cittadinanza; con l’avvento delle nuove regolamentazioni previste a partire dai decreti Gelmini, parte della Biblioteca è stata utilizzata come aula e, di conseguenza, è stata notevolmente ridotta l’area destinata alla Memoria.

  • lapide a Chieti

    Tipo di memoria: lapide

    Ubicazione: Chieti

    Anno di realizzazione: 2006

    Descrizione: Chieti, targa commemorativa nell’aula consiliare del Comune di Chieti, dove si svolse il processo, affissa l’11/02/2006

  • onorificenza alla persona a

    Tipo di memoria: onorificenza alla persona

    Descrizione: Grifone Alfredo, medaglia d’oro al valor militare, con la seguente motivazione: Anelante di veder la Patria libera e risorta a vita democratica, aderiva subito al movimento partigiano adoperandosi attivamente per procurare, alla formazione a cui apparteneva, nuove armi, munizioni e mezzi di trasporto. In ogni circostanza, sfidando pericoli di ogni genere nell’impari lotta, era di esempio ai suoi compagni per ardimento, senso del dovere e dedizione alla causa della libertà. Attivamente ricercato per le gesta compiute e braccato da vicino, riusciva sempre a sfuggire alla cattura; avendo, però, saputo che i tedeschi avevano arrestato numerosi giovani del luogo, fra cui i suoi due fratelli, ritenuti direttamente responsabili delle azioni di guerra da lui compiute, non esitava a presentarsi spontaneamente al comando germanico chiedendo la liberazione dei prigionieri ed assumendosi la piena responsabilità delle azioni compiute. Processato e condannato a morte con altri otto compagni, veniva obbligato ad assistere alla fucilazione di questi ed a trasportarne i cadaveri nelle rispettive fosse. Giunto il suo turno, rifiutava di essere legato e bendato, affrontando stoicamente il plotone di esecuzione al grido di: « Viva l’Italia». Zona di Chieti, 9 settembre 1943-11 febbraio 1944. D.P.R. 2 settembre 1959

  • onorificenza alla persona a

    Tipo di memoria: onorificenza alla persona

    Descrizione: Cappelletti Pietro, medaglia di bronzo al valor militare, con la seguente motivazione: Entrato nella Resistenza, partecipava a numerose azioni partigiane dando prova di valoroso combattente. Catturato su delazione e sottoposto a snervanti interrogatori e ad atroci torture, non cedeva né a lusinghe, né a minacce, preferendo al tradimento la morte per fucilazione. Zona di guerra (Abruzzo), 9 settembre 1943 Pineta di Pescara, 11 febbraio 1944. D.P.R. 11 luglio 1972

  • onorificenza alla persona a

    Tipo di memoria: onorificenza alla persona

    Descrizione: Falasca Stelio, medaglia di bronzo al valor militare, con la seguente motivazione: Entrava tra i primi nella Resistenza, svolgendo abilmente il rischioso incarico di portaordini in zona strettamente vigilata dal nemico. Catturato su delazione, piuttosto che cedere ad atroci torture ed a minacce di rappresaglia sulla sua famiglia, affrontava fieramente il plotone di esecuzione e cadeva sotto il piombo nemico per la libertà della Patria. Zona di guerra (Pineta di Pescara), 9 settembre 1943 – 11 febbraio 1944. D.P.R. 23 ottobre 1972

  • onorificenza alla persona a

    Tipo di memoria: onorificenza alla persona

    Descrizione: Cappelletti Pietro, croce di guerra al valor militare

  • onorificenza alla persona a

    Tipo di memoria: onorificenza alla persona

    Descrizione: Finore Floriano, croce di guerra al valor militare

  • onorificenza alla persona a

    Tipo di memoria: onorificenza alla persona

    Descrizione: Cavorso Nicola, laurea ad honorem in Matematica e Fisica, Regia Università di Roma, 28 gennaio 1946

  • commemorazione a Pescara, colle pineta n. 18

    Tipo di memoria: commemorazione

    Ubicazione: Pescara, colle pineta n. 18

    Descrizione: Ogni anno presso la Scuola Primaria “11 febbraio 1944” viene ricordata la fucilazione, con il coinvolgimento di tutto il plesso scolastico alla presenza di Istituzioni ed Associazioni (Comune di Pescara, Comune di Chieti, Parrocchia ”Santa Famiglia” di Pescara, ANPI). La cerimonia, aperta alla cittadinanza, si svolge davanti al Cippo commemorativo, dove i ragazzi di Quinta e di Quarta procedono al passaggio del Testimone della Memoria. Buona parte dell’attività didattica della Scuola ruota intorno a questo avvenimento, poiché da oltre un decennio è stabilmente inserito nel POF il progetto di educazione alla Pace ed alla Cittadinanza “Gocce nel Mare”. Con l’aiuto di esperti, la scuola ha prodotto libri e cortometraggi sull’avvenimento dell’11 febbraio 1944. Dal 2010 ha intrapreso un percorso didattico con l’Istituto comprensivo di Bussi sul Tirino.

  • commemorazione a Pescara, colle pineta n. 18

    Tipo di memoria: commemorazione

    Ubicazione: Pescara, colle pineta n. 18

    Descrizione: La commemorazione avviene in occasione del 25 aprile, quando la locale ANPI svolge la propria cerimonia presso il Cippo ed in quella occasione procede alla premiazione di chi, persone o associazioni, si è distinto nella difesa della carta costituzionale

Bibliografia


Nicola Palombaro, Secondo i nostri interessi. Alleati e Resistenza in Abruzzo nella documentazione dell’Allied Control Commission, Villamagna, Tinari, 2009;
Filippo Paziente, I Martiri partigiani di Chieti. Storia, memoria, rimozione, Villamagna, Tinari, 2006;
Costantino Felice, Guerra, dopoguerra, Resistenza in Abruzzo. Uomini, economie, istituzioni, Milano, Franco Angeli, 1993;
Costantino Felice, Dalla Maiella alle Alpi. Guerra e Resistenza in Abruzzo, Roma, Donzelli, 2014;
Nicola Palombaro, Il filo della memoria. 11 febbraio 1944: divieto d’oblio, con cd mutimediale, Sigraf, Pescara, 2005;
Nicola Palombaro (a cura di), Il filo della memoria. 11 febbraio 1944: divieto d’oblio. Seconda edizione ampliata, Villamagna, Tinari, 2010;
Antonio Bertillo, Giampietro Pittarello, Il martirio di una città. Pescara e la guerra 1940/1944, Montesilvano, Progetto Incontro, 1998, p. 342;
Lelio Sciolè, Criminali fascisti alla sbarra. Le ombre dei martiri della libertà chiedono giustizia ai magistrati di Vasto, in “Crimen” n. 36, anno VI, 6 settembre 1950;
Lelio Sciolè, Concluso il processo contro la “banda Fioresi”, in “Crimen” n. 41, anno VI, 10 ottobre 1950.

Sitografia


http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=45415
http://www.brigatamaiellasvp.it/accadde-ieri/banda-palombaro.html
http://www.territorilink.it/?tag=banda-palombaro
http://www.chietinuova3febbraio.it/sito/index.php?option=com_content&view=article&id=99%3Ala-resistenza-in-provincia-di-chieti-memoria-oblio-revisione&Itemid=93
http://www.hgnews.it/articoli/read/id/677/Per-non-interropere-il-filo-della-memoria.html
Stelio Falasca, in Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza italiana [http://www.ultimelettere.it/?page_id=35&ricerca=446], url consultata il 28 settembre 2018

Docufilm a cura di Fabrizio Franceschelli e Anna Cavasinni, La guerra in casa. La Linea Gustav: Chieti e provincia

Fonti archivistiche

Fonti

«Italia combatte», 1° maggio 1944, Fratelli di sangue e di fede
ACS, ACC, s. 245, bob. 1230 B, fot. 43.0, fasc. 67
ACS, ACC, s. 245, bob. 1230 B, fot. 45.0, fasc. 67
ACS, ACC, s. 245, bob. 1230 B, fot. 17.0, fasc. 55
ACS, ACC, s. 245, bob. 1229 B, fot. 41.0, fasc. 32
ACS, MI, DGPS, SIS, b. 31, fasc. HP 21-Chieti
ACS, MI, DGPS, SIS, b. 10 fasc. CP 3-Chieti
ACS, ACSF, tit.VII, n. 7, fasc. 23
ACS, ACSF, tit. VII. n. 6, fasc. 40
ASCH, Tribunale civile e penale, Sanzioni contro il fascismo, busta non numerata
Archivio privato Famiglia Cavorso
Archivio privato Famiglia Cappelletti