TROGHI RIGNANO SULL'ARNO 03.08.1944

(Firenze - Toscana)

TROGHI RIGNANO SULL'ARNO 03.08.1944

TROGHI RIGNANO SULL'ARNO 03.08.1944
Descrizione

Località Troghi, Rignano sull'Arno, Firenze, Toscana

Data 3 agosto 1944

Matrice strage Nazista

Numero vittime 3

Numero vittime donne 3

Numero vittime donne adulte 2

Numero vittime donne anziane 1

Descrizione: L'ingegnere Robert Einstein - cugino del celebre fisico tedesco Albert Einstein – trasferitosi da diversi anni in Italia, dal 1937 risiedeva assieme alla moglie e alle due figlie nella Villa “Il Focardo”, in località Troghi, comune di Rignano sull'Arno. Nei mesi dell'occupazione tedesca la villa era servita d'alloggio a diversi comandi tedeschi, la cui presenza aveva spinto Robert, verso la fine del luglio 1944, a darsi alla macchia, separandosi dalla moglie Cesarina e dalle figlie Annamaria e Luce, che erano invece rimaste in villa assieme ad altri parenti e dipendenti. Robert, in quanto ebreo, era stato infatti consigliato da molti a mettersi al riparo. Il 3 agosto 1944, giorno in cui Rignano viene liberata, giunge al Focardo un nuovo reparto in ripiegamento che prende possesso della villa. Verso le ore 19 la moglie e le figlie di Robert, assieme ad altri parenti, alla famiglia del fattore Orlando Fuschiotti e ad alcuni coloni vengono rinchiusi in alcune stanze dell'abitazione. Fatto richiesta degli Einstein, i tedeschi separano dal gruppo Cesarina e le figlie Annamaria e Luce per interrogarle. A Cesarina chiedono spiegazioni sull'assenza del coniuge e più tardi la stessa verrà anche accompagnata ai limiti dei boschi circostanti allo scopo di richiamare il marito, che i tedeschi immaginano nascondersi nelle vicinanze. La villa è quindi sottoposta a perquisizione, nel corso della quale viene probabilmente ritrovato da parte tedesca materiale compromettente, tale da suscitare il sospetto che la famiglia tenesse contatti con la Resistenza o con gli Alleati. Al termine dell'interrogatorio, Cesarina e le due figlie sono infatti accusate di spionaggio e possesso di esplosivi e pertanto condannate a morte. Portate in una stanza al piano superiore vengono uccise con raffiche di mitragliatrice. Sono invece rilasciate, oltre ai familiari del fattore e ai coloni precedentemente rinchiusi: Seba Mazzetti (sorella di Cesarina), le due sorelle gemelle Paola e Lorenza, figlie di Corrado Mazzetti fratello di Cesarina (le quali, in quanto orfane di madre, erano state accolte dagli Einstein al Focardo), e un'altra nipote, Anna Maria Boldrini, sfollata da Pisa. Al tenente tedesco che le libera, Seba Mazzetti sente pronunciare la frase “giustizia è fatta e i traditori sono puniti”. I tedeschi, dopo la strage, appiccano il fuoco alla villa e se ne vanno. Robert Einstein, nel frattempo, uditi gli spari dal suo rifugio nelle campagne circostanti, aveva cercato di accorrere alla villa, ma era stato sconsigliato a proseguire da Seba e dagli altri superstiti che lo avevano incontrato per strada poco dopo esser stati rilasciati. A guerra terminata, il 13 luglio 1945 - anniversario del suo matrimonio -, Robert, distrutto per la sciagura, si suiciderà sulle macerie del Focardo ingerendo del veleno.

Modalità di uccisione: uccisione con armi da fuoco

Violenze connesse: incendio di abitazione

Tipo di massacro: ritirata

Estremi e note penali: Dopo la strage fu avviata un'investigazione da parte della 5. Armata statunitense che raccolse testimonianze e produsse documentazione, senza tuttavia portare all'individuazione dei responsabili. Alla fine degli anni novanta, a seguito delle nuove acquisizioni archivistiche e delle ricerche dello storico Carlo Gentile, venne individuato il probabile reggimento responsabile dell'eccidio e stilato un elenco di nomi di ex appartenenti. Nel 2005 l'Ufficio centrale per le indagini sui crimini del nazionalsocialismo di Ludwigsburg ha aperto un'indagine a carico di alcuni ufficiali e sottufficiali del 104. Reggimento Panzergrenadier. Nel 2007 ha inviato alla Procura di Frankenthal (Renania-Palatinato) la conclusione dell'indagine sul massacro che ipotizza per alcuni degli indiziati il reato di uccisione di civile aggravato dall'odio razziale.

Annotazioni: ? Il nome di battesimo della moglie di Robert è Cesarina (“Nina”) anche se è usato talvolta, come alias, il nome proprio biblico “Agar” (come ad esempio nel libro di Liliana Picciotto, Il libro della memoria). Sulla sua tomba nel cimitero della Badiuzza essa è chiamata col diminutivo “Nina” e la figlia Annamaria col soprannome “Cicci”.
? Solamente Robert Einstein era di religione ebraica. La moglie e le figlie appartenevano infatti alla Chiesa valdese di Firenze.
? Secondo alcune testimonianze rilasciate dai superstiti e raccolte anche nell'inchiesta statunitense i responsabili della strage appartenevano a un gruppo di SS. L'ipotesi però non ha trovato conferma nelle ricerche archivistiche condotte sulla documentazione tedesca dallo storico Carlo Gentile, le quali anzi hanno accertato che alla data della strage nei dintorni di Firenze non vi erano più uomini appartenenti al comando locale della Sicherheitspolizei, né alcun genere di truppe delle Waffen-SS. Tuttavia, Lorenza Mazzetti ha continuato in anni recenti a sostenere la tesi che vuole attribuita a unità delle SS la responsabilità della strage.
? Circa la presunta motivazione razziale della strage, talvolta ipotizzata, permangono numerosi dubbi. Tra gli elementi spesso richiamati per avvalorare questa ipotesi si possono ricordare: 1) l'interesse sospetto di un capitano tedesco che nei mesi dell'occupazione della villa aveva fatto domande a Robert circa il suo cognome; 2) il fatto che i tedeschi giunti il 3 agosto alla villa chiedano espressamente degli Einstein e selezionino tra i fermati allo scopo di sottoporli a interrogatorio, oltre alla moglie di Robert, Cesarina, solamente coloro che portano quel cognome, come le figlie Annamaria e Luce e non ad esempio le cugine Paola e Lorenza Mazzetti. Spingo invece ad una conclusione contraria altri elementi, tra i quali: 1) Il fatto che durante tutti i mesi dell'occupazione tedesca né la Sicherheitspolizei, responsabile della persecuzione degli ebrei, né il Sicherheitsdienst delle SS (presenti nel capoluogo toscano dall'ottobre del 1943 sino al luglio del 1944) si siano mai occupati degli Einstein. 2) Il fatto che il supposto movente razziale dell'eccidio non venga menzionato in un avviso lasciato sul luogo dallo stesso comando tedesco prima di ritirarsi, il cui testo recita: “La famiglia Einstein si è resa colpevole di spionaggio. Essa mantiene costantemente contatto con gli alleati nemici. La famiglia è stata passata alla fucilazione il giorno 3 Agosto”. L'uccisione assumerebbe pertanto il carattere di un'azione punitiva nei riguardi dell'attività svolta dalla famiglia in senso anti-tedesco. La dinamica dei fatti, inoltre, è tipica di una strage compiuta in fase di ritirata.

Note sulla memoria (per maggiori informazioni vedi la sezione apposita): Dell\'eccidio, nella comunità di Rignano si era persa memoria per molti anni, sino almeno alla prima commemorazione pubblica del 1979.

Scheda compilata da Francesco Fusi
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Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-11-29 15:07:04

Vittime

Elenco vittime

Einstein Anna Maria di Robert, nata a Roma il 23/02/1926.
Einstein Luce di Robert, nata a Monaco di Baviera il 19/04/1917.
Mazzetti Cesarina [alias Agar] in Einstein fu Lorenzo, nata a Bergamo il 24/03/1886.

Elenco vittime civili 3

Einstein Anna Maria.
Einstein Luce di Robert.
Mazzetti Cesarina.

Responsabili o presunti responsabili

Elenco reparti responsabili


Memorie

Memorie legate a questa strage

  • onorificenza alla persona a

    Tipo di memoria: onorificenza alla persona

    Descrizione: Il comune di Rignano ha intitolato una via del paese alla famiglia Einstein.

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    Tipo di memoria: monumento

    Ubicazione: Rignano sull\'Arno, Badiuzza, cimitero

    Anno di realizzazione: 1979

    Descrizione: Nel cimitero della Badiuzza a Rignano sull\'Arno sul sepolcro che accoglie le spoglie di Robert Einstein, della moglie e delle figlie, in occasione del 35. anniversario della strage è stato posto un monumento, consistente in un\'alta stele in acciaio, realizzata sul progetto degli allievi dell\'Istituto Statale d\'Arte di Firenze.

  • commemorazione a

    Tipo di memoria: commemorazione

    Anno di realizzazione: 1979

    Descrizione: La prima commemorazione pubblica della strage si tenne nel 1979 (35. anniversario) al cimitero della Badiuzza con intervento di rappresentanti dell\\\'amministrazione comunale di Rignano e dell\\\'Associazione Nazionale Famiglie Italiane Martiri Caduti per la Libertà della Patria (ANFIM). Nell\\\'occasione fu inaugurato sul sepolcro degli Einstein il monumento progettato dagli allievi dell\\\'istituto Statale d\\\'Arte di Firenze.

  • commemorazione a

    Tipo di memoria: commemorazione

    Anno di realizzazione: 2005

    Descrizione: L\'eccidio è stato solennemente commemorato il 27 gennaio 2005 in occasione del giorno della memoria con l\'intervento di rappresentanti dell\'amministrazione comunale di Rignano, dell\'amministrazione provinciale di Firenze, della comunità valdese di Firenze e dell\'ANFIM.

  • commemorazione a

    Tipo di memoria: commemorazione

    Descrizione: Solitamente la commemorazione della strage della famiglia Einstein è organizzata dall\'amministrazione comunale di Rignano due volte l\'anno: in occasione dell\'anniversario della strage (3 agosto) e in occasione del Giorno della Memoria (27 gennaio).

Bibliografia


Camillo Arcuri, Il sangue degli Einstein Italiani, Ugo Mursia Editore, Milano, 2004.
Leto Casini, Ricordi di un vecchio prete, La Giuntina, Firenze, 1986, pp. 70-72.
Comune di Rignano sull'Arno, Antifascismo, resistenza, liberazione, ricostruzione. Appunti di storia Rignanese, Rignano sull'Arno, 2004.
Gianluca Fulvetti, Uccidere i civili. Le stragi nazifasciste in Toscana (1943-1945), Carocci, Roma, 2009, pp. 151-152.
Carlo Gentile (a cura di), Le stragi nazifasciste in Toscana, 1943-45, 4. Guida archivistica alla memoria. Gli archivi tedeschi, Carocci, Roma, 2005, pp. 103-104.
Lorenza Mazzetti, Il cielo cade, Sellerio, Palermo, 1961.
Liliana Picciotto, Il libro della memoria, Ugo Mursia Editore, Milano, 2005, p. 839.
Ivan Tognarini, Kesserling e le stragi nazifasciste. 1944: estate di sangue in Toscana, Carocci, Roma, 2002.
Alessandro Vivianti, Diario di un ebreo fiorentino: 1943-1944, Editrice La Giuntina, Firenze, 2002.

Sitografia


http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_della_famiglia_Einstein
http://www.archiviodeltempochepassa.it/L%27eccidio%20degli%20Einstein.La%20strage%20dimenticata.pdf
http://www.resistenzatoscana.it/...sull.../sepolcro_della_famiglia_einstein_mazzetti
http://www.resistenzatoscana.it/storie/la_famiglia_einstein
http://www.riccardomichelucci.it/storie/giustizia-per-gli-einstein/
http://www.toscananovecento.it/custom_type/villa-il-focardo-la-strage-della-famiglia-einstein/

Fonti archivistiche

Fonti

AUSSME, N B1/11, b. 2132, Firenze, Testimonianza di Orando Fuschiotti e di Seba Mazzetti del 13 novembre 1944.
NARA, Washington DC, f. 3, Einstein.